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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

2.3/1.2022 “Chi ha paura dei lupi stia lontano dal bosco”, G. Stalin…

A Giuseppe Stalin piacevano i lupi.

Li disegnava sui taccuini, sui quali annotava le dichiarazioni dei membri del soviet supremo.

“L’uomo d’acciaio” prediligeva il bosco, le foreste georgiane, o la selvaggia e infinita steppa dove la vita a trenta gradi sottozero era un’avventura del socialismo reale.

Ma perlomeno la sua crudeltà trovava la giustificazione nel machiavellico: il fine giustifica i mezzi.

La visione staliniana della vita dell’ homo homini lupus non è attraente, è ferocemente pratica e insieme dispotica,oppressiva e poliziesca.

Il grande Leviatano, il mostro biblico era lui:il capo branco era lui, con facoltà di vita e di morte degli animali del bosco.

E il bosco si tinse di rosso di milioni di dissidenti, anche di socialisti,anarchici, trotskysti che avevano esercitato l’eresia nella Chiesa del Cremlino.

Sono tanti oggi,anche di una sinistra sedicente riformista istituzionale,quelli che vogliono prendere il controllo del bosco pur avendo paura dei lupi.

Sono quelli che non vogliono saperne di affrontare i veri problemi del Paese, perché il cambiamento potrebbe nuocere ai loro interessi.

Fanno politica,fanno i governanti, fanno quelli che fingono di cambiare il mondo.

Poi, se tocchi loro uno straccio di privilegio,gridano al lupo,al lupo.

E i lupi,tutti lo sappiamo,fanno il loro.

Come tutti gli animali selvatici controllano il territorio,

Come tutta la classe al comando controlla il proprio bosco di caccia.

Il bosco del Potere è pieno di lupi che hanno il privilegio di sopraffazione verso chi è debole di cimentarsi con la ferocia della vita.

Un proverbio sassone recita: “Pellegrino, pellegrino se il cane ulula non uscire di casa”.

Star della politica,gente arrivata,giornalisti di grido,affaristi importanti,attenti al lupo concorrente travestito da immigrato,debito pubblico,ma soprattutto da virus pandemico ultimo modello.

Se ne avete paura, come minimo, cambiate mestiere.

31.12 Il vero complotto: voi metteteci i soldi,i proletari la loro fame..

Finché la triade Denaro – Merce – Denaro1 sarà considerata condizione naturale e non storica dello sfruttamento e del profitto, il mondo das Kapital andrà avanti anche con la pandemia…anzi soprattutto con la pandemia.

La mia affermazione è la scoperta dell’acqua calda?

A sentire l’opinione comune universale il fatto che la merce,compreso il proletario,sia sempre più solo denaro è avversata come vetero marxismo,come propaganda ideologica fuori tempo.

Non è da oggi che il lavoro è visto solo come profitto per l’uno e sopravvivenza per l’altro, la dialettica servo – padrone ,dunque, non ha via di uscita.

Proprio il 31 dicembre del 1991 la bandiera rossa ammainata dal pennone del Cremlino segnava la fine di quello stato operaio che doveva essere il superamento della contraddizione fra capitale e lavoro

(Paradiso, però, che milioni di lavoratori occidentali non sarebbero andati ad abitare,per parlare schietto…)

La tragedia del socialismo reale fatta non solo di sfruttamento,gulag e stalinismo,ma anche di utopia,partecipazione collettiva,sacrifici inimmaginabili,primato del bisogno collettivo sul desiderio del privilegio individuale,ha lasciato vuoti i tanti cuori dell’umanesimo possibile.

Quando Vladimir Putin disse che voler restaurare il comunismo è da pazzi,ma non averne nostalgia è non avere cuore,forse disse la cosa più giusta della sua vita.

Per cui ,oggi, se hai bisogno di lavorare per vivere devi adeguarti a considerare il prossimo solo come un concorrente sul mercato della forza lavoro.

In considerazione del fatto che al mondo sono le minoranze bastonate a credere che l’altro sia un fine e non un mezzo.

Sembra poco,ma è anche il tutto di milioni o miliardi di vite.

Ed è per questo che ancora bisogna battersi,quasi come un dovere morale e civile.

Non nel nome di un partito unico repressivo e regressivo,ma nel segno di un mondo migliore che ci sarà.

Buon anno.

29.12 – Si vede che la classe al potere non prende i mezzi pubblici ….

Ho preso il tram a Milano per andare in centro.

Non ho visto controlli,”lasa sta”, ha detto il solito qualunquista.

L’estensione del Super Green pass sui mezzi pubblici locali,sui treni regionali e interregionali è oggettivamente impossibile, anche se sulla metropolitana di Milano ogni tanto sulle carrozze entrano agenti della security.

Può funzionare come deterrente, perché in questo modo pure gli indecisi andranno a vaccinarsi.

Tutto bene,dai,anche se dopo i primi giorni di controlli spettacolari con carabinieri,polizia urbana,ecc,ora tutto sembra essere tornato alla normalità.

Il dottor Crisanti,canterino improvvisato,microbiologo dell’università di Padova, però mai arrogante e supponente nelle sue dichiarazioni, ha detto tranquillamente in TV che l’imposizione da fp2 sui mezzi pubblici salvaguarda meglio dei controlli.

Ma mancano le mascherine,difficili da trovare, visto che l’andazzo di Omicron è potente e indecifrabile.

I controlli, secondo il ministero dei Trasporti, riguardano una copertura a campione.

Troppa gente, troppo assembramento, soprattutto negli orari di punta.

In Europa non lo fa nessuno.

Lo sapevamo tutti,non ci vuole molto.

Così se vai sull’Intercity o sull’alta velocità il pass ti viene chiesto come da normativa, (ma non sempre),sui treni dei pendolari tutto è in divenire,tranne le norme di sicurezza.

La ruling classe,la classe al potere della politica, dell’informazione,affari e finanza, che viaggia con auto proprie o blu con autista,non sembra molto appassionata ad un dibattito che riguarda la massa stratificata di ceto medio e proletario, lavoratori in primis che lavorano anche in questi giorni.

Sui mezzi pubblici ci si contagia,lo dicono tutti i giorni ai talk,ma poi tutto resta fra le promesse di un mondo migliore.

Viene fuori che la “perfetta,” macchina statale funziona nella fiscalità ideale e metafisica del controllore di turno,pronto alla multa.

Problema secondario?

Andate a dirlo a chi sale sul treno alle ore 7,prende il metro alle ore 8,senza che nessuno gli chieda il pass,ma manco il biglietto.

Lui che ha fatto tutto per essere in regola, sbuffa,si arrabbia e spera almeno in mille euro al mese senza Covid.

27.12 – Il talk show populista:un polpettone sapido di banalità..

Il talk show,telecomandato dal main stream, ormai da anni dilaga su tutte le TV,con grande successo di ascolti.

Secondo i bottegai dello spirito,che nascondono lo spirito di bottega,il cittadino dovrebbe
essere convinto di alcuni stereotipi che deliziano il palato dello spettatore assuefatto al logos comune.

Ad esempio è stato detto che i Maneskin siano meglio del rock di qualsiasi band inglese e italiana degli anni sessanta e settanta.(Who o PFM ?).

Che la nazionale di Mancini sia stata la migliore di sempre,fino a disconoscere quella di Bearzot dell’ 82….

Che bisognava e bisogna stare con Draghi senza se e senza ma, perché senza di lui le banche chiuderanno.


Che dare la nocciolina della solidarietà a migranti,donne vilipese,disperati di ogni pianeta sia un dovere del palinsesto commenstibile,il compenso del parlare a vanvera su ogni problema.

Che essere per i vaccini anche per i bambini sia sfoggio di coraggio senza se e senza ma.

Questo e infinitamente altro è il politicamente corretto del conformismo di sinistra,che con la contrapposizione chiassosa della destra, forma un unicum di ecumenismo parolaio finto democratico.

Ad esempio, fra i tanti talk dell’offerta diseducativa spacciata per Kultur,ho avuto la disgrazia di vedere Carta Bianca,ultima puntata prima dell’attuale sosta.

Tempo fa il ritorno di Mauro Corona alla trasmissione della Berlinguer fece scalpore.

Costui,un Pico della Mirandola della narrazione televisiva ( è scrittore,drammaturgo,scultore,scalatore,filosofo..) aveva dato della ‘gallinella”alla Berlinguer in un delirio di onnipotenza da share.

Fu allontanato dal programma per manifesta presunzione di idiozia maschilista.

Poi è tornato alla grande con la sua saggezza montanara televisiva che fa audience.

Come in tutti i talk scoppiata l’ennesima rissa parolaia, si è assistito alla performance dell’arte della persuasione.

Ma est modus in rebus, diceva Orazio.

Intanto i filosofi sofisti dell’antica Grecia,persone serie, erano convinti che la verità non esiste.

Quando Protagora teorizzava che l’uomo e’ misura di tutte le cose voleva dire che non esiste una verità assoluta oltre la quale può andare la sensibilità empirica.

Gorgia, poi,anticipando i grandi retori e i grandi comizianti, sosteneva che e’ con l’arte della parola che si hanno in pugno le chiavi della città.

Insomma il sofista tramuta il discorso debole in forte con l’arte della persuasione.

Quello che oggi in maggioranza i politici,i guru del pensiero dominante,i clown del ragionamento tentano di fare solo per conquistare soldi,fama, notorietà,gettoni di presenza.

Ma sono così mediocri che il linguaggio, che loro chiamano di verità, è solo un contrabbando di luoghi comuni spacciati quali verità bibliche.

L’arte della persuasione populista qualunquista vuol essere un elisir di originalità.

È invece un cedimento alla sottocultura di massa.

Anche se la contrapposizione sofistica e non dialettica si presenta come approfondimento al servizio del pluralismo e democrazia.

Peccato,scontato.

NB, i gusti non si discutono,ma l’aria fritta passata per informazione, sì.

Chi è senza peccato scagli la prima menzogna…

23.12″ Sciocchezze da filosofi”, o filosofi delle sciocchezze, Buon Natale a tutti…

Su Repubblica, di spalla, Boeri e Perotti,alcuni giorni fa, sotto il titolo ” Sciocchezze da filosofi” hanno aspramente criticato la commissione Dupre,Dubbio e precauzione,costituitasi a Torino in dicembre che annovera fra le sue fila otto filosofi, tra cui Cacciari, Agamben, otto scienziati e sei giuristi.

La commissione, fortemente contraria all’uso politico del Green pass, quando si è proiettata verso le statistiche della pandemia per dimostrare che insomma fra vaccinati e non, non c’è differenza nell’infettarsi, è caduta in alcune contraddizioni e discrepanze sull’interpretazione dei dati che hanno offuscato i principi di autorevolezza della commissione.

Per essere precisi fino alla noia neologistica siamo infatti passati da un no green pass ad un no pasaran generale, con esplorazioni teoriche o meglio teoretiche ( metafisiche) di Carlo Freccero, in primis, che insiste sul senso di un complotto globale capitalistico dagli oscuri orizzonti.

E così Massimo Cacciari, la cui autorità filosofica è fuori discussione, è passato dal paradiso della saggezza democratica e civile al purgatorio delle sciocchezze filosofiche, preparandosi con la diffusione di Omicron, all’inferno delle balle spaziali.

Secondo me, e l’ho scritto decine di volte, alcune forzature sul Green pass nascondono comunque magagne che riguardano il fatto che sulla sanità pubblica di quartiere poco si è fatto, (medici di base) si è lasciato perdere il tampone e la sua tracciabilità contrapponendolo al vaccino; sulla possibilità di aumentare il servizio dei mezzi pubblici meglio lasciare perdere.

E cosa più importante sugli effetti collaterali dei vaccini e’ silenzio quasi tombale.

Poi però, in modo più razionale, se prendi i dati dei decessi dello  scorso anno paragonandoli con quest’anno siamo alla sintesi statistica non opinabile: le morti e le terapie intensive sono otto volte meno, il vaccino comunque è uno scudo.

Ma non mi sentirei di attribuire alla filosofia la  dizione “sciocchezze dei filosofi”.

A questo punto tra le sciocchezze propongo questa:

Io metterei Socrate in porta, la determinazione dell’universale,

Platone Aristotele , S.Agostino, S Tommaso in difesa, la fondazione della metafisica della cultura greco giudaico cristiana,

Galileo ,Cartesio,Spinoza,Kant a centrocampo,le scienze matematiche e l’illuminismo,

Nietzsche e Marx in attacco la critica al capitalismo e alle certezze dell’etica borghese.

Modulo 4 – 4 – 2 Allenatore G.W.F. Hegel,la filosofia come Assoluto.

Sto scherzando ovvio, ma poi mica tanto.

In realtà  i” filosofi delle sciocchezze” e non le sciocchezze dei filosofi,sono tanti.

Vanno in televisione o sui social, mettono insieme ,frasi fatte, aforismi, magia, alchimia, positivismo ,illuminismo  etc con la presunzione di un grande chef che si adatta a cucinare per una mensa aziendale.

Dall’altra parte,come ha palesato l’ultimo rapporto Censis, una parte di italiani è alla ricerca di un senso, visto che è profondamente delusa dai governanti dalla politica,ma pure dal clima di incertezza esistenziale e dalle irrazionalità della società civile del tutto contro tutti.

Forse  non basta pensare per essere filosofi, e come dire che basta saper camminare per essere maratoneti.

Ma la ricerca di un senso, movente di ogni ricerca filosofica  fatta di dubbi, domande senza risposta, frammenti di esistenza, pensiero di pensiero non puoi relegarla a esistenza parolaia.

Oggi più che mai che il sapere, che viene da secoli di ricerca, è considerato libresco e superato anche dall’ultimo degli imbecilli.

Meglio un Socrate insoddisfatto che un porco soddisfatto scriveva J.S Mill.

Buone feste, tanta salute,e grazie.

22.12 Covid “Lasciate che i bambini vengano a me”..

Dai 5 agli 11 anni.

Tocca a loro,proteggersi dalla pandemia con vaccino pediatrico che troveranno sotto l’albero di Natale

I dubbi sulla liceità della puntura ai bimbi è stata fugata dall’ Ema, Agenzia europea dei medicinalii e dall’AIFA,Agenzia nazionale dei farmaci.

La parte della virologia che non ha dubbi sul rapporto costi e benefici.  ( espressione ridicola per la salute,buona per vendere uno shampoo),ha dato l’ok alla somministrazione del vaccino ai bimbi.

Nonostante il mercato della psicosi in TV,nonostante il moltiplicarsi di dati e di anedottiche empiriche rassicuranti sullo status dei bimbi,il vaccino ai più piccoli non è un problema da poco per i genitori che hanno figli in quella fascia di età.

Non basta infatti annunciate un evangelico,” lasciate che i bimbi vengano a me” per rassicurare milioni di famiglie.

Anche in questo caso si dimenticano i dietro front sul vaccino astrazeneca,il dibattito sulla sperimentazione o meno dei nuovi vaccini che non hanno nulla a che fare con quelli somministrati da decenni anche ai più piccoli.

Sento che anche avere  dei dubbi sul vaccino agli infanti sia testimonianza  di collaborazionismo no vax.

E credo che questo sia il segnale della barbarie culturale, dell’intolleranza di una parte consistente dell’ opinione pubblica, che a tutti i costi vuole rimuovere il senso proprio della ricerca scientifica,per affidarsi poi alla scienza in modo fideistico e religioso.

Il percorso scientifico da sempre è fatto anche di dubbi cartesiani,ripensamenti sperimentali,teorici,che non hanno nulla a che fare con le vulgate demenziali no vax.

La scienza diceva il filosofo Francis Bacon è cooperazione fra accademici, non generalizzazioni sillogistiche popolari tipo” tutti quelli che sono contro i vaccini sono portatori di morte,tu sei contro i vaccini,tu sei portatore di morte”.

(Pure se sei un angelo caduto dal cielo di  5 anni?).

Persino Crisanti,microbiologo universalmente  stimato, quasi sempre  ospite a la 7 dalla Gruber, ha ribadito che il vaccino ai più piccoli potrebbe arrivare al 50 per cento, se va bene.

L’isteria da caccia alle streghe che dimora nelle trasmissioni generaliste dei talk show più seguiti risparmierà i genitori dei bambini non vaccinati?

Crucifige tenetelo per la Quaresima,non per Natale, dove si può dare di più.

20.12 -Op. Barbarossa – La guerra Patriottica vs. i nazifascisti salvò la democrazia, promemoria per fascio leghisti….

Brano tratto dall’ebook Operazione Barbarossa e Pearl Harbour guerra totale, da 1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta, vol, I di Pierluigi Raccagni

completamente gratuito

  1. IL GORGOGLIO DELL’ACQUA

Finalmente il 3 luglio dopo la crisi di fine giugno Stalin prese la parola.

Doveva ribaltare una situazione dove lui stesso aveva dapprima negato l‘evidenza dell’aggressione, aveva diffidato dei suoi generali che aveva decimato in purghe orribili e sanguinose, era fuggito davanti al momento della verità.
E quel discorso, che sembrava esitante, pieno di pause e intervalli per ingollare rumorosamente un sorso d’acqua fu impressionante dal punto di vista psicologico fin dalle prime parole:

“Compagni, cittadini, fratelli e sorelle, combattenti del nostro esercito e della nostra marina (…)”.
Mai aveva parlato con tale semplicità al cuore della sua gente. Pur palesando qualche esitazione, interrompendosi spesso per bere dell’acqua, il suo monito alle sorelle e fratelli dell’Unione Sovietica fece breccia.

Spiegò con efficacia i punti cardini della giusta guerra per la difesa della Patria, termine estraneo al suo vocabolario politico


“Questa guerra ci è stata imposta e la nostra patria ha intrapreso una lotta per la vita e per la morte contro il suo nemico più malvagio e più perfido il fascismo tedesco. Le nostre truppe combattono eroicamente contro gravi disparità, contro un nemico pesantemente armato di migliaia di carri e di aerei (…)
Il nemico è crudele e spietato.


Egli mira ad arraffare la nostra terra, il nostro grano, il nostro petrolio. Egli vuole restaurare il potere dei padroni delle terre, ristabilire lo zarismo e distruggere la cultura nazionale dei popoli dell’Unione Sovietica…e trasformarli in schiavi di principi e baroni germanici. Non vi è posto nelle nostre fila per i piagnucoloni e i vili, per i disertori e i seminatori di panico. Il nostro popolo deve essere impavido nella lotta e combattere disinteressatamente la nostra guerra patriottica di liberazione contro gli oppressori fascisti”.
Cfr. Alexander Werth. op. cit. pag. 177

Evoco’ grandi eroi della storia russa, fece appello ad una grande Guerra Patriottica contro “demoni e cannibali” che potevano essere battuti.

È stato da più parti osservato che la dichiarazione di guerra di Stalin era contro la Germania fascista, ma anche contro i piagnucoloni, vili e disfattisti.


Stalin proseguì coerentemente la sua politica del terrore: contro i nazisti, ma anche contro coloro i quali non sottostavano alla mobilitazione generale.


Una legge sulla precettazione al lavoro obbligò le donne dai 18 ai 45 anni a costruire otto ore al giorno fortificazioni, difese rudimentali, trappole anticarro: fu allungata la giornata lavorativa di tre ore, tutte le ferie vennero sospese.
Fu promulgato il famoso ordine 270 che condannava come “traditori della patria” tutti coloro che si arrendevano o cadevano prigionieri.


I comandanti che fallivano la difesa venivano arrestati, fu dato a Beria l’ordine di epurare quegli ufficiali che non davano garanzie politiche, che si dimostravano disfattisti, arrendevoli.

D’altronde il giuramento dei soldati sovietici era la sintesi dell’eroismo del popolo russo e della spietatezza staliniana: “Io cittadino dell’URSS, dal momento in cui entro a far parte dell’Armata Rossa degli operai e dei contadini, faccio giuramento e promessa solenne di essere un combattente valoroso attento e disciplinato, degno dell’onore dell’Armata Rossa, di rispettare rigorosamente i segreti militari e di stato e di obbedire senza esitazioni a tutti gli ordini di servizio e prescrizioni di comandanti, commissari politici e graduati. (…).
In ogni istante sono pronto a combattere agli ordini del governo degli operai e dei contadini, per la mia patria, l’URSS, e, come combattente dell’Armata Rossa degli operai e dei contadini, giuro di difenderla valorosamente, oculatamente, con dignità e con onore, senza risparmiare la mia vita né il mio sangue per raggiungere la vittoria finale sul nemico.
Qualora io dovessi intenzionalmente venir meno a questo mio solenne giuramento, mi meriterò la dura punizione della legge sovietica, l’odio e il disprezzo di tutti i lavoratori”.
Cfr. Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale

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17.12 Patrioti erano anche i Gap,Gruppi di Azione Patriottica, che combatterono contro i nazifascisti….

Quando sento parlare di patrioti a Meloni,Salvini e Berlusconi mi viene da ridere per non piangere: penso a mio padre, partigiano ricercato dai nazifascisti perché renitente alla leva della Repubblica sociale.

Nel senso che mi interessa relativamente poco che un pregiudicato per frode fiscale, amico dei fascisti, si inventi l’occasione di diventare padre della patria, sponsorizzato da una destra non conservatrice,ma rimasta reazionaria e filo fascista.

Se si pensa alla nostalgia almirantiana della Meloni per non parlare di Salvini che ha definito farsa lo sciopero generale..

Mi dispiace per mio padre morto pochi anni fa,ma soprattutto per quei partigiani che hanno dato la vita per un ideale di patria che non ha nulla a che fare con il nazionalismo retorico e idiota di Meloni e Salvini e con la piaggeria di mister B.

Se Patriota vuol dire respingere i migranti, discriminare le minoranze,fondare la nazione su slogan sovranisti,costruire muri di qualsiasi genere, patriota allora è un termine da respingere.

Se invece intendi patriota di libertà,di democrazia,di un mondo migliore la cosa cambia: la guerra patriottica del proletariato sovietico durante la seconda guerra mondiale,ad esempio, salvò la democrazia nel mondo,piaccia o non piaccia.

I Gap,acronimo di gruppi azione patriottica che agivano in clandestinità nelle città del nord della Repubblica sociale italiana, si battevano per una nuova Italia e per cacciare i tedeschi nazisti invasori.

La Resistenza coincise con il processo di liberazione,con la lotta strenua contro il Male assoluto.

Che c’entra tutto questo con il patriottismo di personaggi di basso profilo istituzionale come Berlusconi,Meloni e Salvini,?

Perché da parte del PD si tratta con questa gente su categorie storiche strumentali?

Volete al colle dopo Pertini e Ciampi partigiani,dopo un galantuomo come Mattarella, fenomeni da baraccone come il Cavaliere nero dell’anticomunismo viscerale?

Fate pure rappresentanti del popolo.

Di che cosa avete paura,degli antifascisti?

Il proletariato non ha nazione.

15/16/12 S(c)iopero – Il partito che fu fondato da Gramsci e Togliatti infastidito dallo sciopero generale..

Il PD che da tempo ha abbandonato gli operai,come da sondaggi non opinabili, ora è perplesso sullo sciopero generale di domani 16 dicembre indetto da due sindacati storici come Cgil e UIL.

Andrea Orlando, ministro del Lavoro PD, ad esempio,ha sostenuto che lo sciopero è legittimo,ma non lo condivide, Beppe Sala è incappato in una gaffe in piazza Fontana fuori contesto etc.

Affermare da parte dei politici che lo sciopero è legittimo è inutile, lo prevede la Costituzione,non c’è altro da dire.

Si dice invece, che al peggio non c’è mai fine.

Eppure anche se non sei più comunista, né socialista, né socialdemocratico Letta e compagni dovrebbero capire che chi campa con stipendi da fame e in circostanze ambientali da miseria, ha il diritto di cercarsi una via d’uscita con la lotta,non accumulando solo straordinari e lavoro nero.

Dovrebbero rendersi conto che piani straordinari per occupazione, lotta al precariato, licenziamenti e in genere piani vs. la povertà salariale hanno bisogno della partecipazione della variegata classe proletaria.

Noi crediamo che Letta e compagni lo sappiano benissimo.

Ma non vogliono seccature alla vigilia dell’elezione del presidente della Repubblica e dei loro giochi da politicisti inutili per la democrazia dei meno abbienti.

Che poi il PD,al governo con Lega e Forza Italia e cinque stelle,si accontenti della manovra è surreale.

La manovra economica partorita dalla GRASSA coalizione e contestata dai sindacati,infatti, è la sintesi di un compromesso al ribasso che Draghi ha dovuto mettere sul tavolo per evitare spaccature clamorose fra le varie corporazioni politiche ed economiche: questo ha detto Landini in tutti questi giorni.

Lo sciopero in questione è un atto dovuto, è il minimo sindacale richiesto dall’autonomia dei bisogni,non da quella dei desideri.

Lo sciopero azzoppato,visto il parere dell’Autorithy sulla protesta nei servizi pubblici,naturalmente è stato contestato dai soliti reazionari di mestiere che vedono nello sciopero generale l’inizio di un sovietismo che danneggia consumi e buste paga nel periodo natalizio delle tredicesime.

I moderati de sinistra,invece,si vedono messi sul banco degli imputati: si è fatto poco o nulla da parte del governo dei “migliori” per ridurre le disuguaglianze.

Insomma che la Lega,la Confindustria di Bonomi e Forza Italia siano contro lo sciopero è normale,che Fdi e Ugl dicano che sarebbe meglio un patto corporativo patriottico da destra sociale e’normale.

Ma che al coro della zona grigia si unisca quel partito dei Gramsci,Togliatti,Longo e Berlinguer, fa dubitare anche chi ancora pensa che Letta sia un compagno…che sbaglia.

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