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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

15.10 Oggi proteste no pass,domani a Roma saremo tutti antifascisti!? Magari lo vedremo lunedì…

Il primo giorno di green pass esteso a tutti i lavoratori sta palesando problemi che vanno oltre la dialettica vaccino – tamponi.

I disagi di queste ore in varie parti d’Italia per gli scioperi contro il Green pass esteso al mondo del lavoro raccontano un malessere diffuso,schizofrenia politica,fragilità psicologica dopo la pandemia,scollamento fra politica e cittadini, già evidenziato con l’astensionismo nelle amministrative.

Anche se la insurrezione generale contro il Green pass e il clima da guerra civile sono esagerazioni da mercato editoriale.

Domani a Roma con la manifestazione nazionale indetta da Cgil,CISL,Uil si spera di unire mondo del lavoro e antifascismo.

Iniziato il tutto con l’eversione fascista di Roma di sabato,proseguita poi con il via libera al Green pass di oggi con il corollario di proteste di portuali di Trieste e Genova alla vigilia del secondo turno delle amministrative,domani com’è giusto l’antifascismo della costituzione prevarrà su tutte le posizioni ambigue,ipocrite,fasciste del generone reazionario.

Fdi e Lega dopo aver spacciato psico fascismo per anni contro migranti,minoranze,donne etc in settimana hanno dovuto prendere qualche distanza da Forza Nuova e simili.

Ma hanno abbaiato contro il totalitarismo comunista dei centri sociali

Meloni, parlando di strategia della tensione per i fatti di Roma,ha materializzato la malafede del suo operato.

Nella strategia della tensione erano gli stragisti fascisti – mafiosi in combutta con apparati dello stato a voler fermare operai e studenti dopo l’autunno caldo.

Sanno che la loro storia li condanna all’inferno della ragione.

I No vax che a Roma hanno lasciato la piazza alla suburra fascista hanno aperto oggettivamente la strada alla ennesima rappresentazione di una controrivoluzione plebea fascista

Ma i green pass dello sciopero di oggi non sono tutti nemici della democrazia:rifiutano controlli informatici nel mondo del lavoro,intendono rilanciare le lotte su sicurezza occupazione,salari etc.

Se contro il neoliberismo capitalista che partorisce una società globale e massificata,occorre mobilitare i ribelli patrioti,Meloni in questo è ultrafascista,questo non vuol dire che non ci siano condizioni di profondo malessere per un sistema capitalistico in crisi in tutta Europa.

Il Qanon e il no vax complottista made nel trumpismo Usa vogliono prendersi la piazza,ma omologare i no green pass del movimento ai nazi fascisti è quello che tentano di fare i cultori degli opposti estremismi.

In Italia,dove esiste una categoria sterminata di reazionari parafascisti anticomunisti che, come ricordato mille volte,ha la sua ragione d’essere nella storia centenaria del paese fatta di omertà verso il passato del Pnf e Msi, la narrazione criminale di un fascismo al servizio del popolo non è mai morta.

Solo che l’opzione repubblichina, più che repubblicana, è stata rilanciata recentemente pure dalla mancanza di una sinistra che sappia condividere gli affanni sociali di una parte della popolazione (lo dicono da anni pure alcuni esponenti della stessa Cgil e PD….)

Si spera,invece,che il sindacato
confederale ascolterà la richiesta di lotta alle disuguaglianze che viene anche dallo sciopero di Cub,Cobas,USB di pochi giorni fa.

Sentir parlare negli stessi giorni di libertà e lavoro dagli orfani di Brigate Nere,SS,Nar anni settanta è vomitevole

Ma è il prezzo che stai pagando anche per non esserti occupato dei non garantiti e degli emarginati dalla pandemia.

Da qui il caos di oggi difficile da analizzare.

Finché esisterà il capitalismo straccione del malaffare,evasione fiscale,una burocrazia al servizio del privilegio di classe,una mafia ricollocata nei posti che contano in Italia esisterà il fascismo.

Da lunedì dopo i ballottaggi vedremo come sarà la coscienza infelice degli italiani di Torino e Roma.

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Si

13,14.10- Ci fosse stata la sinistra antagonista a Roma ci sarebbe scappato il morto ( e la messa fuorilegge)

È un pensiero che non si riesce a fermare quello che faceva dire a Giulio Andreotti ” a pensare male si fa peccato ma a volte ci si azzecca”.

Guardando con attenzione le immagini degli scontri di Roma ti accorgi che le forze dell’ordine davanti alla sede della Cgil non solo erano isolate,ma sono state ridicolizzate dai fascisti.

È bastato che due o tre agenti fossero malmenati, perché la marea dei truculenti cominciasse la devastazione di un luogo simbolo delle istituzioni.

La tranquillità con cui i fascisti si aggiravano all’interno della Cgil devastandola e il fatto che la Questura non abbia mosso i propri agenti a difendere il sindacato,ha fatto pensare all’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio da parte dei Trump fascisti.

In quel contesto a rimettere le cose a posto era dovuta intervenire l’ Fbi,tanto precarie erano le volontà di difendere le istituzioni da parte della security interna….

Troppa indulgenza ,dunque,verso l’eversione di destra,da parte di chi a norma doveva prevenire e reprimere.

In altri termini:per fortuna a Roma nessuno si è fatto seriamente male,anche grazie alla professionalità della polizia ,come ha dichiarato il ministro degli interni.

Non succede così, però,quando addosso ai ragazzi preposti all’ordine pubblico non vengono scagliate aste di bandiere con il tricolore,ma bandiere rosse magari con falce e martello, oppure con simboli dell’anarchia.

Sarà certamente un caso,ma brutali cariche spaccatesta si vedono solo, diciamo, contro il comunistume anarchico che basta accenda un fumogeno per venire liquidato come epigone delle bierre,autonomia,black bloc etc.

La polizia fa il suo lavoro,ma il furore contro i manifestanti neri in cinquant’anni l’ho visto poco.

Sarà che alla scuola Diaz nel 2001 i servizi avevano segnalato pericolosi sovversivi internazionali,ma alla presenza “der Pantera” dei Nar, sabato non ci aveva pensato nessuno.

(Lo dicono pure Salvini e Meloni e giornalismo reazionario agitando lo spauracchio dei servizi segreti…incredibilmente contro l’estrema destra).

Ma la questione ha la sua storia.

Sarà che parecchi ragazzi delle forze dell’ordine hanno simpatie di destra, sarà che gli unici comunisti buoni sono quelli morti,ma va così addirittura da quando i fascisti assalivano le Camere del lavoro negli anni venti in Italia e le camicie brune ammazzavano gli ebrei in Germania negli anni trenta.

Oppure come negli Stati Uniti quando i neri venivano trucidati nell’indifferenza dello sceriffo ( cfr La Caccia con Marlon Brando),tanto per rimandare all’immaginario collettivo.

E poi per fare il carabiniere in Italia non solo dovevi essere incensurato,ovvio,ma dovevi mostrare che non avevi nonni.bisnonni o trisnonni iscritti al partito socialista e comunista.

Quando risuona l’inno di Mameli negli stadi il braccio teso del saluto fascista sembra accarezzare la bandiera italiana.

Per i giornalisti reazionari gli antagonisti sono appunto terroristi in itinere, i centri sociali sono comunisti sanguinari da mettere fuorilegge come suggeriscono Meloni,Salvini, e mister B.

Fate voi,ragazzi

Le mie sono congetture,pensate da centinaia di migliaia, se non milioni di persone.

Sono un peccatore antifascista da sempre.

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10./11/.10 – Gli squadristi fascisti e i camerati modello Fanpage stanno nella latrina del male assoluto..

Forza Nuova attacca la sede della Cgil sotto copertura green,ma questo è tipico dello squadrismo che impazza da anni nelle piazze della capitale.

Castellino e Fiore,ras e fasci da combattimento in galera.almeno si spera.

Ma il clou del sabato fascista si è aperto con lo spettacolo del nazifascismo.

A rivedere alcune immagini del video di Fanpage su Fidanza( Fdi),Bastoni( lega lealtà azione),barone nero Lavarini,Borghezio, terza posizione e camerati vari ti senti sporcato dalla banalità del male oltre la cronaca.

Lo stesso Crosetto,fondatore di Fdi,ha definito la pagliacciata del nazifascismo “schifosa”.

La loro vigliacca malvagità,i loro sieg heil da ubriachi di negazionismo, hanno palesato però la malattia mortale del fascismo: essere la negazione del bene in funzione del male.

Anche se gli utili idioti ( definizione della Meloni) si dilettano a fare i nazi goliardici,i golpisti da pandemia,gli evasori fiscali lo fanno davvero,l’immagine che ne deriva è quella di una latrina della storia, dove Hitler,Mussolini e il male assoluto sono al confronto forze demoniache autentiche.

Tutti li condannano per il loro nazifascismo,Meloni pure,ma in pochi ricordano che il fascismo medio italiota nel suo dna usa lo stesso lessico di scherno contro ebrei,neri,e sinistra in generale da generazioni di fascisti.

Così per fare il superuomo contro i deboli,per servire da sempre l’arroganza dei pre – potenti.

Per questo i camerati che si esaltano con X Mas e SS sono prototipi di una cultura che se anche Gianfranco Fini definì Male Assoluto,oggi non è altro che vomito di odio, banalità e menzogna nel rivendicare o rinnegare se stessi.

Non meritano tanta grandezza maligna,non generano tragedie,ballano sopra le macerie dell’Olocausto calpestando con la loro volgarità qualsiasi speranza in un bene futuro.

Vengono sminuiti nella loro sozzura storica dalla pubblica opinione di destra e reazionaria,che è così anticomunista da aver rimosso che i fascisti anche dal 1945 sono sempre stati in guerra contro la democrazia raggiunta grazie a liberali, cattolici, socialisti, ma soprattutto comunisti partigiani in armi.

Pensare che la Resistenza ha dato la libertà politica a certi individui mette in dubbio l’armonia della filosofia della storia: se tutto ciò che è reale è razionale,la cacofonia degli epigoni del nazismo e’ un atto di oscenità esistenziale,una macabra orgia di crudeltà storica.

Dietro i muri ci sono i migranti,sopra i muri le scimmie deformi del Terzo Reich.

E tornando a quello che è successo a Roma e ‘evidente che i nazi fascisti organizzati di Forza Nuova fanno di Fdi e Lega i santi patroni della Costituzione..

I militanti del fascismo modello KKK,hanno sempre avuto grande agibilità politica insieme a Casa Pound e varie sigle.

Sono anni che agiscono alla luce del sole,sono anni che Libero,Giornale, Verità li denunciano a denti stretti.

Tutto già visto.

Una volta si gridava Msi fuorilegge,a morte la DC che lo protegge

Ora chi protegge Forza Nuova e camerati giura sulla Costituzione.

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8.10 Draghi superstar liberale garante della ripresa: all’establishment conviene…e a noi?

Salvini è in affanno,si inventa una patrimoniale immanente,abbaia alla luna con frustrazione,non basta la guerra vs i migranti e le zecche comuniste per prendere voti.

Come si può scordare che il povero Salvini ai tempi del Papeete era chiamato il Capitano?

Conte,che ci mette il massimo impegno a spostare il M5S definitivamente quasi a sinistra ha però un problema: rischia l’irrilevanza politica alle prossime elezioni.

Come si fa a dimenticare che Conte nei suoi due mandati aveva la compiacenza di milioni di italiani entusiasti di un De Gasperi del terzo millennio?( quello del secolo scorso era mister B).

E Renzi non era forse la reincarnazione toscana di Tony Blair?

Oggi si destreggia al 2 per cento,se non va con Calenda e qualche forzista rischia di cambiare mestiere…( e infatti gira il Medio Oriente proponendosi come conferenziere..)

Beppe Grillo, poi, era diventato il comico più preparato della terra dal punto di vista politico,oggi non comanda che il suo rancore fra ville al mare e sceneggiate green e i soliti siluri populisti a Conte.

Perché Mario Draghi li ha bruciati tutti, non ha avuto bisogno di prestazioni eccezionali, considerato che la sua politica monetaria a Francoforte ha salvato l’economia degli stati europei.

Ora che la signora Angela Merkel lascera’la Cancelleria dopo 16 anni di onorato servizio liberal democratico, il nostro premier viene indicato,non senza ragione,come l’uomo forte,autorevole e capace leader dell’Europa dei 27 stati.

Chi può dire di no?

Nemo profeta in patria,in questo caso e’ patetico:la vedi la Meloni presidente del Consiglio e Salvini replicante agli interni?

Finora ha fatto quello che gli è stato chiesto da un disperato Mattarella.

Combattere la pandemia e rilanciare l’economia cercando di smussare la litigiosità manichea,strumentale,reazionaria dei partiti e dei loro leader che nelle consultazioni amministrative sono stati ricambiati dal “poppolo” con un’astensione di massa.

I vari maestri di pensiero politico finiti in vacca per presunzione,insipienza,modestia culturale,pochezza politica,che fanno a gara per dire ci “siamo anche noi”sono esautorati di fatto da un marea di voti di fiducia in parlamento a cui non possono rinunciare.

No Draghi,no Pnrr,con Letta,che comunque la si pensi,dal punto di vista politico pare il più preparato a dare respiro alla liberal democrazia del presidente del Consiglio.

Se a sinistra del PD c’è quasi il nulla, se i movimenti on the road non beneficiano di nulla,anzi rischiano sempre più emarginazione nelle riserve metropolitane,dal punto di vista parlamentare il decisionismo draghiano garantisce una copertura ideale ad un governo nato per spendere.

Così alla Meloni per ora va benissimo essere “contro”fra pulsioni reazionarie e destra nostalgica parafascista,alla Lega di governo va alla grande andare al centro con Fi,al PD e’ congeniale tessere la tela con il movimento di Conte,ex Five. stars..che se no non sarebbe più in vita.

È da una vita che scrivo,sfiorando la retorica identitaria, che la vera opposizione sta nella società civile,nei lavoratori e negli emarginati di tutte le galassie.

Non c’è nessuno che li rappresenta.

Il presidente del Consiglio ha ottenuto una standing ovation da Confindustria come mai accaduto.

Bonomi,presidente degli imprenditori,ha dichiarato che è necessario,come solo un dio può esserlo.

Un Draghi dominus ci vuole per il Recovery Plan,i sindacati confederali sperano in un patto sociale alla Ciampi 1993.

La democrazia prevede che puoi o devi stargli contro.

Ma onestamente non puoi pretendere che un liberale faccia il socialdemocratico.

Per i partiti l’emergenza e’ una manna dal cielo fino al 2023,per i lavoratori non finirà mai.

7.10 ” Con i seggi deserti democrazia fragile” dixit Walter: ma chi è causa del suo mal pianga se stesso….

Walter Veltroni sul Corriere della Sera ha chiosato la grande astensione e la bassa affluenza alle amministrative delle grandi città con un concetto che ha la sua giustificazione politica e culturale.

Secondo il Nostro,il disamore verso le elezioni è disamore verso la democrazia ( anche Meloni ha detto la stessa cosa).

Troppi like sui social, troppe liti, troppe gazzarre, la perenne campagna elettorale, nessun progetto a lungo termine hanno portato al naufragio del suffragio.

Tutto bene, tutto giusto, tutto già narrato da almeno un decennio.

Però giustificare una botta astensionista di questo genere enfatizzando i guasti connaturati alla tecnologia invasiva del consenso o dissenso on line forse è riduttivo.

Come, proprio un estimatore della democrazia americana non si è mai accorto della affluenza limitata alle elezioni negli States?

Non si accorge che la ggente oltre a vivere di grandi progetti ( quali?) quando deve fare i conti con i grattacapi quotidiani se ne frega dei social e guarda al sodo: i minatori del Michigan votano il carbone di Trump perchè garantisce loro un posto di lavoro, oppure non votano.

Così in Italia se i Casamonica ti promettono una casa magari voti casa Pound, Forza Nuova, e pure la Meloni.

Il popolo è sovrano a intermittenza:pronto a diventare plebe con il cappio della giustizia contro i migranti ad esempio, ma anche solidale,altruista, disponibile sul piano sociale nel volontariato.

Siccome anche il centrodestra non riesce a mantenere la coerenza delle promesse,se non contro qualcuno,la disaffezione verso il clownesco sovranismo italiota può essere momentaneamente percepito come astensionismo diffuso di destra.

Ma Walter Veltroni cosa ci dice sull’astensionismo di sinistra, sulle centinaia di migliaia di persone normali che sono stanche proprio delle parole d’ordine del pensiero del sinistrese corretto, che però non hanno riscontro nella qualità della vita dei più bisognosi.?

Con l’incoerenza della classe politica,dice il silenzio assordante dell’astensione.

Se in una casa popolare l’amianto ha fatto danni nonostante le assicurazioni dei politici,se per una donna al Sud è difficile trovare un lavoro, anche se ha studiato con sacrificio, non puoi dire che la rabbia che si tramuti in astensione ,non sia una risposta democratica normale al disagio.

Se milioni di nuovi proletari sono fermamente convinti che la politica è vuota perché è piena di politici avventurieri, tutti qualunquisticamente eguali nel tornaconto personale, puoi dire che la democrazia italiana sia moribonda proprio per le sue patologie mai risolte.

E non basta dire che per riprendersi i territori sia sufficiente presentarsi al mercato rionale ogni tanto con volantini e gadget.

E tra le forze che avevano giurato di non allearsi mai,( segnalato da Walter come motivo di disaffezione) c’è pure il Pd al governo con la Lega che ha preso un sacco di voti,del 50 per cento votante.

Oltre il Pd , però,c’è un mondo che va in strada, partecipa, si organizza resiste, si inventa qualcosa senza bisogno poi di autogratificazione parlamentare comunale,ad esempio.

In altre parole;la democrazia scema quando la transizione ecologica non toglie l’amianto dalle case popolari e quando donne e uomini faticano a trovare un lavoro decente dopo anni di sacrifici.

Se mezza Italia non va a votare è anche perchè i vari Veltroni per troppo tempo hanno visto il popolo con la paternalistica visione che tutti sono buoni, democratici, europeisti se non rompono troppe le scatole.

Walter si guarda allo specchio e spara alla sua immagine riflessa.

5.10 – Elezioni da astensione record: Csx su, Cdx giù,M5S n.p.,tutto ok

A Milano ha votato il solo il 47 per cento,il dato più basso di sempre.

In tutta Italia nelle grandi città l’affluenza è stata pessima

In generale i votanti non vanno oltre il 54 per cento.

Nel capoluogo lombardo la vittoria al primo turno è andata, come da previsione, a Beppe Sala.

A Roma si va al ballottaggio fra Michetti cdx e Gualtieri csx,a Bologna stravince Lepore csx,come a Napoli Manfredi csx.

A Torino avanti Lo Russo csx,a Trieste avanti il centrodestra.

L’unico spunto degno di nota del centro destra e’ la vittoria alle regionali calabresi dove de Magistris e sinistra viene surclassato da Occhiuto, cdx.

A prima vista gli esperti dei talk sottolineano come nelle grandi città le periferie non abbiano votato e i centri storici abbiano votato a sinistra.

Elettorato stanco disaffezionato,ma che non ha visto a livello locale il futuro nel fascio leghismo: candidati impresentabili,conflitti d’interesse fra Meloni e Salvini.

Salvini esce ridimensionato, il vero sconfitto è lui.

Meloni non ha di certo sfondato,ma il vento in poppa a Roma e’suo.

Draghi di fatto ha svuotato i partiti,ma i partiti in generale con le loro alleanze strumentali a livello nazionale, hanno stancato quel popolo già scettico di suo.

Ma non succederà nulla.

Cosa dovrebbe succedere in una democrazia che un giorno sì e un giorno no celebra il record di morti sul lavoro in Europa,che presenta bassi salari,abbandoni scolastici,mafie in cabine di regia in appalti e lavori al nero?

Niente, perché tutto sommato il sistema è sotto controllo: PD primo partito della sinistra moderata,Lega e Fdi collettori della destra,Mcs al centro ridimensionato sempre di più.

Quasi tutti al governo, però.

A sinistra del PD quasi il nulla,oppure astensione di massa.

La mazzatella l’ha presa la estrema destra,mentre Forza Italia in fase di estinzione,in questo momento spera che Giorgetti e i governatori cambino volto alla Lega per sopravvivere al centro.

Letta con la vittoria a Siena entra alla Camera,mister B si presenterà al Quirinale?

Ma alle politiche sarà diverso,lo sappiamo tutti, se si votasse oggi il Cdx vincerebbe a mani basse.

2.10 -Amministrative: nostalgici di Almirante e leghisti “bestiali” all’assalto elettorale di Palazzo Marino…

Domenica e lunedì si vota per le amministrative in 1000 e passa comuni italiani per 12 milioni di elettori.

Roma,Milano,Bologna,Napoli, Trieste; Siena per le supplettive dove si presenterà Letta, Regione Calabria con de Magistris:tutto pronto per le grandi maratone televisive post elettorali.

I sondaggi danno il centrodestra in affanno per la spaccatura all’interno della Lega e per la difficoltà di trovare candidati autorevoli, a Milano e Roma soprattutto.

Parola di Giorgetti.

Salvini e Meloni e Tajani , apparentati dall’ anticomunismo di maniera, come capita ad ogni elezione, nonostante fratture e divisioni a destra, promettono un “credere, obbedire ,combattere.” non solo folcloristico..

Le elezioni amministrative, che rischiavano di essere finalmente amministrative, incendiate dai casi Morisi e dalla vergognosa sentenza vs.Mimmo Lucano ,hanno rimesso in pista il circo mediatico dei partiti che vogliono contarsi.

Ma per Salvini, che Ilaria Cucchi ha definito ufficialmente Sciacallo, e di cui l’ ipocrisia,la malafede, l’ arroganza sono sotto gli occhi di tutti, una batosta a Milano non sarebbe uno scherzo.

Rischia lo sboom dopo il boom.

I sondaggi per le elezioni comunali della grande Milano,dicono che sarà Beppe Sala e il centrosinistra a essere rieletti alla guida della città.

La Lega sembra in ritirata anche per il crollo del Bestiario,i Cinquestelle di Layla Pavone inesistenti,le sigle a sinistra delle liste per Sala irrilevanti,Paragone non va oltre il tre per cento,Forza Italia vivacchia sperando di federare le varie anime.

Ma Giorgina Meloni,e l’uomo dal grilletto facile Luca Bernardo, candidato per il centrodestra,sperano in un successo di adesioni che faccia capire che il centrodestra forzista moderato non c’è più senza il loro movimentismo reazionario di estrema destra.

E che bisogna schierarsi per il nazionalismo alla Marie Le Pen, almeno per contarsi insieme ai fascio leghisti anti – Giorgetti.

La grande maggioranza silenziosa che un tempo votava DC e poi Forza Italia, dovrebbe passare in buon numero a una riedizione soft del Movimento sociale italiano secondo auspicio dei Fratelli d’Italia milanesi De Corato,Fidanza,(autosospesosi per filmati filo -nazi),La Russa…etc.

De Corato,infatti,fascista di lusso dai tempi di Servello e Almirante,si è dichiarato quasi commosso nel vedere una piazza Duomo che assisteva al comizio di Giorgina di una settimana fa,ricalcando per adesioni e capienza l’adunata oceanica di Almirante nel 1972.

Negli anni settanta in tutta Italia per impedire le manifestazioni fasciste si mobilitavano migliaia di operai e studenti

Figuriamoci a Milano:la continuità di un personaggio repubblichino in piazza,mal si addiceva alla città medaglia d’oro della Resistenza.

Il passato che non passa dunque è il cavallo di battaglia di una parte di Fratelli d’Italia che si richiama con nostalgia agli eroici anni da guerra civile strisciante contro i rossi.

Bernardo,candidato poco credibile ma bravo medico,ha tenuto a ricordare che lui non incontrerà la comunista Rachete,figlia di miliardari che si diletta a salvare migranti e soprattutto che per lui fascisti e antifascisti sono la stessa cosa.

Una volta i fascisti a Milano non parlavano perché non potevano.

In piena strategia della tensione la giunta era guidata dal socialista Aniasi, partigiano antifascista.

Per la città del dopo piazza Fontana un comizio fascista in stile sanbabilino era una provocazione criminale.

Ora i conti se li facciano De Corato e camerati.

Se non fanno mutamenti sostanziali in senso democratico, ma sarà difficile riconoscere per i suddetti l’antifascismo come valore fondante, rischiano di avvelenare il clima politico con un’opposizione di puro neofascismo.

Non è per odio,ma per amore verso le idee di giustizia e libertà che a Milano per i fascisti non c’è posto.

Ultimo giorno gratuito intero

Greta Thunberg sa che il bla bla dei potenti è la doppia morale di das Kapital….

” I giovani hanno ragione,bisogna fare di più adesso per la transizione ecologica”.

Così parlò Draghi poche ore fa incontrando Greta Thunberg e i giovani che in settimana hanno fatto di Milano il centro della lotta contro l’inquinamento mondiale.

Greta Thunberg ha concluso la tre giorni del convegno sul clima con una dimostrazione di sincero antagonismo contro quel mondo di potenti capitalisti che dei temi ambientali se ne fa un baffo.

La doppia morale sul clima e sulla transizione ecologica è semplice.

Si vende il prodotto della transizione ecologica come si vendessero sogni ad intermittenza,tutto fa spettacolo e tutto fa mercato.

Durante la settimana dello Youth4climate milanese, che ha lanciato il mese di negoziati sul clima che da Milano va a Glasgow, passando per il G20 di Roma, che in teoria dovrebbe aprire il negoziato mondiale sul clima, la giovane attivista svedese le ha cantate al governo italiano, all’ONU e ai ministri: soprattutto al nostro Cingolani, ministro della transizione ecologica del governo Draghi.

Ha compreso che il bla bla bla sul clima è un veicolo più di marketing che di politica ambientale verde per le future generazioni.

Tanto è vero che ha contestato lo Youthwashing e pure il Greenwashing, che in parole povere significa il lavaggio giovanile che viene fatto nella comunicazione per questioni ambientali.

Abilmente manipolato il romanzo dell’ambiente finisce nella affettata riproduzione dell’esistente modaiolo per quanto riguarda clima, ecologia ecc.

Sembra che i Fridays for Future italiani siano furibondi per la divisione operata dalla politica fra chi protesta e chi propone.

Greta insieme all’ attivista dell’Uganda Vanessa Nakate, ospiti dell’assemblea di Milano con Beppe Sala e Cingolani, ha invitato i 400 attivisti governativi alla protesta fra il tripudio generale.

Non c’è voluto molto per i parolai dell’ecosistema sostenibile tramutare Friday for future in una kermesse da red carpet della protesta sostenibile.

Senza poi combinare nulla, senza mettere in atto soprattutto in Italia sezioni di pensiero alternative al modello di sviluppo capitalistico.

L’Italia su questi temi è in ritardo ( anche se ha rinunciato al nucleare 40 anni fa)

La manifestazione di ieri ha messo in chiaro che Greta e i Fridays for future italiani non sono tonti, nè sono inconsapevoli che su certi temi è facile costruire retoriche giovaniliste.

Davvero troppo poco per i sogni di Greta presa per una pasionaria velleitaria da far parlare con i potenti della terra come fosse la nipotina ribelle coi nonni saggi.

Nel senso che un giorno è una bambina viziata che ha lasciato la scuola per girare in barca a vela, l’altro una pericolosa demagoga.

La sua sensibilità, la sua conoscenza, la sua volontà sono una certezza democratica meglio del niente parolaio della politica.

Domani manifestazione a Milano.

Elezioni tedesche:”Amo così tanto la Germania che ne vorrei vedere sempre due”( G.Andreotti)

La battuta di cui sopra Giulio Andreotti la fece nel 1989,alla vigilia del crollo del Muro di Berlino.

Una Germania unita e forte nel cuore dell’Europa ha sempre fatto paura da sempre.

Il Mazzarino dopo la guerra dei Trenta anni divise il territorio tedesco in 300 stati alla pace di Westfalia ( 1649),Napoleone Bonaparte entrò a Berlino dopo la battaglia di Jena nel 1806,i francesi occuparono la Renania dopo la sconfitta guglielmina nella prima guerra mondiale (1918),i russi staccarono l’est dall’ ovest dopo la seconda( 1945), dopo che il nazismo aveva unificato Germania e Austria nel Terzo Reich.

Tutti contro la Germania,oppure la Germania contro tutti,con l’ombra orrenda del nazismo che non passa manco all’elezione di due giorni fa del Bundestag.

Il breve preambolo storico era necessario per comprendere che non c’è stata nessuna rivoluzione alle elezioni di domenica.

Il colosso tedesco federale,dopo i 16 anni del pontificato liberale della Merkel, e’ tornato a guida SPD con Olaf Scholz,che ha vinto di misura sul candidato CDU: 25,7 per cento vs.24,1.

Il crollo della CDU, quasi 9 punti in meno, del patacca ridanciano Armir Leschet che si fece una grossa risata mentre venivano commemorate le vittime dell’alluvione questa estate,era prevedibile,ma non è stato disastroso:la continuità con la Merkel era la volontà nascosta dell’elettorato socialista e democristiano.

I Verdi al 14,8 per cento non hanno sfondato sia perché la leader Annalena Baerbock è stata beccata a copiare un e -book e ha perso affidabilità presso il popolo green, sia perché in Germania gli originali Verdi di sinistra ( Daniel C. Bendit)non ci sono più: questi si sono posizionati su emisferi riformisti alla PD italiano.

I nazi di Alternativa per la Germania hanno raggiunto il 10,3 per cento e passa dei voti,il doppio della Linke che ha perso metà dei voti

Infine i liberali hanno ottenuto un buon risultato con l’11,5.

Così anche nella grande Germania che la Merkel aveva messo in sicurezza dalla crisi economica con pragmatismo e ferocia nazionalista (chi si è scordata Atene?),ora si arranca nella frammentazione,nel nazi populismo della Turingia e della Sassonia dove Afd è il primo partito.

La sinistra a sinistra della Spd la Linke ha ottenuto 39 seggi ( come da noi Rifondazione con Prodi).

Morale improvvisata e provvisoria: sembra che anche in Germania la Linke radicale non sappia più attrarre il voto di settori proletari, che l’Spd abbia bisogno di Verdi a sinistra e Liberali a destra per fare un governo,che anche la potente Germania ha preso mazzate dalla pandemia.

Per ora al governo ci starà la Merkel.

L’Spd, partito storico della socialdemocrazia tedesca che non ha avuto bisogno di cambiare nome tre volte e che non può governare da solo, si accinge al rilancio della Germania che non vuol essere solo una ,” Grande Svizzera”, fuori dagli equilibri non tanto europei, quanto internazionali ( Usa,Russia,Cina).

La vera angoscia tedesca, però, è il debito pubblico che i tedeschi non vogliono pagare per l’Europa dell’euro.

Infatti per l’ Italia ora non si mette bene come nota Caracciolo su Repubblica.

La spinta tedesca per tornare all’austerità fiscale e monetaria sarà pesante, il senso comune tedesco considera gli italiani degli spendaccioni di un’Europa dalla borsa larga.

I tedeschi in questo sono probi.

Non hanno però mai pagato i danni di guerra grazie al fatto di essere diventati all’Ovest l’avamposto dell’ antisovietismo.

Vedi che aveva ragione il grande Giulio?

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