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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

26.1 – Hic sunt peones: a Montecitorio clima grottesco da democrazia in remoto..

Dopo le fumate nere al festival del dio Quirino in attesa dei Maneskin a Sanremo, l’Italia prima nella crescita del Pil in Europa, sulle prime pagine dei network per tennis e sci,colosso continentale nelle esportazioni manifatturiere,ben piazzata nella graduatoria dei paesi con più corruzione percepita, pare un pianeta di cittadini stremati,stanchi e disillusi.

Quello che sta accadendo a Palazzo con la votazione del presidente è l’immagine del fallimento di una dialettica democratica strategica: si vive di tatticismi che durano un arco temporale di un caffè alla buvette.

Lo si sa ,lo si dice, lo si scrive, lo si grida: estenuante per tutti i normali.

I marziani del politichese di alto profilo,invece, hanno una consistenza ontologica di basso profilo, quando si tratta di lavorate per il bene comune.

Lo hanno scritto pure gli esegeti della borghesia progressista Aldo Cazzullo e Walter Veltroni sul Corriere della sera:vorremmo tornare alla normalità,siamo stanchi, ma quello che accade a Montecitorio è surreale…

Si è scritto anche qui migliaia di volte.

La certezza generale è una sola: presidente A o B,governo C o D,difficile uscire dalla palude dell’emergenza perenne.

Si può solo giocare di rimessa nel panorama internazionale,sperando che il debito pubblico non ci sommerga per sciagurata gestione della crisi istituzionale.

I parlamentari in azione per il Colle paiono invece decisamente preoccupati:come coniugare pagamento del mutuo,fine della legislatura,alto profilo del nuovo presidente, eccetera?

Auspicabile,che per lenire le sciagure di un futuro drammatico per il Belpaese, si trovino personalità politiche non candidate solo alla spudorate menzogne del gioco delle parti.

Siamo una grande nazione occidentale che tifa per il tirare a campare.

Non so se si è notato come il day by day sia scandito da Colle,data room,long form,approfondimenti, pandemia e vana chiacchiera.

Sulla situazione economica si stanno aspettando i ristori,di chi si è fermato per l’ ennesima volta,mentre preoccupa il caro bollette, l’inflazione e cose che nel Paese dovrebbero vedere meno contrapposizioni di facciata.

La macelleria sociale degli incidenti sul lavoro va avanti imperterrita,pure nello stage scuola – lavoro è morto un ragazzo di soli 18 anni…

Quando si parla di soldi Draghi è insostituibile.

Perché il Pnrr è, più che una possibilità,una gatta da pelare per politici che vogliono i soldi non per la Repubblica,ma per rivendicare la res partes del loro potere.

La stanchezza generale viene da lì.

Di prevedibile c’è solo una classe dirigente che dalla crisi della prima Repubblica ha perso la bussola e dalla seconda ha perso la vergogna.

D’altronde quando alle elezioni suppletive per il collegio vacante di Roma si presenta il dieci per cento dei votanti, si capisce il disgusto generale verso il Politico.

Però ha ragione chi sottolinea in questi tempi che la visione di un popolo virtuoso, contrapposto ai politici corrotti, non sta in piedi ora, né stava in piedi prima.

Nel contempo però dall’alto non viene nessun gesto dimostrativo di coraggio nel cambiare qualcosa,se non altro la burocrazia che ammazza anche i più pazienti.

Ci si adagia sulle buone notizie di un giorno,riguardo salute e tenuta sociale.

Le elezioni presidenziali sono seguite con un certo interesse,in fondo sono un diversivo al bollettino della pandemia.

Ma non c’è uno scatto di orgoglio,un pizzico di altruismo degno di nota nella farraginosa corsa per il Colle.

Il toto presidente a oggi è fermo alla seconda fumata nera,alle schede bianche e alle indicazioni sparse,si punta ancora su Draghi o il ritorno di Mattarella?

Si guarda ad un accordo fra i partiti,i veti sono incrociati, si fanno i nomi di Frattini,Casini,Casellati,Pera, Zoff,Cabrini,Gentile,Oriali,Collovati………

Porta pazienza, Sandro

24.1 Tutto il Colle minuto per minuto….

Forse bisognerebbe ricordare che l’ Italia è una repubblica parlamentare,non semi presidenziale come in Francia o presidenziale come negli Stati Uniti.

È meglio rammentarlo, perché da oggi alle h. 15 sembra che il popolo debba eleggere un Presidente solo al comando, con facoltà di usare il telefono rosso per il lancio di missili atomici,come nei film americani.

Invece oggi si riuniranno solo 1009 parlamentari di Camera e Senato che,come da costituzione,dovranno conferire un mandato presidenziale della durata di sette anni.

Se non fosse per la nullità politica della sua classe dirigente,non sarebbe uno psicodramma nazionale.

E nemmeno un grottesco spettacolo della politica al servizio del potere di partiti moribondi che vogliono fare la storia, senza passare dalla cronaca di una crisi economico e sociale indefinita.

Questa volta il virtuoso populismo dell’italiano medio pronto a votare il demagogo di turno non avrà colpe.

Votano i professionisti istituzionali della rappresentanza,taluni nel parcheggio di Montecitorio perché positivi.

In questi giorni nelle segrete stanze e in TV si agitano Richelieu che millantano di avere un incarico per tutti:da Rizzo,a Renzi a Razzi sono tutti kingmaker di alto profilo…

Da più di un mese i professionisti della polis giocano alla Telesina, poker italiano con una carta coperta.

Il rebus è noto anche a noi.

Se Mario Draghi va al Colle,il governo potrebbe andare in vacca.

Si spaccherebbe soprattutto il centrodestra di governo,coi cinque stelle di Conte che dovtebbero trovarsi un lavoro perché è presumibile che ci siano elezioni anticipate.

MisterB,che voleva essere eletto dal popolo,dopo aver fatto i conti della serva, ha deciso di ritirarsi per amor di patria.

Ha ribadito che Draghi deve rimanere al governo.

Silvione ha quindi solo risolto la sua candidatura tenendo in scacco i partiti per una settimana: delirio di onnipotenza di un Cavaliere rimasto Nero che ha rilanciato il ruolo di Forza Italia nel centrodestra.

Rimane la lista della carte coperte: si va dal filosofo Pera,al dottor Sottile Amato, dall’equilibrista Casini a Gianni Letta,da Casellati a Letizia Moratti perché donna fa bello e pure progressista ( pura retorica) e poi chissà chi.

I quirinalisti si aspettano confusione nelle prime tre chiamate “a fumata nera”, poi da giovedì un accordo su un nome da intercettare.

Ma nessun personaggio è convincente,nemmeno per i grandi elettori.

Secondo il Financial Times e N.Y Times, Mario Draghi presidente, assicurerebbe autorevolezza all’Italia per ben 7 anni, i Bpt poliennali sarebbero al sicuro,le riforme del Pnrr un marchio di fabbrica.

E il Pnrr potrebbe essere messo in sicurezza da un tecnico di valore dell’ attuale sgangherata coalizione, suggerito proprio da Mario Draghi e tutto sommato digeribile ai partiti di governo fino fine legislatura.

Le elezioni anticipate,invece,manderebbero il fragile sistema Italia all’inferno,solo la Meloni che attualmente in Parlamento ha il 4 per cento, ne sarebbe felice.

I tempi del partigiano Pertini però sono finiti,la serietà di Mattarella non può essere comprata.

Fate il vostro gioco.

Il compagno Sandro vi guarda…

La Repubblica è antifascista

21.1 Italia- A 40 miliardari la ricchezza del 30% degli italiani poveri…ma va bene così

Tra gli uomini più ricchi del pianeta non ci sono solo americani,cinesi,emiri,imperatori della logistica, etc.

Ci sono anche la dinastia Agnelli,la dinastia Luxottica,Campari e pure mister B, che con la sua autocommiserazione è la materializzazione della povertà culturale ed etica del capitalismo italiano.

Più si chiacchiera della lotta alle disuguaglianze,più si scopre che i diseguali in anni difficili per noi gente normale,sono sempre loro.

Quelli che fanno soldi grazie alla compiacenza di un liberalismo accattone che, anche in nome della crisi pandemica, non solo non hanno sborsato niente,ma sono diventati più ricchi.

La questione morale del divario sempre maggiore fra ricchi e poveri non interessa la coscienza servile della destra populista, la sinistra ne parla, ma non sostiene l’idea del conflitto.

I Cinque stelle salvano in corner il diritto di esistere con il Rdc,anche se il grillismo sembra finito nella spazzatura della cronaca a causa del traffico di influenze ( Col Covid c’è da toccar ferro).

Sostenere,poi, che mister B sia un bravo capitalista perché è il primo contribuente italiano, è un’ovvietà lapalissiana abominevole.

La fiscalità progressiva fu introdotta dalla borghesia rivoluzionaria dalla fine del ‘700.

Applaudire i grandi capitalisti perché pagano le tasse è quindi uno schiaffo in faccia,uno dei tanti,a quelli che le pagano da sempre non arrivando ad minimo salariale europeo,oppure a pensioni dignitose.

Una pletora di maggiordomi dei miliardari,che davanti alla lotta di classe continuano a sottolineare che è meglio la libertà d’impresa che l’uguaglianza assistenziale,si dimostrano servi incompetenti: non siamo al confronto fra cittadini di regimi comunisti eguali in miseria e cittadini liberi diseguali in democrazie liberali.

L’estesa lobby falso capitalista, di fatto corporativa, è sempre il peggio:il ceto di riferimento del partito delle libertà sono quelli che temono che se introduci più giustizia sociale, più togli loro privilegi.

Il desiderio di immortalità trasferito nella ricchezza patrimoniale da parte dei fruitori di plusvalore prevede sfruttamento,elusione fiscale,piagnisteo continuo verso lo stato che dovrebbe compensare il loro desiderio di dominio di superuomini sulle specie viventi con un Pnrr distributivo a das kapital,per fare un esempio fresco fresco.

In fondo sono dei poveracci,che hanno un futuro solo in lasciti familisti nei camposanti dei sepolcri imbiancati.

Ora che l’inflazione del 4 per cento comporterà un’erosione dei salari vedremo i nostri capitalisti in auge approntate la classica operazione tardo capitalista.

Quella per cui,per non aumentare i salari si aumenterà la disoccupazione:un classico dell’orrore che anche la sinistra istituzionale accetterà per tentare di uscire dalla crisi pandemica.

17.1 Filosofia -Paragonarsi a Socrate è impegnativo…il filosofo fu coerente fino alla morte..

Massimo Cacciari, dopo aver fatto la terza dose, è stato attaccato dalla destra no vax, che gli ha dato del buffone, e dalla sinistra pro vax senza se e senza ma, che dubita della conversione sbandierata dai social di tutto il mondo unitevi.

La stessa sorte di Antonio Giolitti negli anni venti del secolo scorso: attaccato da Gramsci perchè liberale, e da Benito Mussolini perché troppo socialista.

In altri termini più terreni: se sei bello di tirano le pietre , se sei brutto ti tirano le pietre ,qualunque cosa fai tu sempre pietre in faccia prenderai ( Cfr, Antoine Festival di Sanremo, prima Repubblica).

Il grande filosofo italiano o l’esimio cattedratico di filosofia, che aveva fatto le due dosi ,alla terza si è quasi paragonato a Socrate ligio alle leggi dello stato, anche se non li condivideva.

Il parallelismo pare azzardato.

Poiché Socrate ,come si sa, per coerenza bevve la cicuta in carcere anche se poteva lasciare la città di Atene,dove gli era stato impedito di esercitare la sua ricerca.

Ma soprattutto perché il suo “conosci te stesso”,il suo “sapere di non sapere” ,la sua ricerca indefinita di una verità assoluta non prevedevano nessun incasso di onori, gloria, prebende.

Contrariamente ai sofisti, infatti, Socrate non si faceva pagare per le sue lezioni.

Sosteneva che non aveva niente da insegnare agli altri: voleva tirar fuori, ex – ducere, quello che loro avevano già nell’anima, ma non sapevano di avere

È incontestabile però che il filosofo Massimo abbia ragione sul perdurante stato di emergenza psicotico della pubblica opinione filogovernativa riguardo alla pandemia.

Siamo d’accordo che la trasmissione dei dati sia ballerina quasi un bollettino di guerra dove arrivano i nostri…

Anche se con i dati il filosofo Massimo ha dato i numeri.

La sua presunta controinformazione sulla consistenza della pandemia è nulla.

Ma, comprenderà meglio dei comuni mortali, che farsi la terza dose convivendo con il Cln del giurista fondamentalista no vax Ugo Mattei e con il reset di Freccero, è un bel modo di state nel mondo di mezzo della miseria della filosofia.

Forse non c’era bisogno di scomodare Socrate e il tempio di Apollo per rimettersi a posto nell’ Olimpo della Gruber e di altri talk show che profumano di filosofia da vendere.

E poi se è vero che il sistema Italia è in continua emergenza da parecchi decenni, ci si chiede in tutta buona fede, come mai il pungolatore di professione ( così si è finito), non si schieri con gli ultimi,coi diseredati a costo di perdere qualche simpatia del politichese della sinistra bla bla.

Prima vivere, poi filosofare...

Oppure vai avanti te, che a me scappa da ridere.

un filosofo della prassi, ciao Gino

14.1. – L’Italia è un paese che segue le regole?

Ormai è universalmente acclarato : almeno in televisione e sui media.

Il Paese segue le regole, nonostante la sua cattiva reputazione in fatto di senso civico .

Ma la confusione è tale, ( vedi il tormentone sulla scuola), che il modello Paese scema appena ti trovi a fare i conti con la quotidianità.

Dopo due anni di Covid, il numero dei vaccinati,il numero di persone che porta la mascherina,segue le direttive dell’Iss,si mette in fila per farsi il tampone dimostra,secondo gli osservatori stranieri di quasi tutti i paesi che contano nell’Occidente, che siamo cambiati.

In meglio?

Difficile dirlo, più facile negarlo.

Nonostante la stima dell’ Europa e dell’America, se stai in Italia,non da turista per caso,percepisci invece un indiscusso malessere che non dipende solo dalla pandemia.

Essere disciplinati e avere senso civico e cura delle istituzioni,vuol dire, forse, essere attenti alle morti sul lavoro,al numero dei poveri.al divario di classe,alla sanità pubblica, all’evasione fiscale,agli investimenti nella scuola, all’accoglienza decorosa dei più bisognosi,etc.

In tutto ciò e altro l’Italia è maglia nera in Europa da decenni.

I dati della pandemia che mettono il Bel Paese fra i più “curabili” e virtuosi vengono considerati oggettivi.

Perché i dati non valgono quando si tratta di parlare di carceri,lavoro minorile,sfruttamento delle donne,numero infimo di laureati,abbandoni scolastici?

Se tu parli con qualcuno nell’Agorà fisica lo sconcerto è unanime come lo è da una lunga vita.

Sull’agorà via web tutto è già stato detto.

E non è che faccia piacere che per spumante e agroalimentare siamo fra i primi,mentre per salari e pensioni siamo fra gli ultimi.

Né ti bastano i virtuosi e giusti appelli a non intonare requiem da fine del mondo,non avvalorare il travestimento del piove governo ladro e il narcisismo del tanto” nel bene e nel male siamo così”.

Se l’ultimo sondaggio ti dice che il trenta per cento degli italiani è contro il green pass per lavorare, vorrà dire pure qualcosa,o no?

Di necessità in virtù.

Le ultime decisioni della cabina di regia sono la materializzazione del speriamo che me la cavo per contenimento della variante Omicron.

Collaboreremo per forza d’inerzia, certi di aspettarci nulla.

Niente di male,ma le esaltazioni del siamo campioni d’Europa anche nel calcio sono sbiadite.

E Brunetta che gongola per essere un ministro all’altezza dell’Europa nell’amministrazione pubblica è un non senso concettuale.

12.1 – Emergenza scuola:una vergogna sovranazionale, oltre il Covid…

È da quando ho cominciato a insegnare (1977), che sento dire che il sistema scolastico è in crisi.

Istituti fatiscenti,abbandono scolastico,riforme dei programmi mai attuati pienamente,scuole di periferia abbandonate, stipendi da fame ai prof.:in 40 anni di insegnamento il leit motiv non è mai cambiato.

Tanto che è diventato un luogo comune.

In questa settimana,poi,la diffusione di Omicron ha messo “sotto attacco” la scuola in ogni ordine e grado,mai così tanti contagi fra studenti,maestri e professori.

E sì che,come sostengono anche parecchi esperti, ci sarebbe la possibilità di monitorare tutti quelli che entrano a scuola attraverso medici scolastici e presidi sanitari.

Paura della Dad,paura di una presenza insicura,studenti sempre più frastornati da protocolli che cambiano di giorno in giorno:kaos,insomma,come sempre quando si deve decidere della vita delle giovani generazioni.

E vero che dalla Francia,dalla Germania e dall’Europa in genere,arrivano notizie di migliaia di classi in Dad,ma lì per la scuola si stanziano fondi che noi ci sognamo; come viene ricordato da destra,centro,sinistra etc.

Qui per parlare di scuola ci vuole la solita emergenza precari, bidelli, operatori scolastici, crolli di soffitti,oppure una bella pandemia ogni volta all’anno.

Patrizio Bianchi,ministro istruzione continua a ricordare che in un paese “aperto ” non si può tenere chiusa la scuola,ma non basta nemmeno aprire solo il portone.

Mario Draghi ha sottolineato che la Dad crea disuguaglianze.

Non ci voleva molto a capirlo,ma quanti soldi del Pnrr sono stati messi nella scuola?

I presidi ,i sindacati, pensano intanto che la scuola sia allo sbando di fronte a Omicron,mancano pure le mascherine ffp2.

Le polemiche si sprecano fra posizioni regionaliste e centraliste.

Sta di fatto che ogni governo da mezzo secolo giura che investirà di più in educazione.

Promessa che risulta balla spaziale,solo quando saltano fuori problemi di malessere delle giovani generazioni in età scolare come in questo caso

Ci vorrebbe un comitato di liberazione nazionale dall’imbecillità diffusa e dall’insipienza presuntuosa di parecchie autorità.

De Luca, governatore Campania, che ha tenuto chiuso materne, elementari e medie per un giorno, è stato ribaltato dal ricorso del governo:il solito impazzimento.

Se si vuole educare bisognerebbe che gli adulti mostrassero il buon esempio,anche con la scuola chiusa.

Gratuito fino al 14 gennaio,clicca sotto

10.1 – I caporali nazifascisti hanno fatto solo cose malvage, chi lo nega è un criminale…

da Pierluigi Raccagni 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta,vol 1, in inglese gratuito qui sotto il 1940..

1940. IL GROSSO CAPORALE ENTRA IN GUERRA

L’Italia non era entrata in guerra con la Germania contro la Polonia. La decisione aveva accontentato davvero tutti.

Francia e Inghilterra, ad esempio, furono sollevate dalla momentanea non belligeranza dell’Italia, che secondo loro, avrebbe potuto anche trasformarsi in una neutralità permanente.

Non per niente l’Inghilterra e la Francia avevano stipulato patti commerciali con l’Italia.

Anche la Germania, in fondo, non era troppo dispiaciuta che l’Italia fosse stata alla finestra quando Hitler aveva annientato la Polonia.

Da una parte gli italiani, agli occhi dei tedeschi, erano ambigui per i loro scambi economici con gli Alleati, ma in fondo la non belligeranza aveva tenuto psicologicamente in apprensione proprio la Francia durante il periodo della “Drôle de guerre”, (nessuno immaginava che l’esercito del Duce fosse poca cosa).

Il problema per l’Italia era se fosse ancora sostenibile la non bellige- ranza da parte del regime di Benito Mussolini.

Il Duce era convinto che la pace armata avrebbe portato l’Italia ad un ruolo subordinato rispetto alla Germania.

Anche se i rapporti con Francia e Inghilterra politicamente erano ai ferri corti, l’impreparazione alla guerra avrebbe comportato una condotta difensiva e passiva nell’ambito del Patto d’Acciaio.

Una soluzione c’era per il grosso caporale Benito: una colorita e semiseria breve guerra che comportava una condotta scaltra, da furbacchioni, da veri e consumati commedianti.

Le tappe di avvicinamento “all’ora delle decisioni irrevocabili” sono pertanto sofferte, ma tutto sommato scontate.

Il 10 aprile del 1940, quando la Germania invase la Norvegia, l’uomo Mussolini fremeva per entrare nella storia, sentiva che la Germania avrebbe vinto la guerra e cominciò a lamentarsi della sua solitudine di italico guerriero incompreso.

Il Duce sosteneva che era “umiliante stare con le mani in mano mentre gli altri scrivevano la storia”.

“Per fare grande un popolo bisogna portarlo al combattimento, magari a calci in culo”, disse il novello Cesare. “Così farò io”.

Mussolini era convinto che bisognava cogliere l’occasione per misurare la Marina con quelle franco-britanniche perché forte di 600.000 tonnellate di naviglio.

Guardacoste e panfili servivano per “portare a passeggio le signorine”, l’Italia fascista non aveva la flotta più potente del mondo?

C’era consenso servile, quasi unanime, da parte dei cortigiani di Mussolini in cerca di gloria e di facili ricchezze sulla volontà del Duce per un’entrata in guerra da decidere entro breve tempo.

Lo stesso Badoglio, in una riunione dove parteciparono i capi di Stato Maggiore, disse che ormai era inequivocabile l’assoluta volontà del Duce di intervenire nella direzione e nel momento opportuni.

“È indispensabile quindi affrettare i preparativi”.

Galeazzo Ciano aveva sempre manifestato la sua posizione antitedesca. Il genero di Mussolini nonché Ministro degli Esteri, aveva fatto due conti e comprendeva che con la Germania non solo c’era poco da guadagnare, (in cambio di materie prime i tedeschi avrebbero preteso dagli italiani prodotti alimentari, violando così il sistema dell’autarchia, sulla quale si reggeva la fortuna della borghesia fascista che faceva riferi- mento a Ciano), ma c’era anche da aver paura delle conseguenze.

Ciano sapeva che i tedeschi in Polonia stavano facendo un vero e prprio macello fra la popolazione civile; ciò certamente non lo preoccupava dal punto di vista umano e morale.

I tedeschi e la loro pratica terroristica spaventavano i Ciano e la monarchia che volevano trarre enormi vantaggi e profitti dalla guerra senza sporcarsi troppo le mani.

Ciano non era dignitosamente contro la guerra.

Fu lui a passare agli occidentali le foto della mattanza commesse dai soldati tedeschi in Polonia, fu lui a premere sulla stampa perché rima- nesse equidistante nel raccontare la campagna nazista all’est, fu lui il 7 dicembre del 1939, a rivelare la clausola segreta del Patto d’Acciaio che prevedeva tre anni di tempo prima di scatenare la guerra. Hitler era quindi un bugiardo in malafede, Mussolini un caporale grande e grosso invidioso di un caporale piccolo diventato grande troppo in fretta.

Gli affari, secondo il fascista Ciano, andavano a gonfie vele, e più l’Italia se ne stava fuori dal conflitto, più aumentavano i profitti degli indu- striali e della classe dirigente: “La neutralità comincia a dare frutti concreti; le borse vanno alle stelle, giungono le prime commesse dalla Fran- cia, i piroscafi riprendono a navigare a prezzi raddoppiati e sono pieni come un uovo.

Il Duce prende gusto a tutto ciò, ma non ancora abbastanza. Bisogna dirgli che abbiamo bisogno di un periodo di neutralità grassa, per en- trare poi in guerra come lui desidera. Ma non prima di un anno, e lui è d’accordo.”

Ciano scrisse queste riflessioni imprenditoriali il 5 settembre del 1939, sul suo Diario.

Il fascismo italiano, fu gretto, meschino, lurido nelle sue alte sfere che mettevano in conto morti e feriti come si mette in conto denaro contante e titoli al portatore.

5.1.2022 – LETTA CONTINUA

Massimo D’Alema ritorna nel PD.

L’esperienza in art 1 con Bersani è già finita.

Ma il leader Maximo, dicendo che lui era uscito dalla ditta perché questa si era ammalata di renzismo, ha fatto infuriare Renzi, ma anche il PD, soprattutto Enrico Letta.

Triste vicenda,questa, dell’unica forza sedicente riformista italiana che, comunque, rimane,secondo sondaggi,il primo partito d’Italia.

Grottesco, è un aggettivo benevolo per questa non notizia.

Oppure è una nota che stona in tutte le partiture.

D’Alema era nel PD quando Renzi prese il 40 per cento alle Europe nel 2014,se ne andò dopo il referendum costituzionale del 2016 che sanzionò la fine del renzismo.

Forse vuol dire che l’eterno der junge Togliatti se n’è andato dal rosa renziano quando la barca era già affondata.

Letta, intanto, nel 2014 era migrato in Francia come fece Nenni negli anni trenta,il PD però non è mai cambiato in questi anni.

Nel dopo Renzi e la scissione di Italia Viva, nel partito la svolta a sinistra non c’è mai stata.

Così ora Letta, che si palesa come un decisionista di grandi tradizioni progressiste, rivendica un grande e glorioso passato:il partito non è stato mai ammalato,ora ha ritrovato il suo equilibrio.

La classe politica del PD è tutto sommato contenta: il gioco delle parti tiene insieme un tutto senz’anima.

Operai e proletari votano Lega.

Ma chi se ne frega.

Cuperlo che rivendica di essere la sinistra del partito,sullo sciopero generale non ha detto una parola,e pure Letta non si è fatto notare per amore verso la lotta di classe.

Il renzismo portò a casa le unioni civili,ottanta euro per i redditi medio bassi, ma pure il Jobs act in pieno stile blariano.

La faccenda è seria per chi crede che votare il PD sia il meno peggio,tragica per chi crede che sia un partito seriamente riformista.

Il veto su Berlusconi presidente?

Atto dovuto per non essere tacciato di incurabile imbecillità tattica.

Quella strategica è sconosciuta.

7.1.2022 -Tempo di riabilitazioni reazionarie: adesso tocca a Mister B.

C’è che Mussolini e fascisti vari sono stati parzialmente riabilitati nel discorso che in fondo” hanno fatto anche cose buone” per l’ Italia.

Soprattutto fan parte del corredo storico allegorico e folcloristico dell’Italia del ventennio

Un nazione proletaria,patriottica,dei paradisi demografici,delle pezze sul sedere,delle guerre imperialiste,delle migrazioni verso le Americhe,delle donne chiuse in casa,dove aborto e divorzio erano proibiti alle masse,non certo alla classe benestante.

Eccetera.

A forza di cambiare la storia, negando che il nazifascismo sia stato il Male assoluto, anche mister Berlusconi,che per venti anni ha fatto credere che il comunismo mangiava i bambini,ora ha bisogno di essere riconosciuto nel corpo e nello spirito come padre della patria.

Se Hitler e Mussolini volevano fermare Stalin,non si dimentichi che mister B ha fermato Occhetto e Prodi.

Come lo riabilitiamo un anticomunista genio e sregolatezza?

Lo candidiamo alla corsa alla presidenza della Repubblica.

Se lo merita, dai.

La nipote di Mubarak è una barzelletta,gli amici degli amici come Mangano e Dell’ Utri malignità di rancorosi e invidiosi, l’iscrizione alla P2 un atto dovuto alla tradizione massonica della borghesia alla Licio Gelli.

La condanna per frode fiscale è stato un complotto della magistratura; pur non avendo avuto una vita di stenti e patimenti,le ingiustizie subite per mano dei comunisti gridano vendetta.

Mister B , è ed è stato il liberalismo parolaio e inconcludente delle TV commerciali con un esercito di servi assunti all’uopo, e si presenta ancora un magnate ingenuo e generoso che ha assunto migliaia di persone per la grande famiglia bianco, rossa,verde e… azzurra.

Ed è lo sdoganamento del fascismo con un occhiolino alla destra sociale della Meloni e al corporativismo di Salvini,partendo da Finì.

Eppure è stato presidente del consiglio per 3.339 giorni,meglio di Andreotti e De Gasperi..

La pretesa di partecipare alla corsa al Quirinale come risarcimento della sua Via Crucis,quindi,è una schifezza etica non digeribile.

La vendetta di mister B per il gulag mediatico ha il sapore della vittoria…il centrodestra in fondo è sempre quello fondato dal padre nobile della reazione.

Mafiosita’,fascisteria,evasione fiscale,maschilismo,anticomunismo a iosa, ecco il perfetto presidente della Repubblica delle banane.

Ma gli italiani sono specialisti nel farsi del Male,non deludiamo mai i nostri concittadini.

1099 grandi elettori fate il vs. Gioco,noi invece di piangere vi seppelliremo dalle risate…

Le barzellette sulla corsa di Silvio al Quirinale saranno le nostre molotov..

Occhio però a non sbagliare,si fa presto in questo paese a passare dalla commedia alla tragedia.

E viceversa.

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