Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

13/ 12- Pinelli era ed è un partigiano anarchico.Per fascisti e reazionari un danno collaterale del loro capitalismo…

Le manifestazioni per commemorare la strage degli innocenti di piazza Fontana, l’incriminazione di Pietro Valpreda e la” caduta”di Giuseppe Pinelli dal quarto piano della Questura di Milano sono ritornate in piazza dopo il Covid.

Qualche polemica in piazza ieri per la presa di distanza dello sciopero del 16 dicembre da parte del sindaco Sala durante la cerimonia ufficiale ( poteva risparmiarsi),ma nulla più.

Dagli anarchici ai centri sociali,dai comitati antifascisti all’Anpi, nessuno ha mai messo in discussione la strana morte accidentale di un anarchico e le vigliaccherie di Stato di una mattanza che ha dato il via allo stragismo in combutta con fascisti,nazisti,Cia,servizi segreti,maggioranza silenziosa reazionaria.

Questa è la storia che si dovrebbe studiare a scuola.

Quelli che invece hanno la memoria corta sono quelli che non riconoscono nella strage di piazza Fontana l’inizio di una guerra civile da parte della borghesia reazionaria italiana.

Da quella data, classe operaia,studenti,intellettuali, proletariato di sinistra sono stati per un decennio sotto il tiro dell’anticomunismo da guerra fredda,ove gli anarchici e i comunisti venivano puntualmente sacrificati e maciullati sull’altare della difesa dai barbari sovversivi.

Allora Giuseppe Pinelli per me,che nel 1969 avevo 19 anni, e per altre milioni di persone, è sempre stato un esempio di virtù e coerenza antifascista rivoluzionaria.

Nel 1969 i nonni dei fascisti di oggi erano Almirante e Romualdi che discettarono sulla difesa della razza,comandando retate omicide vs.i partigiani con il benevolo plauso dei camerati nazisti nel 1944 45.

(Quando Giuseppe Pinelli era staffetta partigiana nella Brigata autonoma Franco).

Oggi sono desiderabili nomi per una toponomastica da repubblica sociale italiana, proposti da alcuni sindaci fascisti e leghisti.

Il proletario anarchico Pinelli e la sua famiglia si sono sempre battuti contro il male assoluto del nazifascismo.

Per questo il 15 dicembre rimane una vergogna delle tante della nostra storia.

Perché Giuseppe Pinelli era innocente, come le altre 17 vittime della strage, questo è il fatto incontestabile che bisognerebbe gridare in faccia a Salvini,Meloni,Berlusconi, i patrioti non certo di una Repubblica antifascista.

Ma noi siamo e saremo con Pino,sempre, senza retorica,ma con determinazione forte e serena.

Il suo idealismo,la sua mitezza erano già la rivoluzione in itinere.

Per noi è il senso profondo di una scelta.

NB. Per la strage nessun colpevole. E un tweet del senato poi rimosso, denunciato da Fratoianni, faceva riferimento alla pista anarchica.

12 dicembre 1969,la Fenomenologia del Male Assoluto:strage di Stato

Nessun colpevole per una strage che inaugurò la guerra civile contro la la Repubblica nata dalla Resistenza

10.12 – Ennesimo inverno dello scontento, per una variante infinita della psiche….

Ué, e allora è tutto come l’ anno scorso?

La senti in giro questa frase, sai che non è così perché i morti sono molti meno per l’ arrivo dei vaccini ,delle terze dosi, e a  questo punto della grazia di Dio.

Solo che le varianti impazzite,i colori delle Regioni,i tg della sera, le baruffe sui social,i dibattiti sui bambini la lotta ai.no.vax,il supergreen pass,speravi di non sentirli più.

Era un’illusione a cui segue la delusione.

La pandemia ritornata globale riporta indietro l’orologio delle domande esistenziali.

“E se non dovesse mai finire?”, come recitava Antonio Scurati sul Corriere della sera.

Se, il futuro fosse quello di Blade Runner,replicanti e intelligenze artificiali in un pianeta devastato pronti a scannarsi per sopravvivere giorno per giorno?

La vera paura globale non è tanto quella della fine del mondo,ma di una mutazione psichica e antropologica del genere umano, mai vista finora,il post moderno non è taumaturgico,ma semplice terrore verso il futuro.

“Dove il tutto andrà bene, ne usciremo migliori”, sono ricordi di un mondo che non c’è più, proprio nei rapporti umani già mutati in peggio nella giungla quotidiana delle passioni tristi.

L’ultimo rapporto Censis, poi,descrive un ‘Italia rancorosa dove le disuguaglianze aumentano nonostante i bla bla bla ministeriali anche per via della digitalizzazione, che emargina sempre più le fasce di popolazione che non hanno dimestichezza con telefonini, internet, computer.

E che nella scuola ha rimarcato la divisione di classe gentiliana fra “traditori della zappa e della cazzuola”, i giovani proletari, e la classe dirigente dei licei.( che poi sprofonda in depressione quando impatta coi bassi salari e la precarietà dell’ottimizzazione del capitale umano).

Dunque se non finirà più ci inventeremo qualcosa, anche se molti vivono questa pandemia come la vigilia della fine del mondo, bevendo champagne e consigliando ricette magiche rinascimentali interessanti: ma che non tengono conto del positivismo dell’antibiotico nell’universo dei benestanti.

L’umanità ha superato campi di sterminio e bomba atomica, non c’è da piangersi addosso.

Nè si può individuare nella decadenza dell’Occidente l’origine di tutti i mali: gli italiani che credono che dietro tutto questo ci sia il complotto delle multinazionali del farmaco sono milioni.

Dimenticano che la modernità e’ sempre sinonimo di decadenza.

8.12 Per FMI Italia ok.su Pnrr,ma la disuguaglianza cresce: sciopero generale..

Il fondo monetario internazionale ha ribadito che l’Italia vola alto nel Pnrr,che l’economia viaggia a ritmi asiatici anti pandemici.

Ci hanno pure fatto i complimenti: Italy go – go – go.

Nel contempo andiamo così bene che due su tre sindacati Confederali come Cgil e Uil,privi da anni di qualsiasi massimalismo, hanno indetto uno sciopero generale di otto ore per il 16 dicembre contro la manovra del governo Draghi con manifestazione di rito a Roma.

I sindacati però hanno ringraziato Draghi per l’impegno profuso nella manovra.

Ma le disuguaglianze rimangono pesanti, se pensionati e lavoratori poveri non avranno che spiccioli dalle nuove aliquote fiscali,se per la scuola non vi saranno investimenti, se per disabilità e non autosufficienza non vi saranno significativi impegni,se per la precarietà degli Invisibili non ci sarà nessuna novità legislativa,se per il lavoro di donne e giovani non sono previste novità.

Come al solito il menù è ghiotto.

Nella conferenza stampa di ieri i segretari Landini e Bombardieri di Cgil e Uil, illustrando le motivazioni dello sciopero, hanno finalmente messo in chiaro un equivoco: il tutto va bene Madama la Marchesa governativo non può fermarsi alla lotta al Covid e all’entusiasmo delle agenzie di rating.

Palazzo Chigi ha dichiarato,che lo sciopero è incomprensibile,

La CISL che si è sfilata,sostiene che è uno sbaglio radicalizzare la situazione,ma la manovra guarda a destra poiché non mette in discussione nessun privilegio di chi ha di più.

Qui non siamo di fronte all’iniziativa dei comitati di base del sindacalismo autonomo delle sinistre,ma di sindacati che hanno nelle loro dirigenze PD e moderati.

E questo la dice tutta.

Tutto dimostra quello che la sinistra di classe predica da sempre insieme a papa Francesco: lo sfaldamento della civiltà passa dalla costruzione dei muri,dallo sfruttamento senza vincoli, dall’accettazione della modernità tecnologica come ristrutturazione capitalistica al fine dell’aumento della ricchezza e dei profitti delle classi dirigenti.

Ora il sindacato ha capito che la emergenza pandemica è usata anche come arma politica per dividere chi lavora,chi non lavora,chi può e chi non può.

E noi può, dissero i padroni.

6.12- Pandemia e rifiuto del lavoro: quest’anno si sono licenziati in 770mila…

Nonostante l’Italia, secondo l’Ocse, sia la locomotiva del mondo occidentale per aumento della produzione, 6,3 per cento, a perdere il treno sono i soliti tagliati fuori: poveri, disoccupati,precari etc.

Ma attenzione al nuovo fenomeno nazionale e internazionale del mondo del lavoro salariato che si chiama “Grandi dimissioni”

Dall’inizio dell’anno sono 770 mila i lavoratori a tempo indeterminato che hanno lasciato il posto fisso.

Negli Stati Uniti addirittura 4 milioni, ma lì la mobilità from the east to the west è fenomeno plurisecolare.

Ho preso alcuni dati da un articolo di Luigi Manconi su Repubblica sempre bene informato sui movimenti sociologici in atto.

Le osservazioni che si possono fare su questi dati portano alla solita conclusione.

L’Italia è un paese di pazzarielli con il 29,3 per cento di disoccupazione giovanile, 2,3 milioni di disoccupati,5 milioni di poveri,ma con centinaia di migliaia di persone che, seppur consci di questi numeri,rinunciano lo stesso ad un reddito sicuro.

La pandemia,infatti,si dice nell’articolo sopracitato, avrebbe messo la dialettica vita / morte al primo posto nella classifica dei bisogni.

In altri termini,e il caso italiano è questo, vale la pena alzarsi alle 6,preparare i bambini per la scuola,correre in ufficio,per uno stipendio che per le donne è tra i più bassi d’Europa,quando poi il tempo del vivere è sempre più precario?

Oppure, se si calcola che in questi due anni la gente ha risparmiato sui consumi a seguito dei prolungati lockdown, si verifica il fenomeno che è meglio fuggire dall’alienazione di lavori faticosi,pericolosi,sottopagati,piuttosto che diventare robot senza intelligenza artificiale e tirare avanti con qualche risparmio?

Il problema è filosofico?

Non direi.

Se non hai mezzi per campare,mi sembra che il lavoro oltre ad essere una dannazione biblica è anche il modo in cui da sempre i proletari campano.

Quindi chi si licenzia da un posto fisso o trova nell’arte di arrangiarsi l’eterna giovinezza, tenta di fare un lavoro appagante,che non dà molto economicamente,ma ti rende migliore la vita sempre più insicura.

Per Manconi il solito Marx aveva visto giusto: non è l’uomo a guidare la macchina,ma e è la macchina produttiva che fa schiavo il genere umano.

Giusto, ma non si può ricordarlo una tantum,.

Gratuito anche oggi

3.12 Il caporale fascista che fece buone cose per l’Italia….

Brano tratto da 1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta Vol. I Pierluigi Raccagni

Completamente gratuito

1940. UN GIOCO PIUGRANDE DEL DUCE

Benito Mussolini con l’attacco alla Grecia del 28 ottobre del 1940, anniversario diciotto della Marcia su Roma, entrò in un gioco più grande di lui e non ne seppe più uscire.

Come sottolinea Giorgio Candeloro nella sua Storia dell’Italia Moderna: “L’aggressione alla Grecia fu un fatto non meno ripugnante dell’attacco alla Francia” (…) e “la guerra contro la Grecia fu uno dei più gravi errori politici e strategici compiuti da Mussolini e dai comandi militari (…)”.

Il susseguirsi di errori di valutazione in Francia o nell’attacco alla Libia furono nulla in confronto all’avventura in terra ellenica.

Questa volta non solo l’Italia uscì a pezzi dal punto di vista del suo prestigio (falso e retorico) di grande potenza, ma portò il rapporto fra italiani e tedeschi ai primi segnali di rottura.

Non certo per colpa dei tedeschi.

Come abbiamo accennato in precedenza, Hitler nel luglio del 1940, durante il fallito tentativo di sbarco in Inghilterra, si era orientato ad attaccare l’URSS prima che finisse la guerra con la Gran Bretagna.

Hitler si contraddisse più volte sulla questione dell’attacco a est.

Era il suo obiettivo strategico fin dal 1925 quando nel Mein Kampf scrisse: “Quando oggi parliamo di un nuovo territorio in Europa dobbiamo pensare in primo luogo alla Russia e agli altri stati limitrofi suoi vassalli…il colossale impero dell’Est è maturo per il crollo, è la fine del dominio ebraico in Russia (…)”.

Una delle ragioni addotte nell’agosto del 1940 da parte dei generali del comando supremo tedesco per dissuadere Hitler da un attacco a Est entro l’anno, era stata determinata dalla necessità di assicurare un assetto stabile nei Balcani.

Si aprì in questo modo la questione romena.

Hitler era convinto che la Romania fosse importante, anche se era sotto l’influenza sovietica per il trattato nazi-sovietico del 1939.

Le risorse naturali del territorio, la posizione strategica al confine meridionale dell’URSS, con la fine del 1940 diventarono un obiettivo per il Terzo Reich.

Il 30 agosto del 1940, in quello che possiamo definire il periodo diplomatico-politico di Hitler, fu firmato l’accordo, un vero e proprio diktat, che imponeva nuovi confini a ungheresi e romeni.

Il diktat firmato da Ribbentrop e Ciano non solo allungava l’ombra del nazi-fascismo sull’Europa, ma era da considerarsi un vero posizionamento dei tedeschi per un futuro attacco a est.

Che qualcosa stesse maturando nella testa del Führer era chiaro.

Mussolini, che si credeva un politico di razza, capiva che il nazismo ormai aveva l’egemonia sull’Asse dettata dall’organizzazione e dalla radicalità che Hitler materialmente metteva nella sua concezione della guerra per il trionfo del fascismo internazionale.

Mussolini ne era abbagliato,ma anche impaurito, soprattutto sapeva che i tedeschi non facevano finta..

Clicca sotto la foto e ‘ gratuito

https://www.amazon.it/1939-racconto-guerra-giusta-svastica-ebook/dp/B07J1XNJWG/ref=mp_s_a_1_1?qid=1638457681&refinements=p_27%3APIERLUIGI+RACCAGNI&s=digital-text&sr=1-1

1.12 – Crisi della polis Anche per i moderati i partiti sono un guscio vuoto….lacrime di coccodrillo

Lacrime di coccodrillo nel nome dei liberali tutto d’un pezzo.

Non è la prima volta che il nostro professore E.Galli della Loggia denuncia sul Corrierone che i partiti sono gusci vuoti senza idee,pronti solo a fare battaglie identitarie per beccarsi il malloppo dei voti.

La denuncia dei moderati vs.il sistema questa volta è causata dalla lottizzazione Rai: il buon Giuseppe Conte ha strombazzato che è ora di finirla coi partiti che si spartiscono il servizio pubblico.

Quando era presidente del consiglio aveva fatto la stessa cosa,o meglio non aveva fatto niente per evitarla.

La scoperta dell’acqua calda dei liberali crociani sull’inconsistenza dei partiti nella politica propositiva della democrazia, arriva dopo la disaffezione verso il palazzo dei cittadini italiani durante le ultime elezioni amministrative.

Ne viene fuori una situazione dove il Parlamento svuotato di autorevolezza istituzionale ricorda in modo paradossale e grottesco l’aula sorda e grigia del Mussolini della marcia su Roma..

La sinistra antagonista denuncia nelle piazze e nelle lotte la crisi della politica parlamentare da anni ,il M5S che ha tentato una fuoriuscita populista è rientrato nei ranghi,la crisi del sistema,di cui parla il Professore, viene denunciata da anni.

Aria fritta,dunque,o tardiva ammissione d ‘impotenza,anche se qualche piccolo partito della sparuta sinistra italiana fa quel che può…

Insomma è pensiero comune traversale che le riforme con questi partiti non si faranno mai e i soldi del Pnrr,per la rinascita della Penisola,saranno un gioco di prestigio della superstar Mario Draghi.

Avessero ascoltato la società civile su giustizia sociale,lavoro,tasse,casa etc,avessero preso in considerazione una controcultura fondata da lotte e riflessioni radicali e democratiche,avessero rinunciato per una volta all’anticomunismo di maniera ora non saremmo, anche per i nipotini di Croce, davanti alla quiete dei camposanti della democrazia.

Borghesi illuminati e illuministi, storici delle dottrine politiche,guru della speranza di un buon capitalismo rileggetevi Karl Marx, leggete pure Piketty,ma soprattutto abbiate cura di chi campa nell’indigenza e nel bisogno.

28.29.11 In piazza migliaia di donne che “vogliono vivere”: un movimento antagonista che vuole abolire lo stato di cose presenti…

La possente manifestazione di sabato a Roma femminista e transfemminista patrocinata da varie organizzazioni antagoniste come Non una di meno,Donne italiane,Di.Re,donne in rete contro la violenza e molte altre sigle, è stata snobbata da stampa e social.

La manifestazione, in prima pagina, l’hanno messa in pochi: io ho visto solo il Manifesto,con tanto di foto della marea fuxia.

E’ stata,invece, non solo una dimostrazione di consapevolezza contro la continua mattanza di donne da parte di uomini nel Paese.

Ma una conferma delle capacità politiche,umane,solidaristiche del movimento delle donne.

Che non chiede le quote rose per la classe dirigente,ma pone problemi di diritti,di lotta di classe,di donne migrate,oltre che di donne uccise,stuprate e torturate anche psicologicamente da una società che rimane patriarcale nei contenuti.

(Anche se si adegua al lessico del movimento per non doversi vergognare del non fatto riguardo i diritti delle donne).

.In effetti la giornata contro la violenza aveva visto il solito rituale retorico della partecipazione delle istituzioni all’evento:atto dovuto

Poi scopri per caso una vera notizia.

Il 24 novembre quando la ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti si è recata alla Camera per discutere la mozione che prevede provvedimenti per finanziare centri antiviolenza e case rifugio, erano presenti otto deputati su 630.

Il movimento reale delle donne che può abolire lo stato di cose presenti,mi sembra,non abbia bisogno di manifestare la rabbia e la testimonianza solo il 25 novembre,per poi aspettare il 25 dicembre per celebrare la tradizione.

Per questo la manifestazione di Roma ha messo in campo rivendicazioni precise che,come ricordato sopra, riguardano strategie e lotta contro la violenza maschile come appunto centri d’ascolto, aiuti in campo sanitario,psicologico,scolastico ecc.

Interessante un reddito di libertà per le donne che intraprendono un percorso di fuoriuscita dalla violenza.

Se no il 25 novembre rischia di diventare come l’8 marzo, dove le mimose stancamente nascondono la donna come oggetto di consumo.

Nb.Sabato i live di Corriere della sera e Repubblica on line erano dedicati a quattrocento manifestanti no green pass di Milano,su Roma e le migliaia di donne poco.

Alla faccia della libertà di informazione.

26.11 Saremo anche primi per i vaccini, ma sui diritti civili facciamo pena: lacrime sul fine vita….( dopo Ddl Zan…)

Ci vantiamo con grande presunzione di essere primi in Europa per numero di vaccinati, per essere un popolo che ha seguito con grande entusiasmo le sollecitazioni del governo, scopriamo che abbiamo un senso dello stato superiore a quelle teutonico.

Poi quando il parlamento deve legiferare sul fine Vita, sollecitato da una società civile che ha nella testa il grido di dolore. di Mario,( nome di fantasia) che ha fatto appello allo stato perchè alla sua vita dolorosa e tragica sia posta fine con il suicidio medicalmente assistito, tutto si ferma nella gimcana amministrativa e giudiziaria: il testo del fine vita giace da mesi alla Camera.

PD, M5S,LEU e anche ITALIA VIVA vogliono accelerare i lavori, ma il centrodestra compatto temporeggia, sperando che il tutto sia ancora una volta rinviato.

Come nel caso del DDL Zan, in fondo si pensa che ci sono altre priorità essenziali per il vivere civile in Italia: lotta contro i contagi, Bianco Natale assicurato ai virtuosi, shopping da salvare, etc.

E’ ovvio che il tema di fine vita veda la Chiesa romana cattolica e apostolica contraria di principio.

Come nel caso dell’aborto non si può chiedere al Papa di dare il consenso alla Voluntas degli uomini quando il credo si basa sul fiat Voluntas Dei.

L’importante, già detto mille volte, è che l’autonomia dello stato laico venga rispettata da qualsiasi autorità religiosa.

Ma, come nel caso del Ddl Zan sulle discriminazioni di genere verso LGTB, la legge non obbliga nessuno a cambiare genere e identità, così per il fine vita nessuno ti obbliga al suicidio.

Il riconoscimento dei diritti umani delle minoranze,promossa anche dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite, è già in vigore in centinaia di paesi,ma in Italia democrazia,illuminismo e oscurantismo ballano il tango del moralismo,non della legge.

Senza dimenticare che per il Comitato etico, Mario ha i requisiti d’accesso al suicidio assistito, indicati dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato – Antoniani.

Nel caso in cui la politica debba decidere sulla vita e la morte di chi giace in un letto, aspettando che la dolce morte lo accompagni fuori dall’inferno, il rispetto della libertà di coscienza individuale dei parlamentari è scontata,se questo è il problema.

Quello che non è scontato è il rimandare sempre le questioni che riguardano i diritti civili come se questi fossero un appendice estemporanea della vita di donne uomini e bambini, come fossero meno importanti del PIL e del Pnrr.

Mario sì che è lasciato solo, perchè Mario con la sua lucidità ha deciso con il consenso dei familiari.

Mi ricordo che Mister B, che ora vuole essere risarcito del fango che la magistratura gli ha gettato addosso per anni con la candidatura al Quirinale sul caso di Eluana Englaro, la ragazza che a seguito di un incidente stradale, viveva in uno stato vegetativo da 17 anni, disse che poteva pure avere un figlio…

La sua morte avvenuta con l’interruzione della nutrizione artificiale costò al padre l’ epiteto di assassino da parte di prelati e parlamentari cattolici, sicuri di avere il primato di interpretare la volontà di Dio.

Se Mister B diventasse presidente della Repubblica….

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑