Ieri Mario Draghi ha passato le consegne del governo a Giorgia Meloni,primo presidente del Consiglio donna della storia parlamentare.

La foto di famiglia del neonato governo richiama alla lontana quella del 1994, della discesa in campo di Mister B, che allora era l’uomo della Provvidenza.

Anche allora,infatti, Forza Italia,Lega,Alleanza nazionale, più Casini ( oggi Lupi) fondarono un governo liberale di massa,dicevano.

Ora la foto di gruppo che ritrae Meloni,Salvini,Berlusconi, opaca e ingiallita nel salvinismo e berlusconismo, non fonda un’era fascista ,ma rimarca il target reazionario della compagine.

La possente presenza di Fratelli di Italia della Meloni,filo Trump,Le Pen,Orban, ma ineccepibile nel presentare a Mattarella in breve tempo la squadra dei ministri, ha partorito il governo in tempi rapidi e invisibili,quasi come i sommergibili.

Sui presidenti di Senato e Camera,il primo un fascista degli anni settanta in linea con la Repubblica sociale italiana,il secondo un cristiano cattolico fans di Alba dorata,omofobo alla KKK,ma già ministro con il governo gialloverde di Conte, si è già detto di tutto.

Se Meloni voleva rimarcare il cambio di passo con personaggi identitari il risultato, da questo punto di vista,sarebbe piaciuto pure a nonno Benito.

Considerato che Eugenia Roccella,al ministero della Famiglia e Natalità, è un ultras antiabortista e anti-unioni civili modello Vox.

I paradigmi lessicali e culturali che includono il Merito all’ istruzione,Sovranismo alimentare all’Agricoltura, Natalità alla famiglia, per definire il senso italiota dei ministeri,sono già bischerate alla Starace, direbbe il nostro Indro.

La Meloni ha avuto coraggio, è la prima donna premier delle Repubblica, non c’è niente da dire.

Quindi per me non è cambiato molto il senso:il fascismo non c’è più,ma il gotha della reazione si staglia a Palazzo Chigi in camicia nera con macchie di verde e azzurro.

La patata bollente della guerra, della crisi energetica,delle bollette,del costo del gas,del PNR è di quelle micidiali e non sembra, dalla lista dei ministri economici, ( Giorgetti, Lega filo draghiano),che alla neo premier sfugga il fatto che in Europa si sta comodi, anche avendo un passato fascista.

Poi con i franchi tiratori presenti nell ‘opposizione, che hanno permesso all’Ignazio di sedere sullo scranno della seconda carica dello stato, Giorgina dovrebbe dormire sonni tranquilli per un bel po’.

Il folclore di Mister B in politica estera, a cui hanno dato credito tanti comunisti putiniani, è ‘sotto controllo.

Mister B è amico di Putin come Fontana e Salvini ,Tajani sostiene Zelensky come la Meloni,che piace anche a Biden per il suo atlantismo.

Atlantismo doveroso perché con il debito pubblico che abbiamo, se non ci regge la famigerata banda Ue – Nato,torniamo al 2011, dove il Tremonti pensiero forgiato da Silvio è andato in vacca.

E infatti il mirabile Crosetto,fondatore di Fdi, è al ministero della Difesa, dopo aver risolto il conflitto di interessi con la sua professione da imprenditore d’armi.

Giorgina Meloni superstar,quindi, alla faccia di quel ruffiano maschilista di Mister B, la cui consolazione e’ la foto di gruppo con cerone.

Tutto è filato come da accordi dell’ultima ora con Nordio alla Giustizia invece della Casellati che va alle riforme Costituzionali,agli esteri Tajani e Salvini alle Infrastrutture, saranno i gemelli del gol sul campo dei vicepremier.

Sabato nel Giorno del giuramento sulla costituzione antifascista è andato in scena lo spettacolo dello spergiuro: per questo erano visibilmente emozionati quelli che non riconoscono il 25 aprile.