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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Secondo Tocqueville” i tedeschi prima di fare una rivoluzione devono chiedere il permesso alla polizia”: gli italiani alla mafia…..

La massima iperbolica di Alexis Tocquevile voleva sottolineare il senso civico dell’anima tedesca, che purtroppo si è tradotto molte volte in Volkish o pangermanesimo da super uomini.

Una parte del popolo tedesco, o almeno la sua Heimat volgarizzata, è sempre stata fedele alle leggi dello stato, anche se queste leggi erano nazionalsocialiste.

Tutto diverso dall’Italia, nazione frammentata da sempre in campanili, fazioni, corporazioni, parrocchie, partiti, partitini dove lo stato, nel suo senso alto di spirito oggettivo della comunità e delle sue istituzioni è, dalla sua fondazione , un corpo estraneo alla vita dei cittadini.

Troppo difficile, comunque, partire da un concetto avendo la pretesa di dire tutto, o quasi.
Della nostra vulgata, del” si dice popolare” , però,abbiamo ampia coscienza.

Cosa farà ora la mafia dopo la rivoluzione elettorale del 4 marzo?

Starà a vedere dove finirà la diligenza della spesa pubblica.

Con Portella della Ginestra, con il super potere mafioso sulla Cassa del Mezzogiorno, in un parte dell’Italia  la mafia è sempre stata uno stato nello stato.

Ne sanno qualcosa le migliaia di morti che hanno bagnato le terre di un sud sempre povero, sempre assistito da poteri fortissimi, non forti.

Sindacalisti, magistrati, contadini, operai, poliziotti furono trucidati, per lavoro o per grande senso etico ( i comunisti in primis).

Si opponevano al potere mafioso che è una dittatura per chi vuol vivere libero, almeno in uno stato normalmente borghese e democratico.

I poveri ragazzi figli di contadini che provenivano dal sud per un salario da fame, prima di aspirare ad essere poliziotti al Nord, facevano da argine alle lotte sociali dei ” comunisti”.

Nel momento in cui venivano falciati  dal piombo della criminalità organizzata perchè facevano scorta ai magistrati o indagavano sulla mafia, da bravi ragazzi diventavano ” sbirri”, anche per settori reazionari, fascisti e democristiani della penisola.

Storia passata.

Ora che le mafie prevalgono in quattro regioni ( Sicilia,Calabria, Puglia, Campania), e che al nord hanno trovato la connotazione finanziaria – planetaria, con l’ausilio dell’anti stato criminale e corrotto, cercheranno di infilarsi nel nuovo che avanza .( ?)

Mercato dei migranti, mercato del lavoro nero, prostituzione, giochi d’azzardo, appalti di ogni genere: un cancro micidiale che andrebbe rimosso con la forza,

( lo scrisse anche il super-liberale Galli della Loggia che invece di usare l’esercito per missioni lontane era il caso di usarlo a fini di democrazia interna contro la mafia o le mafie).

Quando il ministro degli interni Minniti ha ribadito che in uno stato di diritto il monopolio della forza deve essere delle forze dell’ordine, ha dimenticato di parlare del potere mafioso armato in tutta la Penisola.

E’ un dettaglio non da poco.

 

 

I miei sogni in via Fani diventarono un incubo… il mio cuore rimase in via Mancinelli…..

“Seppellite il mio cuore in Via Mancinelli”, dove il 18 marzo morirono Fausto e Iaio, trucidati da fascisti ancora liberi.

Due giorni prima della loro morte, il 16 marzo di quarant’anni fa, la geometrica potenza delle Brigate Rosse rapì l’on. Aldo Moro, dopo aver massacrato i 5 uomini della scorta.

Ero il professore di Fausto Tinelli al Liceo artistico di via Hajek di MIlano, con incarico a tempo determinato su cattedra vacante per Italiano, storia e filosofia,

Ho sempre pensato che la democrazia deriva da una coerenza virtuosa, che cercavo di mettere in pratica attraverso l’insegnamento.

Fausto ed io avevamo un buon rapporto, ( così come con tutta la classe), che non si basava  sulla militanza politica, sui sacri testi, sull’ideologia sulla differenza fra Mao e Stalin etc.

Semplicemente facevamo parte di un movimento più ampio, direi planetario nel modo di vivere la trasformazione sociale, che era presente nel proletariato giovanile e intellettuale almeno da dieci anni.

Fausto, e l’inseparabile amico Iaio, quando furono uccisi, stavano andando ad un concerto di blues al Leoncavallo.

Non ad una delle tante manifestazioni antifasciste, antimperialiste di quegli anni.

Il blues di Eric Clapton e B.B. King, il rock degli Stones e dei Led Zeppelin, i concerti di musica rock, il modo di portare i capelli erano una dei punti forti dell’ identità del movimento di quegli anni ( io avevo 27 anni).

La strage di via Fani, invece, fu la conclusione tragica di 10 anni di ’68 in un paese socialmente arretrato e bigotto come l’Italia, che aveva dovuto ricorrere allo stragismo fascista per salvarsi dal vento di cambiamento voluto dalla classe operaia, dagli studenti e dal movimento delle donne.

La ex Bierre Faranda, intervistata da Repubblica in settimana, ha dichiarato che in via Fani morirono le Brigate rosse, fosse solo stato quello.

In Via Fani morirono le illusioni di una generazione che aveva creduto ingenuamente nella rivoluzione. L’esproprio umanitario e politico fatto dalle Brigate Rosse al movimento è riconosciuto soprattutto dalle stesse ex Bierre.

In Via Mancinelli non furono uccisi due ragazzini, furono uccisi  due studenti antifascisti e proletari: per questo ai funerali parteciparono 100.000 persone accomunate dalla pietà e dal dolore.

Ci vediamo in via Mancinelli domenica 18 marzo dalle 14,30.

 

 

” Governare gli italiani non è impossibile, è inutile” ( Giolitti?, Mussolini?, Churchill?), ma tutto il mondo è paese…

Difficile stabilire che abbia detto la frase del titolo. Se il liberale Giolitti nel 1901, se Mussolini nel 1939, se Chuuchill alla caduta del fascismo il 25 luglio del 1943.

E’ vero che se la frase l’avesse detta Mao, sarebbe stata ripresa da Capanna e Rizzo, ma la provenienza della profezia di matrice incerta, non è propriamente “de sinistra”.

Però è abbastanza vera, o verosimile.

In un paese che è l’ ottava potenza industriale del mondo, che ha risparmi privati in banca superiori alla media europea, che ha il 50% del patrimonio artistico globale, si dice che ci sia una massa di poveri di oltre sei milioni di persone.

Il debito pubblico è il secondo più alto del mondo, l’evasione fiscale anche, la mafia spadroneggia in almeno quattro regioni.

Eppure il popolo del volontariato è a livello mondiale, i migranti sono detestati da molti ma accolti da tanti altri etc.

I giovani laureati faticano a trovare un lavoro, le donne proletarie, invece, sono sfruttate nei campi come cento anni fa,per raccogliere pomodori a tre euro l’ora.

Adesso che siamo sull’orlo di una Weimar in salsa Mediterranea, con un fascismo strisciante che va ben oltre i voti espressi dalla Lega, l’emergenza democratica ha fatto dei giovani antifascisti degli estremisti in una Repubblica fondata sull’antifascismo.

Il reddito di cittadinanza, poi, è cosa normalissima negli altri paesi europei.

Il reddito di cittadinanza, infatti, è il sussidio di disoccupazione europeo, niente di più, niente di meno. In una Repubblica fondata sul lavoro è il minimo che si possa chiedere.

I caporioni di una sinistra perdente, che oggi chiedono diritti per chi lavora, fino a pochi anni fa pontificavano che la democrazia costa, e che quindi le spese della politica bisognava non toccarle. Siamo il paese dove un deputato qualunque ,( Razzi ad esempio),  ha guadagnato più di Obama.,

Tutto il mondo è paese,però.

Cosa dire degli americani che vogliono esportate la democrazia in tutto il mondo con il primato della vendita delle armi, dell’incremento del nucleare, con gli stati ancora con la pena di morte e con la discriminazione razziale dura a morire?

E cosa dire dei francesi della Rivoluzione illuminista con il loro nazionalismo coloniale mai domo ( vedi Africa), o degli inglesi che non si sono mai fidati dell’Europa e ora temono di lasciarla?. Oppure dei tedeschi che non hanno mai ripagato i danni di guerra alla Grecia mettendola alla corde con l’eurocrucco?

Anche qui esempi infiniti.

Ma il diffuso sentimento dell’anti -stato incrementato dallo stato, dell’illegalità incrementato da chi dovrebbe pure combatterla, ha dato l’alibi all’ingovernabilità permanente. Anche se ci sono stati più di 60 governi in 70 anni, governare l’Italia è un lusso di coerenza che pochi si possono permettere. E non si tratta solo di partiti,ma anche di società civile ( Male – Educata).

Churchill, Giolitti e Mussolini riconoscevano agli italiani un dato di fatto incontrovertibile, quello di vivere alla giornata.

Poi qualcuno provvederà. ma forse questo ci salva parzialmente dal nulla.

 

 

 

Ci vuole per la sinistra tutta una dieta culturale che elimini presunzione, arroganza e calcolo elettorale.Meglio diventare anarchici per sopravvivenza materiale ed esistenziale…

Sparare sulla sinistra è, come da metafora retorica consunta dalla storia del bla – bla- bla, sparare sulla Croce rossa.

Perchè se e’ vero che il Pd piange, non è che alla sua sinistra si può tanto ridere.

Anzi facendo un minimo ragionamento sulla democrazia praticabile, è vero che senza il Pd, per ora è difficile formare una nuova sinistra.

D’altronde la caduta dei Muri, la caduta degli ideali socialisti, oltre ad essere una tendenza fondamentale del nostro tempo, si rispecchia nella valutazione empirica di ciò che accade.

Ogni tanto penso, ma non solo io, che da parte della vecchia sinistra, in senso anagrafico e concettuale, forse bastava ridursi i costi dei privilegi,

Snobare meno chi, da comitati, associazioni, sindacati di base, vicini di casa etc. denunciava le malefatte amministrative di certe posizioni .

E soprattutto dare ascolto al malessere giovanile,( povero e non proletario, “senza anima, senza coscienza e senza n’a lira come direbbe Alberto Sordi), che si spostava a destra.

Invece si è preferito girarsi dall’altra parte. E’ venuto fuori un pasticcio complicato nel suo retrogusto storico,( il rinascere di un blocco nazional – fascista italiota e idiota), ma semplice dal punto di vista fattuale.

Ad esempio.

La presunzione di chi a 3 giorni dal voto ( Cfr.Grasso), arrivava a dichiarare che bisogna ridurre la settimana lavorativa a 32 ore, così tanto per  racimolare tre consensi, e fare finta di essere un gauchista avanzato alla tedesca, è stata  la testimonianza determinante che l’ex presidente del senato era sintonizzato  sul massimalismo di facciata, un teatrino da furbetto del voterello, da poltrona sicura.

Così come Renzi, continuamente preso a sottolineare che tutto “andava bene madama la marchesa”, è stato un colpo per le flebili speranze di un ravvedimento di onestà intellettuale.

Ho sentito tanti compagni di strada  in questi giorni.

Fanno,meglio facciano parte, di un generone, confinato nella riserve indiane della nostalgia: la pensiamo tutti allo tesso modo, più o meno.

Se non si può stare con il PD,  stare alla sua sinistra, visto che questa c’è sempre stata, non vuol dire votare per forza un partitello.

La Camusso ed Epifani si sono svegliati dicendo che il popolo è stato abbandonato? Da chi? Dallo spirito santo? Solo da Renzi? Oppure anche da Bersani, D’Alema, Bertinotti, etc.

L’entusiasmo di Potere al popolo è anche commovente ( in senso latino, fa muovere insieme), ma difficilmente rappresentabile in un parlamento, sopratutto quando il tuo obiettivo è quello di entrarci, ( a fare cosa non si sa, forse a preparare le elezioni europee del 2019).

Rimane il rifugio in popolazioni artificiali che parlino la lingua del reciproco rispetto, tribù anarchiche nel senso nobile del termine, cioè libere da condizionamenti ideologici lugubri  tristi, polizieschi, sanguinari,fuori dal tempo e dal buon senso.

I centri sociali, i cattolici impegnati nel sociale, i comitati di accoglienza, le miriadi di associazioni di base,il magma confuso, ma ancora integro, di un’idea diversa di mondo possono convivere sotto il segno della  democrazia di base. che non è quella di facebook o piattaforme virtuali.

E’ quella che ogni giorno vive non con il paraocchi  per voltarsi contro le pene dell’umanità, ma di quelli che ancora non si accontentano di aspettare il cielo  per non fare qualcosa di utile sulla terra.

 

Ribellarsi per una società più giusta prevede che anche tu cambi in meglio, non che diventi più razzista,egoista o nazional – socialista..

Come era prevedibile lo studio  di questi giorni sui flussi elettorali, ha svelato che giovani disagiati, operai, proletari in genere hanno votato Cinque stelle al Sud e Lega al Nord.

Non era difficile capirlo, lo dicevano un po’ tutti.

Il sud, poi, lo scrive benissimo un meridionalista come Roberto Saviano, ha scelto i partiti della rabbia per avere una speranza di sostegno nel presente.

Il 50% della disoccupazione giovanile, se vuole un minimo di futuro, deve  emigrare, oppure mettersi in competizione coi disperati che vengono dall’Africa,oppure aspettare qualche concorso pubblico, qualche raccomandazione…Oppure votare di rabbia:come sostengono, giustamente, alcuni giovani che abitano al sud,come si fa a dare il voto a chi fino a ieri ti ha dato del puzzone?

L’effetto immigrati è stato decisivo,in tutta Italia.

Lo ripeto da un anno: comprendere che gli italiani rivendicano per sè un posto di lavoro, la sanità o il consumo pop, prima degli immigrati, è comprensibile, ma la frustrazione non genera nulla di buono.

La chiusura verso gli altri, un atto di cattivismo che ha attirato voti alla Lega,non dà nobili ideali ai giovani.

Si dirà che questi sono discorsi di chi si è salvato dalla crisi.

Dalla crisi si è salvato chi ha potuto conservare un reddito: gli  statali e parastatali in tempi di magra si salvano sempre, così pure  i pensionati normali.

E quindi gli over possono aiutare figli e nipoti a campare.

Mai , però,mi permetterei di raccomandare di essere  cattivi e rancorosi con chi ha meno di me, solo perchè viene da un altro paese e mi può togliere quello che ho.

Credo che il mio ragionamento sia condiviso nella prassi da quelli che leggono gentilmente questo blog . Se no non lo scriverei il blog.

Quando a Macerata,dopo la sparatoria ai migranti per la morte di Pamela, la Lega passa dallo zero – virgola al 21 per cento, significa chiudiamoci in casa, cerchiamo di mangiare pane e telefonini; se no ce li portano via i migranti…

Il  fenomeno che vede la soluzione sociale a destra è vecchia: anche vecchi e giovani Komunisti , ben piazzati socialmente, promuovono le idee di Salvini sull’immigrazione, sul lavoro, sulla Legge Fornero.

Con Hitler è andata alla stesso modo, per un posto di lavoro ai tedeschi si  sono chiusi gli occhi davanti all’eliminazione fisica degli ebrei, dei democratici, dei comunisti, degli zingari, degli omosessuali.

Se  Salvini eliminasse la legge Fornero ( impossibile), una parte di popolo, davanti all’espulsione di 500.000 migranti griderebbe w matteo, w il nazionalsocialismo all’italiana, con la storia non si mangia…

Che gli italiani non trovino lavoro per via dei migranti è una menzogna nazista .

Per i cinque stelle il discorso è diverso. Hanno tentato di tramutare la rabbia in una proposta democratica di neutralità post -ideologica.

Difficile da attuarsi, perchè alle spalle non hanno lotte di massa, mobilitazioni democratiche, ma almeno ci si prova.

Che si alleino o no con il Pd e Leu mi lascia indifferente: Giulio Andreotti amava dire” che è meglio tirare a campare, che tirare le cuoia”

Comunque la vera libertà oggi consiste nel denunciare l’incoerenza altrui, per poter trastullarsi in quella propria.

Certa sinistra in questi anni, bisogna ammetterlo, ne è stata maestra, per questo perde in ogni parte del globo.

Conclusione: chi non lotta non ha diritto di parola, d’accordo.

Più che altro, chi vivrà vedrà.

 

 

 

7.3 2018 LA SITUAZIONE POLITICA E’ GRAVE, MA NON SERIA ( ENNIO FLAIANO)

Forse non è il caso di scomodare Ennio Flaiano, sceneggiatore della Dolce Vita,  di Giulietta degli spiriti, La strada, Roma città aperta, critico letterario e saggista: insomma  uno dei più grandi intellettuali del dopoguerra italiano.

Ma la citazione è senz’altro la giusta fotografia della situazione politica  e sociale del paese.

In fondo i parlamentari della seconda repubblica, questa è la terza, ( la prima finisce con Mani pulite, la seconda con la caduta di Berlusconi), si sono tutti piazzati.

Nonostante risultati da ridere e/o piangere i collegi blindati hanno funzionato: Bersani,Grasso, Boldrini, Casini,la Lorenzin, lo stesso Renzi, diventato senatore, non sono certo ridotti come Ducbek all’arrivo dei carri armati sovietici ( grillini?) a Praga.

Marchionne e Confindustria plaudono i grillini.

La Lega ha trionfato anche se promette una flat tax che non può mantenere, il reddito di cittadinanza, che al sud appare come l’ennesima scialuppa dell’arte di arrangiarsi,  cavallo di battaglia di Di Maio al quale sono andati milioni di voti di transfughi della sinistra, sono tutto e il contrario di tutto come esige il disordine planetario dell’economia.

La violenza recitata nella campagna elettorale contro i migranti, il fascismo psico-ideologico egemonizzato dalla lega, l’opportunismo sfacciato di liberi e uguali, la mediocrità arrogante di Renzi, sono state le tipiche rappresentazioni di una società civile e politica che ha trovato però nei cinque stelle la possibilità di cambiare qualcosa.

Inutile insultare er popolo somaro, un blocco sociale ha trovato la rappresentanza istituzionale nei cinque stelle e lega.

La rappresentazione di un’Italia febbrile, corporativa,che per lo 0,9 % vota casa Pound e per l’1,2% Potere al popolo, che è pronta ad evadere il fisco per chiedere più spesa pubblica, che ha gesti di generosità verso gli ultimi come nessuno in Europa e un sistema mafioso di potere, come quasi nessuno in Occidente,è pronta per il grande balzo nel Terzo Millennio.

E’ stato scritto che il Novecento in Italia è finito il 4 marzo, per via di un voto di massa che non è ideologico, che non è nè di destra, nè di sinistra.

Poi è stato detto da valenti commentatori che Di Maio è la nuova DC.

Altri pensano che i cinque stelle siano il cavallo di Troia dei nuovi comunisti ( Berlusconi). Alcuni sostengono  che siccome la socialdemocrazia è in crisi in tutto l’Occidente, sia meglio spostarsi verso la liberal-democrazia di Calenda.

Altri, pensando alla storia del movimento operaio che a scuola non si studia, scambiano i propri incubi di solitudine ideologica per un vuoto esistenziale che prepari la soluzione finale del socialismo.

Il problema, come si vede, è irrisolvibile.

Però difendere il sistema nazionale e universale della sanità voluto da Tina Anselmi e dalla sinistra, la scuola di massa, la civiltà sul posto di lavoro, l’integrazione dei migranti e i diritti civili dovrebbe essere la piattaforma di una sinistra che oltre ad usare l’arma della critica, fa seria autocritica.

A Milano il Pd nel centro storico è il primo partito,nelle periferie non si vede. A New York vincono i Clinton, nell’Ohio Trump…

Se tu sfrutti il lavoro altrui, ti rintani nei privilegi, fai parte di una Kasta costosa,( sindacati e partecipate comprese), è evidente che sei uno” di sinistra” solo se l’economia dei poveracci tiene.

La situazione rimane tragica per i soliti, ma non è seria per chi ha il potere che nasce dalla libertà senza patos,dal garantismo senza rischio, dalla mancata coerenza nelle cose minime.

Poi la recita da share oggi è di sinistra, di destra, di centro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Trionfo 5 Stelle & Lega, sconfitta epocale di tutta la sinistra,ma “il comitato centrale ha deciso, se il popolo non è d’accordo bisogna nominare un nuovo popolo”( B. Brecht)

I risultati sono noti, i cinque stelle hanno superato il 30%, La lega arriva quasi al 18%, il PD non raggiunge il 20%, Liberi e Uguali al 3,5%.

Le urne hanno premiato la rabbia contro il sistema, ( visto nella sinistra tutta), contro la Casta, contro  l’Europa delle banche e delle bande.

La  linea contro l’immigrazione ha premiato la Lega.

La richiesta di spesa pubblica per il Sud, con il reddito di cittadinanza contro la povertà,ha premiato i cinque stelle.

Forza italia  e Berlusconi aspettano di vedere quanti seggi avranno, ma è minestra riscaldata, tenuta insieme dal fascismo – light di Gorgia Meloni, l’ex cavaliere ha perso la guida del centrodestra.

Il cosiddetto populismo ha vinto,la socialdemocrazia è franata come in Francia, in Germania in Spagna,in quasi tutta Europa.

Adesso bisognerà vedere come i vincitori tradurranno il consenso in distribuzione di ricchezza e di profitti. E qui la regole dell’economia spaccano gli “ideali” a qualsiasi latitudine.

Solo che alla sinistra del PD, neo centrista liberal – democratico, c’è il deserto. Non c’è Melenchon, non c’è Corby, non c’è Podemos etc.

Leu è andata malissimo. Ha ignorato completamente i privilegi accumulati dalla sinistra e dai vertici sindacati, il suo referente elettorale era ed è un ceto politico tutt’altro che proletario,( Grasso, Boldrini e Bersani raggiungono a stento il 5% nei collegi uninominali),la doppiezza di D’Alema, Togliatti alla orecchiette, è al 3,9,MInniti è terzo nel suo collegio, non verrà eletto.

La sinistra si è sciolta fra astensione, schede nulle, frammentazione eccessiva fra opzioni movimentiste e rivoluzionarie che in parlamento non funzionano mai.( cfr, Democrazia proletaria) e che sono irrilevanti a livello istituzionale.

Ma soprattutto ha pagato un’arroganza una supponenza che non ha capito nulla o quasi dell’Italia di oggi, ( o non ha voluto capire, intrappolata dal cannibalismo della poltroncina).

Se i cinque stelle prendono 11 milioni di voti, vorrà dire qualcosa, oppure sono tutti scemi quelli che non votano a sinistra?

I cinque stelle possono fare una maggioranza con PD e Leu; gli mancano 50 seggi per la maggioranza governativa.

Naturalmente il vento soffia a destra, alla Trump, alla Putin, ma per fortuna non come in Ungheria e paesi dell’est dove forze neo – fasciste raggiungono cifre incredibili.

Invece di piangere sul latte versato, la sinistra TUTTA dovrebbe fare mea culpa  e guardarsi attorno. I Cinque stelle sono, piaccia o non piaccia, l’unico argine contro la democrazia reazionaria del centro destra, molti di sinistra, infatti, sono andati verso Di Maio.

Se regge l’antifascismo regge la democrazia, se no è notte fonda nella storia  di un Italia indecifrabile in  breve tempo. Ma è uno psico – dramma, la commedia è appena iniziata.( continua).

 

 

2.3.2018 Domani silenzio elettorale: ci sono Lazio – Juventus e Napoli – Roma. Domenica c’è il derby di Milano….Dimenticavo le elezioni..

Tranquilli ragazzi, in fondo il calendario del campionato di calcio ci dà una mano politica non indifferente.

Non è sottovalutazione del problema, nè facile cabaret post ideologico.

Ho fatto una pensata geniale, ( sto scherzando), ma SONO CONFORTATO DAL NON ESSERE UN GENIO SOLITARIO, perchè è l’istinto animale che mi porta a votare.

Domani guardo il campionato in pay – Tv, poi domenica dopo il derby di Milano, guarderò la maratona Tv sui risultati elettorali.

Tifoso a pieno titolo, per passare il tempo ovvio, sembra cinismo, ma è solo sano realismo socialista.

Il suffragio universale voluto dalle forze progressiste del secolo scorso è finito nella società liquida dei senza certezze, dei disillusi, dei disinformati, dei senza tetto, dei tagliati fuori dalla opulenza capitalista delle politiche predatorie.

Il socialismo di stato del partito unico, che impediva le elezioni, non lo vuole più nessuno,( i gruppuscoli che” più estremista non si può” dovrebbero spiegarmi come intendano fare una rivoluzione che non sia quella del bar, del bus, dello scompartimento ferroviario).

Piccoli Lenin di una storia minore,confortati dal vitalizio retributivo di precedenti legislature, non hanno compreso che la plebe li considera parte del sistema. La loro generosità, verso gli ultimi, secondo me, può essere meno funzionale del volontariato di massa della società civile.

Eppure, saremo lì, io per primo, davanti alla Tv o sul Web, a tifare il meno peggio, perchè “er più” meglio, non lo troverai mai più.

Il discorso è rivolto a sinistra, ovvio, il resto verrà di conseguenza.

In questo modo, per non scontentare nessuno potrei votare Bonino alla camera, qualcuno di liberi e uguali al senato,o viceversa, poi potere al popolo  e Leu alle regionali ( voto disgiunto). Voto tutti e non voto nessuno.

Il cuore mi dice di scrivere : “Siamo tutti antifascisti”. ( sobrio, ma efficace)

La ragione, invece,mi suggerisce:” è stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo,eccezion fatta per tutte le altre forme che si sono sperimentate finora”, ( Winston Churchill)

TUTTO IL POTERE AI SOVIET, però, non guasta mai,( scenario buono per tutte le stagioni).

Dipende da quanto tempo vuoi dedicare alla democrazia. Scrivere troppo sulla scheda è un pasticcio per chi aspetta. Se  nevica e c’è poca affluenza, si può fare.

C’era uno soluzione davvero rivoluzionaria.

Andare al seggio.

Farsi dare la scheda.

Trovare i simboli di Forza Nuova o casa Pound.

Restituire la scheda e far mettere a verbale che votare dei partiti che si richiamano al fascismo è contro la Costituzione.

Pensa che botto, se la sinistra si contasse in questo modo.

Avventurismo? Ma fatemi il piacere….è che il botto non lo vuole quasi nessuno. In fondo la libertà per tanti di noi  non è poi  così drammatica…..( DIO TI VEDE, STALIN NO)

La libertà dei morti di fame  al consiglio di amministrazione della borghesia nera e/o rossa interessa poco.Basta che questi vadano a votare.

28.2.2018 Italiani storditi da consumi inutili e da vecchie povertà invitati a votare quel che resta della democrazia…..

Come nell’occasione del 4 dicembre sul referendum costituzionale anche questa volta andare a votare, e  che cosa votare, sono diventati elementi di uno psicodramma sproporzionato alla posta in palio.

Quando senti che tanto il 5 marzo non ci sarà una maggioranza, che forse si andrà a rivotare, che alcuni pensano che bisogna cambiare la legge elettorale, ( comico), per galleggiare cinque anni nell’iperuranio del vitalizio contributivo,  ti dici che in fondo siamo davanti a un non evento.

Però lo psicodramma è inevitabile.Tutti i partiti, come sempre, disegnano foschi scenari se l’avversario o il nemico dovesse vincere.

Se vincesse il centrodestra di Berlusconi, secondo la sinistra tutta, non a a torto,  e i cinque stelle, per motivi diversi,andrebbe in scena un miscuglio di lepenismo, perbenismo, fascismo,liberalismo peggio di quello del ’94: scenario peggiore.

Se vincessero i cinque stelle sarebbe il trionfo dell’incompetenza, dicono destra e sinistra: provare per credere che Grillo è peggiore di Stalin o di Mussolini…

Se vincesse la coalizione Pd, difficile anzi improbabile,saremmo davanti all’ennesimo governo semi – tecnico del presidente con eventuali alleanze, che tirerà a campare fra i salti mortali delle anime morte della democrazia consociativa.

In compenso nessuno governerebbe non avendo i numeri, cioè i seggi in Parlamento per fare una maggioranza sostenibile, compatibile con l’Europa,con il Pil, con il raking dei mercati, ma soprattutto con la nuova legge elettorale.

Così, davanti all’ennesima emergenza nazionale,  che non lo è visto che la legislatura è finita, gli elettori che non votano,  che potrebbero oscillare dai 12 ai 15 milioni, sarebbero i colpevoli dello scasso nazionale.

Sempre secondo  quelli che il voto salva la democrazia percepita come possibilità di esprimere il proprio voto, ( non è poco, si è lordato di sangue i muri e le porte per votare da parte della classe operaia e delle donne….ma non basta)

Le elezioni, infatti, sono sovrastimate sempre prima del voto, sono viste come l’ultima possibilità di salvare il salvabile nella devastazione generale delle menti.

Dopo il voto, vista l’omologazione della politica al mantenimento di se stessa come classe dirigente, le promesse di salvazione dell’Italia un po’ opulenta, senz’altro impoverita, un po’ stracciona, un po’ mafiosa,un po’ tanto fascista, e poco o pochissimo socialdemocratica,in senso etimologico e non come Seconda internazionale, si dovrà per forza fare di necessità virtu’.

Sto cercando di fare un discorso realistico: solo i cinque stelle, a parole, secondo programma, promettono una mezza rivoluzione di velluto.

E’ anche evidente che, per chi ha una cultura genericamente di sinistra, queste elezioni  vuote da ogni punto di vista, richiamano alla Repubblica di Weimar ( con debite differenze, ovvio), quando la democrazia fu messa in discussione dalla estrema destra nazionalista.

Ho personalmente nostalgia  di una sinistra davvero radicale, dalla ingenuità erudita, dalla polemica non calcolata, supportata da uno slancio di vita e di cultura della polis, che non sia un minestrone di cose da fare da trent’anni e mai fatte.

Mi affascinava la rappresentazione teatrale di mondi  che si dibattevano per universi inesplorati e di nuove possibilità dello stare insieme.

Utopie, metafore, declamazioni, cortei rabbiosi, la libertà delle donne, l’emancipazione degli operai, l’indecenza dell’arroganza giovanile che voleva cose improbabili, ma che credeva in quello che faceva.

Andrò a votare, e non è detto che voterò. Qualcosa mi inventerò.

La linea di demarcazione per i normalmente democratici di sinistra dovrebbe essere  la lotta contro il fascismo per una società democratica, reale nei valori umani.

Non mi aspetto niente, solo un inevitabile caos in caso di vittoria dei nuovi fascismi, oppure di vittoria dei cinque stelle ( a torto secondo me).

 

 

 

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