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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Ci vuole per la sinistra tutta una dieta culturale che elimini presunzione, arroganza e calcolo elettorale.Meglio diventare anarchici per sopravvivenza materiale ed esistenziale…

Sparare sulla sinistra è, come da metafora retorica consunta dalla storia del bla – bla- bla, sparare sulla Croce rossa.

Perchè se e’ vero che il Pd piange, non è che alla sua sinistra si può tanto ridere.

Anzi facendo un minimo ragionamento sulla democrazia praticabile, è vero che senza il Pd, per ora è difficile formare una nuova sinistra.

D’altronde la caduta dei Muri, la caduta degli ideali socialisti, oltre ad essere una tendenza fondamentale del nostro tempo, si rispecchia nella valutazione empirica di ciò che accade.

Ogni tanto penso, ma non solo io, che da parte della vecchia sinistra, in senso anagrafico e concettuale, forse bastava ridursi i costi dei privilegi,

Snobare meno chi, da comitati, associazioni, sindacati di base, vicini di casa etc. denunciava le malefatte amministrative di certe posizioni .

E soprattutto dare ascolto al malessere giovanile,( povero e non proletario, “senza anima, senza coscienza e senza n’a lira come direbbe Alberto Sordi), che si spostava a destra.

Invece si è preferito girarsi dall’altra parte. E’ venuto fuori un pasticcio complicato nel suo retrogusto storico,( il rinascere di un blocco nazional – fascista italiota e idiota), ma semplice dal punto di vista fattuale.

Ad esempio.

La presunzione di chi a 3 giorni dal voto ( Cfr.Grasso), arrivava a dichiarare che bisogna ridurre la settimana lavorativa a 32 ore, così tanto per  racimolare tre consensi, e fare finta di essere un gauchista avanzato alla tedesca, è stata  la testimonianza determinante che l’ex presidente del senato era sintonizzato  sul massimalismo di facciata, un teatrino da furbetto del voterello, da poltrona sicura.

Così come Renzi, continuamente preso a sottolineare che tutto “andava bene madama la marchesa”, è stato un colpo per le flebili speranze di un ravvedimento di onestà intellettuale.

Ho sentito tanti compagni di strada  in questi giorni.

Fanno,meglio facciano parte, di un generone, confinato nella riserve indiane della nostalgia: la pensiamo tutti allo tesso modo, più o meno.

Se non si può stare con il PD,  stare alla sua sinistra, visto che questa c’è sempre stata, non vuol dire votare per forza un partitello.

La Camusso ed Epifani si sono svegliati dicendo che il popolo è stato abbandonato? Da chi? Dallo spirito santo? Solo da Renzi? Oppure anche da Bersani, D’Alema, Bertinotti, etc.

L’entusiasmo di Potere al popolo è anche commovente ( in senso latino, fa muovere insieme), ma difficilmente rappresentabile in un parlamento, sopratutto quando il tuo obiettivo è quello di entrarci, ( a fare cosa non si sa, forse a preparare le elezioni europee del 2019).

Rimane il rifugio in popolazioni artificiali che parlino la lingua del reciproco rispetto, tribù anarchiche nel senso nobile del termine, cioè libere da condizionamenti ideologici lugubri  tristi, polizieschi, sanguinari,fuori dal tempo e dal buon senso.

I centri sociali, i cattolici impegnati nel sociale, i comitati di accoglienza, le miriadi di associazioni di base,il magma confuso, ma ancora integro, di un’idea diversa di mondo possono convivere sotto il segno della  democrazia di base. che non è quella di facebook o piattaforme virtuali.

E’ quella che ogni giorno vive non con il paraocchi  per voltarsi contro le pene dell’umanità, ma di quelli che ancora non si accontentano di aspettare il cielo  per non fare qualcosa di utile sulla terra.

 

Ribellarsi per una società più giusta prevede che anche tu cambi in meglio, non che diventi più razzista,egoista o nazional – socialista..

Come era prevedibile lo studio  di questi giorni sui flussi elettorali, ha svelato che giovani disagiati, operai, proletari in genere hanno votato Cinque stelle al Sud e Lega al Nord.

Non era difficile capirlo, lo dicevano un po’ tutti.

Il sud, poi, lo scrive benissimo un meridionalista come Roberto Saviano, ha scelto i partiti della rabbia per avere una speranza di sostegno nel presente.

Il 50% della disoccupazione giovanile, se vuole un minimo di futuro, deve  emigrare, oppure mettersi in competizione coi disperati che vengono dall’Africa,oppure aspettare qualche concorso pubblico, qualche raccomandazione…Oppure votare di rabbia:come sostengono, giustamente, alcuni giovani che abitano al sud,come si fa a dare il voto a chi fino a ieri ti ha dato del puzzone?

L’effetto immigrati è stato decisivo,in tutta Italia.

Lo ripeto da un anno: comprendere che gli italiani rivendicano per sè un posto di lavoro, la sanità o il consumo pop, prima degli immigrati, è comprensibile, ma la frustrazione non genera nulla di buono.

La chiusura verso gli altri, un atto di cattivismo che ha attirato voti alla Lega,non dà nobili ideali ai giovani.

Si dirà che questi sono discorsi di chi si è salvato dalla crisi.

Dalla crisi si è salvato chi ha potuto conservare un reddito: gli  statali e parastatali in tempi di magra si salvano sempre, così pure  i pensionati normali.

E quindi gli over possono aiutare figli e nipoti a campare.

Mai , però,mi permetterei di raccomandare di essere  cattivi e rancorosi con chi ha meno di me, solo perchè viene da un altro paese e mi può togliere quello che ho.

Credo che il mio ragionamento sia condiviso nella prassi da quelli che leggono gentilmente questo blog . Se no non lo scriverei il blog.

Quando a Macerata,dopo la sparatoria ai migranti per la morte di Pamela, la Lega passa dallo zero – virgola al 21 per cento, significa chiudiamoci in casa, cerchiamo di mangiare pane e telefonini; se no ce li portano via i migranti…

Il  fenomeno che vede la soluzione sociale a destra è vecchia: anche vecchi e giovani Komunisti , ben piazzati socialmente, promuovono le idee di Salvini sull’immigrazione, sul lavoro, sulla Legge Fornero.

Con Hitler è andata alla stesso modo, per un posto di lavoro ai tedeschi si  sono chiusi gli occhi davanti all’eliminazione fisica degli ebrei, dei democratici, dei comunisti, degli zingari, degli omosessuali.

Se  Salvini eliminasse la legge Fornero ( impossibile), una parte di popolo, davanti all’espulsione di 500.000 migranti griderebbe w matteo, w il nazionalsocialismo all’italiana, con la storia non si mangia…

Che gli italiani non trovino lavoro per via dei migranti è una menzogna nazista .

Per i cinque stelle il discorso è diverso. Hanno tentato di tramutare la rabbia in una proposta democratica di neutralità post -ideologica.

Difficile da attuarsi, perchè alle spalle non hanno lotte di massa, mobilitazioni democratiche, ma almeno ci si prova.

Che si alleino o no con il Pd e Leu mi lascia indifferente: Giulio Andreotti amava dire” che è meglio tirare a campare, che tirare le cuoia”

Comunque la vera libertà oggi consiste nel denunciare l’incoerenza altrui, per poter trastullarsi in quella propria.

Certa sinistra in questi anni, bisogna ammetterlo, ne è stata maestra, per questo perde in ogni parte del globo.

Conclusione: chi non lotta non ha diritto di parola, d’accordo.

Più che altro, chi vivrà vedrà.

 

 

 

7.3 2018 LA SITUAZIONE POLITICA E’ GRAVE, MA NON SERIA ( ENNIO FLAIANO)

Forse non è il caso di scomodare Ennio Flaiano, sceneggiatore della Dolce Vita,  di Giulietta degli spiriti, La strada, Roma città aperta, critico letterario e saggista: insomma  uno dei più grandi intellettuali del dopoguerra italiano.

Ma la citazione è senz’altro la giusta fotografia della situazione politica  e sociale del paese.

In fondo i parlamentari della seconda repubblica, questa è la terza, ( la prima finisce con Mani pulite, la seconda con la caduta di Berlusconi), si sono tutti piazzati.

Nonostante risultati da ridere e/o piangere i collegi blindati hanno funzionato: Bersani,Grasso, Boldrini, Casini,la Lorenzin, lo stesso Renzi, diventato senatore, non sono certo ridotti come Ducbek all’arrivo dei carri armati sovietici ( grillini?) a Praga.

Marchionne e Confindustria plaudono i grillini.

La Lega ha trionfato anche se promette una flat tax che non può mantenere, il reddito di cittadinanza, che al sud appare come l’ennesima scialuppa dell’arte di arrangiarsi,  cavallo di battaglia di Di Maio al quale sono andati milioni di voti di transfughi della sinistra, sono tutto e il contrario di tutto come esige il disordine planetario dell’economia.

La violenza recitata nella campagna elettorale contro i migranti, il fascismo psico-ideologico egemonizzato dalla lega, l’opportunismo sfacciato di liberi e uguali, la mediocrità arrogante di Renzi, sono state le tipiche rappresentazioni di una società civile e politica che ha trovato però nei cinque stelle la possibilità di cambiare qualcosa.

Inutile insultare er popolo somaro, un blocco sociale ha trovato la rappresentanza istituzionale nei cinque stelle e lega.

La rappresentazione di un’Italia febbrile, corporativa,che per lo 0,9 % vota casa Pound e per l’1,2% Potere al popolo, che è pronta ad evadere il fisco per chiedere più spesa pubblica, che ha gesti di generosità verso gli ultimi come nessuno in Europa e un sistema mafioso di potere, come quasi nessuno in Occidente,è pronta per il grande balzo nel Terzo Millennio.

E’ stato scritto che il Novecento in Italia è finito il 4 marzo, per via di un voto di massa che non è ideologico, che non è nè di destra, nè di sinistra.

Poi è stato detto da valenti commentatori che Di Maio è la nuova DC.

Altri pensano che i cinque stelle siano il cavallo di Troia dei nuovi comunisti ( Berlusconi). Alcuni sostengono  che siccome la socialdemocrazia è in crisi in tutto l’Occidente, sia meglio spostarsi verso la liberal-democrazia di Calenda.

Altri, pensando alla storia del movimento operaio che a scuola non si studia, scambiano i propri incubi di solitudine ideologica per un vuoto esistenziale che prepari la soluzione finale del socialismo.

Il problema, come si vede, è irrisolvibile.

Però difendere il sistema nazionale e universale della sanità voluto da Tina Anselmi e dalla sinistra, la scuola di massa, la civiltà sul posto di lavoro, l’integrazione dei migranti e i diritti civili dovrebbe essere la piattaforma di una sinistra che oltre ad usare l’arma della critica, fa seria autocritica.

A Milano il Pd nel centro storico è il primo partito,nelle periferie non si vede. A New York vincono i Clinton, nell’Ohio Trump…

Se tu sfrutti il lavoro altrui, ti rintani nei privilegi, fai parte di una Kasta costosa,( sindacati e partecipate comprese), è evidente che sei uno” di sinistra” solo se l’economia dei poveracci tiene.

La situazione rimane tragica per i soliti, ma non è seria per chi ha il potere che nasce dalla libertà senza patos,dal garantismo senza rischio, dalla mancata coerenza nelle cose minime.

Poi la recita da share oggi è di sinistra, di destra, di centro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Trionfo 5 Stelle & Lega, sconfitta epocale di tutta la sinistra,ma “il comitato centrale ha deciso, se il popolo non è d’accordo bisogna nominare un nuovo popolo”( B. Brecht)

I risultati sono noti, i cinque stelle hanno superato il 30%, La lega arriva quasi al 18%, il PD non raggiunge il 20%, Liberi e Uguali al 3,5%.

Le urne hanno premiato la rabbia contro il sistema, ( visto nella sinistra tutta), contro la Casta, contro  l’Europa delle banche e delle bande.

La  linea contro l’immigrazione ha premiato la Lega.

La richiesta di spesa pubblica per il Sud, con il reddito di cittadinanza contro la povertà,ha premiato i cinque stelle.

Forza italia  e Berlusconi aspettano di vedere quanti seggi avranno, ma è minestra riscaldata, tenuta insieme dal fascismo – light di Gorgia Meloni, l’ex cavaliere ha perso la guida del centrodestra.

Il cosiddetto populismo ha vinto,la socialdemocrazia è franata come in Francia, in Germania in Spagna,in quasi tutta Europa.

Adesso bisognerà vedere come i vincitori tradurranno il consenso in distribuzione di ricchezza e di profitti. E qui la regole dell’economia spaccano gli “ideali” a qualsiasi latitudine.

Solo che alla sinistra del PD, neo centrista liberal – democratico, c’è il deserto. Non c’è Melenchon, non c’è Corby, non c’è Podemos etc.

Leu è andata malissimo. Ha ignorato completamente i privilegi accumulati dalla sinistra e dai vertici sindacati, il suo referente elettorale era ed è un ceto politico tutt’altro che proletario,( Grasso, Boldrini e Bersani raggiungono a stento il 5% nei collegi uninominali),la doppiezza di D’Alema, Togliatti alla orecchiette, è al 3,9,MInniti è terzo nel suo collegio, non verrà eletto.

La sinistra si è sciolta fra astensione, schede nulle, frammentazione eccessiva fra opzioni movimentiste e rivoluzionarie che in parlamento non funzionano mai.( cfr, Democrazia proletaria) e che sono irrilevanti a livello istituzionale.

Ma soprattutto ha pagato un’arroganza una supponenza che non ha capito nulla o quasi dell’Italia di oggi, ( o non ha voluto capire, intrappolata dal cannibalismo della poltroncina).

Se i cinque stelle prendono 11 milioni di voti, vorrà dire qualcosa, oppure sono tutti scemi quelli che non votano a sinistra?

I cinque stelle possono fare una maggioranza con PD e Leu; gli mancano 50 seggi per la maggioranza governativa.

Naturalmente il vento soffia a destra, alla Trump, alla Putin, ma per fortuna non come in Ungheria e paesi dell’est dove forze neo – fasciste raggiungono cifre incredibili.

Invece di piangere sul latte versato, la sinistra TUTTA dovrebbe fare mea culpa  e guardarsi attorno. I Cinque stelle sono, piaccia o non piaccia, l’unico argine contro la democrazia reazionaria del centro destra, molti di sinistra, infatti, sono andati verso Di Maio.

Se regge l’antifascismo regge la democrazia, se no è notte fonda nella storia  di un Italia indecifrabile in  breve tempo. Ma è uno psico – dramma, la commedia è appena iniziata.( continua).

 

 

2.3.2018 Domani silenzio elettorale: ci sono Lazio – Juventus e Napoli – Roma. Domenica c’è il derby di Milano….Dimenticavo le elezioni..

Tranquilli ragazzi, in fondo il calendario del campionato di calcio ci dà una mano politica non indifferente.

Non è sottovalutazione del problema, nè facile cabaret post ideologico.

Ho fatto una pensata geniale, ( sto scherzando), ma SONO CONFORTATO DAL NON ESSERE UN GENIO SOLITARIO, perchè è l’istinto animale che mi porta a votare.

Domani guardo il campionato in pay – Tv, poi domenica dopo il derby di Milano, guarderò la maratona Tv sui risultati elettorali.

Tifoso a pieno titolo, per passare il tempo ovvio, sembra cinismo, ma è solo sano realismo socialista.

Il suffragio universale voluto dalle forze progressiste del secolo scorso è finito nella società liquida dei senza certezze, dei disillusi, dei disinformati, dei senza tetto, dei tagliati fuori dalla opulenza capitalista delle politiche predatorie.

Il socialismo di stato del partito unico, che impediva le elezioni, non lo vuole più nessuno,( i gruppuscoli che” più estremista non si può” dovrebbero spiegarmi come intendano fare una rivoluzione che non sia quella del bar, del bus, dello scompartimento ferroviario).

Piccoli Lenin di una storia minore,confortati dal vitalizio retributivo di precedenti legislature, non hanno compreso che la plebe li considera parte del sistema. La loro generosità, verso gli ultimi, secondo me, può essere meno funzionale del volontariato di massa della società civile.

Eppure, saremo lì, io per primo, davanti alla Tv o sul Web, a tifare il meno peggio, perchè “er più” meglio, non lo troverai mai più.

Il discorso è rivolto a sinistra, ovvio, il resto verrà di conseguenza.

In questo modo, per non scontentare nessuno potrei votare Bonino alla camera, qualcuno di liberi e uguali al senato,o viceversa, poi potere al popolo  e Leu alle regionali ( voto disgiunto). Voto tutti e non voto nessuno.

Il cuore mi dice di scrivere : “Siamo tutti antifascisti”. ( sobrio, ma efficace)

La ragione, invece,mi suggerisce:” è stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo,eccezion fatta per tutte le altre forme che si sono sperimentate finora”, ( Winston Churchill)

TUTTO IL POTERE AI SOVIET, però, non guasta mai,( scenario buono per tutte le stagioni).

Dipende da quanto tempo vuoi dedicare alla democrazia. Scrivere troppo sulla scheda è un pasticcio per chi aspetta. Se  nevica e c’è poca affluenza, si può fare.

C’era uno soluzione davvero rivoluzionaria.

Andare al seggio.

Farsi dare la scheda.

Trovare i simboli di Forza Nuova o casa Pound.

Restituire la scheda e far mettere a verbale che votare dei partiti che si richiamano al fascismo è contro la Costituzione.

Pensa che botto, se la sinistra si contasse in questo modo.

Avventurismo? Ma fatemi il piacere….è che il botto non lo vuole quasi nessuno. In fondo la libertà per tanti di noi  non è poi  così drammatica…..( DIO TI VEDE, STALIN NO)

La libertà dei morti di fame  al consiglio di amministrazione della borghesia nera e/o rossa interessa poco.Basta che questi vadano a votare.

28.2.2018 Italiani storditi da consumi inutili e da vecchie povertà invitati a votare quel che resta della democrazia…..

Come nell’occasione del 4 dicembre sul referendum costituzionale anche questa volta andare a votare, e  che cosa votare, sono diventati elementi di uno psicodramma sproporzionato alla posta in palio.

Quando senti che tanto il 5 marzo non ci sarà una maggioranza, che forse si andrà a rivotare, che alcuni pensano che bisogna cambiare la legge elettorale, ( comico), per galleggiare cinque anni nell’iperuranio del vitalizio contributivo,  ti dici che in fondo siamo davanti a un non evento.

Però lo psicodramma è inevitabile.Tutti i partiti, come sempre, disegnano foschi scenari se l’avversario o il nemico dovesse vincere.

Se vincesse il centrodestra di Berlusconi, secondo la sinistra tutta, non a a torto,  e i cinque stelle, per motivi diversi,andrebbe in scena un miscuglio di lepenismo, perbenismo, fascismo,liberalismo peggio di quello del ’94: scenario peggiore.

Se vincessero i cinque stelle sarebbe il trionfo dell’incompetenza, dicono destra e sinistra: provare per credere che Grillo è peggiore di Stalin o di Mussolini…

Se vincesse la coalizione Pd, difficile anzi improbabile,saremmo davanti all’ennesimo governo semi – tecnico del presidente con eventuali alleanze, che tirerà a campare fra i salti mortali delle anime morte della democrazia consociativa.

In compenso nessuno governerebbe non avendo i numeri, cioè i seggi in Parlamento per fare una maggioranza sostenibile, compatibile con l’Europa,con il Pil, con il raking dei mercati, ma soprattutto con la nuova legge elettorale.

Così, davanti all’ennesima emergenza nazionale,  che non lo è visto che la legislatura è finita, gli elettori che non votano,  che potrebbero oscillare dai 12 ai 15 milioni, sarebbero i colpevoli dello scasso nazionale.

Sempre secondo  quelli che il voto salva la democrazia percepita come possibilità di esprimere il proprio voto, ( non è poco, si è lordato di sangue i muri e le porte per votare da parte della classe operaia e delle donne….ma non basta)

Le elezioni, infatti, sono sovrastimate sempre prima del voto, sono viste come l’ultima possibilità di salvare il salvabile nella devastazione generale delle menti.

Dopo il voto, vista l’omologazione della politica al mantenimento di se stessa come classe dirigente, le promesse di salvazione dell’Italia un po’ opulenta, senz’altro impoverita, un po’ stracciona, un po’ mafiosa,un po’ tanto fascista, e poco o pochissimo socialdemocratica,in senso etimologico e non come Seconda internazionale, si dovrà per forza fare di necessità virtu’.

Sto cercando di fare un discorso realistico: solo i cinque stelle, a parole, secondo programma, promettono una mezza rivoluzione di velluto.

E’ anche evidente che, per chi ha una cultura genericamente di sinistra, queste elezioni  vuote da ogni punto di vista, richiamano alla Repubblica di Weimar ( con debite differenze, ovvio), quando la democrazia fu messa in discussione dalla estrema destra nazionalista.

Ho personalmente nostalgia  di una sinistra davvero radicale, dalla ingenuità erudita, dalla polemica non calcolata, supportata da uno slancio di vita e di cultura della polis, che non sia un minestrone di cose da fare da trent’anni e mai fatte.

Mi affascinava la rappresentazione teatrale di mondi  che si dibattevano per universi inesplorati e di nuove possibilità dello stare insieme.

Utopie, metafore, declamazioni, cortei rabbiosi, la libertà delle donne, l’emancipazione degli operai, l’indecenza dell’arroganza giovanile che voleva cose improbabili, ma che credeva in quello che faceva.

Andrò a votare, e non è detto che voterò. Qualcosa mi inventerò.

La linea di demarcazione per i normalmente democratici di sinistra dovrebbe essere  la lotta contro il fascismo per una società democratica, reale nei valori umani.

Non mi aspetto niente, solo un inevitabile caos in caso di vittoria dei nuovi fascismi, oppure di vittoria dei cinque stelle ( a torto secondo me).

 

 

 

26.2.2018 LEGIONARI – LEGHISTI, “GOT MIT UNS” METTETELO SULLA FELPA!!

Matteo Salvini  in Piazza Duomo sabato è stato così patetico, così buonista, così nazionalista,così blasfemo da passare quasi inosservato.

Ha giurato sul Vangelo che lui sarà fedele al mandato elettorale di governare onestamente.

Ha citato Pertini, Pasolini, Oriana Fallaci.E ‘stato cosi’uno spettacolo di bestemmia contro il sacro, che la pubblica opinione ha in parte sottovalutato,( tranne il vescovo di Milano).

In Piazza Duomo, nella stessa Piazza dove sfilarono i partigiani il 25 aprile, Salvini e la Lega hanno mostrato tutto lo squallore culturale di cui si vantano.

Che è lo squallore culturale che pervade l’Italia intera da Trento a Lampedusa.

Con timbro suadente, a volte tribunizio, con metafore da venditore di ecoballe compostate da demagogia nazionalista, il nostro ha rassicurato la piazza: lui con il fascismo e il razzismo non c’entra niente, lui ha il cuore in mano, il contocorrente al sicuro: è l’uomo per tutte le stagioni.

Un papa teocratico, secoli fa, lo avrebbe messo al rogo,senza bisogno di scomodare l’Armata Rossa, pardon i centri sociali.

Sulla fibia delle SS c’era scritto” Got Mit uns” ,( Dio è con noi), antico motto di battaglia teutonico passato dalla monarchia alla Repubblica di Weimar e poi al nazismo.

Fondare l’eterna lotta contro il male al grido di ” Dio è con noi”, come si sa, è titolo di merito fra tutti i gruppi integralisti religiosi( Allah è grande), e i nazionalismi della storia. ( Ricordo Bush figlio gridare in televisione “Dio è con noi” prima della seconda guerra contro Saddam).

In questo caso, però,l’aiuto di Dio padre onnipotente, per sbaragliare i buonisti e i democratici antirazzisti , che affamano il popolo italiano perchè consentono ai migranti di stare  negli alberghi a guadare  la Tv via cavo, non regge la fatica dell’orazione.

Quando si scomoda Dio per giustificare la guerra in realtà, per spirito letterario e senso filosofico, non si fa altro che un piacere a Belzebù.

Ma quando si scomoda il sacro per un profano che sollecita polenta e parmigiano al nord significa avere in testa poche idee, mal digerite.

Il popolo della Lega non è tutto fascista e razzista, diamine, anche se Calderoli ha sostenuto che comunque ci sono fra i leghisti parecchi simpatizzanti di casa Pound e pure Alemanno e Storace erano presenti a Milano nel segno della patria e della difesa della civiltà cristiana.

La malattia mortale dell’inconsistenza ontologica di chi si appresta a governare l’Italia non preoccupa solo il buon senso dei democratici, preoccupa pure Maroni e in parte Berlusconi che sa che essere coinvolto nel fascistume da bar può essere pericoloso per il suo conto in banca.

Benito Mussolini, indubbiamente era molto più intelligente di Matteo Salvini: credere obbedire e combattere era il suo motto.

Mentre per Salvini basta un ” Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”.

MATTEO:VAI AL CINEMA…

Le sedi del fascio si chiudono col CUOCO….anche se l’antifascismo non è mai stato un pranzo di gala

Negli anni settanta, quando i fascisti erano il braccio armato della controrivoluzione, così si diceva,quando una parte dello stato ( Carabineri e Polizia compresi, ovvio) stava dalla parte degli anticomunisti, la sinistra extraparlamentare aveva coniato uno slogan non certo incruento:

le sedi del fascio si chiudono con il fuoco, anche se questo è ancora troppo poco.

Qualcuno, oggi, preso dall’antifascismo di questi giorni, lo ripropone come fosse uno slogan da stadio senza rendersi conto di quello che dice.

Anche se la rabbia contro il fascismo, ( vista la storia patria), è più che giustificata.

Erano tempi di guerra civile strisciante quelli, vera prosecuzione della guerra civile del 1943 – 1945.

I partigiani erano ancora in vita,la classe operaia scioperava contro i fascisti,l’uso della forza e l’armamento delle masse erano parole d’ordine per una parte del movimento.

Su queste cose non solo c’è riserbo, ma c’è un vero e proprio oblio storico da destra, ma anche da sinistra, che sinceramente non hanno mai fatto i conti con quegli anni.

Oggi i tafferugli quasi quotidiani con la polizia in occasione dei comizi nazi – fascisti da parte della sinistra antagonista sono quindi  la conseguenza del ritorno della psico – ideologia fascista e razzista che inquina l’Italia e fa proseliti ben maggiori in tutta Europa.

Quando si parla di neofascisti alcuni storici da strapazzo, infatti, si rifanno al 1922, al 1943, mai agli anni dello stragismo e agli anni di piombo.

Quella fu la più grande tragedia italiana del dopoguerra che iniziò con la strage di Piazza Fontana e si concluse con il sequestro Moro e il suo assassinio.

Purtroppo fra la mia generazione, nessuno temeva di perdere il vitalizio a scontarsi con i fascisti e la reazione.

Non eravamo degli eroi, la consapevolezza dello scontro significava coscienza di classe. e partecipazione politica sana e generosa.( oggi i vari Capanna – boys hanno miseramente rinnegato loro stessi).

 Se la rivoluzione non è un pranzo di gala, pure l’antifascismo non può esserlo sempre. Però, tornare all’antifascismo ” MILITARE” è inopportuno: se non si è provocati, dovrebbero pensarci le istituzioni a limitare con le leggi l’illegalità “repubblichina”.

Anche se l’uso della forza, non della violenza del colpo su colpo, ( non vale la pena,) a volte significa difendere dei valori sacri e universali di giustizia e libertà.

Sara’ una frase fatta, ma l’antifascismo c’è quando c’è una diffusa coscienza democratica.

Non mi pare sia il caso di oggi, purtroppo, dove chi ha seminato vento vuole raccogliere tempesta ( la Lega in primis), compatibilmente con la rimozione della memoria storica e la raccolta di voti anticomunisti doc.

Negli anni della crisi chi ha riportato indietro le lancette della storia sono i nazi leghisti, i razzisti, i criminali della borghesia reazionaria, con le loro menzogne  sulla nuova classe operaia che è composta nella maggior parte da immigrati che il più delle volte lavorano con salari da fame.

Dividere il problema del razzismo e dell’emigrazione dall’emancipazione del proletariato è perdente per la democrazia, non solo per la sinistra.

Per questo un cuoco metaforico  basterebbe per chiudere le sedi del fascio.

Praticare la accoglienza,  la solidarietà,  la comprensione dell’altrui disgrazia, invito alla mensa comune della pace in terra, rispetto e fratellanza reciproca fra italiani e non, potrebbero svuotare le fonti dell’odio.

Il  volontariato laico e cattolico, la pratica spontanea dei centri sociali, i comitati per l’accoglienza, la lotta per la  distribuzione della ricchezza sono già delle realtà umanitarie e politiche.

Il messaggio di una cultura antagonista è antitetico al fascismo di matrice endogena e pure di matrice esogena, Questo non vuol dire che non si possa usare l’autodifesa della civiltà contro il Male assoluto. 

La banalizzazione di questi valori significa la fine della democrazia conquistata che è costata già un oceano di lacrime e lutti.

 

Onesto coi soldi pubblici, salutista, animalista, vegetariano, astemio…un uomo corretto Adolf Hitler

A leggere le categorie di giudizio pop sui candidati alle elezioni parlamentari si rischia di uscire fuori dal buon senso, per tuffarsi nel mare calmo del senso comune più bieco.

Il mito dell’onestà, delle mani pulite, della specchiata virtù,  sarebbero valori della politica a prescindere, direbbe Totò.

E invece la storia, quella con la S maiuscola, ci insegna che non è così.

E’ vero che un amministratore onesto è sempre meglio di uno disonesto, diceva il Catalano dei bei tempi antichi, ed è vero, come sostengono i cinque stelle, che la corruzione è un cancro che devi estirpare se vuoi salvare la democrazia.

Ma questo non esaurisce il tema della rappresentanza.

Himmler, ad esempio, che svenne quando andò a vistare i campi di sterminio, era molto preoccupato che le SS liquidassero ebrei e comunisti usando un sacco di pallottole   sprecando, quindi, i soldi dell’erario.

Consigliò, per fare risparmiare lo stato, di fare in questo modo: le donne ebree dovevano tenere i bimbi piccoli in braccio davanti ad una fossa comune, in questo modo un colpo alla nuca alla mamma avrebbe  ucciso pure il figlio: paghi uno e prendi due.

Zio Adolf,il cui mito ormai è di famiglia anche per i  nazisti nostrani, indegni del genere umano, non fumava, non beveva,era vegetariano, amava gli animali, dava parte dei suoi emolumenti alla vedove di guerra per mantenere i figli del Terzo Reich caduti in battaglia, insomma era un uomo dalla specchiata onestà civile.

Chiaro che si sta estremizzando, ma è un modi di farsi intendere

Le categorie dell’onestà individuale c’entrano poco con la storia.

Stalin detestava che la moglie comprasse vestiti costosi,Beria, capo della sicurezza nazionale, che fu fucilato da Kruscev per i suoi crimini,è acclarato che facesse rapire giovinette per i suoi svaghi più innocenti….

Se ti trovi dalla parte giusta della storia puoi essere personalmente un criminale, se ti trovi dalla parte  del Male, comunque, puoi essere onesto finchè vuoi, corretto fin che vuoi, ma rimani dalla parte sbagliata e criminale.

Il mio ragionamento riguarda proprio tutte le ideologie e le religioni , non fa eccezione nessun fondamentalismo e integralismo teorico.

L’onestà non è solo coerenza personale è anche scegliere una coerenza che si rifletta nel sociale.

Il curriculum del perfetto politico non dovrebbe essere un elenco superficiale delle sue qualità individuali, ma un elenco delle schifezze  che non ha fatto mai.

Insomma dovremmo adottare una ” teologia negativa”, per cui è meglio sapere quello che non si dovrebbe fare, invece di sapere cosa fare.

Allora sì, che si potrebbe votare il meno peggio…

 

 

 

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