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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Quando i comunisti mangiavano i bambini, i Cinque stelle mangiavano caramelle…

Che non sia d’accordo per nulla con i Cinque stelle, per chi ha la pazienza di leggere solitamente il blog, è un fatto risaputo.

Dire che sono gente che non ha mai lavorato, nè fatto niente nella vita, cioè dei falliti è una calunnia e una diffamazione verso persone che hanno solo il demerito di voler mandare via la vecchia classe dirigente con una rivoluzione” liberale”.

E’ la rivoluzione liberale,infatti, che suona come una bestemmia in un cimitero, sia che la riproponga Berlusconi che…Di Maio.

La destra liberale italiana made in Berlusconi pensiero, ad esempio, non ha mai avuto nulla a che fare durante i suoi governi  con i liberali tedeschi di oggi.

Tanto per parlare chiaro: della Merkel puoi dire che sia una nostalgica di Otto Von Bismarck, una erede della Germania uber alles,  e che  ne abbia fatte di tutti i colori alla Grecia e pure all’Italia, ma non è una reazionaria.

E’ una signora di grande intelligenza politica, una democratica cristiana, una donna che,quando è stato approvato il matrimonio gay in Germania, ha dichiarato che lei non era d’accordo, ma era contenta per il popolo tedesco che aveva meno motivi di contrasto.

Io non la voterei mai, sono d’accordo in pieno con la Linke, ma in Germania e in Europa tutti la rispettano.

In Italia la quasi sicura coalizione vincente alle prossime elezioni politiche, si basa su tre destre.

La destra radicale che va da Salvini a Meloni: anti immigrati, anti europea, anti – liberale, in senso sociale.

Coinvolge anche   cattolici integralisti e antipapisti, flirta con  destra americana trumpista e sciovinista.

Poi c’è la destra vitalistica, idealista e romantica come Casa Pound, Forza Nuova, è quella nazi – fascista.

Poi c’è quella dell’ex cavaliere: liberali con portafoglio altrui,  cattolici di destra anti modernisti,conservatori di lobby pubbliche e private.

Non è conservatrice, è anche moderata e democratica in componenti di minoranza, ma è reazionaria, nel suo insieme contro la sinistra. Il basso ventre culturale, come visto in questi anni, ha fatto il resto populista.

Il Cavaliere che per anni ha blaterato contro la Merkel, rea di aver ordito un colpo di stato contro di lui nel 2011 insieme ai francesi, oggi si è avvicinato alla cancelliera tedesca, non svincolandosi dal patto con la destra estrema.

Questo per spiegare che  paragonare i Cinque stelle ai comunisti del 1994, da parte di un liberale come Berlusconi, visto che pure Di Maio è un liberale, è una forzatura che nasconde le paure del Cavaliere: quelle del giustizialismo pentastellato per il conflitto d’interessi, ad esempio.

Nonchè la mancanza d’esperienza della classe dirigente grillina.

Lo spettro comunista di Berlusconi, del 1994 fu una costruzione ad arte per spaventare la maggioranza silenziosa degli anticomunisti.

I bambini che si mangiavano i comunisti, ora sono diventati i Cinquestelle i cui leader, per ragioni anagrafiche,durante la guerra fredda del secolo breve,  mangiavano caramelle.

Ma la rivoluzione liberale, tutti lo sanno, in Italia è quasi impossibile, perchè mancano le basi della democrazia liberale.

Prima fra tutte: il funzionamento civile dello stato sempre visto come diligenza da assaltare,( vedi vitalizi, corruzione,spese inutili,burocrazia ecc).

Se i Cinque stelle vogliono fare una sana pulizia morale, politica,istituzionale, è un bene per tutti.

Però dovrebbero ricordare un particolare, non da poco.

Gobetti, che scrisse la Rivoluzione liberale,  fu picchiato a morte dai fascisti.

 

 

 

12.12.1969 Piazza Fontana. Quella strage fu l’inizio della guerra contro il movimento operaio e gli antifascisti. Quel Muro di omertà che ha protetto i mandanti non è mai caduto. Vero, reazionari del terzo millennio?

Cancellate gli anni  Sessanta e Settanta dalla temporalità della storia!.

Questo sembra, nel giorno dell’anniversario di Piazza Fontana, il motivo dominante di certa stampa  sedicente liberale, ma nei fatti collusa da sempre con la criminalità anticomunista.

Nella varie ricostruzioni storiche di questi giorni sul pericolo fascista si sente citare di tutto, meno della strage per eccellenza che diede il via a quella che poi, Giorgio Bocca, chiamò “la guerra civile strisciante” degli anni settanta.

Il terrorismo, per la pancia sovranista e somarista dell’oggi, fu solo quello della sinistra estrema, dai gruppi extraparlamentari, alle Brigate Rosse, dall’autonomia operaia a Prima Linea.

Dello stragismo fascista, delle uccisioni organizzate dai fascisti, delle coperture istituzionali delle bande anticomuniste e antidemocratiche si è persa traccia, nella ricostruzione storica.

Quando si parla del fascismo di oggi, infatti, si fa riferimento addirittura al ventennio di Mussolini, alla repubblica sociale italiana.

Mai all’Msi di Almirante, a Pino Rauti, a Ordine Nuovo, Ordine nero,Rosa dei venti,generali golpisti,collusioni fra mafia e terrorismo nero ampiamente documentata in sede giudiziaria.

E’ evidente che non può tornare il fascismo, come in Germania non può tornare il nazismo, ma in questo ultimo anno, dopo le elezioni di Trump, tutto il luridume antidemocratico è imploso in tutti i paesi occidentali.

Chi non riconosce questo, è oggettivamente disonesto intellettualmente.

Non si può dire che, ad esempio, la manifestazioni di Casa Pound, Forza Nuova e Lega non abbiano affinità culturale con il nazismo.

Hitler non odiava gli ebrei, li considerava una malattia, un cancro da estirpare.Insieme ai comunisti.

E per essere più chiaro,quando invase l Unione Sovietica, dichiarò che il comunismo e il giudaismo erano i mali del mondo, la barbarie contro al civiltà.

La difesa delle nostre tradizioni, della nostra religione, della nostra “polenta e pizza” passa per il verbo della destra radicale, che ogni giorno sostiene che il problema degli italiani “non sono i fascisti”, ma la quantità di popolo che vive dentro la soglia di povertà.

E’ nientemeno che il verbo hitleriano, del socialismo nazionale, ( non è un’esagerazione, basta sapere la storia a livello manualistico).

Solo che HItler e il nazismo erano il male assoluto, qui rischiamo di trovarci davanti a tagliagole di periferia.

La manifestazione di Como è stata il minimo che le autorità della repubblica potessero fare.

Non basta.

Ci vuole un’Intifada della democrazia, della solidarietà, della libertà, dei diritti del lavoro contro i fascisti e i padroni che li proteggono.

Il dna della reazione non cambia mai.

 

 

 

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ECCEZIONALE stupidità:” Gli italiani sono quelli con la pelle bianca….”

La presunzione, porta inevitabilmente a cadere nel buco del cesso dell’ignoranza.

Ci cade spesso  Matteo Salvini che vorrebbe fare di mestiere il presidente del Consiglio dell’ottava potenza industriale del mondo, l’Italia.

Oggi in piazza S. Apostoli, durante la manifestazione contro lo ius soli, ha dato i voti ai migranti.

“Intanto gli italiani hanno la pelle bianca”, gli immigrati regolari sono anche loro italiani, se si comportano bene ecc.

Credo che una simile testimonianza di razzismo qualunquismo meriti una pagina speciale.

Dopo aver denunciato il fotomontaggio che lo ritrae con bavaglio alla bocca, con tanto di sfondo del drappo delle Brigate Rosse come fosse un prigioniero del popolo anni  settanta, continua a vezzeggiare con il nazi – fascismo.

Non è stata una cosa bella il post, ma come direbbe la Mussolini, è una ragazzata che non fa male a nessuno…

Sul biotestamento,poi, il parlamentare europeo, ha snobato  il dolore e la sofferenza, dell’accanimento  terapeutico, dicendo che sono problemi dei morti: è  una stupidità di rara bellezza.

Anche l’orrido, insegna Kant, ha un certo fascino estetico.

Salvini, un morto che cammina sulla melma dell’insipienza, che frequenta cimiteri dello spirito, è un bravo ragazzo senza speranza.

Noi del blog gli auguriamo tutto il bene possibile, ma fuori dall’Italia, fuori da un contesto di civiltà democratica.

Non si può stare in un paese che è dotato di una Costituzione antifascista con atteggiamenti da bullo di periferia, riguardo i migranti.

Nemmeno si può avere un atteggiamento mafioso omertoso riguardo al nazismo risorgente in tutta Europa e in Italia, che oltre la pizza ha inventato il fascismo.

“Libero,” la “Verità” il “Giornale”, giornali della democrazia reazionaria anticomunista, insistono nel minimizzare: sono solo asini che tirano calci a leoni feriti.

Secondo questi individui i centri sociali sono più pericolosi dei fascisti, ecco che la zona grigia afascista,negazionista, culturame della peggior specie, ha trovato il modo di conquistare la paura di centro.

Il fascista Almirante,perlomeno, veniva da un passato che aveva una grandezza mitologica perversa, era la materializzazione  di un male universale, ontologico, ideale, criminale.

Era un gigante politico del nazifascismo, sulle spalle di un nano fascio – qualunquista: il nostro Matteo.

Salvini, con le sue battute sul fascismo e sugli immigrati, denuncia il nulla quotidiano di tempi tristi, all’insegna della cattiveria.

 

 

 

 

 

 

Destra repubblicana americana +destra sionista israeliana= nazionalismo religioso guerra fondaio

Il decisionismo di Donal Trump di spostare l’ambasciata Usa a Gerusalemme, come nuova capitale di Israele, rischia di rilanciare il terrorismo di Hamas come unica possibilità dei palestinesi di difendere la propria identità statuale.

La provocazione del bullo Trump, appoggiata dal premier israeliano Netanyau, è un regalo alla destra sionista israeliana, non agli ebrei in generale.

Siccome l’antisemitismo di destra troverà il modo di trattare la questione come nuova frontiera del ” turbocapitalismo delle multinazionali”, la speranza è che non si risvegli l’antisemitismo di sinistra europeo, che non ha mai giovato alle ragioni della sinistra laburista israeliana.

Lo scrivo perchè 70 anni di tentativi di pace fra israeliani e palestinesi  vengono messi in discussione da un individuo come Trump, che ha imparato in fretta a sbarazzarsi della storia, per afferrare la realtà concreta del trovarsi dei nemici esterni a tutti i costi.

Il presidente americano minimizza il KKK, vuole una guerra di religione contro l’islam, all’insegna del connubio destra cristiana e sionismo,vuole uscire dal teatro medio – orientale buttando in pasto alla disperazione dei palestinesi l’arma della collera dell’Intifada.

Il mondo arabo si unirà contro gli americani,( compreso Isis e vari radicalismi), ma intanto l’Arabia Saudita nello guerra civile dello Yemen è contro l’Iran e con l’America. Il congresso americano ha avallato la mossa di Trump, ormai il nazionalismo e il patriottismo sono il pasto delle canaglie quotidiane.

Uno scrittore israeliano ha fatto notare come in Israele migliaia di persone siano scese in strada contro la corruzione del governo Netanyau, così come migliaia di persone scendono in piazza contro le corbellerie razziste di Trump in America, contro la sua politica interna, poco trasparente anche per l’FBI.

Trump nemico – amico di Putin, Putin amico dei fascismi europei,Salvini amico di tutti quelli che seminano odio contro gli invasori.

L’idea di patria, di nazione nel senso greve di razza, di sovranità nel senso fascista è tornata contro l’internazionalismo proletario, oppure la semplice solidarietà nazionale.

DIO, patria, nazione e poi guerra  e miseria, gli anticomunisti saranno contenti.

Adesso che l’Isis è militarmente sconfitto, urge un’emergenza terroristica palestinese che faccia di Trump un paladino della causa isrealiana.

E sì che Gerusalemme con il Muro del Pianto, la spianata delle Moschee, e la Chiesa della Resurrezione, è un esempio sacro, nobile, universale di coesistenza internazionale e  religiosa.

Quello che non si vuole.

La religione intrisa di sangue è il vero oppio dei popoli.

 

Contraddizioni in seno al popolo: italiani rancorosi, ma il 78,2% si dichiara soddisfatto del proprio stile di vita.

Stravaganze del popolo italiano, inutile da governare, come sostenevano Giolitti e /o Mussolini.

Il rapporto Censis ci dice che la povertà assoluta è aumentata del 195%, rispetto al 2007, l’anno prima della crisi mondiale.

Nel contempo siamo al penultimo posto per laureati in Europa, solo la Romania va peggio, l’84% non crede ai partiti,le istituzioni e i sindacati sono messi male.

Ma ecco la sorpresa: il 78,2 % degli italiani si dichiara molto o abbastanza soddisfatto dello stile di vita che conduce.

Certamente, fra qualche giorno, comparirà la notizia che il popolo è sull’orlo del suicidio di massa, la balle o frottole o fake news sono in agguato, sempre e comunque.

Tra i sogni degli italiani c’è quello di avere un lavoro stabile, ma poi si legge che il 25% desidera avere uno smartphone, poi c’è il mito della casa di proprietà.

Non è necessario elencare tutte le cifre, c’è modo di guardarle su Google.

Il risultato della fotografia, del Censis, l’istituto di ricerca socio – economico fondato nel 1964, indubbiamente serio e autorevole, è impietosa,al limite della logica follia di Amleto.

Il rancore, c’è ed è diffuso.

Lo percepisci dalla scontrosità generale, dalla prevaricazione per prendere il parcheggio dell’auto, nei mille atti di quotidiano esercizio della furbizia, dell’approfittarsi del più debole, o del più onesto, della noncuranza verso la cosa pubblica.

Il Censis dice che questo è il frutto della crisi, della paura di perdere quello che si ha, del senso di ingiustizia che prevale non solo tra i poveri, ma in tutti gli strati della popolazione.

Eppure il rancore sembra esprimersi solo nei talk show.

Il popolo  si riempie di odio, dopo essersi riempito la pancia.?

Se il 78% è contento del proprio stile di vita è perchè forse questo è il paese del sole, del mare, ma soprattutto del tirare a campare arrangiandosi a tutti i livelli.

Anche in Germania, però, l’insoddisfazione è stata tanta alle ultime elezioni, in Inghilterra quelli che hanno votato per la Brexit credevano che venissero loro restituiti le tasse pagate per l’Europa…siamo in buona compagnia con il rancore dei paesi del primo mondo.

Per me una cosa è luminosa, e anche accecante:e riguarda lo stile di vita dei paesi” grassi”, con un maiale da sacrificare al giorno, al rito del consumismo.

Da “essere cittadini, si è passati ad essere consumatori”, ma questa è datata.

E’ che da consumatore si è passati ad elettore, con le solite promesse da parte dei partiti che non potranno essere mantenute, la stanchezza è assoluta.

Non è colpa dei politici tutti: la plebe, il branco, la folla urlante, il pagnisteo contro i migranti, sono eventi che non hanno nulla a che fare con la determinazione delle “masse popolari” a cambiare qualcosa.

Mancano ideali compatibili con il dover essere, cioè con un fine che non sia quello di morire per diventare i più ricchi del camposanto, oppure i più connessi in un campo profughi…

E ‘ vero che viene voglia di emigrare in Portogallo e Bulgaria, mete preferite dei pensionati meno abbienti, ma dalla vita non si può avere tutto….

“LIBERI E UGUALI”, ” CORNUTI E MAZZIATI”.

Cornuti e mazziati in italiano(  l’originale viene dall’inglese..)” vuol dire qualcuno che ha subito il danno e la beffa”

E’ così che si sentiranno tanti comunisti, post comunisti, socialisti, socialdemocratici, movimentisti, avventuristi ecc, dopo la fondazione del partito elettorale ” Liberi e Uguali” avvenuta a Roma ieri.

Intanto non si capisce perchè una formazione che vuol essere di vera sinistra abbia cancellato ” SINISTRA” dal nome del partito.

Perchè, uno pensa, forse sbagliando, che non si vuole spaventare l’elettorato, oppure che non si è degni del nome di sinistra, oppure che sinistra ricordava troppo “sinistra italiana”, che è solo una componente del nuovo soggetto politico.

Sta di fatto che il nome sinistra scompare dall’offerta elettorale per la prima volta in Italia dal dopoguerra.

Al di là del nome, comunque, l’operazione ha due vantaggi immediati.

Il primo che sinistra italiana, Possibile e Mdp, le tre componenti che formano la coalizione, andando soli non raggiungerebbero la quota del 3%, necessaria per essere in parlamento.

E qui siamo davanti al buon senso comune.

Poi, ed è la questione più rilevante, è che secondo i costituenti si sta formando una soggetto politico che rompe con il passato renziano di un liberismo blairiano, che ha permesso il Jobs Act, la legge Fornero, la legge Minniti sull’emigrazione e quindi determinato l’astensionismo del popolo della sinistra.

L’obiezione è anche questa di buon senso, ma è falsa.

Fossero tutti come Civati, ad esempio, che lasciò il Pd in tempi non sospetti, oppure Fratoianni, uno potrebbe pure dare un voto di testimonianza e di opposizione.

Ma l’astensione e la delusione degli elettori di sinistra, non viene solo dal renzismo, ma anche, e per me soprattutto,  da quelli che si sono sempre dichiarati di sinistra votando tutto quello che proponeva la segreteria Renzi, fino ad ieri.

Renzi alle primarie, tanto per parlare di democrazia, ha preso due milioni di voti, che cosa si voleva, che lasciasse il partito a chi brindò giusto un anno fa al suo flop referendario?

Victor Hugo sosteneva che l’uguaglianza si basa sull’equità, ci vuole poco a comprendere che il popolo bue di sinistra non si fida molto di chi ha usufruito di privilegi nel tempo della lunga crisi.

Non voglio prendermi troppo sul serio. Non ho motivo di votare Liberi ed uguali, non ho motivo di votare Pd, non ho motivo di astenermi.

Nemmeno posso dire, come tanti compagnucci, ” Non c’è più sinistra, fermate il mondo, voglio scendere”. Non solo è atteggiamento presuntuoso, perchè non è che uno possa volere un partito su misura, ma è anche, secondo me, argomentazione facile e pure idiota.

Sai chi se ne frega se uno non vota a sinistra, l’importante che sia libero da condizionamenti meschini, che sia autorevole nella propria coerenza, poi, anche se cornuto e mazziato, potrà fare la sua parte.

In una sinistra antagonista,senza privilegi di casta,sparsa sul territorio come contro potere fattuale, quella che Liberi e Uguali non ha in programma.

GOODFELLAS ( QUEI BRAVI RAGAZZI)

C’è da vomitare bile a leggere quanti capitali dimorano nei paradisi fiscali delle Cayman e quante barche di lusso esentasse navigano i mari.

I Panama Papers, le carte segrete dei paradisi fiscali, svelano i capitali del povero Briatore, di Vittorio Emanuele, che sparò ad un turista di 19 anni all’isola di Cavallo, prendendo poi in giro i giudici francesi nel dichiararsi innocente, come ammetteva lui stesso in una intercettazione.

Delinquenti fiscali, assassini senza ritegno, speculatori di borsa, padroni di network,masnadieri di ogni feccia se ne fregano di apparire sui network come grandi evasori: a loro non viene fatto quasi nulla.

Eppure Briatore, ad esempio, viene intervistato in Tv come il nuovo che avanza, come quello che senza più avere a che fare con ideologie anacronistiche, fa pure del bene perchè investe i suoi capitali.

I paladini del proletariato mondiale oggi sono gli imprenditori, i manager,i banchieri, i capi di stato staricchi, quelli  che vanno per panfili, yacht,paradisi fiscali, e via di seguito. 

Berlusconi, ad esempio,pure lui  ex miliardario e ora plurimilionario, è tornato come se fosse il conte di Montecristo: dopo una durissima punizione fiscale e dopo aver ripreso  dalla ex moglie 60 milioni di euro, il pregiudicato ritorna in  vetta, da cui però non era mai caduto, promettendo ai poveracci 1000 euro al mese di pensione.

Trump, miliardario benefattore della classe operaia dorme male; pensa a quanti “forgotten dal capitalismo di sinistra”  siano passati a destra grazie alla collaborazione dell’orso sovietico entrato nel circo  degli spioni post guerra – fredda.

Il miliardario  Erdogan, secondo conti off- shore testè trovati nell’ isola di Man, si dice abbia imboscato un’intera fortuna a servizio delle masse islamiche.

Il piccolo milionario Grillo, che discetta da un panfilo sul reddito di cittadinanza, diventerà il motore immobile aristotelico della rivoluzione liberale.

Ex miliardari – milionari sono quelli della famiglia Genovese, che hanno vinto il collegio in Sicilia, come defensor dei poveri pescatori,  a cui hanno trovato 100 milioni di beni nascosti, che sanno di evasione fiscale.Come minimo..

Di miliardari che si mettono nella foto del Quarto Stato, dicendo che i comunisti hanno rovinato il mondo e che ora, invece di distribuire la povertà, si accingono a distribuire la ricchezza,( alla Ronald Reagan), ce ne sono in tutto il mondo.

Che siano dalla parte dei poveracci  è una calunnia per i  poveracci, che comunque accettano l’attenzione dei ricchi mecenati.

Compresi i miliardari di stato cinesi, che all’ombra di Mao, hanno sfruttato il lavoro degli operai e dei contadini per comprarsi l’Africa e le squadre di calcio milanesi.

Putin, l’amico di Silvio, è anche lui ben messo.

Bisognerebbe espropriare i grandi capitalisti di ricchezze, certo accumulate non con spirito weberiano, da etica protestante, ma con l’arroganza del capitalismo vincente  che recita: senza capitali non c’ vita, nè speranza, e a questo punto neanche carità.

Non  è possibile.

Basterebbero, però, dei normali controlli fiscali  almeno degni di questo nome,per fare una patrimoniale sui grandi capitali, per tentare almeno di arginare la fame del mondo.

Soprattutto i miliardari dovrebbero  smetterla di stare,  a parole, dalla parte dei poveri. Se non ci fosse povertà e diseguaglianza con la smodata ricchezza, non ci sarebbe povertà. Sono i poveracci che fanno vivere i ricchi e non viceversa.

Ma quando leggi che la web tax è stata spostata di un anno in Italia, che si parla di flat tax per incrementare la ripresa, allora è chiaro che i capitali non solo non hanno  colore, ma hanno tutte le virtù della terra. E un difetto

La violenza della sopraffazione.

 

 

 

 

 

 

 

iscali, svelano i giri dei vari Briatore Vittorio Emanuele, l’assassino della otte del 17 ag

A chi afferma che il nazifascismo di oggi è solo folclore, ” sputategli addosso”.

Francesco Storace, che sta facendo la campagna elettorale per Salvini, ha commentato l’intrusione nazista a Como nel centro di accoglienza come folclore, come sceneggiata.

In fondo dice il fascista mai pentito, non hanno usato nè olio di ricino, nè coltelli, hanno solo disprezzato la democrazia, aggiungo.

Che Storace, Alemanno, Meloni,  Salvini,Berlusconi ( disse che il Duce aveva fatto bene, tranne le leggi razziali), trattino il fascismo risorgente in tutta Europa, come folclore, in fondo è una prevedibile banalità.

Il fascismo è incompatibile solo con la democrazia, non con la democrazia reazionaria della destra italiana, che si è inventata il pericolo rosso tutta la vita.

La destra reazionaria, si presenterà alle elezioni compatta.

Rischiamo di ripeterci.

Senza esagerare, alcuni osservatori internazionali che studiano i fenomeni di ritorno del nazismo come partito di massa nell’Est e pure nell’Ovest ricco, Germania e Austria in primis, ( Lenin diceva che si parla di politica quando c’é almeno un milione di persone coinvolte), sono convinti che lo stato liberale, lo stato della democrazia borghese sia in crisi proprio per il rigurgito nazionalsocialista.

Il 68′ dei padroni delle multinazionali, con la conseguente disuguaglianza crescente ha generato un nuovo – vecchio fascismo che, è meglio ribadirlo, si sposa con il nazionalismo del prima gli italiani, prima i tedeschi, prima i britannici, prima i francesi, prima gli americani etc.

In Italia il fascismo e il nazismo della porta accanto si chiama populismo.

Chi come me e tanti lettori di questo blog il 12 dicembre del 1969 aveva diciotto – venti anni, sa benissimo che il neofascismo di allora, residuo della repubblica sociale italiana, era paradossalmente meno pericoloso di quello di oggi.

Non ha mai rischiato di andare al potere, fingendosi altro.

Oggi, invece, lo squadrismo “pacifista” dei naziskin di Como e in genere di Forza Nuova, Casa Pound e varie galassie nere,dimostra almeno due cose.

La prima.

Che anche i fascisti non vogliono ricorrere alla violenza apertamente ( detto in altri termini: per ora non cercano il morto), perchè avrebbero tutti contro.

Nel senso che i complici e i protettori del fascismo biologico temendo di essere smascherati dovrebbero fare i conti con il proprio passato.

Anche se negli stadi, nelle ronde contro gli immigrati, nel pestaggio di giovani di sinistra qualche randellata ci scappa.

La seconda.

E’ che la violenza strisciante, culturale, antropologica, razziale di nonno Adolf e Benito è un pensiero unico, che oggi trionfa. anche fra persone che mai diresti..

L’enfasi strumentale della famiglia,della patria, del lavoro, della razza, della religione non sono opinioni qualsiasi. Sono vere e proprie idee fondanti il Male Assoluto.

Altro che folclore, altro che faccetta nera, altro che ” saluto al Duce”.

E’ l’Olocausto il motore immobile di simile schifezza morale e intellettuale.

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O TEMPORA O MORES, “CHE TEMPO CHE FA”, pena.

Ve bene che Fabio Fazio, conduttore di “Che tempo che fa”, doveva resistere all’attacco di Giletti su la 7: lo share è una guerra santa.

Ma la scelta di invitare, domenica scorsa, Silvio Berlusconi per un’intervista sulla sua ridiscesa in campo è stata un rimedio peggiore del male.

Timoroso di cadere nella trappola dell’antiberlusconismo, forse, il conduttore, una volta collocato nell’area progressista di Rai 3, ha condotto una pessima e servile intervista, una pagina squallida di televisione.

 

Non solo perchè Berlusconi ha dichiarato in un monologo senza contraddittorio le solite falsità sui suoi governi, ma perchè Fazio non ha battuto ciglio quando Berlusconi ha menzionato Dell’Utri, come uomo eccezionale, un padre di famiglia, cattolico, bibliofilo,un povero detenuto politico…

Ora uno può avere la faccia di tolla che vuole, può ritornare a fare politica anche a cent’anni, può anche considerarsi immortale, ma tessere, senza la benchè minima replica, gli elogi di  Dell’Utri, condannato definitivamente per i suoi rapporti con la mafia, è troppo. ( anche se oggi dire troppo per certe schifezze è forse inutile).

Berlusconi è libero di credere Dell’Utri innocente, nel contempo è libero di stimare il comandante generale dei carabinieri quale futuro presidente del Consiglio, ma non è libero di essere reticente in termini politici sulla mafia, di sminuire il lavoro e la dedizione di migliaia di cittadini che lottano contro la criminalità mafiosa,  ignorando la sentenza dei giudici che ha condannato il Bel Marcello alla detenzione.

Tutto ciò non in  una televisione targata Biscione, ma sulla rete pubblica.

La paura di fare dell’antiberlusconismo avvantaggiando Berlusconi, sembra la paura di chi sostiene che più denunci le malefatte più aumenti i malfattori.

Cosa vuol dire? Che non devi dire le cose come stanno solo perchè favorisci chi mente sapendo di mentire, cioè chi è in buona fede, come nel caso di Silvione padre nostro.

Che Scalfari dica che preferisce Berlusconi a Di Maio non mi interessa, ma Berlusconi, miliardario vittimista, se proprio ci tiene,  si pronunci sulla revisione del processo, se  ritiene Dell’Utri innocente.

E Fabio Fazio recuperi lo share su Giletti cercando, se può, di non scambiare il servizio pubblico per il lavoro dei servi, dei servi, dei, servi, dei servi, dei servi…

 

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