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8.12 Per FMI Italia ok.su Pnrr,ma la disuguaglianza cresce: sciopero generale..

Il fondo monetario internazionale ha ribadito che l’Italia vola alto nel Pnrr,che l’economia viaggia a ritmi asiatici anti pandemici.

Ci hanno pure fatto i complimenti: Italy go – go – go.

Nel contempo andiamo così bene che due su tre sindacati Confederali come Cgil e Uil,privi da anni di qualsiasi massimalismo, hanno indetto uno sciopero generale di otto ore per il 16 dicembre contro la manovra del governo Draghi con manifestazione di rito a Roma.

I sindacati però hanno ringraziato Draghi per l’impegno profuso nella manovra.

Ma le disuguaglianze rimangono pesanti, se pensionati e lavoratori poveri non avranno che spiccioli dalle nuove aliquote fiscali,se per la scuola non vi saranno investimenti, se per disabilità e non autosufficienza non vi saranno significativi impegni,se per la precarietà degli Invisibili non ci sarà nessuna novità legislativa,se per il lavoro di donne e giovani non sono previste novità.

Come al solito il menù è ghiotto.

Nella conferenza stampa di ieri i segretari Landini e Bombardieri di Cgil e Uil, illustrando le motivazioni dello sciopero, hanno finalmente messo in chiaro un equivoco: il tutto va bene Madama la Marchesa governativo non può fermarsi alla lotta al Covid e all’entusiasmo delle agenzie di rating.

Palazzo Chigi ha dichiarato,che lo sciopero è incomprensibile,

La CISL che si è sfilata,sostiene che è uno sbaglio radicalizzare la situazione,ma la manovra guarda a destra poiché non mette in discussione nessun privilegio di chi ha di più.

Qui non siamo di fronte all’iniziativa dei comitati di base del sindacalismo autonomo delle sinistre,ma di sindacati che hanno nelle loro dirigenze PD e moderati.

E questo la dice tutta.

Tutto dimostra quello che la sinistra di classe predica da sempre insieme a papa Francesco: lo sfaldamento della civiltà passa dalla costruzione dei muri,dallo sfruttamento senza vincoli, dall’accettazione della modernità tecnologica come ristrutturazione capitalistica al fine dell’aumento della ricchezza e dei profitti delle classi dirigenti.

Ora il sindacato ha capito che la emergenza pandemica è usata anche come arma politica per dividere chi lavora,chi non lavora,chi può e chi non può.

E noi può, dissero i padroni.

6.12- Pandemia e rifiuto del lavoro: quest’anno si sono licenziati in 770mila…

Nonostante l’Italia, secondo l’Ocse, sia la locomotiva del mondo occidentale per aumento della produzione, 6,3 per cento, a perdere il treno sono i soliti tagliati fuori: poveri, disoccupati,precari etc.

Ma attenzione al nuovo fenomeno nazionale e internazionale del mondo del lavoro salariato che si chiama “Grandi dimissioni”

Dall’inizio dell’anno sono 770 mila i lavoratori a tempo indeterminato che hanno lasciato il posto fisso.

Negli Stati Uniti addirittura 4 milioni, ma lì la mobilità from the east to the west è fenomeno plurisecolare.

Ho preso alcuni dati da un articolo di Luigi Manconi su Repubblica sempre bene informato sui movimenti sociologici in atto.

Le osservazioni che si possono fare su questi dati portano alla solita conclusione.

L’Italia è un paese di pazzarielli con il 29,3 per cento di disoccupazione giovanile, 2,3 milioni di disoccupati,5 milioni di poveri,ma con centinaia di migliaia di persone che, seppur consci di questi numeri,rinunciano lo stesso ad un reddito sicuro.

La pandemia,infatti,si dice nell’articolo sopracitato, avrebbe messo la dialettica vita / morte al primo posto nella classifica dei bisogni.

In altri termini,e il caso italiano è questo, vale la pena alzarsi alle 6,preparare i bambini per la scuola,correre in ufficio,per uno stipendio che per le donne è tra i più bassi d’Europa,quando poi il tempo del vivere è sempre più precario?

Oppure, se si calcola che in questi due anni la gente ha risparmiato sui consumi a seguito dei prolungati lockdown, si verifica il fenomeno che è meglio fuggire dall’alienazione di lavori faticosi,pericolosi,sottopagati,piuttosto che diventare robot senza intelligenza artificiale e tirare avanti con qualche risparmio?

Il problema è filosofico?

Non direi.

Se non hai mezzi per campare,mi sembra che il lavoro oltre ad essere una dannazione biblica è anche il modo in cui da sempre i proletari campano.

Quindi chi si licenzia da un posto fisso o trova nell’arte di arrangiarsi l’eterna giovinezza, tenta di fare un lavoro appagante,che non dà molto economicamente,ma ti rende migliore la vita sempre più insicura.

Per Manconi il solito Marx aveva visto giusto: non è l’uomo a guidare la macchina,ma e è la macchina produttiva che fa schiavo il genere umano.

Giusto, ma non si può ricordarlo una tantum,.

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3.12 Il caporale fascista che fece buone cose per l’Italia….

Brano tratto da 1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta Vol. I Pierluigi Raccagni

Completamente gratuito

1940. UN GIOCO PIUGRANDE DEL DUCE

Benito Mussolini con l’attacco alla Grecia del 28 ottobre del 1940, anniversario diciotto della Marcia su Roma, entrò in un gioco più grande di lui e non ne seppe più uscire.

Come sottolinea Giorgio Candeloro nella sua Storia dell’Italia Moderna: “L’aggressione alla Grecia fu un fatto non meno ripugnante dell’attacco alla Francia” (…) e “la guerra contro la Grecia fu uno dei più gravi errori politici e strategici compiuti da Mussolini e dai comandi militari (…)”.

Il susseguirsi di errori di valutazione in Francia o nell’attacco alla Libia furono nulla in confronto all’avventura in terra ellenica.

Questa volta non solo l’Italia uscì a pezzi dal punto di vista del suo prestigio (falso e retorico) di grande potenza, ma portò il rapporto fra italiani e tedeschi ai primi segnali di rottura.

Non certo per colpa dei tedeschi.

Come abbiamo accennato in precedenza, Hitler nel luglio del 1940, durante il fallito tentativo di sbarco in Inghilterra, si era orientato ad attaccare l’URSS prima che finisse la guerra con la Gran Bretagna.

Hitler si contraddisse più volte sulla questione dell’attacco a est.

Era il suo obiettivo strategico fin dal 1925 quando nel Mein Kampf scrisse: “Quando oggi parliamo di un nuovo territorio in Europa dobbiamo pensare in primo luogo alla Russia e agli altri stati limitrofi suoi vassalli…il colossale impero dell’Est è maturo per il crollo, è la fine del dominio ebraico in Russia (…)”.

Una delle ragioni addotte nell’agosto del 1940 da parte dei generali del comando supremo tedesco per dissuadere Hitler da un attacco a Est entro l’anno, era stata determinata dalla necessità di assicurare un assetto stabile nei Balcani.

Si aprì in questo modo la questione romena.

Hitler era convinto che la Romania fosse importante, anche se era sotto l’influenza sovietica per il trattato nazi-sovietico del 1939.

Le risorse naturali del territorio, la posizione strategica al confine meridionale dell’URSS, con la fine del 1940 diventarono un obiettivo per il Terzo Reich.

Il 30 agosto del 1940, in quello che possiamo definire il periodo diplomatico-politico di Hitler, fu firmato l’accordo, un vero e proprio diktat, che imponeva nuovi confini a ungheresi e romeni.

Il diktat firmato da Ribbentrop e Ciano non solo allungava l’ombra del nazi-fascismo sull’Europa, ma era da considerarsi un vero posizionamento dei tedeschi per un futuro attacco a est.

Che qualcosa stesse maturando nella testa del Führer era chiaro.

Mussolini, che si credeva un politico di razza, capiva che il nazismo ormai aveva l’egemonia sull’Asse dettata dall’organizzazione e dalla radicalità che Hitler materialmente metteva nella sua concezione della guerra per il trionfo del fascismo internazionale.

Mussolini ne era abbagliato,ma anche impaurito, soprattutto sapeva che i tedeschi non facevano finta..

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1.12 – Crisi della polis Anche per i moderati i partiti sono un guscio vuoto….lacrime di coccodrillo

Lacrime di coccodrillo nel nome dei liberali tutto d’un pezzo.

Non è la prima volta che il nostro professore E.Galli della Loggia denuncia sul Corrierone che i partiti sono gusci vuoti senza idee,pronti solo a fare battaglie identitarie per beccarsi il malloppo dei voti.

La denuncia dei moderati vs.il sistema questa volta è causata dalla lottizzazione Rai: il buon Giuseppe Conte ha strombazzato che è ora di finirla coi partiti che si spartiscono il servizio pubblico.

Quando era presidente del consiglio aveva fatto la stessa cosa,o meglio non aveva fatto niente per evitarla.

La scoperta dell’acqua calda dei liberali crociani sull’inconsistenza dei partiti nella politica propositiva della democrazia, arriva dopo la disaffezione verso il palazzo dei cittadini italiani durante le ultime elezioni amministrative.

Ne viene fuori una situazione dove il Parlamento svuotato di autorevolezza istituzionale ricorda in modo paradossale e grottesco l’aula sorda e grigia del Mussolini della marcia su Roma..

La sinistra antagonista denuncia nelle piazze e nelle lotte la crisi della politica parlamentare da anni ,il M5S che ha tentato una fuoriuscita populista è rientrato nei ranghi,la crisi del sistema,di cui parla il Professore, viene denunciata da anni.

Aria fritta,dunque,o tardiva ammissione d ‘impotenza,anche se qualche piccolo partito della sparuta sinistra italiana fa quel che può…

Insomma è pensiero comune traversale che le riforme con questi partiti non si faranno mai e i soldi del Pnrr,per la rinascita della Penisola,saranno un gioco di prestigio della superstar Mario Draghi.

Avessero ascoltato la società civile su giustizia sociale,lavoro,tasse,casa etc,avessero preso in considerazione una controcultura fondata da lotte e riflessioni radicali e democratiche,avessero rinunciato per una volta all’anticomunismo di maniera ora non saremmo, anche per i nipotini di Croce, davanti alla quiete dei camposanti della democrazia.

Borghesi illuminati e illuministi, storici delle dottrine politiche,guru della speranza di un buon capitalismo rileggetevi Karl Marx, leggete pure Piketty,ma soprattutto abbiate cura di chi campa nell’indigenza e nel bisogno.

28.29.11 In piazza migliaia di donne che “vogliono vivere”: un movimento antagonista che vuole abolire lo stato di cose presenti…

La possente manifestazione di sabato a Roma femminista e transfemminista patrocinata da varie organizzazioni antagoniste come Non una di meno,Donne italiane,Di.Re,donne in rete contro la violenza e molte altre sigle, è stata snobbata da stampa e social.

La manifestazione, in prima pagina, l’hanno messa in pochi: io ho visto solo il Manifesto,con tanto di foto della marea fuxia.

E’ stata,invece, non solo una dimostrazione di consapevolezza contro la continua mattanza di donne da parte di uomini nel Paese.

Ma una conferma delle capacità politiche,umane,solidaristiche del movimento delle donne.

Che non chiede le quote rose per la classe dirigente,ma pone problemi di diritti,di lotta di classe,di donne migrate,oltre che di donne uccise,stuprate e torturate anche psicologicamente da una società che rimane patriarcale nei contenuti.

(Anche se si adegua al lessico del movimento per non doversi vergognare del non fatto riguardo i diritti delle donne).

.In effetti la giornata contro la violenza aveva visto il solito rituale retorico della partecipazione delle istituzioni all’evento:atto dovuto

Poi scopri per caso una vera notizia.

Il 24 novembre quando la ministra delle Pari opportunità Elena Bonetti si è recata alla Camera per discutere la mozione che prevede provvedimenti per finanziare centri antiviolenza e case rifugio, erano presenti otto deputati su 630.

Il movimento reale delle donne che può abolire lo stato di cose presenti,mi sembra,non abbia bisogno di manifestare la rabbia e la testimonianza solo il 25 novembre,per poi aspettare il 25 dicembre per celebrare la tradizione.

Per questo la manifestazione di Roma ha messo in campo rivendicazioni precise che,come ricordato sopra, riguardano strategie e lotta contro la violenza maschile come appunto centri d’ascolto, aiuti in campo sanitario,psicologico,scolastico ecc.

Interessante un reddito di libertà per le donne che intraprendono un percorso di fuoriuscita dalla violenza.

Se no il 25 novembre rischia di diventare come l’8 marzo, dove le mimose stancamente nascondono la donna come oggetto di consumo.

Nb.Sabato i live di Corriere della sera e Repubblica on line erano dedicati a quattrocento manifestanti no green pass di Milano,su Roma e le migliaia di donne poco.

Alla faccia della libertà di informazione.

26.11 Saremo anche primi per i vaccini, ma sui diritti civili facciamo pena: lacrime sul fine vita….( dopo Ddl Zan…)

Ci vantiamo con grande presunzione di essere primi in Europa per numero di vaccinati, per essere un popolo che ha seguito con grande entusiasmo le sollecitazioni del governo, scopriamo che abbiamo un senso dello stato superiore a quelle teutonico.

Poi quando il parlamento deve legiferare sul fine Vita, sollecitato da una società civile che ha nella testa il grido di dolore. di Mario,( nome di fantasia) che ha fatto appello allo stato perchè alla sua vita dolorosa e tragica sia posta fine con il suicidio medicalmente assistito, tutto si ferma nella gimcana amministrativa e giudiziaria: il testo del fine vita giace da mesi alla Camera.

PD, M5S,LEU e anche ITALIA VIVA vogliono accelerare i lavori, ma il centrodestra compatto temporeggia, sperando che il tutto sia ancora una volta rinviato.

Come nel caso del DDL Zan, in fondo si pensa che ci sono altre priorità essenziali per il vivere civile in Italia: lotta contro i contagi, Bianco Natale assicurato ai virtuosi, shopping da salvare, etc.

E’ ovvio che il tema di fine vita veda la Chiesa romana cattolica e apostolica contraria di principio.

Come nel caso dell’aborto non si può chiedere al Papa di dare il consenso alla Voluntas degli uomini quando il credo si basa sul fiat Voluntas Dei.

L’importante, già detto mille volte, è che l’autonomia dello stato laico venga rispettata da qualsiasi autorità religiosa.

Ma, come nel caso del Ddl Zan sulle discriminazioni di genere verso LGTB, la legge non obbliga nessuno a cambiare genere e identità, così per il fine vita nessuno ti obbliga al suicidio.

Il riconoscimento dei diritti umani delle minoranze,promossa anche dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite, è già in vigore in centinaia di paesi,ma in Italia democrazia,illuminismo e oscurantismo ballano il tango del moralismo,non della legge.

Senza dimenticare che per il Comitato etico, Mario ha i requisiti d’accesso al suicidio assistito, indicati dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato – Antoniani.

Nel caso in cui la politica debba decidere sulla vita e la morte di chi giace in un letto, aspettando che la dolce morte lo accompagni fuori dall’inferno, il rispetto della libertà di coscienza individuale dei parlamentari è scontata,se questo è il problema.

Quello che non è scontato è il rimandare sempre le questioni che riguardano i diritti civili come se questi fossero un appendice estemporanea della vita di donne uomini e bambini, come fossero meno importanti del PIL e del Pnrr.

Mario sì che è lasciato solo, perchè Mario con la sua lucidità ha deciso con il consenso dei familiari.

Mi ricordo che Mister B, che ora vuole essere risarcito del fango che la magistratura gli ha gettato addosso per anni con la candidatura al Quirinale sul caso di Eluana Englaro, la ragazza che a seguito di un incidente stradale, viveva in uno stato vegetativo da 17 anni, disse che poteva pure avere un figlio…

La sua morte avvenuta con l’interruzione della nutrizione artificiale costò al padre l’ epiteto di assassino da parte di prelati e parlamentari cattolici, sicuri di avere il primato di interpretare la volontà di Dio.

Se Mister B diventasse presidente della Repubblica….

24 .11 – Filosofia Quando l’autoconservazione viene spacciata come atto d’amore verso l’umanita’….

Il mondo italico ormai si divide in un tripolarismo mediatico e nazional popolare,tagliato con l’accetta, fondato su basi “scientifiche, civili e morali”:

Primo polo :gli antivax fulminati da internet, irrecuperabili.

In subordine i timorosi del vaccino , tanti, anche fra persone che stimiamo e conosciamo.

Secondo polo:no green pass vaccinati,scettici sulle restrizioni dell’emergenza super( Pure il sottoscritto).

In subordine vaccinati normali,con atteggiamenti normali,ma in attesa di supergreen pass.

Terzo polo: gli amanti dell’ umanità,che detestano il prossimo,non vaccinato.

E questi ultimi sono gli estremisti, l’altra faccia della medaglia dell’antivax delle sacre scritture complottiste.

Se penso un attimo alla tragedia dei 140.000 morti,al periodo del comando confindustriale dell'”armiamoci e partite” sui lavoratori che operavano anche senza mascherine nella Bergamasca, “all’io resto a casa” degli abbienti con giardino e attico, non ho nessuna remora a dire che lo slancio filantropico di chi mette al bando i non vaccinati, perché danneggiano la salute del paese, mentre loro si sono sacrificati per il bene comune, risulta retorico e demagogico.

Non c’è nulla di male, infatti, ad ammettere che in molti casi chi si vaccina lo ha fatto per giusta paura del virus,così come chi non lo ha fatto manifesta la stessa paura per il vaccino.

L’autoconservazione di se stessi davanti al dolore,al male e alla morte per alcune fondate filosofie è una semplice scelta che chiama bene ciò che mi aggrada, e male ciò che mi ostacola.

L’atomismo di Democrito,Epicuro,Hobbes non è una bestemmia, è una tesi anti aristotelica e pessimista sull’ uomo che per gli atomisti non è un animale razionale come pensava lo Stagirita,ma un aggregato di atomi che si muovono in spazi infiniti.

Anche secondo Spinoza o Hegel l’autoconservazione della specie non è messa al bando,ma passa per l’autocoscienza del sapere di sé.

Per Kant,il bene è considerare gli altri un fine e non un mezzo.

Nel senso cristiano:non fare agli altri quello che non vuoi facciano a te.

I cultori del bene comune sono tanti, tantissimi, animati da buone intenzioni, ma credo che non hanno bisogno di essere chiamati eroi perchè si sottopongono al vaccino.

Anzi,conosci persone che ne hanno passate di tutti i colori,che subiscono dalla vita drammi e tragedie sanitarie:sono i più comprensivi verso il problemi di salute del prossimo.

Ma le anime belle che disprezzano con toni incivili chi ha paura,ed esita sul vaccino, che vagano nei talk show con il sorriso sprezzante di chi si sente a posto con il mondo le pagano tutte le tasse per sostenere la sanità?

Quando è acclarato che il 90 per cento delle dichiarazioni per fasce di reddito sulle prestazioni sanitarie non è veritiero?

Si astengono tutti gli amministratori delegati del dovere di vaccinarsi dal guidare un po’ alticci potendo causare disgrazie?

Sono capaci di occuparsi degli altri anche se sono “drogati, detenuti, infettati” da virus esotici ed esogeni all’Europa?

Oppure applicano il furore dell’intolleranza per semplice autodifesa, autoconservazione, per egoità meramente materialistica?

Come quelli che sui social ti ordinano di vaccinarti,senza sapere nulla di te.

Abbiamo sentito tutti decine o centinaia di persone affermare che loro il vaccino lo fanno, perchè se no non possono andare a lavorare.

Sono probi e onesti come quelli che vogliono fare un tampone gratuito e che,forse, hanno paura di essere debilitati dal vaccino.

Se il dovere è figlio della paura,disse Nietzsche,la paura è una brutta bestia psichica che coinvolge tutti; va rispettata, non derisa o cassata dalle attività benigne.

Sono semplici considerazioni queste ,davanti alla sicumera e e all’arroganza di antivax pro vax, no pass, propass etc

22.11 -Quarta ondata,terza dose, obbligo vaccinale… e il tampone è una molotov…

La politica progreenpass, senza condizioni,considerata universale e unica cultura contro la pandemia, sta trionfando in modo pre- potente in Italia,sulla spinta del lockdown austriaco e dell’obbligo vaccinale nell’Osterreich.

Coi dati che vengono da Germania e Austria è nell’ordine delle cose: i vaccini,grazie a Dio,da noi funzionano e siamo tornati da esempio virtuoso per la lotta al Covid in Europa….

Ma funzionano pure in Spagna e Portogallo,senza bisogno di green pass per chi lavora,senza bisogno di una campagna di informazione a senso unico.

Così si prospetta restrizioni e lockdown per i non vaccinati, svalutazione dei tamponi:bisogna salvare la salute e il Babbo Natale merceologico che arriva sulle renne nelle località sciistiche.

Fin qui tutto normale o quasi considerato che non tutti i paesi hanno un tribunale dell’Inquisizione contro i no green pass come in Italia.

Tanto che Bonomi -Confindustria si è augurato l’obbligo vaccinale.

Ma a La 7 gli esordi di Lilli Gruber nel presentare otto e mezzo recitano che la colpa dell’aumento dei contagi è sempre dei non vaccinati.

Il bravo Formigli si destreggia fra la sacra unione di neo fascisti e antivax all’acido corrosivo modello Fanpage,per poi perdere le staffe quando i suoi ospiti non sono allineati con il pensiero dominante della caccia all’untore.

I poveri lavoratori che fanno il tampone, come da norma vigente, per andare a lavorare sussurrano il dissenso,sperando che il tampone non venga relegato fra le modiche quantità di eversione morale contro la città di Dio dei vaccinati.

In Germania comunque il tampone è gratuito.

Per il dissenso democratico e razionale,non contro il vaccino,ma contro lo strumento del pass per andare al lavoro,si lascia parlare un po’ Cacciari,un po’ lo storico dell’arte Montanari,lo storico Barbero e qualche educatore che viene trattato come uno scappato dalla casa della civiltà perché contro il vaccino dai 5 agli 11 anni.

Non ci vuol molto a capire che lo stato di emergenza sconfinerà nello stato di eccezione permanente con il benestare dei costituzionalisti.

In questo modo ci si dimentica le cose che non vengono fatte in ambito sanitario e sociale

Lo stare in emergenza mette parlamentari,ceto politico dirigente,governatori in prima linea: l’obbligo vaccinale sarà l’ennesimo bazooka di Draghi?

Gli eroi del mala tempora currunt sono pronti alla linea dura,stando attenti a non scontentare chi è terrorizzato da un nuovo lockdown ammazza portafoglio e PIL.

C’è anche il senso di responsabilità che si connette al virus filantropico: non mi vaccino per amor mio,ma per il bene del prossimo.

Quindi di fatto il ” no pass”è un disertore, l’antivax uno stordito dai social.

Intanto in ambito sociale il rimbalzo del PIL ha già risolto la crisi,senza uscire dalla deferenza ai bassi salari da parte di Confindustria, con la proposta della eliminazione del reddito di cittadinanza che svela la miseria salariale dell’offerta di lavoro.

Si dovevano poi assumere migliaia di medici di base,di infermieri,dare la possibilità di curarsi dal Covid anche agli Invisibili,fornire strutture sanitarie anche per altre malattie mortali,questo in ambito sanitario .

Tanti hanno fatto il vaccino, sì,ma moltissimi per mantenere il posto di lavoro.

Tanti lo hanno fatto per cercare un posto di lavoro.

Che ci sia un’adesione entusiasta alla terza dose è una forzatura mediatica.

E chi si vuol fare il tampone gratuito magari non tira la molotov,tira solo a campare.

Se non fosse per quei caproni dei no green pass il mondo sarebbe migliore,pensano a sinistra,anche persone che si dichiarano antifasciste e pure democratiche.

Meno male che Silvio c’è ritornerà di moda,anche non cantando dal Colle.

18.11 -Crisi Nazionale -La filosofia del calcio e il calcio alla filosofia

Sir Winston Churchill sosteneva che gli italiani perdono una partita di calcio come perdessero una guerra.

E perdono la guerra come perdessero una partita di calcio.

Il liberal conservatore Wiston non aveva ancora visto il fenomeno hooligans a Bruxelles nella finale di Coppa Campioni fra Juve e Liverpool.

Nel senso che tutto il mondo non solo è paese.

Ma e’ pure palese che soprattutto l’epica calcistica intriga la storia e la cultura delle Nazioni.

Così l’articolo sul Corriere della Sera di Aldo Cazzullo,” Il calcio maestro di vita”, che si riferisce al tracollo della nazionale di Mancini nelle qualificazioni Mondiali del Qatar dove il calcio italiano è andato in crisi, vuol essere una metafora della nazione.

Ma,secondo me,e’ una filosofia della pedata scontata e risibile.

Il bravissimo tuttologo pluridecorato Cazzullo che ha scritto e scrive su tutto ,dalla storia di Lotta continua alla Prima guerra mondiale,sostiene che il declino della nazionale è tipico della mentalità italiana:quando ci sentiamo troppo sicuri inevitabilmente perdiamo.

Nel calcio e pure con il Covid, dice il nostro vate.

Ci mancava..

Quando a maggio Bonucci andò a trattare con la Questura per sfilare in corteo a Roma i contagi erano più di diecimila al giorno, cioè quanti sono oggi i dati che fanno pensare al peggio.

Forse il problema sta anche nell’enfasi nazionalista con la quale fu accolta dalla pubblica opinione la vittoria azzurra all’Europeo,nella sbornia collettiva che nel calcio vincente vide la rinascita del paese di cui il super giornalista tesse’ le lodi.

Allora gli azzurri erano tutti eroi,tutti pronti alla morte come da inno.

Non è la storia maestra di vita,ma il calcio,conclude il filosofo della pedata.

Ma non è vero né in Italia, né altrove e certamente si spera sia una battuta.

Che poi quando il Celtic di Glasgow cattolico e indipendentista,incontra i Rangers Glasgow protestanti e unionisti ci scappi pure la guerra è la stessa cosa di quando si incontrano Brescia e Atalanta,Roma e Lazio,guerre civili di stracittadine e di paese, come in quasi tutti i derbies calcistici del mondo.

Le storie epiche del calcio in Scozia,tanto per fare un altro esempio a braccio,risalgono alle guerre di religione…

Siamo al cospetto dei tanti esempi che illustrano che il calcio è un contenitore di passioni e di drammi che comunque rimangono marginali nella Kultur delle Nazioni.

Chi ama e segue il calcio sa che sbagliare due rigori contro una diretta avversaria non è cosa buona e giusta.

Le considerazioni tecniche e calcistiche sull ‘argomento rientrano a giusta ragione nella cronaca sportiva.

Naturalmente la metafora guerriera,antropologica,storica,artistica sta nel DNA di ogni azione umana competitiva,soprattutto nello sport.

E quindi il calcio è romanzo popolare per definizione.

“È stata la mano di Dio,”di Sorrentino è, a proposito di metafore,un’altra cosa..

E poi magari ricordarsi di Gianni Brera o Ghirelli e la loro storia del calcio, prima di scrivere frasi fatte in quantità industriale,non sarebbe male.

Per finire: a forza di cercare metafore e aforismi sul calcio magari si perde di vista il semplice e insieme complesso senso della vita quotidiana.

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