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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Autore

Pierluigi Raccagni

prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...

GIORNO DELLA MEMORIA ” Ci vorranno mille anni prima che il mondo dimentichi questi orrori” ( Hans Frank, governatore della Polonia, impiccato a Norimberga, 1946)

“CI vorranno mille anni per dimenticare” disse il governatore della Polonia colpevole di aver mandato a morire milioni di ebrei nelle camere a gas.

L’avvocato Frank, uno dei nazisti più criminali, non poteva sapere che il mondo dell’homo sapiens avrebbe partorito milioni di smemorati, di vigliacchi, di criminali morali, di idioti razzisti, capaci di negare l’orrore della Shoa e dei campi di sterminio dopo nemmeno 80 anni.

Per un pugno di voti.

Per anticomunismo criminale, non certo liberale.

Nel giorno della memoria, che si celebra domani, è difficile trovare il senso di quello che accadde.

Ha perfettamente ragione l’architetto Peter Eiseman che  ha progettato il memoriale dell’Olocausto a Berlino: quelle vicende sono inenarrabili.

Nessuna opera d’arte riuscirà mai a lenire il dolore di quel massacro.

Theodor Adorno scriveva che la filosofia e la poesia sono morti nei campi di sterminio nazisti.

Le bandiere rosse che liberarono Auschwitz vengono ricordate solo per i Gulag di Stalin, non per aver vinto la guerra contro il Male Assoluto.

I negazionisti, gli indifferenti, gli sciacalli anonimi che continuano a insultare la memoria di ebrei, comunisti, zingari, omosessuali trucidati nei campi meriterebbero di essere espulsi dall’Italia, dall’Europa, dall’America, dalla Russia, dall’Asia etc.

Non è possibile.

Ma forse le forze antifasciste dovrebbero considerare una cosa: chi non riconosce l’Olocausto non deve entrare in parlamento,.

Se non c’è giustizia, non ci può essere pacificazione.

Memoria continua “L’antisemitismo è il socialismo degli imbecilli” ( V.LENIN)

Meno male che lo ha detto Lenin, riprendendo Babel.

Lo avessi detto io,o voi, sarei/ saremmo passati per sionisti e pure fascisti, secondo ignoranza dominante.

La frase si riferisce al fatto che molti, anche a sinistra, reputano gli ebrei colpevoli di essere dalla parte dei capitalisti sfruttatori.

Chi e contro gli ebrei è dalla parte degli oppressi,è quindi un sillogismo da imbecilli.

E’ una teoria nazionalsocialista, che è tornata fuori soprattutto da quando la questione del Medio Oriente ha rilanciato il ruolo dell’antimperialismo americano e israeliano.

A parte che in Israele esistono partiti di sinistra che in Italia te li sogni, l’antisemitismo ideologico è comunque il figlio prediletto del nazismo, storicamente servo del capitalismo germanico.

Avvicinandosi il giorno della Shoa, il giorno della memoria per gli ebrei uccisi nei campi, di sterminio nazisti,si intravvede in giro il solito rituale: tutti commossi nel vedere i bambini che vanno alle camere a gas, ma poi, molti, sono convinti che, insomma, gli ebrei se la siano cercata.

Purtroppo, in tutta Europa, oltre che in Italia, in queste occasioni la posizione antigovernativa contro il disgustoso colonialismo israeliano si trasforma in un superficiale accordo di massima non scritto: gli israeliani trattano i palestinesi come i nazisti trattavano gli ebrei.

Una menzogna vergognosa, in Israele non ci sono camere a gas per gli ebrei.

I progron contro la razza ebraica si perpetuarono anche dopo la seconda guerra mondiale.

E’ stato chiarito che in Israele i superstiti della Shoa, sono stati molte volte dimenticati e vivono in povertà.

Che si pretende di più per ricordare con dolore e partecipazione le vittime della Shoa?

L’antisemitismo della destra radicale e dei nazisti oggi genera il frutto della superficialità, dell’ignoranza, della sciatteria con la quale si tratta la questione palestinese e israeliana, come fosse una faida fra tifoserie avversarie.

L’antifascismo passa attraverso la Shoa, chi non riconosce nella strage degli ebrei un atto di crimine contro l’umanità merita un processo di Norimberga 2.0.

Meno male che Lenin c’è. E anche se Trump è per la lobby israeliana, lo è solo perchè sta  dalla parte dei capitalisti: ebrei, arabi, russi,etc.

Anche a sinistra, c’è qualcuno che sulla questione ebraica delira.

Nel mondo del radicalismo religioso musulmano, che stava dalla parte di Hitler nella seconda guerra mondiale, augurandosi che la soluzione finale risolvesse il problema dell’ebraismo., la rappresentanza del ” a morte gli ebrei”, è vasta e multiforme. Ammettere che gli ebrei furono trucidati nell’indifferenza quasi generale è dura, per il genere umano.

 ESSERE CONTRO IL RAZZISMO VUOL DIRE ESSERE CONTRO L”ANTISEMITISMO, le due categorie sono inscindibili. Non si gridava ” Palestina Rossa, Palestina libera?”

Chi ha dei dubbi in proposito è pregato di non sciacquarsi la bocca con il facile antifascismo.

 

 

1968 – 2018 CELEBRATION Cesare Ragazzi aveva ragione: la caduta dei capelli è il primo sintomo della controrivoluzione

Nel ’68 avevo 18 anni.

Andai a vedere Jimi Hendrix al Piper di Milano, coi capelli lunghi

In giugno feci il primo sciopero della mia vita,  lavoravo in un albergo in Toscana, lavoratore – studente, ero da solo, andai alla camera del Lavoro.

Mi licenziarono, anche per via dei capelli lunghi.

Alla sera l’Italia vinse l’ Europeo di calcio a Roma contro la Jugoslavia, avevano i capelli corti  Anastasi e Gigi Riva.

Sessantotto pop, quindi popolare, antifascista da sempre, ( mio padre partigiano),seguivo i Vietcong e Mao, niente di speciale.

Era allora la politica un miscuglio di tensioni, di idee di libertà coi capelli lunghi.

C’erano in giro grandi personaggi,anche in Italia.

La rivoluzione era più dei costumi  e non dei consumi, in Occidente.

Dalle altre parti la rivoluzione non era una gita fuori porta,una vacanza ideologica

Poi il 1989 con la caduta del Muro, cancellò il ’68 come l’anno del secolo.

Berlusconi, che del 68′ comprese il valore dell’intrattenimento della società dello spettacolo ( cfr.analisi estetico – anarco-situazioniste), è l’ultimo baluardo del” siate realisti, chiedete l’impossibile”.

 

 

 

 

Secondo la vulgata nazifascista i lager furono un incidente di percorso nella lotta contro il cancro giudeo – comunista.Liliana Segre ce lo ricorda

Tutti ricordano quel bagnino, senz’altro uomo di indubbia moralità e padre di famiglia, che questa estate mise in evidenza che le docce sul suo lido potevano pure essere camere a gas.

La destra,diciamo istituzionale, più il solito Salvini, commentarono che la polemica sollevata contro l’apologia al fascismo del bagnino, era un modo di distrarre l’opinione pubblica dai veri problemi del paese: povertà per gli italiani, invasione degli stranieri,buonismo per le razze non bianche.

Poi ci fu il coraggio dei patrioti  che spaccarono teste agli immigrati, insultarono la Resistenza, ostentarono saluti fascisti, croci celtiche, croci uncinate, derisero Anna Frank, etc.

In quel caso il ricorso alla memoria era molto labile, Casa Pound e Forza nuova, ad esempio, per Grillo alcuni anni fa erano i benvenuti nel magma rivoluzionario anti-sistema.

La nomina di Liliana Segre a senatrice a vita di ieri del presidente della Repubblica Mattarella, ha messo in carne ed ossa la memoria dentro palazzo Madama.

Una memoria terribile per chi continua a dire che il Duce era in fondo un nonno bonario che fece molte cose per l’Italia, comprese le leggi razziali,  che di fatto costrinsero la bambina Liliana alla clandestinità fino alla sua deportazione ad Auschwitz con la famiglia.

In questi giorni ,avvicinandosi la scadenza elettorale, comunque, i tolleranti morali dei gangster fascisti, si tirano un po’ in disparte.

Grillo, ha dichiarato, ad esempio, che casa Pound sono nazisti che non vogliono essere chiamati tali,Berlusconi, come sempre, quando si parla di fascismo, fa finta  che i giudeo comunisti  sterminati a MILIONI siano reliquie del passato e che i fascisti presenti  siano solo populisti.

Le vene della Lega e di una parte della destra italiana sono così anticomuniste da essere incapaci di essere liberali.

Incompatibili con il Senato della Repubblica, nel quale vogliono essere rappresentati.

Le votazioni, per me, dal punto di vista dell’antifascismo, con la presenza eventuale di Casa Pound e Forza Nuova, sono già da annullare.

Liliana Segre, ha tanto lavoro ancora da fare.

 

 

O specchio delle mie brame chi è il più comunista del reame?

E’ una gara a chi le spara più grosse contro i traditori del PD, tanto per cominciare, rei di essere pronti all’accordo con Berlusconi.

Poi l’obiettivo diventano quelli di Liberi e Uguali, transfughi al momento giusto dalla barca che affonda,( PD), colpevoli di togliere voti al Pd.

Poi pure Tutto il Potere al popolo, sempre per la pubblica opinione ” comunista”, non è proprio limpido perchè fa del populismo di sinistra e parolaio, togliendo il voto utile a Liberi & Uguali.

Poi sotto tiro vanno gli anarchici, che non delegano, ma non contano una mazza e tolgono voti a potere al popolo:

Così uno va allo specchio, si guarda e si chiede: chi è il più comunista del reame?

A forza di cercare la purezza ontologia dell’ideologia comunista, si finisce per abbracciare la Corea del Nord, Giuseppe Stalin, Pol Pot, riesumando tutto il riesumabile.

Sette, confraternite, circoli, comunità,clubs giacobini, squadre di calcetto,hanno tutti un pezzo di verità in tasca.

Invece di fare a gara,secondo il mio modestissimo parere, a dirsi comunisti, sarebbe meglio fare una gara di solidarietà un po’ parrocchiale verso gli ultimi, che poi non saranno mai i primi, visto come sono andate le cose a questo mondo.

Anche se lavori a renderti utile a te stesso e agli altri senza avere il Nobel dell’umanesimo comunista, non fai del male, anche se non hai in testa il mondo che verrà.( non si riesce manco a capire il governo che sarà, a proposito)

Guardarsi dentro, a volte, ( o sempre?) ,permette di guardarsi attorno con più benevolenza.

Non c’è bisogno di mostrare i curricula della rivoluzione, basta combattere la reazione e il fascismo, ogni giorno, in qualsiasi luogo.

Meglio essere in tanti, ma chi fa da sè molte volte fa per tre…

Senza bisogno di legittimazione chissà da quale soviet pieno di sicurezze, ma vuoto di tutto il resto.

 

La destra estrema è agguerrita nei fatti, la sinistra tutta lo è solo a parole: lo zoosafari elettorale è appena iniziato.

I programmi della destra estrema, quella destra che un filosofo come Habermas chiama semplicemente fascista, sono chiari e distinti.

Lo ha dichiarato Matteo Salvini, aspirante alla presidenza del Consiglio, che sarà prioritaria per il suo partito la questione sociale.

Lo ha dichiarato Fontana con l’uscita sulla razza bianca ( uno che parla di razza bianca è già di per sè un ignorante).

Nello zoosafari delle lezioni più gente entra più bestie si vedono..

Ma è una magra consolazione: oggi vince chi segue le pulsioni della società civile, non chi amministra  responsabilmente i bisogni dei cittadini.

Se il Matteo fascista non di nome, ma di fatto, cercherà di riformare in qualche modo la Legge Fornero, se  la Meloni metterà gli italiani al primo posto  per cercare di arginare l’indigenza, il successo a destra è assicurato, come dimostrano i sondaggi.

La sinistra sarà vista come il partito del ceto medio in crisi, che non ha più niente da offrire, se non schegge di libertà post sessantottina sui diritti civili.

La partita è già giocata.

A casa del miliardario di Arcore si spartiranno i collegi che possano rappresentare i ” bifolchi analfabeti”, a sinistra c’e la gara delle scelte intelligenti  che hanno poco appeal per la giungla dei disperati e degli impoveriti.

La separatezza fra ricchi e poveri riproposta  nella koinè televisiva e mediatica di estrema destra è l’antica ipostasi  hitleriana.

I marxisti e i capitalisti sono dalla stessa parte: entrambi aspirano ad un mondo materiale e globalizzato.

L’uomo nuovo nasce solo nel sentirsi parte dello stesso Volkisch, cioè del populismo che diventa popolo che sente che bisogna colmare un vuoto.

Non di solidarietà, ma di rancore.

La sinistra, perlomeno dovrebbe rilanciare la sua visione del mondo, ritornando idealmente,come scrive un giornalista americano liberal,  alla stazione Finlandia di Lenin.

Riduzione della giornata lavorativa, abolizione dello straordinario programmato, abbassamento età pensionabile subito per lavori faticosi,investimenti per lavoro e imprenditoria giovanile, lotta feroce alla criminalità organizzata, lotta senza quartiere contro il fascismo sono tutti elementi storici di civiltà.

Tutte cose assolutamente normali per socialdemocratici e socialisti.

Almeno vivremmo ancora di sogni, cioè dal fatto che per cambiare bisogna conservare le virtù originarie, togliendo le cose sbagliate ( il partito unico e la dittatura in primis).

Dicendolo e facendolo,senza promettere chissà quale novità strategica.

Trump non si può sconfiggere a battute. Il suo odioso razzismo è l’essenza di una visione del mondo da cancellare nel nome della civiltà.

Basta Trump.

Ma come si fa?

Sul New york Times un serio analista democratico, radicalmente anti-trumpiano, ha sottolineato come Trump non si possa cacciare per via sanitaria ( è pazzo), nè per via giudiziaria (impeachement), ma con i voti.

Bisogna allora avere la pazienza di aspettare tre anni?

Si direbbe di sì, secondo il giornalista progressista.

In effetti si possono scrivere tutte le battute del mondo sull’ennesima uscita del cow- boy del KKK su Africani, Haitiani,  Salvadoregni, definiti, dal fine politologo della Casa Bianca, sottorazze da cesso.

Hitler parlava degli ebrei come sotto uomini.

Questo semi nazi travestito da scemo, non è però poi così scemo.

Non credo che Trump, per quanto egocentrico, megalomane,idiota nella forma e nella sostanza, faccia tutto da solo.

Dietro di lui c’è un esercito di spin doctors.

E non sono semianalfabeti, intellettuali inferiori,gente da nulla.

Lui di tanto in tanto ,  la fa fuori dal vaso,  dice cose volgari, esprime sincero odio razziale, ma la sua voglia di stupire si vede che piace.

Il popolo americano, che non è composto solo dai bifolchi dell’Ohio, abbandonati dalla sinistra, che  pensano che quello che ha detto Trump sia vero, per la metà lo considera una nullità.

Lui è semplicemente il portavoce del razzismo dilagante negli Usa.

Lo fomenta, lo blandisce, ci specula, fa l’americano tutto casa,market, e fucile,come nei film.

Salvini,suo estimatore  in Italia, è il Trump della Padania,  Berlusconi lo era contro i comunisti.

Ci vorrebbe  un Malcom X, più che un Luther King, ( di cui  ricorre il cinquantesimo anniversario della morte).

Le Pantere Nere, piuttosto che civilissimi contestatori.

Un potere nero, un contro potere bianco, farebbero oscillare Trump più delle esternazioni dell’Onu, di cui se ne frega.

Trump ha riportato la Borsa americana a viaggiare nei cieli della finanza, ha, dicunt, portato 250.000 nuovi posti di lavoro nell’ultimo periodo, ha incrementato il Pil etc.

Chi riempie la pancia ha sempre ragione, a un miliardario che distribuisce profitti e posti di lavoro  si perdona tutto,soprattutto quando insulta gli african people che lo hanno reso ricco.

Non bisogna però sottovalutare l’altra America, che non è l’ Amerika razzista e fascistoide che ha sempre odiato i neri, i gay, gli ispani, i ” gialli” i musulmani”.

Fare con Trump quindi, se possibile, meno battute e più battaglie.

Il gioco trumpista e’ quello del dittatorello,e’ un duro con quelli che soffrono.

Si può sperare che anche negli Usa le cose possano cambiare se comincia  la battaglia,quella di sempre

Quella della giustizia contro la sopraffazione, quello della fratellanza contro il marchio di morte del razzismo.

 

Meglio essere cani sciolti con un dubbio cartesiano, che cani randagi in cerca di padroni…

Noto con piacere che tutto il movimento si mobilita per le le elezioni politiche.

Avere delle certezze è oggi importatissimo, anche se un po’ teatrale.

Non so se avete notato che la dizione chiave della politica passata alla vulgata popolare è l’affermazione perentoria dell” ASSOLUTAMENTE SI'”.

Dice il giornalista al sindaco di un paese terremotato:” ce la farete a superare l’inverno”? Risposta:

“Assolutamente sì”, ( cosa dovrebbe rispondere?)

Seconda domanda :” E” vero che le fogne della nuove casette puzzano da far star male”?

Risposta: “Assolutamente si'”.

Se qualcuno preferisse qualche dubbio alle certezze del giorno sarebbe preso come disfattista.

Il penso quindi sono cartesiano, era la conclusione di un’intuizione intellettuale, per cui  se dubito penso, penso quindi sono.

Corrisponde al dubbio socratico sulla presunta verità dell’opinione empirica e volgare, cioè quella sofistica che oggi va alla grande che recita : “l’uomo è misura di tutte le cose”.

Socrate era un aristocratico, Protagora, quello della misura di tutte le cose, un democratico.

Se l’uomo è misura di tutte le cose costruiamo partiti e gruppi sulle nostre sensibilità, senza avere la presunzione di andare incontro all’amor di verità , si recita.

I cani sciolti, le minoranze bastonate, d’altronde, non possono consolarsi nel far parte delle affollate solitudini del pianeta politico.

Devono agire e reagire in qualche modo, d’accordo.

Senza diventare per forza cani randagi in cerca del padrone.

 

 

Flat – tax, abolizione tasse universitarie e Legge Fornero, reddito di cittadinanza….manca l’abolizione della proprietà privata, e poi li voto tutti.

E’ un menu da ristoramte tre stelle quello che i partiti mettono sul piatto degli elettori.

Da una parte è impossibile toccare i vitalizi dei parlamentari e gli stipendi dei barbieri delle Camere che guadagnano più di Obama, ma dall’altra si promette il paradiso in terra ai cittadini, manco fossimo al soviet di Pietroburgo, oppure nella campagna elettorale dell’edonismo reaganiano.

Salvini spara la revisione della legge Fornero, Grasso l’abolizione delle tasse universitarie, Di Maio il reddito di cittadinanza, Berlusconi la drastica diminuzione delle tasse. Intanto ci si prepara a mandare a casa i clandestini, a chiudere le frontiere  e a distribuire dentiere, forse importate dall’Albania.

Quando si parla di demagogia e populismo bisogna fare riferimento alla casta partitocratica, che conta nulla nella coscienza civile e moltissimo nel basso ventre incivile.

Non si capisce se facciano apposta per perdere le elezioni ( nessuno è credibile) o per non vincerle, arrivando ad un nulla di fatto, che consegni il paese ad un governo quasi tecnico, dove tutti si proclameranno vincitori.

Sarebbe il massimo.

Il gioco è triste ma ben congegnato, solo i grulli ci credono.

 La piccola verità recita così: chi è di buon senso, medio, non può votare sperando che qualcosa cambi. In meglio.

La mia non è una posizione ideologica, anarchica, oppure qualunquista.

E’ un dato di fatto che in tutto il mondo si voti il meno peggio, ma siccome al peggio non c’è mai fine, alla fine in Italia finisci per non votare.

Solo la Bonino, con la sua costante battaglia per i diritti civili, mi pare sincera ed onesta intellettualmente.

E’ chiaro che pure il programma di Mussolini non era male: carta del lavoro, pensioni, bonifiche, guerra al comunismo, così come quello di Hitler: burro, strudel, crauti per tutti meno per gli ebrei e i sotto uomini.

Le campagne elettorali sono la fiera delle vanità, le balle consacrate di acchiappa consensi, nessuna idea per i prossimi cinque anni.

Quello che conta è una trovata capace di rastrellare voti, da qui al 4 marzo.

L’omologazione al ribasso è tipica del secolo triste che viviamo.

Basta vedere come viene sprezzata la solidarietà, segno di debolezza di fronte alla determinazione degli uomini di plastica e di cartone.

Berlusconi, non candidabile, Salvini il fascio leghista, Meloni missina da Colle Oppio, ad Arcore hanno rifondato l’Italia reazionaria dopo vent’anni.

Non si capisce se i politici,che dovrebbero tramutare i bisogni fondamentali dei cittadini in leggi, si rendano conto delle scemenze che dicono.

La legge Fornero, ad esempio, fosse riportata ai quarant’anni di contributi, costerebbe, dicono, 140 miliardi.

Certo che si può fare: se si tassa la rendita da capitale, se si espropria la mafia dei suoi averi, se di taglia la spesa improduttiva, se si va contro le corporazioni clientelari di magistrati, banchieri, manager, alta finanza, funzionari di stato burocrati ecc.

Aver lasciato ai leghisti il giusto cavallo di battaglia delle pensioni, però, potrebbe voler dire la sconfitta certa della sinistra che conta e che canta Bandiera Rossa.

Stalin diceva: interessi zero? E’ il comunismo.

E chi lo vuole oggi?

Forse  Liberi e uguali, che vogliono abolire le tasse universitarie

Altro esempio  irricevibile.

Vorrebbe dire privatizzare l’università…. la proposta di Corbyn per il sistema di istruzione inglese, tirato in ballo da Bersani, non c’entra niente,il sistema tedesco prevede che la fiscalità generale paghi le tasse universitarie, perchè c’è meno evasione fiscale.

Le idiozie per fare quelli di sinistra sono tante, ma uno si stanca persino di commentare certe bischerate. Eppure siamo solo all’inizio.

 

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