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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

NOSTALGIA DELLA FILOSOFIA ( 4) “Cambia la vita prima che la vita cambi te”, da slogan gauchista e’ diventato spot per cambiare deodorante. La nostra vittoria e’ quella di conservare?

Negli anni settanta “del personale è politico”  c’era uno slogan lanciato da Re nudo e vari movimenti alternativi che recitava ” cambia la vita prima che la vita cambi te”

Era un modo semplice, e forse retorico, per dire che prima o poi se non cambi le circostanze le circostanze cambieranno te.

Il mutamento antropologico dell’Italia, già evidenziato da P:P: Pasolini, è avvenuto negli anni del boom, poi con la rivoluzione culturale degli anni settanta si è cementato nella mentalità delle libertà civili, infine con l’informatizzazione della produzione è nato il cambiamento del terzo millennio, in cui quelli come me, e tanti altri  compagni dalla coscienza ” normale”, poco si ritrovano.

A dare forza alla vita che scorre, fra spot di pace terrificante e realtà di violenza inaudita, è però da dieci anni a questa parte, il terrorismo.

Si dice che il terrorismo non vincerà, perchè noi non cambieremo le nostre abitudini.

Se il terrorismo vuol dire cambiare stile di vita, è chiaro che questa scelta potrebbe essere una sconfitta.

Cioè, non si può retrocedere sulla conquiste dell’illuminismo, del socialismo, del capitalismo etc.

Ma  siamo sicuri che tenersi stretto quello che abbiamo, senza accorgersi che in quello che abbiamo c’ anche molto da buttare, non sia arrendersi allo status quo, cioè” al si salvi chi può” quotidiano che garantisca la sopravvivenza esistenziale individuale?

Cambiare in peggio sui diritti sul lavoro per esempio lo si è già fatto, cambiare in peggio il  mantenimento della privacy come scelta di discrezione nei rapporti umani lo abbiamo fatto, uccidere dio ( il sacro) nella banalità della futilità lo abbiamo fatto,

La nostra vittoria, dunque. sarà quella di conservare l’esistente’ .

La  conservazione di un valore non puo’ essere la sua cristallizzazione.

Se la donna, ad esempio, non è rispettata in Arabia Saudita, io non posso dire che il nostro rispetto della donna consista nell’omicidio delle donne, nel loro sfruttamento, nella loro disparità di trattamento normativo sul lavoro etc.

Se io voglio conservare il meglio devo però buttare via il peggio, la ricchezza di una cultura sta nella radicalizzazione dei principi, e nella sua capacità di vederne gli errori.

Per questo, oggi, chi vuole cambiare vita è un’infima minoranza, secondo i dettami degli anni settanta, soprattutto fra quelli degli anni settanta.

Poichè per vita cambiata non si intende andare solo in India o in Mexico o” lontano”, ma porsi in modo critico e radicale nella quotidianità dei rapporti umani e sociali.

Lo dice anche il Papa, anzi forse è l’unica autorità che lo ricorda tutti i giorni,

La speranza consiste nel percepire il dolore del mondo e la sua tragedia.

Se no,senza una visione tragica della vita, anche il comico diventa il ballo dell’idiota sulle macerie del nulla.

 

30.5.2017 LA NUOVA LEGGE ELETTORALE,in gestazione, si chiama Germanellum, perchè si ispira al sistema tedesco con sbarramento al 5%. Dopo il Porcellum, l’Italicun, il Rosatellum, il Verdinellum, il sistema elettorale sarà un abito su misura per i partiti.

Parlare di legge elettorale dopo quello che è accaduto il 4 dicembre sembra un paradosso.

Quel giorno fu bocciata la riforma Renzi -Boschi che prevedeva la soppressione del Senato,  e sanciva la norma dei capilista bloccati.

La democrazia vinse, si disse, perchè quello di Renzi era un tentativo di presidenzialismo mascherato, ai danni del legislativo.

E va bene.

Poi, se non sbaglio, i referendari talebani ( D’Alema,Cinque stelle, e tutti gli anti – renziani), si ripromisero di fare una VERA  legge elettorale che garantisse la governabilità del paese.

Tutti sanno come è andata a finire.

Oggi si discute ancora come fare una legge elettorale: o meglio come ritagliarsi un abito su misura per vincere le elezioni o per non perderle.

Il motivo è semplice.

La  consulta ha bocciato il Porcellum e l’Italicum per incostituzionalità

Ora l’accordo Renzi _ Berlusconi – Cinque stelle  è  in procinto di elaborare un sistema proporzionale dove vincerebbero tutti, e non perderebbe nessuno.

Un maggioritario misto, con sbarramento al tre per cento, andava bene a   a cani e porci.

Ma con lo sbarramento al 5%, ad oggi in Parlamento andrebbero Cinque Stelle, PD, Forza Italia e Lega-

A Destra Berlusconi non deve cercare il listone con Salvini e Meloni, a sinistra il listone lo cerca Pisapia  con art1. e Sinitra italiana. per arrivare al 5%, Alfano e i centristi sono tagliati fuori, i cinque stelle contano di arrivare primi e fare un governo di minoranza, il Pd può allearsi con Berlusconi o Pisapia.

Il maggioritario pulito non se lo vuole giocare nessuno, non siamo in Inghilterra, in Francia, manco in Germania dove la legge proporzionale è chiara e distinta come le idee cartesiane.

Qui si va con il latinorum del post Porcellum,Italicum, Provincellum, Rosatellum, sul quale fare sarcasmo non solo è inutile, ma è patetico.

Ora c’è il Germanellum, che promette elezioni in autunno, così che la legge di bilancio se la giocheranno nella campagna elettorale.

Siamo in Italia dove alle promesse di democrazia seguono le paludi, i pantani, le ripicche della politica delle intercettazioni, delle leggine ad personam, dei traffici sottobanco.

Quando si dice che in Italia non c’è democrazia non si dice una cosa esatta: c’è la democrazia fintanto che non si toccano gli interessi di quelli che   giocano con la rappresentanza del popolo, come si gioca con le figurine.

Un posto in appalti milionari, celo.

Un posto  nel giro giusto delle Banche, celo.

La guerra vera alla corruzione, manca.

Una legge sul lavoro chiara, manca,etc

Alla fine l’album sarà l’ennesima rappresentazione di una democrazia talmente fragile, che sembra fatta apposta per rompersi.

“Fummo Gattopardi e leoni”, diceva il Principe di Salina.

Ora ci saranno solo iene e sciacalli, anche se il partito animalista della Brambilla promette il nuovo movimento trasversale.

Siamo pessimisti?

Qui si aspettano le elezioni amministrative di giugno.

Poi, per l’ennesima volta, di vedrà.

Nessuno vuole il cerino in mano quando a ottobre ci sarà la ventilata manovra lacrime e sangue sui conti.

Andare a votare il 24 settembre o i primi di ottobre è comunque folle: campagna elettorale sotto l’ombrellone fra flussi di migranti, notti italiane alla movida, calcio mercato,con i partiti che si preparano alle gradi manovre del tutti vincenti, ma nessuno governante.

E la sinistra? Lavori in corso.

CONTINUA.

27 MAGGIO IL G7 dei grandi della terra, come tutti i G8 e i G20, si concluderà in un nulla di fatto. Si deve occupare di terrorismo, clima, migranti…. “LAVORO PER I MIGRANTI,LAVORO PER TUTTI”, dovrebbe essere la risposta dei movimenti…..

A Taormina i grandi della terra ( Stati Uniti,Canada,Giappone,Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia, ( grande Francesco Totti), hanno discusso sul futuro della terra.

Come sanno anche i sassi, questi incontri servono poco, se non a ratificare che l’ordine economico mondiale  è monopolizzato dal libero mercato con qualche aggiustatina.

L’inutilità delle belle parole, delle promesse, delle prese di posizione, finite la sera stessa del vertice, fanno del grande summit un rito stanco e vuoto.

La presenza di Junker per la UE, insieme ai ministri dell’economia dei sette paesi che producono il 63% della ricchezza globale, dovrebbe, sulla carta, garantire che si metta al primo posto, oltre al tema della sicurezza e della difesa dal terrorismo, anche il problema più vicino all’Europa: il flusso dei migranti.

Le news ci dicono che Trump abbia imposto la linea della tutela degli stati nazionali, che le varie first ladies siano state abbagliate dal made in Italy di Naxos, dell’Etna, del menu alla siciliana.

Mancava ” o sole mio”, la colonna sonora del Padrino, una mandolinata e poi il quadro era completo.

Al G8 di Genova, sedici anni fa, mentre gli otto grandi ( c’era anche la Russia oggi espulsa e in lista d’attesa per via della vicenda Ucraina), discettavano di fame nel mondo fuori vi fu il massacro epocale del movimento no global.

Oggi il massacro dei migranti c’è quasi tutti i giorni, i massacri dell’isis continuano in Egitto, la guerra continua in Libia…

Con la bella stagione le coste italiane saranno invase.

Quello che si può fare per tentare di affrontare, come si diceva una volta, le contraddizioni principali delle democrazie occidentali, (democrazia  giustizia sociale, diritti) a ogni G7 si ferma, ovviamente, agli interessi dei singoli stati, dei singoli sistemi capitalisti, delle singole economie globalizzate nei profitti, non certo nell’occupazione e nei salari.

Quella per cui a Milano hanno sfilato 100,000 persone, quella per cui è un dovere civile battersi è la questione del lavoro.

Sul clima e sul commercio, infatti, prevalgono le solite divisioni che fanno del G7 un gioco dell’oca dove si torna sempre al punto di partenza.

Il proletariato che giunge dal Nord Africa, ma anche da tutti i continenti, compensa il calo demografico e l’invecchiamento delle società occidentali,

Non è una minaccia, è una risorsa.

Una politica di inclusione, dico io, non è solo pragmatismo come ha scritto Michele Serra nell’ “AMACA” de la Repubblica.

Serra sostiene che il razzismo è ideologico, mentre l’antirazzismo è solo pragmatismo.

Non è così, secondo me.

La costruzione di un inclusione, dove alla competizione e alla divisione internazionale del lavoro fra sfruttati, si contrappone una visione aperta della società è uno dei tratti fondamentali della democrazia e del socialismo libertario.

Non è una scelta meramente utilitaristica.

Deve essere una scelta ideale, un’idea di valore assoluta, un fine a cui tende la lotta per l’emancipazione.

Senza sbrodolate umanistico – retoriche sui più poveri, la richiesta di diritti e doveri per tutti è l’essenza di un percorso rivoluzionario e democratico.

Da varie parti si comincia a sentire che il famoso programma ” lavorare meno, lavorare tutti”, con l’uso virtuoso della tecnologia, non è un velleitario slogan da anni settanta.

Diventerà una necessità, questo sì, purchè sia inclusivo di idee, esperienze,cultura, studi, lavoro di chi porta in Italia e in Europa e nel mondo, non solo la testimonianza attiva della propria miseria, ma anche la volontà di cambiare insieme lo stato delle cose.

Con o senza G7.

Oggi manifestazione no G7.

 

 

 

DOPO MANCHESTER, AL LARGO DELLA LIBIA, STRAGE DI MIGRANTI BAMBINI. Come si sa gli africani vengono in Europa per vivere sulle nostre spalle.Se muoiono in mare,però, ci risparmiano seccature umanitarie….

Alla carneficina di Manchester ad opera dei terroristi islamo – fascisti, ( lo stragismo indiscriminato tipo piazza Fontana, Stazione di Bologna,Piazza della Loggia,Italicus è sempre stato patrimonio della destra nazi – fascista..), è seguita l’ennesima strage di migranti al largo della Libia.

Per ora si parla di 34 morti, fra cui diversi bambini.

Un barcone con 200 persone a bordo dirette verso le coste italiane sì è ribaltato a 30 miglia dalle coste libiche

Le operazioni  di salvataggio sono ancora in corso grazie alla Marina militare italiana e alla Ong Moas, che lo zelante Di Maio dei Cinque Stelle, ha chiamato “taxi del mare.”

Quando abbiamo accennato al terrore di Manchester, come collusione oggettiva  con il razzismo europeo, non avevamo fatto voli pindarici.

Oggi è uscito un rapporto pubblicato dal Global Justice Now e da un gruppo di ONG europee e africane.

Nel rapporto si dice che l’Africa ha un CREDITO verso il mondo di 41,3 miliardi di dollari.

Significa che la ricchezza prodotta non rimane nel continente africano.

Le multinazionali, ad esempio,  dei paesi più ricchi hanno portato  203 miliardi di profitti nei paradisi fiscali, lasciando in povertà la popolazione indigena.

Anche qui, nonostante qualche furbacchione europeo faccia finta di niente,è in corso una lotta di classe da parte di ricchi, mafiosi, corrotti,militari contro la popolazione che è gettata sempre più in povertà.

Uno scappa dal Nord Africa per venire in Europa non solo per la guerra, ma per la fame, la miseria, la devastazione della propria vita.

L’Europa, quella ricca, su questo tema ha sempre fatto schifo, ha sempre considerato gli africani una sottospecie umana, buoni per giocare a calcio, per non essere presi a calci.

Nel 2015 una risoluzione dell’Onu contro i “fondi avvoltoio”, cioè i  prestiti usurai ai paesi poveri, è stata bocciata da Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Giappone, Canada, Israele.

Per questo le stragi dei bambini sono un effetto collaterale della globalizzazione.

 

 

NELLA STRAGE DI RAGAZZI E BAMBINI DI MANCHESTER C’ E’ IL SEME ODIOSO DELL’INTOLLERANZA VERSO LA ACCOGLIENZA, LA DEMOCRAZIA E LA PACE FRA I POPOLI.

Inutile fare grossi giri di parole.

Se qualcuno voleva fare un regalo all’intolleranza e al fascio – populismo europeo i militanti dell’Isis di Manchester ci sono pienamente riusciti.

Il massacro di ragazzi e bambini, simile ai massacri di giovani e bambini che avvengono nelle terre infuocate del Medio Oriente, non ha nessuna giustificazione ideale.

Se qualcuno vuole trovare analogie con la lotta armata di matrice comunista ( quante volte si sente dire che l’Italia è preparata contro il terrorismo perchè abbiamo sconfitto le BR?), è completamente fuori strada.

Chi agisce come a Manchester, inneggiando alla guerra santa contro gli infedeli, rivendicando il diritto alla strage contro l’Occidente, produce solo paura del migrante, paura degli sbarchi, paura di culture diverse, paura insomma della democrazia.

Non c’è nulla di più terrificante del terrorismo come affare.

E’ chiaro che la risposta militare, prospettata da Trump, Putin,Nato, l’Europa in generale serve come deterrente e basta.

D’altronde la guerra contro l’Isis a Mosul a Raqqa è già in atto, nessuno sembra allinearsi con le scelte dell’Isis.

Ma la pace, anche questo c’è da gridarlo forte, non la vuole nessuno.

Non la vuole Trump che con l’Arabia Saudita è compagno di merende, non la vuole Assad, non la vuole Putin, non la vuole del tutto l’Europa che vorrebbe veder finire i propri incubi a colpi di forze speciali, droni,bombe intelligenti.

Gli errori in Iraq, in Libia , in Siria si pagano cari.

Ma il business della guerra santa è in movimento.

La collaborazione delle mafie che dal traffico d’armi, di droga, di essere umani, di petrolio, fa affari colossali gioca con l’intolleranza dei populismi.

Le Cancellerie Occidentali con una mano vendono armi, con l’altra promettono aiuti umanitari.

Gli odi si alimentano e vengono alimentati, per i voti, per il potere, per il denaro.

La polis globale ne esce distrutta.

 

 

 

20 maggio 2015 OGGI A MILANO ” INSIEME SENZA MURI”. Ci vediamo in piazza, nonostante le strumentalizzazioni di chi voleva sospendere la manifestazione. You’ll never walk alone

Dopo che un italiano – magrebino  ha ferito a coltellate un poliziotto e un agente durante un controllo di routine alla stazione Centrale di Milano, si sta creando un clima di falsa tensione per la manifestazione pro migranti di oggi.

Il giovane arrestato sembra essersi radicalizzato di recente, i suoi osanna per l’Isis su FB,lo hanno portato ad essere indagato per terrorismo.

Il presidente della Regione Maroni, irreprensibile difensore della legalità lombarda e italiana, che ha qualche intoppo con la procura di Milano, ( innocente fino a sentenza definitiva…), è invece fiscalissimo quando parla di immigrazione: la manifestazione antirazzista non è da farsi, ha dichiarato subito dopo il fatto.

Salvini ha già detto che chi andrà alla manifestazione è complice, di tutti i mali del pianeta terra.

Ma il lepenista nostrano, si sa, è un caso patologico.

Quello che ha sorpreso sono le dichiarazioni di Stefano Parisi, che ha sentenziato che andare in piazza contro il razzismo “è pura retorica lontana dal paese”.

Per un liberale moderato è un’uscita snob e gratuita.

Meno male che Parisi non è il sindaco di Milano.

Il sindaco Sala, invece, ha confermato che la manifestazione si terrà.

Il Comune di Milano, ricordiamo , ha organizzato l’evento sull’esempio di quello che è avvenuto a Barcellona, in febbraio, dove sull’emigrazione hanno sfilato 150.000 persone.

Ci saranno quindi associazioni libere di volontariato, trenta comunità straniere, comitati impegnati sul territorio, cittadini, politici, sindacalisti, laici e cattolici.

Quell’universo che  in tutta Europa  si occupa di immigrazione.

In un paese  civile,  una manifestazione per un fine umanitario non ha bisogno di grandi commenti: la vicenda si spiega da sola, va sostenuta, va promossa anche in altre situazioni.

Cosa c’è da portare a casa?

Il rispetto della Costituzione che non discrimina per sesso, razza, religione.

Il rispetto dei diritti umani dei regolari, dei clandestini, dei bravi e dei cattivi.

Ci saranno anche i centri sociali, come ci sono in Francia, in Grecia, in Germania, in America in varie altre forme.

 

 

 

 

 

 

Mentre volano parole grosse sulle intercettazioni del renzismo, la fotografia annuale dell’Istat sull’Italia è impietosa. Nulla di nuovo:sempre più poveri,sempre più vecchi, sempre più delusi,sempre più diseguali. C’è stata una rivoluzione, senza proletari…

Nel 1966, Renzo Del Carria, pubblicava un libro che trovò la sua fortuna editoriale negli anni settanta presso la sinistra extraparlamentare.

Si intitolava “Proletari senza rivoluzione”, metteva in risalto che il grande movimento operaio e proletario italiano aveva avuto prerogative rivoluzionarie, sempre tradite.

Del Carria, che poi finì per presentarsi con il Polo della Libertà, oggi è stato smentito dall’Istat e dalla fotografia dell’Italia del 2016.

Possiamo dire che c’è stata una rivoluzione, informatica, produttiva, cibernetica, morale, valoriale, ma senza proletari.

Cerco di spiegarmi.

Le vecchie classi non esistono piu.

Marx è morto.

Anche se Marx è vivo, non lotta insieme a noi.

Perchè la lotta di classe è scomparsa dallo sfarinarsi della classe operaia e del ceto medio.

La robotizzazione ha fatto e farà il resto.

Come fai a organizzare milione di persone che lavorano in mille situazioni diverse, che vengono delocalizzate, che sono precarie, che hanno contratti diversi ecc.

E’ un’analisi che non dice niente di nuovo quella dell’Istat, al posto della classi tradizionali del secolo scorso ci sono 9 classi o gruppi di persone divise per censo, istruzione, possibilità di lavoro ecc.

Tutte cose che analisti anche non marxisti hanno ratificato dal 2008, l’anno della crisi mondiale, poi giunta In Italia e rimasta nella palude dello nostra insipienza politica.

L’italia delle mamme e delle nonne mette mano al portafoglio per mantenere i figli, oppure i figli stanno in casa per aiutare genitori e nonni?

Tutte due le cose.

La proletarizzazione del ceto medio è concetto datato, così come la scomparsa della classe operaia; sono verità sociologiche indiscutibili.

All’analisi di classe marxiana, che voleva individuare una soggettività rivoluzionaria, partendo dai rapporti produttivi, si va sostituendo una fisica sociale positivista che avrebbe fatto felice Auguste Comte.

L’istat dice che i figli dei dirigenti faranno i dirigenti e i figli degli operai non faranno gli operai. Tutto è fermo, cristallizzato, manca ” l’ascensore sociale”.

Ma sono novità del tutto irrilevanti perchè in Italia, come si sa, il merito è sempre stato soppiantato da nepotismo e familismo.

L’alienazione, l’estraniamento, l’impoverimento crescente, la riduzione della lotta di classe a qualche sussulto ribellistico, più per difendere il proprio posto di lavoro che per trasformare la società, è quello che passa il convento.

Guardando gli ennesimi grafici della povertà italica, l’ennesima denuncia delle differenze sempre più marcate fra le classi, non si può che ricordare che questo è accaduto in tutto l’Occidente, America compresa.

C’è un momento che una classe prevale sull’altra, diceva il filosofo di Treviri, ( Carlone per il WEb), e quella che viene sconfitta cade in rovina.

Questo concetto, da noi,  diventato l’alibi per i “comunisti”che si sono messi dalla parte dei privilegiati, dei burocrati, dei finanzieri, è servito sul piatto dell’ineluttabile destino ” cinico e baro”.

Il capitalismo, il peccato originale dell’uomo, è troppo forte; così va il mondo.

Invece di incatenarsi a qualche cancello di fabbrica dismessa, denunciando che la lotta di classe la fanno i padroni, i si sono dotati di cornetto acustico per carpire la contraddizione insanabile fra Renzi padre, Renzi figlio, e la nonna.

Il poco di Welfare all’italiana trova nella famiglia il soggetto politico che può fare la differenza con il resto del mondo:di mamma ce n’è una sola.

Per il resto tutto è possibile.

 

 

 

Parlare di post – VERITA’ fa tendenza, ma la verità è “come cercare un ago in un pagliaccio”

Non poteva essere che di origine americana il concetto di post – truth, cioè post verità.

Fu usato per il caso Watergate e per la Guerra del Golfo di Bush padre.

Significava che le emozioni e i sentimenti autoreferenziali sostituiscono la verità oggettiva.

Non esiste più una verità oggettiva.

Esiste una verità percepita, che ieri era quella della Tv, e oggi è principalmente  quella del web.

Parlare di post – verità, e non semplicemente di menzogna, fa tendenza.

Scrittori, e filosofi di rango come Baricco, Ferraris, ma anche giornalisti come Aldo Grasso e  Gramellini sui  vari giornali e network,  solo per citarne alcuni, si cimentano sulla post – verità

Che  la menzogna di oggi, non abbia nulla da invidiare a quella di sempre e di ieri, è  risaputo: la più grande fake news , è il negazionismo sull’Olocausto.

Il problema è che mentire è del regno degli uomini, mentre la verità è del regno di Dio.Ma oggi mentire, praticare la maldicenza, la calunnia, la catttiveria non è considerato un crimine morale.

Quando a Joseph Conrad fu fatto notare che un suo libro, ( Il caso), era diventato troppo lungo, nella versione riveduta, lo scrittore nella prefazione scrisse all’incirca che se uno vuol essere sintetico sul senso della vita, basta scrivere su un pacchetto di sigarette: si nasce, si soffre, si muore.

Povero Conrad, non conosceva il twitter – search, la verità del momento, la sensibilita’ di un’imprecazione e di un prurito esistenziale, fatto passare per sintesi evangelica di saggezza.

Chi immaginava che la violenza della menzogna diventasse uno sport di massa?

Anche a livello individuale ed esistenziale la verità è come cercare un “ago in un pagliaccio”, come dice Diego Abatantuono in uno spot pro ospedale Monzino di Milano.

La manipolazione dei fatti studiata a tavolino, la comunicazione orchestrata da costruttori di menzogna con il web, ha raggiunto l’apice a livello storico- sociale.

Se io dico che A = A, posso dire che A è diverso da B: ma se costruisco una narrazione in cui A può diventare anche B, costruisco un pensiero politico dominante.

La narrazione poco veritiera, oppure del tutto menzognera, passata da verità nella fattualità mondana, può diventare uno spargimento di sangue se l’obiettivo della menzogna sono quelli che la verità la possono praticare in un solo modo:lavorando per un pezzo di pane.

La post – verità, insomma, potrebbe essere una sovrastruttura ideologica generata dalla produzione materiale della comunicazione-informazione del Web,  per far passare una menzogna solenne:che la natura e l’universo sono indipendenti dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Un inguaribile follower del marxismo teoretico, potrebbe anche pensare che dire una menzogna su vari argomenti come lavoro, produzione, emigrazione, per poi farla diventare vera on line, fa della menzogna una sfrontatezza, un cinismo, una sopraffazione,una  voglia di manipolare pure il mondo apparente creato e lavorato dagli uomini.

In questo modo la narrazione soggettiva, tendendo ad escludere un oggettività pratica sui rapporti di produzione della vita ,snaturerebbe la stessa arma della critica in una post verità consolatoria.( Il buonismo sociologico che sta dalla parte delle vittime della menzogna).

Il pagliaccio consapevole è un nobile personaggio del circo, con il trucco pesante, con le capriole che diventano culate: fa ridere i bambini, e questo già lo porta nel regno dei cieli.

Il pagliaccio, nel quale è difficile trovare una sincerità d’intenti a costo di squartarlo con la confessione dell’inquisitore è, secondo la definizione estesa del dizionario italiano,  l’incoerente, il buffone etico, la canaglia falso – sentimentale,il forte con i deboli e il debole con i forti.

La post – verità è il mondo capovolto, dove non esiste una verità che possa dirsi rivoluzionaria, perchè la verità schietta, sincera, onesta,non costruita è degli ingenui, delle anime candide, dei bambini, dei folli, dei creduloni, dei non istruiti.

Lasciamo ad ognuno di voi immaginare chi ci guadagna dal traffico della post – verità.

 

Dopo la bufala dell’invasione programmata dei migranti, ora c’è lo stupro di razza,( esponente PD!). L’epidemia psichica contro l’arcobaleno delle razze( made in Mussolini), dilaga.

Debora Serracchiani che  ha dichiarato che lo stupro praticato da un profugo a Trieste, è più grave di quello perpetrato da un italiano, non è impazzita.

Ha semplicemente dichiarato, parole sue, che si tratta solo di buon senso.

Quando il buon senso coincide con il razzismo strisciante, si fa dura per tutti.

Mussolini ai repubblichini di Salò predicò di combattere per il suolo italico contro “L’arcobaleno delle razze”, che stava invadendo il paese nel 1945.( Alcune truppe di colore alleate, si macchiarono pure di stupri, come i tedeschi in tutta Europa, i giapponesi in Cina , i russi in Prussia, gli americani in Vietnam anni dopo… gli italiani In Etiopia  nel 1936 ecc).

Oggi una parte dell’opinione pubblica crede che il Muro contro l’immigrazione porterà cose buone: meno stupri, meno delitti, più lavoro per gli italiani etc

Salvini ha prontamente dichiarato che l’esponente PD, presidente della regione Friuli -Venezia – Giulia, è come “la bella addormentata nel bosco”, nel senso che si è accorta solo ora del disastro dell’immigrazione incontrollata.

La Debora, si è  presa della leghista da Saviano.

Per me  si è semplicemente addormentata sul senso comune, sulla banalità degli invasori, sulle scemenze prive di senso.

( se una badante della Nigeria viene violentata da un italiano, moralmente non è la stessa cosa di quello che è accaduto a Trieste ?)

E’ stato detto che   dietro il traffico dei migranti nel Mediterraneo ci può essere la mano della mafia internazionale.( ma va là!)

L’avevo scritto nel post “Diffamate diffamate che qualcosa resterà”,  e non mi sembra di essere il primo della classe a fare una simile affermazione.

Di Maio e Salvini, che avevano ipotizzato scenari  Spectre da film di James Bond, con la certezza che dietro le Ong ci fossero manovre internazionali per distruggere l’economia italiana, sono stati ampiamente smentiti dallo stesso Procuratore di Catania.

Il quale, in un primo tempo, aveva dichiarato in Tv che il marcio stava nei soccorsi che traghettavano come un taxi,( Di Maio dixit), i migranti nel nostro paese.

Quindi la denuncia di Salvini e  Di Maio, che per ora non ha nulla di penalmente  rilevante,è risultata l’ennesima diffamazione a cuor leggero.

La sostanza è che la mossa è politica, è schifosamente e in modo lurido, una bieca strumentalizzazione che non dice” lasciamoli morire in mare”, ma lasciamoli morire in acque internazionali.

Se questo è il modo di garantire la sicurezza ai cittadini italiani e’ senz’altro un rimedio che è peggiore del male.

Si fa presto a generalizzare sulle malefatte di un mondo che è border-line per statuto umano e sociale.

Appellandosi alla sicurezza l’Europa getta la rete burocratica che pescherà i cadaveri in mare.

Gli xenofobi e i fiancheggiatori, attaccando l’Europa, vogliono solo costruirsi un alibi per chiudere le frontiere.

La variabile impazzita, anche questo è stato scritto, è il terrorismo fondamentalista.

E ‘ atto una strategia della tensione che vede, oggettivamente, il connubio fra Isis, mafia,malaffare nostrana e internazionale.

Non c’è invasione epocale dall’Africa,c’è solo da riempire le banche di profitti.

Atro che Ong.

 

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