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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

15.7 Crisi di governo: un’estate italiana..ciak si gira…

Il dl Aiuti,quello delle bollette,dei bonus,del cuneo fiscale etc è passato anche al Senato,ma il forfait di Conte ha di fatto aperto la campagna elettorale delle prossime elezioni.

Mario Draghi è andato da Sergio Mattarella a rassegnare le dimissioni,che il presidente ha rifiutato.

La tradizione del Belpaese non scade mai,soprattutto in estate.

Dalla caduta del fascismo il 25 luglio, alla caduta del Papeete, quando il sole picchia sulla testa, difficile conservare lucidità d’intenti.

Così per non farci mancare nulla,il paese indebitato a livello mondiale con l’evasione fiscale record, con la povertà record nei paesi del G 7, con la guerra alle porte, si accinge ad attraversare la landa desolata delle crisi in atto con la consueta oscillazione fra la gravità di una crisi di sistema,e la non serietà flaiana.

Ieri spread alle stelle,Europa con il fiato sospeso,solito circo mediatico che cerca di capirci qualcosa e che intanto piange la morte di un gigante del giornalismo come Eugenio Scalfari.

È certa solo una cosa: una classe dirigente pavida,autoreferenziale,timorosa di cambiare qualcosa è stata capace di mandare all’aria un governo di unità nazionale voluto perché nessuno voleva andare a elezioni anticipate.

Le motivazioni dello strappo di Conte,fra cui il no al termovalorizzatore di Roma,sembrano o sono una scusa belle e buona per non finire nel nulla dopo la scissione del neodemocristiano Giggino Di Maio.

Certo che il PD è nei guai.

Proporre un’alleanza elettorale con chi voleva e vuole buttare a mare un governo di stabilità voluto da Mattarella,Draghi e Bce non è facile, dopo che si è voluto rappresentare come architrave delle istituzioni.

Dall’altra parte la Giorgina nazional populista finalmente potrà raccogliere il seminato nell’unico vero campo largo:quello che immagina un’Italia su modelli di capitalismo alla Trump,con sussulti alla…Orban sui diritti civili.

Ma il tutto è ancora da giocare.

Quelli che commentano che lo strappo è doveroso sanno anche che la strada che porta alle elezioni va a destra.

Le motivazioni di Conte sull’emergenza sociale non sono invenzioni,peccato che Draghi le condivida.

Ma i duri e puri dei cinque stelle rimanenti non sono proprio quello che il sociologo De Masi indica come i nuovi socialdemocratici radicali:Toninelli,Di Battista,ad esempio,che storia hanno a sinistra, se fanno fatica a dichiararsi antifascisti?

Insomma la crisi di governo c’è, Draghi e’ troppo bravo per salvaguardare solo gli interessi di lobbies e partiti scevri da ogni idealità civile.

I ricchi aumentano,i poveri ancora di più, c’è possibilità per tutti di avere un bonus…

Mercoledì Mario Draghi riferirà alle Camere.

Si può andare a votare il 2 ottobre.

Sandro,pensaci tu

13.7 Putin:” .. è solo l’inizio, l’Occidente provi a batterci” …ti crediamo Vladimir..

Dopo bombe e missili su case,scuole,popolazione civile,donne,vecchi,bambini il reazionario antisocialista Putin ha dichiarato ” ragazzi non avete visto ancora niente”

Un bullo tagliagole di periferia non avrebbe detto di meglio.

È scontato che la Russia non ha esplicitato tutta la sua violenta aggressività: chi osa dire il contrario quando in ballo c’è la seconda potenza nucleare al mondo che minaccia l’uso di bombe tattiche?

Quindi siamo al cospetto di una carneficina compatibile con una operazione speciale a bassa intensità,in attesa di un botto finale come annunciato ieri.

Le minacce di Putin all’Occidente si dice trovino consenso non solo in una Russia dove sono stati massacrati i diritti civili e i suoi militanti.

In Italia eminenti politologi ne capiscono le ragioni,in altre parti del mondo è meno isolato che in Europa.

Lo zar trova appoggio in Cina e India,ad esempio,oppure nel Brasile di Bolsonaro,tutte nazioni che raggiungono una popolazione
di tre miliardi e mezzodi persone che a vario titolo sperano in un ribaltamento mondiale dei rapporti di forza con l’Europa.

Poi c’è l’Iran che fornirà droni ultimo modello,tutti i paesi che in qualche modo hanno avuto storie con gli Usa non possono che tifare Putin.

Che abbia decomunistizzato l’Ottobre rosso facendolo diventare un incidente di percorso della storia ,come scrivono giustamente anche parecchi intellettuali liberali, è vero.

Per Putin la rivoluzione d’ottobre e stato un colpo di stato di internazionalisti che hanno liquidato la grande tradizione imperialistica degli zar e hanno regalato l’Ucraina all’Unione Sovietica

Così come la sua retorica della grande guerra patriottica con relativa criminalizzazione nazista della popolazione Ucraina tutta,è una menzogna brutale per giustificare il massacro in corso.

Se questo significa una dimostrazione politica di quello che potrebbe essere in futuro l’Ucraina lo abbiamo capito.

Su canali internazionali è da tempo che si parla dei coscritti russi,tutti giovanissimi,che vanno alla guerra credendo di trovare Battaglioni Azov in ogni negozio e condomino.

La controffensiva Ucraina di questi giorni,poi,non fa che rafforzare gli utili consigli a Zelensky,di… arrendersi.

Per quale motivo un’intepretazione di estrema destra della storia trovi tanti estimatori in Italia, fra i sinistri,rimane un mistero della fede..

Infatti quando sento dire dai guerrafreddisti italioti che in fondo Putin e ‘meglio dei liberali occidentali,mi viene in mente che Hitler e Goering disprezzavano il paralitico ebreo Roosevelt e gli Stati Uniti per il loro materialismo.

La trascendenza dal capitalismo secondo Putin dovrebbe avvenire con un bagno di sangue purificatore.

Con la russificazione dell’Ucraina, magari pagando le pensioni in rubli alla popolazione ucraina del Donbass e delle zone conquistate,forse giocando sull’emigrazione forzata di chi non accetta il nuovo ordine mondiale da lui tracciato a colpi di missili,spera di ristabilire un quarto Reich slavofilo e greco ortodosso.

La continuità sta nella vodka,come prima stava nelle patate.

Amen

11.7 Ai milioni di poveri la Crazy Pizza dei ricchi..

L’elogio dell’Istat al reddito di cittadinanza ha spiazzato i virtuosi e probi cittadini, che pensano che bisogna abolire il sussidio vergognoso dato ai parassiti nullafacenti.

I quali rifiutano il lavoro,visto che i salari in quasi tutti i settori sono fra i più bassi d’Europa.

L’Istat ha certificato che dal 2005 a oggi si è passati da 1.900.000 poveri a 5 milioni e mezzo: dentro ci sono minori e giovani.

E appunto ha messo nero su bianco che il Rdc ha salvato dalla povertà almeno un milione di italiani.

Niente di nuovo,si dirà, perché la povertà di milioni di cittadini,soprattutto al Sud, è strutturale da sempre alla way of life del Belpaese, famoso per le sue disuguaglianze dall’Unità in poi.

E il disprezzo verso la povertà,che costituisce un vero tratto dominante del padronato alla Briatore e compagnia” contante”che considerano la povertà un fatto individuale e non sociale e politico, fa parte del neoliberismo da pezzentume culturale di certa classe dirigente.

Briatore,un innominabile per qualunquismo e sottocultura,ha gridato al terzo mondo quando è mancata l’acqua alla Crazy Pizza di Roma locale del circuito billionaire.

Ha ragione,peccato che il terzo mondo nel lavoro sia presente perennemente anche in altre parti d’Italia dove la pizza costa 4 euro e non 65.

Naturalmente a Briatore e alla banda della ricchezza come apogeo dell’esistenza il reddito di cittadinanza infastidisce .

Sul mercato del lavoro i giovani devono arrivare con la canna del gas a portata di mano.

E lui,per bontà insita nel DNA di una borghesia che in fatto di diritti sul lavoro fa piangere l’Europa, i suoi dipendenti se li tiene stretti.

Sono degli sfigati,dei falliti secondo il nostro,ma il suo cuore li salva dal Rdc.

Il Briatore, ama domandare sui social quanti posti di lavoro abbiano creato i sindacati.

A parte il fatto che i sindacati non sempre esistono per creare posti di lavoro,ma casomai per tutelarli,la domanda dice tutto del becero qualunquismo dei liberal fascisti italiani.

Il comitato centrale dell’Istat però è pieno di comunisti.

8.7 Contro ius scholae, cannabis,salario minimo: l’ora dei regressisti – reazionari

Chiamiamoli regressisti,non solo reazionari o post fascisti,troppo banale,troppo ideologico.

Troppo vero, però, perché la compagnia regressiva è così eterogenea…

Insomma concedere la cittadinanza a bimbi e ragazze che legalmente sono in Italia dai 12 anni e che frequentano la scuola da cinque, secondo Lega e Fdi è un provocazione di tutta la sinistra per sbandierare vessilli in vista delle elezioni,anche se si tratta di una iniziativa parlamentare e non di governo.

Ma non basta.

La possibilità di coltivare cannabis per uso personale,al massimo 4 piante, già approvata in commissione è secondo i regressisti un incentivo a distribuire ” droga gratuita”.

Una popolazione giovanile che stando a casa con il reddito di cittadinanza si fumerà canne alla faccia del popolo lavoratore,è l’icona sbandierata dai papeetisti,briatoriani,peronisti meloniani,parassiti vari a vitalizio blindato.

La mafia, che ha il monopolio dello spaccio,sta rifacendo intanto i conti per le droghe leggere: quelle pesanti sono protette a mano armata.

Ma non basta.

L’introduzione di un salario minimo che difenda milioni di lavoratori poveri e ‘ visto come un blocco sovietico che mina il libero mercato.

La guerra,la siccità,il debito pubblico presentano il conto: tassare chi ha troppo per ridistribuire a chi ha poco non è una follia degli antisistema.

Diciamolo francamente, e con onestà intellettuale,al di là del fatto che Giuseppi si sbatta come un pesce in rete per salvare il movimento da sicura evaporazione se i 5 stelle fossero della compagnia non sarebbe male.

Quelle sopracitate sono leggi che si possono approvare per bene di tutti,non solo di un partito.

Ignobile allora fare gazzarre come fanno i regressisti davanti a bisogni largamente condivisibili .

La sinistra intera su questi temi in tutta Europa si ricompatta da anni.

Ma in Italia i regressisti reazionari sono già sicuri di vincere le prossime elezioni.

Dicono che non sia il momento per i diritti civili,per loro non lo sarà mai.

Si tratta di resistere e aspettare crisi ancora più gravi che diano spazio alla destra della finta protesta sociale per attaccare immigrati, diseredati a vario titolo,giovani non troppo inquadrati,donne che vogliono poter abortire con la sanità pubblica.

E la sinistra parlamentare questa volta non si tiri indietro.

Avere paura di dare una visione di società schiacciata troppo sui diritti civili perdendo di vista i garantiti che tirano la cinghia,ma mai tireranno la molotov dello scontento, è la speranza dei reazionari autoproclamatisi conservatori.

E avere paura dei buffoni reazionari è comunque comico.

Forza ragazzi….

Immagini di repertorio

Goallll

6.7 Amerika – ” Maccarone m’ hai provocato, e io te magno”( Alberto Sordi)..

Ora che la corte suprema Statunitense ha abolito l’universalità della legge sull’aborto lasciando la scelta ai singoli stati,si può capire che trovare coerenza nella ,” grande democrazia,” americana è difficile.

Quando nel 1950 la coca cola si pose l’obiettivo di vendere 250 milioni di bottiglie in Francia il quotidiano Le Monde manifestò subito il suo anti americanismo denunciando la coca cola come una “Danzica della cultura”

I comunisti francesi esultarono ,finalmente in Francia l’americanismo imperialista era considerato peggio del sovietismo stalinista.

Si vuol dire che se da una parte bere la coca cola non è da imperialisti,bere vodka non assicura il marchio dello stalinismo imperituro.

Si divaga ,ma mica tanto.

Se esiste una russofilia da imbecilli esiste un americanismo all’ Alberto Sordi in un “Americano a Roma”: “spaghetto te odio,ma poi te magno”.

Vuoi un nome,tanto per non fare nomi?

Salvini, l’ Amerikano del Papeete,che prometteva piombo a chi ti entrava in casa,senza riguardo per la legittima difesa,che si faceva fotografare con fucili e mitra alle strapaesane convention sulle armi,che trovava nella Meloni un alleato nel giustificare lo sceriffo di Voghera che uccise un molestatore non indigeno, era non solo un tifoso di Putin,ma soprattutto di quel Trump che si compiace della sentenza della Corte suprema.

(Ma sull’aborto deve andarci piano, perché anche nelle famiglie “normali”la mamma potrebbe voler abortire…)

Ora che la corte suprema ultraconservatrice,benedetta da Trump,ha choccato il mondo libero con l’arroganza di un Kkk che difende la meloniana patria e famiglia,la restaurazione mette in crisi sia gli antiatlantisti di maniera e che gli amerikani convinti.

Invece di prendere atto che gli Usa sono un paese lacerato da profonde e mai sopite divisioni da sempre ( razzismo verso gli afroamericani,disuguaglianze sociali macroscopiche,puritanesimo e idolatria consumista, sanità privata, vendita di armi) si esalta il modello Usa per il libero mercato, spacciato per libertà.

Dimenticando l’altra America che è sempre scesa in piazza vs.un modello di capitalismo e segregazionismo radicale.

Gli yankee dello spaghetto non sanno dove sbattere.

L’Amerika ha partorito modelli di produzione capitalistica planetaria plasmando in questo modo il comune sentire di miliardi di cervelli in fatto di consumi e desideri,ha esaltato la libertà incondizionata dell’individualismo cieco.

Per questo è il modello vincente.

E la sentenza sull’aborto ne e’ la controprova.

La libertà delle donne in fatto di maternità non merita la stessa libertà di portare armi di distruzione stragista.

Sulla preghiera di Trump alla lobby delle armi, dopo la strage in Texas, la destra italiana nei fatti non ha detto una parola.

Ma nemmeno sulla sentenza della corte i reazionari italiani hanno criticatoTrump.

Vogliono fare gli amerikani con il fucile in casa,quando conviene loro.

In politica estera sono tanti gli antiamericani,in politica interna è un po’ diverso.

La libertà delle donne americane non è liberismo, così per le donne di tutto il mondo l’aborto non è la scoperta dell’America.

4.7 – Apocalypse now: ferma il Belpaese…voglio scendere..

Ho scritto dei 4 cavalieri dell’Apocalisse,sperando nella scaramanzia.

Ma in settimana il numero dei contagi della variante Omicron,vax o no vax, dicono stia risalendo, tanto che nei Tg sono tornati i virologi accanto agli analisti “guerrieri”.

Non è il caso di fare allarmismi.

Solo che in piena estate,con il caldo soffocante,chi pensava ad una nuova recrudescenza della pandemia,unita all’inflazione dell’8 per cento,alla siccità,alla crisi energetica?

La guerra c’era già: dal febbraio 2022,no dal 2014,no dal 1991…

Gli addetti ai lavori di ogni scienza umana,sociale,scientifica, economica,giustamente si palesano in filastrocche di opinioni.

Bisogna ripartire in ogni campo,come se finora avessimo vissuto in un metaverso di pizza e mandolino.

Se rassicurano sono dei superficialoni.

Così la guerra in Ucraina divenuta pane quotidiano, finita nelle retrovie dell’informazione,come tutto ciò che ci tocca da lontano,non è più la madre di tutte le disgrazie.

E il ” siamo alla terza guerra mondiale” è stato sostituito prontamente dal siamo forse in presenza dell’ennesima ondata del TUTTO,compresa la crisi di governo che non ci sarà mai

Nessuno può uscire dal labirinto delle difficoltà psicologiche del momento:il virus mai morto di uno sconquasso di valori e prospettive ricorda che non c’è via di scampo: non si può saltare al di là della propria ombra.

Alcuni no vax filoputiniani forse se la prenderanno coi vaccini che non fanno che intimidire il Covid che poi reagisce in maniera violenta,come Putin con Zelensky..

Sono solo battute,niente di cattivo,non c’è bisogno di ulteriore cinismo.

Quello che si vuol dire è che ogni tanto a turno non c’è che la volontà di scendere da qualcosa di già sentito, già orecchiato, ma mai vissuto.

Darsi un senso sopra le macerie morali che abbiamo costruito,senza avere complessi di colpa è da professionisti della sopravvivenza.

L’aspirazione, per moltitudini,è di vivere solo un trauma psichico senza tragedie,una vita allegra,dove la paura del futuro sia compensata dal benessere del presente.

Attenzione, però,perché in qualche modo la stagione estiva porta lavoro e soldi.

Beati dunque coloro che hanno un occhio solo nella terra dei ciechi.

E non bisogna sputare nel piatto dove si mangia…

1.7- 1942 La guerra alla svastica e l’alleanza Atlantico – Sovietica ( ricorda…)

Brano tratto da 1942 Nuovo Ordine e le prime sconfitte dell’Asse e book di Pierluigi Raccagni gratuito da oggi 1 luglio al 5 luglio

1942: Guerra alla svastica


Prima la Germania

Il 1942 si aprì con un avvenimento che risulterà determinante per i rapporti internazionali nel corso del conflitto.
A Washington 26 paesi firmarono un patto con il quale si impegnarono a non concedere la pace separata alla Germania o al Giappone, in pratica aderirono alla Carta Atlantica targata Churchill – Roosevelt.


L’obiettivo della Carta Atlantica sottoscritto dalle 26 nazioni era chiaro: era necessario prima annientare la Germania e poi il Giappone.


Intanto fra il 22 dicembre e il 14 gennaio andava in scena la Conferenza Arcadia fra Churchill, Roosevelt e i capi di Stato Maggiore anglo – americani, nella quale fu deciso di mantenere un atteggiamento difensivo riguardo al Giappone, per concentrare tutti gli sforzi contro il nazismo che stava flagellando l’Europa, ma in particolare l’Unione Sovietica.
Il piano delle operazioni fu steso dal generale George Marshall, capo di Stato Maggiore dell’esercito americano. Nel piano fu specificato che era necessario schiacciare la Germania e l’Italia prima di volgere l’offensiva contro il Giappone.
Mentre Churchill attraversava l’oceano, sotto la minaccia dei sommergibili tedeschi, il ministro degli Esteri Eden svolgeva a Mosca trattative con i sovietici per aprire un secondo fronte che potesse alleggerire la pressione dei nazisti sull’Unione Sovietica.


Era soprattutto Roosevelt a voler imprimere una svolta alla guerra contro la Germania, il presidente ammise serenamente che al momento i sovietici stavano uccidendo più tedeschi di Usa e Inghilterra messi assieme.


Per ora, comunque, era veramente difficile approntare un secondo fronte: quello che risultò importante fu che la diffidenza di Churchill verso Stalin venne meno.
Fu preso l’impegno di aiutare in tutti i modi la grande madre Russia anche se era in mano ai comunisti.

Il fronte antifascista si andava componendo sotto la bandiera del “meglio bolscevichi che nazisti”; visto come stavano in precedenza le cose, non era una scelta da poco per gli Alleati.


Promemoria di Churchill a Molotov:
“…Stiamo compiendo i preparativi necessari per uno sbarco sul continente nell’agosto o settembre 1942.Come già è stato spiegato il maggiore ostacolo a un grosso corpo di spedizione sta nella scarsità degli speciali mezzi da sbarco. È chiaro tuttavia che non servirebbe né alla causa russa né a quella degli alleati nel loro complesso di fatto che, per onor dell’azione a ogni costo, ci avventurassimo in qualche operazione che terminasse in un disastro e desse al nemico la possibilità di vantarsi d’averci sconfitti. È’ impossibile dire in anticipo se la situazione sarà tale all’epoca indicata, da rendere l’operazione fattibile. Non possiamo pertanto fare alcuna promessa in proposito, ma non esiteremo ad attuare i nostri piani qualora appaiano pratici e sensati”:
Cfr. Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, op. cit. n.29, pag.268
Bisogna aggiungere, però, che le reciproche diffidenze fra Alleati e Unione Sovietica non erano certamente finite:
“……se Roosevelt e Churchill avessero saputo quanto erano forti i sovietici in quel momento avrebbero evitato gli sbarchi in Africa settentrionale, o in Sicilia e in Italia, e sarebbero sbarcati in Francia quando i sovietici erano a due anni di distanza, e non a uno soltanto, da Berlino…..Stalin in persona, negando informazioni a inglesi e americani, proprio come Washington e Londra facevano con lui, fece cadere ogni possibilità che venisse realizzato quel secondo fronte che stava reclamando con tanta insistenza.
Le due guerre separate che seguirono…furono piuttosto un’ottima incubatrice per il sospetto che gli Occidentali, non aprendo un secondo fronte fino al 1944, cercassero di dissanguare l’Unione Sovietica, accusa che è difficile respingere con argomenti validi…”.
Cfr. Walter Kerr, Il segreto di Stalingrado, Milano,1976 pp.8,9

29.6 Putin pratica un politica genocidaria? Ci vuole una Norimberga due?

Il nostro emerito Prof. Galli della Loggia, autentico liberale da prima repubblica, sul Corriere della sera di domenica 26 ha scritto una cosa semplicissima.

Una volta accertate le responsabilità della Russia di Putin sulla conduzione della guerra in Ucraina mirante a distruggere un popolo, la sua cultura,deportando i suoi abitanti,i suoi bambini,sparando su civili inermi,allora Norimberga e il suo processo tornano attuali.

Il professore,premette che non c’è dubbio sulle fonti internazionalii che accertano tali massacri.

E si domanda il perché l’Italia, così solerte a celebrare le giornate della memoria e del ricordo,contro lo stragismo dei totalitarismi,abbia così pudore nel chiamare la guerra di Putin per quello che è: un genocidio da Polonia 1939.

Ora domandate al professore dove era quando gli americani massacravano i vietnamiti,i francesi gli algerini, gli israeliani i palestinesi….

E poi c’è Pol Pot,i massacri giapponesi a Nanchino… fino ad andare alla guerra dei 30 anni fra cattolici e protestanti.

Come dimenticare poi i milioni di morti per colonizzazioni e progresso: tutto giusto.

Le guerre sono tutte sporche,anche quelle civili,non ci sono buoni e cattivi,ma gli ucraini perché non dovrebbero difendere la loro terra e la loro etnia?

(Per attualizzare il capo d’accusa,proprio l’ altro ieri i missili russi sul centro commerciale,pardon sulla fabbrica di munizioni viciniora, dovrebbero convincere i garantisti che Norimberga non è solo una suggestione).

Però è anche vero che se la storia dei massacri sui civili appartiene alla peculiarità dell’essere gli uomini i più criminali degli esseri viventi,non è che quello che succede in Ucraina sia stragismo di serie B, da derubricare con sufficienza.

Il processo di Norimberga ai gerarchi nazisti voluto da inglesi,americani e sovietici salvò simbolicamente il genere umano dalla vergogna di essere stato voluto da un dio capriccioso sulla faccia della terra.

La denazificazione e la defascistizzazione, poi, furono pensionate da amnistie che salvarono centinaia di migliaia di criminali di guerra che in Germania ovest,ad esempio,diventarono dirigenti e uomini di rispetto nella Repubblica federale di Adenauer.

Si fa presto a dimenticare Putin e i suoi massacri,la vita continua..

Continuare a polemizzare in modo fazioso sulla consistenza storica della politica da genocidio di Putin non è rispettoso delle vittime.

In più quelli che sostengono che i russi hanno accumulato un’abitudine al dolore data la loro storia di sofferenza inaudita durante la seconda guerra mondiale, ( e quindi lo zar è invincibile) scordano che in Ucraina vi furono nelle stesso periodo 8 milioni di morti.

I nazisti ridussero Kiev e Kherson città senza vita.

Ma Norimberga due non va bene.

10,100,1000 Norimberga , è da atlantisti.

Basta e avanza Mariupol uno.

O la Corte dell’Aia…

Ma voi dove sarete?

27.6 Politichese-La caduta dei nani spacciati per giganti..

I ballottaggi di ieri per le comunali hanno confermato,non poteva essere diversamente,che l’astensione è ormai il terzo polo della Kermesse elettorale.

Alla fine ha votato il 41 per cento: ha vinto il centrosinistra con risultati sorprendenti a Verona e Catanzaro.

Rotolano nell’indifferenziato personaggi che erano considerati uomini della Provvidenza, veri giganti della polis.

Certo questi risultati non pesano a livello nazionale più di tanto.

Ricordiamo però che Renzi raggiunse il 40 per cento all’Europee,Salvini il 34 per cento ai tempi del Papeete,Grillo il 33 per cento alle ultime politiche,Conte fu l’uomo della Provvidenza durante il Covid,Di Maio il killer della povertà ect.

Gli uomini che hanno tentato comunque di uscire dalla stagno dell’immobilità,osannati da milioni di elettori, considerati di volta in volta condottieri delle varie repubbliche,sono caduti nello stesso stagno senza gloria.

La caduta dei Cinque stelle,poi, determinata anche dalla scissione, mette in libera uscita milioni di voti.

Domanda:andranno verso il centrodestra o verso il centrosinistra?

Di Maio è stato chiaro: il suo giro di valzer che lo ha portato dai Gilet Gialli all’appoggio del governo Draghi, lo pone fra gli Zelig della politica.

Ma pure Salvini amico di Putin non scherza, così come Renzi che ormai è un politico sì accorto, ma diventato un azzeccagarbugli di centro .

Quello che unisce la caduta degli dei della cronaca parlamentare è stupefacente.

Soprattutto Salvini,Grillo,Di Maio, che in questi anni hanno vomitato su tutto quello che non era in linea con il loro “elaboratissimo”pensiero, ora piangono per gli insulti che li inseguono anche quando dormono.

I Cinque stelle credevano di aver trovato nella pseudo ideologia di Diba e Grillo lo spirito della rivoluzione populista.

Nonostante i fallimenti credono con presunzione di essere entrati nella storia.

Certo, il reddito di cittadinanza,il limite dei due mandati,la riduzione dei parlamentari non puoi metterli nella spazzatura della reazione.

(Così come per Renzi i piccoli passi sui diritti civili non sono da buttare).

Ma c’e anche una storia fatta di menzogne spudorate,voltafaccia,interessi personali: tutto l’armamentario della cattiva politica e’ ritornata come un boomerang sulla capoccia dei cultori delle verità terrene stellate.

I giudizi al veleno dei Cinque stelle vs. le istituzioni,( celebre lo stato di accusa vs.Mattarella),quando erano in auge, sono tristezza allo stato ontologico.

Ora che gli elettori fuggono,i toni si sono abbassati al filo di voce dei perdenti di successo che aspettano comunque di finire la legislatura per la pensione,come tutti i peones del parlametarismo.

Hanno seminato,a volte, i Cinque stelle,sempre la Lega, un odio ottuso, più esistenziale che politico, più straccione che violento.

Sono stati anche importanti nell’aver catalizzato rabbie e rancori,ma anche proteste sacrosante contro le ingiustizie sociali,solo però con spumeggianti gazzarre parlamemtari.

La normalità della stanza dei bottoni ha partorito la banalità delle poltrone,niente di nuovo,ma non chiamatela Storia.

Ora che in vista dell’ennesimo autunno caldo il minacciare di andare alle elezioni anticipate è solo un bluff, il governo Draghi e’ tranquillo.

È cronaca spicciola parlamentare, che non ha bisogno di essere spiegata: alla fine, dice il popolo, sono tutti eguali.

E l’astensione lo conferma.

Il PD sembra salvo dalla caduta generale,ma l’ottimismo e ‘ ridicolo,la Meloni rimane il primo partito anche se perde le elezioni comunali.

Il nuovo centro dovrebbe trovare casa in Renzi,Di Maio,Calenda,Radicali,Forza Italia.Beppe Sala e chi ne ha più ne metta

Comunque i rivoluzionari populistii a parole sono stati alla fine dei grandi conservatori…dei propri interessi.

Davvero questa volta però la storia siamo noi..cani sciolti, che non vogliamo padroni, perché non siamo animali da politichese.

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