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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Fascio leghisti e soci sono incompatibili con i valori della repubblica antifascista…..gli italiani plaudono, per ora.

I leghisti e i grillini sono sempre sulla breccia

Il ministro dell’interno querela Saviano dopo aver minacciato di toglierli la scorta perchè questi avrebbe postato su Facebook un giudizio poco benevolo verso il Nostro.

Di Maio, ministro del lavoro, minaccia di liquidare Boeri presidente Inps perchè questi avrebbe espresso delle perplessità sul decreto dignità che promette licenziamenti e non incremento della occupazione, (si vedrà).

Toninelli, ministro Trasporti apre la bocca solo per dichiarare che i porti sono chiusi. La Cei conferenza episcopale dei vescovi lo bacchetta per la sua ideologia prussiana coi poveracci, non certo con Salvini e i 49 milioni dispersi nel mare dei paradisi fiscali.

Dopo aver candidamente dichiarato che la notizia della donna con il figlio  lasciata morire in mare dalla guardia libica( secondo l’ong catalana open arms) era una fake news (  come quella che Ronaldo è zoppo..), Salvini ha pure rincarato la dose dicendo che lui tira vanti per la sua strada.

In pieno delirio di onnipotenza trumpiana vuole mostrare a tutti i suoi fans che lui è uomo di parola. Quello che ha promesso fa.

Così il nuovo Conduttore ( dux è offensivo) si è assicurato un posto al sole per anni

Dopo gli sbarchi ci sarà il problema della deportazione dei clandestini, poi quello della sicurezza e della legittima difesa, senza dimenticare che i centri sociali diventeranno il cancro anarco – comunista da liquidare.

Un giornalista come Pansa che scriveva sulla VERITA’ di Belpietro fino a ieri alla domanda su Salvini ha candidamente risposto:” è una fascista”.

La Cassazione ha assolto Ferrero segretario di Rifondazione che aveva apostrofato Salvini come nazista.

Oramai è acclarato: fascista e nazista più nella  mediocre pavidità che nella concettualità teorica che non conosce.

In realtà i comportamenti del governo sulla questione umanitaria  sono incompatibili con una repubblica nata dalla Resistenza: la presidenza della Repubblica lo sa ed è seriamente preoccupata.

I ministri degli esteri tedeschi e austriaci sembrano stravedere per il negazionismo dei diritti dell’uomo: più disumanità, più prammatismo, più nazionalismo, più fascismo.

L’Europa” bianca”, dopo aver scaricato sull’Italia il proprio egoismo, tenta di interessarsi alla questione, ma la vera questione sarà per l’italia il debito pubblico e lo spread.

Così dopo il sangue versato dalla guerra di liberazione ora ci troviamo ministri che si  comportano come se la liberazione dal nazi – fascismo e dei suoi disvalori fosse stata come una  battaglia per le quote latte.

Gli italiani ipnotizzati dalla gazzarra della mediocrità fra un po’ andranno in ferie. Dimenticando i bimbi sul fondo del Mediterraneo.

 

la storia che dà fastidio:l’anticomunismo come missione del nazionalsocialismo con la benedizione della borghesia

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4. VIENNA

Hitler però cercava pretesti per fondare il suo Reich millenario. E li cercava in tutti i modi.

Intanto doveva ritrovare lo spirito di un Reich che poteva esserci solo fra coloro i quali non erano ebrei, o meglio erano ariani, o meglio austro – tedeschi.

Così in successione vennero Vienna, Monaco, Praga e quindi Varsavia.

Nel 1938 correvano le voci sull’impreparazione dei tedeschi alla guerra, l’espansionismo violento della Germania doveva prevedere così delle tappe intermedie.

Una di queste fu Vienna e l’invasione dell’Austria.

In Austria aveva governato dal 1932 al 1934 Engelbert Dollfuss che il 12 febbraio del 1934 sferrò un attacco micidiale contro i quartieri operai di Vienna massacrando donne, bambini e socialdemocratici.

Il massacro fascista era stato attuato dall’esercito distruggendo di fatto la democrazia in Austria.

Ma Dollfuss, cristiano – fascista, amico di Mussolini, il 25 giugno del 1934 cadde sotto il piombo di un contingente delle SS austriache.

In quel caso Hitler era stato sul punto di proclamare” l’annessione” quando il colpo di stato fallì.

Ma nel 1938 l’ex imbianchino fu favorito inconsapevolmente nei suoi intenti criminosi dal cancelliere austriaco Kurt Von Schuschnig, un fascista non germanofilo, che promulgando un decreto per un plebiscito con lo scopo di rafforzare la sua posizione nell’affrontare le violenze dei nazisti austriaci, di fatto forzò la mano al Führer.

Hitler prima di invadere l’Austria si rivolse all’amico Mussolini che aveva dichiarato che i confini di quel paese confinante con l’Italia sarebbero stati difesi strenuamente e che a proposito aveva fatto marciare le truppe italiane verso il Brennero.

Le parole del Duce, però, risultarono pura retorica.  Mussolini aveva invaso l’Etiopia, poi aveva partecipato alla guerra civile spagnola del 1936, contro i rossi repubblicani. L’asse nazifascista era ben saldo.

A questo punto invece dei cannoni bastarono alcuni colpi di telefono per fare dell’Austria una parte della Germania nazista.

Il principe Filippo d’Assia, marito di Mafalda di Savoia, inviato speciale di Mussolini presso Hitler, dichiarò che “l’Austria è per lui una questione oramai risolta”.

E Hitler rispose”: “la prego di dire a Mussolini che non lo dimenticherò mai”.

In una comunicazione telefonica fra Londra e Berlino venne chiarito che il ministro degli esteri Joachim Von Ribbentrop in missione a Londra, aveva ricavato un’ottima impressione di Neville Chamberlain.

Halifax ministro degli Esteri britannico concluse i convenevoli sostenendo che” la vera questione è la Cecoslovacchia”.

Il 13 marzo fra rintocchi di campane Hitler entrò a Vienna: la repubblica austriaca decadde e venne annessa al Reich.

L’Anschluss era compiuto

 

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dalla prossima settimana 2 articoli, uno di storia l’altro di attualità ciaoooooooooooooooooooooooooo

Cuore a sinistra,portafoglio a destra:Carlo Marx era un radical chic perchè il vitalizio lo pagava Engels?????

Carlo Marx non era un proletario.

Era un filosofo, borghese di nascita, che fondò il comunismo.

Oggi sarebbe considerato un radical chic da una pletora di parolai qualunquisti e pure fascisti che non riconoscono che qualcuno può essere più colto di loro, più generoso di loro, infine più uomo e umano di loro, anche se proviene dalla borghesia.

Però è anche vero che i cosiddetti radical chic di oggi non sono più la borghesia colta al servizio della causa operaia mediante studio, passione, arte, pubblicistica. ecc.

Alcuni sono patetici buffoni ( Capanna che difende i vitalizi), altri che si fanno fotografare con maglietta rossa e orologio Rolex se le vanno cercare.

Insomma l’intellettuale organico gramsciano al servizio della classe operaia è diventato negli ultimi vent’anni una macchietta della sinistra fru fru che ha poco a che fare con l’emancipazione degli ultimi.

Se è cambiato il proletariato, la borghesia anch’essa è mutata: da borghesia liberale a borghesia nera da una parte, da rossa a rosatellum dall’altra.

La borghesia rossa autoreferenziale con le sue barche e le sue spiagge, con il suo anticonformismo di maniera, con le sue letture intelligenti, escursioni intelligenti, libri di grido  comunque richiamava la gloriosa storia del movimento operaio.

Ora molta sinistra, vista l’età  avanzata e la storia accumulata non solo è classe dirigente, ma è vero e proprio POTERE i profitti sono loro e la cosa a cui sembrano tenere di più è mantenere il proprio status di “cuore a sinistra e portafoglio a destra”.

Strano davvero.

Una volta quando c’erano i comunisti veri la borghesia reazionaria diceva che il fattore K era il muro che si ergeva contro il progresso e la democrazia. Ora dicono che comunisti veri non ce ne sono più, o meglio i comunisti sono solo quelli ricchi.

Così i radical chic, quelli che vivono nella dacia del capitalismo dal volto umano, quelli che nel socialismo reale sarebbero stati bollati come nomenclatura sono rimasti con il cerino in mano.

Non servono alla causa dei disgraziati, non servono alla causa degli sfruttati. Scrutano l’orizzonte del capitale sperando che il patrimonio di famiglia consenta loro la libertà del bel gesto.

Sperando che da qualche parte risorga il comunismo che incrementa il patrimonio di famiglia.  hanno pure loro fallito più da borghesi che da comunisti :  la borghesia non viveva di rendita.

Come in tutte le cose non si può generalizzare, chi è coerente e onesto con se stesso può essere radicale e anche chic, nel buon gusto di non giudicare il fallimento del proletariato come soggetto RIVOLUZIONARIO.

 

 

 

Ieri i giudeo – comunisti, oggi i migranti:capro espiatorio di lotta e di governo per i penta fascio leghisti

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ILCAPRO ESPIATORIO DELLA FRUSTRAZIONE E DEL FALLIMENTO UMANO HA SEMPRE TROVATO IL PARADISO NELLO STERMINIO DEL DIVERSO

Tratto da PIERLUIGI RACCAGNI

IL RACCONTO DELLA GUERRA GIUSTA, QUANDO L’ANTIFASCISMO SALVO’ LA CIVILTA’ – LA SVASTICA SULL’Europa volume I

8.LA NOTTE DELLA MATTANZA

Il 7 novembre 1938 un ebreo – tedesco diciassettenne di nome Herschel Grynszpan, ferì mortalmente a Parigi il terzo segretario dell’ambasciata tedesca in Francia.

L’ironia della sorte è che il terzo segretario venne scambiato dal giovane per l’ambasciatore Johannes Von Welczeck.

Rath, in compenso, questo il nome del terzo segretario, era spiato dalla Gestapo, come antinazista.

Due giorni dopo, Hitler e Göring celebravano l’anniversario del putsch della birreria.

Era l’occasione giusta per una “spontanea reazione del popolo tedesco” contro la violenza dei giudei.

La costernazione di Göring fu autentica: l’amico di Hitler, amava le cose belle e disse ad Heydrich che “invece di distruggere tante cose belle, avrei preferito che uccideste duecento ebrei”.

La notte dell’odio nazista provocò la distruzione di 815 botteghe, l’incendio di 171 abitazioni, l’arresto di 20.000 ebrei e l’uccisione di trentasei.

La Kristallnacht fu un evento di straordinaria rilevanza perché non solo fu un’aggressione su scala nazionale contro gli ebrei, ma fu chiarito che gli ebrei, tutti gli ebrei censiti in Europa, ma forse nel mondo, secondo i piani di onnipotenza del nazismo, sarebbero stati eliminati con il dovuto spargimento di sangue.

Inutile far finta che ciò non influì sulla seconda guerra mondiale:

“Poi i soldati del cordone ordinarono agli ebrei di alzarsi…la folla seguiva gli ebrei …….

…tutti si dirigevano verso quello che veniva chiamato … il cimitero dei cavalli, lì era già stata scavata una trincea……

…Certo non partecipavo alle esecuzioni, non comandavo i plotoni, ma questo non faceva una gran differenza….

Fin dall’infanzia mi ossessionava la passione per l’assoluto e per il superamento dei limiti, ora quella passione mi aveva portato sull’orlo delle fosse comuni…

E se poi la radicalità era quella dell’abisso, e se l’assoluto si rivelava il male assoluto, bisognava comunque, di questo almeno ero intimamente persuaso, seguirli fino in fondo, a occhi ben aperti.

E un editoriale del foglio ufficiale delle SS “das Schwarze Korps” così recitava:

“Gli ebrei devono essere cacciati dai nostri quartieri residenziali e segregati in luoghi dove vivranno soltanto loro, con il minimo contatto possibile con i tedeschi…Lasciati a loro stessi quei parassiti si ridurranno in miseria….

L’editoriale così proseguiva:

“Nessuno si illuda tuttavia, che rimarremo imbelli, limitandoci a guardare. Il popolo tedesco non ha nessuna intenzione di tollerare la presenza nel proprio paese di centinaia di migliaia di delinquenti, che non solo si assicurano di che vivere con il delitto, ma pretendono anche di farsi vendetta.

Centinaia di migliaia di ebrei impoveriti diventerebbero un fertile terreno per il bolscevismo e per tutta la critica subumana dei criminali politici.

In una situazione siffatta ci troveremmo di fronte alla dura necessità di sterminare la malavita ebraica allo stesso modo in cui, governati come siamo dalla legge e dall’ordine, siamo abituati a sterminare ogni tipo di criminale; col ferro e col fuoco.

L’esito sarebbe l’effettiva e definitiva scomparsa del giudaismo in Germania, il suo annientamento totale,

Cfr.Daniel J. Goldhagen, I volenterosi carnefici di Hitler, Milano 1997 pag.153

” Intorno alle posizioni estremiste di Salvini avverto lo stesso consenso..che nel 1937 sentivo attorno a Mussolini” ( A.Camilleri).

A parlare in questo modo non è un ex brigatista.

Andrea Camilleri 93 anni, “padre del commissario” Montalbano in un’intervista a” la  Repubblica” è molto esplicito: l’atmosfera di entusiasmo verso un uomo forte che fa male ai più deboli, ricorda quel clima di euforia che circondava Benito Mussolini nel 1937, un anno dopo la presa dell’Etiopia , un anno prima delle leggi razziali.

Non è assolutamente un’esagerazione, nè tanto meno una sparata da buonista o radical chic,per dirla con linguaggio penta- fascio leghista.

Un ministro dell’Interno che con linguaggio mafioso minaccia Saviano sulla possibilità di mantenere la scorta, un” simpatico cazzone” ( per dirla alla Damilano, vedi Espresso), che vuole togliere gli investimenti sull’accoglienza per impiegarli nei respingimenti sembra la continuazione di quel fascismo che, secondo Camilleri, in Italia non è mai morto.

Stava lì in attesa dell’uomo della Provvidenza: Berlusconi somigliava più a Peron, Salvini più a Mussolini, anche se è meno colto, meno carismatico, meno fascista, ma più pavido senz’altro.

Agli italiani piace il Duce, ai tedeschi zio Adolf, ai francesi Napoleone, ai russi lo zar, agli americani j. Wayne: sembra la sequela dei luoghi comuni, ma un fondo di verità c’è nella fenomenologia dei vari Salvini, Putin, Trump,ecc

Il fondo di verità è che il principio socratico della maieutica, ( il tirare fuori la verità dall’individuo mediante la filosofia), si è capovolto nell’arte del tirare fuori il peggio dall’ignoranza e dalla meschinità delle  persone. In italia la controrivoluzione continua.

Di Maio e Conte sembrano le icone del Re Sciaboletta e di Galeazzo Ciano.

Tutti però finirono male.

Crisi della sinistra mediocre ( 1) Hanno massacrato il proletariato giovanile, adesso che è andato a destra lo rimpiangono…..

Bersani al quotidiano” la Repubbica” ha dichiarato che è venuto per lui il momento di fare un passo indietro.

Dopo 4 mesi di Leu l’ex segretario del Pd ha capito che la prateria a sinistra, che lui immaginava di attraversare sul cavallo della socialdemocrazia, è finita in vacca: o meglio nei voti dei grillini e della lega.

In conclusione il compagno Bersani nell’intervista fa un mea culpa generalizzato: sinistra parlamentare, radicale, comitati ecc hanno fatto tutti l’errore di trascurare i bisogni del proletariato, staccandosi dai territori, e quindi chiudendosi al cambiamento.

Niente di più ambiguo come sempre.

E’almeno dai primi anni duemila che è esplosa la questione del precariato, della mancanza stabile di lavoro, dello spaesamento di milioni di giovani nell’affrontare la globalizzazione,con le sue guerre, con le sue devastazioni morali.

Bersani e compagnia cantante dove erano a Genova nel luglio del 2001?

Da che parte stavano quando il governo a trazione destra reazionaria reprimeva lotte di quartiere dei centri sociali sulla casa, sull’antifascismo, sullo sfruttamento del lavoro giovanile?

Non lo sappiamo.

Anzi lo sappiamo benissimo.

Stavano a guardare comodamente seduti dalla parte storica della democrazia dove l’anti-berlusconismo era diventato un mestiere alla pari dell’anticomunismo di berlusconiana memoria.

Solo la Fiom, per chi ha la memoria corta, ad esempio aveva tentato sull’occupazione una lotta giusta e sacrosanta come quella dell’abolizione dello straordinario programmato e detassato.

A Pomigliano d’Arco scioperarono in cinque, senza che il Pd sulla questione si chiedesse almeno il perchè e il percome.

Quando per più di un decennio la vitalità giovanile e l’antagonismo dei centri sociali, che chiedevano in fondo una società più giusta, più moderna, piu’ vicina all’ambiente, più vicina soprattutto ai migranti, è stata trattata con il disprezzo che si dà ad un nuovo estremismo ( vedi black bloc), vuol dire che non solo non si era capito nulla, ma che si credeva che bastasse dare la nocciolina del politicamente corretto alla rivolta giovanile per portarla dalla parte giusta ( a votare PD)

Il fallimento del moderatismo autoreferenziale di Bersani e sodali ha comportato  questi a tenersi stretti i privilegi di classe acquisiti,rinunciando all’onere delle proprie idee.
Risultato: hanno mantenuto il disonore per tenersi stretti i privilegi uscendo dal PD.

Così hanno perso, anche per questo, milioni di voti giovanili che hanno guardato a grillini e lega  come quelli che potevano purificarli dalla corruzione morale della sinistra che si dichiarava comunista fino all’elargizione di vitalizi, incarichi, prebende, posti di potere, favori, nepotismi, nomine Rai etc etc.

Ora il nostro se ne va. Così come prima sono andati i Bertinotti i Vendola i Capanna, e tutti i surrogati degli anni settanta  da almeno un ventennio. Loro sì che han capito dove tirava il vento
Più che traditori una massa di inutili sinistri.

Corsi e ricorsi storici Dal nazional – socialismo al nazional – sovranismo ( promemoria per fascio- leghisti e collaborazionisti vari)

Qui di seguito l’appuntamento con  la storia . Brano tratto da

PIERLUIGI RACCAGNI 1939 – 1945. Il racconto della guerra giusta, quando l’antifascismo salvò la civiltà dal male Assoluto, 

La svastica sull’Europa vol I. 

La sua originaria grandezza ( di Hitler) non si può comunque discutere: seppe trasformare magicamente il senso di una sconfitta.
Perché il senso di frustrazione di Hitler poi, divenne un senso generale di scoramento quando vennero pubblicate le clausole di Versailles.
L’aspettativa di salvezza del popolo divenne isteria collettiva, le rovine e le macerie di quegli anni terribili che vogliamo raccontare trovarono i loro moventi anche in quelle solitudini di odio, rancore,vendetta contro tutto quello che non era stato tedesco, almeno per una volta.
Il Piccolo Caporale, come vedremo, elaborò una Weltanschaung che catturò la pancia o forse anche il cuore dei tedeschi.
La concezione hitleriana del mondo si basava sui seguenti punti:
1. Il principio della “ lotta eterna” derivante dalle teorie del darvinismo sociale: la lotta del forte con il debole e la selezione naturale che ne è il risultato sono a fondamento dell’esistenza umana.
2.In prima posizione, al centro di ogni sentimento la razza o il popolo di appartenenza sono entità sacre, metafisiche.
Da questo punto di vista si spiega perché il nazional – socialismo potesse trarre in inganno tanti anticapitalisti di sinistra che detestando i borghesi in fondo consideravano i fascisti degli eretici del socialismo.
3.Non c’è umanità, non c’è individuo per il nazismo, il socialismo significa unicamente spietata difesa degli interessi del popolo, del Volk, soprattutto da quelle nazioni o razze considerate inferiori.
4.Il principio della personalità, poi, è l’atto finale del Male Assoluto.
La storia è frutto dell’azione di personalità eccezionali, dotate di un genio eccezionale, che sanno plasmare folle inebetite o stupidite dalle frivolezze della vita.
La lotta eterna del genio per un mondo a sua immagine e somiglianza conduce alla guerra, padre di tutte le cose, in senso eracliteo ( con una distorsione della filosofia di Eraclito o della dialettica di Hegel abominevoli).
5.Lo spazio vitale a Est voleva dire non di conquistare un popolo, disse Hitler, ma di conquistare uno spazio adatto all’affermazione del popolo tedesco e al suo affrancamento dalla fame.
Non erano queste, comunque, le conquiste strategiche.
Niente era definitivo per Hitler, perché tutto è sempre in perenne conflitto e movimento: era questa in sostanza la sua forza e insieme la sua debolezza….

Niente di simile ad oggi. Ma la forma dell’odio, la forma del respingimento, la forma del socialismo nazionalista, ricorda qualcosa a noi troppo vicino.

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