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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Autore

Pierluigi Raccagni

prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...

Inutili dissertazioni sui radical chic, il colore dei soldi non è una categoria dello spirito..

Il reazionario americano Tom Wolfe nel 1970 coniò l’espressione, oggi ritornata molto in voga di ” RADICAL CHIC .

I ricchi americani che sostenevano pantere nere e movimenti libertari lo avevano ispirato: quei ricchi che sostenevano i poveri “offrivano champagne a chi li avrebbe impiccati”.

A parte che Tom, ( uno de loro), non ricorda che all’inizio degli anni settanta uno slogan era emblematico del rapporto fra sinistra e ricchi con lo slogan :

“Cosa bevono i padroni?

Champagne.

Cosa gli diamo noi, Molotov!!!! ( Feltrinelli era un radical chic?)

Poi si sa come sono andate le cose, chi tira la cinghia non tira la molotov, ma neanche beve champagne. 

Michele Serra, che forse si sente indirettamente tirato in ballo nella polemica contro i radical chic, rei di aver tradito il popolo,  sottolinea su Repubblica che se i ricchi di sinistra hanno fatto poco per il popolo, i ricchi di destra hanno fatto di peggio.

Anche qui il mondo si è capovolto, oppure  gli umani hanno la memoria corta.

Tutti i movimenti radicali hanno detestato, a parole, i ricchi.

Adolf Hitler odiava i ricchi di sinistra, ebrei,che avevano affamato il popolo tedesco, Mussolini all’inizio era un socialista anti-borghese, Stalin portò i ricchi proprietari terrieri nei Gulag, oppure più semplicemente li sterminò.

Anche il cristianesimo, e tutti lo sanno, preferiva i poveri ai ricchi..

Per cui la figura retorica e fenomenica del radical chic,oggi oggettivatasi in quella classe dirigente che sorseggia champagne aspettando la rivoluzione altrui, è l’altra faccia della medaglia di quella borghesia reazionaria e miliardaria che  si presenta come il capitano del popolo degli ultimi.( Trump, Berlusconi davanti a tutti)

La questione di classe rimane.

La borghesia capitalista e imperialista difficilmente può avere un colore politico,però è anche vero che non si può generalizzare.

Il vero problema, disgustoso e offensivo per noi comuni mortali è sempre quello:ci sonio manifestazioni di privilegio da parte dei radical chic non accettabili manco dagli ultimi degli asini filantropi.

Ostentazione di ristoranti di lusso, di cravatte di lusso, di macchine di lusso, frivolezze e stupidità di vario tenore, unite sempre ad un grido di dolore per gli ultimi.

Non è vero, come sostiene Serra, che il termine radical chic lo usi solo la destra reazionaria.

Frequentando la gente comune, si accorgerebbe quanti voti ( milioni) sono stati persi a sinistra per l’atteggiamento dei guru della sinistra agiata, che hanno speculato sulla forza lavoro.

L’ideologia del superfluo, dell’armiamoci e partite, del potere a tutti i costi, ha reso il radicalismo chic e benestante di sinistra abbastanza odioso.

Soprattutto quando fa la morale al consumismo del popolo, orfano di ideologia.

I comunisti, ricchi, dovrebbero avere più rispetto del buon senso e del buon gusto, se han fatto il soldi a danno degli ultimi, se ne stiano almeno zitti.

Tanto a tavola i piatti sono sempre quelli:  i ricchi assaggiano i poveri mangiano.

Fra un ricco capitalista di sinistra e uno di destra  può darsi che il primo sia un buffone che sfrutta la rendita a danno del capitale e forza lavoro, e uno di destra che ce la mette tutta per far quadrare il bilancio fra il suo capitale e il salario dei suoi dipendenti.

Quanti radical chic ci sono nel partito comunista cinese?

Quanti in quello cubano?

In che lusso viveva Joseph Tito?

Ma questi avevano fatto rivoluzioni, avevano cambiato la storia.

Il radicalismo di oggi è solo un atteggiamento chic di chi non vuole perdere manco un pranzo di gala, senza aver fatto nessuna rivoluzione.

Peggio però dei ” socialisti dalle tasche buche” sono i servi del socialismo dal volto umano: moderato, civile,perbenista, illuminato, con il complesso di colpa della propria inutilità storica.

Si schifa la Politica del Palazzo,ma tutti ne vogliono far parte….

Si è persa la bussola a sinistra.

Parli con vecchi compagni, con operai, studenti e pastori sardi ( ci sono ancora, ma sono defilati ),e scopri che la pensiamo tutti allo stesso modo.

Alla fine andrò anche a votare, ma non so per chi.

Oppure, questa volta, non voto.

Non credo sia un problema esitesnziale e storico di grande portata

Siamo in tanti, si dice a sinistra, ma divisi su tutto, e forse è meglio così, dico io.

Come puoi immaginare una coalizione elettorale che tenga insieme PD, Liberi e uguali, Tutto il potere al popolo,i comunisti di Rizzo, la Bonino etc.?

Il partito progressista della nazione comincerebbe a dividersi su economia, scuola, ambiente, migranti,  diritti civili tutti  temi che oggi uniscono invece la destra estrema e moderata( ?), che non ha problemi in proposito: l’anticomunismo li associa da sempre.

Nonostante tutto però,  a sinistra, il distacco fra palazzo e popolo pare superato dall’offerta della soglia di sbarramento: un tre per cento fa gola a tutti,

Qualche finanziamento arriva,  puoi comprare qualche computer,  puoi fare qualche iniziativa, perchè poi….anche se prendi poco, ti puoi sempre contare.

Il palazzo d’Inverno fra 60 giorni si sdoppierà in Montecitorio e Palazzo Madama.

Costruire un contropotere forte, intransigente,radicale nelle sue strategie è solo prerogativa del papa, e di uomini di buona volontà.

Il potere nasceva dalla canna del fucile , ma per fare una rivoluzione  di palazzo sembra che basti partecipare.

Domanda: ma una sinistra antagonista cosa ci fa a Palazzo?

Non basta avere  le idee, ci vuole il numero, la pluralità dell’offerta, il mercato del programma che spazia da 2.000 euro di salario minimo all’abolizione della Legge Fornero….

Se il programma è un po’  massimalista è meglio,  c’è pure  il fascino dell’utopia.

In mancanza di idee è meglio mettersi al riparo per il futuro, crearsi un posto di lavoro, una professione politica che sia gran cassa dei bisogni dei cittadini

Non è stato così anche per alcuni guerrieri del G8 di Genova?

Non è tempo di rivoluzioni, tutti siamo stati nella nostra vita a sinistra  comunisti,  socialisti e anche socialdemocratici,.

Ma quando si tratta di dividere la torta i conti si fanno con l’algoritmo della penna del salumiere: un posto a te, un posto a me, una commissione a me, una  a te.

E’ successo anche ai soviet, e’ successo anche in Cina, è successo dappertutto. Distrutto un palazzo, se ne costruisce un altro. I giochi della politica e del potere sono sempre gli stessi.

L’unica vera responsabilità, non è quella di governare, ma quella di esserci, a fianco di chi doveva ereditare il mondo, e ha ereditato solo una presa per i fondelli.

Forse la vera utopia è lottare e vivere non per il potere,non per entrare a Palazzo, ma per andare incontro agli altri.

Senza populismi, ma con molta umiltà, determinazione e voglia di cambiare i rapporti di forza.

 

2.1.2018 ’68 – 2018:non tutta la generazione omnivora di sogni e utopie è finita nella pattumiera della storia. Gentiloni, ad esempio, è a Palazzo Chigi…

L’utopia del 68’ sembrava non finire mai.

Il prolungamento dell’età giovanile all’indefinito aveva un fascino esistenziale superiore a qualsiasi altro desiderio materiale.

Si viveva nel liquido amniotico della rivoluzione permanente, se qualcuno cominciava a pensare al futuro da un punto di vista piccolo – borghese veniva considerato un infelice.

Il Movimento era una splendida miscellanea di giovani borghesi generosi, illuminati, con futuro assicurato e di giovani piccolo –borghesi e operai che sognavano di non fare la fine dei loro padri: pochi soldi, molto monotono lavoro e tanti  sacrifici.

Finchè durava quel meraviglioso indefinito dove i contrari stabilivano una perfetta armonia tutto poteva resistere per  altri cento anni.

L’importante era che il tempo si cristallizzasse in un vitalismo rivoluzionario che non facesse pensare ad un futuro banale, da gente qualunque.

In fondo il gioco era così scontato che romperlo sembrava un delitto.

Il popolo del tirare a campare, quello che mette insieme la rata della macchina alla rata del mutuo per la casa, non è che fosse disprezzato perché  era il referente sociologico del proselitismo rivoluzionario.

Ma l’avanguardia comunista non poteva affogare la vocazione romantica dello Sturm und Drang nella quotidianità.

Per impadronirsi della storia bisognava schifare la cronaca, l’importante era che qualcuno pagasse la bolletta della luce o le vacanze al mare.

TRATTO DA ROMANZO ARMATO lulu.com

 

 

 

31.12.2017. “io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza” ( Nanni Moretti, Caro Diario), Buon anno.ciao

Nani Moretti, in Caro Diario,metteva in chiaro una cosa.

Che non è detto che la maggioranza abbia sempre ragione.

Lo diceva dal punto di vista esistenziale – politico, caratteristica del suo stile narrativo.l

Dal punto di vista democratico è auspicabile,dico io, che vincano le maggioranze, anche se Lenin non la pensava allo stesso modo.

Come insegnavano i Greci,infatti,le maggioranze sono portatrici di opinioni, di sensibilità anche basse, di luoghi comuni etc.

La cultura di massa spaventa da sempre.

Dal punto di vista individuale si direbbe che” nella mia anima,  anche un sorriso può fare rumore, ” come cantava l’Equipe 84, conferiva già senso alla questione.

La maggioranza, come ricordava Hegel, riprendendo il Faust di Goethe, disprezza scienza e ragione, finendo per sprofondare nell’Inferno.

Ma anche le minoranze, di tutti i generi, sono settarie  quando, abbracciando la  legge del cuore,( amare l’umanità), affondano nel mare della follia, ( la violenza rivoluzionaria come sacrifico connesso all’emancipazione universale, ad esempio).

Non rimane che sbirciare nell’elogio dell’introspezione, che deve scontrarsi con l’alterità nemica del mondo.

Quando E. Kant scrive  che, “bisogna  trattare gli altri non sempre come mezzo, ma anche come fine”, crea il principio che porta all’autonomia della libertà.

E’ un principio che coincide con la vera essenza del buon anno.

 

“Spengono le luci, tacciono le voci, e nel buio senti sussurrar: prego vuol votare per me? Grazie, preferisco di no”…..

La XVII legislatura apertasi il 15 marzo 2013 è formalmente finita.

Il capo dello stato Sergio Mattarella ha sciolto le camere ieri, nonostante l’appello tardivo e di facciata, di rinviare la fine della legislatura per approvare lo Ius soli

Fine delle trasmissioni con la classe politica che ha compiuto un miracolo: il massimo della disaffezione dei cittadini al voto e alla politica, la restaurazione della cultura fascista,la crisi della sinistra, quasi sparita.

La crisi economica è finita  nelle statistiche, ( non siamo più in recessione), ma sembra che gli italiani non se ne siano accorti.

E’ stato il quinquennio dove il Letta – Renzi – Gentiloni ha portato a casa i diritti civili sulle coppie di fatto e il fine vita, ha elargito 80 euro ai redditi minori, ha fatto qualcosa,  cioè troppo poco, per arginare le ingiustizie sociali, che anzi sono aumentate.

E’ stato un quinquennio dove 540 parlamentari hanno cambiato casacca, dove vi sono stati 107 voti di fiducia, ( 1 su 3),dove alla fine lo Ius soli è stato accantonato perchè mancava il numero legale, mentre il ricco dentista Calderoli, gongolava: la razza ariana non sarebbe stata contaminata.

Ora il governo Gentiloni, mai dimesso, traghetterà er popolo bue al voto di marzo.

In sintesi: i partiti  sanno che ci sarà probabilmente il nulla di fatto,( difficile raggiungere il 40% con premio di maggioranza).

I Cinque stelle, probabilmente, vinceranno il proporzionale, il centrodestra l’uninominale e la sinistra   incasserà una sonora sconfitta,

Alla fine Gentiloni, mai dimessosi, sarà ancora il premier  con il quale sarà possibile andare a consultazioni al Quirinale.

E poi magari ad un governo tecnico di grossissima coalizione.

Lo spera Berlusca, lo spera il Pd, lo sperano i Cinque stelle, che con la cultura di governo rischiano di bruciarsi, e lo spera la Lega e la Meloni che possono dichiarare al mondo che loro sono i veri patrioti italiani.

Come lo sono gli austriaci,gli ungheresi, i polacchi, gli slovacchi, e una parte dei tedeschi di destra estrema: una terra, un capo, una razza, un sangue.

Così il balletto prosegue, sperando che Draghi continui a comprare titoli di stato italiani, se no con un’altra impennata dello spread si ritornerebbe all’emergenza che poi fa  contenti  i politici che si sentono tutti salvatori della patria, con il soldi pubblici.

Guai, però a toccargli il portafoglio.

Avremo tempo di parlarne a noia e a iosa: il qualunquismo dilagante contro il Palazzo è realtà oggettiva, l’astensionismo potrebbe battere tutti i record.

La nuova sinistra di Liberi e Uguali pare senza idee,  dire che il Pd ormai è di centro, non è una novità assoluta.

Quando c’erano loro nel partito non è che la barra fosse a sinistra.

L’inverno dello scontento porterà alla primavera del voto.

Non un gran programma, ma senza voto dicunt non ci sia democrazia.

Gli eroi della solidarietà apparente a buon mercato rischiano di farti vomitare il panettone…

Dopo due giorni di suggestione natalizia la prassi della solidarietà una tantum, della classe politica autoreferenziale, che ha negato lo Ius soli, e insieme ha affossato il taglio dei vitalizzi, ci ha ricordato che, con la prossima campagna elettorale,la solidarietà con gli ultimi sarà al primo posto di tutti i programmi.

Di tutti i partiti politici.

Nessuno escluso.

La speranza sarà anche l’ultima a morire, l’economia sarà pure in ripresa, stiamo uscendo dalla crisi, ma stiamo entrando nell’età dell’odio strisciante, del rancore, della frustrazione, del piagnisteo impolitico, della malinconia del” come eravamo”.

Chi non vuole vomitare il panettone o il torrone eviti di guardare Salvini e Meloni che difendono le nostre tradizioni del Bambino Gesù.

Così come patetico e arrogante è l’esercito del politicamente corretto che contesta il Presepe perchè offenderebbe le altre religioni.

In questo gran bazar dell’ipocrisia e della viltà il salvataggio in mare di 203 migranti passa in seconda pagina.

Anche la generosità deve essere postata, elargita nella convinzione che tanto per gli ultimi c’è solo la solidarietà” animalista” ed ecologica, cioè riconoscere un essere vivente come se un uomo fosse un animale o una pianta.

Un atto di contrizione per far riposare la coscienza al poderoso banchetto delle feste.

Insomma liberi e uguali sta sulla Carta costituzionale, di cui oggi ricorre il settantesimo anniversario, nel fattuale e nell’effimero, quello che si chiama realtà, quello che siamo siamo:   pieni di paura, e bulimici di menzogne rassicuranti.  ( non solo in Italia, ovvio).

Il terzo millennio è ovviamente il secolo della più grande rivoluzione industriale della storia del genere umano.

Se già prima l’apparenza non era la realtà, oggi l’unica realtà è l’apparenza virtuale.

E ipocrisia e menzogna hanno fatto sì che il rendersi utili agli altri sia diventato non farsi i fatti propri.

 

I mercanti del tempio al Senato affondano lo Ius soli. Poi forse andranno alla Messa di Natale a pregare il Bambino Gesù…… Buon Natale e grazie per l’attenzione.

Cinque stelle( assenti,) Lega, 29 dem( assenti), Forza italia hanno di fatto affossato lo ius soli, una legge di civiltà.

L’Unicef ha dichiarato che la mossa dei nostri legislatori  è un atto di inciviltà.

I bambini e i ragazzi non italiani, ma nati in Italia, ringraziano .

Ci sentiamo la prossima settimana

23.12.2017 BABBI NATALE di tutto il mondo unitevi!( le renne facciano una coalizione)

Guai se non ci fosse un Natale del consumo, non si consumerebbe il Natale.

In questi giorni vedi ragazzotti sfrecciare su motociclette, motorini, monopattini a consegnare pacchi di Natale.

Bene, dici, qualche disgraziato ha trovato un posto di lavoro, almeno a tempo determinato.

Sono lontani, quindi, gli anni in cui si contestava alla Rinascente di Milano la società dei consumi durante i giorni delle feste natalizie.

Il consumismo ha sconfitto il comunismo di guerra, se non consumi non dai lavoro, secondo alcuni, secondo altri, manco mangi.

Ci sono anche quelli che siccome vivono nella opulenza tutto l’anno, a Natale fanno i moralisti sui consumi popolari.

Hanno scoperto quello che sta dietro Amazon o qualsiasi altra multinazionale dell’e- commerce: sfruttamento bello e buono, diremmo bestiale.

Hanno intervistato  i lavoratori che hanno fatto sciopero a Piacenza nel capannone Amazon: ritmi infernali, manco la pausa per pisciare, come fossimo Generale dietro una collina, spirito del denaro su tutto.

Non è una scoperta, nè una denuncia, questa. Anche dietro le piramidi c’era il lavoro degli schiavi e i palloni dei mondiali di calcio sono manufatti dello sfruttamento minorile ecc.

Il consumismo come ideologia natalizia significa  avere un lavoro, avere una pensione, avere cura di se stessi nel  tempo libero. Se hai queste cose puoi consumare  quel tanto che basta per salire a bordo, diventare un cittadino che può anche permettersi di pensare ai più poveri.

Tipo, “la vita è una cosa meravigliosa”  film dei fratelli Vanzina

Il sentimento di fratellanza Natalizia, crea l’ occasione per l’acquisto.

Più BENI NATALIZI, più Buon Natale,anche per chi sta non troppo bene, anzi male.

Il Natale vero,nella sua evocazione migliore, non c’è più. C’è solo consumo, con la sua melensa filosofia stracciona. Se poi è l’occasione per riposare e ritrovarsi, meglio.

Aria fritta,sì, ma almeno Babbi Natale di tutto il mondo unitevi!

Nostalgia della filosofia A COSA STAI PENSANDO?

A cosa stai pensando?

E’ la domanda che viene fatta da Facebook al cliente che si connette.

E’ una domanda che potrebbe dire già tutto della dittatura di Internet sulle menti umane.

Non lo diciamo noi, ( uso il noi, perchè spero che l’opinione sia condivisa su questo blog).

Roger Mc Namee, un guru dell’informazione via web, che ha fatto i miliardi con Facebook e Google,ha sostenuto recentemente che è in fase di pentimento.

Nel senso che si è accorto di quanto fallace sia il regno di Facebook, dove gli incontri ravvicinati del terzo tipo danno la sensazione che sia possibile uscire dalla quotidianità alienante.

Su questo discorso sono tutti d’accordo.

Ma ormai Google e Facebook sono mezzi di produzione che hanno portato il capitalismo al trionfo universale.

La “substantia di Facebook”, infatti, è lo scambio e il mercato.

Ti chiedono un Like, e di solito  non lo nego a nessuno, come forma di cortesia.

Ma più metto “like”, più aumenta l’inconsistenza del tutto.

Scrivo questo perchè, unicamente per promuovere il blog  mi sono rimesso su Facebook dopo anni.

Ritrovando volentieri persone che non vedevo da anni.

Non c’è nulla di male,  c’è anche l’Isis, Trump in persona.

E un sacco di persone che fanno del bene e dicono cose sagge: di destra, sinistra, centrocampo ecc.

Il mondo di internet  è il mondo degli abitanti del pianeta terra.

Domanda:  il mondo reale  è la copia sbiadita del web, o viceversa?

Manca la filosofia, in quel mondo web.

Anche se ci sono siti di filosofia per tutti i gusti, è assente la presenza dell’essere come definizione di senso.

Parmenide, ad esempio, sosteneva che il linguaggio “è l’essere che non è”,include infatti la contraddizione, ( se dico A nego B).

L’essere in quanto essere, invece,scevro di materia gli uomini lo chiamano Dio.

Ora se uno pensa di pensare, se la sua autocoscienza fa del sapere di sè il limite e la consapevolezza della propria finitezza, non può pensare al nulla.

Invece il vero problema dell’andare verso il nulla indifferenziato degli oggetti e dei soggetti, è la coscienza occulta di Facebook, apparentemente al servizio di tutti, realmente  solo al servizio dell’accumulazione  sistematica di denaro, a colpi di banalità di metodo.

Come ha dichiarato il guru della tastiera, pentitosi di essere un dittatore dispotico delle menti, il fine di internet è quello di cancellare la realtà per regalare felicità effimere.

Come un oppio, o qualsiasi droga dei popoli, dove basta un clic per la redenzione.

Minima moralia, su Internet la selezione ci salverà dalla barbarie.

E nella Realtà?

Buon Natale.

 

 

 

 

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