Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Un nuovo modello di sviluppo: xenofobia e razzismo dappertutto

Anche in Austria, come in Germania, la destra estrema avanza.

Gli xenofobi di Strache  sono al 26%, così come Alternativa per la Germania ha ottenuto un gran risultato, così come i nazional – xenofobi in Ungheria, Olanda, Polonia…per non parlare della Francia.

La paura dell’islamico, del migrante che fugge non dalla guerra, ma dalla fame,( sic) ma soprattutto il terrorismo dell’Isis hanno convinto milioni di cittadini europei a individuare nello straniero l’invasore, colui che porta il seme del male, della malattia ecc.

Il parallelismo con l’antisemitismo degli anni trenta è doveroso, anche in quel caso gli ebrei, poveri e ricchi, erano all’origine di tutti i mali, insieme ai comunisti.

Ora che i comunisti sono una specie in estinzione manco protetta, sono i buonisti di sinistra, i radical chic, i cattolici eretici come il papa, il nuovo male che avanza.

E’ il segno profondo di una controrivoluzione che rovescia non solo i valori democratici, ma anche cristiani  del vecchio continente.

A volte la paura del diverso e del progresso è reale, altre volte, il più delle volte è manipolata da guru della comunicazione ad arte.

Se nei quartieri proletari di  Vienna dove verdi e socialdemocratici avevano la maggioranza,  votano l’ultradestra è ovvio che a sinistra qualcosa non ha funzionato.

Così è accaduto in Italia alla Magliana a Quarto Oggiaro, a Bagnoli ecc. discorsi che si fanno tutti i giorni e di cui si è anche stanchi.

In crisi c’è non solo la democrazia, la liberal democrazia, la socialdemocrazia, in crisi è piombato la stesso senso di civiltà che ha contraddistinto la storia travagliata dell’Occidente.

Sono questi discorsi troppo grandi, che rischiano di accecare chi vuol vedere nel particolare dei rapporti di forza e di produzione materiale.

Il particolare è che il nuovo modello di sviluppo capitalistico prevede una divisione del lavoro che ha bisogno di immigrazione e braccia da sfruttare per arricchire la razza padrona e i suoi maggiordomi di classe.

Ma l’immigrazione, che non viene più dall’Italia, dalla Grecia dalla Spagna o dalla Turchia come è stato per 50 anni, ora non mangia carne di maiale, copre il viso delle donne,ha una pelle diversa,etc.è pronta a tagliarti la gola e a stuprare le donne bianche.

Si tratta, ovviamente di una montatura bestiale, di una manipolazione terrificante che porta il popolo a identificarsi con modelli del passato che si consideravano morti e sepolti.

Milioni di europei e anche di americani flirtano con il nazionalsocialismo, i liberali alla Berlusconi sognano di sdoganarli almeno per il tempo di andare in Paradiso.

 

 

L’isteria parlamentare per la legge elettorale è un copione logoro, una commedia che nasconde vere tragedie

Le manifestazioni di piazza con i Cinque stelle che gridano al fascismo, con la sinistra sedicente radicale che occupa la piazza del Pantheon, con la Camera che approva la  nuova legge elettorale detta Rosatellum, viene definita a ragione una mediocre pagina di storia repubblicana.

Riti stanchi, parole al vento, insulti gratuiti, giochi del politichese arcinoti hanno partorito una legge “vaccatellum” che, se passa al Senato, darà agli italiani una legge elettorale a sistema misto: un terzo dei parlamentari verrà eletto in collegi uninominali, il resto sarà proporzionale, soglia di sbarramento al 3%.

La nuova maggioranza FI, Lega, Pd così potrà contare sulle coalizioni, il movimento Cinque stelle no

E’ chiaro che senza preferenze le assemblee rappresentative saranno di nominati dalle segreterie dei partiti.

Ma questo darà ai grillini la possibilità di vincere le elezioni, perchè il paese o si rifugia nell’astensione  o se va a votare forse prediligerà la protesta.

Sono discorsi  annosi che stancano, ma solo il sale della rappresentazione della democrazia, vista che la democrazia reale è sprofondata da tempo.

Non solo sommersa dalla corruzione, dal razzismo, dalla diseguaglianza sociale, ma dal depistaggio continuo per non occuparsi delle vere tragedie.

La classe dirigente che fa politica parlamentare continua a declamare che i veri problemi del popolo non sono quelli della legge elettorale, che il popolo ( termine ormai approdato su lidi reazionari), non mangia la legge, ma ha il problema di pagare il mutuo, di trovare un’occupazione, di vivere con 700 euro al mese ecc.

Salvini il ducetto della Padania, di Battista il Guevara di Montecitorio, Berlusconi il Churchill di Arcore, Bersani il Lenin del piacentino e via di seguito tutti  vogliono uno scatto in avanti sulla questione sociale. ( sui diritti civili invece non è mai il momento).

Al dunque poi leggi la lettera che Loris Bertocco ha scritto a “Repubblica”.

Loris, diventato non vedente e paralizzato su una carrozzella, ha scelto la dolce morte svizzera, stanco di vivere in un paese che non si occupa dei quattro milioni di disabili.

Platone scrisse che Socrate pronunciò ” io vado a morire, voi a vivere, solo il dio sa qual è la cosa migliore”, quasi come Loris, un ennesimo esempio di come la costituzione sia fatta a pezzi ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo nel paese dei limoni.

 

Mentre il Rosatellum scatena la piazza dei rappresentanti del popolo, fra i diritti acquisiti degli operai c’è il cancro, ma meno salario e occupazione

Mentre scrivo la Piazza di Montecitorio ribolle al grido di golpe, gli attori della rivoluzione sono i parlamentari dopo che è stata posta la fiducia sulla legge elettorale.

La banditesca posizione dei padroni sull’affare Ilva, invece, retrocede alla cronaca, mentre Loro, i peones della democrazia, stanno facendo la Storia.

La lotta degli operai dell’Ilva, che rivendicano il posto di lavoro e il salario davanti alla richiesta padronale di 4.000 esuberi e taglio ai salari, ha messo in luce, se ce ne fosse bisogno, quanto poca considerazione abbia la questione operaia in Italia.

Gli operai italiani, tra i peggio pagati d’Europa, per lavori usuranti e pericolosi, come quello della siderurgia di Taranto, non solo meriterebbero più salario, ma anche più sicurezza, più salute, più servizi, meno tasse.

Ma poi,al momento di regolare almeno la contabilità  con la classe dei padroni, ( oggi capitani coraggiosi dell’imprenditoria), è scontato che si cominci a parlare di concorrenza, di Europa, di Pil,di opportunità, di capitalismo 4.0 e si dimentichi la salute, il lavoro, la dignità di chi suda per la pagnotta quotidiana.

A giugno l’Ilva di Taranto, di Genova e di Novi Ligure etc è stata acquistata dal gruppo Mittel – Marcegaglia. I nuovi padroni hanno presentato un piano che prevede 4.200 esuberi su 14.000 operai.

In più gli operai tutti dovrebbero essere licenziati e riassunti con il Jobs Act, cioè con contratti a tutele crescenti rinunciando agli scatti di anzianità.

Davanti a simile porcheria il ministro dello sviluppo Calenda ha fatto saltare la trattativa, dicendo all’azienda che i salari non si toccano.

Prima o poi, però il piano dei tagli dovrebbe entrare in vigore perchè concordato con il governo.

In poche parole:gli operai,bene che vada, terranno il loro salario,perderanno 4.000 posti di lavoro congelati in cassa integrazione, continueranno a lavorare in situazioni che non sono proprio ideali.

Degli operai non frega molto, quasi a nessuno.

Sono ridotti di numero, sono sparpagliati in atomi di produzione parcellizzata al massimo, rischiano il posto di lavoro perchè la robotica va avanti e non guarda in faccia a nessuno,

Sono deboli , impoveriti e furibondi, ma non forti e incazzati come una volta.

Giusto un anno fa, un gruppo di esperti ha messo nero su bianco, che c’è una relazione di causa –  effetto fra inquinamento ambientale e tumori determinato dall’Ilva.

Non è una posizione demagogica, come direbbe qualche buffone travestito da patriota,  affermare che agli operai dell’Ilva e in generale alla classe lavoratrice, la questione del Rosatellum appare un affare privato di una corporazione che dovrebbe rappresentare tutti, cioè il Parlamento.

I turisti dell’assetto costituzionale dovrebbero tornare a casa, per carità di patria.

” Gli uomini si giudicano non da quello che pensano o che dicono di pensare, ma da quello che fanno” ( K. Marx)

Il brindisi di Cesare Battisti in Brasile dopo la sua scarcerazione ha mobilitato la pubblica opinione in un senso che oggi è assolutamente plausibile:il militante dei proletari armati per il comunismo è un assassino senza se e senza ma,da consegnare alla giustizia italiana.

Come contestare questa affermazione, fuori dal suo contesto storico?

Se uno contesta  simili affermazioni, viene accusato di essere fiancheggiatore della lotta armata e di essere irrispettoso delle vittime.

Giusto o sbagliato che sia,è così.

Ognuno è libero di pensare e di dire quello che vuole è il libero arbitrio che regola la sozzeria  della presunta libertà.

Se uno dice che Hitler era un bravo uomo,e che le camere a gas per gli ebrei dovrebbero essere riedificate per i migranti, ad esempio, compie solo un reato di opinione, ma nemmeno tanto grave.

Un “Amaca”, di Michele Serra su Repubblica, conclude che” il grosso problema non è quello che si dice, ma quello che si pensa”.

Mi si consenta di scrivere, che l’importante è quello che si fa, non quello che si pensa e si dice.

E sono meravigliato che qualcuno azzardi che solo  la differenza fra  un modo di pensare buono e uno cattivo alteri l’equilibrio del mondo.

Posso pensare che tagliando la gola agli infedeli raggiungerò il  Paradiso, posso pure dirlo, ma se poi non lo faccio, cioè  non traduco il pensiero in prassi, compio solo un atto di vergognosa violenza verbale..

Così posso pensare che è giusto aiutare chi è più disagiato nella vita, posso pure dirlo a tutti, se poi appena mi toccano cento euro di vitalizio faccio causa allo stato, faccio un’azione che non aiuta nessuno. ( Capanna docet).

La frase di K. Marx riportata nel titolo è così chiara e semplice che fa sensazione che si ignori la sua fondatezza.

E’ la coerenza la vera virtù , una coerenza che non sia ottusa volontà del male, ma che sia realizzazione del pensiero critico, positivo,solidale, insomma rivoluzionario.

Troppi fascisti bianchi disprezzano i neri, ma non disdegnano di sfruttare la prostituzione di donne di colore,di volerle possedere e stuprare.

Troppi a sinistra amano l’umanità, vogliono salvare il mondo, ma considerano caritatevole la solidarietà, quindi non fanno nulla per gli altri diventando figure letterarie della borghesia illuminata.

Possiamo allora dire che la coerenza “somma” sta solo in un dio, e che noi cerchiamo, con tremenda sofferenza, ma anche con grande passione per la vita, di essere coerenti  nel raccordare il pensiero e il fare di tutti i giorni.

Non si tratta di coerenze facili e false, quelle per cui oggi ci si squarta nella maldicenza e nel pettegolezzo astioso via Internet.

Si tratta di praticare, se possibile, l’opzione di libertà dai pregiudizi con atteggiamento rispettoso verso se stessi.

Quello che abbonda oggi è la vana chiacchiera dell’incoerenza,dove, però, ognuno attribuisce all’altro di essere un ipocrita.

Papa Francesco il 27 febbraio del 2014 parlò in un’omelia di ” Scandalo dell’incoerenza”, cristiana.

Ma già i greci sostenevano che la coerenza viene dal conflitto, non da una pace simile alla quiete della morte.

E Gogol, aggiungeva che l’esempio è più forte delle buone regole.

Nostalgia della filosofia VOCE DI POPOLO, VOCE DI DIO, VOCE DI WEB: la follia del regno della menzogna

L’espressione vox populi vox Dei viene fatta risalire alla Bibbia, anche se il Manzoni l’ha usata nei Promessi Sposi per indicare che tra la voce del popolo e la voce di Dio c’è la Chiesa cattolica, una mediazione istituzionale mondana fra il finito e l’infinito.

Questo forse vuol significare che la voce del popolo non sempre è voce di Dio, perchè non sempre il popolo fa scelte sagge e buone.

Il populismo, credere nella verità del popolo, è pura follia, se poi questa follia si connette con il Web diventa orrore,cattiveria, odio.

“Tutto il potere al popolo” non ha mai significato che il popolo fosse un’indifferenziato di istinti e passioni, ma che fosse espressione di una forza organizzata, cosciente dei propri diritti, ma anche dei propri doveri.

La mediazione parlamentare, vista come elemento che inquina in qualche modo la purezza originaria di una virtù, è tipica di ogni forma stato che media, tramite la legge, la volontà popolare e i suoi rappresentanti.

Ad esempio.Forse i soviet non sono stati visti da milioni di comunisti anche come classe di burocrati, di privilegiati, di  professionisti di false verità, che manipolavano  la voce della verità  popolare?

Piove, governo ladro, è espressione italiana, ma non solo.

Quando la doxa popolare diventa antidemocratica, la pratica di una violenza arbitraria, che nega l’evidenza con la prepotenza della discriminazione, allora anche la voce di popolo ha cessato di essere legittima.

La voce del web, della democrazia on line, anonima,del” così si pensa”, “così si dice”, “così si agisce e si deve agire” è una delle massime espressioni di una nuova dittatura, fatta di superficialità, di generalizzazioni, di meschinità gratuite.

Sarcasmo e non ironia, violenza e non forza, pavidità e non coraggio sono le armi migliori di chi vuole sostituire alla democrazia reale, vera, di una mediazione difficile, ma possibile, l’impossibile verità oltre alla cose e alle cause.

Vivere senza Dio, oggi è grigia normalità, ma credere che la verità venga dalla massa anonima di un web è una delle follie del nostro tempo, dove gli dei sono fuggiti, e di nuovi non vi è traccia.

 

 

Bianco, benestante di pura razza ariana, come Donald Trump: il killer perfetto

Ora che un pensionato d’oro americano ha sparato 500 colpi da un Hotel di Las Vegas uccidendo 59 persone e ferendone 500 o non si sa quante, durante un concerto country, il mondo si interroga sul fatto che nella più grande democrazia del mondo circolano 300milioni di armi automatiche e che ogni anno sono 33 mila  i morti per colpi d’arma da fuoco.

Perchè lo abbia fatto, è dato non sapersi, la normalità americana prevede anche questo.

Sulla lobby delle armi, invincibile anche per Obama, si è già detto tutto il possibile.

Un presidente come Trump che vuole togliere in diritto di ingresso negli Usa a chi è musulmano è stato smentito da una tragedia: i fanatici psicopatici non solo non sono negri ,ispanici, islamici, ma sono bianchi e benestanti.

E’ stata  una lezione amara per tutti, ma fra un po’ tutto ritornerà come sempre, finito il cordoglio per le vittime di tale carneficina.

Nell’immaginario collettivo americano la difesa della individualità  ad ogni costo è un totem che appare in tutti i film, Bibbia e Winchester sono stati gli strumenti dell’Olocausto dei nativi americani nel XIX secolo.

Le stragi della follia omicida sono un classico dell’America da molti anni, quindi non è che Trump sia in qualche modo il mandante morale di Las Vegas.

Ma quando si fa una campagna elettorale sulla discriminazione razziale, in un paese dove negli stati del sud, i bambini neri non potevano frequentare le scuole dei bianchi fino al periodo kennediano, vuol dire essere irresponsabili, clowneschi come IT di Stephen King, un pagliaccio che racchiude l’orrore del mondo.

Lo so che scrivere che anche i bianchi americani sono psicopatici che possono uccidere è demenziale, ma andatelo a dire a Trump del “prima gli americani”.

Alternativa per la Spagna : caos a Barcellona che non è Belfast, e nemmeno la Striscia di Gaza

Domenica storica e bestiale quella di ieri per la Catalogna.

A Barcellona si è consumata la frattura fra popolo catalano e il governo di Madrid.

Cariche sulla popolazione che voleva votare il referendum illegale per l’indipendenza da parte della Guardia Civil.

Defezioni a favore dei dimostranti da parte della polizia locale, dichiarazione di indipendenza da parte del presidente catalano Carles Puigdemont, a cui ha risposto il primo ministro Raoy: “il referendum non esiste.”

Il Re non sa cosa dire e cosa fare.

Domani c’è sciopero generale, antefatto di ogni rivoluzione, che per ora tutti sperano sia di velluto, visto che i catalani hanno protestato pacificamente.

Nulla a che fare quindi con la tragedia del proletariato cattolico di Belfast negli anni settanta, ma nemmeno con l’indipendenza della Palestina nei territori occupati di Gaza, oppure dei Curdi alla ricerca della patria perduta di oggi.

Dire che  i repubblicani catalani sono di sinistra e Raoy è di destra è quantomeno superficiale, un modo sbrigativo per schierarsi dalla parte della ragione che conviene.

Il nazionalismo indipendentista catalano, che vale un quinto del Pil della Spagna, è stato definito dal  El Pais, quotidiano progressista di Spagna, un movimento xenofobo, e scusate se è poco.

La sinistra in generale, in Spagna ed  in Europa, è silente perchè oggettivamente è difficile non denunciare le violenze franchiste della polizia spagnola, ma è anche difficile sostenere un movimento che in nome della democrazia straccia una costituzione, espressione popolare, dopo anni di fascismo.

Si tifa per gli indipendentisti perchè si ribellano alle prepotenze dello stato centrale, perchè le cariche della polizia di stato contro chi voleva votare non è un bel segnale per la democrazia in Europa.

Ma cosa avremmo fatto noi, repubblicani di sinistra del Lombardo Veneto, nel caso la Lega avesse indetto un referendum secessionista, non previsto dalla Costituzione, il 22 ottobre?

Ci saremmo messi a ridere d’accordo, visto che la Padania non esiste, se non nel marchio dei formaggi.

Ma se la polizia di Minniti, in nome della Costituzione, avesse proibito l’insediamento dei seggi, avremmo invocato l’autodeterminazione dei popoli?

La Catalogna è una regione ricca, che durante la guerra civile spagnola fu argine contro il fascismo, ma non sembra così disperata da iniziare una guerra civile.

“Ciò di cui non si sa meglio tacere”, diceva il filosofo, e in questo caso, entrare nelle lotte di indipendenza altrui è sempre un affronto alle ragioni delle parti in causa.

Schierarsi a tutti i costi, su temi così delicati, è abbastanza difficile: il sindaco di Barcellona aderente a Podemos si è astenuta nel merito, anche se,ovviamente ha denunciato le violenze della Guardia Civil.

L’Europa si spappola, la crisi ha contagiato tutti i paesi europei, il nazionalismo sembra essere tornato come idea forte di libertà, il futuro prossimo, però,  è fatto di sciovinismo rancoroso fra i popoli, di meschine affermazioni ultranazionaliste, localiste, corporative.

Più si invoca la costruzione di ponti di dialogo, più si ergono muri fra ricchi e poveri, fra diverse etnie, fra diverse religioni.

Prima gli americani, prima i tedeschi, prima gli ungheresi, prima gli italiani, prima i catalani,….. prima gli orsi, prima le balene, poi i proletari e gli affamati.

Auguri.

 

 

 

 

Jeremy Corbyn sings Red Flag,la sinistra in auto blu risponde con “addavenì Baffino”….

Ha fatto un certo scalpore vedere il leader Laburista Jeremy Corbyn chiudere la kermesse di Bristol con il canto di Bandiera Rossa.

In Italia Pisapia, leader del Campo progressista, è spaventato nel vedere pugni chiusi in platea.

Figuriamoci i bersaniani, gli speranziani, ecc.

In quanto agli inni si preferisce, come l’Ulivo, affidarsi a canzoni del repertorio nazional- popolare intelligente e di buon gusto.

Corbyn, che ha riportato i laburisti inglesi al 40%, che ha suscitato entusiasmo fra le giovani generazioni britanniche, che tenta di mediare fra Brexit e stato sociale, ha promesso di rimettere al centro della democrazia la lotta di classe per il diritto dei lavoratori, per il diritto all’equità sociale, per la lotta contro chi affama l’Europa benestante e l’Africa indigente.

Programma che una volta sarebbe stato bollato di ” revisionismo” da maoisti che poi sono andati al servizio di Silvio Berlusconi….

Anche da noi, Massimo D’Alema in un intervista al Corriere, ha parlato bene di Corbyn, contrapponendolo non a se stesso, ma a Renzi che, dice ” Baffino”, non è come Craxi, che era un uomo di sinistra.

Certo che Craxi era di sinistra, certo che tutti i politici di oggi se li mangerebbe a colazione in quanto preparazione culturale, politica e carisma personale.

Ma Craxi, che non dimentichiamolo fu sostenitore di Arafat e della causa Palestimese, che fu contro il compromesso storico,aveva finito per perdere il consenso proprio della classe operaia messa in crisi dalla ristrutturazione capitalista, lui che era l’erede di Nenni e Pertini.

D’Alema, che ora è anche critico di Minniti, perchè il ministro degli interni lascia che i profughi vengano rinchiusi in lager di detenzione in Libia, ( questo a ragione lo può dire Gino Strada non certo Baffino ), è alla disperata ricerca di una maschera di sinistra che nulla a che fare però con la semplicità di Corbyn, che mai ha lasciato il partito, nemmeno quando c’era il blairismo che tanto piaceva allora ai Ds.

E poi, cara sedicente- sinistra italiana, non è vero che il socialismo è in crisi in tutta Europa.

La Linke è ben radicata, Podemos ha milioni di voti, in Grecia la sinistra tiene bene o male il governo, in Francia Melenchon  ha quasi il 20 per cento dei voti.

E’ in Italia che certa sinistra PCI. PDS,DS, PD è sparita perchè assorbita dalla Casta, è Mdp che ora strilla alla insurrezione, ad aver votato tutto quello che un governo di centro poteva votare contro lo stato sociale.

Prendersela con Renzi è troppo facile,schierarsi con Corbyn è la stessa cosa,

Scorciatoie politiche per tirare su un 3/5 per cento, per tornare in Parlamento, non è il massimo della vita, per i cittadini, ma anche per i soli elettori.

Se i cattivi sono diventati più cattivi, diceva uno, è perchè i buoni hanno smesso di fare i buoni.

Vuoi fare testimonianza?

Meglio fare volontariato e cantare Bandiera Rossa.

 

 

 

 

Alternativa per l’Italia – Più facile votare che Ruby è la nipote di Mubarak, che lo Ius soli

Angelino Alfano, cattolico liberale, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale,ex ministro di Berlusconi, e ora candidato al 3% dei suffragi,  ha affondato lo Ius soli,la legge che permette a chi è nato in Italia, va a scuola, parla la nostra lingua, ma è figlio di migranti, di essere, gradualmente cittadino italiano.

“Non è il momento”, ha detto Angelino, perchè il Paese è spaventato dalla migrazione clandestina, perchè, mentre è in corso un’invasione  epocale di extraeuropei sul suolo Europeo, la legge garantista” dell’essere italiani” in Italia sarebbe un regalo alla Lega e ai populismi vari.

Diciamo che” i senza vergogna” sono il partito di maggioranza relativa.

Una maggioranza parlamentare, di cui faceva parte Alfano, che votò che Ruby è la nipote di Mubarak, per ingraziarsi Berlusconi, ora si trova in difficoltà perchè deve votare una legge che non fa male a nessuno.

Abbiamo già parlato della questione, ci sembra offensivo ribadire le ragioni di chi auspica di diventare cittadino italiano anche se non è figlio di italiani, ma di fatto è come tutti gli altri cittadini.

Che poi la sinistra lo faccia perchè è una questione di civiltà, oppure un espediente elettorale, poco importa.

Ormai il calcolo elettorale, almeno in Italia, è più forte di qualsiasi principio, e se da questo calcolo nasce qualcosa di buono è meglio di niente.

Inutile fare, quindi, processo alle intenzioni degli schieramenti.

Basta dire che la democrazia  diretta dei Cinque Stelle ha votato il raccomandato Di Maio premier con 37.000 preferenze, dopo aver detto che ” uno vale uno”, basta osservare che la Lega schifa il continente africano, ma non la Tanzania, basta considerare che i nuovi fascismi odiano quella democrazia che ha permesso loro di ricostituirsi, fregandosene della legge Scelba.

Alfano non è meglio nè peggio di tanti, serve al governo Gentiloni per tirare a campare, è attaccato da destra e da sinistra come fosse Giolitti, può servire a tutte le parrocchie per formare un governicchio dopo le elezioni.

La Merkel in Germania ha perso consensi perchè ha accolto i profughi siriani,  in Svizzera la questione immigrati ha portato in testa il partito xenofobo da tempo, in Olanda e Austria il razzismo si diffonde come tulipani e birra.

Un futuro di intolleranza e odio razziale, diventerà, se così si procede, senso comune  trionfante.

Chi non sarà della partita sarà  bollato come comunista e anarchico.

Ne sono orgoglioso.

 

 

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑