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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Autore

Pierluigi Raccagni

prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...

3.3 Dal Fronte popolare antifascista al fronte ecologico – populista: la variante italica…

Se si votasse oggi, secondo un sondaggio last minute trasmesso da la 7 di Mentana, i Cinque stelle a trazione Giuseppe Conte scatterebbero al 22%, a danno del Pd che scenderebbe al 14,8, Leu e varie di centro-sinistra rimarrebbero stabili, così come la Lega resterebbe primo partito e Fratelli d’Italia, in leggera flessione, si piazzerebbe terzo.

Insomma Conte rifondatore, più Grillo rifondato, più un PD ridimensionato, sarebbero quel fronte populista ecologista, quell’alleanza progressista, argine alla reazione fascio qualunquista del solito Trio Lescano (Fdi,Lega,Forza Italia)

Programma, per il futuro, perchè, e qui sta la soluzione all’italiana, Lega e Forza Italia stanno governando con il Fronte!!!!

Così si fanno le rivoluzioni in tempo di pace, anche se non ci si commuove per un Fronte pop di questo tenore.

Un partito storico della sinistra, dunque, si tingerebbe di giallo, il nuovo che avanza non si regge più sulla vecchia architrave dell’unione fra borghesia progressista e movimento operaio.

Durante gli anni trenta e oltre i fronti della sinistra e della borghesia, in situazioni diverse, tentarono di fermare la reazione parafascista in tutto il mondo ( dal Fronte popolare di Leon Blum in Francia a quello della guerra di Spagna, fino al Fronte popolare del 1948 in Italia senza scordare la Unità popolare di Allende in Cile).

Non c’è più la classe operaia come soggetto politico progressista democratico, gli scenari sono diversi, è cambiato il mondo, ma l’idea di emancipazione della dignità dei proletari o neo proletari non è cambiata.

Non c’è più la borghesia storica, liberale, anticomunista, ma lontana dal fascismo.

Churchill, De Gaulle, De Gasperi?

Scomparsi, come figure storiche di una fenomenologia della borghesia capace di essere autorevole a colpi di manganello contro gli operai, ma anche di progetti di riforma peculiari a chi detiene il capitale.

La classe dirigente è quella liberale con conflitti d’interesse, quella della Tv commerciale e via cavo, dell’e- commerce, dei network truffaldini, delle mafie, del traffico d’armi e dei vaccini messi sullo stesso piano dalla globalizzazione alla faccia delle prediche sul capitalismo etico.

La risposta del movimentismo che vuol fare le nozze coi fichi secchi, quindi, è quella di un nuovo centro sinistra, fondato in un albergo di Roma domenica, con la consonanza del “siamo tutti liberali coi soldi pubblici dei Recovery” e la dissonanza di come sarà spartita la torta.


“Non c’è più niente da fare, è stato bello sognare”, cantava Bobby Solo e la strofa vale per tutti.

Non mi va bene niente? No, ma se ti va bene tutto, è uguale,

In fondo i Cinque stelle un tentativo di cambiamento lo hanno provato anche se sono passati dall’impeachment di Mattarella nel 2018, ai taxi del mare nel 2019, all’abolizione della povertà, per poi sedersi con il Berlusca e il partito di Bibbiano, sullo stesso scranno del potere.

Il programma c’è già: un po’ di uguaglianza sulla carta, un po’ meno di libertà di corruzione,un piano ecologico che risparmi un po’ le sciagure ambientali, un più di fratellanza negli insulti.

Aspettando che il vero liberale cacci i soldi della Banca che conta.

Amen.

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1.3- Lacrime di coccodrillo sulle macerie della sinistra neo – liberista: decenza “compagni”…

E tutto un fiorire di mea culpa,di autocommiserazioni,di lacrime sul viso sulle sorti di una sinistra social liberale andata in vacca in questi anni.

Se si pensa a come sono stati trattati dagli stessi socialisti liberisti i fautori di una sinistra di classe, non fondamentalista, ma anticapitalista keynesiana, viene solo rabbia.

Oppositori alla Barrie Sanders, qui sono stati bollati di estremismo, di patetica ideologia ante Muro, di anarchismo velleitario.

L’ipocrisia di chi ha cercato un posto al sole, contingentando la sofferenza dei migranti( il Minniti che passa da deputato a manager tecnologico- militare, ad esempio), è ampiamente nascosta da tutto l’esercito dei conservatori liberali “gauchista”.

Chi,da democratico,ha berciato sul fascismo della Lega,ora esalta il pragmatismo padano,(vedi Delrio e poi crepa).

Esempi minimi di un modo di galleggiare sul mare di una sinistra flessibile che non è liberale,non è socialdemocratica,non è.

I benestanti,che aspettano di atterrare su Marte per lasciare gli altri in una Apocalisse quotidiana fatta di violenza e menzogna verso migranti, donne e classi indigenti ,e’ l’ altro fronte della classe dirigente del sinistrismo individualista diffuso.

Alla sinistra liberale è sembrato fregare poco,in quasi in tutto il globo, delle sorti dei disperati,…e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Se il clintonismo in Usa è stato seppellito da Trump la ragione era da ricercarsi dalla mancata analisi di classe dei democratici americani ,che ha puntato quasi tutto sui diritti civili, giustamente, ma ha tralasciato il primum vivere.

Così in Francia coi socialisti, in Inghilterra con Blair e in Italia con tutto il disastro palesato in questi giorni…

Perchè in Italia, il nuovo politico di sinistra è quello che mette insieme Berlusconi,Grillo ,Zingaretti, Salvini, Bersani in nome della democrazia parlamentare, ma soprattutto in nome di un probabile fallimento elettorale.

Tutto qui?

Certamente no, c’è di più.

I cinque stelle, parola di Grillo, si presentano come un nuovo partito liberale, guidato da un
altro liberale, Giuseppe Conte.

A sinistra,a questo punto,non rimane che la pattuglia di Fratoianni in Parlamento.

Fuori…..

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26.2 – Riders – “Non sono schiavi, ma cittadini”, la dichiarazione dei diritti dell’uomo arriva dalla procura….

La procura della repubblica di Milano, nel segno della Costituzione repubblicana, è intervenuta sul trattamento schiavistico riservato ai Riders dai padroni delle consegne a domicilio.
Un’ ottima notizia, per chi fatica e scambia la propria vita con un salario da fame.

E’ stato il pubblico ministero Francesco Greco, il giacobino di Mani pulite, a indagare su personaggi che fanno capo a Just eat, Glovo,Ubereats, Deliveroo e poi a ordinare che 60 mila fattorini delle principali società di delivery operativi in Italia, inquadrati con contratti di lavoro occasionale e autonomo, debbano essere assunti stabilmente.

Una bella mazzata di 733 milioni per i suprematisti dell’algoritmo delle piattaforme, che hanno 60 giorni per mettersi in regola.

Così quello che non hanno fatto le parti sociali, nè le lacrimevoli esternazioni delle anime belle sulla condizione di sfruttamento e povertà di lavoratori che tutti i giorni vediamo pedalare sulle nostre strade, lo ha fatto la procura di Milano.

Che più che appellarsi alla Costituzione si è appellata alla dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino della Rivoluzione Francese…

Lo denuncia dello scandalo dei Riders, tanto per essere obiettivi, va ricondotta alle manifestazioni autonome dei lavoratori ( Bologna Milano..) e anche all’interesse dei Cinque stelle sul fenomeno.

Nel caso specifico la procura di Milano ha iniziato a indagare dopo parecchi incidenti stradali avvenuti nel 2019,che hanno visto per protagonisti i ciclisti della schiavitù.

Una bella lezione di civiltà per tutti quelli che si indignano delle condizioni di lavoro di milioni di persone, ma poi pensano solo a salvaguardare voti e tessere sindacali della funzione pubblica.

Naturalmente alla procura sono arrivati i complimenti di Andrea Orlando, neo ministro del Lavoro.

I sindacati confederali milanesi non hanno mancato di ricordare che anche loro erano in prima linea contro i negrieri della bicicletta.

Tutto vero, solo post festum, per certa sinistra pronta a intestarsi quello che altri hanno fatto, i destri del sindacato Ugl, invece, confermano che il sindacalismo giallo non è morto e la destra sociale una truffa.

Adesso ci saranno i ricorsi, le inevitabili lungaggini burocratiche, ma il dato è tratto;la rivoluzione nei rapporti di produzione ha messo un mattoncino nella costruzione di una casa democratica del lavoro.

La sinistra che si batte con furore per i sottosegretari e scambia la fibra del socialismo nel welfare per populismo, speriamo che abbia tratto insegnamento dall’episodio.

Il buon Zingaretti, che difende la D’Urso e il suo nazional popolare ( una barzelletta), lasciando l’ emancipazione del proletariato alle procure, dovrà fare mente locale su una questione: la sinistra amministrativa e governativa, parlamentare ed europeista, senza i diritti dei lavoratori, dei disoccupati e pure dei disperati è una scatola vuota di buone intenzioni verbose.

God save the left…

24. 2 – Il trionfo del centrodestra è un dato di fatto, anche senza elezioni….

E’ vero purtroppo quello che ha scritto sul Corriere della Sera del 23 febbraio il professore Angelo Panebianco.

Se il Conte due è stato un tentativo di evitare la vittoria elettorale di Salvini- Meloni -Berlusconi, di fatto il progetto non ha sortito l’effetto sperato.

Oggi il Trio Lescano della reazione post trumpiana ha quasi il cinquanta per cento dei voti, secondo quasi tutti i sondaggi.

La mossa trasformistica della Lega al governo e l’opposizione di Fratelli d’ Italia, assicura, infatti, quella idea di partiti di lotta e di governo che piace agli italiani.

Stare contro gli ultimi, facendo finta di stare contro i banchieri, richiama la redenzione mussoliniana del nazionalismo da operetta.

A farne le spese la sinistra di governo che governando con Berlusconi e Salvini è destinata a perdersi per anni.

L’unico retaggio culturale della storia della sinistra, il Pd piaccia o non piaccia, tutte le formazioni del centrosinistra democratico, da art 1, a Sinistra italiana, Azione,Verdi, +Europa della Bonino, tutte insieme sottolineo, ammesso e non concesso che facciano squadra, arrivano stentatamente al 30%, poi ci devi aggiungere quel che resta dei cinque stelle…

Basta una bic e un foglio, non serve andare su Marte.

La guerricciola sulla nomina dei sottosegretari nel Pd,la diaspora dei Cinque stelle alla ricerca del tempo perduto, l’entrismo leghista tolgono per ora il movente per una sinistra riformista, riformabile a breve.

Le piazze vuote per pandemia hanno ridotto il movimentismo di circoli, associazioni, centri sociali che non possono ritrovarsi a discutere e confrontarsi, l’antagonismo e la controcultura non reggono la pedagogia della ribellione a distanza,nonostante le buone volontà.

L’unica soluzione strategica, forse, è ritrovare un asse da” Conte tre” con Draghi che assicuri subito l’europeismo dei Recovery, la velocità dei vaccini,per poi garantire la continuità delle istituzioni dal Quirinale.

La seduzione keynesiana della sinistra nel suo complesso, poi, può trovare nello statalismo pentastellato ( Reddito di cittadinanza) una via d’uscita più popolare e meno populista, meno nordista, meno confindustriale, se i sindacati si decidono a garantire i non garantiti.

Il presidente Mattarella sembra abbia confidato che fa il pane con la farina a disposizione.

Come dargli torto?.
La tentazione frontista antifascista della sinistra, che ha sempre funzionato vs. il berlusconismo e poi il salvinismo,è stata debellata dalla Lega, primo partito, entrato nel governo Draghi.

Il bene dell’Italia, lo si ripete da sempre è che la sinistra faccia la sinistra e la destra, la destra defascistizzata.

Ma se la sinistra che ci rimane non guarda in basso,agli ultimi,di quella sinistra rimane il nulla.

Se si votasse oggi saremmo tutti in serio imbarazzo.


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22.2 Paese lacerato, diviso, senza memoria storica: estinzione Italia, ma risorge”romolo”…

Nascono meno bimbi, record negativo dall’Unità d’Italia.

Crolla il Pil, crolla la produzione, maglia nera in Europa per investimenti, scuola e ricerca.

Maglia nera per burocrazia e per altre centinaia di cose che è tedioso ripetere.

Dimenticavo un dettaglio; più di 95 mila morti per pandemia dal febbraio scorso….

Non basterà il governo Draghi, anche se ha il 65% per cento dei consensi, a fare il miracolo.

Non si può pretendere che un uomo faccia quello che non hanno fatto decine di uomini governativi, anche se è venuto di moda l’oscena reliquia finto risorgimentale della classe dirigente, pronta a tutto per il bene dell’Italia, ma non degli italiani.

La piaggeria verso il vincitore è disgustosa, quanto il disprezzo verso il vinto quando cambierà il vento.

L’Italia, il Bel paese per eccellenza, dato per spacciato dagli stessi italiani nei discorsi grigi di un normalità claustrofobica, non attraversa l’Apocalisse, vive fra il bisogno di sciare e quello degli operai dell’Ilva che devono scegliere fra morire di cancro o morire di fame.

Contraddizioni in seno al popolo fra chi ha bisogno dei ristori, dei vaccini ,della chemio.

La denigrazione del Paese, invece non ha bisogno di aiuti da parte dei suoi detrattori esteri tradizionali

Net work tedeschi, francesi, svizzeri, inglesi, olandesi austriaci etc mettono sempre in risalto, magari con qualche ragione, le nostre pecche.

Ma poi in tutto il mondo amano le bellezze italiane, si comprano i sassi di Matera o le case in Toscana, ci si commuove per la lirica italiana, per poi, finire ai luoghi comuni di sempre.

Gli italiani rimangono invece ancorati ad un fatalismo diffuso, recenti sondaggi in 8 paesi ci dicono che sono pochi gli italiani che credono che si uscirà dalla crisi economica – sociale

Questo rimane un paese indecifrabile: nel bene e nel male siamo da quasi sempre indicati per quelli che siamo, un paese sfacciatamente e cinicamente votato al meno peggio e ad andare in soccorso al vincitore pro tempore.

A tal proposito ne abbiamo visti di tutti i colori e ne vedremo ancora.
Ma se fai del !catastrofismo” la lettura colta della domenica non ne esci più.

Pattuglie di marziani auspicano una rivoluzione in nome del tutti a casa: hanno ragione, ma poi hai visto come è finita con i cinque stelle.

Ora et labora, sarebbe bello: vuol dire che c’è lavoro per tutti e Dio non è morto.

Ma risorgeromolo.

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19.2 Souvenir d’Italie – La morte di Don Raffaè: nè con lo Stato, nè con le Br, ma con la Nuova camorra organizzata…..

Il 27 aprile del 1981, Ciro Cirillo, democristiano, assessore all’Urbanistica della Regione Campana,fu rapito a Torre del Greco dalle Brigate Rosse, nell’agguato morirono un poliziotto e l’autista.

Se a pianificare l’agguato e a chiedere il riscatto furono le Brigate Rosse, la regia della mediazione politica fu opera della Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo.

La morte di Raffaele Cutolo,79 anni, avvenuta ieri, per setticemia al 41 bis del carcere di Parma, dopo 25 anni di carcere duro, non è una notizia come le altre fra le varie dei misteri italiani che non hanno trovato risposta.

La trattativa fra stato e Brigate rosse vide don Raffè, quello della canzone di De Andrè, regista assoluto dell’operazione: nella sua cella di Ascoli Piceno incontrò servizi segreti deviati, esponenti di spicco della Dc, fino alla mediazione miracolosa.

Un miliardo e mezzo alle Br per il riscatto, Cutolo che si erge a difensore del popolo in un Italia dove il 2 agosto del 1980 era esplosa la bomba della strage fascista di Bologna…

Così mentre nel 1978 Moro fu lasciato solo dallo stato, Cirillo, grazie alla mediazione di o’ professore, altra nomea per l’autodidatta Raffaele, tornò a casa nel luglio del 1981 e secondo i giudici, per la liberazione di Cirillo la Nuova camorra organizzata fu omaggiata di miliardi di lire in appalti per la ricostruzione,dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980.

Si dice che Cutolo, che uccise a 22 anni un giovane per gli apprezzamenti alla sorella, si sia portato nella tomba oltre che alla ferocia di omicidi efferati, anche i segreti di quella trattativa e di altre collusioni fra camorra e stato soprattutto in terra campana.

Mi viene da ridere quando penso che i parlamentari di oggi sono lacerati dal voto su Draghi, che il piccolo Napoleone di Rignano si erga a salvatore dell’Italia, che tutti o quasi si rallegrano perchè la lega è diventata europeista.

In Italia c’è stata una guerra civile strisciante ma vera, con migliaia di morti, per stragi, attentati, camorra, mafia ,terrorismo, lotta armata etc.

Tanti pianificatori potenti dell’Italia di allora, che nonostante tutto negli anni settanta e ottanta era la quinta potenza industriale del mondo, si sono portati nella tomba tutti i misteri: non c’è interesse scoprire la verità storica, c’è il rischio che venga voglia di cambiare pianeta.

Ecco perchè molti credono che l’Italia non sia mai stato un paese democratico europeo….anche se la storia del suo movimento operaio è gloriosa, oppure proprio per quello.

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17.2″ Il futuro del paese è possibile solo garantendo i diritti a milioni di poveri, precari, donne, lavoratori schiavizzati…”Crf.Aboubakar Soumahoro

Oggi il presidente del consiglio Mario Draghi si è presentato in Senato per la fiducia al governo, garantita dalla supercoalizione di unità nazionale.

Chissà se avrà avuto il tempo di leggere la lettera aperta di Aboubakar Soumahoro pubblicata sull’ultimo numero dell’Espresso.

Il noto sindacalista Usb quasi implora il presidente del consiglio di occuparsi di quelli costretti a vivere ai margini della società, da una divisione del lavoro di donne e uomini a cui nessuno guarda; non hanno niente da offrire se non la propria forza lavoro.

A buon prezzo.

La lettera aperta è’ involontariamente un’ accusa pesante e dolorosa all’indifferenza con la quale vengono trattati i diritti dei proletari, quelli veri, quelli di una volta, quelli del Manifesto del partito comunista, quelli che sono fuori dagli schemi di tutti i partiti e dall’attenzione dell’opulenza occidentale e delle banche mondiali in euro, in dollari, in yen, in franchi svizzeri e bitcoin.

La sofferenza umana esplicitata in quella lettera è una denuncia che non lascia spazio nè ai fascisti patrioti, nè ai sinistri timorati di Dio e della gente per bene che del moderatismo hanno fatto una bandiera perchè è al centro che si governa, è dall’equilibrio delle forze che si pesa la democrazia.

Così, gli Invisibili, compaiono sempre nelle statistiche dell’indigenza, in quelle dei diritti vilipesi e calpestati, ogni tanto qualcuno si ricorda che esistono e forse con un sms di donazione fra uno spot e l’altro che esalta il marketing digitale, ti salvi la coscienza, ma non recuperi la Costituzione dei nostri padri.

La sacra Costituzione democratica e antifascista, infatti, è chiamata in causa solo per referendum abrogativi, affermativi, mutamenti istituzionali, mai per richiamare l’opinione pubblica allo scandalo dei grandi profitti degli Invisibili di turno.

Battersi per loro forse è da anime belle, battersi con loro è da universalismo socialista; ma siamo troppo presi a considerare il Conte due come il governo insuperabile dei nostri tempi, per poter aspirare all’utopia di riforme borghesi per tutti ( la parità almeno dei diritti formali delle leggi ).

Per questo non ci vorrebbe una rivoluzione, che non è un pranzo di gala, ma delle riforme del take – away del politicamente accettabile,

Aboubakar immette nel perimetro della sofferenza donne, precari, nuovi schiavi, lavoratori dello spettacolo e dei servizi senza tutele, tutti quelli che, lo si scrive mille volte, non sono garantiti da un salario di diritto, perchè aldilà delle mode del transeunte il capitale è lavoro oggettivato e /o lavoro accumulato in un capitale, quindi strumento di produzione per la ricchezza generale.

L’unico partito, e bisogna riconoscerlo, che ha portato in Europa con un gamba i senza nome del profitto è il movimento cinque stelle che non ha di certo sconfitto la povertà, che all’inizio il reddito di cittadinanza lo prevedeva solo per gli italiani, ma almeno agitava una parità nelle possibilità di esistenza di chi non ha santi in paradiso ( un iban di riferimento)

Ora che ci si divide fra Dragoni e Contiani, ci si rende conto della miseria della nostra percezione umana e politica.

Sinceramente mi interessa poco sapere se Draghi sia di destra o di centro o di sinistra, ma se facesse qualcosa per i derelitti almeno avvicinerebbe il suo governo all’emisfero democratico, solidale, rivoluzionario di papa Francesco.

Whatever it takes, anche per chi non è rappresentato nel regno dell’universo borghese.

Anche i proletari di oggi, non solo senza rivoluzione, ma anche senza speranza, hanno diritto a delle riforme nel fasullo paradiso dei consumi.

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12.2 -La funambolesca transizione ecologica non riguarda Salvini, che vuol fare di tutta l’erba un “FASCIO”…

Adesso che la piattaforma Rousseau ha sancito che uno vale uno, o un vale l’altro, considerando la compagine del governo dell’emergenza che si sta formando, la transizione ecologica partirà come nuova bandiera alla moda del sistema Italia.

Non che non sia una buona notizia, ci mancherebbe altro.

In fondo il delinearsi di un ministero green progressista appaltato a Grillo nasconde in senso positivo la cruda e nuda realtà: cosa diranno gli operai dell ‘Ilva, gli abitanti della terra dei fuochi, i colpiti dall’amianto, ma pure i proprietari di migliaia di case abusive sul litorale ?

Nell’ economia verde oltre che ad investire, bisogna risanare e per risanare seriamente in Italia c’è il problema di ecomafie e collegati.

I migliori alleati dei cinque stelle dovranno essere le procure della repubblica…

Ora il governo partirà con i cinque stelle spaccati, Leu dubbiosa, Pd metitabondo…

In fondo il buon Nicola Fratoianni di sinistra italiana ha detto la cosa più semplice e secondo me chiara sul governo Draghi” nessuna preclusione su Draghi, ma è difficile poter governare con Salvini”.

Tutto è andato a posto, però

Non c’è altro posto in cui stare nel panorama politico se non all’opposizione, ma non in Parlamento, ma forse nella società civile e del lavoro che ora e sempre nei tempi decide i rapporti di forza nella forma della politica.

Il camaleontismo di Salvini, però, è così vile e meschino, pusillanime avrebbe scritto il Manzoni, da rasentare il colpo di stato alla coerenza reazionaria.

Meglio la Meloni che se ne sta dove deve stare, dove la storia le ha assegnato il posto che le compete, all’estrema destra.

Non c’è bisogno di ricordare il Papeete, gli insulti alle Ong,il dito sul grilletto della calunnia del citofono, i suoi amici pregiudicati di destra della curva sud, i suoi 49 milioni sottratti all’erario, i suoi sequestri di dignità agli africani, le sue ruspe arrugginite della soluzione finale della mediocrità, i suoi palcoscenici insieme ad Orban, le sue frequentazioni tangentare filo – russe….ormai tutto è letteratura pop.

Perchè il salvinismo, non si scordi, fu salutato dal 34% degli italiani come il nuovo orizzonte del nazionalismo italiota, il centrodestra, anche se Mister B e il Papeetista staranno al governo, è egemone nell’opposizione di pancia.

Per ora, più che conservatori europei, ambizione di emancipazione di una borghesia palazzinara, i destri sono dei destri incalliti che immaginando il carnevale imminente, si travestono da moderati repubblicani modello Usa.

Una volta caduto in disgrazia il guru dell’intolleranza e della violenza razzista, il mancato golpista Donald Trump, la destra europea, ma soprattutto quella italiana, è entrata in fibrillazione come direbbe il maratoneta Tv Mentana.

Adesso cosa facciamo?

Non c’è altro da fare che i politici intelligenti, quelli che più del carpe diem hanno il senso degli affari, tanto sono tutti pazzi per Draghi, come lo furono per Berlusconi, per Renzi, per Salvini stesso, Conte etc

Basta mettersi in Europa con scorciatoie che portino al Ppe, lì si troveranno tutti quelli che non sono di destra estrema e sono decisamente contro la sinistra, ma stanno fermi al centro sperando di prendere qualcosa dalla destra e pure della sinistra.

Ma Salvini vuole fare di tutta l’erba un fascio: porti aperti e semichiusi, profitti sensati di Confindustria e pace sociale coi sindacati, vaccini europei, ma soprattutto 209 miliardi da spendere in debito.

Chiamalo scemo…., il ragazzo dell’Europa……

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10,2. Nostalgia della Filosofia – L’ineguaglianza liberale è il prezzo da pagare alla libertà dell’individuo…..

Libertà e uguaglianza, sogno giacobino e poi socialista, diventato incubo nel secolo scorso per chi ha praticato la lotta di classe come guerra di religione, è oggi un ossimoro, un contraddizione inconciliabile, un’utopia che sta nei programmi scritti dell’Europa dei diritti.

Siamo, però, ineguali nella possibilità del benessere per non parlare della liberazione dallo sfruttamento.

Gli interessi meschini di parte hanno sempre generato l’incontestabile lotta per il potere: la brama dei mediocri nella società civile di arricchirsi alle spalle dei più deboli è un segno distintivo del malessere circolante.

In fondo Mattarella ha voluto troncare con un governo di alto profilo il cortocircuito della mediocrità dei politici e dei sudditi, tanto per capirci.

Sperare che ci sia una inversione di tendenza al gioco delle parti è auspicabile, rinunciare all’emancipazione dell’individuo per una società migliore accontentandosi della tranquillità esistenziale, però, sembra il limite insuperabile del mestiere di vivere nell’Europa dei lumi.

L’uguaglianza, infatti ,è continuamente negata dalla dall’ineguaglianza di proprietà e ricchezze.

Il lavoro che include l’individuo nella società, per il proletario, il neo – povero ,la classe dei non abbienti o come la si voglia chiamare, è sempre più una naturale maledizione biblica da accogliere come il minore dei mali, anche se solo lo sfruttamento del capitale umano genera ricchezza, competizione, voglia di andare avanti..

Parlare quindi di governi di rifondazione democratica, che riescano a superare sistemi capitalistici sempre più sofisticati con la lotta alle disuguaglianze, è rinnegare la realtà storica così come ereditata dai secoli passati con le sue rivoluzioni e controrivoluzioni.

Le bandiere rosse sulla società del marketing del modello cinese, ad esempio, sono la testimonianza di una eredità egualitaria che vuole nascondere, sotto il vessillo della retorica, la nostalgica consolazione del come eravamo ( il marxismo di tipo maoista).

I giacobini e i leninisti pensavano che più c’è libertà meno c’è uguaglianza, mentre il socialismo reale propendeva per un ‘uguaglianza in una povertà dignitosa ( anche se la nomenclatura marxista – leninista del Comintern ha trovato nell’antifascismo della seconda guerra mondiale l’orizzonte di un’uguaglianza da Fronte popolare contro l’ineguaglianza del nazionalismo e del razzismo fascista).

Uno può chiedersi cosa c’entra tutto questo con l’incidente della caduta di Conte e l’arrivo di Draghi: ha ragione.

Ma considerato che Grillo ha citato Platone come l’innamorato cita S. Valentino e che gli aforismi filosofici abbondano nel regno del nulla, questo spot alla filosofia è da ritenersi un semplice pro – memoria.

Minima Moralia: la decadenza della democrazia occidentale non viene dall’inevitabile pasticcio del governo Draghi a cui parteciperà pure un Salvini recuperato ai principi della rivoluzione francese.

Ai confini della tranquillità europea bussano da anni proletari affamati, assetati e tutto sommato oggetto di benevola carità quando va bene.

Marx rimane un filosofo di riferimento severo, scomodo, profondo…che, secondo me, Draghi conosce fin troppo bene.

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