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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

3.8..non ci sono più i comunisti e gli anarchici di una volta: meglio, sparavate loro alla schiena

Quante volte ho sentito dire” ah se tutti i comunisti fossero come lei…” e poi di seguito non ci sono più i comunisti di una volta…

Adesso poi che l’estrema destra nazional fascio populista sta per governare l’Italia nel centenario della Marcia su Roma,il coro e ‘ unanime:la destra vince perché la sinistra ha abbandonato i ceti popolari.

A dire la verità è da venti anni che la sinistra diffusa a sinistra del Pds,Ds,PD sostiene che il moderatismo dell ‘ex Pci era un omaggio alla destra sociale.

Come non detto,chi non era nella sinistra parlamentare non contava nulla,era prima un residuato dell’autonomia,poi un black block,tutto sommato uno sfigato senza patria.

Ora, però,sia Santoro che Cacciari si sono accorti che la sinistra Ztl dei centri storici non basta per sentire il vento dei cambiamenti, o delle riforme.

E così sale la nostalgia da ogni sito verso quei comunisti che scendevano in piazza e prendevano pallottole di stato da parte delle forze dell’ordine che difendevano la costituzione repubblicana,senza dimenticare quella repubblichina.

Meglio così.

Perché versare il sangue per Letta e’ impossibile,ma per Rizzo è una sciagura mai vista.

Sintesi: a forza di dire che destra e sinistra non ci sono più è rimasta solo la Destra.

Estrema.

1.8 La guerra è dimenticata,rimane nascosto l’elogio a Putin per fini elettorali..

Perché negare l’interrogativo “esistenziale”:nonostante tutte le premesse di rito l’elogio a Putin avrà conseguenze sulle elezioni?

Perché dopo mesi di una guerra quasi dimenticata come si potrà scordare che Cinque stelle,Lega e Forza Italia erano/sono simpatizzanti del fascista del Cremlino?

Oggi Berlusconi cita Pratica di Mare,Salvini rinnega come Giuda la sua russofilia tangentara,la Meloni dice che la destra in Italia è sempre stata atlantista,quando c’era la Cia.

Quando si è dubbiosi che Putin sia antifascista, solo perché l’operazione speciale riguardava una denazificazione (strumentale) del Donbas aggredendo l’Ucraina,non si vuole insultare i numerosi fans di estrema destra del novello zar.

Si vuole invece prendere le distanze da certa sedicente sinistra finita da tempo nel rossobrunismo da enciclopedia Treccani.

Che Lega,Forza Italia,Fdi abbiamo sempre avuto simpatie per i compagni di merende Putin &Trump non è un mistero al di là delle Ombre russe.

Che Putin e Orban siano fratelli reazionari nemmeno.

Che le varie cervellotiche elucubrazioni antiatlantiste,per cui stare con la democrazia vuol dire stare con chi ha tirato la bomba atomica su Hiroshima, è certamente revisionismo storico di estrema destra.

Insomma i fascisti,o destra estrema,o nazionalpopulisti,fanno semplicemente il loro lavoro.

Ma non riconoscere che fra i socialisti nazionali alla Rizzo c’è una gretta nostalgia per un mondo dominato dalla forza,dalla violenza e dalla prevaricazione che in Putin giganteggiano,è trovare giustificazioni al male e alla miseria da comode posizioni di libertà.

Stare con l’antifascismo non retorico è stare contro Putin che ha simpatie per i nazifascisti occidentali e russi, servendosi però del massacro dei battaglioni Azov ucraini.

Giochi di potere,manifestazioni criminali, repressive e antidemocratiche in Ucraina, e in Russia, patriottismo razzista ad uso e consumo dei privilegi di classe, fanno parte del putinismo al potere.

Oppure Putin e ‘un socialdemocratico?

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29.7 Cercasi socialdemocratico per fare il Melenchon italiano..

Adesso che il campo largo è andato in vacca per il populismo senza sbocchi dei cinque stelle e l’irrigidimento moderato del Pd tutta la sinistra sembra condannata alla sconfitta.

Se solo elettorale,non sarebbe la fine del mondo,se dall’altra parte non vi fosse una coalizione di estrema destra.

Una sconfitta che si profila grave e irreversibile su lavoro e diritti civili sarebbe la tomba della democrazia.

Forse era meglio trovare in queste vacanze l’hombre del partido,almeno a tavolino.

Doveva,poteva,si sperava fosse Landini,ma non sarà così.

L’unico che poteva creare un aggregazione spendibile sul piano ideale e anche elettorale, perché no, rinunciando ad una frammentazione gruppettara.

Si tratterebbe di un raggruppamento che va dal PD,ad art uno,da sinistra italiana,Verdi Leu,,cinque stelle sopravissuti ai terremoti: totale almeno un trentacinque per cento.

In questo modo potresti almeno fronteggiare un centrodestra unito che stando la situazione odierna si prepara a governare con il solito trio Meloni,Salvini,Berlusconi.

L’astensionismo in questo modo avrebbe una chance di rappresentanza a sinistra: chi ci sta,ci sta.

Falsi ragionamenti non servono.

Fare gli schizzinosi con chi non è duro e puro e’ ridicolo e patetico .

Allora forza con gli apparentamenti elettorali da grande calderone:il terzo millennio della politica è questo.

Si sa che c’è poco da fare per gli umiliati dalle crisi ricorrenti che finiscono sempre nel dimenticatoio quando c’è da salvare la patria dei ricchi e benestanti senza merito.

Sopravvivere con un tentativo di grande sinistra almeno socialdemocratica e’ una chance per salvare il salvabile .

Conte sarà il nuovo Melenchon solo nei sogni del prof.Domenico De Masi.

Se no c’è solo l’astensione..

In attesa di Godot,si spera di superare il tre per cento.

27.7 Filosofeggiando -Non c’è più aufhebung ..manco fra di noi…

Il termine hegeliano aufhebung in italiano non esiste.

Convenzionalmente si traduce con toglimento o superamento.

Hegel in questo modo spiegava l’incessante movimento dialettico dell’esistente.

L’acqua,ad esempio, è il superamento della negazione parziale dell’idrogeno e dell’ossigeno; ma anche della loro affermazione, in una sintesi che non è né idrogeno,né ossigeno.

Il superamento,quindi, è un togliere e conservare,che spiega secondo Marx,allievo di Hegel dal punto di vista della dialettica, anche il conflitto fra proletariato e borghesia.

Il loro superamento era individuato nel socialismo.

Ebbene la fine della storia del superamento potrebbe essere la fine della storia del socialismo.

Ma non è così,la contraddizione non finisce,il vero infinito è la dialettica,la quiete è solo quella dei camposanti.

Senza la pace, in conflitto con la guerra, non esisterebbe la storia, così che la vita senza il suo opposto la morte,non sarebbe vita.

Se si obietta che questo sia semplicemente un panlogismo tragico per cui solo la guerra e il conflitto possono essere l’irresistibile certezza del divenire, non è colpa della filosofi come galleria di pazzi.

Ma della coscienza volgare,non popolare,che accetta che le cose siano il frutto solo del volere e del potere , e non della dialettica del superamento incessante di ogni cosa, nel suo contrario.

Volere ciò che accade, sostenevano gli stoici,e poi Spinoza,e poi Hegel dove la logica coincide con la dialettica lasciano poco spazio a scorciatoie accomodanti.

La troppa filosofia,dicevano i medievisti può condurre alla follia.

Oggi non c’è pericolo: la cultura di massa conduce solo all’idiozia.

1939 – Quei”Bastardi senza gloria” che combatterono la guerra giusta vs. il nazifascismo…

Brano tratto dall’ebook 1939 Attacco nazifascista all’Europa,dal racconto della guerra giusta vol.1 completamente gratuito dal 25 al 27 luglio di Pierluigi Raccagni.

BASTARDI SENZA GLORIA

La seconda guerra mondiale, iniziò il 1° settembre 1939.

Non per tutti gli storici.

Si dice che nell’autunno del 1944, poco dopo la liberazione della Francia il generale De Gaulle a Tolosa passasse in visita le formazioni partigiane di quel dipartimento.

Incontrando un uomo, malamente vestito, che indossava un un’uniforme stracciata gli chiese: “Quando siete entrato nella Resistenza, mon ami (…)

Il partigiano rispose: molto prima di voi, mon général”.

L’uomo era un partigiano veterano della guerra civile spagnola.

Quindi per il partigiano la guerra era iniziata nel 1936.

Ma la data dell’inizio del secondo conflitto mondiale non può essere solo una data di tipo convenzionale, subordinata all’analisi politica che gli storici fanno di quel periodo.

Se è vero che dal punto di vista della guerra nazionalistica fra nazioni il 1939 è la data che tutti riconoscono, quella della guerra contro il fascismo, ad esempio, è senz’altro riconducibile alla Spagna del 1936.

In Spagna si fecero le prove generali, Germania e Italia da una parte, Francia, Inghilterra, Stati Uniti e Unione Sovietica dall’altra.

Se così fosse, però, sarebbe stato tutto molto semplice.

Non si può dividere, infatti, in modo netto la guerra patriottica dei singoli stati, dalla guerra dell’ideologia nazi-fascista, da quella di un fronte antifascista.

La guerra della Germania fu una guerra nazista, quella dell’Italia una guerra fascista, quella dell’Inghilterra una difesa dell’Impero, quella degli Stati Uniti un’uscita dall’isolazionismo, quella dell’Unione Sovietica una guerra per la difesa del “socialismo in un solo paese”.

Questo all’inizio.

Poi, senza arrivare alla scoperta dei campi di sterminio della soluzione finale, la guerra diventò per la coalizione antifascista la guerra per la difesa dell’umanità, insomma la guerra giusta, la sola e unica guerra giusta che coi suoi orrori ha comportato la salvezza del genere umano.

Una guerra di eroi, ma anche di tanti “Bastardi senza gloria”, di minoranze sediziose, di gente comune. Per cui si potrebbe partire da una data, un’ennesima data: il 1938, esattamente quella fra il 9 novembre 1938 e il 10 novembre 1938, quella della Notte dei cristalli.

Completamente gratuito fino al 5 giugno

23.7 – storia – 1939 “Meglio nazi che rossi”, altro che democrazia…

Brano tratto da l’e- book Attacco nazifascista all’Europa da 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta vol I Pierluigi Raccagni completamente gratuito dal 23 al 27 luglio

  1. CITTA’ DEL VATICANO

All’indomani dell’aggressione tedesca alla Polonia gli ambasciatori di Francia e Gran Bretagna intervennero presso la Segreteria di stato vaticana per chiederne una condanna. Il clima era teso, ovviamente, perché il cardinale Maglione, segretario di stato, avrebbe osservato: ” i fatti parlano da soli, lasciamoli parlare.”
I tedeschi interpretarono l’atteggiamento vaticano a loro favore, sostenendo che era chiaro il rifiuto del Papa a denunciare la guerra di aggressione tedesca.
Questo atteggiamento nazista, però, non spiega fino in fondo la posi- zione della Santa Sede che fece comunque scalpore nelle ambasciate anglo-francesi. Non bisogna dimenticare lo sforzo della Santa Sede di evitare di compromettersi nei conflitti internazionali, in quanto conflitti politici che miravano all’odio fra i popoli.
Ma il primo settembre sull’Osservatore Romano compariva un tentativo di analizzare i fatti al di là degli interessi di parte.


Individuava quindi da parte della Germania l’affermazione del principio di nazionalità per Danzica e dello spazio vitale in vista di una revisione del trattato di Versailles da parte dell’Inghilterra e della Francia.

Si attribuiva, inoltre, fra le questioni di principio, quello dell’onore per quanto riguarda i rapporti intercorsi fra Polonia, Francia e Inghilterra. Come dire che tutti avevano ragione o tutti torto allo stesso modo.
Il comportamento di Papa Pacelli, Pio XII, in quei giorni è stata oggetto di feroci polemiche mai sopite.
La questione non si può esaminare in questa sede, ma non bisogna nemmeno far finta che nulla sia accaduto Oltretevere.
Per cui nel miscuglio antifascista non si può ignorare l’appello alla pace del Papa prima dello scoppio della guerra: “Niente è perduto con la pace, tutto è perduto con la guerra”.
Insomma si guardava ancora una volta al senso all’accordo di Monaco come al fatto che poteva far finire la guerra appena iniziata. Era un alibi per l’Occidente, e pure per l’antifascismo che non si era ancora espresso in modo unitario e combattente.
Valutando qui di seguito le reazioni da parte Occidentale alla guerra tedesca si può notare come, pur fra mille titubanze, Francia e Inghilterra iniziarono a collaborare a quel fronte democratico e antifascista che fu essenziale per la sconfitta del Male Assoluto.


L’attacco tedesco era iniziato alle 05:45 del primo settembre.
L’ambasciatore britannico Sir Neville Henderson si recò al ministero degli esteri tedesco sulla Wilhelmstrasse alle 21:00 per consegnare una nota ufficiale del governo inglese. Qui di seguito il testo: “Su incarico del Ministro degli affari Esteri di Sua Maestà e del ministro per gli affari Esteri francese, ho l’onore di fare la seguente comunicazione.
Oggi, nelle prime ore dell’alba, il cancelliere del Reich ha lanciato un appello alle forze armate tedesche dal quale appare chiaro che è in procinto di attaccare la Polonia. Dalle notizie pervenute al governo di sua maestà britannica e al governo francese risulta che truppe tedesche hanno varcato la frontiera e che sono in corso attacchi contro città polacche (…)
Sono pertanto incaricato di comunicare a sua eccellenza che il governo di sua Maestà e il governo francese adempiranno senza indugio agli impegni assunti con la Polonia, continua

Draghi KO:mister B,Meloni e Salvini pronti alla Reazione …

Adesso è ufficiale: si vota a ottobre,probabilmente nel mezzo di un autunno che si preannuncia caldissimo.

Ieri Salvini e Berlusconi hanno seguito il movimento cinque stelle non votando una risoluzione favorevole a Draghi presentata da Casini

Inutile ora ripercorrere le tappe della dissoluzione del governo di un banchiere che,con la sua autorità, aveva assicurato il Pnrr ad un paese come l’Italia,ultima in Europa per riforma del mercato del lavoro e lotta alle disuguaglianze.

Draghi ha sbagliato?

Senz’altro, perché ha accettato di servire le istituzioni e non gli interessi del sistema dei partiti che sono sotto gli occhi di tutti

Ma questo nel Paese dello stragismo di mafia e di stato non è possibile.

La vita continua,nessuna tragedia,se hai un minimo per campare,la democrazia è salva.

Draghi è un liberale,punto e basta.

Pretendere che fosse un bolscevico è patetico,averlo silurato in questo modo è osceno,ma SuperMario è uscito di scena disvelando l’anima nera del trio Lescano.

Il 21 luglio del 2001 la mattanza del G8 con l’uccisione di Carlo Giuliani fu orchestrata da Forza Italia,An e Lega.

Quelli che possono vincere le elezioni a ottobre,grazie anche agli errori di una sinistra che non fa più paura a nessuna specie di briatore.

A volte ritornano…ma da noi i reazionari non sono mai morti.

L’autobiografia della nazione,si dice fosse il fascismo.

Mosca è contenta.

21 luglio 2021,voi dove eravate?

20.7 In diretta – Crisi di governo: l’ennesima ora delle decisioni irrevocabili..

Oggi Draghi presentandosi al Senato ha di fatto chiuso la crisi: arriverderci a mai più.

Siamo sospesi ad un filo,si dice.

Il discorso di Draghi è stato duro vs. Cinque stelle e Lega,ma di governi che cadono e poi risorgono è piena la storia d’Italia.

Quello che succederà o sta già succedendo a livello politico è nulla rispetto a quello che è accaduto a livello sociale in questa legislatura.

Il rosario va sgranato ancora una volta, i grani della devozione al transeunte parlamentare sono i soliti:

Per la guerra in Ucraina,ora pro nobis,


Per la pace, ora pro nobis

Per la crisi energetica,ora pro nobis

Per la carestia, ora pro nobis.

Per la povertà,ora pro nobis..

Per il termovalorizzatore di seconda generazione, orate pro eis…

Per taxisti e balneari ora pro nobis

Per il reddito di cittadinanza,ora et labora etccc…

Ora se Draghi si dimetterà è un presuntuoso banchiere al servizio della Cia,della Cee,della Cei,del CAI,della Fifa, dell’Uefa…

Se non si dimette è un accattone, poco accattivante,che si accontenta di un parziale mea culpa dei Ministri cinque stelle e della spinta di sindaci e società civile.

Se dovesse recarsi da Sergio Mattarella la disgrazia passerebbe sul groppone del presidente, che non voleva il reincarico, e che ora costituisce il cuore della valenza democristiana della Repubblica.

Qualsiasi cosa fai,tu sempre pietre in faccia prenderai..

Certo che Mario Draghi,e tutti lo sappiamo , è stato salutato come Salvatore della Patria,..dei conti correnti,del Pnrr da parte di tutti i partiti della Unità nazionale,dei vitalizi,non certo dei diseredati che ora la destra vorrebbe rappresentare con la Meloni.

Ma il problema non è solo della crisi sistemica della politica che non ha saputo esprimere un’autorità necessaria in 4 anni di legislatura.

La società civile non è che sia meglio,dai,lo sappiamo tutti cominciando a considerare che in perenne crisi è l’aforisma ” ciò di cui non si sa meglio tacere” ,( aforisma trattato logico filosofico di L. Wittgenstein).

Tutti sanno quello che si dovrebbe fare, ma solo al bar o sui social.

E tutti hanno le loro ragioni,ma soprattutto i loro torti,perché ormai il corporativismo è l’unica traccia di un agire comune.

Un’ennesima scissione cinquestelle metterebbe Conte fra i rottamatori definitivi del movimento.

E’ finita così senza un vero perché…

Comunque vada nessuno tirerà missili su Montecitorio.

Potrebbe salire lo spread…

18.7 Marxismo balneare per sociologia d’autore

Il sociologo Domenico Masi,sul fatto Quotidiano, e in TV insiste nell’affermare che l’ultimo partito che si è occupato dei poveri è stato il PCI di Berlinguer.

Forse non è proprio in questo modo che il partito comunista può essere rappresentato.

Fu proprio la frattura fra garantiti e non garantiti della fine degli anni settanta e inizio ottanta che generò corti circuiti violenti di rabbia sociale.

Sergio Bologna con la” Tribù delle talpe”,lo stesso Reichlin su Rinascita ( da posizioni opposte), riconoscevano che la grande ristrutturazione capitalista della metà degli anni settanta aveva creato un proletariato che si sentiva poco rappresentato dal PCI.

Era il periodo del proletariato giovanile,della cacciata di Lama dall’università,dello scontro fra classe operaia garantita e giovani disoccupati operai,precari già sottopagati,che fluttuavano in forme di antagonismo radicale.

Allora non si parlava di poveri,si parlava di masse popolari,di proletari senza rivoluzione,di politica dei sacrifici che il PCI proponeva per uscire da una inflazione al 20 per cento, dal terrorismo etc.

Fare di Conte il prosieguo di Berlinguer è irriverente verso un partito che sapeva benissimo come affrontare pauperismi diffusi ( ma che poi non poteva risolvere se non sacrificando sull’altare delle istituzioni rabbie giovanili proletarie diffuse sul territorio ).

Si vuol dire che il pauperismo degli anni settanta vedeva nelle lotta di classe vs.i “padroni” la sua emancipazione materiale,ma anche etica.

Non si possono fare quindi delle analisi di classe come fossero sondaggi elettorali.

Nella realtà tutto è cambiato e il PCI era comunque un grande partito di intellettuali e proletari.

Con alle spalle anni di lotte,di sacrifici,di ideali,di operai del Nord e braccianti del Sud..

Il PCI veniva da lontano,tutti lo rispettavano,anche se non lo votavano…

I confusionari populisti di oggi sono solo figli del loro tempo ..

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