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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

10.5 I Governi passano, corruzione e mafie restano dal 1861..

..Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, ora agli arresti domiciliari e la sua compagnia cantante, saranno pure innocenti fino al terzo grado di giudizio, ma lo stile di lavoro del sistema dell’ex brillante giornalista Mediaset ricorda Mani pulite, corruzione,favoritismi, intrallazzi, ombre amministrative che diventano tenebre sulla res – publica.

La procura sta tuttora indagando su affari  e appalti collegati al salone Nautico.

In  casa dell’imprenditore Aldo Spinelli,leggendario presidente che portò il  Genoa nel 1985 alla finale di Coppa Uefa,sono stati trovati e sequestrati dalle Fiamme gialle contanti per 220.000 euro, sono coinvolte nell’inchiesta della procura,durata quattro anni, trentacinque  indagati.

Toti, detto Giovanni, come Meloni detta Giorgia, si dice tranquillo, e questo è un bene per tutti; per i cittadini della Liguria, di Genova, La Spezia,per la democrazia,per l’Italia intera, nonchè per l’Europa e per il mondo visto che siamo un paese del G7…

Ma non si può dire che sia una notizia bomba, soprattutto quando scavando si scoprono infiltrazioni mafiose per racimolare voti ,complicità nell’aggiudicarsi favori e lussi per avallare la logistica del porto di Genova.

Emanuele Signorini, autorità portuale che favorisce Spinelli nell’aggiudicarsi il terminal portuale Rinfuse,passa una notte da sogno all’Hotel de Paris Di Montecarlo per le sue benemerenze  verso l’ intrallazzo, compiacente Toti, detto Giovanni.

Naturalmente i giustizialisti di Forza Italia e Lega contro Emiliano e De Caro a Bari, oggi sono garantisti con Toti, il ministro della Giustizia Nordio, quando parla di giustizia a orologeria, dimentica che il ministro della giustizia è lui: Fratelli d’ Italia aspetta il rinvio a giudizio ufficiale,il centro destra è agitato per le elezioni di giugno.

PD e Sinistra italiana e MCS chiedono, invece,le immediate dimissioni da presidente di Toti e nuove elezioni regionali.

Il triangolo delle Bermude Totti – Spinelli- Signorini sembra ne abbia fatte di tutti i colori, i governi passano,ma corruzione e malaffare restano, come ennesima autobiografia della nazione nel quadro desolante di una classe dirigente meschina e ipocrita.

La mafia regna sovrana nella collusione con poteri pubblici e con pezzi di Italia destrorsa e fastistoide,anche se è sbagliato generalizzare perché vi sono amministratori probi e onesti a sinistra,ma anche a destra e viceversa.

E poi parlano di disaffezione dei cittadini verso la politica e di antipolitica nell’ Italia finalmente libera dalle sinistre.

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Il crepuscolo

IL CREPUSCOLO DEI CRIMINALI Anche se i generali facevano pressione su Hitler perchè lasciasse la città,alla fine il Piccolo Caporale decise di rimanere.Se la Germania doveva perire, lui sarebbe morto con la Germania, o viceversa:in quella follia criminale c’era tutto l’idealismo del Male Assoluto.
Il problema era che la direzione del Reich era in disgregazione, tutti volevano svignarsela da Berlino.Il fuggi fuggi generale dal bunker, era iniziato con la defezione dei collaboratori storici del Fṻhrer, Goering e Himmler, come già accennato.
“ Solo ora,giunta ormai la fine, i più stretti subalterni di Hitler, cominciarono ad abbandonarlo.Informato delle intenzioni del Fṻhrer ( di non lasciare il bunker n d.a), da uno dei generali presenti alla scenata isterica del 22 aprile, Hermann Goering ritenne prossimo a entrare in vigore il decreto del 1941 che lo nominava a capo dello Stato nel caso in cui Hitler non fosse stato in grado di assolvere alla sue funzioni. In un telegramma spedito al bunker annunciò che, se non avesse avuto notizie entro le 22 del 24 aprile, avrebbe assunto i pieni poteri……( ..)Hitler rispose abolendo il decreto del 1941 e chiedendo al maresciallo del Reich di rassegnare le dimissioni da tutte le cariche per motivi di salute.Goering ubbidì. In capo a qualche ora si trovava agli arresti domiciliari sull’Obersallzberg.Il successivo a disertare fu Himmler…( ..)… Il 23 aprile, informato della decisione hitleriana di togliersi la vita,incontrò il conte Bernadotte, suo intermediario.
Himmler si presentò maestosamente come nuovo capo effettivo della Germania, e stilò un documento di capitolazione da inoltrare agli Alleati occidentali.”
Cfr.Richard J Evans, Il Terzo Reich in Guerra, come il nazismo ha portato la Germania dal trionfo al disastro,Milano, 2008, pag.661
Il 22 aprile del 1945 Hitler ammise apertamente per la prima volta che la guerra era perduta.
Il morale crollò definitivamente, si lasciò andare ad una furiosa tirata contro tutti i comandanti che lo avevano abbandonato, dichiarò che mai avrebbe lasciato Berlino e che preferiva suicidarsi che cadere prigioniero in mano ai russi.
Weidling, che aveva anch’egli a disposizione armate raccogliticce e che era stato nominato comandante della piazza di Berlino, doveva proteggere i ponti della capitale fino all’arrivo dell’armata di Wenck, ma in pratica questo non avvenne.
I nazisti continuavano sì a combattere, ma anche il generale più audace, mai avrebbe potuto fermare la marea dell’Armata Rossa.
In tutto quel disastro materiale e morale Hitler, però, non aveva perso la sua vocazione criminale.
Le SS che si ritiravano avevano l’ordine di impiccare tutti quelli che si arrendevano. Quando Hermann Fegelein, ufficiale di collegamento, lasciò il quartier generale delle SS, Hitler lo fece arrestare nel suo appartamento a Charlottenburg, dove pare, fu trovato con una valigia piena di gioielli e denaro, insieme a una donna.
Fegelein, che era il marito della sorella di Eva Braun, fu portato alla Cancelleria e fucilato senza che Eva Braun dicesse una parola in suo favore.
La battaglia di Berlino stava raggiungendo il suo epilogo.
Zukov e Konev, con manovre sempre più avvolgenti, e con la penetrazione nella città dei carri armati, raggiunsero velocissimi la cerchia dei canali.
A difendere la capitale del Reich millenario erano rimasti 94.000 soldati, quasi 19.000 uomini fra i 60 e i 75 anni, 2.300 ragazzi fra i 13 e i 16 anni.
Fuori dal bunker l’avanzata sovietica mieteva vittime fra la popolazione civile, soprattutto fra le donne, che puntualmente venivano stuprate con spirito di vendetta.
“ Tuttavia il pericolo principale non era la fame. Molti non erano preparati per lo shock della vendetta russa, per quanto la propaganda vi avesse insistito sopra….
….La figlia di un macellaio di 14 anni, era stata uccisa perché aveva resistito. La cognata di Gerda, che abitava poco distante, era stata violentata dai soldati e l’intera famiglia aveva deciso di impiccarsi..”.
Cfr.Antony Beevor, Berlino 1945, Milano,2002, pag.341
Fra il 24 aprile e il 2 maggio si assistette ad una apocalisse della ragione, l’uomo razionale divenne peggio dell’animale,la civiltà sprofondò nel sangue e nell’orrore.
I sobborghi esterni ben presto furono travolti, la battaglia si restrinse prima ai rioni di Mitte, Kreuzberg e infine divampò nel quartiere del Tiergarten.
A mezzogiorno del 24 aprile le truppe sovietiche di Zukov e Konev si erano incontrate alla periferia della città.
L’accerchiamento dell’armata di Busse era così completato.
La speranza di unire l’armata di Busse a quella di Wenk era fallita, l’aerodromo di Tempeltof era sotto il fuoco dell’artiglieria sovietica.
Il 25 aprile Hitler, a sorpresa, dichiarò che la situazione non era così grave come sembrava.
Insomma, fino all’ultimo Hitler optò per la sua immagine.
Teneva di più a quello che avrebbero pensato di lui post –mortem, che alle decine di migliaia di vecchi e ragazzi che mandava ancora a morire contro l’Armata Rossa.
Ma in superficie le cose stavano lentamente cambiando.
Non tutti volevano la bella morte hitleriana.
La stessa guardia personale hitleriana pensava a come uscire dall’assedio sovietico, i vecchi della Volkssturm se ne tornavano a casa cercando di evitare le squadre delle SS, che trucidavano disfattisti e disertori.
“ Tra le rovine fumanti della metropoli, le condizioni di vita peggioravano rapidamente.Il cibo si stava esaurendo. Il sistema idrico era fuori uso.Vecchi, malati, donne e bambini, soldati feriti e profughi si tenevano aggrappati alla vita nelle cantine, nei rifugi sovraffollati,nelle stazioni della metropolitana”.
Cfr.Ian Kershaw,Hitler,Milano, 2016, ediz.on – line,pag.1860

Milano da bere, per milionari e miliardari

Secondo un’ agenzia internazionale accreditata,a Milano vivono la bellezza di 115.000 milionari,uno ogni 12 abitanti,che fanno della città più europea d ‘Italia,un ‘enclave di benessere per pochi che sta passando alla storia. Infatti la concentrazione della ricchezza nella  metropoli supera,rispetto al numero degli abitanti,sia New York che Londra. Addirittura 182 ricchissimi posseggono  una liquidità di 100 milioni di dollari, somma complessiva pari all’ altrettanto ricco  bottino del Principato di Monaco. Infine 17 sono miliardari. Che Milano sia diventato un paradiso per ricchi è determinato dalla flat tax per investimenti, soprattutto immobiliari,dall’ industria della moda di alta qualità, dalla posizione finanziaria, dall’ essere circondata da migliaia di attività tecnologiche di qualità e dai profitti su rider e immigrati. L’ esercito di turisti che va a vedere la Scala e pure Inter Milan a S.Siro, che verrà abbattuto per business, percorre il quadrilatero della moda e via Montenapoleone come vuole da sempre la fascinazione mondana meneghina.Nei quartieri periferici invece, come da copione planetario,si assiste al degrado e ad ogni violenza diffusa su un territorio che vede il fenomeno dell’ immigrazione mettere paura ai residenti storici. Così razzisti,fascisti, neonazisti alla Salvini,Larussa,Vannacci soffiando sul fuoco hanno modo di prospettare la presa di Milano come il passo decisivo verso il potere vero. La sinistra si prepara alle elezioni per difendere gli ultimi 2 sindaci di centrosinistra,colpevoli però  di aver permesso il trionfo della lotta di classe a favore dei milionari.

In Italia il primato filo putiniano ,insieme a  nazifascisti e rossobruni

Ora che il popolo ucraino a stragrande maggioranza ha deciso di continuare la sporca guerra per una pace futura,  di  morire ancora in battaglia, di piangere i propri caduti ,rinunciando alla demagogia ipocrita dei falsi pacifisti della resa,le domande di senso rimangono le stesse.Perché in Italia tanti filoputiniani e tanto sostegno alle carneficine di Putin?Perché alla fine ognuno ha  il diritto di esprimere la propria opinione in piena libertà, non siamo in Russia. Siano   i Vannacciani,i Cinque Stelle ,gli  Albanese, Santoro ,Dibba  Conte etc,alla fine sono e siamo tutti brava gente.Le pulsioni anti occidentali, ,l’ invasione dell’ Ucraina  contrabbandata come atto liberatorio dai russofoni del Donbas, l’ annessione della Crimea,le bombe sui civili,sono dettagli che fan dire che l’ ucraino sia nazista operaio,contadino o oligarca,non merita altro.Poi c’è il sentimento anti americano a prescindere, la nostalgia dell’ uomo che non deve chiedere mai,il grottesco e criminale ricordo di Stalin, l’ antifascismo retorico che va sempre bene ,il settarismo da parrocchietta che si sposano con l’ odio per Zelensky: aggiungo ciò che è banalmente noto. È che in Italia  parecchi votanti e simpatizzanti Lega e Cinque stelle, nonché  komunisti soprattutto  rossobruni stalinisti,sono in prima fila nello stare insieme con l’ autocrate del Cremlino.Se tu citi quello che sta accadendo nei cieli e sulla terra dell’Ucraina, con migliaia di droni che ogni giorno colpiscono i civili,di riflesso ti viene ricordato quello che l’ ucraino Bandera ha fatto ai sovietici,ad esempio.Il tutto viene presentato con la pretesa di avere informazioni sicure,non quelle dei media occidentali…come se non vi fossero,media, Treccani on line,libri autorevoli, documenti accreditati da anni sulla storia dell’ Ucraina,ben prima della guerra del 2022 o del 2014. E come se i propagandisti russi italiani non fossero maestri della disinformazione( Timothy Snider non lo citano mai,i discepoli della reazione ).Sul numero di morti e feriti degli ucraini,votati alla morte da un “assatanato comico diventato un criminale al servizio degli Stati Uniti,” che sniffa cocaina credendosi un oligarca, le cifre sono spaventose e se si arrendessero,dicono i putiniani da anni, gli ucraini risparmierebbero tonnellate di morti inutili, di dolori a chi sta aspettando la sconfitta. Così basta armi all’ Ucraina.Amano tanto l’ umanita’che detestano il prossimo,se e’ disgraziatamente ucraino.

Berlino: l’Apocalisse (che i nazisti vogliono ripetere)

1945 BERLINO: L’APOCALISSE
“ Sporca e miserabile: tale fu la fine di Berlino.Non potè essere la più grandiosa vittoria finale della storia, tanto meno riuscì a diventare una magnifica fine germanica. Soltanto due delle figure che emergono nel crepuscolo possono risvegliare una particolare partecipazione umana: Goebbels e Weidling.Goebbels aveva nel male una statura superiore alla media e senza dubbio egli ha compiuto l’assassinio dei propri sei figli per i libri di storia…..”.
……Weidling, ( comandante della difesa della città n.d.a),è una figura tragica: con la sua fisionomia da avvoltoio, il monocolo, i suoi pantaloni infilati nei lucidi gambali, era tutto sommato un uomo – un uomo che in definitiva prese su di sé il proprio destino e si consegnò ad un futuro incerto, benché sapesse di avere dinanzi a sé qualcosa di peggio della prigionia, poiché gli era chiaro che i sovietici avrebbero puntato il dito su di lui, una volta che i suoi superiori fossero morti o scomparsi”.
Cfr.Erik Kuby, I Russi a Berlino, la fine del Terzo Reich,Torino, 1966,pag.108
Berlino era una città che dal 1944 era stata praticamente evacuata.
Si era però ripopolata di milioni di profughi provenienti soprattutto da est, dove era arrivata l’Armata Rossa.
Lo spettacolo che si vedeva in giro era il segno più evidente di come il nazionalsocialismo avesse ridotto la Germania.
Accampati nei parchi i profughi dell’est, i berlinesi si contendevano un pezzo di carne di cavallo, una sigaretta che sapeva di catrame bruciato, un riparo qualsiasi che potesse ospitarli,veterani della guerra mutilati si erano vestiti in borghese, vecchi della Volkssturm e ragazzini della Hitlerjugend si aggiravano con aria disperata, in attesa della battaglia decisiva che doveva “ cambiare le sorti della guerra”,secondo Hitler.
Alcuni cinema erano rimasti aperti, in fondo era il giorno del compleanno del Fṻhrer.
Ma la gente era solo ubriaca di stanchezza.
Stanca della guerra, stanca della retorica nazionalsocialista, viveva nel terrore di essere fatta a pezzi dalla Raf, oppure dall’Armata Rossa.
Intanto a sud di Berlino i russi, il 21 aprile, avevano scompigliato la debole difesa dei tedeschi impadronendosi di Zossen.
A nord le ali interne di Zukov e di Rokossowski avanzavano da una parte e dall’altra, minacciando persino Spandau.
I generali tedeschi consideravano la difesa impossibile.
Il comandante del gruppo d’armate Heinrich pensò per un momento di trascurare la capitale per stabilire un fronte difensivo fra l’Oder e l’Elba.
La sera del 21 aprile Hitler, sulla soglia della follia allucinatoria, telefonò in tutte le direzioni fornendo nuove indicazioni tattiche.
La carta che si voleva giocare era quella di un’ estrema difesa da parte di Steiner, di cui Heinrich, aveva ordinato la sostituzione.
Steiner, aveva sì raccolto circa 20.000 uomini provenienti anche dalla marina da guerra e dai licei, ma non aveva cannoni, né carri armati, né carburante per poter combattere.
Solo pistole, fucili e bombe a mano.
La scalcinata armata nazista non poteva di certo fermare i russi, ma Hitler voleva un segnale forte. Tutte le aspettative di Hitler si concentrarono sull’attacco di Steiner.
Perché se il generale delle SS Steiner attaccava da nord,la 12° Armata di Wenck da ovest, e la 9a armata di Busse da sud, c’era la possibilità di tenere i russi fuori dal centro della capitale tedesca.
Erano le congetture della follia.Ma voleva dire che Hitler non si era arreso alla realtà, nonostante le recriminazioni per la codardia dei suoi generali.

Diserto,quindi sono?

Nel 1944 i fascisti della Guardia nazionale repubblicana cantavano ” le donne non ci vogliono più bene perché portiamo la camicia nera…siamo gente da galera..” Giorgio Bocca scrisse che era costretto ad ammettere che era una delle canzoni più struggenti e malinconiche di quegli anni.Lili Marlene,poi,cantata da Marlene Dietrich composta nella prima guerra mondiale,nella seconda  divenne l’ inno di tutti gli eserciti: i soldati volevano tornare a casa,sperando che qualcuno li aspettasse. Il partito comunista francese dopo il trattato Molotov Ribbentrop fece sfoggio di pacifismo a favore di Stalin nel 1939 e primavera 1940,contro l’ occidente capitalista era meglio allearsi coi nazisti. “Una mattina mi sono svegliato e ho trovato l’ invasor ” è perfetta per la Resistenza del popolo ucraino,e Vittorio Foa,citato oggi su Facebook,disse che il pacifismo degli anni venti trenta per i giovani di sinistra era intollerabile. ” The answer my friends is blowin’ in the Wind” di Bob Dylan chiude in modo sfuggente, per me, l’ umanesimo pacifista.

Confusione,a sinistra non c’è pace per nessuno

L ultima è quella di Grillo ,vuole tornare nell’ agone politico,come diceva il Cavaliere,fondando un partitino a sinistra dei cinque stelle e del Campo Largo. Naturalmente la vendetta del grillismo è contro Conte,che gli ha rubato il marchio.Conte a sua volta,volendo fare il leader a tutti i costi,con il 12,5 dei consensi, ogni giorno non smette di attaccare Schlein sull’ Ucraina,sostenuto da Travaglio un diffamatore seriale reazionario anticomunista. Conte piace anche a certa parte  di un PD delusa dalla Schlein  che non vuole sentir parlare di diritti civili Ztl e armi e che vedono in Conte un possibile leader. I filoputiniani la fanno da padroni, si credono a sinistra del PD,ma in politica estera stanno con Vannacci e Putin.Confusione massima ,quindi,alla spasmodica ricerca di voti,soprattutto con le primarie,che Conte è sicuro di vincere anche con l’ aiuto della lista civica di Onorato,vice Re di Roma.Nel marasma si cerca di salvare un lembo di bandiera rossa in AVS che media fra filorussi e filoucraini che però non decolla mai perché troppo a destra, per pacifisti erranti in cerca di purezza ontologica astratta,e troppo a sinistra per chi non ha trascorsi nel movimentismo.  Più Europa non va mai oltre 1.00,Calenda si è messo fuori gioco,Renzi è dentro ,ma ostacolato da Conte..Il programma,? Diventa un alibi se non c’è fiducia fra le ragazze e  i ragazzi del Campo largo che rischiano di andare a sbattere vs una destra estrema anche vannacciana.

Remagen

1945 LA BATTAGLIA DEL RENO:IL CROLLO DELLE ARMATE DEL TERZO REICH
Nel gennaio del 1945 gli Alleati dovettero riprendere il terreno perduto durante l’offensiva tedesca delle Ardenne.
La Germania, come sottolineato più volte, non aveva più vie di salvezza.
L’Armata Rossa, sul fronte orientale, aveva sferrato l’offensiva sulla Vistola, Eisenhower, da parte sua, era deciso a dare una spallata definitiva ai tedeschi preparando l’offensiva alleata per la conquista di Berlino.
Erano noti, però, i dissidi fra il comando americano e quello inglese sulla strategia da attuare per la liquidazione del Terzo Reich.
Fu grazie alle doti di grande mediatore del generale Eisenhower verso Montgomery che alla fine fu possibile attuare un piano comune.
Anche se i maligni rimproveravano Ike di “essere il miglior generale di Montgomery”.
La strategia alleata previde le seguenti tappe:
ll gruppo d’armate di Bradley doveva attaccare dalla regione di Magonza e Francoforte verso nord – est, in direzione di Kassel;
Montgomery, comandante delle truppe dell’ala sinistra, dovevaq effettuare l’avanzata più importante andando a conquistare la riva sinistra del corso inferiore del Reno.
Dopo aver passato il fiume in forze a Wesel, Monty avrebbe dovuto partecipare all’accerchiamento della Ruhr dal nord, dirottando poi verso nord – est.
Eisenhower, che era il supremo comandante del fronte occidentale, considerava la Ruhr l’obiettivo principale.
Per questo non sarebbe stato dato nessun aiuto all’Olanda che, isolata dai tedeschi, rischiava però di morire di fame.
Da parte tedesca Von Rundstedt, l’unico che fosse in grado di ragionare nel marasma di ordini e contro-ordini dettati da Hitler, pensava che la soluzione migliore per i tedeschi fosse quella di ritirare i soldati attraverso il Reno, proprio per difendere la zona industriale della Ruhr.
Hitler, invece, continuò imperterrito nella sua politica criminale verso i suoi soldati e verso il suo popolo ordinando di difendere la linea Sigfrido, la linea Maginot tedesca.
Il 28 gennaio, il saliente tedesco delle Ardenne venne definitivamente liquidato, così alla 1a e 3a Armata americana non rimaneva che puntare dritto verso la linea Sigfrido.
Erano le dighe della Roer il vero ostacolo per le truppe alleate.
Se i tedeschi avessero aperto le chiuse, buona parte della valle della Roer sarebbe stata allagata, rendendo impervia l’avanzata degli Alleati.
Hitler, a quel punto, si accorse che l’aver trasferito le migliori truppe a disposizione sul fronte orientale per fermare i russi, aveva aperto varchi incredibili a Occidente.
Sulla carta le divisioni tedesche erano ancora numerose.
Von Rundstedt disponeva di 80 divisioni, Eisenhower di 71.
La differenza stava non tanto nel numero, ma nella qualità delle forze in campo.
Oltre alla prostrazione della popolazione che ormai vagava da un villaggio all’altro cercando di fuggire dalla prima linea, si comprendeva benissimo che la propaganda hitleriana non bastava a fermare le potenti armate alleate.
E’ vero che le SS e gli alti comandi nazisti ormai avevano scelto di combattere fino all’Apocalisse finale, ma ogni soluzione sembrava un fragile e momentaneo ripiego ad una situazione militare completamente fuori controllo.
Così, quando a fine gennaio fu allagata la vallata della Roer, gli americani dovettero desistere dal raggiungere il settore Colonia – Dusseldorf, ma in compenso il 5 febbraio la sacca di Colmar venne completamente annientata, tanto che americani e francesi poterono avvicinarsi al Reno nella zona di Strasburgo.
Insomma, la coperta era sempre troppo corta, tanto che il duo Bradley – Patton si convinse che in dieci giorni, dopo la conquista del Palatinato, il Reno sarebbe stato facilmente raggiunto.
Alle 4,50 dell’8 febbraio, 1000 bocche di fuoco diedero il via all’operazione “Veritable” da parte di Eisenhower.
Era uno dei cannoneggiamenti più intensi effettuati nel corso dell’intero conflitto che preparò l’avanzata delle truppe canadesi nel territorio che si estendeva da sud – est di Nimega fino al Basso Reno, fra Emmerich e Wesel.
Le truppe canadesi si scontrarono con la 1a armata paracadutisti di Meindl.
I combattimenti divennero furiosi nella zona boscosa del Reichswald dove i tedeschi erano riusciti ad approntare cinque linee difensive.
Quando nella battaglia subentrò la 9a Armata del gen. William Simpson, che dipendeva da Montgomery, si aprì la strada verso Dusseldorf.
Contemporaneamente la 1a Armata americana iniziò ad avvicinarsi al Reno fra Colonia e Coblenza.
Il primo marzo la 3a Armata di Patton prese Treviri.
Per quanto riguarda i britannici, Montgomery aveva organizzato fin dall’ottobre del 1944 il piano “Plunder”.
Lanciò la sua offensiva, meticolosamente studiata, dopo un possente fuoco di artiglieria e il lancio di due divisioni aviotrasportate, sulla riva orientale del fiume.
Paracadutisti e fanteria, atterrati con gli alianti subirono poche perdite, ma in maggior numero dell’attacco anfibio della 9a armata di Simpson.
Il duello a distanza fra Montgomery e Patton continuava.
Bisogna dire che, dopo la conferenza stampa nelle Ardenne, nella quale Monty si era attribuito la paternità dello sfondamento della sacca tedesca nel dicembre del 1944, i rapporti fra i britannici e gli alleati americani erano ai ferri corti.
Eisenhower voleva togliere di mezzo Montgomery.
Con il suo atteggiamento attendista, che sovrastimava la forza di resistenza dei tedeschi, come si era visto nel caso dell’attraversamento del Reno,Montgomery aveva indugiato varie volte, aveva perso tempo nella corsa verso Berlino, cioè verso la fine della guerra.
Per questo Eisenhower, che come abbiamo più volte accennato era maestro nel mantenere rapporti corretti con gli alleati inglesi, questa volta non volle sentire ragioni.
Dirottò Monty verso i porti del Baltico della Germania settentrionale per isolare la Danimarca.
Comunque anche Montgomery attraversò il Reno il 23 e il 24 marzo alla presenza di Winston Churchill, Alan Broke e Ike Eisenhower.
Il 7 marzo le avanguardie di Patton avevano raggiunto il fiume presso Neuwied, città del Palatinato Renano.
1945 REMAGEN
Von Rundstedt aveva visto giusto.
Non si potevano affrontare gli Alleati contrattaccandoli con i giovani e gli anziani della Milizia.
Bisognava invece tenere la riva Occidentale del Reno, prendere tempo affinchè il grosso delle sue truppe passasse dall’altra parte del fiume.
Venne così organizzata la sistematica distruzione di tutti gli attraversamenti.
Quando la 9a armata americana raggiunse il fiume trovò che quasi tutti i ponti erano stati fatti saltare.
Fu così una vera sorpresa quando il 7 marzo gli Alleati videro che un ponte era ancora intatto.
“Una piccola punta di carri armati della 9a divisione corazzata statunitense, raggiunta la sommità della collina davanti a Remagen, fu sorpresa nel constatare che il ponte ferroviario Ludendhorf sul Reno era ancora intatto….Con il valore e la volontà di lotta degli uomini che scrivono la storia, un gruppo americano da combattimento penetrò nella città spingendosi fino al ponte.
Quando lo raggiunse deflagrarono due cariche esplosive, preparate in precedenza e danneggiarono l’arco orientale del ponte, ma la linea ferroviaria rimase intatta. Malgrado tale avvertimento, la fanteria americana proseguì l’avanzata sul ponte, mentre i pionieri si affrettavano a interrompere il cavo d’accensione collegante altre cariche esplosive.

Parlare al popolo

Nel 1976 il flop di Democrazia proletaria fu mortificante: 600.000 mila voti a fronte di milioni del PCI.Eppure non si disse che i leader o militanti non sapessero comunicare al popolo, cioè alle masse. Oggi,invece,tutti i notisti e analisti della politica e della sua comunicazione concordano che in Italia il campo cosiddetto  Largo non sa più parlare al popolo, perché troppo trincerato nei propri privilegi elitari,troppo snob nella comunicazione,troppo lontano da popoli che cercano uomini  (meno donne) sicuri,forti,semplici e Insomma la sinistra storica ( i cinque stelle populisti ne sono fuori, ma possono trionfare alle primarie per questo ) è in crisi perché ha abbandonato i poveracci per abbracciare la culture Ztl.Ho sempre chiamato la sinistra vuota di idee,ma ricca di censo riformista,fru fru.  A parte che trovare una sinistra è quasi impossibile,tanto è disunita,frammentata,non c’è bisogno di scoprire ogni volta la famosa acqua calda: si può essere benestanti e coerenti,popolari e raffinati come furono  ad esempio i grandi uomini e donne della storia del proletariato e del movimento operaio. O come sono le persone vere.Che oggi sono tante ma rimangono una minoranza,quasi più senza forse. O forse perché non c’è più la classe operaia come soggetto politico,forse perché le innumerevoli rivoluzioni tecnologiche di questo secolo hanno distrutto la comunità operaia e proletaria nella scomparsa di fabbriche,uffici,quartieri,luoghi di lavoro in genere. La Germania e la crisi della socialdemocrazia storica dell Europa dice questo.In Italia pure. Basta frignare,quindi, perché bisogna tornare a Marx dice l’ intellettuale organico al ceto medio riflettente. E i migranti? Il proletariato del plusvalore assoluto,visto che lavorano 12 ore al giorno, torneranno necessari al capitale.

L’ eroe criminale e stupratore e i nazi comunisti

Il massacratore Mladic di rango nazista,osannato dalla popolazione serba come eroe, fa pensare che il nazionalismo di Milosevic ieri e oggi quello di Putin, nonché il successo di Afd,siano figli dello stesso Male Assoluto. Il guaio è che anche in Italia,si stia sdoganando pure il delirio razzista e crudele di Vannacci,che sostiene Putin,oppure che dallo zar è sostenuto. Gli idioti nazi comunisti locali,rossobruni nel concetto di essere parte di un movimento che pensa alla ggente e odia l’Europea democratica,come le SA odiavano Versailles, sono sempre pronti a denunciare Zelensky,ma tacciono su Mladic,sugli stupri,su Sebrenica,.Non per ignoranza,ma per consapevolezza omicida razzista e nazionalista. Sono pochi? Non sono pochi in Europa: nessun allarmismo,basta fermarli.

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