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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

26.10 Xi Jinping,il ” Mao del terzo millennio” promette il comunismo o il consumismo?

È stato il marxismo alla cinese il vero protagonista del XX congresso del Partito comunista,conclusosi domenica con la proclamazione di Xi Jinping a presidente per il terzo mandato,praticamente un imperatore da dinastia Ming.

C’è poco da scherzare verso un partito che ha portato la Cina povera ed egualitaria di Mao Tze Tung ad essere la potenza economica per eccellenza,da anni, nel regno del capitalismo .

I dati sciorinati dal Presidente sono impressionanti: negli ultimi dieci anni il PIL è salito a 16.000 miliardi, la Cina oggi conta del 18 per cento della ricchezza globale, la lotta contro il Covid è stato un successo, la lotta contro la corruzione è in atto grazie alla mobilitazione di 96 milioni di iscritti al Partito.

Nel 2049, ha ribadito, il compagno Xi,per i cento anni dalla fondazione della Repubblica popolare cinese, la Cina sarà una potenza che realizzerà il comunismo sulla terra.

Ci sono due dettagli però che convincono poco.

Il primo è che la Cina ha intenzione di annettersi Taiwan ( lo ha messo in Costituzione), con le buone o con le cattive, la seconda è che anche in Cina è primaria la lotta alle disuguaglianze sociali che vedono una classe operaia che lavora da bestia, alle prese con bassi salari .

Quindi non si sa se parlare di capitalismo dal volto umano,o socialismo dal volto triste, anche se i comunisti in Cina hanno davvero tentato di cancellare lo sfruttamento capitalistico.

Bisogna pensare comunque che Xi è moderatamente contestato per la sua linea marxista-leninista che è in antitesi alle aperture di mercato degli eredi di Deng Xiaoping…sostenute dai vecchi mandarini del Comitato Centrale che sono stati pure espulsi dal salone del Congresso ( Hu Jintao ex presidente).

È stata quindi una svolta a sinistra,quella di XI,in un ‘epoca dove anche Putin viene considerato un sinistro dai cultori della repressione in funzione della pace.

Ovazione,naturalmente,per il Mao del terzo millennio confermato timoniere del partito.

E congratulazioni dal Kim nord oreano e da Vlamir Putin.

La Cina è lontana…

24.10 Ecce bombo: il governo Meloni, il più reazionario della storia repubblicana..

Ieri Mario Draghi ha passato le consegne del governo a Giorgia Meloni,primo presidente del Consiglio donna della storia parlamentare.

La foto di famiglia del neonato governo richiama alla lontana quella del 1994, della discesa in campo di Mister B, che allora era l’uomo della Provvidenza.

Anche allora,infatti, Forza Italia,Lega,Alleanza nazionale, più Casini ( oggi Lupi) fondarono un governo liberale di massa,dicevano.

Ora la foto di gruppo che ritrae Meloni,Salvini,Berlusconi, opaca e ingiallita nel salvinismo e berlusconismo, non fonda un’era fascista ,ma rimarca il target reazionario della compagine.

La possente presenza di Fratelli di Italia della Meloni,filo Trump,Le Pen,Orban, ma ineccepibile nel presentare a Mattarella in breve tempo la squadra dei ministri, ha partorito il governo in tempi rapidi e invisibili,quasi come i sommergibili.

Sui presidenti di Senato e Camera,il primo un fascista degli anni settanta in linea con la Repubblica sociale italiana,il secondo un cristiano cattolico fans di Alba dorata,omofobo alla KKK,ma già ministro con il governo gialloverde di Conte, si è già detto di tutto.

Se Meloni voleva rimarcare il cambio di passo con personaggi identitari il risultato, da questo punto di vista,sarebbe piaciuto pure a nonno Benito.

Considerato che Eugenia Roccella,al ministero della Famiglia e Natalità, è un ultras antiabortista e anti-unioni civili modello Vox.

I paradigmi lessicali e culturali che includono il Merito all’ istruzione,Sovranismo alimentare all’Agricoltura, Natalità alla famiglia, per definire il senso italiota dei ministeri,sono già bischerate alla Starace, direbbe il nostro Indro.

La Meloni ha avuto coraggio, è la prima donna premier delle Repubblica, non c’è niente da dire.

Quindi per me non è cambiato molto il senso:il fascismo non c’è più,ma il gotha della reazione si staglia a Palazzo Chigi in camicia nera con macchie di verde e azzurro.

La patata bollente della guerra, della crisi energetica,delle bollette,del costo del gas,del PNR è di quelle micidiali e non sembra, dalla lista dei ministri economici, ( Giorgetti, Lega filo draghiano),che alla neo premier sfugga il fatto che in Europa si sta comodi, anche avendo un passato fascista.

Poi con i franchi tiratori presenti nell ‘opposizione, che hanno permesso all’Ignazio di sedere sullo scranno della seconda carica dello stato, Giorgina dovrebbe dormire sonni tranquilli per un bel po’.

Il folclore di Mister B in politica estera, a cui hanno dato credito tanti comunisti putiniani, è ‘sotto controllo.

Mister B è amico di Putin come Fontana e Salvini ,Tajani sostiene Zelensky come la Meloni,che piace anche a Biden per il suo atlantismo.

Atlantismo doveroso perché con il debito pubblico che abbiamo, se non ci regge la famigerata banda Ue – Nato,torniamo al 2011, dove il Tremonti pensiero forgiato da Silvio è andato in vacca.

E infatti il mirabile Crosetto,fondatore di Fdi, è al ministero della Difesa, dopo aver risolto il conflitto di interessi con la sua professione da imprenditore d’armi.

Giorgina Meloni superstar,quindi, alla faccia di quel ruffiano maschilista di Mister B, la cui consolazione e’ la foto di gruppo con cerone.

Tutto è filato come da accordi dell’ultima ora con Nordio alla Giustizia invece della Casellati che va alle riforme Costituzionali,agli esteri Tajani e Salvini alle Infrastrutture, saranno i gemelli del gol sul campo dei vicepremier.

Sabato nel Giorno del giuramento sulla costituzione antifascista è andato in scena lo spettacolo dello spergiuro: per questo erano visibilmente emozionati quelli che non riconoscono il 25 aprile.

21.10 -“Quando affondò..l’Unione Sovietica ci rimisero non solo i popoli dell’Urss,ma i poveri di tutto il mondo”.E.Hobsbawm

Il grande storico marxista E.Hobsbawn così commento’ la caduta dell’impero sovietico il 31 dicembre del 1991.

Nonostante detestasse il regime coercitivo e repressivo del socialismo reale,nonostante mai avesse vissuto in quel paese,lo storico inglese denunciò la scomparsa del più tragico e grande esperimento politico della storia moderna.

L’ Urss da Stalin a Breznev era stata un male necessario, che in termini retorico e simbolici fu anche una luce di speranza per le condizioni di centinaia di milioni di proletari in tutto il mondo

L’imperialismo sovietico, fallimento materiale dell’utopia comunista,diede un aiuto concreto ai paesi in via di sviluppo che negli anni sessanta uscirono dalla mattanza del capitalismo coloniale.

Dal Vietnam a Cuba, dall’Algeria al Congo,dal socialismo arabo al Sudafrica, ad altri decine di paesi gli oppressi guardavano a Mosca.

Da lì arrivavano aiuti non solo di retorica marxista – leninista in crisi,ma anche companatico di tipo materiale,finanziamenti compresi.

Che la nomenclatura sovietica ringraziasse i propri operai che devolvevano il lavoro straordinario alla causa della libertà dei popoli,e allo stesso tempo violasse i diritti umani in patria o nei paesi satelliti del patto di Varsavia, sembrava non interessare chi chiedeva un sostegno concreto per uscire dallo sfruttamento.

Non per niente Berlinguer sul finire degli anni ottanta,in piena stagnazione brezneviana,parlo’ di fine dell’azione propulsiva della Rivoluzione di ottobre.

Gorbaciov,che dopo Chernobyl affrettò il processo della glasnost e della perestrojka,fino al tramonto dell’Unione Sovietica il 31 dicembre del 1991,comprese che il comunismo burocratico – stalinista era irriformabile.

Così che il più dispotico dei regimi,che non è mai c’entrato nulla con la criminalità nazi fascista, uscì di scena senza quel bagno di sangue ipotizzato dal capitalismo occidentale.

Ww quindi il popolo russo,ucraino,bielorusso,baltico,ecc,ma la Nuova Russia di Putin è un paradiso per mafiosi e oligarchi miliardari,criminali.

Una banda di gangster che sta infamando la storia del sovietisno in tutte le sue sfaccettature.

19.10 Philo – Da un legno così storto come quello di cui è fatto l’uomo,non si può costruire nulla di perfettamente dritto.E Kant,1784

Nel regno degli uomini non esiste la perfezione.

Banalità ovvia,si dirà,verissimo,sembra inutile parlarne.

Ma il detto ” nessuno è perfetto” però è in disuso.

Sarà perché il mondo è mosso da algoritmi,da un determinismo e positivismo che mirano alla perfezione,ma l’errore,il destino,il fato,la contingenza,la banalità oggi non sono in agenda.

Tutto deve essere progettato,pianificato,organizzato al millesimo: nel mondo della superficialità il bastone storto deve essere piegato alla volontà di potenza di una tecne’ che non conosce difetti.

Lo si vede quando succede un incidente di qualsiasi tipo nella vita di tutti i giorni.

Il grido disperato di chi perde un parente,un amico,un affetto caro, è quello che recita: ‘ non si può morire così “.

Ed è vero, se pensiamo che in Italia quest’anno ci sono stati più di 600 morti sul lavoro,ad esempio.per pigrizia,negligenza,malafede umana.

La domanda di senso, però,non è quasi mai il come è accaduto,ma perché è accaduto.

Sul come è accaduto,infatti,non c’è segreto: la scienza sempre più precisa e sofisticata lo intercetta immediatamente.

Il perché invece presuppone una perfezione di intenti che non è del regno degli uomini

Per quanto ogni azione umana possa essere degna di miglioramento,questa avviene sempre nell’ambito del perfettibile.

La pretesa che la modernità disalieni il caso e l’effimero è monopolio dei potenti,che si credono tanto perfetti da essere immortali.

Lascio a voi elencare i perfezionisti dell’esistenza in Italia, per esempio, che nel caso del Covid si appellavano unicamente alla imperfezione umana.

La perfezione,infatti,sta nell’essere in quanto essere,che gli uomini chiamano comunemente Dio.

Il filosofo tedesco Kant lo sapeva così bene che chiamava Dio un postulato della ragione,una cosa pensabile,ma non conoscibile.

Quindi perfetta.

Photo by Jess Vide on Pexels.com

17.10 Fascio leghisti state sereni: oggi le uniche Br.. sono le Brigate Rossobrune…

Un classico.

Una scritta alla Garbatella firmata “Antifa,” accompagnata da una stella a cinque punte in nero, ( ce ne sono centinaia in giro) ha fatto subito dire alla Meloni che c’e clima d’ odio e di violenza nei confronti di Fdi alla guida della nazione.

Poi c’è stato uno striscione al Colosseo con l’Ignazio a testa in giù..

Non hanno visto, i guardiani della reazione, le croci celtiche,uncinate,le fiamme tricolori negli stadi da parte dei camerati che sbagliano.

Ci sono da anni,mai una parola contro questi da parte dei Fratelloni in camicia neroverde,mai..

Anche perché la firma BR di oggi,potrebbe essere solo quella delle Brigate Rossobrune dei putiniani, a cui aderisce pure il fans di Alba Dorata Lorenzo Fontana,presidente della Camera .

Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio,ce ne sono già molti di fasci,ma la continua,perdurante,scriteriata campagna di odio contro il popolo ucraino e la sua resistenza va al di là di ogni ragionevole dubbio sul fatto che le Brigate Rossobrune hanno costituito e costituiscono una quinta colonna di monnezza culturale di indubbio successo.

Allora non bisogna strumentalizzare la scritta alla Garbatella .

Non è il tempo della critica delle armi perché l’arma della critica è più che sufficiente.

E l’arma della critica al presente passa dal rendersi utili alla causa degli ultimi, non solo con parole e analisi, ma con i fatti della militanza,del volontariato, dell’apertura verso la diversità,della lotta allo sfruttamento.

La costruzione della pace è questa.

Io dei fascisti al governo me ne frego ( questa è buona dai).

14.10 – 100 anni dopo la Marcia su Roma i fascisti tornano alle più alte cariche dello Stato…coi voti “antifascisti”

Sull’ex sanbabilino,fascista almirantiano,fans di Pinochet, squadrista degli anni settanta, si sa tutto.

Ignazio Maria Benito La Russa è stato nominato presidente del Senato,la seconda carica dello stato dopo Sergio Mattarella,con 116 voti,quindi anche con voti non della destra estrema ( polemiche a go – go fra PD,Azione,Forza Italia…Cinque stelle ,solo folclore e ipocrisia)

Il paradosso che sia stata Liliana Segre a presiedere la prima seduta del nuovo Senato a palazzo Madama,sancisce che il conflitto italico eterno fra fascismo e antifascismo si è riaperto per l’intreccio di eventi incredibili.

Liliana Segre, in un discorso di grande nobiltà intellettuale, ha dovuto ricordare ai presenti cosa sia stato il fascismo per lei bambina cacciata dalla scuola perché ebrea ,e poi deportata dai nonni “spirituali” di Ignazio La Russa.

Ora vedremo se la seconda carica della Repubblica nata dalla Resistenza avrà la dignità di riconoscere il 25 aprile quale festa di Liberazione per tutti gli italiani, come sollecitato da Liliana Segre.

Ieri nel discorso inaugurale ha dispensato trasformismo a buon mercato con parole su Fausto e Iaio,Ramelli,Calabresi: un classico del siamo tutti peccatori ed eroi perché siamo italiani.

In Senato è tornato sorridente a nove anni dalla cacciata per frode fiscale pure mister B,che aveva mentito in Parlamento sulla nipote di Mubarak, coadiuvato da Meloni e La Russa e da tutto il centrodestra liberale.

Era nervoso l’immortale perché sembra gli abbiano stoppato la sua protetta,onorevole Ronzulli,alla carica di ministro.

Per non farsi mancare nulla oggi alla Camera è stato eletto presidente il leghista Lorenzo Fontana,omofobo,antiabortista,fans di Putin,personaggio già ministro della famiglia, fascista e poi leghista.

Si,Mussolini è storia,Trump,Bolsonaro Orban,Vox spagnola ,Fdi ,Fontana ecc sono il residuato post bellico della reazione più bieca.

Finché il fascismo sarà banalizzato nel modo di oggi, Meloni e La Russa trionferanno.

Non a livello politico,ma a livello culturale.

Intanto La Russa ed ex camerati devono fare rispettare l ‘art. 3 della Costituzione repubblicana.

Quello che garantisce parità di diritti per tutti al di là di sesso,razza e religione.

Questo è il vero senso di una democrazia sana.

Meloni ha detto che è stato eletto un patriota.. forse della Repubblica ..sociale italiana...

Ma è la democrazia,bellezza.

12.11 -Le armi nucleari tattiche e la fine del mondo a tappe: vedi Usa e Urss Anni Cinquanta

Quando si parla di armi nucleari tattiche subito si pensa all’escalation militare del reazionario, semifascista Vladimir Putin in Ucraina.

In realtà secondo storici di mestiere e non di opinionisti improvvisati,furono gli Stati Uniti a impegnarsi nella fabbricazione di piccole armi nucleari tattiche destinate ad essere ospitate nell’ogiva di un missile.

Questo a seguito della sperimentazione della bomba all’idrogeno dei sovietici,che era stata preceduta dall’esplosione.nelle isole Marshall,di una bomba all’idrogeno 750 volte superiore di quella atomica di Hiroshima da parte americana.

A proposito, negli Stati Uniti venivano addestrati ufficiali in grado di combattere una guerra nucleare limitata che sapessero maneggiare l’atomica come uno strumento convenzionale, a disposizione della politica di difesa dell’ Alleanza atlantica.

Nel giro di due ore,ribadivano i dottor Stranamore yankee,”l’intera Russia sarebbe stata ridotta a un cumulo di macerie fumanti”.

Poi il lancio dello Sputnik da parte sovietica impressionò gli americani: il bombardamento spaziale poteva provenire dallo spazio.

Tutto questo,che potrebbe continuare per ore,per dire che la prenotazione di una fine del mondo a puntate data quasi ottanta anni.

Se la tattica è il mezzo che conduce alla strategia,il nucleare tattico è il primo punto di non ritorno verso la strategia della distruzione.

Gli arsenali non si sono mai svuotati,soprattutto quelli atomici, perché garantiscono quella pace che è figlia della seconda guerra mondiale.

Le minacce di Putin non sono altro che la copia sbiadita delle minacce degli Usa per il contenimento del comunismo

Questa volta per il contenimento dell’Occidente.

E i bambini ci guardano

10.10″È all’universalità della potenziale distruzione che possiamo guardare con speranza e fiducia” E. Churchill 1953.

Di fronte al fatto che l’ Unione Sovietica nel 1953 testo’ la bomba all’idrogeno, dopo l’ esperimento nucleare della prima bomba atomica nel 1949,voluto da Stalin, la reazione di Winston Churchill parve sconcerante.

Una volta raggiunto l’ equilibrio del terrore il mondo, secondo Winston poteva prosperare in tutta sicurezza.

La storia gli diede parzialmente ragione.

Dal 1953 al 1973 l’ Occidente capitalista e il socialismo reale,a vari livelli,vissero un periodo di prosperità unico nella storia delle umane vicende.

Fu la crisi energetica del 1973,infatti,a chiudere il periodo della belle epoche economica.

La guerra fredda degli anni ottanta del secolo scorso con le Guerre stellari di Reagan ( antimissilistica nello spazio) che dissanguarono la già fragile economia sovietica, non portarono il mondo sul baratro di una guerra nucleare.

Oggi è diverso.

Non solo perché a Kiev piombano 80 missili sulla città: la vendetta di Putin per l’attacco al ponte che collega Crimea e Russia non si è fatta attendere.

Le dichiarazioni di Peskov,portavoce di Putin,che pur smentendo il ceceno Kadyron sull’uso dell’atomica tattica a corto raggio in Ucraina,non manca mai di sottolineare che la dottrina russa lo prevede, avrebbero messo in imbarazzo anche Sir Winston.

Ora che anche i media russi spifferano che la guerra sta andando male,la scorciatoia della bomba nucleare tattica,da 600 a 2.000 tonnellate di tritolo,potrebbe essere una soluzione a breve del conflitto in corso secondo i falchi di Mosca.

A tal proposito bisogna pensare che l’ esagitato Solovyov,il conduttore Tv più amato di Putin,fino a poco tempo fa ospitava espertissimi criminali che suggerivano di bombardare Parigi,Londra,Berlino..

A questo punto l’equilibrio del terrore andrebbe a ramengo.

Né può consolare il fatto che ” A hard Rain’s A-gonna fall”di Bob Dylan ,scritta nel 1962 ai tempi della crisi di Cuba,sia rimasta solo un cult nella storia del rock.

Né tantomeno il fatto che le bombe atomiche le abbiano usate per primi gli imperialisti yankee.

7.10 – Philo”Niente all’orizzonte che non fosse un guazzabuglio di bugie, crudeltà,odio e ignoranza” George Orwel

Così scrisse Orwell subito dopo la seconda guerra mondiale,deluso e amareggiato che la dittatura nazifascista fosse stata sostituita dalla dittatura staliniana.

Allora quando si piange per il cupo pessimismo di oggi, bisognerebbe andare con la memoria a quello che scrivevano gli intellettuali e i filosofi negli anni dopo la seconda guerra mondiale.

La vacuità della moderna società dei consumi,non potendo cancellare il passato, fece dire al filosofo Theodor Adorno che ” scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie”.

Oggi, però,il pessimismo filosofico è ancora più marcato.

L’apocalisse,invece di riempire gli scaffali delle librerie,impazza sui social e i talk show che vendono la fine della civiltà inzuppandola di spot pubblicitari.

Le sfide a volte sembrano, però, missioni impossibili:

Il cambiamento climatico,

la demografia,

le fonti energetiche,

le migrazioni di massa,

le tensioni intrinseche al multiculturalismo,

l’automazione,

la crescita globale delle disuguaglianze,non c’è da stare allegri.

L’entusiasmo che c’era allora ,nella ricostruzione del dopo guerra,non era,come abbiamo visto,scevra dal pessimismo della ragione.

Quindi il mondo è sempre stato più cattivo delle buone intenzioni.

J.Paul Sartre a proposito scriveva che al crepuscolo i buoni si confondono coi diavoli.

L’ appello a non disperare, anche da queste pagine, non è mai stato l’ottimismo acritico degli idioti.

La consapevolezza che più si va avanti più sarà peggio per figli e nipoti è nella testa anche degli animali,delle piante,forse pure delle stelle.

Orwell che nel 1952 scriveva che all’orizzonte si profilavano odio,ignoranza,menzogna non poteva immaginare che alle dittature fasciste o staliniste si sarebbe sostituita la dittatura planetaria dei consumi.

Il vero post ideologico è che per il telefonino ultimo modello le giovani generazioni si mettono in fila,anche se sono di destra,di sinistra o di centro.

L’omologazione planetaria dei desideri che considera le cose dei fini ,non dei mezzi ,era già stata denunciata da Pier Paolo Pasolini.

Il pessimismo,quindi,sta nel tramonto dell’umanesimo a tutti i livelli,Cristo non si ferma più manco a Eboli.

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