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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

NOSTALGIA DELLA FILOSOFIA ( 3) “Il MOVIMENTO REALE CHE ABOLISCE LO STATO DI COSE PRESENTI”.

Quando Marx scrive, nell’Ideologia tedesca, :” Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi.Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti”, ci sentiamo autorizzati a credere ancora nella filosofia della prassi marxiana.

La mannaia dello stalinismo, nel 1935, non accettò il carattere libertario di simile affermazione.

Il  Marx del 1846,anno di stampa dell’Ideologia Tedesca,  era critico della filosofia hegeliana per il suo carattere idealistico, e della sinistra hegeliana per il suo materialismo  naturalistico.

Come poteva coniugarsi con il realismo socialista del partito d’acciaio e della Chiesa del Cremlino?

La dittatura” sul” proletariato,il partito unico,la negazione delle libertà politiche,amenità per cui  tanti comunisti sono finiti nei gulag, nelle carceri, nei cimiteri sono state la negazione di quella nobile e suggestiva visione del comunismo.

Oggi quella frase, difetta di eufonia.

I comunisti, dopo la caduta del Muro di Berlino, anche se con il giovane Marx c’entravano poco, sono stati visti come quelli del “Movimento reale che mantiene lo stato delle cose esistenti”.

Gli operai, i proletari, sono stati considerati come figure retorico – letterarie di un glorioso passato da conservare nelle biblioteche, nelle filmografie, nelle canzoni, nelle poesie.

La loro difesa è stata fatta propria da chi ha pensato che certi valori non muoiono mai.

Ma il senso conservativo dei valori del comunismo si sono poi coniugati con la conservazione dei privilegi dei burocrati e dei faccendieri di partito.

L’ideologia non fa l’uomo, non basta essere di un partito di sinistra per essere migliori degli altri.

E il comunismo non deve essere instaurato, il comunismo è in atto, è in essere e si svolge nella sua contraddizione, con  la società borghese, cambiando il soggetto, insieme all’oggetto.

Vuol dire che non si può dividere metodo e sistema, che non si può creare il comunismo da individui che non cambiano mai.

Come è possibile, con un metodo viziato, pretendere un fine superiore e migliore?

L’onestà intellettuale di un comunista, credo siamo tutti d’accordo, deve essere superiore alla mediocrità di una coscienza appagata “del migliore dei mondi possibili”.

Nel movimento reale che abolisce lo stato di cose esistenti ,c’è la forza di una dialettica che tenta di superare le contraddizioni dell’adesso.

Non c’è un tempo per il comunismo.

Lo so può essere una scappatoia per non prendersi responsabilità…di governo.

Come in ogni filosofia della storia che si rispetti, “il movimento” della contraddizione fra sfruttati e sfruttatori è senza tempo.

L’importante è essere comunisti dalla parte degli sfruttati,  contro gli sfruttatori.

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Mentre a MILANO un profugo del Mali si impicca, sono 7.300 gli sbarchi nell’ultimo week- end, 240 i dispersi in mare. I migranti, che muoiono per disperazione, sono anche un effetto collaterale delle politiche forcaiole di leghisti – lepenisti, e della nuova galassia del nazi – fascismo in Europa e in Italia, che celebra Hitler e Mussolini, ammorbando l’aria di Olocausto mediatico.

Matteo Salvini, quando alcuni giorni fa vi fu la retata alla stazione centrale di Milano, contro i migranti, gongolava, faceva selfie, si divertiva un mondo.

Esclamando in TV ” finalmente la repressione”!

Non è che Salvini sia colpevole della morte del profugo del Mali, diamine.

Il bagno di sangue in mare è colpa delle Ong, del buonismo, degli scafisti, di chi vuol cambiare l’etnia alla nazione italiana….

Mussolini e Hitler si rivoltano nei gironi dell’Inferno:ma Salvini “c’è o ce fa?

Di sanguinari in pantofole, con telecomando sulla partita della squadra del cuore,con la foto della famiglia nel portafoglio, è piena l’italia.

Il 25 aprile, giorno della Liberazione, il simpatico Matteo, ( Goering era uno spiritosone..), è andato a chiedere la legge sulla legittima difesa a Verona, promettendo licenza d’uccidere agli assediati dall’emigrazione di massa.

Poi, dopo aver fatto lo show alla Camera contro la nuova legge sulla legittima difesa, ( fatta coi piedi), è andato a visitare una fabbrica d’armi.

La cosa più incredibile è che non abbia detto una parola sulla manifestazione dei nazi – fascisti a Musocco, il giorno dell’anniversario della morte di Mussolini.

Il suo servizio d’ordine era autosufficiente per celebrare il funerale della democrazia.

Ora che la Le Pen ha perso le presidenziali,  Matteo Salvini, alla fine, troverà certamente l’accordo con Berlusconi, così come ha suggerito indirettamente la Le Pen, che per le legislative, ha fatto appello ai patrioti  francesi contro il mondialismo.,

Dalla Francia esce una sinistra a pezzi.

Melenchon è contro Macron e contro la Le Pen, è difficile per la sinistra rappresentare la giusta rabbia dei ceti meno abbienti con la perenne astensione

In Italia, nonostante le spaccature profonde a sinistra,  a Milano il 20 maggio sarà organizzata una manifestazione per l’accoglienza.

A sinistra di Minniti, c’è ancora tanto posto.

Meno male che Majorino, assessore al Welfare del Comune di Milano, ha sottolineato che la morte del ragazzo del Mali deve rafforzare la rete degli interventi sociali.

E’ un buon punto di partenza.

Il suicida, infatti, era da un oltre un anno che aveva fatto richiesta di asilo.

Davanti alla stazione centrale a Milano non tutti sono spacciatori, ladri di appartamento etc., come dice la destra normale ed estrema.

Ma oggi la lotta di classe,  la lotta contro il sistema democratico, la lotta contro le prerogative liberali e democratiche la fa la Destra, i collaborazionisti fascisti, nella stessa forma di 80 anni fa del secolo scorso.

Lo stesso problema lo ha la Francia,l’America, quasi tutto l’Occidente, i fascisti di oggi vanno a nozze perchè in Italia, ad esempio, anche la sinistra radicale, ha poca credibilità verso i ceti deboli.

Leghisti, lepenisti, casa Pound, Forza, Nuova, certi settori della borghesia reazionaria e corrotta, hanno le idee chiare: il post -ideologico lo lasciano alla sinistra, loro sono fedeli all’origine concettuale delle loro scelte criminali.

Silvio Berlusconi lo ha compreso, oltre a sdoganare i vecchi fascisti tenterà di sdoganare i nuovi nazi – fascisti; simpatizza per Macron,stima Gentiloni, non vuol essere risucchiato nel nuovo fascismo.

L’Olocausto mediatico, però, continua.

E’vero, l’onda xenofoba ha subito sconfitte in Austria, Olanda e Francia, ma non è per niente vinta, nè dispersa.

Manichini riproducenti extracomunitari vengono impiccati e fotografati, le curve nere scimmiottano il farsi giustizia da sè col cappio, il treno della reazione,  se non trova una sincera opposizione democratica, antifascista, anti razzista diventerà mentalità di massa.

Attenti quindi a dare del Pinochet a Renzi, come per il referendum del 4 dicembre.

Un’ultima considerazione: Junker si è congratulato con l’Italia perchè è l’unica nazione europea che ha praticato e pratica l’accoglienza nel Mediterraneo.

Se è d’accordo con gli scafisti non lo so.

Ma se un liberale di destra come Junker pensa questo, io penso che in Europa ci sono circa 740.000 milioni di abitanti,Svizzera compresa.

Se ognuno facesse la sua parte, in termini onesti, liberali, socialisti, comunisti, eccccc. la questione si risolverebbe.  Il terrorismo islamico, prenderebbe un duro colpo.

 

 

 

CICCIO BOMBA KIM E MADURO, il socialismo reale del passato che non ha futuro.

Kim – Jong – Un, nato nel 1984,studi a Berna sotto falso nome, amante del lusso e della pallacanestro, è un dittatore stalinista totale che vuol salvare il suo paese dal degrado del mondo Occidentale, a suon di missili.

Kim, in arte Ciccio bomba, sia per la sua postura, sia per la sua vocazione atomico – bombarola, non sembra essere così cattivo come descritto dalla stampa internazionale.

Pare invece uno che parla di socialismo immaginando che il mondo sia quello del 38° parallelo, della guerra fredda, dell’imperialismo americano.

Anche se l’imperialismo americano e il suo braccio armato, la Cia, secondo fonti governative indigene, pare  volessero far fuori Ciccio Bomb: di comunisti ne hanno sempre uccisi i ragazzi dei servizi d’intelligence yankee, anche meno pericolosi di Kim.

Ciccio bomba,quando parte un missile  è contento.

La pletora di generali che lo circondano batte sempre le mani a qualsiasi suo gesto, così il popolo che si vede nelle   poche immagini di repertorio che escono dal paese.

Se qualcuno non è contento come lui,capace di ammazzarlo.

I suoi estimatori italiani sono il senatore Razzi e Matteo Salvini.

Gli ambasciatori di pace verso il restante comunismo stalinista forse stimano le città  deserte della Nord Corea, dove i migranti vengono mandati in orbita coi missili.

Razzi ha più volte detto che la Corea del Nord è una Svizzera per ordine e pulizia. Basterebbe questo per screditare Ciccio Bomba kim.

Il socialismo di Ciccio Bomba Kim sembra patetico, grottesco, comico se non fosse per quelle parate dove le bombe vengono esibite come fossero “droni del Signore” e per le notizie internazionali che reputano il suo popolo alla fame. ( ?!).

Insomma Mosca all’epoca di Breznev sembrava, confronto alla Corea del Nord di oggi,un paradiso dei lavoratori.

Se i contadini in Corea muoiono di fame perchè il bilancio se ne va per gli armamenti, prassi prettamente imperialista e anticomunista, a Caracas in Venezuela, nei barios poveri, i chavisti delusi scendono in piazza contro Nicolas Maduro Moros, ex sindacalista, nato nel 1962 che ha preso il posto del defunto Chavez.

Il socialismo alla cubana è sull’orlo del collasso anche a Caracas.

Mentre nel caso della Corea è lecito usare il “si dice”,qui invece è documentato che i poveri muoiano di fame e che la casta al potere, anche in questo caso militari e apparato dello stato, invece di sparare cazzate come in Occidente, sparino sulla folla.

Maduro, sostenuto da Cuba, paga  il crollo del prezzo del petrolio che costituisce il 95% delle entrate del Venezuela.

L’erede di Chavez non vuole andare a elezioni.

Ha paura di perderle, fra il governo e il parlamento c’è una frattura insanabile, non credo che in questo caso sia solo la ricca borghesia ad essere contro un governo popolare come era stato in Cile nel 1973, ( la manifestazione delle donne di oggi organizzata da una esponente del centro destra, non cambia la situazione).

Se già la sinistra è in crisi, guardando alla Nord Corea e al Venezuela c’è da chiedersi se l’aver perso non sia stata una fortuna.

Per questo tipo di socialismo, di pallottole e violenza  su studenti, dissidenti e popolo,non c’è mai stato futuro.

Anche di questo dovrebbe parlare la sinistra radicale, e/o radical – chic.

 

 

LASCIATE STARE ANTONIO GRAMSCI, comunista morto grazie alle galere sabaudo – fasciste. Non era certo un Quaraquaqua’

Antonio Gramsci, fondatore nel 1921 del partito comunista italiano, grande filosofo e intellettuale, sembra tornato di moda.

Sembra che ci siano una ventina di libri in uscita sulla sua vita e le sue opere.

Gramsci, interessa oggi per quel discorso sull’egemonia culturale della classe dirigente.

Pensava il filosofo che per cambiare la società in senso socialista ci voleva una rivoluzione culturale, che partisse anche dalla sovrastruttura, non solo dalla struttura.

Il Pd, o i fuoriusciti, ogni tanto lo citano per un semplice motivo.

Non avendo più nessuna cultura di carattere marxista, non avendo più nessun punto di riferimento ideale nella storia del movimento operaio, si affidano al compagno Antonio come fosse una reliquia del firmamento comunista che male non fa: tanto è santificata che non può essere messa in discussione.

Ma guai ad applicare la sua prassi.

Soprattutto sul lavoro, sul rapporto fra profitti e investimenti, fra cultura di massa e coscienza politica, fra presenza in parlamento e contatto con le ” masse”.

Antonio Gramsci era un grande anti populista.

Sosteneva, come d’altronde il comunismo leninista, che non basta essere oppressi per aver ragione.

L’egemonia della classe dirigente, che oggi si direbbe il pensiero unico della classe dominante post ideologica, doveva essere contrastata con l’azione culturale, con la conoscenza, con la solidarietà fra i popoli, ( lui era di origini albanesi e mai se ne preoccupò).

Un vero internazionalismo socialista è contro tutte le forme di nazionalismo, ma anche contro tutte le forme di corruzione nel nome della democrazia.

Alla globalizzazione dei bisogni si risponde con il nazionalismo delle pancia piena ( vedi la riduzione fiscale di Trump).

Si vedono oggi personaggi che fanno politica che una volta sarebbero stati giudicati dei pezzenti sotto – culturali, tanto è il loro parlare a vanvera in fatto di riforme, di scelte a beneficio della classi povere.

Gramsci, a parole è nel firmamento della sinistra, nei fatti è citato come uno spot pubblicitario.

Il filosofo e pensatore comunista è attuale se si mette in gioco, più che la propria vita, la propria dignità, la propria coerenza, il proprio senso del vivere con gli altri, che oggi sembra impossibile anche a sinistra.

Lasciatelo riposare in pace.

 

 

IL RITORNO DI DON MATTEO, il Macron che verrà

Archiviate le primarie del Pd, con la vittoria di Matteo Renzi, ormai i partiti  guardano alle elezioni amministrative, e in prospettiva alle prossime elezioni politiche.

Non c’è  stata nessuna suspense,

Renzi, piaccia o non piaccia,con un  successo schiacciante, si è ripreso la segreteria del partito democratico.

Lenin diceva che quando si parla di un milione di persone si parla di politica, quindi l’affluenza,   non certo bassa, ha ridato fiato al renzismo – macronismo – obamismo – blairismo,  contro il populismo.

Adesso da parte della sinistra c’è da fare due conti, con la matita del salumiere.

Il suggerimento di Pisapia di unire le forze dei democratici,  per rifare un Movimento Arancione modello Milano,  è l’unica chance per la sinistra intera di non andare incontro a una disfatta.

Perchè se con Renzi ha vinto la sinistra liberal alla Macron, votato anche da Cohn Bendit, ( ma duramente avversata dalla gauche antagonista), la sinistra “socialdemocratica e/o radicale viaggia in brutte acque.

Gli scissionisti alla Bersani, e D’Alema, che rappresentano una ” sinistra” da ceto politico pre – pensionabile con vitalizio, raccattano oggi un 4%.

La Sinistra Unita di Fassina,  Fratoianni e di Civati che almeno sono stati coerenti nel cercare un’alternativa a Renzi in tempi non sospetti sono quasi al due per cento nei sondaggi.

Sintesi: alla sinistra di Renzi c’è, ad oggi, nemmeno quello che Rifondazione da sola prendeva alle elezioni sedici anni anni fa.

Ma si sono chiesti i “sinistri”  alla sinistra del Pd, come mai in Francia sacche di resistenza di studenti, precari, migranti hanno votato Melenchon, sinistra radicale?

Non è per caso che la sinistra in genere in Italia è  vista come parte integrata  di una nuova classe dirigente chiamata Casta?

Che ha votato la  riforma delle pensioni per gli altri e difeso i vitalizi per sè, in piena crisi?.

Non è un caso che dei Bertinotti e dei Vendola proprio la classe operaia non si fidi più.

D’altronde il voto per Renzi una cosa ha sancito: i Bersani i D’Alema, i Cofferati sono considerati opachi opportunisti dagli stessi elettori del Pd.

Piuttosto di votare l’opportunismo di personaggi che ormai non hanno credibilità alcuna, molti a sinistra da tempo pensano ai Cinque stelle,( lo ha fatto anche il compagno Valentino Parlato,che ci ha lasciato), altri all’astensione.

Altri ancora rimangono renziani senza esserne convinti.

A questo punto vale tutto.

La sinistra sonnacchiosa, conformista e opportunista e un po’pavida ha un solo modo per riscattarsi:eliminare i vitalizi, promuovere il reddito di cittadinanza con i Cinque stelle,( ma anche senza), battersi per la riduzione della giornata di lavoro,tener duro sull’accoglienza.

Se Renzi è il continuatore di Berlusconi, meglio prendersela con l’originale.

Senza dare fiato alla destra normale, ma soprattutto a quella radicale.Nessuno mi farà digerire il fatto che Mussolini era meglio di Giolitti, Hitler di Hindenburg, Trump di Omaba…

 

 

OTTO MILIONI di poveri nell’Italia del G8, in una nazione che si permette quattro mafie internazionali, un costo della politica fra i più alti del mondo, una tassazione sul lavoro fra le più alte d’Europa,una corruzione da paese da dittatura delle banane.Da noi la crisi non solo non è finita, ma c’è il rischio che sia infinita.. BUON PRIMO MAGGIO

L’Italia è un paese tutt’altro che povero.

Ha un Pil pro capite di 36.000 dollari all’anno, fra 194 paesi è al 23° posto.

Mica poco.

La ricchezza quindi c’è, ma non è distribuita o è mal distribuita come capita da sempre.

La ridistribuzione, quando è avvenuta, non è stata determinata dalla virtù della classe dirigente, ma sotto la spinta di potenti rivendicazioni sociali che hanno portato a riforme sul piano civile ed economico,( la paura del comunismo ha generato il riformismo…)

La restaurazione dei privilegi è stata pilotata dalla miopia delle varie consorterie politiche, vere e proprie agenzie corporative al servizio della borghesia, anche malavitosa e antistatuale.

Pataccara, straccione, volgare.

Non è solo colpa della globalizzazione la crisi italiana, è anche colpa di chi ha guidato l’Italia.

Venti anni di Berlusconismo, di consociativismo con le cosiddette forze democratiche da parte della destra, non solo hanno peggiorato il livello dei conti, ma hanno creato sacche di disoccupazione, sottoccupazione, precarietà, schiavismo che non erano pensabili quando i partiti della classe operaia erano orgogliosi di celebrare il primo maggio.

Queste cose potrebbero essere pubblicate in un manuale di storia per le scuole medie, tanto sono ovvie.

Eppure qualcuno si ostina a parlare di paese democratico, struttura portante dell’unione europea.

I record  negativi del vivere italiano sono miseramente  elencati ogni sera dai vari TG, Più o meno sono quasi 10 anni che si sentono le stesse cose: e tutti a domandarci ” quando qualcosa cambierà”?

Centrodestra, centrosinistra non sembrano avere più idee da spendere, i Cinque Stelle fanno i maestrini perchè fuori dal governo, la Lega aspira al sovranismo della legittima difesa armata, dall’autarchia fascista, dei dazi doganali , del razzismo da curva.

Alla sinistra della sinistra non c’è quasi più niente.

( i secessionisti si sono accorti che il Pd si è spostato verso il centro solo ora, che credibilità hanno?)

Se si scrivono sempre le stesse cose è perchè  si manifestano sempre le stesse cose.

La vera crisi è questa: una palude, un tunnel senza via d’uscita,un rancore che attraversa tutti gli strati sociali.

Non tutto funziona male in Italia, però.

Il sistema sanitario universale è uno dei migliori al mondo, il made in Italy anche, la qualità del cibo pure: ma il senso di fallimento del Belpaese non è mai stato così alto.

E gli schiavi che scendono dalle barche e vanno a lavorare al nero per 2 euro l’ora, dimostrano che la sinistra in  genere  non conta una mazza,  la destra radicale annovera fra le sue fila gente da Mafia Capitale,  nel mondo di mezzo si sintetizzano i monopoli del malaffare.

La rassegnazione diffusa è ben vista da una classe dirigente che non ha nessun interesse a cambiare di una virgola lo stato delle cose.

Prima o poi lor signori andranno in pensione, ben retribuiti.

Chi è fuori dai giochi la pensione non la prenderà mai.

BUON PRIMO MAGGIO di lotta e di governo

E Buon maggio, mese delle rose, della Madonna, della mamma, degli asini….

” DIFFAMATE, DIFFAMATE CHE QUALCOSA RESTERA'” ( VOLTAIRE)

Siamo arrivati tardi con il delegittimare chi salva in mare i migranti dal Nord Africa, ma ci siamo arrivati.

Era da tempo che i discorsi da bar e da qualunquismo reazionario sostenevano che la tratta dei disperati fosse in mano alla mafia.

Certo che la mafia opera in questo settore, è la scoperta dell’acqua calda.

Come in tutte le vicende criminali, se le procure hanno prove sufficienti, la polizia giudiziaria dovrebbe avere il  via libera nella repressione del fenomeno.

Come è successo in tante occasioni, dove dietro la parvenza di interventi umanitari, si sono celati interessi criminali e mafiosi.

Adesso il vicepresidente della Camera, quel Di Maio che disse che” Renzi è come Pinochet in  Venezuela”, ha ufficializzato la questione.

Non è difficile credere che gli scafisti abbiano  collegamenti con la mafia locale e non.

La mafia, non è un’entità metafisica, è un’organizzazione criminale con un fatturato da multinazionale americana con buone protezioni sia a livello politico locale che internazionale.

Partecipa a tutti i traffici: dai diamanti, agli stupefacenti, dalle armi alla prostituzione, dagli organi umani agli schiavi di ogni paese.

Per cui è possibilissimo che abbia a che fare pure con il traffico di Lampedusa e Mediterraneo.

Sparare nel mucchio delle organizzazioni umanitarie, però, sa di meschina e truffaldina scelta elettoralistica da parte non di un esponente dei Cinque stelle, ma di una delle massime cariche dello stato.

La denuncia di Di Maio, che anche i vescovi hanno bollato come una schifezza, schiaccia l’occhiolino alla Lega, mette in discussione la scelta italiana dell’accoglienza, fa di una contraddizione reale ( anche fra chi pratica lavori nobili c’è il delinquente che specula sul dolore altrui), una tendenza politico – mafiosa.

Luigino Di Maio è un bravo giovane che brilla per essere un  incredibile gaffeur:

ha detto che il 40% dei crimini in Italia è commesso dai romeni,

ha scoperto che Israele non permette a tutti di entrare nella striscia di Gaza,

non azzecca i congiuntivi quando Twitta sul suo blog,

è sempre in prima fila nel denunciare il malaffare con il sentito dire del web, che per lui è voce di Dio, oltre che di popolo.

Ora scopre,( da un’indagine della magistratura), che anche le  organizzazioni non governative ” puzzano di bruciaticcio”.

Beppe Grillo, invece, che abbaia alla luna ad ogni critica al Movimento Cinque Stelle a forza di spararle grosse è finito fra quelli che impediscono in Italia una vera libertà di stampa, ( e anche qui siamo al paradosso, certamente non è Grillo il solo problema).

Si potrebbe trovare una felice soluzione al rebus: se riescono a convincere Grillo ad usare il suo panfilo per traghettare gli immigrati, per Di Maio un posto di skipper è assicurato.

Di Maio e Grillo si credono eroi della verità, forse non sanno che  giudici, nonchè giornalisti vivono sotto scorta per le minacce mafiose.

Criticare va bene, ma per sparlare di un’attività come quella di chi salva in mare 13.000 persone dall’inizio dell’anno, ci vuole una documentazione seria.

Che un vice – presidente della Camera dovrebbe esibire al più presto.

 

 

25 APRILE 1945 – 2017 I neo – collaborazionisti del Male assoluto, in malafede, negano che l’antifascismo sia un valore di liberta’. Il giorno della Liberazione è contro i lepenisti d’Europa e contro la xenofobia contagiosa. Senza memoria dell’Olocausto non c’è futuro.

Ora che il nuovo fascismo anche in Francia si afferma come seconda forza del paese, ora che le tendenze religiose nazionaliste prevalgono sulle ragioni storiche della guerra contro il Male assoluto,l’Europa democratica deve per forza unirsi.

Le divisioni di oggi sulla Brigata Ebraica, però, sono l’ennesimo esempio di come la sinistra abbia perso la bussola in Italia.

Le ragioni dei  palestinesi contro il governo israeliano sono arcinote in tutto il mondo, ma la diffidenza di segmenti antifascisti verso la Brigata ebraica vuol dire ignorare la storia più recente.

Soprattutto oggi.

Quando in un tabaccheria di Jesolo cinque turisti israeliani contestano duramente  il proprietario di vendere accendini con il ritratto di Hitler, vuol dire che ormai il nazismo e  l’Olocausto sono considerati souvenir inoffensivi.

Ci dovrebbe essere il massimo di unità nel denunciare chi del nazifascismo fa un male del secolo breve ormai superato.

Il programma della Le Pen e di Salvini, ad esempio, ricorda il programma sociale del manifesto di Verona della Repubblica sociale italiana.

Nella forma il fascismo non esiste più, ma non è così.

Nella sostanza il ritorno dei nazionalismi reazionari con i loro metodi di esclusione di parte della popolazione non francese, non italiana, non americana, non russa, porta solo a cose brutte.

Per cui la Brigata Ebraica, con tutti i suoi presunti limiti di correttezza politica verso i palestinesi dovrebbe essere lasciata stare.

Anche perchè contro i nazisti aveva combattuto.

Fu istituita da Churchill nel 1941, partecipò con gli Alleati allo sfondamento della linea gotica, si ribellò all’Olocausto del proprio popolo.

Non così i musulmani che erano favorevoli al nazismo che stava eliminando gli ebrei nel mondo.

La vicenda del gran Mufti di Gerusalemme che dal 1941 fece grande alleanza con Hitler nel massacrare gli ebrei,  quella dei Fratelli musulmani che attendevano Rommel ad Alessandria d’Egitto come liberatore, il Nasser che non disdegnava di assumere fra le sue fila ex SS per combattere Israele, non sono certamente testimonianza di antifascismo.

Eppure nelle banlieu islamiche sembra che il voto sia andato a Melenchon, della sinistra radicale,eppure sempre la Le Pen in campagna elettorale ha nuovamente negato il collaborazionismo nella deportazione degli ebrei durante l’occupazione nazista.

In questa confusione terrificante salvare la coerenza rivoluzionaria della sinistra contro il fascismo è il minimo. 

 

 

22.4.2017 L’Isis ha preparato la tavola alla “grande bouffe” della destra lepenista,l’Europa rischia il naufragio fra i flutti del nuovo fascismo.

Ha ragione il filosofo francese Marek Halter.

Dopo l’ultimo attentato di Parigi  i lepenisti sono il cavallo di Troia del fondamentalismo di matrice islamica.

Domani la partita per le elezioni presidenziali francesi oggettivamente vede in prima fila la Le Pen ( lo ha detto anche il politologo Trump…).

Chiudere le frontiere, espellere i sospetti di origine nordafricana, rompere con l’Europa, preparare, a livello mediatico una Frexit, rinverdire la Francia dell’Algeria una volta rispettata in tutto il mondo, è un programma appetitoso in un momento di crisi.

Ricordiamo i fascismi negli anni trenta che rivendicavano le vecchie frontiere messe in discussione dall’iniquo trattato di Versailles.

Oggi Versailles si è spostata a Bruxelles,  il nemico in politica estera è l’Isis e il mondo arabo- musulmano,i burocrati della UE i loro protettori.

All’interno i bau – bau sono gli stranieri che godono degli stessi diritti dei francesi originari.

Fa niente se oggi la Francia raccoglie secoli di colonialismo: bisogna vedere infatti quale consenso di massa hanno i filo – Isis fra i diseredati giovani di origine magrebina nelle periferie, così come quanti sposeranno il “piazza pulita della Le Pen” fra i poveracci colpiti dalla crisi.

C’è il rischio che in Francia oggi, e domani in Europa, si scateni una guerra civile a bassa intensità fra religioni diverse, culture diverse,usi e costumi diversi.

L’Europa, come entità politica, lo ricordiamo, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, è stata in prima fila  nella difesa dei valori antifascisti.

Ora non più.

Comunque è solo il primo turno

La finale fra la Le Pen, Destra radicale, Macron, astro nascente della borghesia politicamente corretta,Fillon, leader repubblicano che contende alla Destra para-fascista  la linea dura, e il  vecchio comunista Melenchon che punta su un programma radicale di sinistra modello rifondarolo del secolo scorso, si giocherà il 7 maggio.

Se la Le Pen otterrà di andare al ballottaggio certamente in Italia, la Lega, Fratelli d’Italia, Forza Nuova, Casa Pound, grillini di destra, clerico – fascisti contro i diritti civili, Libero, il Giornale e reazionari sparsi sorrideranno.

Il loro sogno si sta attuando: frontiere sicure, nazionalismo, revanchismo sull’Europa dei burocrati etc.

Come in parte in tutta Europa, la spinta anti europeista va avanti.

L’Isis, che sta perdendo terreno sul piano militare, ha già trovato i suoi alleati.

Mettere in contrapposizione sicurezza e migrazione è un eccellente programma di estrema destra a cui la trippa fascista di una certa plebe europea, aizzata ad arte dai Goebbels del Terzo Millennio, strizza l’occhio.

(Continua)

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