Nell’ ultimo mese la battaglia infuocata fra PD e Cinque Stelle,Conte vs.Schlein,e poi Salvini verso Meloni,Tajani verso chi ti pare,Calenda contro Renzi,Bonino contro Calenda, è stato spettacolo non tanto deprimente, quanto noioso.

Al parlamento Europeo su Migranti e trattato di Dublino gazzarra deprimente,: Lega con Orban,Fdi e Fi con il centro,PD  contro i socialisti europei: l’ integrazione è lontana,le elezioni vicine.

Alle Europee si vota con il  proporzionale,i poli  non si possono fare,per cui in politica interna puoi trovare l’ accordo,in quella estera ognuno per sé,Dio per tutti.

Chi è invogliato ad andare a votare?

Certo votare potrebbe risultare un atto di buona volontà perché vuol dire comunque  accettare le regole  del gioco,come forma di rispetto verso le istituzioni.

E visto che ormai l’ astensione è alle stelle   il non  andare al voto non può essere manco un atto di astensionismo rivoluzionario.

Nel contempo scegliere il meno peggio è esercizio di sopravvivenza da decenni: insomma un vicolo cieco

La dialettica fra le parti è così logora, però,che non puoi fare finta di niente.

Perché poi si parla di tutto nei talk,meno di Europa che i partiti sono tutti pronti a fare a pezzi,ma a cui non vogliono rinunciare.

I bene informati hanno quantificato la spesa per presentare un deputato al Parlamento europeo: circa 200.000 euro.

Se si viene eletti in 5 anni puoi portarti a casa 1 milione di euro.

Lo so che sono discorsi populisti che lasciano il tempo che trovano.

Ma la ferocia con la quale la partitocrazia europea,che travalica le istituzioni,si contende il voto ci dice che posizionarsi in Europa è fondamentale, per poi contare in Italia, sul fronte di un potere plebiscitario ( Meloni),politico,elettorale,per chi conta come il due di picche.

Ci sono le leggi della guerra e ci sono le leggi del mercato politico,nessuno si deve offendere se la corsa del 9 giugno e’ diventata sempre piu’ una corsa verso il consiglio d’amministrazioune delle classi dirigenti. ( K.Marx docet) in Europa.

Quello che infastidisce,come al solito, è la retorica debordante verso un’ unità europea che risulta un indifferenziato hegeliano da notte nera delle vacche nere.

La presentazione della Meloni e altri leader per la competizione è ‘una truffa: nessuno dei big,tranne Renzi, così dice, andrà a Bruxelles.

Per me l’ unica ragione per andare a votare è Ilaria Salis.