Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Categoria

Senza categoria

26.3 La Guerra incivile dei vaccini del”lei non sa chi sono io”: ma noi sappiamo chi siete voi…

La pubblica opinione è concorde nel denunciare il film dell’orrore a cui stiamo assistendo sui vaccini in varie regioni italiane.

Soprattutto, per quanto ne so direttamente, nella Lombardia che prima del Covid era vicino all’Europa.

Ci sarebbe da insorgere per quanto denunciato da Mario  Draghi in Parlamento.

Non solo 29 milioni di dosi di Astrazeneca imboscate ad Anagni,ma soprattutto la vergogna che in alcune regioni i poteri forti delle varie lobbies si siano abbuffati di vaccini a scapito degli anziani-

Avvocati, professori universitari con atenei chiusi, poteri storti, ballerine, cuochi, professori d’orchestra, solite consorterie affaristiche di classi “digerenti’ il sottogoverno convinte di essere  dio in terra, sembra abbiano lucrato sulla tragedia in atto.

Il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, ha dichiarato un po’ in ritardo: ” ora si vaccini solo per età”.

In Lombardia,  Veneto, Emilia Romagna, Piemonte dove il virus colpisce duramente, senza vaccini, lo sanno anche i sassi, vi è maggiormente la possibilità di ammalarsi da parte della fascia di popolazione fra i 70 e 89 anni: ma in ogni regione si fa da sé nella completa disunità d’Italia.( cfr. Domani 24.3).

Da quando sono stati distribuiti i vaccini, quindi, più o meno tutte le categorie professionali si sono dichiarate a rischio e hanno avuto il via libera dal governo Conte.

Tutti quelli che vivono di raccomandazioni, poi, si sono precipitati nello strutturale” lei non sa chi sono io” per accaparrarsi quella iniezione di salvezza che è un vero miracolo scientifico, se si pensa con quale velocità il vaccino o i vaccini siano stati messi sul mercato.

Così i soliti anziani, che non hanno santi in paradiso, sono in trepida attesa di un parto di intelligenza che stabilisca la priorità della loro età come elemento  per curarsi dal Covid.

Scrivo in modo assolutamente autoreferenziale, sto di fatto nel partito degli anziani e ne sono contento.

Non sono raccomandato ,nè sono della commissione Antimafia.

Nè sono un giornalista di grido che grida.

Insomma sono un ” cittadino normale” che vuol essere trattato secondo le disposizioni vigenti, insieme o dopo ad altri milioni di” vecchi”,che stanno peggio di me.

Quei politici e giornalisti che fanno a gara nel denunciare il malgoverno  e che sono stati anche i primi a saltare la fila,con motivazioni sacrosante per i loro parenti che hanno, come tutti gli anziani, le fragilità umane e naturali del loro status vitae,non sono un problema,sono  solo patetici.

La  vera sciagura, dunque, sta sempre nel doversi armare di pazienza e sopportazione ( lo dico soprattutto per chi a ottant’anni non è stato ancora convocato per vaccinarsi).

Ma in Italia essere cittadino italiano non è normale, se hai bisogno dello stato di diritto e non sei un furbetto del vaccino.

1939 – 1945 II racconto della guerra giusta: La vittoria della democrazia . Vol. II (1939 – 1945 il racconto della guerra giusta, vol I) eBook: Raccagni, Pierluigi: Amazon.it: Kindle Store clicca clocca

24.3 Transizione democratika – Più facile il condono fiscale,che regolarizzare gli Invisibili…

Teresa Bellanova ex ministro dell’agricoltura ha ammesso che il suo tentativo di regolarizzare gli schiavi che lavorano nei campi è fallito.

Matteo Salvini,ex ministro dell’interno, nei giorni in cui la procura di Palermo lo rinviava a giudizio per sequestro di persona nel caso Open Arms,si intestava l’impresa del condono fiscale delle cartelle esattoriali.

Il Bel Paese si sintetizza così, perché il Matteo statista guadagnerà voti sia per la questione tasse,sia per la difesa dei confini della patria nell’agosto del 2019.

E i proletari che lavorano al nero continueranno a farlo, perché non c’è nessuna volontà politica di risolvere la questione.

Senza entrare nel merito se il provvedimento sul condono delle cartelle fiscali ( giusto per chi non ha un euro) e ingiusto per chi paga le tasse ( ognuno faccia i suoi conti…), a pagare caro e tutto sono sempre quelli che non sono soggetti interessanti per guadagnare voti.

La ,”cicciona” Bellanova di Italia viva,cosi chiamata anche da sinistri idioti ammalati di misogenia che pullulano sulla Rete. ci ha provato, magari male, ma lo ha fatto.

Solo che sa benissimo che mancando il personale negli ispettorati, nelle prefetture, nei comuni per la messa in regola, la riforma non può andare avanti.

Anche perché,cosa probabile, i braccianti sono ricattati dalle mafie, che portano consenso.

Se paghi chi lavora al nero evadi il fisco,il condono fiscale continuo sulla pelle degli sfruttati in questo caso è un crimine.

Odore di zolfo non solo per Salvini,dunque.

1939 – 1945 II racconto della guerra giusta: La vittoria della democrazia . Vol. II (1939 – 1945 il racconto della guerra giusta, vol I) eBook: Raccagni, Pierluigi: Amazon.it: Libri clicca

22.3 – “Non lo faccio per me o per il partito, lo faccio per l’Italia”…..ma mi faccia il piacere….

Sembra che fare il parlamentare, oppure il manager della cosa pubblica,sia diventato uno dei lavori più a rischio, uno dei mestieri più  usuranti.

Non tanto perché rischi la pelle per le tue idee e manco il portafoglio: quanto perché devi raccontare un sacco di menzogne preparate con cura dai guru dell’informazione, con la presunzione che siano eterne verità.

La parola d’ordine del generone politico che si presenta al talk show, infatti, è una testimonianza di amore viscerale per l’Italia e gli italiani.

Usando termini alla moda, (da resilienza a condizionalità, da criticità a sostegno, da Recovery ad algoritmo, fino agli acronimi per addetti ai lavori), l’eroe che” ci mette la faccia” e si prende la” responsabilità” è lui, il politico che sta lavorando per il bene comune.

Inutile ricordargli che in genere prendersi la responsabilità di far bene il proprio lavoro, rispettando se stessi e gli altri, è condizione universale per il vivere civile.

Se il rider non si  prende la responsabilità della consegna il cliente non mangia e lui pure, se vai su un’impalcatura e non ci metti la responsabilità….. puoi cadere di faccia….a ciascuno il suo, onorevole.

Al nostro imbonitore è anche indispensabile,  poi, rimembrargli che non è lui ad aver inventato il suffragio universale, ma che è stato il suffragio universale a piazzarlo in TV.

Insomma tutti sono necessari, ma nessuno è indispensabile, soprattutto quando  si ripetono come scimmie ammaestrate filastrocche di partito  foriere del nulla.

Il problema è che la corsa alla retorica del primato del bene comune è sport nazionale: professionisti della polis, sindacalisti dal posto sicuro, intellettuali da tavole rotonde per teste quadre, giornalisti di grido, sono tutti interpreti del” siam pronti alla morte l’Italia chiamò”.

L’antipolitica della  continua e perseverante mancanza di coerenza è questa: violenza pura, menzogna spudorata, omertà reciproca che inquina le istituzioni.

D’altronde il mercato del bene comune pone una domanda : prima facevate politica per interesse privato?

Lo avevamo già compreso, anime candide da Paradiso dell’idiozia.

1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta: Vol. 1 La svastica sull’ Europa (1939 – 1945 il racconto della guerra giusta, vol I) eBook: RACCAGNI, PIERLUIGI: Amazon.it: Kindle Store clicca

17.3 E se domani Fausto e Iaio? No, per sempre……..

Dovevamo essere in tanti in via Mancinelli,domani.

Non possiamo per via del Covid.

Commemorazione davanti alla lapide alla mattina,al pomeriggio la musica ribelle, quella che piaceva ai ragazzi.

Senza forzature,anche a distanza,per noi/me non cambia.

Blues,rock,sinistra libertaria,in fondo sono stato fortunato:ho potuto, da professore,continuare all’infinito il mito della libertà di quegli anni anche con il sound di Iaio e Fausto.

Ma domani,anche se si fuggirà in qualche modo dalla claustrofobica presenza del Covid,non si fuggirà da quel 18 marzo che ha dato anche a me un senso profondo del vivere.

Nessuno può fermare il ricordo, il dolore, la rabbia per la morte di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci.

Uccisi da fascisti,ancora a piede libero nell’Aldiqua o  nell’Aldila.

43 anni fa, il secolo scorso, ragazzi di sinistra ammazzati dai killer del Male Assoluto, due giorni dopo il sequestro Moro, il 18 marzo, giorno del primo governo operaio della Comune di Parigi.

In questa epoca dove l’immagine e’ tutto,

il tutto è considerare Iaio e Fausto nostri compagni di strada.

Ora e sempre grazie di far parte di questa comunità .ciao

ciao ragazzi

19.3 Nostalgia della filosofia – Dire che il mondo cade a pezzi è solo un abitudine…

Platone nella lettera VII esortava i cittadini di Atene ad una profonda rivoluzione culturale: tutti gli stati saranno mal governati, diceva il filosofo, finché i governanti non fossero diventati filosofi e i filosofi governanti.

E poi via di seguito nei secoli dei secoli il futuro era sempre presagio di cattive sventure, perchè” il mondo andrà a pezzi e non si sa dove andremo a finire”.

La storia, si sa, è  fatta di guerre, rivoluzioni, controrivoluzioni, congiure di palazzo, menzogna, avidità, carestie, pandemie, pestilenze; ma anche di normalità eroica, di slanci di solidarietà impensabili, di vitalistica e laboriosa intraprendenza, miracolo di miseria e nobiltà.

Quindi questa lenta sciagura al rallentatore della pandemia, che ci ha reso assolutamente individualisti anche perchè isolati, ci ha pure reso timorosi di tutto, dicono gli esperti delle anime in pena.

Se tutto  è stato già detto e scritto ,dunque, non c’è logica nell’accadimento, c’è solo  l’abitudine che una cosa si ripeta all’indefinito senza senso finalistico.
E’ il filosofo scozzese David Hume a sancire che la vita non è guidata data dalla ragione, ma dall’abitudine.

L’empirismo scettico del filosofo, vera critica radicale della metafisica, non contiene certezze ,se non il ripetersi di idee derivanti dalle sensazioni: le idee, secondo Hume, sono immagini illanguidite nella memoria.
La sensazione che il mondo si spezzi , potrebbe voler dire l’abitudine a dire ,”così”, perché è difficile capire cosa accadrà.

Per cui è meglio rifugiarsi nell’unica certezza che abbiamo, quella di un futuro che non abbiamo, perchè non lo abbiamo progettato.

Che questo diventi un business è inevitabile.

Siamo di fronte ad un boom di fine del mondo, di complottismo di forze malvage, di gente che spera che la paura della fine trovi presto una giustificazione per isolarsi nell’egoismo ancora di più.

La decadenza raccontata per sommi capi spinge verso la nostalgia del come eravamo fino a ieri, un ieri che ci fa faceva dire” chissà come andremo a finire”.

Il “dio è morto niciano” è qui con noi.

Il mondo cade a pezzi d’abitudine, la modernità è decadenza per costituzione, quello che conta allora è solo il presente?

1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta: Vol. 1 La svastica sull’ Europa (1939 – 1945 il racconto della guerra giusta, vol I) eBook: RACCAGNI, PIERLUIGI: Amazon.it: Libri

15.3 – PD:forse era meglio il centralismo democratico, comunque habemus Lettam

Chi auspica una ripresa per il PD, partito precipitato da tempo nell’indifferenziato dell’assoluto ,può andare tranquillo.

Enrico Letta, democristiano da quando aveva i calzoni corti,ha accettato la proposta:  e’il  nuovo segretario del PD, eletto ieri dall’assemblea  nazionale in video conferenza con 860 voti a favore, e 2 contro.

Nel discorso di rito ha parlato di giovani,donne, Ius soli,voto ai 16enni,ripresa della politica sui territori:un classico da almeno due lustri.

Con tutto il rispetto per chi ancora vota quello che una volta era il partito della classe operaia, dei contadini, dei proletari, con Letta va sul sicuro, certamente….al centro ( sinistra).

Perché Enrico Letta, non proviene culturalmente  dall’universo socialdemocratico.
La nomenclatura del PD, divisa in correnti, che non sa dove andare, spera che il volonteroso e coraggioso  Enrico inizi una rifondazione che ridia forza al connubio fra forze della sinistra e del cattolicesimo democratico.

Oppure che l’autorevolezza di Enrico Letta metta momentaneamente in soggezione le faide interne: per un posto al sole nel Parlamento o in qualche sgabello delle istituzioni sembra che nel Pd vi sia una notte dei lunghi coltelli.

I milioni di elettori che credono che si possa recuperare alla causa del ceto medio proletarizzato  l’ex partito della classe operaia non vedono l’ora che si ritorni nell’ambito del labourismo.

La classe “rosa “del partito, i maggiori esercenti del consenso elettorale ,quelli che con  Renzi,e” lo stai sereno” liquidarono  il nostro Letta e sono ancora nel partito, fanno di necessità virtù.

Enrico Letta  per 7 anni ha fatto il professore universitario in una scuola di Alti studi di politica a Parigi,  ha una laurea al Sant’Anna di Pisa in scienze politiche, non è un surrogato buono per tutte le ciofeche del Nazareno.
Stimato a livello internazionale, amico di Bersani, ostile a Renzi e Bonaccini, potrebbe garantire equilibrio fra quelle correnti che non sono composte da menscevichi, socialisti rivoluzionari, bolscevichi, ma da esecutori testamentari del partito dei lavoratori.

Il nuovo orizzonte Pd è quello liberal – democratico moderato, che poi si misurera’con la inclusione movimentista grillina dell’interclassismo  del ceto medio.

Piuttosto di niente, “piuttosto “,giusto.
Per fare una nuovo Ulivo con Giuseppe Conte al posto di Prodi, Letta al posto di Zingaretti e alla sua sinistra  Leu, al posto di Rifondazione, non ci vuole Lenin.

L’unico centrosinistra compatibile con lo stato delle cose esistenti è questo.

Solo che, guarda caso, la sinistra sta nelle mani di un ex Margherita….di tutto rispetto.

Il fatto che Beppe Sala,sindaco di Milano,abbia lasciato il PD per i Verdi Europei la dice lunga.

Non moriremo dunque berlusconiani, nè forse salviniani, ma di certo democristiani.

Se moriremo comunisti andremo all’Inferno.

1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta: Vol. 1 La svastica sull’ Europa (1939 – 1945 il racconto della guerra giusta, vol I) eBook: RACCAGNI, PIERLUIGI: Amazon.it: Libri clicca

12.3. Belpaese -Operai “violenti e sovversivi” perché difendono il posto di lavoro: democrazia in pandemia…

Le hanno nascoste con la solita arroganza di chi tratta le grandi questioni del pianeta terra.

E non ha tempo di perdersi con la cronaca dei poveri amanti della democrazia: l’alibi della pandemia rende l’informazione omogenea, piatta, lacrimosa, mai autentica.

Le notizie le ho trovate grazie ai gruppi antagonisti su Facebook, grazie ai filmati del Si. Cobas, sindacato di base antagonista, grazie al sito di ” Libertà” quotidiano di Piacenza.

Senz’altro c’erano anche prima di ieri, mi scuso per il ritardo.
Parliamo del silenzio dell’informazione democratica, progressista e di quella della reazione, finta liberale.

Morale: a Prato e a Piacenza botte e intimidazioni a operai e sindacalisti che difendevano il loro posto di lavoro e la loro dignità.

Silenzio totale dei sindacati di stato, di qualsiasi fazione.

Alla Tnt di Piacenza, all’inizio di febbraio, vi erano state cariche e lacrimogeni contro picchetti di operai infuriati per la decisione di chiudere la fabbrica di spedizioni. ( 650 esuberi dicunt)

Ieri due arresti di sindacalisti Si.Cobas per condotta violenta e 28 perquisizioni in casa di lavoratori per i fatti accaduti a febbraio.

A Prato,alla TX Print, azienda tessile, si è assistito a scene da repressione da regime antidemocratico, con poliziotti che per scardinare i picchetti che bloccavano le merci, sono ricorsi alla forza, dopo che da mesi a operai stranieri era stato imposto, previo licenziamento, una giornata di 15 ore di lavoro per sette giorni.

Aspettando che anche in questo caso,come in quello dei rider a Milano, intervenga qualche procuratore della Repubblica per ristabilire la legge,i facinorosi in questo caso sono i padroni anti costituzionali, ci si domanda perché i confederali, sempre pronti alla pace sociale ,continuino a praticare l’indifferenza sprezzata da Gramsci verso i lavoratori più poveri e sfruttati, fregandosene delle loro pene.
Non mi dilungo per non vomitare: tutti sanno tutto.

La divisione fra garantiti e non garantiti è funzionale alla doppia morale del capitalismo malvagio e pataccaro.
Con una mano la mancia ai “buoni” che non si ribellano.

A chi non ci sta la pietà cristiana, ma soprattutto la Via Crucis della repressione.

Vero Maurizio,con il vestito della festa, a fare il verso al “mangi questa minestra o salti dalla finestra”?

1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta: Vol. 1 La svastica sull’ Europa (1939 – 1945 il racconto della guerra giusta, vol I) eBook: RACCAGNI, PIERLUIGI: Amazon.it: Libri clicca a soli 2,99

10.3 Corsa contro il tempo per vaccini,Recovery e per non raddoppiare la tragedia…..

La prima notizia è stata data in esclusiva da Radio popolare al Gr di venerdì di cinque sera fa.

Poi ripresa dal fatto Quotidiano poi da Repubblica, poi..da  quasi tutti dopo un attimo di smarrimento.

Il governo Draghi avrebbe sottoscritto  un contratto da 25.000 euro con la super agenzia di affari americana Mc Kinsey di New York, affidandole il compito di velocizzare tempi e modi del Recovery plan da presentare in Europa entro il 30 aprile.

Niente di particolare, però,in due giorni tutto  è rientrato, come se la notizia fosse una polemica inutile in se’, pretestuosa,davanti a centomila morti di pandemia.

Il fatto rimane.

Non si capisce come mai il più grande piano di ricostruzione del dopoguerra in Italia abbia bisogno di una consulenza, per una cifra irrisoria, di una multinazionale straniera.

Alle poche critiche piovute da destra e sinistra sulla leicità di affidare ad un’agenzia americana i conti made in Italy,infatti, il governo ha risposto che responsabile del Recovery è solo il Mef, cioè il Ministero dell’ economia e Finanza.

Ci mancherebbe altro…

Giuseppe Conte era stato bollato come irresponsabile e incompetente soprattutto dalla destra e da Renzi perchè aveva incaricato il super manager Vittorio Colao, ex Vodafone, ora ministro dell’Innovazione, di proporre una task force che lavorasse sul Recovery dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e degli adempimenti strutturali.

Anche Vittorio Colao e’ un ex Kinsey,nulla di male.

Ma gira e rigira il Recovery ha bisogno della spintarella della multinazionale dell’atlantismo Usa, perché l’agenzia garantisce efficienza, rapidità ,ciò che l’egemonica lentezza burocratica sulle istituzioni, funzionale al potere, non può garantire.

Inoltre Mc Kinsey ha bisogno di un rilancio prestigioso, dopo aver toppato con la diffusione di un antidolorifico che creava dipendenza da oppiacei: ha ammesso le colpe, ha transato, è pronta.

E quindi tutta la vicenda è prassi della corsa contro il tempo sia per il Recovery, sia per i vaccini, sia per il sostegno alle imprese, sia per la cassa integrazione, sia per facilitare la burocrazia digitale, sempre in tilt, sia per l’assunzione nella Pa.

Prega il cielo di nascere sotto la multinazionale giusta, sia russa, che americana…

E ora Salvini, dopo la cura Giorgetti, se ne sta silente e aspetta la torta.

In qualche modo si deve fare, comunque, a costo di rilanciare all’indefinito il marketing del governo di alto profilo, dei competenti, dei patrioti, della salvezza dell’Italia con debito pubblico da fallimento, ma con 191 miliardi di euro in arrivo.

E alla faccia dell’unità nazionale….a cui è stata sacrificata la lentezza del governo Conte sul Recovery.

Per finire: il keynesismo mariano DEVE per necessità andare bene a tutti, ma che ci azzecca l’alto profilo nostrano con l’appaltino multinazionale,con il vaccino che c’è e non c’è, con la chiusura delle scuole etc

Est modus in rebus?

No,rispetto per la tragedia.

1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta: Vol. 1 La svastica sull’ Europa (1939 – 1945 il racconto della guerra giusta, vol I) eBook: RACCAGNI, PIERLUIGI: Amazon.it: Libri clicca ciao

8.3- PD: suicidio di un partito mai nato, lontano dal cuore degli sfruttati….

Il PD nacque nel 2007 come unione di una sinistra storica che nei fatti rinunciava alla lotta di classe come motore della storia, con una componente cattolica democratica, la Margherita.

Le intenzioni di formare in Italia un partito progressista sul “Yes we can” di Obama, in salsa veltroniana, era senz’altro nobile a parole.

Socialismo reale morto,Marx seppellito nel cimitero delle utopie assassine; non rimaneva che lanciarsi verso un riformismo che garantisse pari opportunità e diritti civili.

Soprattutto continuità con la Costituzione Repubblicana, con il socialismo europeo, con l’ambientalismo e con il progressismo dei diritti su condizione della donna, scuola etc.

Come è finita lo sappiamo.

Riforme strutturali poche, nè carne, nè pesce,per dirla alla buona,con Confindustria e sindacati, con Minniti e la Caritas,con Berlusconi e poi con la Lega per emergenza nazionale.

Ma soprattutto il PD è’ un partito” poltronaro”,lontano dagli sfruttati da anni, che mira a governare l’esistente, disuguaglianze comprese.

E ovvio che Zingaretti non ha colpe anche se ha lodato il nazional populismo di Barbara d’Urso e ha dimenticato le donne nel novero dei ministri…

Chi vuol fargli le scarpe fra le correnti, Bonacini di base Riformista in primis, pare un Cavallo di troia del renzismo, non certo un riformatore radicale.

Chi nella crisi vede una contrapposizione fra movimentisti filo Cinque Stelle e riformisti filo liberal – democratici ( Forza Italia !), forse in questi 14 anni si è forzatamente ibernato come i mammut nei ghiacciai siberiani.

Il Pd, che non vince le elezioni dal 2006, in questi anni ha sempre governato, si è proposto come garante dello stato e della democrazia, come una formazione responsabile e pronta al dialogo senza nemici, ma con avversari politici da battere con il buon governo, e poi nelle urne ogni cinque anni in un’alternanza maggioritaria.

Sogni comodi per una metafisica della democrazia che ha visto scendere in campo Veltroni, , Martina, Epifani, Bersani, Renzi Zingaretti….

In un Italia che deve affrontare mafie con meritocrazie mondiali, lobby e consorterie da sottogoverno nazional . regionale, interessi privati in atti d’ufficio, un mondo del lavoro al nero, un’immigrazione senza corridoi umanitari, la mancanza di un serio conflitto sociale ha portato i sedicenti riformisti, tutti, al nulla di oggi.

Il collasso delle idee di sinistra e di una nomenclatura ridicola, ghiotta di privilegi conquistati a palazzo e non ai diritti conquistati nelle piazze, nelle scuole, nella società civile è riscontrabile anche da chi votava PCI, PDS DS.

Certo che è paradossale: l’unico partito con una storia centenaria è messo all’angolo dalla Lega che entrando nel governo lo ha destabilizzato, e da Renzi, che, ricordiamolo,portò il partito al 40% quando nel Pd erano tutti renziani con il mal di pancia.

Lasciate stare Zingaretti,via, senza aspettare la festa dell’Unità, insistete sui vaccini senza dar retta a Bonacini che voleva aprire i ristoranti alla Romagna bella.

Le sardine,che hanno occupato simbolicamente il Nazareno, potrebbero darvi una mano.

Fate almeno quello che avreste voluto fare, avrete comunque il rispetto anche degli avversari.

E soprattutto la considerazione di quella miriade di situazioni che stanno alla vostra sinistra, che voi non rappresentate più.

Gli unici che possono darvi qualcosa che non vi sia già stato detto in questi 14 anni.

1940 La guerra dei caporali nazifascisti: da1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta eBook: Raccagni, Pierluigi: Amazon.it: Libri clicca gratuito fino al 9 marzo compreso

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑