Adesso è ufficiale: si vota a ottobre,probabilmente nel mezzo di un autunno che si preannuncia caldissimo.
Ieri Salvini e Berlusconi hanno seguito il movimento cinque stelle non votando una risoluzione favorevole a Draghi presentata da Casini
Inutile ora ripercorrere le tappe della dissoluzione del governo di un banchiere che,con la sua autorità, aveva assicurato il Pnrr ad un paese come l’Italia,ultima in Europa per riforma del mercato del lavoro e lotta alle disuguaglianze.
Draghi ha sbagliato?
Senz’altro, perché ha accettato di servire le istituzioni e non gli interessi del sistema dei partiti che sono sotto gli occhi di tutti
Ma questo nel Paese dello stragismo di mafia e di stato non è possibile.
La vita continua,nessuna tragedia,se hai un minimo per campare,la democrazia è salva.
Draghi è un liberale,punto e basta.
Pretendere che fosse un bolscevico è patetico,averlo silurato in questo modo è osceno,ma SuperMario è uscito di scena disvelando l’anima nera del trio Lescano.
Il 21 luglio del 2001 la mattanza del G8 con l’uccisione di Carlo Giuliani fu orchestrata da Forza Italia,An e Lega.
Quelli che possono vincere le elezioni a ottobre,grazie anche agli errori di una sinistra che non fa più paura a nessuna specie di briatore.
A volte ritornano…ma da noi i reazionari non sono mai morti.
L’autobiografia della nazione,si dice fosse il fascismo.
Oggi Draghi presentandosi al Senato ha di fatto chiuso la crisi: arriverderci a mai più.
Siamo sospesi ad un filo,si dice.
Il discorso di Draghi è stato duro vs. Cinque stelle e Lega,ma di governi che cadono e poi risorgono è piena la storia d’Italia.
Quello che succederà o sta già succedendo a livello politico è nulla rispetto a quello che è accaduto a livello sociale in questa legislatura.
Il rosario va sgranato ancora una volta, i grani della devozione al transeunte parlamentare sono i soliti:
Per la guerra in Ucraina,ora pro nobis,
Per la pace, ora pro nobis
Per la crisi energetica,ora pro nobis
Per la carestia, ora pro nobis.
Per la povertà,ora pro nobis..
Per il termovalorizzatore di seconda generazione, orate pro eis…
Per taxisti e balneari ora pro nobis
Per il reddito di cittadinanza,ora et labora etccc…
Ora se Draghi si dimetterà è un presuntuoso banchiere al servizio della Cia,della Cee,della Cei,del CAI,della Fifa, dell’Uefa…
Se non si dimette è un accattone, poco accattivante,che si accontenta di un parziale mea culpa dei Ministri cinque stelle e della spinta di sindaci e società civile.
Se dovesse recarsi da Sergio Mattarella la disgrazia passerebbe sul groppone del presidente, che non voleva il reincarico, e che ora costituisce il cuore della valenza democristiana della Repubblica.
Qualsiasi cosa fai,tu sempre pietre in faccia prenderai..
Certo che Mario Draghi,e tutti lo sappiamo , è stato salutato come Salvatore della Patria,..dei conti correnti,del Pnrr da parte di tutti i partiti della Unità nazionale,dei vitalizi,non certo dei diseredati che ora la destra vorrebbe rappresentare con la Meloni.
Ma il problema non è solo della crisi sistemica della politica che non ha saputo esprimere un’autorità necessaria in 4 anni di legislatura.
La società civile non è che sia meglio,dai,lo sappiamo tutti cominciando a considerare che in perenne crisi è l’aforisma ” ciò di cui non si sa meglio tacere” ,( aforisma trattato logico filosofico di L. Wittgenstein).
Tutti sanno quello che si dovrebbe fare, ma solo al bar o sui social.
E tutti hanno le loro ragioni,ma soprattutto i loro torti,perché ormai il corporativismo è l’unica traccia di un agire comune.
Un’ennesima scissione cinquestelle metterebbe Conte fra i rottamatori definitivi del movimento.
E’ finita così senza un vero perché…
Comunque vada nessuno tirerà missili su Montecitorio.
Il sociologo Domenico Masi,sul fatto Quotidiano, e in TV insiste nell’affermare che l’ultimo partito che si è occupato dei poveri è stato il PCI di Berlinguer.
Forse non è proprio in questo modo che il partito comunista può essere rappresentato.
Fu proprio la frattura fra garantiti e non garantiti della fine degli anni settanta e inizio ottanta che generò corti circuiti violenti di rabbia sociale.
Sergio Bologna con la” Tribù delle talpe”,lo stesso Reichlin su Rinascita ( da posizioni opposte), riconoscevano che la grande ristrutturazione capitalista della metà degli anni settanta aveva creato un proletariato che si sentiva poco rappresentato dal PCI.
Era il periodo del proletariato giovanile,della cacciata di Lama dall’università,dello scontro fra classe operaia garantita e giovani disoccupati operai,precari già sottopagati,che fluttuavano in forme di antagonismo radicale.
Allora non si parlava di poveri,si parlava di masse popolari,di proletari senza rivoluzione,di politica dei sacrifici che il PCI proponeva per uscire da una inflazione al 20 per cento, dal terrorismo etc.
Fare di Conte il prosieguo di Berlinguer è irriverente verso un partito che sapeva benissimo come affrontare pauperismi diffusi ( ma che poi non poteva risolvere se non sacrificando sull’altare delle istituzioni rabbie giovanili proletarie diffuse sul territorio ).
Si vuol dire che il pauperismo degli anni settanta vedeva nelle lotta di classe vs.i “padroni” la sua emancipazione materiale,ma anche etica.
Non si possono fare quindi delle analisi di classe come fossero sondaggi elettorali.
Nella realtà tutto è cambiato e il PCI era comunque un grande partito di intellettuali e proletari.
Con alle spalle anni di lotte,di sacrifici,di ideali,di operai del Nord e braccianti del Sud..
Il PCI veniva da lontano,tutti lo rispettavano,anche se non lo votavano…
I confusionari populisti di oggi sono solo figli del loro tempo ..
Il dl Aiuti,quello delle bollette,dei bonus,del cuneo fiscale etc è passato anche al Senato,ma il forfait di Conte ha di fatto aperto la campagna elettorale delle prossime elezioni.
Mario Draghi è andato da Sergio Mattarella a rassegnare le dimissioni,che il presidente ha rifiutato.
La tradizione del Belpaese non scade mai,soprattutto in estate.
Dalla caduta del fascismo il 25 luglio, alla caduta del Papeete, quando il sole picchia sulla testa, difficile conservare lucidità d’intenti.
Così per non farci mancare nulla,il paese indebitato a livello mondiale con l’evasione fiscale record, con la povertà record nei paesi del G 7, con la guerra alle porte, si accinge ad attraversare la landa desolata delle crisi in atto con la consueta oscillazione fra la gravità di una crisi di sistema,e la non serietà flaiana.
Ieri spread alle stelle,Europa con il fiato sospeso,solito circo mediatico che cerca di capirci qualcosa e che intanto piange la morte di un gigante del giornalismo come Eugenio Scalfari.
È certa solo una cosa: una classe dirigente pavida,autoreferenziale,timorosa di cambiare qualcosa è stata capace di mandare all’aria un governo di unità nazionale voluto perché nessuno voleva andare a elezioni anticipate.
Le motivazioni dello strappo di Conte,fra cui il no al termovalorizzatore di Roma,sembrano o sono una scusa belle e buona per non finire nel nulla dopo la scissione del neodemocristiano Giggino Di Maio.
Certo che il PD è nei guai.
Proporre un’alleanza elettorale con chi voleva e vuole buttare a mare un governo di stabilità voluto da Mattarella,Draghi e Bce non è facile, dopo che si è voluto rappresentare come architrave delle istituzioni.
Dall’altra parte la Giorgina nazional populista finalmente potrà raccogliere il seminato nell’unico vero campo largo:quello che immagina un’Italia su modelli di capitalismo alla Trump,con sussulti alla…Orban sui diritti civili.
Ma il tutto è ancora da giocare.
Quelli che commentano che lo strappo è doveroso sanno anche che la strada che porta alle elezioni va a destra.
Le motivazioni di Conte sull’emergenza sociale non sono invenzioni,peccato che Draghi le condivida.
Ma i duri e puri dei cinque stelle rimanenti non sono proprio quello che il sociologo De Masi indica come i nuovi socialdemocratici radicali:Toninelli,Di Battista,ad esempio,che storia hanno a sinistra, se fanno fatica a dichiararsi antifascisti?
Insomma la crisi di governo c’è, Draghi e’ troppo bravo per salvaguardare solo gli interessi di lobbies e partiti scevri da ogni idealità civile.
I ricchi aumentano,i poveri ancora di più, c’è possibilità per tutti di avere un bonus…
Dopo bombe e missili su case,scuole,popolazione civile,donne,vecchi,bambini il reazionario antisocialista Putin ha dichiarato ” ragazzi non avete visto ancora niente”
Un bullo tagliagole di periferia non avrebbe detto di meglio.
È scontato che la Russia non ha esplicitato tutta la sua violenta aggressività: chi osa dire il contrario quando in ballo c’è la seconda potenza nucleare al mondo che minaccia l’uso di bombe tattiche?
Quindi siamo al cospetto di una carneficina compatibile con una operazione speciale a bassa intensità,in attesa di un botto finale come annunciato ieri.
Le minacce di Putin all’Occidente si dice trovino consenso non solo in una Russia dove sono stati massacrati i diritti civili e i suoi militanti.
In Italia eminenti politologi ne capiscono le ragioni,in altre parti del mondo è meno isolato che in Europa.
Lo zar trova appoggio in Cina e India,ad esempio,oppure nel Brasile di Bolsonaro,tutte nazioni che raggiungono una popolazione di tre miliardi e mezzodi persone che a vario titolo sperano in un ribaltamento mondiale dei rapporti di forza con l’Europa.
Poi c’è l’Iran che fornirà droni ultimo modello,tutti i paesi che in qualche modo hanno avuto storie con gli Usa non possono che tifare Putin.
Che abbia decomunistizzato l’Ottobre rosso facendolo diventare un incidente di percorso della storia ,come scrivono giustamente anche parecchi intellettuali liberali, è vero.
Per Putin la rivoluzione d’ottobre e stato un colpo di stato di internazionalisti che hanno liquidato la grande tradizione imperialistica degli zar e hanno regalato l’Ucraina all’Unione Sovietica
Così come la sua retorica della grande guerra patriottica con relativa criminalizzazione nazista della popolazione Ucraina tutta,è una menzogna brutale per giustificare il massacro in corso.
Se questo significa una dimostrazione politica di quello che potrebbe essere in futuro l’Ucraina lo abbiamo capito.
Su canali internazionali è da tempo che si parla dei coscritti russi,tutti giovanissimi,che vanno alla guerra credendo di trovare Battaglioni Azov in ogni negozio e condomino.
La controffensiva Ucraina di questi giorni,poi,non fa che rafforzare gli utili consigli a Zelensky,di… arrendersi.
Per quale motivo un’intepretazione di estrema destra della storia trovi tanti estimatori in Italia, fra i sinistri,rimane un mistero della fede..
Infatti quando sento dire dai guerrafreddisti italioti che in fondo Putin e ‘meglio dei liberali occidentali,mi viene in mente che Hitler e Goering disprezzavano il paralitico ebreo Roosevelt e gli Stati Uniti per il loro materialismo.
La trascendenza dal capitalismo secondo Putin dovrebbe avvenire con un bagno di sangue purificatore.
Con la russificazione dell’Ucraina, magari pagando le pensioni in rubli alla popolazione ucraina del Donbass e delle zone conquistate,forse giocando sull’emigrazione forzata di chi non accetta il nuovo ordine mondiale da lui tracciato a colpi di missili,spera di ristabilire un quarto Reich slavofilo e greco ortodosso.
La continuità sta nella vodka,come prima stava nelle patate.
L’elogio dell’Istat al reddito di cittadinanza ha spiazzato i virtuosi e probi cittadini, che pensano che bisogna abolire il sussidio vergognoso dato ai parassiti nullafacenti.
I quali rifiutano il lavoro,visto che i salari in quasi tutti i settori sono fra i più bassi d’Europa.
L’Istat ha certificato che dal 2005 a oggi si è passati da 1.900.000 poveri a 5 milioni e mezzo: dentro ci sono minori e giovani.
E appunto ha messo nero su bianco che il Rdc ha salvato dalla povertà almeno un milione di italiani.
Niente di nuovo,si dirà, perché la povertà di milioni di cittadini,soprattutto al Sud, è strutturale da sempre alla way of life del Belpaese, famoso per le sue disuguaglianze dall’Unità in poi.
E il disprezzo verso la povertà,che costituisce un vero tratto dominante del padronato alla Briatore e compagnia” contante”che considerano la povertà un fatto individuale e non sociale e politico, fa parte del neoliberismo da pezzentume culturale di certa classe dirigente.
Briatore,un innominabile per qualunquismo e sottocultura,ha gridato al terzo mondo quando è mancata l’acqua alla Crazy Pizza di Roma locale del circuito billionaire.
Ha ragione,peccato che il terzo mondo nel lavoro sia presente perennemente anche in altre parti d’Italia dove la pizza costa 4 euro e non 65.
Naturalmente a Briatore e alla banda della ricchezza come apogeo dell’esistenza il reddito di cittadinanza infastidisce .
Sul mercato del lavoro i giovani devono arrivare con la canna del gas a portata di mano.
E lui,per bontà insita nel DNA di una borghesia che in fatto di diritti sul lavoro fa piangere l’Europa, i suoi dipendenti se li tiene stretti.
Sono degli sfigati,dei falliti secondo il nostro,ma il suo cuore li salva dal Rdc.
Il Briatore, ama domandare sui social quanti posti di lavoro abbiano creato i sindacati.
A parte il fatto che i sindacati non sempre esistono per creare posti di lavoro,ma casomai per tutelarli,la domanda dice tutto del becero qualunquismo dei liberal fascisti italiani.
Il comitato centrale dell’Istat però è pieno di comunisti.
Chiamiamoli regressisti,non solo reazionari o post fascisti,troppo banale,troppo ideologico.
Troppo vero, però, perché la compagnia regressiva è così eterogenea…
Insomma concedere la cittadinanza a bimbi e ragazze che legalmente sono in Italia dai 12 anni e che frequentano la scuola da cinque, secondo Lega e Fdi è un provocazione di tutta la sinistra per sbandierare vessilli in vista delle elezioni,anche se si tratta di una iniziativa parlamentare e non di governo.
Ma non basta.
La possibilità di coltivare cannabis per uso personale,al massimo 4 piante, già approvata in commissione è secondo i regressisti un incentivo a distribuire ” droga gratuita”.
Una popolazione giovanile che stando a casa con il reddito di cittadinanza si fumerà canne alla faccia del popolo lavoratore,è l’icona sbandierata dai papeetisti,briatoriani,peronisti meloniani,parassiti vari a vitalizio blindato.
La mafia, che ha il monopolio dello spaccio,sta rifacendo intanto i conti per le droghe leggere: quelle pesanti sono protette a mano armata.
Ma non basta.
L’introduzione di un salario minimo che difenda milioni di lavoratori poveri e ‘ visto come un blocco sovietico che mina il libero mercato.
La guerra,la siccità,il debito pubblico presentano il conto: tassare chi ha troppo per ridistribuire a chi ha poco non è una follia degli antisistema.
Diciamolo francamente, e con onestà intellettuale,al di là del fatto che Giuseppi si sbatta come un pesce in rete per salvare il movimento da sicura evaporazione se i 5 stelle fossero della compagnia non sarebbe male.
Quelle sopracitate sono leggi che si possono approvare per bene di tutti,non solo di un partito.
Ignobile allora fare gazzarre come fanno i regressisti davanti a bisogni largamente condivisibili .
La sinistra intera su questi temi in tutta Europa si ricompatta da anni.
Ma in Italia i regressisti reazionari sono già sicuri di vincere le prossime elezioni.
Dicono che non sia il momento per i diritti civili,per loro non lo sarà mai.
Si tratta di resistere e aspettare crisi ancora più gravi che diano spazio alla destra della finta protesta sociale per attaccare immigrati, diseredati a vario titolo,giovani non troppo inquadrati,donne che vogliono poter abortire con la sanità pubblica.
E la sinistra parlamentare questa volta non si tiri indietro.
Avere paura di dare una visione di società schiacciata troppo sui diritti civili perdendo di vista i garantiti che tirano la cinghia,ma mai tireranno la molotov dello scontento, è la speranza dei reazionari autoproclamatisi conservatori.
E avere paura dei buffoni reazionari è comunque comico.
Ora che la corte suprema Statunitense ha abolito l’universalità della legge sull’aborto lasciando la scelta ai singoli stati,si può capire che trovare coerenza nella ,” grande democrazia,” americana è difficile.
Quando nel 1950 la coca cola si pose l’obiettivo di vendere 250 milioni di bottiglie in Francia il quotidiano Le Monde manifestò subito il suo anti americanismo denunciando la coca cola come una “Danzica della cultura”
I comunisti francesi esultarono ,finalmente in Francia l’americanismo imperialista era considerato peggio del sovietismo stalinista.
Si vuol dire che se da una parte bere la coca cola non è da imperialisti,bere vodka non assicura il marchio dello stalinismo imperituro.
Si divaga ,ma mica tanto.
Se esiste una russofilia da imbecilli esiste un americanismo all’ Alberto Sordi in un “Americano a Roma”: “spaghetto te odio,ma poi te magno”.
Vuoi un nome,tanto per non fare nomi?
Salvini, l’ Amerikano del Papeete,che prometteva piombo a chi ti entrava in casa,senza riguardo per la legittima difesa,che si faceva fotografare con fucili e mitra alle strapaesane convention sulle armi,che trovava nella Meloni un alleato nel giustificare lo sceriffo di Voghera che uccise un molestatore non indigeno, era non solo un tifoso di Putin,ma soprattutto di quel Trump che si compiace della sentenza della Corte suprema.
(Ma sull’aborto deve andarci piano, perché anche nelle famiglie “normali”la mamma potrebbe voler abortire…)
Ora che la corte suprema ultraconservatrice,benedetta da Trump,ha choccato il mondo libero con l’arroganza di un Kkk che difende la meloniana patria e famiglia,la restaurazione mette in crisi sia gli antiatlantisti di maniera e che gli amerikani convinti.
Invece di prendere atto che gli Usa sono un paese lacerato da profonde e mai sopite divisioni da sempre ( razzismo verso gli afroamericani,disuguaglianze sociali macroscopiche,puritanesimo e idolatria consumista, sanità privata, vendita di armi) si esalta il modello Usa per il libero mercato, spacciato per libertà.
Dimenticando l’altra America che è sempre scesa in piazza vs.un modello di capitalismo e segregazionismo radicale.
Gli yankee dello spaghetto non sanno dove sbattere.
L’Amerika ha partorito modelli di produzione capitalistica planetaria plasmando in questo modo il comune sentire di miliardi di cervelli in fatto di consumi e desideri,ha esaltato la libertà incondizionata dell’individualismo cieco.
Per questo è il modello vincente.
E la sentenza sull’aborto ne e’ la controprova.
La libertà delle donne in fatto di maternità non merita la stessa libertà di portare armi di distruzione stragista.
Sulla preghiera di Trump alla lobby delle armi, dopo la strage in Texas, la destra italiana nei fatti non ha detto una parola.
Ma nemmeno sulla sentenza della corte i reazionari italiani hanno criticatoTrump.
Vogliono fare gli amerikani con il fucile in casa,quando conviene loro.
In politica estera sono tanti gli antiamericani,in politica interna è un po’ diverso.
La libertà delle donne americane non è liberismo, così per le donne di tutto il mondo l’aborto non è la scoperta dell’America.
Ho scritto dei 4 cavalieri dell’Apocalisse,sperando nella scaramanzia.
Ma in settimana il numero dei contagi della variante Omicron,vax o no vax, dicono stia risalendo, tanto che nei Tg sono tornati i virologi accanto agli analisti “guerrieri”.
Non è il caso di fare allarmismi.
Solo che in piena estate,con il caldo soffocante,chi pensava ad una nuova recrudescenza della pandemia,unita all’inflazione dell’8 per cento,alla siccità,alla crisi energetica?
La guerra c’era già: dal febbraio 2022,no dal 2014,no dal 1991…
Gli addetti ai lavori di ogni scienza umana,sociale,scientifica, economica,giustamente si palesano in filastrocche di opinioni.
Bisogna ripartire in ogni campo,come se finora avessimo vissuto in un metaverso di pizza e mandolino.
Se rassicurano sono dei superficialoni.
Così la guerra in Ucraina divenuta pane quotidiano, finita nelle retrovie dell’informazione,come tutto ciò che ci tocca da lontano,non è più la madre di tutte le disgrazie.
E il ” siamo alla terza guerra mondiale” è stato sostituito prontamente dal siamo forse in presenza dell’ennesima ondata del TUTTO,compresa la crisi di governo che non ci sarà mai
Nessuno può uscire dal labirinto delle difficoltà psicologiche del momento:il virus mai morto di uno sconquasso di valori e prospettive ricorda che non c’è via di scampo: non si può saltare al di là della propria ombra.
Alcuni no vax filoputiniani forse se la prenderanno coi vaccini che non fanno che intimidire il Covid che poi reagisce in maniera violenta,come Putin con Zelensky..
Sono solo battute,niente di cattivo,non c’è bisogno di ulteriore cinismo.
Quello che si vuol dire è che ogni tanto a turno non c’è che la volontà di scendere da qualcosa di già sentito, già orecchiato, ma mai vissuto.
Darsi un senso sopra le macerie morali che abbiamo costruito,senza avere complessi di colpa è da professionisti della sopravvivenza.
L’aspirazione, per moltitudini,è di vivere solo un trauma psichico senza tragedie,una vita allegra,dove la paura del futuro sia compensata dal benessere del presente.
Attenzione, però,perché in qualche modo la stagione estiva porta lavoro e soldi.
Beati dunque coloro che hanno un occhio solo nella terra dei ciechi.