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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Contraddizioni in seno al popolo: italiani rancorosi, ma il 78,2% si dichiara soddisfatto del proprio stile di vita.

Stravaganze del popolo italiano, inutile da governare, come sostenevano Giolitti e /o Mussolini.

Il rapporto Censis ci dice che la povertà assoluta è aumentata del 195%, rispetto al 2007, l’anno prima della crisi mondiale.

Nel contempo siamo al penultimo posto per laureati in Europa, solo la Romania va peggio, l’84% non crede ai partiti,le istituzioni e i sindacati sono messi male.

Ma ecco la sorpresa: il 78,2 % degli italiani si dichiara molto o abbastanza soddisfatto dello stile di vita che conduce.

Certamente, fra qualche giorno, comparirà la notizia che il popolo è sull’orlo del suicidio di massa, la balle o frottole o fake news sono in agguato, sempre e comunque.

Tra i sogni degli italiani c’è quello di avere un lavoro stabile, ma poi si legge che il 25% desidera avere uno smartphone, poi c’è il mito della casa di proprietà.

Non è necessario elencare tutte le cifre, c’è modo di guardarle su Google.

Il risultato della fotografia, del Censis, l’istituto di ricerca socio – economico fondato nel 1964, indubbiamente serio e autorevole, è impietosa,al limite della logica follia di Amleto.

Il rancore, c’è ed è diffuso.

Lo percepisci dalla scontrosità generale, dalla prevaricazione per prendere il parcheggio dell’auto, nei mille atti di quotidiano esercizio della furbizia, dell’approfittarsi del più debole, o del più onesto, della noncuranza verso la cosa pubblica.

Il Censis dice che questo è il frutto della crisi, della paura di perdere quello che si ha, del senso di ingiustizia che prevale non solo tra i poveri, ma in tutti gli strati della popolazione.

Eppure il rancore sembra esprimersi solo nei talk show.

Il popolo  si riempie di odio, dopo essersi riempito la pancia.?

Se il 78% è contento del proprio stile di vita è perchè forse questo è il paese del sole, del mare, ma soprattutto del tirare a campare arrangiandosi a tutti i livelli.

Anche in Germania, però, l’insoddisfazione è stata tanta alle ultime elezioni, in Inghilterra quelli che hanno votato per la Brexit credevano che venissero loro restituiti le tasse pagate per l’Europa…siamo in buona compagnia con il rancore dei paesi del primo mondo.

Per me una cosa è luminosa, e anche accecante:e riguarda lo stile di vita dei paesi” grassi”, con un maiale da sacrificare al giorno, al rito del consumismo.

Da “essere cittadini, si è passati ad essere consumatori”, ma questa è datata.

E’ che da consumatore si è passati ad elettore, con le solite promesse da parte dei partiti che non potranno essere mantenute, la stanchezza è assoluta.

Non è colpa dei politici tutti: la plebe, il branco, la folla urlante, il pagnisteo contro i migranti, sono eventi che non hanno nulla a che fare con la determinazione delle “masse popolari” a cambiare qualcosa.

Mancano ideali compatibili con il dover essere, cioè con un fine che non sia quello di morire per diventare i più ricchi del camposanto, oppure i più connessi in un campo profughi…

E ‘ vero che viene voglia di emigrare in Portogallo e Bulgaria, mete preferite dei pensionati meno abbienti, ma dalla vita non si può avere tutto….

“LIBERI E UGUALI”, ” CORNUTI E MAZZIATI”.

Cornuti e mazziati in italiano(  l’originale viene dall’inglese..)” vuol dire qualcuno che ha subito il danno e la beffa”

E’ così che si sentiranno tanti comunisti, post comunisti, socialisti, socialdemocratici, movimentisti, avventuristi ecc, dopo la fondazione del partito elettorale ” Liberi e Uguali” avvenuta a Roma ieri.

Intanto non si capisce perchè una formazione che vuol essere di vera sinistra abbia cancellato ” SINISTRA” dal nome del partito.

Perchè, uno pensa, forse sbagliando, che non si vuole spaventare l’elettorato, oppure che non si è degni del nome di sinistra, oppure che sinistra ricordava troppo “sinistra italiana”, che è solo una componente del nuovo soggetto politico.

Sta di fatto che il nome sinistra scompare dall’offerta elettorale per la prima volta in Italia dal dopoguerra.

Al di là del nome, comunque, l’operazione ha due vantaggi immediati.

Il primo che sinistra italiana, Possibile e Mdp, le tre componenti che formano la coalizione, andando soli non raggiungerebbero la quota del 3%, necessaria per essere in parlamento.

E qui siamo davanti al buon senso comune.

Poi, ed è la questione più rilevante, è che secondo i costituenti si sta formando una soggetto politico che rompe con il passato renziano di un liberismo blairiano, che ha permesso il Jobs Act, la legge Fornero, la legge Minniti sull’emigrazione e quindi determinato l’astensionismo del popolo della sinistra.

L’obiezione è anche questa di buon senso, ma è falsa.

Fossero tutti come Civati, ad esempio, che lasciò il Pd in tempi non sospetti, oppure Fratoianni, uno potrebbe pure dare un voto di testimonianza e di opposizione.

Ma l’astensione e la delusione degli elettori di sinistra, non viene solo dal renzismo, ma anche, e per me soprattutto,  da quelli che si sono sempre dichiarati di sinistra votando tutto quello che proponeva la segreteria Renzi, fino ad ieri.

Renzi alle primarie, tanto per parlare di democrazia, ha preso due milioni di voti, che cosa si voleva, che lasciasse il partito a chi brindò giusto un anno fa al suo flop referendario?

Victor Hugo sosteneva che l’uguaglianza si basa sull’equità, ci vuole poco a comprendere che il popolo bue di sinistra non si fida molto di chi ha usufruito di privilegi nel tempo della lunga crisi.

Non voglio prendermi troppo sul serio. Non ho motivo di votare Liberi ed uguali, non ho motivo di votare Pd, non ho motivo di astenermi.

Nemmeno posso dire, come tanti compagnucci, ” Non c’è più sinistra, fermate il mondo, voglio scendere”. Non solo è atteggiamento presuntuoso, perchè non è che uno possa volere un partito su misura, ma è anche, secondo me, argomentazione facile e pure idiota.

Sai chi se ne frega se uno non vota a sinistra, l’importante che sia libero da condizionamenti meschini, che sia autorevole nella propria coerenza, poi, anche se cornuto e mazziato, potrà fare la sua parte.

In una sinistra antagonista,senza privilegi di casta,sparsa sul territorio come contro potere fattuale, quella che Liberi e Uguali non ha in programma.

GOODFELLAS ( QUEI BRAVI RAGAZZI)

C’è da vomitare bile a leggere quanti capitali dimorano nei paradisi fiscali delle Cayman e quante barche di lusso esentasse navigano i mari.

I Panama Papers, le carte segrete dei paradisi fiscali, svelano i capitali del povero Briatore, di Vittorio Emanuele, che sparò ad un turista di 19 anni all’isola di Cavallo, prendendo poi in giro i giudici francesi nel dichiararsi innocente, come ammetteva lui stesso in una intercettazione.

Delinquenti fiscali, assassini senza ritegno, speculatori di borsa, padroni di network,masnadieri di ogni feccia se ne fregano di apparire sui network come grandi evasori: a loro non viene fatto quasi nulla.

Eppure Briatore, ad esempio, viene intervistato in Tv come il nuovo che avanza, come quello che senza più avere a che fare con ideologie anacronistiche, fa pure del bene perchè investe i suoi capitali.

I paladini del proletariato mondiale oggi sono gli imprenditori, i manager,i banchieri, i capi di stato staricchi, quelli  che vanno per panfili, yacht,paradisi fiscali, e via di seguito. 

Berlusconi, ad esempio,pure lui  ex miliardario e ora plurimilionario, è tornato come se fosse il conte di Montecristo: dopo una durissima punizione fiscale e dopo aver ripreso  dalla ex moglie 60 milioni di euro, il pregiudicato ritorna in  vetta, da cui però non era mai caduto, promettendo ai poveracci 1000 euro al mese di pensione.

Trump, miliardario benefattore della classe operaia dorme male; pensa a quanti “forgotten dal capitalismo di sinistra”  siano passati a destra grazie alla collaborazione dell’orso sovietico entrato nel circo  degli spioni post guerra – fredda.

Il miliardario  Erdogan, secondo conti off- shore testè trovati nell’ isola di Man, si dice abbia imboscato un’intera fortuna a servizio delle masse islamiche.

Il piccolo milionario Grillo, che discetta da un panfilo sul reddito di cittadinanza, diventerà il motore immobile aristotelico della rivoluzione liberale.

Ex miliardari – milionari sono quelli della famiglia Genovese, che hanno vinto il collegio in Sicilia, come defensor dei poveri pescatori,  a cui hanno trovato 100 milioni di beni nascosti, che sanno di evasione fiscale.Come minimo..

Di miliardari che si mettono nella foto del Quarto Stato, dicendo che i comunisti hanno rovinato il mondo e che ora, invece di distribuire la povertà, si accingono a distribuire la ricchezza,( alla Ronald Reagan), ce ne sono in tutto il mondo.

Che siano dalla parte dei poveracci  è una calunnia per i  poveracci, che comunque accettano l’attenzione dei ricchi mecenati.

Compresi i miliardari di stato cinesi, che all’ombra di Mao, hanno sfruttato il lavoro degli operai e dei contadini per comprarsi l’Africa e le squadre di calcio milanesi.

Putin, l’amico di Silvio, è anche lui ben messo.

Bisognerebbe espropriare i grandi capitalisti di ricchezze, certo accumulate non con spirito weberiano, da etica protestante, ma con l’arroganza del capitalismo vincente  che recita: senza capitali non c’ vita, nè speranza, e a questo punto neanche carità.

Non  è possibile.

Basterebbero, però, dei normali controlli fiscali  almeno degni di questo nome,per fare una patrimoniale sui grandi capitali, per tentare almeno di arginare la fame del mondo.

Soprattutto i miliardari dovrebbero  smetterla di stare,  a parole, dalla parte dei poveri. Se non ci fosse povertà e diseguaglianza con la smodata ricchezza, non ci sarebbe povertà. Sono i poveracci che fanno vivere i ricchi e non viceversa.

Ma quando leggi che la web tax è stata spostata di un anno in Italia, che si parla di flat tax per incrementare la ripresa, allora è chiaro che i capitali non solo non hanno  colore, ma hanno tutte le virtù della terra. E un difetto

La violenza della sopraffazione.

 

 

 

 

 

 

 

iscali, svelano i giri dei vari Briatore Vittorio Emanuele, l’assassino della otte del 17 ag

A chi afferma che il nazifascismo di oggi è solo folclore, ” sputategli addosso”.

Francesco Storace, che sta facendo la campagna elettorale per Salvini, ha commentato l’intrusione nazista a Como nel centro di accoglienza come folclore, come sceneggiata.

In fondo dice il fascista mai pentito, non hanno usato nè olio di ricino, nè coltelli, hanno solo disprezzato la democrazia, aggiungo.

Che Storace, Alemanno, Meloni,  Salvini,Berlusconi ( disse che il Duce aveva fatto bene, tranne le leggi razziali), trattino il fascismo risorgente in tutta Europa, come folclore, in fondo è una prevedibile banalità.

Il fascismo è incompatibile solo con la democrazia, non con la democrazia reazionaria della destra italiana, che si è inventata il pericolo rosso tutta la vita.

La destra reazionaria, si presenterà alle elezioni compatta.

Rischiamo di ripeterci.

Senza esagerare, alcuni osservatori internazionali che studiano i fenomeni di ritorno del nazismo come partito di massa nell’Est e pure nell’Ovest ricco, Germania e Austria in primis, ( Lenin diceva che si parla di politica quando c’é almeno un milione di persone coinvolte), sono convinti che lo stato liberale, lo stato della democrazia borghese sia in crisi proprio per il rigurgito nazionalsocialista.

Il 68′ dei padroni delle multinazionali, con la conseguente disuguaglianza crescente ha generato un nuovo – vecchio fascismo che, è meglio ribadirlo, si sposa con il nazionalismo del prima gli italiani, prima i tedeschi, prima i britannici, prima i francesi, prima gli americani etc.

In Italia il fascismo e il nazismo della porta accanto si chiama populismo.

Chi come me e tanti lettori di questo blog il 12 dicembre del 1969 aveva diciotto – venti anni, sa benissimo che il neofascismo di allora, residuo della repubblica sociale italiana, era paradossalmente meno pericoloso di quello di oggi.

Non ha mai rischiato di andare al potere, fingendosi altro.

Oggi, invece, lo squadrismo “pacifista” dei naziskin di Como e in genere di Forza Nuova, Casa Pound e varie galassie nere,dimostra almeno due cose.

La prima.

Che anche i fascisti non vogliono ricorrere alla violenza apertamente ( detto in altri termini: per ora non cercano il morto), perchè avrebbero tutti contro.

Nel senso che i complici e i protettori del fascismo biologico temendo di essere smascherati dovrebbero fare i conti con il proprio passato.

Anche se negli stadi, nelle ronde contro gli immigrati, nel pestaggio di giovani di sinistra qualche randellata ci scappa.

La seconda.

E’ che la violenza strisciante, culturale, antropologica, razziale di nonno Adolf e Benito è un pensiero unico, che oggi trionfa. anche fra persone che mai diresti..

L’enfasi strumentale della famiglia,della patria, del lavoro, della razza, della religione non sono opinioni qualsiasi. Sono vere e proprie idee fondanti il Male Assoluto.

Altro che folclore, altro che faccetta nera, altro che ” saluto al Duce”.

E’ l’Olocausto il motore immobile di simile schifezza morale e intellettuale.

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O TEMPORA O MORES, “CHE TEMPO CHE FA”, pena.

Ve bene che Fabio Fazio, conduttore di “Che tempo che fa”, doveva resistere all’attacco di Giletti su la 7: lo share è una guerra santa.

Ma la scelta di invitare, domenica scorsa, Silvio Berlusconi per un’intervista sulla sua ridiscesa in campo è stata un rimedio peggiore del male.

Timoroso di cadere nella trappola dell’antiberlusconismo, forse, il conduttore, una volta collocato nell’area progressista di Rai 3, ha condotto una pessima e servile intervista, una pagina squallida di televisione.

 

Non solo perchè Berlusconi ha dichiarato in un monologo senza contraddittorio le solite falsità sui suoi governi, ma perchè Fazio non ha battuto ciglio quando Berlusconi ha menzionato Dell’Utri, come uomo eccezionale, un padre di famiglia, cattolico, bibliofilo,un povero detenuto politico…

Ora uno può avere la faccia di tolla che vuole, può ritornare a fare politica anche a cent’anni, può anche considerarsi immortale, ma tessere, senza la benchè minima replica, gli elogi di  Dell’Utri, condannato definitivamente per i suoi rapporti con la mafia, è troppo. ( anche se oggi dire troppo per certe schifezze è forse inutile).

Berlusconi è libero di credere Dell’Utri innocente, nel contempo è libero di stimare il comandante generale dei carabinieri quale futuro presidente del Consiglio, ma non è libero di essere reticente in termini politici sulla mafia, di sminuire il lavoro e la dedizione di migliaia di cittadini che lottano contro la criminalità mafiosa,  ignorando la sentenza dei giudici che ha condannato il Bel Marcello alla detenzione.

Tutto ciò non in  una televisione targata Biscione, ma sulla rete pubblica.

La paura di fare dell’antiberlusconismo avvantaggiando Berlusconi, sembra la paura di chi sostiene che più denunci le malefatte più aumenti i malfattori.

Cosa vuol dire? Che non devi dire le cose come stanno solo perchè favorisci chi mente sapendo di mentire, cioè chi è in buona fede, come nel caso di Silvione padre nostro.

Che Scalfari dica che preferisce Berlusconi a Di Maio non mi interessa, ma Berlusconi, miliardario vittimista, se proprio ci tiene,  si pronunci sulla revisione del processo, se  ritiene Dell’Utri innocente.

E Fabio Fazio recuperi lo share su Giletti cercando, se può, di non scambiare il servizio pubblico per il lavoro dei servi, dei servi, dei, servi, dei servi, dei servi…

 

25.11.2017 Giornata della violenza sulle donne: ” non una di meno”, ma tante di più….

Ovunque vada,trova

il vuoto dei miseri tempi;

una situazione in cui può procedere senza timori,

diventando allora un profeta;

su macerie appoggia 

questa canaglia i suoi piedi,

e fa sibilare i suoi saluti

nel mondo sbalordito

Poesia di Gottfried Keller, poeta zurighese del XIX secolo, allegata da Hanna Arendt in una lettera a Jochim Fest,

Può essere il ritratto della  violenza sulle donne. Banale,animale, psicologica, fisica,criminale, assassina: da processo di Norimberga…

In Italia, paese del G8, i lavoratori hanno stipendi fra i più bassi d’Europa. La risposta a questa iniquità non sta più nella lotta, ma nel lavoro nero, negli straordinari, nell’arte di arrangiarsi. Ma oggi non basta più.

Oggi nel giorno del Black Friday, D- day del consumismo globale born in Usa, scioperano i lavoratori di Amazon.

Lo possono fare perchè sono assunti a tempo indeterminato

Il   tema delle pensioni, che vede di fronte la Cgil e il governo per l’allungamento dell’eta’ pensionabile a 67 anni nel 2019, si intreccia così con il vero problema del rapporto fra salariati e imprenditori (  nuovi operai e  padroni di sempre, privati e non).

In Italia si andava in pensione con vent’anni di contributi, ma si lavorava e si lavora con stipendi che in altre parti d’Europa ( Portogallo, Grecia esclusi), sono considerati ridicoli.

Una volta,  come già scritto a iosa,  regnava il socialismo reale all’italiana targato PCI – DC. Era un pasticcio socialdemocratico – clientelare, ma funzionava in senso anti -liberista.

Si andava in pensione a 45 anni, lasciando un posto statale ad un disperato che guadagnava  poco,ma  in compenso aveva un posto sicuro.Il costo dello scambio generazionale era quello di un lavoratore europeo, per la stessa mansione.

Nel frattempo mangiavano in due, soprattutto al Sud , abbandonato a mafia e clientelismo.

A 45 anni, dopo la baby pensione, chi poteva  trovava un lavoro al nero,pure al Nord.

Così quando si andava a votare i lavoratori potevano votare PCI per l’emancipazione statuale della classe operaia, i padroni e i padroncini Dc, senza paura di farsi  troppo male in tempi di guerra fredda e grande conflittualità sociale.

Con il terzo millennio il socialismo reale” alla salsa col pomodoro “,è andato a farsi benedire.

La modernizzazione dell’apparato industriale ( intelligenze artificiali e/o computer) e la crisi hanno disintegrato centinaia di migliaia di posti di lavoro e impoverito milioni di lavoratori.

I disoccupati, come il marxismo scolastico insegna, tengono bassi i salari,  la lotta non paga più, quello che si può fare è lo straordinario, anche pagato poco.

Chi non fa straordinari, ed è un nuovo assunto con  il Jobs act, rischia di essere lasciato a casa, comunque. ( senza articolo 18).

Tentare uno sciopero a 700 euro al mese, quando va bene, è da kamikaze.

Non  si può fare, i diritti sono stati annullati dall’accoppiata Riforma Fornero – Jobs act.

Entrambe le leggi  furono votate dalla sinistra, pure quella che si dice di sinistra al cubo.

La ricchezza in questo modo è gettata in pasto alla muta dei disperati:  poveri, meno poveri, più poveri, poveracci ( immigrati).

Ha ragione Landini: oggi anche chi lavora può cadere in povertà.

Cosa c’entrano le pensioni?

La risposta è  semplice:lavori di più, con il contributivo avrai meno salario, se hai 50 anni sei fregato.

In più, diventi ancora più povero, la prole, se c’è, non trova un impiego per via dell’aumento dell’età pensionabile.

Se sei una donna peggio per te.

A detta di più statistiche, le donne italiane sono quelle che dedicano più tempo, oltre al loro lavoro,alla famiglia, ai genitori, ai portatori di handicap, alle cure in generale in tutta l’Unione europea.

Conclusione.

La lotta sull’età pensionabile è il canto del cigno di un sindacato che per vent’anni ha sottovalutato precarietà,contratti atipici, caporalato, etc. e ha ignorato , con complicità, che il lavoro precario diventava schiavo di fatto del profitto più brutale.

 

Il sindacato, nella sua casta,ha fatto, tra l’altro, da ascensore sociale ai vari politici di sinistra diventati onorevoli ( ma c’è anche la Polverini che è di destra), come i Damiano, i Cofferati, gli Epifani, tutta gente de sinistra oltre la sinistra.

Ora, ma non lo scrivo certo in solitudine,e’tardi,anche se è meglio tardi che mai.

C’è solo un dettaglio: la legge sulle pensioni fu votata da Bersani segretario PD e altri per via del pericolo default. Il jobs act, pure.

Oggi, appena tocchi le pensioni, Bruxelles si inquieta, a maggio il nuovo governo dovrà fare una manovra correttiva. E si ricomincerà da capo.

 

 

 

 

 

 

 

Autunno freddo per collettivi studenteschi, okkupazioni a picco. Riti stanchi e vuoti… dicono. Manca la passione. Adesso la scuola funziona?

Come professore ho assistito e anche partecipato a 36 anni di occupazioni e manifestazioni studentesche, partendo dagli anni di piombo del 1977.

Alcune furono imponenti come nelle drammatiche giornate di Fausto e Iaio a Milano e di Moro a Roma

Poi vi furono quelle degli Anni Ottanta, con l’onda lunga del femminismo,  e contro la ristrutturazione capitalista a fianco degli operai.

Quindi su, su, fino alle stragi di mafia del 1993, alla prima guerra del Golfo, Genova G8 , seconda guerra in Irak, contro il governo Berlusconi etc.

Con l’anno 2000 entrò in scena. come epicentro della rivolta, l’autogestione.

Se la protesta, che prevedeva collettivi nelle classi, occupazione di spazi pubblici come aula magna o palestre, veniva promossa durante i governi di centro – sinistra , era conseguenza di promesse disattese da parte dei vari ministri dell’istruzione di sinistra, che governavano come la destra.( mancavano i fondi)

Se la destra, in primis Gelmini, tentava qualche timida riforma era la fine del mondo: mancavano sempre i fondi per la scuola, i più bassi d’Europa.

Gli insegnanti o partecipavano ai collettivi ( pochi), o rimanevano in sala professori a correggere i compiti.

Quelli del PCI, PDS, DS PD,ogni tanto erano più reazionari dei loro colleghi di centrodestra,soprattutto quando al governo c’era Prodi, e l’autogestione veniva giudicata come funzionale al berlusconismo.

Quelli di centrodestra non erano  decisamente contro gli studenti, alcuni ascoltavano e aiutavano pure i ragazzi a comprendere le varie tesi, altri pensavano al prossimo compito in classe.

Poi c’erano gli insegnanti autonomi della Gilda e dello Snals, battaglieri per i propri stipendi, asettici o assenti nel sostenere  le richieste degli studenti.

Comunque parlare di professori di destra e sinistra a scuola è riduttivo: i bravi professori non hanno colore politico, non discriminano per le idee: c’erano cialtroni a sinistra come a destra.

Infine c’erano quelli della zona grigia del tirare a campare, come in tutte le vicende umane ( il suono della campanella era liberatorio per tutti).

Lo psicodramma avveniva quando dall’autogestione si passava all’occupazione. Assemblee con genitori.

Sacchi a pelo invece di cartelle e zainetti.

Rave party alla sera con immancabile scasso di maniglie, porte, estintori.

Molte canne come da prassi  del movimento.

Alcuni presidi  minacciavano l’intervento della polizia, che mai arrivava,commissari e questori si dimostravano più saggi di alcuni docenti ( anche le forze dell’ordine hanno figli che vanno a scuola).

Repressione il giorno dopo la festa  soprattutto per i più piccoli ( prima e seconda liceo), che avevano in qualche modo partecipato alle sommosse popolari.

Il clima insurrezionale finiva a dicembre, a gennaio c’era la pagella.

Ora il periodo mitico si è trasformato nella cogestione, dove insegnanti e studenti, con la presidenza e genitori,organizzano giornate alternative di studio e approfondimento su temi di attualità come guerre, crisi economiche, questioni legate ai diritti civili,etc.

La partecipazione c’è ma non è passionale.  I ragazzi sono lontani oggettivamente da dispute ideologiche, guardano la politica da lontano, come fanno d’altronde i loro genitori.

Allo storico liceo ginnasio di Roma , il Virgilio, la preside ha denunciato che il collettivo intimidisce gli studenti: si parla di bombe carta all’intervallo, di feste notturne all’insegna di sesso, droga e musica a “palla”.

Ma è un’eccezione,nemmeno tanto interessante: un remake da filmetto all’Alvaro Vitali rivisto con facebook.

I ragazzi si muovono su obiettivi concreti come le scuole piene di amianto, la mancanza di strutture, di insegnanti, la difficile prospettiva di inserimento nel mondo del lavoro e università.

Grazie a Dio la vita continua e la scuola  pure.

Va  avanti, grazie al lavoro di tanti insegnanti, lo studio di tanti studenti che sono migliori di quello che si dice.

( Galli della Loggia e Panebianco non mancano di ricordarci che insegnanti e studenti sono una massa di ignoranti….Beati monoculi in terra caecorum..)

Il tempo delle occupazioni è finito, la crisi ha sempre più diviso i giovani fra abbienti e meno abbienti,ma quello che era il tempo in cui la scuola si apriva al mondo non era il male. Anzi.

Dava il senso ai ragazzi che puoi vivere, studiare e lavorare, fare il tuo dovere, senza pensare solo a te stesso.

Non era poco, con tutti i limiti del caso.Non è nostalgia, la mia, è che lottare per i propri diritti,a non è mai stata una moda.

LA “SINISTRA RADICALE ” DI PALAZZO è socialdemocratica, la sinistra riformista è neoliberale… Ma il dibattito è una tavola rotonda per teste quadre.

Anche il  moderatissimo Michele Serra, ha scritto che, insomma, Grasso e Boldrini, come  leader della nuova sinistra sono molto istituzionali e di Palazzo.

E possono essere percepiti come casta privilegiata, ancora una volta.

Nessuno mette in dubbio le capacità di Pietro Grasso e Laura Boldrini nell’espletare le funzioni di presidenti delle camere:lo fecero anche Casini, Bertinotti, Fini con buoni risultati istituzionali.

Grasso o Boldrini potrebbero fare i presidenti della Repubblica in futuro, nessuno avrebbe da obiettare l’autorevolezza della loro postura istituzionale.

Ma una sinistra che vuole riconquistare i territori dei quartieri poveri con la militanza dall’alto è alquanto   discutibile.

Quando i giornalisti visitano il municipio di Osia non trovano fascisti inquadrati ideologicamente.

Ci sono persone che vivono in condizioni subumane, che  dichiarano tranquillamente che al momento del loro sfratto, o al momento di fare la spesa,con pochi soldi c’era ad aiutarli solo Casa Pound ( modello Alba Dorata greca).

A Ostia ieri ha votato il 30%.

Hanno vinto i cinque stelle, forse con i volti di Casa Pound ( o forse no).

I fascisti del terzo millennio spiegano ai giornalisti  di Piazza Pulita perchè è giusto massacrare i migranti di colore…tanto per non farsi mancare nulla.

I problemi di Ostia e dei quartieri degradati dell’Italia intera non saranno risolti da una squadra di “sinistra oltre la sinistra”, che presenta come leader i nomi del bel mondo radicale provenienti dal facile anti-berlusconismo degli ultimi vent’anni.

La sinistra radicale, vuole salvare almeno il keynesismo come possibilità di perequazione sociale. Parla  di ricchi e poveri, ma i poveri lo sanno benissimo di essere poveri, e i ricchi di essere più ricchi.

Gli italiani sono più poveri degli anni settanta e ottanta, i giovani fra i più disperati d’Europa, 13 milioni non hanno soldi per curarsi, dal 2007 la povertà è raddoppiata.

Cosa vogliamo fare?

Una mozione sentimentale degli affetti verso i proletari per celare i difetti di una elite di sinistra poco rappresentativa, borghese, di alti studi e analisi, organica a se stessa e al proprio potere politico?

E’ meglio un serio centrista riformatore o un ciarlatano di sinistra trincerato dietro i propri privilegi di classe?

“Er popolo bue e somaro”, quello che non ragiona che con il basso ventre, direbbe platone ,ormai è in libera uscita.

Per andarlo a recuperare ci vogliono i soldati di sempre: volonterosi militanti, che si affaccino sulle miserie altrui, con l’umiltà del lavoro quotidiano.

Dove trovarli?

Sui territori ci sono , comitati,sindacati,collettivi, associazioni di volontariato ( queste ultime non solo di sinistra), che in qualche modo portano avanti con decenza istanze di giustizia sociale e diritti civili e che non hanno bisogno di trovare un partito di riferimento solo per le elezioni.

Tirare  la nocciolina dell’umanesimo socialdemocratico alle disorientate masse dell’astensionismo è una procedura di fatto incontestabile: fuori dal Pd,che fai, se vuoi fare la sinistra di Palazzo?.

La sinistra antagonista e radicale, sarà pure sgangherata, ma è un’altra cosa.

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