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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

4.2. Pandemia vai via: ma Amnesty e le discriminazioni nvax..?

Polemica tardiva,si dirà,ora che si va verso il 25 aprile della pandemia con la riapertura delle discoteche.

Nel tempo del grande furore di Omicron, però’ non è che i giornali degli Agnelli, di Berlusconi,di Cairo abbiano dato troppo risalto alla notizia pubblicata e ripubblicata su social,network ecc.

Così come i talk show de La 7 e Company, preposti al plotone di esecuzione contro i no vax, pare non abbiano avuto la premura di chiedersi perché Amnesty International,la Ong che si occupa di diritti violati, abbia incluso il governo Draghi nel novero dei paesi dove i diritti costituzionali vengono negati.

Soprattutto riguardo l’obbligo vaccinale che Amnesty prevede solo come estrema ratio.

Ora che,si dice, andiamo verso il libero tutti del 31marzo con la fine dell’emergenza,ora che la maturità avrà due scritti in presenza, ora che nell’ultimo cdm si è decisa che la Dad è disattivata per gli studenti vaccinati o guariti, si è finalmente aperta una nuova fase.

Anche se ci vuole il green pass per prendere il caffè,andare sui mezzi pubblici, e muoversi senza vaccino è impossibile.

Così i toni da caccia alle streghe,da stalinismo vaccinale,da esaltati per il disprezzo verso chi mette in pericolo la salute degli altri con tanto di suggestione mediatica filo governativa,con il calo dei contagi si sono affievoliti.

Ma la tribù dei cinquantenni e oltre è stata messa nella riserva indiana degli ultimi dei mohicani.

Da oggi i 50enni senza green pass ,infatti, saranno multati con SMS da cento euro a campione.

Se non possono andare al lavoro perché senza vaccino,perdono la retribuzione dal 15 febbraio e in più si beccano multe salate.

In pratica è stato introdotto l’obbligo.

La curva pandemica in discesa in tutte le regioni non può far dimenticare che Omicron ha fatto un macello di contagi fra studenti e bambini: per fortuna che il vaccino c’è, lo scrivo senza ironia.

Riaprono a metà gli stadi,ci si augura l’autoregolamentazione delle quarantene,si guarda alla primavera come possibile stagione della libertà relativa: non occorre quindi girare il coltello nella piaga dell’untore.

E poi l’obbligo vaccinale per gli over cinquanta,colpisce,con il prolungamento dell’età lavorativa, milioni di persone che hanno bisogno di lavorare.

Siccome la pandemia ha accresciuto le disuguaglianze,come ha sottolineato anche il presidente della Repubblica ieri a Montecitorio nel giorno del suo giuramento, si cerchi di rendere meno difficile la sopravvivenza dei cinquantenni meno abbienti.

È silente invece la fondazione Dubbio e precauzione di Cacciari e Freccero.

Prospettava la dittatura sanitaria e il reset mondiale della psiche: qualcosa sulla nuova fase dovrebbe dirla.

NB.i bambini più che il terapeuta o il vaccino hanno bisogno di non essere emarginati nella miseria delle infanzie violate.

Ogni giorno si scoprono povertà da terzo mondo fra i pargoli, se questo non è un paese per vecchi…

2.2 La quiete dell’impotenza dopo la tempesta dell’insipienza….

Hai voglia,adesso, a dire che Sergio Mattarella non doveva accettate il reincarico.

Oggi a bocce ferme sono tutti più tranquilli,inutile fare finta di niente: dai mercati finanziari ai mercatini di quartiere si tira avanti coi problemi di sempre.

Cioè si tira avanti.

Accettare il dato del fallimento dei partiti non è catastrofismo, è una verità di fatto accettata dai partiti stessi che si stanno già organizzando per le future elezioni.

La faccia di bronzo della spartitocrazia ci dice che non ci si può fidare della finta democrazia: la fiducia degli italiani verso i partiti è la più bassa di sempre.

Non è una cosa rilassante constatare che dall’elezione di Napolitano nel 2013,dieci anni fa,il sistema si sfarina sul piano istituzionale.

Ora il governo Draghi può andare avanti nella sua mission possibile :lotta alla pandemia e messa a terra dei 45 progetti del Pnrr( uso il linguaggio artefatto degli addetti ai lavori, curatori fallimentari della normale amministrazione).

L’economia nel 2021 è decollata,in un giorno siamo rinati, Sanremo ci riporterà al centro del mondo,si sta pensando ovviamente ad una nuova legge elettorale che garantisca un posticino a tutti.

Il tempo sospeso e dilatato nella guerriglia di Palazzo non ha certo favorito l’ottimismo sulla sorte futura,ognuno dei contendenti ha cercato di salvare il proprio potere e il proprio elettorato.

Il Paese dalla lacrima sul viso,che vuole una rivoluzione radicale senza cambiare il sistema fiscale, è pronto per l’ennesima risoluzione gattopardesca.

Forse si formerà un partito Repubblicano fra Lega,Fi,e Fdi,da contrapporre al PD del campo allargato: sistema maggioritario a doppio turno,oppure proporzionale con sbarramento alla tedesca.

La società civile e’ abbattuta dalla eterna crisi delle istituzioni,chi pensa alla opzione radicale, certo ha ragione.

Potremmo non andare più a votare!?

Si può fare,per autogovernarci con piattaforme on line?

O forse è meglio guardare al Portogallo con l’umiltà concreta del Premier Angelo Costa,socialista e ancora vincente.

In settimana, dal conflitto politico surreale,non solo non è morto fisicamente nessuno,ma sono morti socialmente i soliti che da queste crisi non sanno che farsene perché,come da buon capitalismo, più aumenta il PIL più aumentano le disuguaglianze.

Il PD nell’elezione del presidente si è trovato dalla parte del vincitore a sua insaputa

Gli errori di Salvini, avesse appoggiato Draghi avrebbe aperto la porta di Giorgetti alla presidenza del Consiglio,hanno spianato la strada al si salvi chi può smottando il centrodestra…

L’insistenza della Meloni su un candidato di centrodestra come Nordio ha fatto capire che alle elezioni voleva andarci di corsa per moltiplicare i voti.

Ma ha anche fatto comprendere che scarseggia di leadership presso gli altri partiti.

La sua rabbia per la rielezione di Mattarella dovrebbe far riflettere chi,da parolaio, ha avuto il coraggio di accusare il presidente di quello che ha fatto dicendo sì al reincarico .

Gigino Di Maio dopo aver chiesto lo stato di accusa di Mattarella,aver abolito la povertà,scoperto i taxi del mare,adesso guarda alla nuova Dc di Toti,Mister B,Renzi…

La fuga di Conte dal ruolo di avvocato del popolo ha significato che a forza di fare governi con la destra,la sinistra e il centro,i 5 Stelle non entreranno nei libri di storia.

I due Cinque stelle dimezzati se ne stanno dicendo di tutti i colori.

I partiti vogliono cambiare la legge elettorale,come se fosse la legge a mancare…

La situazione non è mai tragica,ma è talmente seria che i buffoni di corte non fanno più ridere.

Ma i buffoni li ha votati il il popolo.

Proletari mandati a morire dalla demagogia criminale fascista: un virus da annientare

Brano tratto da 1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta,vol 1,e book gratuito da oggi fino al 4 febbraio.

Morire sulle Alpi.

Il primo contatto con la guerra fu anche il primo contatto con la totale mancanza di preparazione alla guerra.
Mancanza assoluta di un’artiglieria moderna (i pezzi d’artiglieria erano dell’altra guerra).
Gravi deficienze nel rifornimento delle munizioni. Mancanza di pezzi di grosso calibro.
Mancanza di mezzi di trasporto per le truppe e delle ambulanze per i feriti.

Mancanza totale di vestiario per i soldati che nel giro di poche ore congelarono sulle Alpi francesi; erano vestiti come fossero pronti per una battaglia in pianura o in riva al mare.
Per cui l’avanzata italiana in terra francese fu miserevole.
Le truppe italiane che puntavano su Nizza furono fermate a Mentone, l’offensiva sulle Alpi si rivelò catastrofica, come abbiamo accennato in precedenza.
Lo stesso Starace, segretario del PNF, di ritorno dal fronte alpino disse che l’attacco alle Alpi aveva documentato la totale impreparazione dell’esercito, l’assoluta mancanza di mezzi offensivi, l’insufficienza completa nei comandi.
Secondo Starace si erano mandati gli uomini incontro ad una inutile morte due giorni prima dell’armistizio: ma le lacrime di coccodrillo di Starace urtavano contro il volere del Duce che esigeva qualche centinaio di morti per sedersi al tavolo della pace.
“Il comando militare sa che solo un terzo dei soldati è pronto a combat- tere ai primi di giugno e piange sull’addestramento, sui mezzi ma c’è qualcosa d’altro e di più grave: dal 1935 il paese vive in uno stato continuo di tensione, di eccitazione che può aver creato nella piccola borghesia in cerca di posti una certa attesa del nuovo, una certa liberazione dal mediocre tran tran quotidiano, ma che ha diffuso fra i ceti popolari una stanchezza mortale. Operai e contadini si sono resi conto che l’imperialismo non paga, nel senso che a ogni conquista territoriale, a ogni vittoria è seguito in patria un inasprimento delle condizioni di vita, nel migliore dei casi una stagnazione (…) C’è stato per anni uno sforzo suppletivo che nessuno ha calcolato in moneta e misurato in orario, ma la gente ne è stremata, la voglia di combattere, posto che l’abbia mai avuta, se ne è andata con le pene di ogni giorno”
Cfr. Giorgio Bocca, Storia d’Italia nella guerra fascista, op. cit. pag. 148

Poca voglia di combattere, dunque, da parte di un esercito di “otto milioni di baionette” che non hanno nemmeno le divise invernali per reggere il freddo delle Alpi occidentali nel mese di giugno.

Eppure Benito Mussolini, convinto di fare una guerra per finta, si butta in una disarmante strategia di ordini e contrordini tale da portare in modo criminale i soldati italiani a morire per nulla.
Ogni giorno cambiava idea su dove attaccare e come attaccare: voleva cambiare lo schieramento difensivo in quello offensivo in tre giorni. Stizzito dal bombardamento di Genova dopo la dichiarazione di guerra, ordinò un’offensiva generale a Badoglio, ma la guerra vera iniziò solo due giorni prima dell’armistizio.
Così, mentre la Francia stava collassando, i successi italiani furono davvero miseri, nonostante la propaganda interna facesse di tutto per far risaltare le splendide vittorie mai avvenute.
Questa contraddizione fra una guerra che non si voleva combattere e l’ambizione mussoliniana di insegnare agli italiani l’arte della guerra, portò un senso di angoscia e frustrazione prima di tutto fra i gerarchi fascisti e i ministri del regime.
Al Piccolo S. Bernardo saltarono sulle mine anticarro francesi i piccoli carri armati della divisione Trieste, sul Moncenisio ci fu una piccola avanzata combattendo casa per casa, parziali successi furono ottenuti nella zona del colle Maddalena e nella valle Roja si arrese il forte delle Traversette.
Lungo la costa, come abbiamo accennato, l’offensiva si fermò a Mentone.
La frontiera francese era stata valicata, ma il sistema offensivo del nemico aveva tenuto, nonostante Mussolini avesse esortato le nostre truppe a “incalzare il nemico”
Una foto testimonia quello che accadde nella breve battaglia contro la Francia.
Davanti al semplice monumento di un piccolo villaggio alpino occu- pato dalle truppe italiane, si vede un soldato italiano rendere omaggio ai caduti francesi deponendo dei fiori ai piedi della statua.
Anche se Mussolini e qualche gerarca in attesa di facili promozioni incitavano alla guerra, non vi era la minima animosità nell’esercito che invasa la Francia, doveva mettere pure in soggezione Inghilterra e Germania!

Così si arrivò all’armistizio di Villa Incisa con la coscienza tranquilla, in fondo con 59 ufficiali e 572 soldati morti, 2.500 feriti, e 2150 colpiti da congelamento, il volere mussoliniano di sedersi al tavolo della pace con un centinaio di morti, era stato esaudito.
Il 24 giugno l’Italia presentò il conto ai francesi, ma gli stessi plenipo- tenziari d’Oltralpe rimasero meravigliati dalla loro mitezza.
In realtà era stato Hitler a consigliare agli italiani di andarci piano, non voleva inasprire i rapporti con Pétain in senso di collaborazionismo fascista contro De Gaulle e si rendeva conto che gli italiani prima uscivano dalla guerra, prima la Germania ne avrebbe tratto profitto.
Non sorprenda che l’armistizio fra Italia e Francia sia stato firmato a Roma il 24 giugno 1940, fra Badoglio e il generale Huntziger.
Il 18 giugno, ad una settimana dall’entrata in guerra dell’Italia, Hitler chiamò a Monaco Mussolini e Ciano per intavolare le trattative coi francesi.
Hitler non si oppose alle richieste del Duce (Corsica, Nizza, Tunisia, Gibuti, occupazione della Francia meridionale fino al Rodano), ma non volle consegnare agli italiani la flotta francese.
Quando Mussolini tornò a Roma decise di dare il via all’offensiva sulle Alpi senza alcun successo.
Alla fine gli italiani rimasero a occupare le zone di confine conquistate, in più veniva garantita una zona smilitarizzata di 50 Km.
Mussolini tentò di far credere che l’Italia avesse fatto vantaggiose con- quiste per il suo impero, ma il sogno di grandezza italica si era già spento in tutta la penisola.
Ciano sul suo Diario il 25 giugno annotava: “In Italia non si conoscono ancora le condizioni dell’armistizio, ma già le voci serpeggiano e creano un notevole disagio. Si credeva a occupazioni immediate e gratuite; si pensava che tutti i territori non conquistati con le armi passassero a noi in forza dell’accordo. Quando il documento sarà pubblicato la delusione crescerà ancora”.

29.1 – Sergio Mattarella presidente…salvato il salvabile….

Con una risultato di 759 voti Sergio Mattarella è stato riconfermato presidente della Repubblica.

Aveva altri piani,the president,ma poi ha accettato l’invito dei falliti della politica che erano disperati al punto di rinunciare al week -end.

Dopo Napolitano nel 2013,per la seconda volta, il Parlamento va oltre il mandato costituzionale dei sette anni per manifesta impotenza ad eleggere un nuovo presidente di alto profilo garante dell’unità nazionale.

Il governo delle larghe intese ne esce indebolito,non avendo avuto la forza di candidate Draghi,per paura di andare a elezioni anticipate.

Tutta la classe politica ha dato prova di nullità tattica e strategica.

Da Bolzano a Lampedusa il grido di dolore e’ stato unanime verso la classe politica:buffoni,pagliacci, incompetenti,perdigiorno,figli di…eccetera.

Dagli stessi palazzi, da destra a sinistra, l’autoflagellazione è stata di rito:stiamo dando dell’Italia un’immagine pessima,il caos è immanente.

Poi oggi pomeriggio la salita al Colle dei capigruppo parlamentari,senza Fdi, la telefonata di Draghi al Quirinale, l’accordo fra i partiti.

Tutto così rimane uguale,almeno fino alle elezioni del 2023, così come auspicava la maggioranza degli italiani.

In settimana il qualunquismo sedato da una buona educazione civica ha rimesso in pista il già visto:vaffa per tutti i fallimentari attori del presente, compreso Grillo e i 5stelle ex detentori del brevetto.

Ma è un conatus di rigetto,che non conta un fico secco.

In fondo,in fondo se non hai il Covid o altro,se non devi destreggiarti su un’impalcatura,se non sei in mezzo al mare al gelo o in un campo di pomodori a morire di fatica, la vita istituzionale della Repubblica,nel bello e nel cattivo tempo,ti può coinvolgere come passatempo in attesa di Sanremo o di vedere Vlahovic con la Juve.

Questa è la vera forza dei grandi elettori: il Razzi pensiero,il” fatti i fatti tuoi”, ha trionfato nella banalità in modo trasversale , anche se fa piangere l’ipocrisia dei partiti, che ora si intestano il merito della rielezione con pacche sulle spalle per il pericolo scampato.

Dopo il flop del centrodestra sul nome improponibile della Casellati , indicativo del fallimento di mister Papeete,che voleva dare un segnale al governo perché lui voleva il primato sulla Meloni, lo stesso Capitano ha perorato il ritorno al Colle di Mattarella.

Da qui la svolta anche di Tajani per Forza Italia,di Conte per i 5 stelle,mentre PD e sinistra in genere non potevano fare altro, perché vista la mal parata il democristiano Sergio Mattarella era il candidato più degno.

Comunque il ruolo di cortigiano,burattino o burattinaio è sempre meglio della sciagura di turno:essere cittadini normali fuori dal dualismo cosciotto di maiale e trancio di pesce spada che si consuma al ristorante dei grandi elettori a prezzi calmierati.

In termini meno culinari.

Il macigno su questa elezione è stato semplice: la riduzione di deputati e senatori dopo le elezioni del 2023 manderà a casa più di 300 parlamentari.

Andare a casa subito per il peones anonimo di Montecitorio significa perdere 12 mensilità e future prospettive.

La legislatura comunque vada,sembra in serio affanno, l’inferno della politica di Palazzo si spera non porti maggior caos nella società civile già provata di suo.

Dal niente non nasce niente,e questi sono nell’insieme un nulla terrificante, per chi crede nella democrazia.

La Meloni voleva andare a votare perché a questo punto potrebbe pure vincere le elezioni,la sua coerenza di donna di estrema destra è intatta.

Giorgina adesso chiede la rifondazione del centrodestra,Salvini e Giorgetti un rimpasto a Draghi,Conte se la vedrà con Di Maio…….e i grandi elettori con il trolley hanno lasciato Montecitorio.

Vai Sergio…

27.1- La Shoah fu decisa dal ghota dei criminali della storia dell’umamità……

IL TERRORE DEL NUOVO ORDINE

Brano tratto da 1942 Nuovo Ordine e prime sconfitte dell’Asse in 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta di Pierluigi Raccagni

Era molto bello starsene a Wannsee, un sobborgo berlinese, con tanto di laghetto annesso.

In fondo Roosevelt aveva visto giusto, era il nazismo tedesco, la Germania di Hitler il primo nemico da abbattere.

Perché a Wannsee, il 20 gennaio del 1942, si era radunato il gotha dei criminali della storia dell’umanità.

Per discutere l’operazione umanitaria (secondo Hitler qualcuno doveva prendersi l’onere di migliorare l’umanità…) al laghetto si erano dati appuntamento quindici nomi fra i più quotati dell’istituzione nazista:

Heydrich, la Bestia Bionda, maestro di cerimonie, che aveva convocato la riunione.

Il nuovo segretario del ministero della giustizia del Reich Roland Freisler, che diventò famoso come pubblico ministero dei congiurati del luglio 1944.

 Il dirigente nazista, membro del ministero degli esteri tedesco, Martin Luther, il cui compito era quello di cercare di convincere i governi europei a cooperare per quella che venne definita “la soluzione finale”.

 Adolf Eichmann, che prendeva appunti e aveva organizzato la logistica della riunione.

C’erano poi membri delle SS e responsabili dei territori occupati.

Bisognava far fuori gli 11 milioni di ebrei stanziati in Europa, spiegò la Bestia Bionda, e gli altri, spinti da tanto entusiasmo, fecero le loro proposte:

sterilizzazione obbligatoria per tutti i non ariani, scioglimento forzato dei matrimoni misti fra ebrei e non ebrei, eliminazione dei malati nei ghetti, “evacuazione”, eufemismo di eliminazione, anche per chi aveva una parte di sangue ebreo, lavoro forzato fino alla morte per ebrei capaci di tenere una pala in mano.

Gli ebrei anziani e quelli che avevano combattuto per il Kaiser con onore sarebbero stati mandati al campo modello di Theresienstadt vicino a Praga.

Insomma il programma era vasto e anche interessante, secondo i criminali del laghetto di Wannsee.

Avrebbe coinvolto medici, scienziati di tutti i livelli, biologi, soldati, filosofi, criminali incalliti, assassini di ogni risma per la manovalanza nei campi.

La chicca però era quella delle camere a gas.

L’orrore di Chełmno, dove da metà dicembre mille ebrei al giorno venivano gasati nelle terre di Polonia, era un buon esempio da imitare e semmai migliorare.

Le camere a gas, e non i camion chiusi e invasi da monossido di carbonio, vennero adottate in modo strutturale a cominciare da Bełżec.

Ad Auschwitz, già nel 1941, il sistema funzionava.

Non era più il caso, dissero i criminali del laghetto, di far distinzioni che lasciavano spazio a considerazioni benevole: distinguere fra ebrei, zingari, omosessuali, comunisti, persone antinaziste era superfluo. Così come risultava superfluo dividere i deportati fra lavoratori forzati, donne da sfruttare, bambini da far crescere in Germania: la soluzione finale prevedeva solo la morte.

Per organizzare le deportazioni Heydrich reclutò al suo progetto Adolf Eichmann, che, dopo la riunione, si mise a giocare a scacchi con lui per rilassarsi della faticosa conversazione.

Il sogno comunque si stava realizzando. Il cancro giudeo – comunista sarebbe stato annientato, il mondo, secondo i nazisti, sarebbe stato migliore.

Ma bisognava industrializzare lo sterminio.

Basta con le esecuzioni di massa, che mettevano i soldati prescelti al massacro in difficoltà.

Basta con le soluzioni locali come quelle intraprese in tutto l’est. La soluzione finale doveva essere unica, il metodo universale.

Lo Zyklon B, immesso nelle condutture di finte docce, avrebbe massacrato in un anno quasi tutti gli ebrei d’Europa. Entro la fine del 1942, provenienti dall’Europa centrale e occidentale, nonché dall’Unione Sovietica sarebbero stati uccisi 4 milioni di disgraziati.

“(…) Nei campi di sterminio, tale possibilità non esisteva. Erano creati con l’unico scopo di sterminare gli ebrei d’Europa e gli zingari. Di questi campi destinati esclusivamente allo sterminio ve ne furono quattro; il primo, il campo pilota di Chełmno (Kulmhof), fu costruito nel dicembre del 1941.

Poi, dopo la conferenza di Wannsee del gennaio del 1942, che presieduta da Reinhard Heydrich, diede la sanzione ufficiale al programma di sterminio, Bełżec (marzo 1942), Sobibór (maggio 1942), e il più grande di tutti, Treblinka (giugno 1942). Tutti entro un raggio di duecento miglia da Varsavia”.

Cfr. Gitta Sereny, In quelle tenebre, Milanoo, 1999, pag. 133.

1942 IL COLLABORAZIONISMO

Il Nuovo ordine fino al 1942 doveva rappresentare secondo i nazisti un nuovo Eden, un paradiso per la razza ariana e un inferno per i popoli impuri.

La forza delle armi aveva sottomesso quasi tutta l’Europa, ora si trattava di mettere ordine coniugando Lebensraum e razza: in altri termini, attivando un genocidio di massa per motivi economico – razziali.

Non vi era un programma definito per la fondazione di un Reich millenario, le presunte teorie erano sempre le stesse dal 1925 e si basavano, come abbiamo già ampiamente documentato, sullo sterminio dei sottouomini ebrei, slavi, comunisti e indesiderati di varia natura (tra cui malati psichici, bambini portatori di handicap), senza contare zingari e omosessuali.

Gli Untermenschen non avevano diritto di vivere, al massimo potevano lavorare come schiavi fino al loro sfinimento fisico, le loro città andavano distrutte (vedi Leningrado e Mosca, nonché Varsavia.

L’istruzione doveva essere a livello elementare, (contare fino a 500 e leggere qualche manuale ideologico del Terzo Reich).

Chi si ribellava veniva gasato a est, sterminato sul posto, annientato moralmente per tutta la vita quando andava bene.

Himmler così scriveva in una memoria le sue considerazioni sugli “elementi etnici estranei a oriente”:

“Una soluzione fondamentale ai fini della soluzione di tutti questi problemi, è costituita dall’ordinamento scolastico, vale a dire dalla cernita dei giovani. Per le popolazioni non tedesche dell’est, non può esservi una scuola superiore a quella elementare delle quattro classi. Scopo di questa scuola elementare deve essere uno solo: insegnare semplici calcoli (a contare al massimo fino a 500), insegnare a scrivere il proprio nome e la dottrina secondo la quale è legge divina che si obbedisca ai tedeschi e che bisogna essere leali, disciplinati e diligenti. Non ritengo indispensabile che vi si impari a leggere. All’infuori di questa scuola.. ripeto non dovrebbero esservene altre…”.

Cfr. Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, op. cit. n. 43 pag. 66

A Wannsee si era detto fino alla noia che la “questione ebraica era da risolversi a livello paneuropeo”, ora si trattava di mettere in atto, con spirito efficiente il dovere morale del buon tedesco – nazista: uccidere, uccidere, uccidere tutti gli indesiderati del Nuovo Ordine.

  1. In tutti questi paesi il Nuovo Ordine imponeva lo sfruttamento economico a favore della Germania, nonché la soluzione finale in itinere della questione ebraica.

In tutti questi paesi, dopo 3 anni di guerra, la Resistenza al nazionalsocialismo era quasi inesistente.

I nazisti, sempre vincitori, erano temuti, ma anche rispettati.

La supremazia della Croce uncinata aveva dimostrato quanto fosse efficiente un sistema politico che aveva sostituito la democrazia corrotta di Weimar, il Terzo Reich era poi un baluardo contro il comunismo ateo e criminale di stato.

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26.1 – Hic sunt peones: a Montecitorio clima grottesco da democrazia in remoto..

Dopo le fumate nere al festival del dio Quirino in attesa dei Maneskin a Sanremo, l’Italia prima nella crescita del Pil in Europa, sulle prime pagine dei network per tennis e sci,colosso continentale nelle esportazioni manifatturiere,ben piazzata nella graduatoria dei paesi con più corruzione percepita, pare un pianeta di cittadini stremati,stanchi e disillusi.

Quello che sta accadendo a Palazzo con la votazione del presidente è l’immagine del fallimento di una dialettica democratica strategica: si vive di tatticismi che durano un arco temporale di un caffè alla buvette.

Lo si sa ,lo si dice, lo si scrive, lo si grida: estenuante per tutti i normali.

I marziani del politichese di alto profilo,invece, hanno una consistenza ontologica di basso profilo, quando si tratta di lavorate per il bene comune.

Lo hanno scritto pure gli esegeti della borghesia progressista Aldo Cazzullo e Walter Veltroni sul Corriere della sera:vorremmo tornare alla normalità,siamo stanchi, ma quello che accade a Montecitorio è surreale…

Si è scritto anche qui migliaia di volte.

La certezza generale è una sola: presidente A o B,governo C o D,difficile uscire dalla palude dell’emergenza perenne.

Si può solo giocare di rimessa nel panorama internazionale,sperando che il debito pubblico non ci sommerga per sciagurata gestione della crisi istituzionale.

I parlamentari in azione per il Colle paiono invece decisamente preoccupati:come coniugare pagamento del mutuo,fine della legislatura,alto profilo del nuovo presidente, eccetera?

Auspicabile,che per lenire le sciagure di un futuro drammatico per il Belpaese, si trovino personalità politiche non candidate solo alla spudorate menzogne del gioco delle parti.

Siamo una grande nazione occidentale che tifa per il tirare a campare.

Non so se si è notato come il day by day sia scandito da Colle,data room,long form,approfondimenti, pandemia e vana chiacchiera.

Sulla situazione economica si stanno aspettando i ristori,di chi si è fermato per l’ ennesima volta,mentre preoccupa il caro bollette, l’inflazione e cose che nel Paese dovrebbero vedere meno contrapposizioni di facciata.

La macelleria sociale degli incidenti sul lavoro va avanti imperterrita,pure nello stage scuola – lavoro è morto un ragazzo di soli 18 anni…

Quando si parla di soldi Draghi è insostituibile.

Perché il Pnrr è, più che una possibilità,una gatta da pelare per politici che vogliono i soldi non per la Repubblica,ma per rivendicare la res partes del loro potere.

La stanchezza generale viene da lì.

Di prevedibile c’è solo una classe dirigente che dalla crisi della prima Repubblica ha perso la bussola e dalla seconda ha perso la vergogna.

D’altronde quando alle elezioni suppletive per il collegio vacante di Roma si presenta il dieci per cento dei votanti, si capisce il disgusto generale verso il Politico.

Però ha ragione chi sottolinea in questi tempi che la visione di un popolo virtuoso, contrapposto ai politici corrotti, non sta in piedi ora, né stava in piedi prima.

Nel contempo però dall’alto non viene nessun gesto dimostrativo di coraggio nel cambiare qualcosa,se non altro la burocrazia che ammazza anche i più pazienti.

Ci si adagia sulle buone notizie di un giorno,riguardo salute e tenuta sociale.

Le elezioni presidenziali sono seguite con un certo interesse,in fondo sono un diversivo al bollettino della pandemia.

Ma non c’è uno scatto di orgoglio,un pizzico di altruismo degno di nota nella farraginosa corsa per il Colle.

Il toto presidente a oggi è fermo alla seconda fumata nera,alle schede bianche e alle indicazioni sparse,si punta ancora su Draghi o il ritorno di Mattarella?

Si guarda ad un accordo fra i partiti,i veti sono incrociati, si fanno i nomi di Frattini,Casini,Casellati,Pera, Zoff,Cabrini,Gentile,Oriali,Collovati………

Porta pazienza, Sandro

24.1 Tutto il Colle minuto per minuto….

Forse bisognerebbe ricordare che l’ Italia è una repubblica parlamentare,non semi presidenziale come in Francia o presidenziale come negli Stati Uniti.

È meglio rammentarlo, perché da oggi alle h. 15 sembra che il popolo debba eleggere un Presidente solo al comando, con facoltà di usare il telefono rosso per il lancio di missili atomici,come nei film americani.

Invece oggi si riuniranno solo 1009 parlamentari di Camera e Senato che,come da costituzione,dovranno conferire un mandato presidenziale della durata di sette anni.

Se non fosse per la nullità politica della sua classe dirigente,non sarebbe uno psicodramma nazionale.

E nemmeno un grottesco spettacolo della politica al servizio del potere di partiti moribondi che vogliono fare la storia, senza passare dalla cronaca di una crisi economico e sociale indefinita.

Questa volta il virtuoso populismo dell’italiano medio pronto a votare il demagogo di turno non avrà colpe.

Votano i professionisti istituzionali della rappresentanza,taluni nel parcheggio di Montecitorio perché positivi.

In questi giorni nelle segrete stanze e in TV si agitano Richelieu che millantano di avere un incarico per tutti:da Rizzo,a Renzi a Razzi sono tutti kingmaker di alto profilo…

Da più di un mese i professionisti della polis giocano alla Telesina, poker italiano con una carta coperta.

Il rebus è noto anche a noi.

Se Mario Draghi va al Colle,il governo potrebbe andare in vacca.

Si spaccherebbe soprattutto il centrodestra di governo,coi cinque stelle di Conte che dovtebbero trovarsi un lavoro perché è presumibile che ci siano elezioni anticipate.

MisterB,che voleva essere eletto dal popolo,dopo aver fatto i conti della serva, ha deciso di ritirarsi per amor di patria.

Ha ribadito che Draghi deve rimanere al governo.

Silvione ha quindi solo risolto la sua candidatura tenendo in scacco i partiti per una settimana: delirio di onnipotenza di un Cavaliere rimasto Nero che ha rilanciato il ruolo di Forza Italia nel centrodestra.

Rimane la lista della carte coperte: si va dal filosofo Pera,al dottor Sottile Amato, dall’equilibrista Casini a Gianni Letta,da Casellati a Letizia Moratti perché donna fa bello e pure progressista ( pura retorica) e poi chissà chi.

I quirinalisti si aspettano confusione nelle prime tre chiamate “a fumata nera”, poi da giovedì un accordo su un nome da intercettare.

Ma nessun personaggio è convincente,nemmeno per i grandi elettori.

Secondo il Financial Times e N.Y Times, Mario Draghi presidente, assicurerebbe autorevolezza all’Italia per ben 7 anni, i Bpt poliennali sarebbero al sicuro,le riforme del Pnrr un marchio di fabbrica.

E il Pnrr potrebbe essere messo in sicurezza da un tecnico di valore dell’ attuale sgangherata coalizione, suggerito proprio da Mario Draghi e tutto sommato digeribile ai partiti di governo fino fine legislatura.

Le elezioni anticipate,invece,manderebbero il fragile sistema Italia all’inferno,solo la Meloni che attualmente in Parlamento ha il 4 per cento, ne sarebbe felice.

I tempi del partigiano Pertini però sono finiti,la serietà di Mattarella non può essere comprata.

Fate il vostro gioco.

Il compagno Sandro vi guarda…

La Repubblica è antifascista

21.1 Italia- A 40 miliardari la ricchezza del 30% degli italiani poveri…ma va bene così

Tra gli uomini più ricchi del pianeta non ci sono solo americani,cinesi,emiri,imperatori della logistica, etc.

Ci sono anche la dinastia Agnelli,la dinastia Luxottica,Campari e pure mister B, che con la sua autocommiserazione è la materializzazione della povertà culturale ed etica del capitalismo italiano.

Più si chiacchiera della lotta alle disuguaglianze,più si scopre che i diseguali in anni difficili per noi gente normale,sono sempre loro.

Quelli che fanno soldi grazie alla compiacenza di un liberalismo accattone che, anche in nome della crisi pandemica, non solo non hanno sborsato niente,ma sono diventati più ricchi.

La questione morale del divario sempre maggiore fra ricchi e poveri non interessa la coscienza servile della destra populista, la sinistra ne parla, ma non sostiene l’idea del conflitto.

I Cinque stelle salvano in corner il diritto di esistere con il Rdc,anche se il grillismo sembra finito nella spazzatura della cronaca a causa del traffico di influenze ( Col Covid c’è da toccar ferro).

Sostenere,poi, che mister B sia un bravo capitalista perché è il primo contribuente italiano, è un’ovvietà lapalissiana abominevole.

La fiscalità progressiva fu introdotta dalla borghesia rivoluzionaria dalla fine del ‘700.

Applaudire i grandi capitalisti perché pagano le tasse è quindi uno schiaffo in faccia,uno dei tanti,a quelli che le pagano da sempre non arrivando ad minimo salariale europeo,oppure a pensioni dignitose.

Una pletora di maggiordomi dei miliardari,che davanti alla lotta di classe continuano a sottolineare che è meglio la libertà d’impresa che l’uguaglianza assistenziale,si dimostrano servi incompetenti: non siamo al confronto fra cittadini di regimi comunisti eguali in miseria e cittadini liberi diseguali in democrazie liberali.

L’estesa lobby falso capitalista, di fatto corporativa, è sempre il peggio:il ceto di riferimento del partito delle libertà sono quelli che temono che se introduci più giustizia sociale, più togli loro privilegi.

Il desiderio di immortalità trasferito nella ricchezza patrimoniale da parte dei fruitori di plusvalore prevede sfruttamento,elusione fiscale,piagnisteo continuo verso lo stato che dovrebbe compensare il loro desiderio di dominio di superuomini sulle specie viventi con un Pnrr distributivo a das kapital,per fare un esempio fresco fresco.

In fondo sono dei poveracci,che hanno un futuro solo in lasciti familisti nei camposanti dei sepolcri imbiancati.

Ora che l’inflazione del 4 per cento comporterà un’erosione dei salari vedremo i nostri capitalisti in auge approntate la classica operazione tardo capitalista.

Quella per cui,per non aumentare i salari si aumenterà la disoccupazione:un classico dell’orrore che anche la sinistra istituzionale accetterà per tentare di uscire dalla crisi pandemica.

17.1 Filosofia -Paragonarsi a Socrate è impegnativo…il filosofo fu coerente fino alla morte..

Massimo Cacciari, dopo aver fatto la terza dose, è stato attaccato dalla destra no vax, che gli ha dato del buffone, e dalla sinistra pro vax senza se e senza ma, che dubita della conversione sbandierata dai social di tutto il mondo unitevi.

La stessa sorte di Antonio Giolitti negli anni venti del secolo scorso: attaccato da Gramsci perchè liberale, e da Benito Mussolini perché troppo socialista.

In altri termini più terreni: se sei bello di tirano le pietre , se sei brutto ti tirano le pietre ,qualunque cosa fai tu sempre pietre in faccia prenderai ( Cfr, Antoine Festival di Sanremo, prima Repubblica).

Il grande filosofo italiano o l’esimio cattedratico di filosofia, che aveva fatto le due dosi ,alla terza si è quasi paragonato a Socrate ligio alle leggi dello stato, anche se non li condivideva.

Il parallelismo pare azzardato.

Poiché Socrate ,come si sa, per coerenza bevve la cicuta in carcere anche se poteva lasciare la città di Atene,dove gli era stato impedito di esercitare la sua ricerca.

Ma soprattutto perché il suo “conosci te stesso”,il suo “sapere di non sapere” ,la sua ricerca indefinita di una verità assoluta non prevedevano nessun incasso di onori, gloria, prebende.

Contrariamente ai sofisti, infatti, Socrate non si faceva pagare per le sue lezioni.

Sosteneva che non aveva niente da insegnare agli altri: voleva tirar fuori, ex – ducere, quello che loro avevano già nell’anima, ma non sapevano di avere

È incontestabile però che il filosofo Massimo abbia ragione sul perdurante stato di emergenza psicotico della pubblica opinione filogovernativa riguardo alla pandemia.

Siamo d’accordo che la trasmissione dei dati sia ballerina quasi un bollettino di guerra dove arrivano i nostri…

Anche se con i dati il filosofo Massimo ha dato i numeri.

La sua presunta controinformazione sulla consistenza della pandemia è nulla.

Ma, comprenderà meglio dei comuni mortali, che farsi la terza dose convivendo con il Cln del giurista fondamentalista no vax Ugo Mattei e con il reset di Freccero, è un bel modo di state nel mondo di mezzo della miseria della filosofia.

Forse non c’era bisogno di scomodare Socrate e il tempio di Apollo per rimettersi a posto nell’ Olimpo della Gruber e di altri talk show che profumano di filosofia da vendere.

E poi se è vero che il sistema Italia è in continua emergenza da parecchi decenni, ci si chiede in tutta buona fede, come mai il pungolatore di professione ( così si è finito), non si schieri con gli ultimi,coi diseredati a costo di perdere qualche simpatia del politichese della sinistra bla bla.

Prima vivere, poi filosofare...

Oppure vai avanti te, che a me scappa da ridere.

un filosofo della prassi, ciao Gino

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