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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

2 giugno- 75 anni fa nacque la Repubblica, ora e sempre antifascisti..

Il  2 giugno, festa della Repubblica, mio padre mi portava a vedere la parata militare a Milano; da piazza Firenze all’Arco della Pace.

Quando sfilavano i bersaglieri l’entusiasmo era contagioso,fra mille divisioni,comunque,era una festa popolare.

Anche se negli anni cinquanta un piccolo partito monarchico ricordava che il 2 giugno del 1946 i brogli dei repubblicani avevano mandato Umberto di Savoia, re di maggio, in esilio a Lisbona.

Oggi nessuno contesta la scelta repubblicana,ma c’è anche una nostalgia per l’opzione della Repubblica sociale italiana, quella di Mussolini dal 1943 al 1945

Inutile nasconderlo,quasi tutti i giorni il passato che non passa repubblichino torna d’attualità.

Si continua a dire che il neofascismo sia lo strumento che usa la sinistra per ricompattarsi.

Ma non si dice con forza che la repubblica della Linea Gotica era un governo fantoccio servo dei nazisti.

Almirante,ad esempio, viene celebrato con orgoglio anche oggi da nostalgie pure popolari che negano che i repubblichini collaborarono con i sacerdoti dell’Olocausto.

Chi è repubblicano dovrebbe essere anche antifascista,non è una questione marginale.( E’ stato pubblicato a proposito un intervento inedito di Norberto Bobbio per il 2 giugno 1976 su Repubblica di ieri).

La Repubblica del 2 giugno del 1946 fu fondata invece per il pane,il lavoro,la pace,la libertà.

I suoi padri erano il ghota della lotta al nazifascismo.

Se poi la storia ha vilipeso gli ideali sui quali è stata fondata, se la repubblica è diventata res – partes,se la corruzione è strutturale,non vuol dire che possiamo aver nostalgia della Repubblica criminale di Mussolini.

Almeno cosi pensavano nonni e padri che in quel 2 giugno votarono al referendum istituzionale.

Oggi niente parata militare,per fortuna, ma frecce tricolori senza assembramento.

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31.5″ Non deve più succedere”, retorica inutile: come si deve morire se si è bambini sulle spiagge della Libia?

Ad ogni morte sul lavoro,ad ogni ponte che cade,ad ogni incuria umana,ad ogni negligenza criminale due sono le frasi dell’opinione pubblica che accompagnano sgomento e dolore:”non si può morire così e “non deve più succedere”.

Sono affermazioni rituali che non hanno nessuna valenza accettabile sul piano logico e che lasciano ai parenti delle vittime la speranza che nel regno degli uomini venga fatta giustizia.

Ogni liturgia ha le sue parole, la “fatalità colpevole” è un ossimoro, l’omicidio colposo ci consegna la sicurezza che qualcosa si può fare, che si deve trovare la causa: è un atto dovuto a chi soffre.

La scienza, però, ci spiega come si muore,non perchè si muore in un dato momento.

Chi prova il dolore della perdita dei propri cari, in qualsiasi occasione apparentemente accidentale,reclama giustamente la devastante lotta per la verità terrena,

Chi invece enfatizza sui media o su Fb “il non si può morire così” e il” non deve succedere più”sa che bisogna toccare il cuore dei lettori.

Sa molto di esercizio giusto e doveroso della pietà da parte terza, unito, però,alla sottile consolazione di non essere stati fra le vittime delle tragedia da parte dei lettori.

Le morti sul lavoro, le morti accidentali in incidenti stradali, le morti in genere per futili motivi che riguardano i più giovani, sono pugni nello stomaco, vetriolo sull’anima, schegge di paura tremende che richiamano  che la morte fa parte della vita.

Non certo lo spettacolo della morte che fa tanto audience sui media può consolarci nella sua crudeltà, quelle immagini portano all’ assuefazione della morte.

Le storie dei bambini morti  sulle spiagge della Libia, ad esempio, quelli della funivia del Mottarone,  quelli ammazzati nei raid contro Gaza, quelli maciullati di sfruttamento e  guerre in ogni parte del mondo, sono lì,parlano da sole, non hanno bisogno di commenti.

Non c’è un modo di morire  se si è bambini.

Nè prima nè ora, nè mai.

Photo by Jess Vide on Pexels.com

28.5 Tragedia funivia e appalti: la banalità del male in nome del profitto…

Errare è umano, perseverare è dinamico per il profitto, e diabolico per chi subisce la violenza.

La svolta nelle indagini sulla strage della funivia Stresa – Mottarone di domenica ha portato all’arresto di tre persone: il titolare dell’impresa, il direttore dei servizi, il capotecnico, tutti reo confessi all’arma dei carabinieri.

Non sono terroristi fondamentalisti e nemmeno Padroni con P maiuscola: sono semplicemente la banalità del Male in un universo dove l’etica, il rispetto di se stesso e degli altri, si è smarrita da tempo.

Gli uomini qualunque hanno manomesso l’impianto per non fermare la funivia: pochi spicci in palio, nessun complotto milionario; non amministravano un pozzo petrolifero miliardario, una multinazionale con sede nel Dubai, cito a caso, ovvio.

Imprenditore e sottoposti in questione, che forse non hanno mai avuto in mente l’etica del capitalismo di Weber, avevano in mente un luogo comune diventata profonda verità: bisogna ripartire a far soldi, subito, costi quel che costi ( anche la vita dei bambini).

Hanno deliberatamente omesso l’impianto: stava iniziando, dopo il Covid. la stagione turistica, la funivia si era già fermata, meglio pensare in positivo, c’era anche il sole, il panorama stupendo, addirittura il figlio del titolare era salito sulla funivia il giorno prima.

A proposito di profitto in questi ultimi giorni Lega e Confindustria avevano fatto pressioni sul governo per rivedere il codice degli appalti con meno tutele per i lavoratori.

Mario Draghi ci ha messo la solita pezza intervenendo sulla clausola capestro del minor prezzo.

La sicurezza sul lavoro, lo vociano tutti, incide sui profitti : mors tua, vita mea.

Addio all’operaia Luana e alle migliaia di morti per “fatalità sul lavoro”.

Il” Giornale” di mister B ha titolato che “il governo è sotto assedio da parte dei comunisti” perché sindacati e sinistra si oppongono al piano di semplificazione sugli appalti, cioè a quella facilitazione per saltare norme burocratiche che bloccano i lavori, dicono quelli che sull’impalcatura ci mandano gli altri.

Sveltire le pratiche, combattere la burocrazia è democrazia, ma dare il via a subappalti a prezzi stracciati è da farabutti ideologicamente votati alla disgrazia sul lavoro, al primato del plusvalore sulla persona, alla guerra dei poveri contro altri poveri per un pezzo di pane.

Gli imbecilli in malafede, sempre a caccia delle streghe, che continuano a scrivere che la si mette sempre in ideologia, sono pronti nella prassi ad usare il codicillo delle varie competenze ( stato, regioni, comuni, partecipate) per giustificare la fatalità della morte: sono quelli che poi dicono “non si può morire così”.

Molti lavoratori invece che sostengono che non si può vivere sotto la spada di Damocle del lavoro a cottimo sono considerati comunisti o balordi da quelli che hanno già messo fieno in cascina sul lavoro degli altri.

La lotta di classe è diventata così uno spirito di pura sopravvivenza senza orizzonti di emancipazione.

Si sfiora l’ animalesco in questa dinamica: se denunci le malefatte perdi il posto, se taci e acconsenti, oppure collabori vai avanti ( e a volte diventi complice dello stragismo sul lavoro come nel caso di Stresa dove hanno perso la vita 14 innocenti).

Chi invece crede che ci sia un diverso modo di vivere è considerato un povero derelitto dei tempi, un francescano social.

L’umanità proletaria che guarda verso il futuro non dovrebbe aver paura di perdere la vita sul lavoro, ma i soldi sì.

E poi tutti hanno famiglia, debiti, mutui, siamo in una valle di lacrime, ma se la facevi franca potevi sguazzare in una piscina a pelo d’acqua, visto che eravamo sul lago Maggiore, per ritornare alla tragedia di Stresa.

Non c’è altro da aggiungere, (sul dolore si lucra troppo), se non il cordoglio sincero per tutte le vittime sacrificate sull’altare del profitto.

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Può un partito amico di una” legione nazifascista” governare la Repubblica nata dalla Resistenza?

La notizia è stata quasi ignorata dalle TV, oppure smistata fra un servizio e l’altro sulle prossime vacanze e la fine del campionato.

Non fosse stato per Domani o il Manifesto o siti antifascisti dei social la notizia non sarebbe stata mai annunciata.

Parliamo dell’inchiesta della magistratura su” l’Ultima legione”, partito regolarmente  autorizzato di fascisti usciti da Forza Nuova, ospitati pure in un un gazebo di Fdl il 24 aprile di quest’anno.

“Elimina l’ebreo” il loro motto, schifare i migranti la loro aspirazione ideale.

Non sono neo nazisti esogeni: il gruppo è nato a Milano, i legionari, come già scritto, sono sostenitori di Fratelli d’Italia che li hanno pure invitati a più di una loro  manifestazione ufficiale.

La magistratura li sta indagando per istigazione all’odio razziale e finalità antidemocratiche proprie del partito fascista.

L’indagine ha visto la perquisizione di 25 militanti in 18 province , non tanti quindi.

Si può dire che di gruppi come questo c’è ne sono a migliaia in Italia e in Europa.

Questo non cambia il fatto che Fdl della Meloni, con loro intrattenga rapporti culturali edificanti, come  riportato ampiamente dal quotidiano “Domani” in prima pagina.

Si parla di tavole rotonde organizzate contro la migrazione, non solo clandestina, ma contro gli stranieri in generale  in sincronia con il razzismo nazista, più che fascista.

E poi c’è il fatto non secondario, anzi primario, che Fdl si presta a diventare forza di governo con il plauso di milioni di italiani.

Se la Lega di Salvini nella sua ottusa discriminazione razziale è ormai entrata nel sentire comune di tanti italiani, la posizione dei “camerati che sbagliano” de “l’ultima legione” è la quintessenza del male assoluto.

Non solo è negazionista dell’Olocausto, ma incita ad una nuova caccia allo straniero di marchio biologico razziale.

Che i Fratelli d’Italia della Meloni siano fascisti, lo sanno tutti, sono i nipotini del Msi, esteticamente modificati dal sovranismo buono per tutte le pagliacciate anti europeiste.

Si credeva che avessero preso la strada del conservatorismo, di destra, non del sodalizio con i nazi.

Ma sembra che agli italiani che si prestano a portare la Meloni all’egemonia sul centrodestra, questo non interessi.

Naturalmente Fdl si riserva di giurare sulla Costituzione Repubblicana antifascista..

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24.5 No alla tassa di successione per i super-ricchi: l’Italia non sarà mai un paese borghese normale..

La proposta di Enrico Letta, giusta e sacrosanta, e di sinistra ,di tassare la successione dei patrimoni dai cinque milioni con aliquote progressive, è stata cassata da Mario Draghi con un’ affermazione populista, non degna del suo carisma da statista.

Draghi ha dichiarato che non è ora di far pagare le tasse, ma di dare soldi ai cittadini .

Una barzelletta, quella comunità di fortunati, ( in Francia questa tassa si chiama tassa sulla fortuna e porta 14 miliardi allo stato contro gli 800 di casa nostra), dovrebbe mettere mani al portafoglio per aiutare giovani in difficoltà post Covid nello studio e nel lavoro ( non si dice che sono proprio i giovani ad essere stati massacrati dalla crisi?)

Se le tasse devono essere pagate da tutti,non si vede perché l’1 per cento della popolazione abbiente non dovrebbe pagare la tassa di successione su rendite milionarie.

A parte le dichiarazioni del solito luminare della carta stampata, Marcello Sorgi, che candidamente in TV ha dichiarato che, insomma, “tutti abbiamo vissuto in case da un milione di euro”, ( vero insulto ai cittadini non milionari), il messaggio che ne deriva è quello che la lotta alla disuguaglianza è uno spot retorico elettorale che non porterà a nulla.

Massimo Cacciari ha ragione quando sostiene che se ci fermiamo sulla liceità della tassa di successione, aspettarsi una riforma fiscale da parte del governo è pura utopia.

Anche perché la tassa di successione sui grandi patrimoni sarebbe vista come un eterna malattia mortale: l’esproprio dei comunisti della rendita accumulata dagli onesti che già pagano le più alte aliquote del mondo.

Per la cronaca: Mister B la tolse, in pieno conflitto di interessi, come primo provvedimento liberale del suo governo nel 2001.

Comunque se un benestante,nella riscossione della successione, deve lasciare 100 mila euro su 10 milioni di eredità, certamente non va in rovina.

E non si venga a parlare di invidia sociale che vuole che anche i ricchi piangano,please.

La pubblica opinione di estrema destra si vede da che parte sta.

Ma per me/ noi non una novità, quando mai i reazionari sono stati contro la disuguaglianza? ( il fascismo è nato sulla disuguaglianza dixit Gianfranco Fini…)

A parole l’enfasi sull’uguaglianza batte nel cielo della nostra patria, finché non tocchi la rendita plurimilionaria.

Per la cronaca: sinistra italiana di Fratoianni si è schierata con Letta e anche i Cinque Stelle.

La proposta, perché non rimanga una bandierina contro l’ingiustizia sociale facile da sventolare solo in Parlamento,avrebbe bisogno di una prassi sui tempi lunghi,ma questo è un altro discorso.

Il postulato che sentenzia che nella vita solo due cose sono sicure,la morte e le tasse, è da rivedere.

Non si spiega infatti perché la corsa a diventare il più ricco del cimitero non si fermi mai.

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21.5 Minima immoralia- Il centro di gravità permanente, è forse la coerenza?

La prendo da lontano.

Patire e soffrire per cause perse, come ad esempio il socialismo di Marx ,oppure battersi per sistemi almeno decisamente democratici (quelli che praticano l’accoglienza) è universalmente riconosciuto atteggiamento passatista, ottocentesco, nostalgico, vetero comunista anarchico -buonista radical chic,poco realistico…

E chi ha saputo cambiare idea su questi valori,senza cambiare se stesso, è senz’altro più furbo di chi vi scrive, non lo metto in dubbio.

L’incertezza che perseguita l’universo è che tutti esigono coerenza dall’altro,negandola a se stessi.

Che non è quella di Hitler nel bunker di Berlino, o quella di Goebbels che avvelena la famiglia,perché non viva nell’inferno giudeo comunista.

La coerenza per me, ma non solo secondo me, è il rispetto verso se stessi: quello che pretendi dagli altri lo devi pretendere da te stesso.

In politica, la coerenza non sempre paga.

Allora cerca scorciatoie salutari al proprio mezzo di sostentamento ,mentendo spesso,con artificio parolaio, sulle proprie scelte.

La povera Patria di cui cantava Franco Battiato quella” schiacciata dagli abusi del potere/ di gente infame, che non sa che cos’è il pudore”, ad esempio, sembra non essere mai esistita.

Eppure la canzone fu scritta in tempi in cui doveva aprirsi la stagione dello stragismo mafioso e poi quella di Tagentopoli in cui gli uomini e le donne dell’impegno erano già stati reclutati fra gli apostoli del potere e del consumo senza pudore.

Post mortem, in questi giorni il geniale Battiato ( con Re nudo organizzammo il concerto Battiato Pollution nei primi anni settanta) è stato strumentalizzato in sede politica come fosse un modo per ottenere una patente di raffinato intellettualismo, da chi forse manco lo aveva mai sentito.

E sì che l’anti – intellettualismo è la caratteristica saliente dei nostri tempi.

L’analisi non è molto apprezzata, si mira allo schematismo dei social dove basta un niente per prendersi odio per affermazioni ritenute poco coerenti.

Senza addentrarsi nella raffinata e insieme popolare musica di Battiato si direbbe che la filosofia in questo caso sgombra il campo da qualsiasi idiota che conservi di Battiato la memoria di una recita partigiana della vita.

Battiato non era di destra, ma non sopportava i servizi d’ordine dell’ultrasinistra: in questo senso era pasoliniano,metafisico, metastorico, o troppo storicista.

Era coerente?

Aveva trovato un centro di gravità permanente.

La solitudine vera e geniale dell’arte di Battiato era al di là dell’appartenenza paranoica ad un’ideologia.

“Non siamo mai nati e non siamo mai morti”richiama Parmenide di Elea e le filosofie orientali.

Tutto è eterno, tutto vive e vivrà per sempre, soprattutto nella musica, soprattutto nella rilevanza di una vita autentica perchè votata all’essere per sempre.

Anti materialismo storico, fortunatamente amato anche a gauche.

Bene,nel giro di pochi giorni quello che era un genio un po’ “pazzariello” è diventato un mito per tutti:, anche per quelli che in questi anni hanno messo profitti e denari al primo posto.

Nel novero delle porcherie incoerenti c’è sempre, per stare a facili esempi, il ritorno del vitalizio a Formigoni da parte di Forza Italia e Lega, mentre il mondo dei deserti e della sabbie medio – orientali ritorna alla moda nel frangente di un brano dedicato alla odissea del Maestro verso la verità.

E’ la nuova diligenza dei vincitori questa.

Sono tutti Battiato, l’ incoerenza suona la sinfonia della consolazione filistea.

Si canta meglio sul carro del vincitore, lasciando la coerenza allo spartito dei perdenti.

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19.5 – Nei sondaggi il Pd sta sotto Fdi, i nipotini di Almirante: la sinistra se ne faccia una ragione….

Magari la prossima settimana la doxa, sempre opinione e quindi sempre variabile, riporterà il PD di Letta sopra i Fdi della Meloni nelle intenzioni di voto degli italiani, qualche decimale dello 0,5 dividono il partito di Letta da quello della Meloni. ( 19 % per entrambi e decimali di differenza).

E quindi tanto fumo e niente arrosto, tanto rumore per nulla.

Ma che in quattro anni il partito della estrema destra sociale, con un’identità forte anche sui territori, stia egemonizzando il variegato universo della destra può dire anche tante cose, sgradevoli per i democratici e la sinistra.

La prima è che il paese continua ad andare a destra, altro che pessimismo e ottimismo etc.

Il Covid e la crisi economica, dove la destra prima ha giocato il ruolo del no mask, no wax, e dopo Trump e la sua sconfitta si è messa nell’ordine europeo dei vaccini subito,non hanno alterato i rapporti di forza fra destra e sinistra a favore della prima.

La seconda è che lo sfaldamento dei Cinque Stelle, a sinistra non ha portato nulla, o quasi.

Quel 16 % e passa rimasto nello sgangherato calderone Beppe Grillo – Giuseppi Conte, diciamo che, soprattutto sui diritti civili, ha senz’ altro pulsioni progressiste.

Anche se, sui migranti, ad esempio, ha dovuto però cambiare verso, se vuol fare un’ alleanza almeno etica con il Pd a breve per le amministrative.( al ballottaggio…)

Quelli in fuga nel parlamento sono andati in gruppi misti con vocazione non certo di sinistra.

Nei sondaggi il popolo Cinque Stelle, dicunt vada verso la Meloni, certamente più coerente e meno ruffiana nel rapporto con il governo Draghi della Lega che è al governo e all’opposizione in modo surreale: si intesta tutti gli obiettivi raggiunti dal governo Draghi, poi li rinnega cercando consensi fra il popolo della destra che guarda all’opposizione della Meloni,( il famoso derby lego – fascista)

La Giorgia in questi anni ha studiato, si è evoluta, ha nel suo staff un intellettuale come Crosetto, evita le battute contro le zecche comuniste, anche se non si alza in piedi quando Liliana Segre entra in Senato.

Quella ragazza militante della sezione missina di Colle Oppio definita con cattivo gusto et mala educazione, buzzurra, pescivendola, coatta etc si è presa un rivincita mica da ridere.

Oggi frequenta i salotti buoni dell’Annunziata, della Gruber, concede interviste al Corriere della Sera, si autocandida come un Evita Peron de “noantri”: pensare che alle ultime elezioni prese manco il 5% dei voti.

Qui la sinistra mostra la sua colpevole immobilità, la sua incapacità di andare oltre al tirare a campare, il poco smalto che ha perso verso le nuove generazioni, la sua inconsistenza nell’affrontare sul piano politico la destra che complessivamente ha il 47% dei voti nei sondaggi. ( compresa Fi).

Non è sempre colpa della sinistra, se la destra funziona, certo.

Ma se il nulla teorico-pratico del PD si prolunga nel tempo come una una maledizione, qualcosa vuol dire.

La pubblica opinione sembra stanca del Salvini del Papeete, ma anche di una sinistra istituzionale di gente per bene che parla allo specchio della propria storia per non sentirsi inadeguata al compito di rappresentare le masse della disuguaglianza.

Dopo lo scossone di Renzi, da destra d’accordo, ma comunque attivo nel considerare la modernità come morte delle ideologie, il Pd di Letta ha continuato nella parvenza di un orizzonte ideologico liberal – democratico, manco socialdemocratico.

Perchè è liberale, è per lo Ius solis, per la legge Zan, ma poi si ferma sempre nella prassi dove invece è timoroso di smuovere equilibri di potere consolidati da decenni sia nelle istituzioni, sia nella società civile.

Insomma nel Pd Gramsci e Berlinguer sono nell’Olimpo degli dei.

Mentre Mussolini e Almirante lottano insieme alla Meloni in Fdi.

E gli italiani potrebbero pure premiare una donna, anticomunista e di estrema destra,che ha deciso cosa fare nella vita.

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17.5 filosofia – Dio è morto nei campi di sterminio,nei campi profughi palestinesi, ma non risorge nella follia dei fondamentalismi…

Il massacro di Gaza da parte dell’esercito israeliano, il lancio di razzi su Tel Aviv vedono contrapposti due stati, quello Palestinese e quello Israeliano, che ogni volta che si massacrano hanno bisogno del supporto mitologico della loro missione in Terra Santa, nel nome di un Dio metafisico che immetta odio nel Corano e nella Bibbia.

Scrivere sulla tragedia palestinese – israeliana, quando questi popoli sono passati dalla storia di olocausti ed usurpazioni apocalittiche nel secolo scorso, non è come analizzare lo scontro fra due ideologie, fra due nazioni, fra due fazioni.

I razzi di Hamas su Tel Aviv, le fionde dei ragazzi palestinesi contro i tank israeliani, le donne e i bambini morti nei raid omicidi israeliani su Gaza, paiono la contrapposizione biblica e coranica fra chi crede che il proprio Dio e la propria fede vogliano dire l’annientamento dell’altra umanità con la quale convivi, colpevole di non avere il tuo stesso sentimento religioso.

I sacerdoti del nichilismo in questi casi usano i fondamenti della religione per cogliere il sangue sacro della verità, oltre il mondo materiale.

La pioggia di missili e di bombe solca i cieli dei luoghi santi e della città sante, quelle che a catechismo, nell’Occidente cristiano, diventavano nomi familiari dopo che il sacerdote ti aveva parlato della Galilea, della Samaria, della Giudea, del Lago di Tiberiade, di Gerusalemme e della Buona Novella come il sorgere della speranza cristiana dell’amore e del perdono.

Vittime e carnefici, banalità e sentimentalismi diventano sentimenti totemici della moderazione che comunque non tralascia tifo da stadio per lo spettacolo della guerra in Tv

Chi tifa per la distruzione dello stato d’Israele o della Palestina ogni volta finge che esista una soluzione definitiva o finale della contrapposizione: ma in fondo vuole che l’altro viva nel terrore,nella privazione,nella discriminazione.

Chi erroneamente crede che la religione sia solo il rifugio oppiaceo dell’alienazione sulle pelle di un pezzo di umanità che dal 1948, anno di fondazione dello stato d’Israele con la sottrazione della terra alla Palestina, (liquidando la morte di Dio niciana come l’avvento di un superuomo che non abbia bisogno di un Dio,) è forse un illuso.

La paura del nulla, l’angoscia che in qualche modo saremo sempre presenti a noi stessi, anche se dannati, porta ai fondamentalismi religiosi… ideologici, politici.

In questi giorni a Ramallah e nella West Bank i palestinesi si sono radunati in occasione della ricorrenza della ” Nakba”( Catastrofe) che richiama l’esodo di 700.000 palestinesi costretti a lasciare le loro case dopo la prima guerra fra arabi e israeliani nel 1948.

Chi può dar loro torto?

Terra e sangue, religione e morte, il fondamentalismo sionista che fa comodo all’unità nazionale di Netanyahu, il fondamentalismo di Hamas che ha bisogno del martirio per essere credibile nell’Apocalisse dell’odio

Paradossale che il “lui”, l’ebreo, diventi il ” lui”, palestinese sulla pianata delle Moschee, una terra di culto, dove inizia, guarda caso, qualsiasi intifada o guerra nel nome di un Dio che abbia la faccia crudele della vendetta, dell’odio, della sopraffazione.

Rimanere alla cronaca, d’accordo, non azzardare ipotesi blasfeme, invocare l’intervento del consiglio di sicurezza dell’Onu, comprendere che la memoria dei popoli poggia su milioni di morti sono le cose da fare subito per gli uomini di buona volontà.

Ma come scrive Efgar Keret, autore e regista israeliano ” sarà tutto ok ..fino al prossimo conflitto”.

La constatazione della morte di Dio si attua nell’intolleranza religiosa, nel nazionalismo accattone del volkish populista: in fondo i fondamentalismi sono tutti alla ricerca di un Reich millenario.

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14.5 Ritornano gli sbarchi di chi fugge dalla miseria:pensarla in modo solidale minaccia la patria..

Adesso sì che la situazione volge al meglio per l’estrema destra italiana: la questione più divisiva d’Europa potrebbe portare anche ad una crisi di governo, a tutto vantaggio delle forze che si riconoscono nei porti chiusi di Salvini – Meloni.

La notizia che 70.000 disperati sono spiaggiati sul litorale libico in attesa di barche, barchini e barconi per arrivare in Italia è una manna soprattutto per Salvini.

Mentre il coprifuoco fra mille dubbi sarà spostato alle 23, oggettivando il movimento reale che dilegua la cena nell’apericena della movida, mentre Bruxelles fa capire che se l’Italia è in prima linea è opera dello Spirito santo e della natura matrigna del Mare Mostrum, gli habituè del blocco navale, i tifosi dei taxi del mare, stanno già oliando i loro mitra metaforici per sparare sul buonismo della sinistra, dei preti dell’8 per mille,e sulle Ong delle zecche comuniste.

I trafficanti si sono riorganizzati e sono pronti al business mafioso.

Stupri e violenze di vario genere nei lager libici fanno solo da sponda ai vari Recovery: chi ha la forza o la voglia di occuparsi di” razze esogene” di un altro continente?

Il presidente del Consiglio Draghi, si recherà a Bruxelles per trattare i ricollocamenti: intanto Lamorgese,ministro dell’interno, tenta di coinvolgere Francia, Portogallo, Spagna e Romania nell’immediato.

Finora la Ue ha risposto picche, come sempre.

Il non detto all’Italia può essere catalogato come diplomazia da bar: beccatevi i sodi dei Recovery e tenetevi i migranti!

Il sindaco di Lampedusa è giustamente disperato, anche se ieri i centri di accoglienza dell’isola sono stati decongestionati con lo spostamento di migranti in Puglia ( 200 minorenni), altri 600 sono stati portati sulle navi in quarantena.

In un’intervista il primo cittadino dell’isola ha dichiarato che ancora una volta i partiti se ne sono infischiati sperando che la questione immigrazione, con la circolazione del Covid, passasse in cavalleria, adesso siamo al solito S.O S da affondamento del Titanic – Lampedusa.

La questione non è se a Salvini o Meloni interessi la vita dei disperati.

La questione è che se il Covid ha aumentato le disuguaglianze in Italia, figurati nel mondo della guerra e della violenza quotidiana su donne e bambini: difficile ragionare sulla legittimità dei confini nazionali quando muori tutti i giorni.

L’Italia in fondo in questo momento è l’unica nazione a proporre corridoi umanitari,pronto intervento di salvataggio,hotspot sanitari e cura dei migranti, ricollocazione volontaria per chi vuole andare in altra parte d’ Europa.

La dottrina Minniti e poi Salvini lascia spazio ai trafficanti travestiti da guardia libica e viceversa e funziona a scapito di chi fugge dalla miseria.

Salvare chi affoga in mare c’entra poco con i protocolli delle cancellerie, quei pezzi di carta vengono dopo la vita degli esseri umani: lo ha indirettamente sottolineato pure Draghi nel suo intervento in parlamento.

A forza di ripetere le stesse cose viene il mal di gola: lasciate la libertà di soccorso a quegli italiani che non la pensano come Salvini e Meloni ( sono una minoranza però e in Europa forse è peggio…)

La sinistra parlamentare che pensa alle riaperture post Covid, non abbia paura di perdere voti riaprendo l’accoglienza.

Aiutati, che Dio ti aiuta.

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