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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

1° MAGGIO: globalizzare la lotta di classe:l’emancipazione degli sfruttati è il vero progresso dell’umanità

Come si legge oggi il titolo è volutamente roboante, ma secondo me non ha nulla di retorico.

Retorico e ipocrita, infatti, è stato per gli anni della crisi parlare di ricchezza e povertà come fossero piaghe bibliche e non una contraddizione storica che inerisce alla divisione del lavoro e allo sfruttamento capitalistico.

Nè si tratta di esultare perchè, a 200 anni dalla nascita di Marx, il filosofo di Treviri è stato tolto dai poveri scaffali delle biblioteche per essere ributtato nella mischia della guerra di classe.

La lotta di classe c’è in tutto il mondo: sia nei paesi che blindano lo sfruttamento proprio all’ombra del comunismo, sia nella decantata, dai fascio – leghisti , Russia di Putin, sia nella roccaforte del socialista Assad, etc.

Si salvano i paesi a lunga tradizione socialdemocratica, dove comunque le lotte sul lavoro hanno prodotto un dignitoso stato sociale con relativa distribuzione della ricchezza.

Per l’Italia, sulla carta uno dei paesi del G8, lo sfruttamento degli atipici, dei precari, dei pedalatori urbanizzati, dei disperati della cantieristica, degli schiavi del Sud che raccolgono pomodori scontrandosi con gli schiavi africani sotto caporalato, la vita è dura, a volte dolorosa, piena di umiliazioni.

La  risposta dei padroni nostrani è abbastanza nazionalsocialista: un patto al nord con le corporazioni fascio – leghiste, un patto al sud con le mafie, la green economy lasciata al liberalismo feroce delle multinazionali, con gli intellettuali alla Michele Serra che scoprono che il proletariato giovanile non parla la lingua della borghesia giovanile.

Gli sfruttati che compiono il salto dell’autodeterminazione, dell’autonomia della propria classe, della consapevolezza della propria storia sono oggi minoranza, ma questo è il vero comunismo pratico, operativo, realistico ideale e materiale.

Non certo quello di presentarsi alle scadenze elettorali per ricevere qualche rimborso spese, anche se questa è normale prassi di sopravvivenza.

Primo maggio dappertutto è il nuovo modello di sviluppo, per gli sfruttati non c’è tregua nè pace.

 

 

 

27.4.2018 W MARX, W LENIN, W( DI) MA(I)O…..

Si aggira uno spettro per l’Europa ed è il leader massimo dei Cique stelle Gigi Di Maio.

Se riuscirà, in qualche modo, ( quasi impossibile), a contrattare un governicchio di  breve durata con il Pd, per la prima volta nella storia d’Italia ci sarà al governo un partito insapore, incolore, inodore, che soddisfi tutti i palati der popolo.

Un pochino a destra sugli immigrati, sull’Europa, sull’antifascismo.

Un pochino a sinistra con reddito di cittadinanza e un aiuto alle famiglie più povere,

Un pochino al centro con efficienza nella pubblica amministrazione, un pochino alle istituzioni con lotta alla corruzione e alla mafia, un pochino ecologico con investimenti sul territorio compatibili con l’ecosistema, senza dimenticare la salute dei cittadini…..

Il programma, su cui stanno battagliando il Pd governista e i Cinque stelle è un insieme di cose di buon senso che sarebbe stato partorito da qualsiasi governo; l’importante, si dice, non è quello che c’è scritto, ma quello che si riuscirà a fare per il bene dell’Italia…

Così il marxismo della rivendicazione del proletariato alla giustizia sociale, il leninismo di una centralità del partito, ( la Casaleggio associati), e il maoismo di andare verso le masse,diventeranno programma di governo dove il Pd, erede della grande tradizione culturale del socialismo e cattolicesimo democratici,farà da garzone di bottega per il Pentastellato di sinistra del nuovo millennio.

Ora a sinistra il dibattito impazzisce attorno al quesito sommo dell’inizio secolo: meglio sposare tatticamente il Di Maio aperturista a sinistra, dopo che ha chiuso il confronto con la Lega, ( Martina e soci), oppure, come pensano i renziani, starsene fuori dal governo perchè c’è solo da perdere consenso e identità?.

La situazione dei conti, affidata al santo Mario Draghi, e le riforme da fare, quasi tutte, però, propendono per una soluzione di questo genere: tutti fanno finta di avercela messa tutta per governare, poi se non si governa meglio, se no cala il consenso.

La speranza è che un democristiano galantuomo come il presidente Mattarella tiri fuori qualcosa dal cilindro, un governo del presidente a tempo,per poi andare alle elezioni nel 2019 in contemporanea a alle europee. ( con nuova ennesima legge elettorale).

Di fatto governo e opposizione cambiano di giorno in giorno, la sinistra sedicente tale come Leu, ad esempio pensa che con l’appoggio dei cinque stelle sia possibile fare un nuovo schieramento di centrosinistra sperando che il Pd si sfasci del tutto.

Come si vede il tutto scorre della vita, il famoso panta rei greco, si è appropriato della politica del “” domani è un altro giorno si vedrà”.

Quel che conta è che non siamo al 25 luglio e all’8 settembre del 1943, cambiare in corso d’opera è saper leggere la situazione politica e sociale: c’è chi può e chi non può.

Solo il dio sa qual è la cosa migliore.

25 aprile 1945-2018 O PARTIGIANO PORTALI VIA……

Ormai il 25 aprile soffre di diversa solitudine identitaria, come si dice oggi.

Non solo la destra normale, abbastanza illiberale,ha sempre schifato la festa dei “comunisti” e non degli italiani, ma  il vento xenofobo e razzista che tira in Europa fa oscillare   il giorno della Liberazione  fra retorica di sinistra e revanscismo di destra.

La giornata di oggi si presenta da anni come un contenitore che conferisce visibilità alle più disparate e disperate posizioni politiche.

Del significato originario del 25 aprile, giorno di insurrezione contro il Male Assoluto, giorno della fine di un guerra tragica per l”Italia non c’è traccia, se non nella memoria dell’Anpi, dei comitati antifascisti, dei centri sociali antagonisti, dei tanti sinceri antifascisti sparsi per il Paese.

La Lega non aderirà perchè è anacronistica la divisione fra fascisti e antifascisti, i fascisti di ritorno ricorderanno che anche le Brigate Nere avevano una mamma, e i nazisti che le SS avevano figli e nipoti.

Si conteranno le malefatte delle formazioni partigiane da parte di oppositori della giornata della Liberazione, che vedono nella cacciata dei tedeschi e dei fascisti solo la vittoria degli Alleati.

Poi,il 26 aprile, domani, i valori sacri dell’insurrezione contro i disvalori del Male assoluto lasceranno il posto alla realtà degli sbarchi dei migranti, al disprezzo verso chi non è omologato.

Patria, famiglia, lavoro, triade di tante guerre imperialiste di contro all’esasperante, secondo LORO, spirito libertario di una sinistra di minoranza, è un concetto molto comune nell’Italia di Salvini.

Casa Pound, Forza Nuova, Lealtà e Azione etc, sindaci leghisti, qualche 5 stelle  destroide fanno già a gara a delegittimare una giornata di lotta insurrezionale, conclusione di una guerra civile terribile ma necessaria, che non è mai finita perchè il fascismo è una componente strutturale della pancia reazionaria dell’Italia anticomunista.

La speranza che la Brigata ebraica, dove ci sarà  e sfilerà, non venga presa a sputazzi da gruppi di palestinesi  inferociti con la politica dell’Imperialismo sionista, è sentimento umano di solidarietà.

Ho parlato di retorica anche della sinistra perchè schierarsi tutti sotto le bandiere dell’antifascismo oggi, avallando nei fatti di domani lo sfruttamento  del prossimo, non era nei valori della Resistenza.

Tra sinistra e destra non ci può essere nessun negozio che scambi fascismo con antifascismo.

La domanda è questa : oggi è la festa dei vinti contro i vincitori, oppure la festa dei vincitori contro i vinti?

E oggi chi sono i vinti? ( i partigiani?) e chi i vincitori ?( gli anticomunisti e gli antidemocratici?).

Buon 25 aprile a tutti gli antifascisti di nome e di fatto.

23 .4.2018 La trattativa con le BR non si doveva fare, quella con la mafia forse c’è sempre stata

La trattativa stato – mafia, con la conseguenza stragista del ’92, 93, e con la collusione, secondo sentenza di primo grado dei giudici di Palermo di Marcello Dell’Utri, con i mafiosi di Riina, è un classico della vocazione reazionaria di una parte dello stato italiano.

Si discute oggi, a quarantanni di distanza dal caso Moro, del fatto che il partito della fermezza riuscì a sconfiggere il terrorismo.

Si ridiscute oggi di come mai una parte dello stato nella fisicità di carabinieri, servizi segreti e politici dei poteri forti,fu indulgente con lo stragismo della fine della prima repubblica.

Ma  un occhio di riguardo verso la mafia si è sempre avuto in una parte dell’Italia.

Lo stato sociale dei Bagarella, Provenzano, Riina, Ciancimino e destra democristiana   funzionava alla grande negli anni del boom economico.

Voto di scambio, assistenzialismo, assunzioni di massa in apparati comunali, regionali e provinciali, garantivano un controllo del territorio che faceva concorrenza al controllo territoriale di mafie come quella dei Narcos, dei cartelli messicani della droga etc.

Sindacalisti, militanti del partito comunista e comunisti furono oggetto dell’interesse militare della mafia.

In tempi di guerra fredda uccidere un comunista non era un gran reato.

Poi toccò a giudici e forze dell’ordine, l’attacco al cuore dello stato fu più mafioso che brigatista.

Poi il generale dalla Chiesa, che aveva debellato i brigatisti al Nord cadeva nell’isolamento a Palermo: borghesia locale, partitocrazia da prima repubblica, servizi segreti non erano d’accordo nel dar vita ad uno stato schiettamente democratico.

Borsellino e Falcone furono ascoltati solo in parte.

Chi afferma che lo Stato non c’entra perchè anche per la trattativa stato – mafia c’è da distinguere fra servitori dello stato eroi, e servi della mafia politica criminali  -collaborazionisti, fa la cose un po’ facili.

La mafia faceva politica, come qualsiasi altra forza dotata di mezzi, di denaro, di armi, di consenso, di vantaggi, di privilegi.

Oggi,se fai un’inchiesta sullo stato della collusione  stato – mafia, sei sicuro di non trovare la stessa attualità sistematica fra mafia e potere?

La mafia, diventata  oggetto della società dello spettacolo con i suoi commissari coraggiosi della televisione, se ne può anche fregare delle denunce della società civile.

Perchè se le tante coraggiose associazioni anti – mafia della società civile non trovano consenso nella lotta alla mafia da parte di tutto lo stato, le tecniche di riproduzione del consenso alla mafia nell’Italia della depressione continueranno sotto altre forme.

Contro la mafia ci vuole l’educazione, la scuola, il rispetto delle leggi, e l’uso della forza prevista dalla Costituzione antifascista.

Le BR  furono sconfitte dallo stato democratico, la mafia sembra eterna nella democrazia reazionaria italiana. Un caso?

 

ò

Nè con Putin, nè con Trump, nè con Assad, nè con Macron… per un antagonista è un dovere…..dove siete sinceri democratici?

La voglia di schierarsi è tanta. soprattutto da parte di una sinistra che si svela sempre più  pacifista contro l’Occidente e guerrafondaia pro potenze che combattono in nome del nazionalismo.

Ho sentito e seguito il dibattito di questi giorni sulla crisi Siriana e sono rimasto sorpreso che integerrimi comunisti, che si battono contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, preferiscano Putin e Assad all’imperialismo americano.

Diego Fusaro, poi, sedicente marxista gramsciano, a Piazza Pulita si è esibito in una performance grottesca sul concetto di imperialismo.

L’imperialismo  sarebbe senz’altro da associare alla globalizzazione,il nazionalismo è la difesa verso l’imperialismo.

E’ vero che parte della crisi in Medio Oriente è iniziata nel 1991, con la prima guerra del Golfo,è vero che le armi di distruzione di massa furono un’invenzione della Cia e dell’amministrazione americana nel 2003, ma far passare la Siria come uno stato laico aggredito dagli amerikani per agevolare la corsa al petrolio è scoperta dell’acqua calda non foriera di considerazioni sincere.

Così come l’adesione al putinismo che ha un filo diretto con il trumpismo è demenziale, soprattutto a sinistra.

Quello che ho capito è che il tentativo di superare la svolta neoliberista in Italia da parte del Pd è affidato alla furbizia di chi vuol emergere dall’indifferenziato per trovare un posto al sole fra le tribù della Fortezza comunista.( ?)

Oggi che pure la socialdemocrazia è in crisi, essere comunisti per alcuni, ripeto alcuni, è solo un pretesto per affermare una diversità antropologica che nei fatti non esiste quasi più.

Chi se ne frega se lo sfruttamento avviene nel nome della Guerra patriottica?

Come stanno i proletari in Russia, in Siria nei paesi schierati contro gli americani?

Essere anti americani, infatti… non è prerogativa solo di sinistra: anti americani erano i nazisti, i nazi fascisti del Sol Levante, i fascisti italiani..lo abbiamo scritto decine di volte.

Erdogan è filo russo e massacra i curdi, chi si ricorda di queste cose tremende quando in nome  dell ‘anti- imperialismo  ci si fa beffe della storia?

Fusaro e altri Komunistoidi sono d’accordo con la Le Pen, con Orban, con Salvini, con Assad.

Stragisti di tutto il mondo unitevi ,così almeno l’Occidente bevendo champagne penserà che la fine del mondo è vicina.

La fine romantica della bella morte degli altri agita i sogni di chi non ammette che la pace è un bene di tutti, non solo degli anti americani.

 

 

18.4.2018 Verità da scomodare Le anime belle del socialismo surreale pensano che tutte le guerre siano brutte, mentre le rivoluzioni siano belle, ma quando mai?

Le rivoluzioni che hanno cambiato la faccia della terra sono sempre state cruente e sanguinose.

La rivoluzione americana, francese, quella sovietica, ad esempio, additate unanimemente come rivoluzioni necessarie per l’emancipazione dell’umanità, videro massacri inenarrabili.

Quella civile americana, del 1864, che seguiva lo sterminio dei nativi americani, fu considerata come un passaggio ineluttabile verso la modernità: abolizione della schiavitù e trionfo del capitalismo borghese.

La prima guerra mondiale fu il massacro dei contadini e operai mandati al fronte a difendere i capitalisti di casa, dalla presa di coscienza di milioni di proletari nacquero le rivoluzioni dei vari soviet europei.

Si potrebbe continuare all’infinito.

La rivoluzione non è un pranzo di gala, ma nemmeno la guerra è stata mai una guerra giusta: tranne la seconda guerra mondiale che difese la civiltà dal nazifascismo.

L’indignazione per le performance dei vari Trump, Putin, Assad, etc sono sacrosante, ovvio.ma non esauriscono i’antinomia guerra / pace.

Moralmente la guerra è l’atto più animale dell’uomo, è la schifezza per definizione, ma sono stati proprio i leninisti a teorizzare la guerra civile di contro la guerra imperialista.

Lenin diceva che ” la guerra civile è l’unica guerra giusta, perchè si basa sul massimo dell’inimicizia” e aveva ragione.

Quello leninista e comunista quindi è stato un no alla guerra che faceva riferimento al 1915, quando Lenin  invitò il proletariato mondiale a tramutare la guerra imperialista in guerra di classe. ( Questa mozione però fu bocciata alla conferenza di Zimmerwald dei partiti socialisti)

Se i bombardamenti sulla Germania da parte degli alleati furono terrificanti, se gli stupri di milioni di donne tedesche da parte dell’Armata Rossa sono su tutti i libri di storia si vuol dire  che, moralmente, democrazia, comunismo e nazismo sono la stessa cosa in nome della pacifica convivenza?

Bisogna prendere atto che il contenimento della guerra giustifica la nostra vita nel senso più alto, la sua abolizione è un’utopia che  si deve praticare con la non -violenza. Fino a quando la legittima difesa non diventa un diritto quasi naturale contro la prepotenza criminale.

La sola pace possibile corrisponde alla metafisica concettuale del cristianesimo: ama il prossimo tuo come te stesso. Oppure alla soave leggerezza anarchica dell’egualitarismo senza stato.

Ma anche la Chiesa non ha mai saputo tradurre il sacro in un accettabile profano.

 

 

17.4.2018 La paranoia antiplutocratica genera non solo cattivi antifascisti, ma veri nazional – socialisti. “Aridategli er puzzone”

Se tu entravi nella piazza informatica durante la crisi siriana  dei missili,ti accorgevi di quanto poco sia rimasto dei movimenti degli anni ’70 in fatto di lotta per l’emancipazione e la libertà.

All’interno del popolo della sinistra ( Dio ce ne scampi) puoi trovare il peggio dell’animo umano: gente che augura tumori ossei a chi la pensa diversamente, gente che insulta senza entrare nel merito, la frustrazione è tanta.

Qualcosa è accaduto.

E’ non è vero che c’è rabbia perchè c’è miseria che avanza: i peggiori serial killer sono bravissimi padri e madri di famiglia che adorano la Corea del nord, i massacri di Assad, la violenza di Putin:l’importante che tutto sia contro l’occidente e contro gli ebrei naturalmente.

Questi tipi stanno proliferando. Come negli anni venti. Sono semplicemente dei nazional – socialisti nella giusta interpretazione dei termini.

Così come lo fu Milosevic e il suo comunismo nazionale, così come lo sono i regimi dittatoriali di mezzo mondo che coniugano nazionalismo e sfruttamento di miliardi di proletari ( Cina in primis).

Sotto accusa è sempre il Capitale, anche quello di Marx tanto per non sbagliare.

Questi della teoria marxista non sanno cosa farsene, in generale per loro è una sudditanza intellettuale alla borghesia colta.

Loro invece, ROSSOBRUNI STORICI,eredi di Goebbels ( EX COMUNISTA) sono razzisti, sciovinisti: CERCANO uno schieramento che sia cattivo,fanno del proletariato una plebe pronta ad avallare qualsiasi carneficina in nome del loro fondamentalismo sub culturale.

Giocano a fare i minatori romeni contro gli studenti nel dopo Ceausescu,difendono Putin che, amico di Erdogan, fa massacrare i curdi etc.

Per fortuna c’è un movimento che ancora resiste, che schiera donne in prima linea,oppressi da tutte le guerre, combattenti per la libertà,antifascisti libertari di sempre

Mir, Tupamaros, Vietcong.Ira,maggio francese, l’autonomia operaia di Lotta continua, il messaggio di Pinelli erano cose nobili. ad esempio.

Questi, invece, vanno politicamente cancellati dalla faccia della terra. O dalla feccia della terra.

14.4.2018 Siria sotto attacco dimostrativo: ” La guerra mondiale” è finta, ma il nemico alle porte saranno i profughi… che Dio ci aiuti nei respingimenti…

Anche l’anno scorso Trump gettò 59 missili  sulla Siria di Assad che in loco,come direbbe il  Catarella  di Montalbano, è in prima linea contro il terrorismo islamico per conto di se stesso, di Putin, degli iraniani contro gli israeliani etc.

Questa volta volta la causa scatenante dello spettacolo pirotecnico sui cieli di Damasco è stato il presunto uso di armi chimiche da parte di Assad contro i civili della città di Douma.

L’uso di gas nervino da parte della Russia a Londra contro gli ex agenti del Kgb ha costretto la May ad unirsi alla spedizione dimostrativa contro quel miscuglio di medio orientali filorussi: se il gas fosse usato nelle capitali europee come arma  di distruzione di massa sarebbe un guaio, pensano a Londra.

Ieri notte infatti i missili, ci dicono le prime cronache, sono stati 108 perchè l’attacco, su obiettivi esclusivamente militari, è avvenuto anche da parte di Francia e Inghilterra da sempre schierate su politiche filo atlantiche ( la Francia di Macron finalmente non se la prende  solo con donne di colore partorienti…)

Un generale russo ha dichiarato che 71 missili sono stati messi fuori uso,non si segnalano vittime.

Dire chi ha torto o ragione è impossibile.

Dire  che è meglio che le guerre non ci siano è la scoperta che tutto il genere umano vorrebbe la pace.

Ma la pace in terra è solo per gli uomini di buona volontà.

L’importante per le borghesie nazionali europee, per le autocrazie russe, iraniane, per tutti quelli che hanno interessi in quella regione, che la guerra possa tracciare il perimetro della propria influenza politica e commerciale.

Gli interessi in fondo sono questi.

Si tratta solo di evitare che gli effetti collaterali dei raids occidentali causino la diaspora di masse di proletari diseredati verso l’Europa.

Aver usato gas chimici contro la popolazione civile, se è vero, non può essere liquidato come una faccenda di un ” compagno che sbaglia”, dire che Trump. Putin e Assad non palesino interessi universali di pace e fratellanza fra i popoli è scontato.

La politica estera, dopo la caduta del Muro di Berlino, è così complessa che chi ci capisce è non solo bravo, ma pure profetico sul futuro dell’umanità.

Per quanto ci riguarda l’Italia potrà fare le solite e protocollari azioni: invitare alla pace,promuovere un dibattito internazionale sotto l’egida dell’Onu,fare quindi un governo che sposi l’Atlantismo con il filo putinismo leghista.

Non è difficile questo.

Sarà difficile invece fare un questionario da parte dei nazionalisti nostrani  che recita così:

” scusi lei vuol lasciare la Siria perchè :

1.c’è la guerra chimica, la guerra missilistica, la guerra dei potenti con morte e distruzione;

2.perchè ha perso la casa, perchè non trova un lavoro, o perchè le daranno 36 euro al giorno pranzo e cena inclusi, partite via cavo, telefonini all’ultimo grido?

Salvini è già sul piede di guerra, purchè non gli si tocchino i 48 milioni di euro di denaro pubblico sequestrati alla Lega, è pronto a tutto. Anche ad allearsi con i Cinque stelle.

12.4.2018 Si “schifa il Palazzo”, ma poi si corre per entrare nelle stanze che contano….

I politici sono lontani dalla realtà.

Sono zeppi di privilegi.

Sono una Casta fra le meglio pagate d’Europa.

E’ da dieci anni che suona così la campana a morto della democrazia rappresentativa,

Adesso che l’anti-politica dei Cinque stelle è entrata a Palazzo le istituzioni sono diventate sacre, al punto che i nuovi protagonisti della polis si ergono a custodi etici del palazzo che volevano aprire come una scatoletta ( di tonno?)

E’ una giravolta incredibile, degna di un film comico da commedia all’italiana.

La consultazione della base, per i Cinquestelle si ferma a Facebook e alle piattaforme digitali.

Ne vien fuori “una voce de popolo voce de dio” che è la rappresentazione macabra del giustizialismo più becero, delle dicerie più qualunquiste, dei fideismi più ottusi  e delle facilonerie più grottesche.

Fino a ieri.

Se tutto ciò  venisse da un’ondata di scioperi, di lotte, di blocchi stradali, di tensioni emotive, tipiche della ribellione, sarebbe nientemeno che l’istituzionalizzazione di un processo storico.

Ma è sorprendente che la richiesta di andare in qualche modo a Palazzo provenga da una depressione della rappresentanza, cioè dal contrario di una missione che dia voce a chi non ce l’ha.

Il meccanismo coinvolge tutti senza distinzione di sesso, etnia e religione.  Potere al Popolo , ad esempio, unica formazione di chi ha una storia di contrapposizione, si pone già l’obiettivo delle elezioni europee del 2019, con la finalità di costruire a tutti i costi un partito della sinistra, pena la decadenza stessa del concetto di sinistra.

Chi non ci sta è un disfattista, un parolaio, un capitolazionista, ( termine da terza internazionale).

Insomma l’assistenzialismo delle istituzioni, il saper dove andare a fare politica sembra non aver altro luogo che uno: quel Palazzo che si schifa, che è stato l’origine della diffidenza verso il potere.

Un po’ di consiglieri comunali ( per il territorio), un po’ di consiglieri regionali (per la autonomia delle regioni), se si può qualche deputato ( 3 o 4),magari un posticino in Europa, nei gruppi misti, e il partito ha la sua ragione di esistere

La ragione d’essere è questione troppo filosofica per la politica del fare. L’importante è darsi rappresentanza, darsi visibilità, prendersi sul serio…

Finchè c’è campagna elettorale c’è fede, speranza e carità

 

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