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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

20 maggio 2015 OGGI A MILANO ” INSIEME SENZA MURI”. Ci vediamo in piazza, nonostante le strumentalizzazioni di chi voleva sospendere la manifestazione. You’ll never walk alone

Dopo che un italiano – magrebino  ha ferito a coltellate un poliziotto e un agente durante un controllo di routine alla stazione Centrale di Milano, si sta creando un clima di falsa tensione per la manifestazione pro migranti di oggi.

Il giovane arrestato sembra essersi radicalizzato di recente, i suoi osanna per l’Isis su FB,lo hanno portato ad essere indagato per terrorismo.

Il presidente della Regione Maroni, irreprensibile difensore della legalità lombarda e italiana, che ha qualche intoppo con la procura di Milano, ( innocente fino a sentenza definitiva…), è invece fiscalissimo quando parla di immigrazione: la manifestazione antirazzista non è da farsi, ha dichiarato subito dopo il fatto.

Salvini ha già detto che chi andrà alla manifestazione è complice, di tutti i mali del pianeta terra.

Ma il lepenista nostrano, si sa, è un caso patologico.

Quello che ha sorpreso sono le dichiarazioni di Stefano Parisi, che ha sentenziato che andare in piazza contro il razzismo “è pura retorica lontana dal paese”.

Per un liberale moderato è un’uscita snob e gratuita.

Meno male che Parisi non è il sindaco di Milano.

Il sindaco Sala, invece, ha confermato che la manifestazione si terrà.

Il Comune di Milano, ricordiamo , ha organizzato l’evento sull’esempio di quello che è avvenuto a Barcellona, in febbraio, dove sull’emigrazione hanno sfilato 150.000 persone.

Ci saranno quindi associazioni libere di volontariato, trenta comunità straniere, comitati impegnati sul territorio, cittadini, politici, sindacalisti, laici e cattolici.

Quell’universo che  in tutta Europa  si occupa di immigrazione.

In un paese  civile,  una manifestazione per un fine umanitario non ha bisogno di grandi commenti: la vicenda si spiega da sola, va sostenuta, va promossa anche in altre situazioni.

Cosa c’è da portare a casa?

Il rispetto della Costituzione che non discrimina per sesso, razza, religione.

Il rispetto dei diritti umani dei regolari, dei clandestini, dei bravi e dei cattivi.

Ci saranno anche i centri sociali, come ci sono in Francia, in Grecia, in Germania, in America in varie altre forme.

 

 

 

 

 

 

Mentre volano parole grosse sulle intercettazioni del renzismo, la fotografia annuale dell’Istat sull’Italia è impietosa. Nulla di nuovo:sempre più poveri,sempre più vecchi, sempre più delusi,sempre più diseguali. C’è stata una rivoluzione, senza proletari…

Nel 1966, Renzo Del Carria, pubblicava un libro che trovò la sua fortuna editoriale negli anni settanta presso la sinistra extraparlamentare.

Si intitolava “Proletari senza rivoluzione”, metteva in risalto che il grande movimento operaio e proletario italiano aveva avuto prerogative rivoluzionarie, sempre tradite.

Del Carria, che poi finì per presentarsi con il Polo della Libertà, oggi è stato smentito dall’Istat e dalla fotografia dell’Italia del 2016.

Possiamo dire che c’è stata una rivoluzione, informatica, produttiva, cibernetica, morale, valoriale, ma senza proletari.

Cerco di spiegarmi.

Le vecchie classi non esistono piu.

Marx è morto.

Anche se Marx è vivo, non lotta insieme a noi.

Perchè la lotta di classe è scomparsa dallo sfarinarsi della classe operaia e del ceto medio.

La robotizzazione ha fatto e farà il resto.

Come fai a organizzare milione di persone che lavorano in mille situazioni diverse, che vengono delocalizzate, che sono precarie, che hanno contratti diversi ecc.

E’ un’analisi che non dice niente di nuovo quella dell’Istat, al posto della classi tradizionali del secolo scorso ci sono 9 classi o gruppi di persone divise per censo, istruzione, possibilità di lavoro ecc.

Tutte cose che analisti anche non marxisti hanno ratificato dal 2008, l’anno della crisi mondiale, poi giunta In Italia e rimasta nella palude dello nostra insipienza politica.

L’italia delle mamme e delle nonne mette mano al portafoglio per mantenere i figli, oppure i figli stanno in casa per aiutare genitori e nonni?

Tutte due le cose.

La proletarizzazione del ceto medio è concetto datato, così come la scomparsa della classe operaia; sono verità sociologiche indiscutibili.

All’analisi di classe marxiana, che voleva individuare una soggettività rivoluzionaria, partendo dai rapporti produttivi, si va sostituendo una fisica sociale positivista che avrebbe fatto felice Auguste Comte.

L’istat dice che i figli dei dirigenti faranno i dirigenti e i figli degli operai non faranno gli operai. Tutto è fermo, cristallizzato, manca ” l’ascensore sociale”.

Ma sono novità del tutto irrilevanti perchè in Italia, come si sa, il merito è sempre stato soppiantato da nepotismo e familismo.

L’alienazione, l’estraniamento, l’impoverimento crescente, la riduzione della lotta di classe a qualche sussulto ribellistico, più per difendere il proprio posto di lavoro che per trasformare la società, è quello che passa il convento.

Guardando gli ennesimi grafici della povertà italica, l’ennesima denuncia delle differenze sempre più marcate fra le classi, non si può che ricordare che questo è accaduto in tutto l’Occidente, America compresa.

C’è un momento che una classe prevale sull’altra, diceva il filosofo di Treviri, ( Carlone per il WEb), e quella che viene sconfitta cade in rovina.

Questo concetto, da noi,  diventato l’alibi per i “comunisti”che si sono messi dalla parte dei privilegiati, dei burocrati, dei finanzieri, è servito sul piatto dell’ineluttabile destino ” cinico e baro”.

Il capitalismo, il peccato originale dell’uomo, è troppo forte; così va il mondo.

Invece di incatenarsi a qualche cancello di fabbrica dismessa, denunciando che la lotta di classe la fanno i padroni, i si sono dotati di cornetto acustico per carpire la contraddizione insanabile fra Renzi padre, Renzi figlio, e la nonna.

Il poco di Welfare all’italiana trova nella famiglia il soggetto politico che può fare la differenza con il resto del mondo:di mamma ce n’è una sola.

Per il resto tutto è possibile.

 

 

 

Parlare di post – VERITA’ fa tendenza, ma la verità è “come cercare un ago in un pagliaccio”

Non poteva essere che di origine americana il concetto di post – truth, cioè post verità.

Fu usato per il caso Watergate e per la Guerra del Golfo di Bush padre.

Significava che le emozioni e i sentimenti autoreferenziali sostituiscono la verità oggettiva.

Non esiste più una verità oggettiva.

Esiste una verità percepita, che ieri era quella della Tv, e oggi è principalmente  quella del web.

Parlare di post – verità, e non semplicemente di menzogna, fa tendenza.

Scrittori, e filosofi di rango come Baricco, Ferraris, ma anche giornalisti come Aldo Grasso e  Gramellini sui  vari giornali e network,  solo per citarne alcuni, si cimentano sulla post – verità

Che  la menzogna di oggi, non abbia nulla da invidiare a quella di sempre e di ieri, è  risaputo: la più grande fake news , è il negazionismo sull’Olocausto.

Il problema è che mentire è del regno degli uomini, mentre la verità è del regno di Dio.Ma oggi mentire, praticare la maldicenza, la calunnia, la catttiveria non è considerato un crimine morale.

Quando a Joseph Conrad fu fatto notare che un suo libro, ( Il caso), era diventato troppo lungo, nella versione riveduta, lo scrittore nella prefazione scrisse all’incirca che se uno vuol essere sintetico sul senso della vita, basta scrivere su un pacchetto di sigarette: si nasce, si soffre, si muore.

Povero Conrad, non conosceva il twitter – search, la verità del momento, la sensibilita’ di un’imprecazione e di un prurito esistenziale, fatto passare per sintesi evangelica di saggezza.

Chi immaginava che la violenza della menzogna diventasse uno sport di massa?

Anche a livello individuale ed esistenziale la verità è come cercare un “ago in un pagliaccio”, come dice Diego Abatantuono in uno spot pro ospedale Monzino di Milano.

La manipolazione dei fatti studiata a tavolino, la comunicazione orchestrata da costruttori di menzogna con il web, ha raggiunto l’apice a livello storico- sociale.

Se io dico che A = A, posso dire che A è diverso da B: ma se costruisco una narrazione in cui A può diventare anche B, costruisco un pensiero politico dominante.

La narrazione poco veritiera, oppure del tutto menzognera, passata da verità nella fattualità mondana, può diventare uno spargimento di sangue se l’obiettivo della menzogna sono quelli che la verità la possono praticare in un solo modo:lavorando per un pezzo di pane.

La post – verità, insomma, potrebbe essere una sovrastruttura ideologica generata dalla produzione materiale della comunicazione-informazione del Web,  per far passare una menzogna solenne:che la natura e l’universo sono indipendenti dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

Un inguaribile follower del marxismo teoretico, potrebbe anche pensare che dire una menzogna su vari argomenti come lavoro, produzione, emigrazione, per poi farla diventare vera on line, fa della menzogna una sfrontatezza, un cinismo, una sopraffazione,una  voglia di manipolare pure il mondo apparente creato e lavorato dagli uomini.

In questo modo la narrazione soggettiva, tendendo ad escludere un oggettività pratica sui rapporti di produzione della vita ,snaturerebbe la stessa arma della critica in una post verità consolatoria.( Il buonismo sociologico che sta dalla parte delle vittime della menzogna).

Il pagliaccio consapevole è un nobile personaggio del circo, con il trucco pesante, con le capriole che diventano culate: fa ridere i bambini, e questo già lo porta nel regno dei cieli.

Il pagliaccio, nel quale è difficile trovare una sincerità d’intenti a costo di squartarlo con la confessione dell’inquisitore è, secondo la definizione estesa del dizionario italiano,  l’incoerente, il buffone etico, la canaglia falso – sentimentale,il forte con i deboli e il debole con i forti.

La post – verità è il mondo capovolto, dove non esiste una verità che possa dirsi rivoluzionaria, perchè la verità schietta, sincera, onesta,non costruita è degli ingenui, delle anime candide, dei bambini, dei folli, dei creduloni, dei non istruiti.

Lasciamo ad ognuno di voi immaginare chi ci guadagna dal traffico della post – verità.

 

Dopo la bufala dell’invasione programmata dei migranti, ora c’è lo stupro di razza,( esponente PD!). L’epidemia psichica contro l’arcobaleno delle razze( made in Mussolini), dilaga.

Debora Serracchiani che  ha dichiarato che lo stupro praticato da un profugo a Trieste, è più grave di quello perpetrato da un italiano, non è impazzita.

Ha semplicemente dichiarato, parole sue, che si tratta solo di buon senso.

Quando il buon senso coincide con il razzismo strisciante, si fa dura per tutti.

Mussolini ai repubblichini di Salò predicò di combattere per il suolo italico contro “L’arcobaleno delle razze”, che stava invadendo il paese nel 1945.( Alcune truppe di colore alleate, si macchiarono pure di stupri, come i tedeschi in tutta Europa, i giapponesi in Cina , i russi in Prussia, gli americani in Vietnam anni dopo… gli italiani In Etiopia  nel 1936 ecc).

Oggi una parte dell’opinione pubblica crede che il Muro contro l’immigrazione porterà cose buone: meno stupri, meno delitti, più lavoro per gli italiani etc

Salvini ha prontamente dichiarato che l’esponente PD, presidente della regione Friuli -Venezia – Giulia, è come “la bella addormentata nel bosco”, nel senso che si è accorta solo ora del disastro dell’immigrazione incontrollata.

La Debora, si è  presa della leghista da Saviano.

Per me  si è semplicemente addormentata sul senso comune, sulla banalità degli invasori, sulle scemenze prive di senso.

( se una badante della Nigeria viene violentata da un italiano, moralmente non è la stessa cosa di quello che è accaduto a Trieste ?)

E’ stato detto che   dietro il traffico dei migranti nel Mediterraneo ci può essere la mano della mafia internazionale.( ma va là!)

L’avevo scritto nel post “Diffamate diffamate che qualcosa resterà”,  e non mi sembra di essere il primo della classe a fare una simile affermazione.

Di Maio e Salvini, che avevano ipotizzato scenari  Spectre da film di James Bond, con la certezza che dietro le Ong ci fossero manovre internazionali per distruggere l’economia italiana, sono stati ampiamente smentiti dallo stesso Procuratore di Catania.

Il quale, in un primo tempo, aveva dichiarato in Tv che il marcio stava nei soccorsi che traghettavano come un taxi,( Di Maio dixit), i migranti nel nostro paese.

Quindi la denuncia di Salvini e  Di Maio, che per ora non ha nulla di penalmente  rilevante,è risultata l’ennesima diffamazione a cuor leggero.

La sostanza è che la mossa è politica, è schifosamente e in modo lurido, una bieca strumentalizzazione che non dice” lasciamoli morire in mare”, ma lasciamoli morire in acque internazionali.

Se questo è il modo di garantire la sicurezza ai cittadini italiani e’ senz’altro un rimedio che è peggiore del male.

Si fa presto a generalizzare sulle malefatte di un mondo che è border-line per statuto umano e sociale.

Appellandosi alla sicurezza l’Europa getta la rete burocratica che pescherà i cadaveri in mare.

Gli xenofobi e i fiancheggiatori, attaccando l’Europa, vogliono solo costruirsi un alibi per chiudere le frontiere.

La variabile impazzita, anche questo è stato scritto, è il terrorismo fondamentalista.

E ‘ atto una strategia della tensione che vede, oggettivamente, il connubio fra Isis, mafia,malaffare nostrana e internazionale.

Non c’è invasione epocale dall’Africa,c’è solo da riempire le banche di profitti.

Atro che Ong.

 

NOSTALGIA DELLA FILOSOFIA ( 3) “Il MOVIMENTO REALE CHE ABOLISCE LO STATO DI COSE PRESENTI”.

Quando Marx scrive, nell’Ideologia tedesca, :” Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi.Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti”, ci sentiamo autorizzati a credere ancora nella filosofia della prassi marxiana.

La mannaia dello stalinismo, nel 1935, non accettò il carattere libertario di simile affermazione.

Il  Marx del 1846,anno di stampa dell’Ideologia Tedesca,  era critico della filosofia hegeliana per il suo carattere idealistico, e della sinistra hegeliana per il suo materialismo  naturalistico.

Come poteva coniugarsi con il realismo socialista del partito d’acciaio e della Chiesa del Cremlino?

La dittatura” sul” proletariato,il partito unico,la negazione delle libertà politiche,amenità per cui  tanti comunisti sono finiti nei gulag, nelle carceri, nei cimiteri sono state la negazione di quella nobile e suggestiva visione del comunismo.

Oggi quella frase, difetta di eufonia.

I comunisti, dopo la caduta del Muro di Berlino, anche se con il giovane Marx c’entravano poco, sono stati visti come quelli del “Movimento reale che mantiene lo stato delle cose esistenti”.

Gli operai, i proletari, sono stati considerati come figure retorico – letterarie di un glorioso passato da conservare nelle biblioteche, nelle filmografie, nelle canzoni, nelle poesie.

La loro difesa è stata fatta propria da chi ha pensato che certi valori non muoiono mai.

Ma il senso conservativo dei valori del comunismo si sono poi coniugati con la conservazione dei privilegi dei burocrati e dei faccendieri di partito.

L’ideologia non fa l’uomo, non basta essere di un partito di sinistra per essere migliori degli altri.

E il comunismo non deve essere instaurato, il comunismo è in atto, è in essere e si svolge nella sua contraddizione, con  la società borghese, cambiando il soggetto, insieme all’oggetto.

Vuol dire che non si può dividere metodo e sistema, che non si può creare il comunismo da individui che non cambiano mai.

Come è possibile, con un metodo viziato, pretendere un fine superiore e migliore?

L’onestà intellettuale di un comunista, credo siamo tutti d’accordo, deve essere superiore alla mediocrità di una coscienza appagata “del migliore dei mondi possibili”.

Nel movimento reale che abolisce lo stato di cose esistenti ,c’è la forza di una dialettica che tenta di superare le contraddizioni dell’adesso.

Non c’è un tempo per il comunismo.

Lo so può essere una scappatoia per non prendersi responsabilità…di governo.

Come in ogni filosofia della storia che si rispetti, “il movimento” della contraddizione fra sfruttati e sfruttatori è senza tempo.

L’importante è essere comunisti dalla parte degli sfruttati,  contro gli sfruttatori.

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Mentre a MILANO un profugo del Mali si impicca, sono 7.300 gli sbarchi nell’ultimo week- end, 240 i dispersi in mare. I migranti, che muoiono per disperazione, sono anche un effetto collaterale delle politiche forcaiole di leghisti – lepenisti, e della nuova galassia del nazi – fascismo in Europa e in Italia, che celebra Hitler e Mussolini, ammorbando l’aria di Olocausto mediatico.

Matteo Salvini, quando alcuni giorni fa vi fu la retata alla stazione centrale di Milano, contro i migranti, gongolava, faceva selfie, si divertiva un mondo.

Esclamando in TV ” finalmente la repressione”!

Non è che Salvini sia colpevole della morte del profugo del Mali, diamine.

Il bagno di sangue in mare è colpa delle Ong, del buonismo, degli scafisti, di chi vuol cambiare l’etnia alla nazione italiana….

Mussolini e Hitler si rivoltano nei gironi dell’Inferno:ma Salvini “c’è o ce fa?

Di sanguinari in pantofole, con telecomando sulla partita della squadra del cuore,con la foto della famiglia nel portafoglio, è piena l’italia.

Il 25 aprile, giorno della Liberazione, il simpatico Matteo, ( Goering era uno spiritosone..), è andato a chiedere la legge sulla legittima difesa a Verona, promettendo licenza d’uccidere agli assediati dall’emigrazione di massa.

Poi, dopo aver fatto lo show alla Camera contro la nuova legge sulla legittima difesa, ( fatta coi piedi), è andato a visitare una fabbrica d’armi.

La cosa più incredibile è che non abbia detto una parola sulla manifestazione dei nazi – fascisti a Musocco, il giorno dell’anniversario della morte di Mussolini.

Il suo servizio d’ordine era autosufficiente per celebrare il funerale della democrazia.

Ora che la Le Pen ha perso le presidenziali,  Matteo Salvini, alla fine, troverà certamente l’accordo con Berlusconi, così come ha suggerito indirettamente la Le Pen, che per le legislative, ha fatto appello ai patrioti  francesi contro il mondialismo.,

Dalla Francia esce una sinistra a pezzi.

Melenchon è contro Macron e contro la Le Pen, è difficile per la sinistra rappresentare la giusta rabbia dei ceti meno abbienti con la perenne astensione

In Italia, nonostante le spaccature profonde a sinistra,  a Milano il 20 maggio sarà organizzata una manifestazione per l’accoglienza.

A sinistra di Minniti, c’è ancora tanto posto.

Meno male che Majorino, assessore al Welfare del Comune di Milano, ha sottolineato che la morte del ragazzo del Mali deve rafforzare la rete degli interventi sociali.

E’ un buon punto di partenza.

Il suicida, infatti, era da un oltre un anno che aveva fatto richiesta di asilo.

Davanti alla stazione centrale a Milano non tutti sono spacciatori, ladri di appartamento etc., come dice la destra normale ed estrema.

Ma oggi la lotta di classe,  la lotta contro il sistema democratico, la lotta contro le prerogative liberali e democratiche la fa la Destra, i collaborazionisti fascisti, nella stessa forma di 80 anni fa del secolo scorso.

Lo stesso problema lo ha la Francia,l’America, quasi tutto l’Occidente, i fascisti di oggi vanno a nozze perchè in Italia, ad esempio, anche la sinistra radicale, ha poca credibilità verso i ceti deboli.

Leghisti, lepenisti, casa Pound, Forza, Nuova, certi settori della borghesia reazionaria e corrotta, hanno le idee chiare: il post -ideologico lo lasciano alla sinistra, loro sono fedeli all’origine concettuale delle loro scelte criminali.

Silvio Berlusconi lo ha compreso, oltre a sdoganare i vecchi fascisti tenterà di sdoganare i nuovi nazi – fascisti; simpatizza per Macron,stima Gentiloni, non vuol essere risucchiato nel nuovo fascismo.

L’Olocausto mediatico, però, continua.

E’vero, l’onda xenofoba ha subito sconfitte in Austria, Olanda e Francia, ma non è per niente vinta, nè dispersa.

Manichini riproducenti extracomunitari vengono impiccati e fotografati, le curve nere scimmiottano il farsi giustizia da sè col cappio, il treno della reazione,  se non trova una sincera opposizione democratica, antifascista, anti razzista diventerà mentalità di massa.

Attenti quindi a dare del Pinochet a Renzi, come per il referendum del 4 dicembre.

Un’ultima considerazione: Junker si è congratulato con l’Italia perchè è l’unica nazione europea che ha praticato e pratica l’accoglienza nel Mediterraneo.

Se è d’accordo con gli scafisti non lo so.

Ma se un liberale di destra come Junker pensa questo, io penso che in Europa ci sono circa 740.000 milioni di abitanti,Svizzera compresa.

Se ognuno facesse la sua parte, in termini onesti, liberali, socialisti, comunisti, eccccc. la questione si risolverebbe.  Il terrorismo islamico, prenderebbe un duro colpo.

 

 

 

CICCIO BOMBA KIM E MADURO, il socialismo reale del passato che non ha futuro.

Kim – Jong – Un, nato nel 1984,studi a Berna sotto falso nome, amante del lusso e della pallacanestro, è un dittatore stalinista totale che vuol salvare il suo paese dal degrado del mondo Occidentale, a suon di missili.

Kim, in arte Ciccio bomba, sia per la sua postura, sia per la sua vocazione atomico – bombarola, non sembra essere così cattivo come descritto dalla stampa internazionale.

Pare invece uno che parla di socialismo immaginando che il mondo sia quello del 38° parallelo, della guerra fredda, dell’imperialismo americano.

Anche se l’imperialismo americano e il suo braccio armato, la Cia, secondo fonti governative indigene, pare  volessero far fuori Ciccio Bomb: di comunisti ne hanno sempre uccisi i ragazzi dei servizi d’intelligence yankee, anche meno pericolosi di Kim.

Ciccio bomba,quando parte un missile  è contento.

La pletora di generali che lo circondano batte sempre le mani a qualsiasi suo gesto, così il popolo che si vede nelle   poche immagini di repertorio che escono dal paese.

Se qualcuno non è contento come lui,capace di ammazzarlo.

I suoi estimatori italiani sono il senatore Razzi e Matteo Salvini.

Gli ambasciatori di pace verso il restante comunismo stalinista forse stimano le città  deserte della Nord Corea, dove i migranti vengono mandati in orbita coi missili.

Razzi ha più volte detto che la Corea del Nord è una Svizzera per ordine e pulizia. Basterebbe questo per screditare Ciccio Bomba kim.

Il socialismo di Ciccio Bomba Kim sembra patetico, grottesco, comico se non fosse per quelle parate dove le bombe vengono esibite come fossero “droni del Signore” e per le notizie internazionali che reputano il suo popolo alla fame. ( ?!).

Insomma Mosca all’epoca di Breznev sembrava, confronto alla Corea del Nord di oggi,un paradiso dei lavoratori.

Se i contadini in Corea muoiono di fame perchè il bilancio se ne va per gli armamenti, prassi prettamente imperialista e anticomunista, a Caracas in Venezuela, nei barios poveri, i chavisti delusi scendono in piazza contro Nicolas Maduro Moros, ex sindacalista, nato nel 1962 che ha preso il posto del defunto Chavez.

Il socialismo alla cubana è sull’orlo del collasso anche a Caracas.

Mentre nel caso della Corea è lecito usare il “si dice”,qui invece è documentato che i poveri muoiano di fame e che la casta al potere, anche in questo caso militari e apparato dello stato, invece di sparare cazzate come in Occidente, sparino sulla folla.

Maduro, sostenuto da Cuba, paga  il crollo del prezzo del petrolio che costituisce il 95% delle entrate del Venezuela.

L’erede di Chavez non vuole andare a elezioni.

Ha paura di perderle, fra il governo e il parlamento c’è una frattura insanabile, non credo che in questo caso sia solo la ricca borghesia ad essere contro un governo popolare come era stato in Cile nel 1973, ( la manifestazione delle donne di oggi organizzata da una esponente del centro destra, non cambia la situazione).

Se già la sinistra è in crisi, guardando alla Nord Corea e al Venezuela c’è da chiedersi se l’aver perso non sia stata una fortuna.

Per questo tipo di socialismo, di pallottole e violenza  su studenti, dissidenti e popolo,non c’è mai stato futuro.

Anche di questo dovrebbe parlare la sinistra radicale, e/o radical – chic.

 

 

LASCIATE STARE ANTONIO GRAMSCI, comunista morto grazie alle galere sabaudo – fasciste. Non era certo un Quaraquaqua’

Antonio Gramsci, fondatore nel 1921 del partito comunista italiano, grande filosofo e intellettuale, sembra tornato di moda.

Sembra che ci siano una ventina di libri in uscita sulla sua vita e le sue opere.

Gramsci, interessa oggi per quel discorso sull’egemonia culturale della classe dirigente.

Pensava il filosofo che per cambiare la società in senso socialista ci voleva una rivoluzione culturale, che partisse anche dalla sovrastruttura, non solo dalla struttura.

Il Pd, o i fuoriusciti, ogni tanto lo citano per un semplice motivo.

Non avendo più nessuna cultura di carattere marxista, non avendo più nessun punto di riferimento ideale nella storia del movimento operaio, si affidano al compagno Antonio come fosse una reliquia del firmamento comunista che male non fa: tanto è santificata che non può essere messa in discussione.

Ma guai ad applicare la sua prassi.

Soprattutto sul lavoro, sul rapporto fra profitti e investimenti, fra cultura di massa e coscienza politica, fra presenza in parlamento e contatto con le ” masse”.

Antonio Gramsci era un grande anti populista.

Sosteneva, come d’altronde il comunismo leninista, che non basta essere oppressi per aver ragione.

L’egemonia della classe dirigente, che oggi si direbbe il pensiero unico della classe dominante post ideologica, doveva essere contrastata con l’azione culturale, con la conoscenza, con la solidarietà fra i popoli, ( lui era di origini albanesi e mai se ne preoccupò).

Un vero internazionalismo socialista è contro tutte le forme di nazionalismo, ma anche contro tutte le forme di corruzione nel nome della democrazia.

Alla globalizzazione dei bisogni si risponde con il nazionalismo delle pancia piena ( vedi la riduzione fiscale di Trump).

Si vedono oggi personaggi che fanno politica che una volta sarebbero stati giudicati dei pezzenti sotto – culturali, tanto è il loro parlare a vanvera in fatto di riforme, di scelte a beneficio della classi povere.

Gramsci, a parole è nel firmamento della sinistra, nei fatti è citato come uno spot pubblicitario.

Il filosofo e pensatore comunista è attuale se si mette in gioco, più che la propria vita, la propria dignità, la propria coerenza, il proprio senso del vivere con gli altri, che oggi sembra impossibile anche a sinistra.

Lasciatelo riposare in pace.

 

 

IL RITORNO DI DON MATTEO, il Macron che verrà

Archiviate le primarie del Pd, con la vittoria di Matteo Renzi, ormai i partiti  guardano alle elezioni amministrative, e in prospettiva alle prossime elezioni politiche.

Non c’è  stata nessuna suspense,

Renzi, piaccia o non piaccia,con un  successo schiacciante, si è ripreso la segreteria del partito democratico.

Lenin diceva che quando si parla di un milione di persone si parla di politica, quindi l’affluenza,   non certo bassa, ha ridato fiato al renzismo – macronismo – obamismo – blairismo,  contro il populismo.

Adesso da parte della sinistra c’è da fare due conti, con la matita del salumiere.

Il suggerimento di Pisapia di unire le forze dei democratici,  per rifare un Movimento Arancione modello Milano,  è l’unica chance per la sinistra intera di non andare incontro a una disfatta.

Perchè se con Renzi ha vinto la sinistra liberal alla Macron, votato anche da Cohn Bendit, ( ma duramente avversata dalla gauche antagonista), la sinistra “socialdemocratica e/o radicale viaggia in brutte acque.

Gli scissionisti alla Bersani, e D’Alema, che rappresentano una ” sinistra” da ceto politico pre – pensionabile con vitalizio, raccattano oggi un 4%.

La Sinistra Unita di Fassina,  Fratoianni e di Civati che almeno sono stati coerenti nel cercare un’alternativa a Renzi in tempi non sospetti sono quasi al due per cento nei sondaggi.

Sintesi: alla sinistra di Renzi c’è, ad oggi, nemmeno quello che Rifondazione da sola prendeva alle elezioni sedici anni anni fa.

Ma si sono chiesti i “sinistri”  alla sinistra del Pd, come mai in Francia sacche di resistenza di studenti, precari, migranti hanno votato Melenchon, sinistra radicale?

Non è per caso che la sinistra in genere in Italia è  vista come parte integrata  di una nuova classe dirigente chiamata Casta?

Che ha votato la  riforma delle pensioni per gli altri e difeso i vitalizi per sè, in piena crisi?.

Non è un caso che dei Bertinotti e dei Vendola proprio la classe operaia non si fidi più.

D’altronde il voto per Renzi una cosa ha sancito: i Bersani i D’Alema, i Cofferati sono considerati opachi opportunisti dagli stessi elettori del Pd.

Piuttosto di votare l’opportunismo di personaggi che ormai non hanno credibilità alcuna, molti a sinistra da tempo pensano ai Cinque stelle,( lo ha fatto anche il compagno Valentino Parlato,che ci ha lasciato), altri all’astensione.

Altri ancora rimangono renziani senza esserne convinti.

A questo punto vale tutto.

La sinistra sonnacchiosa, conformista e opportunista e un po’pavida ha un solo modo per riscattarsi:eliminare i vitalizi, promuovere il reddito di cittadinanza con i Cinque stelle,( ma anche senza), battersi per la riduzione della giornata di lavoro,tener duro sull’accoglienza.

Se Renzi è il continuatore di Berlusconi, meglio prendersela con l’originale.

Senza dare fiato alla destra normale, ma soprattutto a quella radicale.Nessuno mi farà digerire il fatto che Mussolini era meglio di Giolitti, Hitler di Hindenburg, Trump di Omaba…

 

 

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