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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

27.1″Devo dirle signore… che sono ebreo, e io sono tedesco…. ed eccoci qua”… la Lista di Schindler..

Brano tratto da 1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta, vol I Pierluigi Raccagni

“Oscar Schindler conobbe Itzhak Stern dopo sole sette settimane dall’instaurazione del nuovo ordine in Polonia. E Stern aveva già conosciuto il significato degli editti restrittivi la razza ebraica, emanati da Hans Frank, governatore generale della Polonia. Stern, oltre a dichiarare le proprie origini, doveva portare il cartellino di riconoscimento della stella gialla ben visibile sul davanti”.

Le disposizioni che vietavano la preparazione di cibi ebraici trovavano Stern a disagio di fronte alla pos- sanza di Schindler; in fondo ad un polacco ebreo toccava poco più della metà della porzione che toccava ad un polacco normale, anch’egli considerato subumano.

A proposito vediamo come la Gestapo organizzò la classificazione dei subumani e degli umani in Polonia durante i primi mesi di occupazione nazista.

La prima divisione, la più naturale divisione fra gli uomini e le donne e i bambini, era fra quelli che dovevano morire e quelli che dovevano restare in vita.

gruppi razziali:

Tedeschi del Reich 2.613 calorie al giorno, etnia tedesca 2.613 calorie. Non Tedeschi, ma idonei alla germanizzazione 669 calorie al giorno, razza mista 669.

Non Ariani – Subumani: non tedeschi, non idonei alla germanizza- zione, Ebrei per discendenza, Omosessuali, Zingari, portatori di handicap, malati incurabili 184.

Ci fermiamo qui, per ora.

Durante il processo di Norimberga sarà Hans Frank a dichiarare: “Non basterà un migliaio di anni a purificare la Germania dalle sue colpe”.

Ma torniamo a Oscar Schindler.

Quando Stern lo incontrò per la prima volta dichiarò:” devo dirle signore che sono ebreo”.

“Bene, borbottò Herr Schindler.” E io sono tedesco. Ed eccoci qua”.

Oskar Schindler e Stern entrarono subito in sintonia, avevano parecchie cose in comune anche se apparentemente le distanze culturali fra i due sembravano abissali: (…) in un momento come quello, continuò Herr Schindler, per niente al mondo avrebbe voluto essere un prete, visto che la vita umana non aveva nemmeno il valore di un pacchetto di sigarette. Stern si dichiarò d’accordo, ma suggerì nello spirito della di- scussione che il riferimento fatto da Herr Schindler poteva essere riassunto in un verso talmudico, secondo il quale chi salva la vita di un solo uomo salva tutto il mondo”.

Cfr. Thomas Keneally, op. cit. pag. 37

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25.1.Crisi di governo. Nè con il governo nè con le Br ( Brigate renziane): opzione Conte ter…

Forse entro giovedì,( oppure fra poche ore) stando alle cronache, Conte si dimetterà e proverà a fare un Conte – ter allargato a tutte le componenti che ci stanno :da Italia viva ai centristi di destra moderati come ex Forzisti, Udc, et anche cani sciolti Cinque stelle espulsi per il mancato pagamento della rendicontazione, degli scontrini, delle quote etc.

Insomma un nuovo governo, un nuovo programma, nuovi ministri: una crisi pilotata che eviti le elezioni a giugno.

Tutti gli scenari sono aperti in questi frangenti.

I politici di professione dicono che non è tempo per i giochini della politica davanti ad una crisi pandemica ed economica che sta devastando l’Europa e l’Italia in particolare.( chi l’ha prodotta non si sa…)

Poi contano le possibilità di rimanere ancora a corte a 12.000 euro netti al mese, e naturalmente optano per un governo di salvezza quasi nazionale ( nè con questo Conte, nè con le brigate del fondamentalismo renziano)

La vera forza di Conte è questa

Solo che Giuseppi non vuole andare al Colle come papa e uscire da cardinale ( parole sue).

Gli stessi Cinque stelle, che attendono la relazione sulla giustizia di Bonafede, considerata giustizialista pure da Pd e Leu, sono in mezzo al guado: se non accettano il ritorno di Renzi stando con Conte a prescindere, rischiano di essere impallinati al Senato da Italia Viva ed estrema destra, Giuseppi vuole evitare proprio questo.

Ergo la salvezza nazionale e non nazionalista potrebbe andare bene a tutti, pure all’opinione pubblica.

Il” si salvi chi può”, infatti, ammissione di impotenza della classe politica, eviterebbe però il vero disastro che preoccupa gli italiani: sblocco dei licenziamenti il 30 marzo, mancata messa a punto del Recovery entro il 30 aprile, ritardo di ulteriori dei ristori, vaccini in alto mare…

Per salvare il salvabile non si può pensare ad una presa di Capitol Hill ( palazzo Chigi), modello Salvini – Meloni, trumpismo alla pummarola, nè pensare di rovesciare il tavolo truccato da parte di persone oneste e in buona fede.

Non puoi dire a uno che fa fatica a campare stiamo lavorando per te, per un nuova Italia:intanto fai la fila per mangiare.( non ci fosse il volontariato.. )

La politica della buvette è uno sfregio al buon senso, ma ora che si è in ballo tutte le soluzioni che possono evitare il punto di non ritorno di una crisi di sistema, senza una sinistra che sappia cosa fare in alternativa ( tutta ovvio), sono benvenute a breve.

Tempo per le rivolte c’è sempre, quello per le riforme mai

Intanto stasera alle 18 a Milano ci sarà una manifestazione davanti alla regione Lombardia di associazioni e sindacati contro la gestione Fontana che fin qui si è dimostrata la peggiore governance regionale d’Italia.

Eppur si muove…pure l’opposizione….

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22. 1 – Crisi della politica:”Larga la voglia, stretta la via, faccio un partito e così sia….”

The Donald prima di prendere l’elicottero che lo conduceva lontano dalla Casa Bianca ha promesso che fonderà un suo partito.

In Italia, se fallisse il piano dei volenterosi, Giuseppi ha già dichiarato che ne fonderà uno.

” I partiti sono morti”ha sintetizzato Andrea Causin ex di Forza Italia, prima di votare la fiducia al governo.

Quello che Meloni e Salvini denunciano come il mercato delle vacche ( senti chi parla) è quello della notte nera delle vacche nere ( Cfr. Hegele questo blog 2016), se si vogliono evitare elezioni a questo punto è meglio far salire sul carro l’indifferenziato del partitismo.

Cogliere il simile dal dissimile e il dissimile dal simile è opera dei perfezionisti della politica dell’antipolitica, così a spanne e con molta pancia, oppure ingenuità popolare, quello che è venuto fuori dalle due giorni di dibattito alla Camera e al Senato sulle sorti del governo è invece di una tale tristezza da sotterrare sotto una risata.

Se non fosse che la situazione è davvero tragica, la satira potrebbe consolare della finitezza della miseria dell’uomo, la nobiltà, invece non abita” nella stanza dei bottoni” (Cfr. Nenni).

Il Grande vecchio dell’antipolitica, del qualunquismo para – fascista, del ritorno del Ducismo maschilista Mister B, ne fece uno sulle macerie di Tangentopoli, fu votato dal 38 % degli italiani: oggi passa come un moderato anche per via dell’età.

Ma se la poltica è così degenerata perchè allora tutti si fanno un loro partito, partitino, listone, listino?

In questo anno di pandemia è nata Italia Viva di Renzi, Azione di Calenda, Cambiamo di Toti, forse nascerà Insieme di Conte; si potrebbe dire che la corsa al potere è stretta, ma affascinante.

Faustone Bertinotti, sempre lui, intervistato sulla crisi ha esplicitato il verbo rivoluzionario.

Ha ripreso il “Via tutti di Podemos” in Spagna, lui si è messo fra quelli che non andranno via mai, è fuori dai giochi, ma non dalla commedia…

Così c’è tutto un antagonismo “de sinistra ( Pci,Partito dei Lavoratori, Potere al popolo….) che a cento anni dalla fondazione del Pci è in cerca di un nuovo Gramsci, tutti sono liberi di farsi un partito, basta votarli o non votarli e la giostra continua.

Starsene fuori e fare politica non non si può,è passatismo novecentesco,è non prendersi le responsabilità di servire la Repubblica…..ma quante balle….

Diceva Nagel un generale tedesco dello stato maggiore nel 1941:”ciò che conta non è quello che è vero o falso, ma solo quello che viene creduto”

Dai facciamo un partitino, un partitone, una parte in commedia…

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20.1.-Al Senato il trasformismo di Conte vince ma non convince: la crisi continua, tutti al Colle….

321 voti alla Camera, 156 al Senato ( maggioranza relativa).

Giuseppe Conte ha vinto il primo tempo con Renzi ( che si è astenuto…) ma rischia di perdere la partita ai tempi supplementari dove la Var della Casellati non è prevista.

La metafora calcistica evita quella guerresca. Non c’è stata guerra di idee in Senato.

Anche se incombevano le cifre delle migliaia di morti, della crisi economica e di quelli che attendono che il governo faccia qualcosa di incisivo in questo periodo.

C’è stato un gran baccano per il mercato delle poltrone, tutti i contendenti hanno ribadito che le loro scelte sono ideali e fatte per il bene delle nazione: la retorica ha guidato i discorsi di Conte, quelli di Renzi, quelli di tutti gli schieramenti.

Il presidente del Consiglio si è dimostrato perdente dal punto di vista politico.

Il suo arroccamento in difesa di se stesso e dell’esecutivo ha avuto bisogno del voto di post democristiani ( Sandra Lonardo ), post fascisti ( Barbara Polverini), socialisti post craxiani ( Riccardo Nencini) post cinque stelle no vax con residenza su un albero ( Lello Ciampolillo) ed ex Forzisti ( Albero Causin e Maria Rosaria Rossi).

Il programma di rilancio dell’esecutivo dovrà avvenire in due settimane, Giuseppi, Franceschini, Pd e compagnia giallorossa a questo punto sono pronti a imbarcare tutti anche con mosse e trattative disperate.

Il Colle vigila senza bisogno che la Meloni, ipocrita sguaiata che salì sul carro di Scilipoti, glielo ricordi, se si procederà solo ad un rimpasto oppure ad un Conte ter lo dirà la cronaca.

Ieri al Senato il presidente del Consiglio ha palesato notevoli difficoltà, ha dovuto promettere a tutti qualcosa per non andare a casa, ma nelle commissioni senza due senatori a vita e con la maggioranza di un pugno di voti sarà il Vietnam della legislatura ( a parole perchè alcuni di Italia Viva potrebbero rientrare in qualche ministero o sottosegretariato).

Se gli stessi politici di professione non hanno capito i motivi della crisi, figuriamoci i cittadini alle prese con la croce quotidiana.

Anche se l ‘adesione all’appello della ” Rete Antifascista” per salvare il paese di Anpi, Arci, Sardine, Pd, Sinistra italiana, Cinque stelle, Cgil mette insieme il migliore dei mondi possibili come nobile e inderogabile sostegno al governo Conte.

In pratica un programma di lotta e di governo, come quando non sai più cosa fare, ma hai molto da dire.

Tutto bene pure per chi non ha occhi per piangere?

A parte che Conte chiamò il governo Trump governo del cambiamento, ricambiato da un Giuseppi da parte di the Donald ( mentre Renzi per la cronaca era ed è stimato da Obama) far passare l’attuale presidente del Consiglio come il nuovo leader di un fronte popolare è patetico e triste.

Non si dice nulla di concreto sui passi da fare per uscire dalla crisi al di là di resilienza, resistenza salute lavoro , riforme strutturali…..e il bla, bla, bla dell’ultimo lustro.( il vuoto del Recovery Plan ha fatto votare no persino la Bonino…)

Se gli occupati vivono di straordinari, o di doppi lavori quelli in cassa integrazione, se milioni di persone non sanno come sbarcare il lunario, se i rider e gli invisibili sono tra i più poveri d’Europa, la retorica della democrazia parlamentare può diventare un lusso, come il rispetto della costituzione, ( vedi gli Usa e poi muori) .

La maggioranza è tutta da verificare, ci sono troppe cose da fare : oggi il voto unanime di maggioranza e opposizione sui ristori è un atto dovuto, già deciso prima della crisi.

Renzi è uscito malconcio, ma è un perdente talentuoso e poi tutti sono d’accordo nel dire che non sono questi i problemi veri dell’Italia.

E ipocrita poi fare quelli che mentre Conte si occupa di poltrone loro si occupano del bene del paese: Salvini e Meloni hanno fatto pena oltre il limite della decenza.

Ha vinto Conte, ha perso la politica, ha vinto l’intrallazzo: succede tutti i giorni nei palazzi del potere.

Ma, per favore, non dite qualcosa di sinistra, fate almeno qualcosa di centrosinistra.

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18 .1 – Conte alla Camera chiude a Italia viva e chiede aiuto ai responsabili: al Senato, domani, ci vogliono gli sciamani …

Oggi Conte alla Camera, come era nelle previsioni, ha rilanciato in 56 minuti di discorso il suo nuovo ruolo non più di avvocato del popolo ma di vero leader politico della triade Cinque stelle, Pd e Leu.

Con un discorso alla nazione più che ai parlamentari, Giuseppe Conte detto Giuseppi dall’amico Trump,ha sottolineato la tragicità della situazione pandemica ed economica rimarcando la buona azione del governo.

Standing ovation dai banchi giallo rossi, dissensi pesanti da parte del centro destra quando Conte ha accennato alla rinascita di un progetto politico, ma anche numerico ( vedi rimpasto)

Renzi non è stato mai nominato.

Italia Viva è stata invitata a spiegare in aula le ragioni della crisi dichiarate incomprensibili.

” C’era bisogno di aprire una crisi in questo momento?, ha esplicitato Conte.

Conte è stato duro, nel senso di fermo contro i nazionalisti e sovranisti, chiamando a raccolta i costruttori e i responsabili, liberali socialisti democristiani europeisti, segno che si accinge alla conta domani al Senato.

Pugno di ferro e guanto di velluto: non c’è posto per Italia viva.

Chi si è chiesto in questi giorni il motivo per cui Renzi abbia staccato la spina forse non è venuto a capo di niente perchè è rimasto intrappolato solo dalla schema dei rapporti personali e caratteriali della contesa con il presidente del Consiglio.

Quello che è certo, però, da parte di tutti gli osservatori, è che il Recovery plan, oggetto del contendere in prima battuta, era stato partorito con tali e tante lacune che anche il Pd di Zingaretti aveva forte perplessità sul documento che doveva e dovrebbe consentire all’Italia un nuovo Risorgimento.

E infatti le osservazioni di Italia viva sono state considerate efficaci proprio da chi sulla sanità aveva messo 9 miliardi, avendome 33 a disposizione ( Mes),portandoli poi a 20

Di sicuro l’Europa ha creduto in Conte, i soldi ci sono, non si sa come distribuirli, non come spenderli.

Quindi niente di particolare a Montecitorio, se non la certezza che l’ennesimo scostamento di bilancio che permetterà gli ammortizzatori sociali per tutto il 2021 vedrà il voto unanime del parlamento.

Fare finta che la colpa della crisi sia tutta di Renzi, oppure delle inadempienze solo di Conte, è comunque ridicolo.

Pd e Cinque stelle che si erano uniti nella lotta per paura di Salvini hanno abbracciato un immobilismo sconcertante nell’azione di governo: la scuola, il lavoro, ma anche la salute nella seconda ondata non hanno trovato risposte credibili da parte dell’esecutivo.

E il dibattito non ha chiarito nulla, non c’è un piano per l’Italia, c’è un’emergenza che viene da lontano.

Più di così non si può fare?

Anche Conte ha dichiarato che il governo va migliorato.

Siamo tutti d’accordo, penso.

Credo che ogni attività umana nel regno del perfettibile possa essere migliorata, la democrazia è soprattutto coerenza e buon esempio, partendo da se stessi.

Italia viva, ora centrale nella vita politica del paese, passerà nel regno del transeunte, i danni collaterali di domani al Senato alla vita degli italiani non sono appesi ad un voto,

Intanto stasera si vota alla Camera, dove non dovrebbero esserci problemi per l’esecutivo.

Se non ci fosse stato il megalomane e furbo Renzi a mettere insieme il Conte due forse avremmo Salvini e Meloni, il doppio dei morti, Zangrillo ministro della salute, la Santachè alle pari opportunità……

Tutto questo non diventi un alibi per sotterrare la normale dialettica democratica del dissenso.

Condivisa pure da un galantuomo come il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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Se si andasse a votare l’estrema destra vincerebbe a mani basse: è per questo che il governo Conte non si tocca!?

In qualche modo ne usciremo, diamine.

Morto un papa se ne fa un altro, figuriamoci un governo in Italia ( Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte uno, due…sette esecutivi in 10 anni..)

Le crisi di governo per gli italiani sono quasi come la pizza e il mare in tempo di pre- covid, un marchio del made in Italy.

In questi giorni abbondano i parallelismi del fuoco amico, soprattutto quello esposto da Prodi verso lo sgambetto di Bertinotti nel 2008 sulla Finanziaria, con il nostro Fausto che ha ricordato al professore che era stato proprio lui a chiedere l’appoggio esterno dei comunisti dopo aver detto coi comunisti mai.

( per Bertinotti, comunque la politica con la P maiuscola è morta da quando lui è andato in pensione dorata….)

Scrivo questo perchè ogni soluzione è a portata di mano per non andare a elezioni anticipate.

Conte andrà alla conta nelle due camere fra lunedì e martedì, deve trovare dei “costruttori”, ieri detti responsabili, alias partito dei scilipoti per il senso comune ( però sentire che Mastella da Ceppaloni vuol fare il regista dei costruttori di un governo di legislatura fa ridere…).

Matteo Renzi è sì un’irresponsabile, ma non si dica e scriva che è per il suo disprezzo verso la gestione Conte e le dimissioni dei ministri di Italia viva che la barca rischia di affondare.

Conte, lo ricordiamo per far sì che il ricordo diventi memoria almeno cronachistica, fece il suo primo governo con Salvini, poi passò a Zingaretti portandosi in dote Di Maio

Adesso non può che stare con se stesso e si spiffera che, in caso di elezioni, sia pronto a fondare una sua lista chiamata ” Insieme”.

Il motivo per cui Conte, l’avvocato del popolo, è così popolare, è subito detto: è stato bravo a gestire la pandemia, ha dovuto affrontare problemi che nessun governo ha mai affrontato dal dopoguerra ad oggi.

Detto questo è molto strano che se si andasse al voto vincerebbe il centrodestra di Meloni, Salvini e Berlusconi.

Significa che l’unità di intenti di uscire da una crisi drammatica non c’è non solo fra i partiti, ma neanche fra vasti strati dell’opinione pubblica.

Ognuno fa il suo gioco, come succede nelle democrazie anche se Renzi, come scrive ” Domani”, nutre rancore per quello che hanno detto contro la sua famiglia….

Che poi la res -partes trionfi sulla res -publica è il segno dei tempi; far politica oggi vuol dire fare un lavoro ben remunerato in qualche istituzione, non certo mettersi a dare volantini solo al mercato, quello lo fanno i militanti in pensione o la manovalanza generica, magari a pagamento.

Oppure il movimento antagonista senza soldi.

Per cui si spera che Conte salvi la pelle e la triade Pd – Cinque Stelle – Leu per non trovarsi davanti ai filo trumpiani, poveri di idee se non quelle di sempre nella destra estrema, paranoica e reazionaria, che è tutta colpa dei comunisti ( quando i comunisti ufficialmente non ci sono più).

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Crisi di governo:l’ora più brutta dell’Italia delle lobbies, delle corporazioni…e degli imbecilli….

La conferenza stampa di Renzi di stasera ha aperto di fatto la crisi di governo: Teresa Bellanova, ministro dell’Agricoltura, Elena Bonetti, ministro della Famiglia e il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto in quota Italia viva si sono dimessi.

Mattero Renzi, leader del partitino ha attaccato duramente la gestione della pandemia, dell’economia, della scuola, del lavoro da parte di Conte, il resto è storia o cronaca da scrivere.

Dulcis in fundo la linea sul Recovery Fund è stata giudicata inesistente.

Se ogni popolo ha il governo che si merita, dunque, ( cfr. Nicola Morra….) questa crisi di governo è la più adeguata a sottolineare il perchè l’Italia è tutto fuorchè un paese normale.

Dopo che l’Europa ci ha concesso la bellezza di 220 miliardi di aiuti le varie lobbies e corporazioni, alla faccia del nazionalismo e patriottismo, hanno capito che il d- day della crisi del capitalismo era arrivato.

Così nel solco del politichese per palati raffinati Matteo Renzi ha fatto l’ennesimo sgambetto all’esecutivo in carica per conquistarsi la visibilità del Napoleone dei perdenti.

Non si sa cosa succederà, ma l’esecutivo, nato proprio sotto la regia renziana e grillina, di fatto non c’è più.

Sono tempi bui dappertutto, d’accordo, ma qui siamo al “se tutto va bene siamo rovinati” per citare Gigi e Andrea, comici simpaticissimi degli anni novanta.

Inutile rifare il bollettino di guerra: pandemia, crisi economica, scadenza dei licenziamenti a marzo, file per un pasto caldo di gente rovinata dalla crisi, vaccinazioni da fare al più presto, Recovery da organizzare con decreti attuativi, ci vorrebbero governi credibili e non raffazzonati.

Eppure fare il processo solo all’ego di Matteo Renzi forse è troppo riduttivo.

Il governo Conte, che ha il sostegno del 55% degli italiani che non vogliono sentire parlare di crisi ed elezioni è comunque imballato da ottobre, mese della seconda ondata di pandemia.

Nonostante il capolavoro di Giuseppi che tiene insieme un governo che va da Di Maio a Bersani…a Renzi,il mucchio selvaggio della democrazia si trova davanti a un muro invalicabile: il paese più indebitato d’Europa deve continuare a chiudere le attività per salvare vite umane, e non può fare il contrario.

L’ appello di Mattarella condiviso da tutti e già stato bruciato nel caminetto dell’inverno dello scontento, la guerra del tutto contro tutti come corso del mondo non è solo quella di Hobbes e Hegel, ma quella di Conte verso Renzi,Renzi vs. Cinque stelle,PD vs parte dei Cinque stelle; l’opposizione di estrema destra spera nelle elezioni, LEGA, FDI, Forza Italia hanno il 45% per cento dei voti.

Renzi ha ribadito che mai andrà con Salvini e ha comunque bacchettato Conte anche per la mancata disapprovazione dell’insurrezione dell’amico Trump.

Gli altri partiti non è che escano immacolati dalla kermesse politicante.

Il Pd ha mandato avanti Renzi per mettere in soggezione Conte e i Cinque stelle, i Cinque Stelle a loro volta sono spariti per paura di andare a casa, Fratelli d’Italia e la Lega fanno parte del Trump pensiero e quindi sperano solo di andare a votare come ricordato sopra.

C’è la possibilità anche di una riunione di tutti i partiti di maggioranza per rimarcare la fiducia a Conte….

Adesso vediamo: difficile che si vada a votare, più probabile un rimpastone per un Conte Ter.

Non è che andare a votare sia impossibile, è inutile.

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La scuola è l’anima della ricostruzione: vai avanti te che a me mi scappa da piangere….

Tutti a scuola in ordine sparso, ma non è solo un fatto italiano.

La seconda o terza ondata del coronavirus ha travolto la riapertura delle scuole dopo le vacanze natalizie pure in Francia, Regno unito e Germania, tanto per citare le più popolose nazioni europee.

In Italia invece abbiamo assitito al solito logoro copione di una scuola che rimane chiusa quasi da dieci mesi..

Prima delle vacanze di Natale è stato ampiamente dichiarato che la scuola sarebbe iniziata per le superiori il 7 gennaio al 50% in presenza, alternandosi con la didattica a distanza.

Il governo poi ha trovato una mediazione coi governatori delle regioni per spostare la riapertura all’11 gennaio, quando si è diffusa anche da noi la preoccupazione delle contagiosità della variante del Covid.

Per mettere in sicurezza ” i nostri ragazzi” ( non certo i banchi) ogni governo regionale, come sempre, ha fatto di testa sua nella seconda ondata della pandemia: quindi da oggi, lunedì, le classi sono chiuse in 15 regioni, gli studenti rimarranno a didattica distanziata come minimo altre settimane, se tutto va bene ( cioè sperando nello spirito santo…)

Lo sconcerto per la decisione non solo arriva dagli studenti, che con sporadiche manifestazioni, hanno sottolineato che sono stati un’altra volta presi per i fondelli.

Lo smarrimento deriva anche dal dato di fatto che alcune regioni, ( Lombardia, Sicilia, Emila – Romagna, Veneto, Calabria) da oggi sono in fascia arancione, che il numero di morti in Italia è sempre alto e che non si vede come si possa risolvere il problema della presenza fisica degli studenti in breve tempo.

I sindacati scuola sposano la didattica a distanza, i presidi che ce l’hanno messa tutta a mettere in sicurezza le aule si dichiarano impotenti, i genitori sono divisi fra chi vuole mandare i ragazzi a scuola e chi no, gli insegnanti di persona personalmente vengono tacciati di pavidità e scrivono ai giornali.

La ministra della pubblica istruzione tiene duro, ma predica nel deserto, chi l’ascolta?

Così l’autorevolezza di una istituzione dichiarata fondativa per il presente e il futuro delle giovani generazioni è un’altra volta in un mare di guai: mancanza di socializzazione, finta scuola a distanza, depressione fra giovani spaesati, si rischia di far saltare anche quest’anno scolastico.

Ma siamo ai soliti disguidi in salsa italiana.

E’ possibile che quando avviene la messa in sicurezza delle scuole non si faccia i conti coi trasporti e con la logistica, coi doppi turni, con l’autonomia scolastica e soprattutto con il sostegno doveroso agli studenti disabili di cui 271 mila non entrano a scuola dal 9 marzo.?

Ma soprattutto quello che spaventa è che con il fastidioso e odioso acronimo Dad si invita all’abbandono scolastico, si traccia il solco fra studenti che hanno il computer e il tablet e chi no: molti hanno genitori analfabeti di ritorno nelle zone più povere e depresse.

Il romantico e deamicisiano profumo di gesso delle aule scolastiche è stato sostituito da un vuoto traumatico, senza il clamore dei ragazzi, senza la loro voglia di vivere, la scuola in Dad è fatta di quiete cimiteriale, di sperimentazioni farlocche che possono solo garantire la continuità burocratica dell’ anno scolastico.

Davanti al faccione dell’insegnante che si ingegna in qualche modo a destare attenzione ragazze e ragazzi sono soli anche se circondai dai balocchi del consumismo: la protesta che si annuncia oggi da parte degli studenti è sacrosanta.

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Il Fascio – trumpismo è l’estremo rifugio delle canaglie: ma in Italia ha tanti amici fra i “patrioti”….

L’attacco armato al cuore della democrazia da parte dei patrioti di Trump (?) ,nel giorno in cui a Washington il Congresso doveva ufficializzare la nomina a presidente di Joe Biden, ha messo in chiaro quello che si sapeva da tempo: il trumpismo, nuova forma di fascismo internazionale al tempo del coronavirus, ha tanti estimatori.

Non è folclore, quindi, quello che il miliardario Donald ha seminato in questi quattro anni, ma soprattutto dopo aver perso le elezioni.

L’incitamento sistematico all’odio e alla violenza contro afroamericani e movimenti democratici e migranti, il non riconoscere la sconfitta, l’attacco organizzato dai miliziani di estrema destra alle istituzioni ( chi si scorda il tentativo di rapire la governatrice dem del Michigan prima delle elezioni di novembre?), il negazionismo del Covid sono tratti culturali dell’internazionale reazionaria e nera che ha fatto proseliti, non solo negli Usa.

E non parliamo del solito Bolsonaro, vero fascista latifondista in Brasile, dell’energumeno autocratico Orban in Ungheria, degli antiabortisti del governo polacco e dei populisti demagoghi sparsi per il globo.

Parliamo della nostra democrazia in Italia che non solo a parole ha subito attacchi maldestri, comici, pavidi ad opera di patrioti repubblichini più che repubblicani, i quali in questi anni hanno seminato odio e rancore verso la diversità, facendosi paladini, come Trump, dei bisogni del popolo ( come Mussolini e Hitler).

Se Berlusconi, Salvini, Meloni ecc hanno visto in Trump il sommo sacerdote dell’anticomunismo poco male ,la democrazia è così e va accettata.

Ma che ora nascondano la mano dopo aver tirato il sasso del complottismo, del negazionismo, del razzismo ( Mister B meno), ci dice che il patriottismo come animalesca ricerca del potere è sempre una tentazione troppo forte anche nella società italiana.

Ora a Washington per 14 giorni sarà coprifuoco, non per il Covid.

Che migliaia di manifestanti abbiano saccheggiato il Congresso senza che la polizia intervenisse in modo adeguato è poi il segno che il suprematismo bianco ha tanti fans anche fra le forze dell’ordine.

Quando sfilano gli afro – americani e gli antagonisti polizia e Fbi hanno ben altro atteggiamento.

Come succede anche in Italia quando le forze dell’ordine devono salvaguardare la sicurezza dello stato dagli estremisti rossi dei centri sociali…..

Comunque le Borse hanno già puntato su Biden, i 4 morti di Capitol Hill sono già stati ingollati dalla bulimia social.

Trump, che da uomo violento e pavido ha assicurato che tutto filerà liscio per l’insediamento del 20 gennaio alla Casa Bianca, probabilmente fonderà un partito personale ( come Mister B).

Gli Usa sono un paese diviso, violento, armato, impoverito, con un movimento di donne, intellettuali, studenti e cittadini che si batte come un leone contro una deriva antidemocratica e parafascista: ma quello che succede negli Usa, poi arriva in Europa..

Ma gli States non sono allo sbando, il Congresso ha ratificato Biden presidente, e la vita continua pure fra gli sfregi della storia.

E la guardia nazionale l’ha chiamata un repubblicano.

completamente grauito

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