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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

18.1 Non solo la borghesia( mafiosa) ha sempre protetto i Messina Denaro..

Che la mafia in Italia abbia occupato o ancora occupi pezzi di territorio con il consenso di una borghesia criminale e di uno stato poco democratico lo sappiamo da sempre.

Si chiama il virus dell’omertà, della connivenza,del sottogoverno della corruzione sistematica,vigente in tutta la Penisola.

Forse le tonnellate di pagine scritte dalle procure,dalle inchieste giornalistiche,dalla militanza di migliaia di cittadini vs.il malaffare sono una testimonianza più che giudiziaria.

La storia d’Italia ,infatti,si intreccia con le sue invenzioni: il fascismo.la mafia e la pizza.

La storia d’Italia,poi, beneficia degli eroi massacrati dalla mafia, salvandosi ogni tanto con operazioni benigne sui tumori maligni della mafia e dei mafiosi.

Falcone,Borsellino in primis fra i magistrati,poi uomini delle forze dell’ordine militanti di sinistra,soprattutto, ( sindacalisti comunisti come Rizzotto,giornalisti comunisti come Mauro Rostagno e Peppino Impastato,parlamentari comunisti come Pio La Torre ad esempio ), insieme a centinaia di altri lavoratori onesti,puliti,coraggiosi hanno pagato con la vita la lotta alla criminalità organizzata.

La borghesia,mafiosa,invece si è infiltrata da ogni parte con il favore delle tenebre della Notte della repubblica.

Quante stragi hanno visto la collaborazione fra neofascisti,mafiosi,apparati per nulla deviati, nell’ambito della guerra fredda?

Da Portella della Ginestra e della stazione di Bologna,alle bombe stragiste di Messina Denaro e Reina della Cupola di Cosa Nostra degli anni Novanta, è stato tutto un ammazzare con la benedizione di ambienti internazionali,banche internazionali,criminali internazionali,logge massoniche internazionali,cultura di massa omertosa.

Droga, riciclaggio di denaro,investimenti nel turismo, nell’eolico,nei supermercati….Denaro può fare una donazione al Rdc.

Ora,finalmente,un procuratore capo usa una categoria che faceva orrore citare fra i mandanti di primo livello che stavano cercando Falcone e Borsellino su raccomandazione di Buscetta.

(Né si dimentichi il paradosso che il generale Dalla Chiesa, che per la borghesia del Nord era il bastione vs. il brigatismo, per la borghesia mafiosa del Sud era un Prefetto impiccione e rompiballe).

La categoria usata senza problemi dal procuratore dopo l’arresto di Messina Denaro è quella di una classe che con la mafia ha fatto più Pil che con le aziende: la borghesia mafiosa diffusa che ha tradito la Costituzione e che ha tentato più volte di affondare l’Italia nata dalla Resistenza.

Chi ricorda che Giulio Andreotti,faro della prima Repubblica,per i giudici di Perugia fino al 1980 era sodale con la mafia?

E che Dell’Utri,uomo di scienze, è stato condannato per reati di mafia senza il permesso di Mister B?

Questi è difficile che parlino, senza interessi a futura memoria.

16.1 – C’era una volta in Italia: Lotta Continua….

Non poteva essere allora solo un fenomeno social,Lotta Continua, che per la storia della sinistra extraparlamentare è stato il movimento più rappresentativo e autorevole.

Il docufilm di Rai tre in onda venerdì 13, ( ma è ancora su Rai play), ha messo in scena la fenomenologia della Rivoluzione, attraverso interviste ad alcuni militanti e dirigenti della prima ora e le proiezioni di spezzoni delle lotte operaie alla Mirafiori,che videro l’ esordio della formazione comunista, quale realtà significativa del magma rivoluzionario di quegli anni.

Gianpiero Mughini, facendo la parte a lui congeniale dell’antipatico e del cattivo, ha poi condotto il tema sul terreno della lotta continua armata come ouverture degli anni di piombo.

Risultato mediocre perché i militanti di Lotta continua diedero un contributo fondamentale alla lotta contro il fascismo,il golpismo e tutta quanta la merceria reazionaria.

Pagando con anni di galera e con la morte la propria scelta di vita.

Quando si sciolse nel 1976 ,dopo il flop elettorale,non è vero che rimasero solo sentimentalismi da mettere nella saccoccia del “c’eravamo tanto armati.”

Il docufilm si chiude con il congresso di Rimini senza essere uscito dalla centralità di Lotta Continua di Torino,senza aver approfondito la militanza decisiva di Mauro Rostagno,la presenza della facoltà di sociologia di Trento,della Cattolica di Milano,della Pirelli e dell’Alfa,…e decine altre realtà del materialismo storico dialettico.

Per fare presto: Lotta Continua era fra gli operai del Nord,i disoccupati di Napoli,i carcerati da S.Vittore all’Ucciardone,gli studenti medi,le donne femministe, che però ad un certo si ribellarono quali angeli del ciclostile, fra i proletari in divisa nelle caserme,le ronde antifasciste nei quartieri, i pastori sardi come recita l’inno…

Un nuovo modello di sviluppo,Lotta Continua dappertutto ,e non erano palle ne’fakes.

Né poteva però essere un movimento di soli angeli con la faccia sporca nel regno del possibile,la violenza rivoluzionaria era concepita come autodifesa dei propri militanti dal golpismo strisciante,anche grazie al contributo controinformativo sui territori.

Alla fine dell’esperienza rivoluzionaria, però ,gli operai e i proletari di Lc dimenticarono il volto soave del passato quasi pasoliniano,per indossare la maschera di una grinta di un presente che prometteva un vuoto incolmabile: incazzati come le bestie per il tutti a casa.

In questo la fase più drammatica e tragica è stata cassata dal filmato.

Quella del ’77 e ’78 dove, chiusa l’organizzazione,il giornale Lotta Continua sotto la direzione di Deaglio,fu strumento fondamentale per arginare la deriva militarista di pezzi del servizio d’ordine in Prima Linea,o nelle Br.

Ricevendo pure attestati di stima da Sandro Pertini, e Giorgio Bocca,ex partigiani.

In quel frangente Lotta Continua non si chiuse in una riserva indiana,pur seppellendo il proprio cuore nel sogno svanito dell’utopia.

Senza dimenticare Lorusso a Bologna,Giorgiana Masi a Roma..nel 1977.

Non si sa ancora se lo scioglimento,il tutti a casa del congresso di Rimini, fu dettato dalla rivolta femminile,dalla fine della fase propulsiva della ribellione del 68,oppure dall’autonomia operaia armata…oppure da”l’ abbiamo detta tutta ,non abbiamo più niente da dire o da dare”.

Il docufilm,certamente non è all’altezza delle ricostruzioni storiche di autori militanti e intellettuali vari sugli anni tragici,eroici e belli di Lotta Continua e dei suoi migliaia di militanti. ( Il documentario è ispirato da un libro di Aldo Cazzullo).

Il tutto alla fine è risultato un docufilm sgangherato e zoppo.

L’affare Calabresi – Lotta Continua, comunque, mette ancora i brividi.

Il racconto finisce con gli anni di galera comminati a Sofri,Bompressi,Pietrostefani: come dire che la storia di Lotta Continua finisce così.

C’era una volta in Italia.

Come dice giustamente Mario Calabresi figlio,chi sa parli.

A cominciare dalla “caduta”di Giuseppe Pinelli.

13.1 Ecce homo italicus novus:patologica pulsione di rivalsa e arroganza classista mascherata.

Il titolo,una sintesi fra l’Ecce homo niciano e l’homo novus del filosofo nazista Rosenberg in versione Bignami, credo non lasci nessun dubbio .

L’umanità nuova forgiata dai maestri di pensiero della estrema destra dovrebbe essere quella di un italiano/a finalmente afascista,certamente anticomunista.europeista per comodità,omofobico nel senso comune,ma razzista nella discriminazione fra i derelitti a cominciare dai migranti.

Soprattutto l’uomo dell’era postfascista e’ pienamente soddisfatto di essere arrivato al potere.

Tanti anni di emarginazione ,di underdogismo,di grandi sacrifici sono stati finalmente ripagati dall’iconografia della Meloni sul palco della Scala.

Prima erano imboscati in mafie,logge massoniche,apparati di sicurezza,con esistenze ben remunerate dalla borghesia nera privata e di stato.

L’ordine borghese,neo capitalista,sfruttatore di proletari senza rivoluzione e riforme non solo è salvo; ma non ha più paura di essere travolto dalla sete di giustizia e libertà.

Ultimamente,visto che tutto va per il meglio per il governo, si è già formata la diligenza degli intellettuali,storici,professori,attori,cantanti,giornalisti pronti a dire che l’ MSI fu una genialità politica che sdoganò i repubblichini nella democrazia parlamentare.

La toponomastica cambierà: corso Almirante,via Romualdi,viale XXIII ottobre,in fondo tutto fa storia,tutto fa brodo,tutto si tiene.

La pacchia è finita per chi è stato democraticamente antifascista e che non deve spiegare il perché lo sia ancora.

Vivremo e lotteremo come sempre,grazie Meloni per avere dato ancora una volta un senso alla nostra storia.

Il tricolore che ci piace

11.1 Filosofeggiando: solo la “Livella” di Totò mette d’accordo tutti..

La morte di Vialli, Pelé,Sinisa Mihajlovic, Ratzinger a varie latitudini confessionali,ideologiche e umane ha investito il palcoscenico della vita.

Non è così ovvio quando si muore senza essere famosi.

Ma il nessuno è eterno,nessuno è indispensabile…la vita comunque va avanti, vale per tutti.

Dolori immensi,consolazioni.metafisiche,per una considerazione che conoscevo, ma che ora ho letto casualmente sul telefonino.

La famosa poesia drammatica scritta da Totò nel 1964 in napoletano e italiano,davvero vale le migliaia di aforismi e citazioni sulla morte di filosofi e profondi pensatori.

La Livella, del principe De Curtis spiana, così come la morte spiana le differenze e ci rende tutti eguali.

Ricchi e poveri,belli o brutti,onesti e disonesti,polvere sei e polvere..tornerai.

Quindi secondo Totò noi non apparteniamo alla vita,ma siamo veri solo nella morte,uno pseudo concetto perché nessuno parlerà della propria morte ai vivi.

Uno può dire che sono cose che si sanno da ….una vita e ha ragione.

Ma la metafora dei Vialli,Mihajlovic e Pelé che giocano insieme nell’alto dei cieli è pura fede nell’aldilà, chi è ateo o agnostico spera di avere la stessa fede del principe De Curtis.

La Livella è la sostanza.

https://books.google.it/books?id=7pyhAexIzw4C&pg=PP1&source=kp_read_button&hl=it&newbks=1&newbks_redir=0&gboemv=1&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

9.1 Dopo Trump, ora Bolsonaro:la violenza nazional fascista come metodo politico ( senza dimenticare Iran,Ucraina …)

A Brasilia i fans di Bolsonaro non vogliono essere secondi a nessuno nell’uso nazifascista vs.il potere legittimato dalle elezioni democratiche.

Migliaia di militanti infatti hanno assalito il Parlamento Brasiliano per contestare il risultato elettorale che ha conferito la presidenza a Lula.

Il ricordo va a quello che successe il 6 gennaio di due anni fa a Washington con l’assalto dei supporters di Trump al Campidoglio: prove di golpe o spettacolo del nazifascismo del terzo millennio.?

E pure le devastazioni all’interno dei palazzi sono simili a quelle del trumpismo: gente con la bandiera carioca sulle spalle si fa i selfie, all’ insegna del” c’ero anch’io”, spaccando mobili e suppellettili.

Come nel 2021 quando la bandiera americana sostava sulle spalle dei QAnon,il grottesco si mischia con la minaccia reale alla democrazia.

La polizia brasiliana è stata colta di sorpresa, come quella americana forse non aveva voglia di menare quelli di estrema destra: un classico dell’orrore, come si sa,anche in Italia.

Lo stesso Lula nella conferenza stampa della sera ha puntato il dito contro la complicità della polizia distrettuale,vicina alle posizioni di estrema destra.

A questo punto non si capisce come un genocida come Bolsonaro ( parole di Lula),di cui il solito genio della Padania è un estimatore,possa fare il verso a Trump in maniera così goffa.

Trump,Bolsonaro,Putin,Khamenei,a vari livelli e con le debite distinzioni,sono a quest’oggi il partito canaglia antidemocratico e antisocialista.

Ma le buffonate golpiste dei primi due sono segno di imbecillità politica,Khamenei e Putin sono invece tagliagole patentati.

L’internazionale nera c’è,solo i poveri di spirito non colgono i nessi della reazione.

Alla sera Lula riprende il controllo della situazione dopo aver parlato chiaro: fanatici fascisti hanno aggredito le istituzioni.

50 gli arresti.

Fate voi, italiani di centrodestra

Elogio della milizia politica: la lotta di Alfredo vs il 41 bis è un segno di ribellione e civiltà….

La gente dà buoni consigli,se non può dare cattivo esempio,cantava De Andrè.

Infatti lo hanno già condannato a morte per nascondere la propria miseria.

Sembra facile,giudicare Alfredo Cospito.

Come in tutte le situazioni basta mettersi dalla parte delle vittime.

E per questo ha già pagato a sufficienza,se si tiene conto che per la morte di Giuliano,il ragazzo stagista scuola – lavoro, non ha pagato nessuno,manco per responsabilità oggettiva per la sua morte.

Brutto fare confronti fra vittime di serie A e serie B,ma Alfredo deve il suo macabro isolamento per quello che dice,per quello che pensa,per quello che è, e che non vuole negoziare.

Non può essere un santo, né un eroe,lo hanno, civilmente già considerato morto.

Qualcuno,non pochi,lo vuole fuori dal 41 bis,libero di rifarsi una vita, anche se è colpevole di essere anarchico.

Saremmo noiosi,ma la didattica del carcere duro non è per Alfredo che una forzatura politica,inaccettabile.

I commenti crudeli dei suoi detrattori ci dà il senso che la pietas è morta,ma non per noi

Diciamolo tutti i giorni.

Pace solo per chi non vuole il Male

5 1. 2023 Nessuno può dire che fra 10 anni la Russia non ci sarà più, l’Ucraina ci sarà ancora?

Seguendo il pensiero di Vladimir Putin la Russia imperiale antisocialista e nazionalista è eterna.

L’Ucraina,invece, è a tempo, perché dipende da quanti aiuti in armi e soldi riceverà dall’Occidente.

La nessuna tregua per Natale, l’ansia di sopravvivenza dei due governi,russo e ucraino, fanno pensare a una guerra di lunga durata,e pure di popolo armato.

Il brusco risveglio di sogni pacifisti a breve,infatti,si scontra con una volontà di potenza del nazionalismo russo, che ha iniziato la guerra,contro quello ucraino, che ha subito la feroce aggressione.

Il 2022, sarà ricordato come l’anno di un ‘Europa che conta i bombardamenti su Kiev come nel 1939 si contavano i bombardamenti su Varsavia.

Il credo patriottico,comunque, è vincente su tutto il globo.

La domanda se la pongono gli esperti geopolitici di tutta Europa: la politica estera deve essere una crociata morale o badare soltanto a fare prevalere i propri interessi?

Mors tua vita mea,lo dice la Russia,lo subisce l’Ucraina,lo recitano i fondamentalisti iraniani: in concreto nessuno si batte per un ideale a lungo termine che non sia la propria sopravvivenza in un mondo indecifrabile.

“Tanto un bombardiere passerà sempre”,disse Stanley Baldwin, un esponente conservatore prima di Churchill al governo nel 1932, al dibattito fra pacifisti ad oltranza e realisti idealisti riguardo la Germania.

Le ultime di Putin sono come le prime,il copione si ripete come fosse un Joker che rinnegando un Lenin federalista, esalta lo Stalin del socialismo in un solo paese.

I missili su tutto il territorio ucraino sono i migliori auguri di pace a tutti gli uomini di buona volontà.

Qui siamo all’oligarchia al potere,al lusso ostentato,alla pacchiana messinscena di una guerra patriottica.

L’Ucraina non ha diritto di essere uno stato,una nazione una comunità: e ‘ questa la lezione di un fascista da brividi, che ha voluto un guerra dalla quale non sa più come uscire.

Un vero costruttore di pace

Politica & Società civile: quella svogliata dedizione al dovere civico..

Dopo il memorandum  di Mattarella  del 31 dicembre sulla virtuosa azione del pagare le tasse il plauso è stato generale.

Anche se il governo è quello della Meloni che favorisce i ricchi e massacra i poveri, (il fisco non è proprio quello del senso patriottico),le tasse da sempre sono oggetto di guerre civili ( Riv. Francese,Riv.Americana,guerre di religione in Europa…)

La classe politica vincente  viene solitamente gratificata dal consenso popolare con il voto di scambio, quando non si accanisce con il fisco,tutto poi scorre nel tempo.

Il governo Meloni in questo è stato grandioso: ci hanno votato i commercianti, perché non agevolarli ?

Normale amministrazione in tutto il globo,in Italia tradizione da rispettare: io do un voto a te,e tu fai qualcosa per me.

La classe dirigente che si trastulla coi ricorsi per i vitalizi, non è altro che l’altra faccia della medaglia,in peggio,  della società civile.

Lo si vede negli scandali Panzerani

C’è molto cinismo, crudeltà addirittura nella rappresentazione della miseria che volevano denunciare: solo un paravento per tradire i cittadini.

Che a loro volta tradiscono altri cittadini.

L’ abusivismo edilizio,ad esempio,che anche recentemente ha fatto strage a Ischia,non è sempre costruito per necessità.

C’è anche la seconda casa in ballo, condonata due volte dai governi berlusconiani.

Eppure sia destra che sinistra in certe zone d’Italia hanno fatto finta di non vedere,tutti lo sappiamo.


C’ è poi l’evasione fiscale più alta d’Europa,non sempre per necessità,ma per portare soldi nei paradisi fiscali con l’aiuto delle mafie e di intermediari al di sopra di ogni sospetto. (trasversale)

C’è poi l’Rdc,che molti hanno avuto in modo truffaldino,ma il come mai  sia stata concessa  loro la chance per una tale frode rimane un mistero.

Il populismo dice che il popolo è sempre buono,la politica è corrotta,ma non sempre funziona così.

Oggi la società civile è sinonimo di cultura di massa,anche se,bisogna dirlo, l’esercito del volontariato in Italia ha tante divisioni del bene comune,tante brigate virtuose,tante volontà che fanno  del loro meglio per essere utili agli altri.

La conclusione è semplice: più aumenta la corruzione plebea, più la corruzione elitaria trova la sua giustificazione,e viceversa.

Né ci può consolare la Tangentopoli europea.

Ogni popolo ha il governo che si merita

Non sempre è vero, però.

Buona pace, che non vuol dire arrendersi all’ingiustizia,alla violenza e al Male assoluto

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