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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

24 .11 – Filosofia Quando l’autoconservazione viene spacciata come atto d’amore verso l’umanita’….

Il mondo italico ormai si divide in un tripolarismo mediatico e nazional popolare,tagliato con l’accetta, fondato su basi “scientifiche, civili e morali”:

Primo polo :gli antivax fulminati da internet, irrecuperabili.

In subordine i timorosi del vaccino , tanti, anche fra persone che stimiamo e conosciamo.

Secondo polo:no green pass vaccinati,scettici sulle restrizioni dell’emergenza super( Pure il sottoscritto).

In subordine vaccinati normali,con atteggiamenti normali,ma in attesa di supergreen pass.

Terzo polo: gli amanti dell’ umanità,che detestano il prossimo,non vaccinato.

E questi ultimi sono gli estremisti, l’altra faccia della medaglia dell’antivax delle sacre scritture complottiste.

Se penso un attimo alla tragedia dei 140.000 morti,al periodo del comando confindustriale dell'”armiamoci e partite” sui lavoratori che operavano anche senza mascherine nella Bergamasca, “all’io resto a casa” degli abbienti con giardino e attico, non ho nessuna remora a dire che lo slancio filantropico di chi mette al bando i non vaccinati, perché danneggiano la salute del paese, mentre loro si sono sacrificati per il bene comune, risulta retorico e demagogico.

Non c’è nulla di male, infatti, ad ammettere che in molti casi chi si vaccina lo ha fatto per giusta paura del virus,così come chi non lo ha fatto manifesta la stessa paura per il vaccino.

L’autoconservazione di se stessi davanti al dolore,al male e alla morte per alcune fondate filosofie è una semplice scelta che chiama bene ciò che mi aggrada, e male ciò che mi ostacola.

L’atomismo di Democrito,Epicuro,Hobbes non è una bestemmia, è una tesi anti aristotelica e pessimista sull’ uomo che per gli atomisti non è un animale razionale come pensava lo Stagirita,ma un aggregato di atomi che si muovono in spazi infiniti.

Anche secondo Spinoza o Hegel l’autoconservazione della specie non è messa al bando,ma passa per l’autocoscienza del sapere di sé.

Per Kant,il bene è considerare gli altri un fine e non un mezzo.

Nel senso cristiano:non fare agli altri quello che non vuoi facciano a te.

I cultori del bene comune sono tanti, tantissimi, animati da buone intenzioni, ma credo che non hanno bisogno di essere chiamati eroi perchè si sottopongono al vaccino.

Anzi,conosci persone che ne hanno passate di tutti i colori,che subiscono dalla vita drammi e tragedie sanitarie:sono i più comprensivi verso il problemi di salute del prossimo.

Ma le anime belle che disprezzano con toni incivili chi ha paura,ed esita sul vaccino, che vagano nei talk show con il sorriso sprezzante di chi si sente a posto con il mondo le pagano tutte le tasse per sostenere la sanità?

Quando è acclarato che il 90 per cento delle dichiarazioni per fasce di reddito sulle prestazioni sanitarie non è veritiero?

Si astengono tutti gli amministratori delegati del dovere di vaccinarsi dal guidare un po’ alticci potendo causare disgrazie?

Sono capaci di occuparsi degli altri anche se sono “drogati, detenuti, infettati” da virus esotici ed esogeni all’Europa?

Oppure applicano il furore dell’intolleranza per semplice autodifesa, autoconservazione, per egoità meramente materialistica?

Come quelli che sui social ti ordinano di vaccinarti,senza sapere nulla di te.

Abbiamo sentito tutti decine o centinaia di persone affermare che loro il vaccino lo fanno, perchè se no non possono andare a lavorare.

Sono probi e onesti come quelli che vogliono fare un tampone gratuito e che,forse, hanno paura di essere debilitati dal vaccino.

Se il dovere è figlio della paura,disse Nietzsche,la paura è una brutta bestia psichica che coinvolge tutti; va rispettata, non derisa o cassata dalle attività benigne.

Sono semplici considerazioni queste ,davanti alla sicumera e e all’arroganza di antivax pro vax, no pass, propass etc

22.11 -Quarta ondata,terza dose, obbligo vaccinale… e il tampone è una molotov…

La politica progreenpass, senza condizioni,considerata universale e unica cultura contro la pandemia, sta trionfando in modo pre- potente in Italia,sulla spinta del lockdown austriaco e dell’obbligo vaccinale nell’Osterreich.

Coi dati che vengono da Germania e Austria è nell’ordine delle cose: i vaccini,grazie a Dio,da noi funzionano e siamo tornati da esempio virtuoso per la lotta al Covid in Europa….

Ma funzionano pure in Spagna e Portogallo,senza bisogno di green pass per chi lavora,senza bisogno di una campagna di informazione a senso unico.

Così si prospetta restrizioni e lockdown per i non vaccinati, svalutazione dei tamponi:bisogna salvare la salute e il Babbo Natale merceologico che arriva sulle renne nelle località sciistiche.

Fin qui tutto normale o quasi considerato che non tutti i paesi hanno un tribunale dell’Inquisizione contro i no green pass come in Italia.

Tanto che Bonomi -Confindustria si è augurato l’obbligo vaccinale.

Ma a La 7 gli esordi di Lilli Gruber nel presentare otto e mezzo recitano che la colpa dell’aumento dei contagi è sempre dei non vaccinati.

Il bravo Formigli si destreggia fra la sacra unione di neo fascisti e antivax all’acido corrosivo modello Fanpage,per poi perdere le staffe quando i suoi ospiti non sono allineati con il pensiero dominante della caccia all’untore.

I poveri lavoratori che fanno il tampone, come da norma vigente, per andare a lavorare sussurrano il dissenso,sperando che il tampone non venga relegato fra le modiche quantità di eversione morale contro la città di Dio dei vaccinati.

In Germania comunque il tampone è gratuito.

Per il dissenso democratico e razionale,non contro il vaccino,ma contro lo strumento del pass per andare al lavoro,si lascia parlare un po’ Cacciari,un po’ lo storico dell’arte Montanari,lo storico Barbero e qualche educatore che viene trattato come uno scappato dalla casa della civiltà perché contro il vaccino dai 5 agli 11 anni.

Non ci vuol molto a capire che lo stato di emergenza sconfinerà nello stato di eccezione permanente con il benestare dei costituzionalisti.

In questo modo ci si dimentica le cose che non vengono fatte in ambito sanitario e sociale

Lo stare in emergenza mette parlamentari,ceto politico dirigente,governatori in prima linea: l’obbligo vaccinale sarà l’ennesimo bazooka di Draghi?

Gli eroi del mala tempora currunt sono pronti alla linea dura,stando attenti a non scontentare chi è terrorizzato da un nuovo lockdown ammazza portafoglio e PIL.

C’è anche il senso di responsabilità che si connette al virus filantropico: non mi vaccino per amor mio,ma per il bene del prossimo.

Quindi di fatto il ” no pass”è un disertore, l’antivax uno stordito dai social.

Intanto in ambito sociale il rimbalzo del PIL ha già risolto la crisi,senza uscire dalla deferenza ai bassi salari da parte di Confindustria, con la proposta della eliminazione del reddito di cittadinanza che svela la miseria salariale dell’offerta di lavoro.

Si dovevano poi assumere migliaia di medici di base,di infermieri,dare la possibilità di curarsi dal Covid anche agli Invisibili,fornire strutture sanitarie anche per altre malattie mortali,questo in ambito sanitario .

Tanti hanno fatto il vaccino, sì,ma moltissimi per mantenere il posto di lavoro.

Tanti lo hanno fatto per cercare un posto di lavoro.

Che ci sia un’adesione entusiasta alla terza dose è una forzatura mediatica.

E chi si vuol fare il tampone gratuito magari non tira la molotov,tira solo a campare.

Se non fosse per quei caproni dei no green pass il mondo sarebbe migliore,pensano a sinistra,anche persone che si dichiarano antifasciste e pure democratiche.

Meno male che Silvio c’è ritornerà di moda,anche non cantando dal Colle.

18.11 -Crisi Nazionale -La filosofia del calcio e il calcio alla filosofia

Sir Winston Churchill sosteneva che gli italiani perdono una partita di calcio come perdessero una guerra.

E perdono la guerra come perdessero una partita di calcio.

Il liberal conservatore Wiston non aveva ancora visto il fenomeno hooligans a Bruxelles nella finale di Coppa Campioni fra Juve e Liverpool.

Nel senso che tutto il mondo non solo è paese.

Ma e’ pure palese che soprattutto l’epica calcistica intriga la storia e la cultura delle Nazioni.

Così l’articolo sul Corriere della Sera di Aldo Cazzullo,” Il calcio maestro di vita”, che si riferisce al tracollo della nazionale di Mancini nelle qualificazioni Mondiali del Qatar dove il calcio italiano è andato in crisi, vuol essere una metafora della nazione.

Ma,secondo me,e’ una filosofia della pedata scontata e risibile.

Il bravissimo tuttologo pluridecorato Cazzullo che ha scritto e scrive su tutto ,dalla storia di Lotta continua alla Prima guerra mondiale,sostiene che il declino della nazionale è tipico della mentalità italiana:quando ci sentiamo troppo sicuri inevitabilmente perdiamo.

Nel calcio e pure con il Covid, dice il nostro vate.

Ci mancava..

Quando a maggio Bonucci andò a trattare con la Questura per sfilare in corteo a Roma i contagi erano più di diecimila al giorno, cioè quanti sono oggi i dati che fanno pensare al peggio.

Forse il problema sta anche nell’enfasi nazionalista con la quale fu accolta dalla pubblica opinione la vittoria azzurra all’Europeo,nella sbornia collettiva che nel calcio vincente vide la rinascita del paese di cui il super giornalista tesse’ le lodi.

Allora gli azzurri erano tutti eroi,tutti pronti alla morte come da inno.

Non è la storia maestra di vita,ma il calcio,conclude il filosofo della pedata.

Ma non è vero né in Italia, né altrove e certamente si spera sia una battuta.

Che poi quando il Celtic di Glasgow cattolico e indipendentista,incontra i Rangers Glasgow protestanti e unionisti ci scappi pure la guerra è la stessa cosa di quando si incontrano Brescia e Atalanta,Roma e Lazio,guerre civili di stracittadine e di paese, come in quasi tutti i derbies calcistici del mondo.

Le storie epiche del calcio in Scozia,tanto per fare un altro esempio a braccio,risalgono alle guerre di religione…

Siamo al cospetto dei tanti esempi che illustrano che il calcio è un contenitore di passioni e di drammi che comunque rimangono marginali nella Kultur delle Nazioni.

Chi ama e segue il calcio sa che sbagliare due rigori contro una diretta avversaria non è cosa buona e giusta.

Le considerazioni tecniche e calcistiche sull ‘argomento rientrano a giusta ragione nella cronaca sportiva.

Naturalmente la metafora guerriera,antropologica,storica,artistica sta nel DNA di ogni azione umana competitiva,soprattutto nello sport.

E quindi il calcio è romanzo popolare per definizione.

“È stata la mano di Dio,”di Sorrentino è, a proposito di metafore,un’altra cosa..

E poi magari ricordarsi di Gianni Brera o Ghirelli e la loro storia del calcio, prima di scrivere frasi fatte in quantità industriale,non sarebbe male.

Per finire: a forza di cercare metafore e aforismi sul calcio magari si perde di vista il semplice e insieme complesso senso della vita quotidiana.

15.11 Cortei vietati: in Francia avrebbero bruciato l’Eliseo…qui basta il flop di R.Kennedy junior..

Se in Francia vi fosse il green pass per chi lavora in fabbrica e il divieto di manifestazioni antigovernative senza vincoli, saremmo qui a parlare di vigili del fuoco che arrivano all’Eliseo.

In Italia da sabato la norma sui cortei blindati,invece,tutto sommato ha funzionato,fra mille recriminazioni e show spettacolari.

Come quello tenutosi all’Arco della Pace di Milano dove Robert Kennedy junior,nipote di Bob Kennedy,fratello di JFK,ha tenuto un comizio antivax radicale,fra un pizzico di complottismo Qanon e le considerazioni di un mite Freccero,fra atlantismo e Mission Impossible.

Un flop,visto che era stato annunciato come evento di fama internazionale.

L’allarmismo di media e social per l’ordine pubblico dei giorni precedenti di media è apparso esagerato.

Comunque la si pensi,da noi molotov e lacrimogeni in mesi di manifestazioni di piazza si sono visti poche volte:gli scontri davanti agli stadi in questi anni sono stati,al confronto,vere insurrezioni.

No green pass,no party:il divieto di manifestare nei centri storici era nell’aria,inutile nasconderlo.

Avvicinandosi il Natale è normale che l’imprenditoria del commercio e dei servizi voglia riprendersi finalmente il mercato al minuto, dopo due anni di pandemia.

( con salari da fame come da ISTAT?)

Così se invadi il centro,fai percorsi non pienamente concordati, insorge quella che più che una maggioranza silenziosa è una maggioranza che vuole vendere,fare il proprio lavoro per chi può acquistare.

Pecunia non solo non olet;in questo caso il senso comune prevale in modo irresistibile su ogni altra considerazione di diritto.

Vuoi che commercianti e catene multinazionali e sovranazionali non licenzino e assumano almeno per il periodo delle feste ?

Vuoi rovinare lo shopping internazionale nel quadrilatero della moda di Milano?

Allora devi fare il compromesso che affonda la protesta, devi manifestare secondo il diritto dei rapporti di forza che in questo caso prevede presidi senza cortei nei centri storici.

E i rapporti di forza sono tutti contro quelli che,dicono,mettono a rischio la salute altrui marciando senza mascherine fra strade affollate di cittadini consumatori.( gli stadi al 75 per cento non contano?)

Questa,però, non è un una tragedia per nessuno.

La vera tragedia si svolge nel Mediterraneo,oppure ai confini fra Polonia e Bielorussia, oppure nelle situazioni di miseria,conflitto,guerra: non certo nei centri storici delle splendide città italiane.

Spiegato così diventa una semplice constatazione:l’alibi della pandemia può diventare davvero strumento di controllo del conflitto sociale oltre i pre -requisiti conosciuti e un gioco delle parti annoso senza soluzione.

Il divieto di manifestare come ennesima fenomenogia degli opposti estremismi è quindi una colossale bufala.

In gioco,secondo la vulgata, c’è la tenuta dell’ordine pubblico che in mesi di manifestazioni non è stato mai messo in discussione,se non a Roma con l’assalto guidato alla Cgil da parte di Forza Nuova.

E proprio Forza Nuova e i nazifascisti in generale sembrano avere,secondo varie inchieste delle procure,obiettivi strategici per sovvertire l’ordine repubblicano democratico.

Quello che in tanti non capiamo è il perché determinazione,giusta rabbia,antagonismo sociale,devono trovare il fiume carsico del movimentismo nella gazzarra dannunziana…e fiumana per dirla alla Scurati.

Ha ragione anche Cacciari:lo stato di emergenza non può diventare la normativa di conflitti sociali,di classe,di opinione.

Controlli da drone in attesa di missili da sfruttamento globale,aggiungo.

Anch se in autunno i contagi aumentano…

17.11 L’unica guerra giusta è stata quella contro il nazifascismo,e lo sarà sempre….

Brano tratto da 1939 – 1945 il Racconto della guerra giusta e dall’e book Attacco nazifascista all’Europa di Pierluigi Raccagni

  1. LA STRAGE STRATEGICA

La strage in Polonia non fu un eccesso nazista, la guerra per Hitler voleva dire la liquidazione dei giudei e dei comunisti.
L’elenco dei crimini è lungo, ma il senso politico è corto: dice che il nazismo era tutto meno che una scelta all’interno di quello che noi comunemente chiamiamo civiltà.
Prima abbiamo visto le stragi all’interno delle cronache di guerra, ora vanno viste all’interno della strategia del nazismo: che era unicamente una strategia di morte.
Forse non si riesce a comprendere pienamente quale sia stata la valenza biologico-razziale della guerra scatenata da Hitler.
Gli alti comandi della Wehrmacht, viene spesso sottolineato, rimasero turbati dagli eccessi delle Einsatzgruppen.
Solo che a renderli inquieti e nervosi su quello che accadeva in Polonia non erano le sofferenze della popolazione ebraica e in generale dei subbumani massacrati secondo codice etico nazista.
I militari, che prima della caduta di Varsavia avevano compiuto eccidi giustificati dalle esigenze militari dell’azione, temevano che gli eccidi minassero il morale dei soldati e dell’intera popolazione tedesca.
Il loro disappunto era quello che i tedeschi passavano per spietati e cru- deli macellai in tutto il mondo civile, altro che soldati pronti al supremo sacrificio per il Reich!

Alla propaganda nemica viene offerto un materiale che non potrebbe avere maggiore efficacia in tutto il mondo (…)
Non c’è bisogno di far riferimento ancora una volta al ruolo della Wehrmacht che è costretta ad assistere a questi crimini senza poter reagire (…)
Quando alte personalità delle SS e della polizia pretendono atti di vio- lenza e brutalità e li elogiano pubblicamente, ciò significa che entro brevissimo tempo comanderà solo il violento (…).
Richard Rhodes, Gli specialisti della morte. I gruppi scelti delle SS e le origini dello sterminio di massa, Milano 2005.

Himmler, d’altronde, è quasi spiaciuto di quel che accade come il buon Blaskowitz, perché udite, udite come giustifica i massacri in Polonia: “naturalmente può succedere a oriente che un treno – ma non solo quello degli evacuati – si geli e la gente muoia assiderata Può succedere, purtroppo succede anche con i tedeschi. Non si può far niente per impedirlo, quando si è in viaggio da Lodz a Varsavia e il treno rimane bloccato per dieci ore sulle rotaie. Non si può prendersela né con il treno, né con nessun altro.

È il clima. È spiacevole per i tedeschi, spiacevole per i polacchi, spiacevole, so proprio si vuole anche per gli ebrei, ammesso che vi sia qualcuno che desideri avere pietà di loro. Ma non è intenzionale, né lo si può impedire. Non è il caso di levare un gran lamento per questo”.

R. Rhodes, op. cit

Gratuito in english dal 17 al 21 novembre

12.11.La destra ha scoperto il femminismo, quello neoliberista e reazionario…..

La donna in ascesa secondo la visione del mondo della destra reazionaria è quella che sa coniugare una ” felice conciliazione fra carriera e famiglia”.

Non è una tesi maschilista questa che riporto.

Nel libro di Chaterine Rotenberg,” L’ascesa del femminismo neoliberista”, l’autrice sottolinea che in nome della parità di genere le donne di destra alla Meloni e Le Pen promuovono programmi razzisti anti immigrazione.

Tanti concetti chiave del lessico femminista storico, dice l’autrice, si fondano sulla omissione di concetti fondanti come eguaglianza, emancipazione, giustizia sociale per rifondare il movimento delle donne su parole d’ordine fortemente individualistiche come felicità carriera, famiglia etc.

Sara R. Farris ancora di più individua nella campagne contro i migranti i tratti essenziali di una politica che strumentalizza la eguaglianza di genere.

Soprattutto nei casi di omicidi e femminicidi di donne da parte di migranti.

Tanto è vero che proprio negli States da un parte si legifera contro l’aborto,mentre dall’altra parte si sottolinea che stupri e aggressioni sono prevalentemente compiuti da soggetti non di razza bianca, per lo più islamici, che non hanno rispetto alcuno per le donne in quanto donne.

L’identità di genere della Meloni, ad esempio si basa sull’affermazione categorica del ” io sono una donna, sono una madre, sono cristiana”, che è la copertura non troppo velata del Dio, patria lavoro cara alla retorica fascista.

Chi pensa che l’eterogeneità della posizione del movimento delle donne significhi una diversa visione del mondo delle donne stesse non si sbaglia.

Non è che la difesa delle donne non passi attraverso la lotta di classe e l’antagonisto verso le ingiustizie sociali al femminile.

Le donne sfruttate in tutto il pianeta sul lavoro rispetto agli uomini,non possono essere difese al grido ” siate felici, fate figli,pensate all’ Aldilà”, dove sarete sempre angeli del focolare, ma con quote rosa in regola per diventare donne in carriera.

Chi parla di violenza di genere solo quando è un migrato a commetterla disquisendo sulle “nostre donne e la nostra cultura” è lo stesso che parla dei diritti dei gay, solo nel caso sia coinvolto l’amico Morisi..

L’estrema destra sui diritti civili è un portento di qualunquismo idiota,opportunismo amorale che mette insieme conformistica modernità e rosario cristiano.

I fatti parlano da soli.

11.11 – Non è una novità,ma la classe operaia saluta definitivamente(?!) il PD, e va con la Lega..

È solo uno dei soliti sondaggi estemporanei di Pagnoncelli, che comunque dal punto di vista sociologico non è da buttare.

In sintesi:secondo il sondaggio su 4.000 intervistati solo l’8,2 per cento degli operai vota Pd,mentre il 28,7 per cento vota Lega.

Il PD risulta il partito della classe dirigente e dei laureati nelle città,mentre nelle campagne è forte il leghismo.

Per farla breve:il partito storico della sinistra,quello di Gramsci,Togliatti,Longo e Berlinguer, ha divorziato dalla classe operaia e dai giovani proletari, ma trionfa fra pensionati e laureati.

Non è una novità,anzi è una vicenda che dalla cronaca e già passata alla storia.

Intelligenze artificiali,robotizzazione delle mansioni,scomparsa di lavori,scomparsa di fabbriche,globalizzazione, delocalizzazione…

Gli operai non sono più il soggetto storico dell’emancipazione,vista la trasformazione dei mezzi di produzione e la seguente atomizzazione della stessa classe operaia.

Per cui i dati, seppur parziali e opinabili,ci dicono quello che tutti sanno: la moderazione del PD, ultradecennale,non ha certo ripudiato del tutto la tradizione democratica di tanta parte di italiani,ma ha avvicinato a sé ceti di riferimento avulsi dalla storia del movimento operaio.

Tanto che se anche il partito di Letta è il primo partito italiano pro tempore, con la sinistra storica socialista c’entra poco.

La sinistra di piazza infatti,quella delle autonomie proletarie dell’associazionismo antagonista, dell’ambiente,del LGBT, l’unica sinistra del paese fra mille settarismi..malinconici revival neo stalinisti,settarismi a go – go,come detto in altre sedi,unita contro la mediocrità del nostro sistema capitalistico, è extraparlamentare di fatto.

Si dirà,giustamente,che anche in Francia,Inghilterra,Germania,Stati Uniti e in genere paesi occidentali,la sinistra parlamentare ormai è quella del politicamente corretto e del liberal democratico.

La sinistra parlamentare italiana ha fatto la fine che ha cercato:elitarismo culturale,diritti civili,( che non riesce poi a portare a casa,vedi ddl Zan e ius soli), poca assonanza con il nuovo proletariato, che si astiene,oppure, come palesato da sondaggio, vota Lega più che M5S e Fdi.

Ma lavoratrici e lavoratori manuali,i prestatori d’opera dispersi,non sono una nuova classe?

E il nuovo PD non doveva riprendersi i territori,non doveva riaprire le sezioni,non doveva riportare i proletari alla coscienza di sé fuori dai social e TV?

Gli immigrati, che dopo la fase acuta della pandemia si sono impoveriti,non dovrebbero trovare nella sinistra un riparo dalle sciagure della mattanza capitalistica in modo naturale?

Nel parlamento, vi è un vuoto di rappresentanza degli espropriati,che il labile e timido riformismo PD non riesce a colmare.

Così anche la socialdemocrazia rimane zoppa: oggi un PD senza operai sarà pure il primo partito dei cittadini,ma solo di quelli che campano nel mondo di mezzo del mica male.

Siamo ai soliti discorsi,ma adesso non ci sono più dubbi

A forza di prudenza e tatticismi il socialismo e la democrazia muoiono proprio per quei lavoratori per cui erano stati pensati,elaborati,vissuti anche nella tragedia e nel dramma della storia.

Non ci sono più i comunisti di una volta ed è normale.

Ma nemmeno i socialdemocratici di una volta, considerato che persino D’Alema si augura l’avvento di una nuova ideologia di riferimento.

Il ticket tessera della CGIL o della Fiom per gli operai funziona se garantiti,se no a sinistra ci sono tessera dei sindacati di classe autonomi,voto a Sinistra italiana,Bersani,partiti comunisti vari,ma soprattutto una marea di cani sciolti.

Da proletari senza rivoluzione a proletari senza riforme,un passo indietro comunque.

8.11.Passioni tristi d’autunno:terza dose, fondamentalismo anti vax: ragionare è fuori moda…

Non cesserà lo stato di emergenza, in arrivo la terza dose per tutti.

Si parla di vaccino per i bimbi dai 5 agli 11 anni….siamo alla quarta ondata,ma in Italia siamo anche all’avanguardia europea per numero di vaccinati e per relativa immunizzazione raggiunta.

E l’opinione pubblica? Il fondamentalismo talebano anti vax, quello dei chip, del complotto ebraico e del Big Pharma avrà modo di sbizzarrirsi fra Olocausto e Shoa, nel regno della libertà evocata e dell’intolleranza manifestata?

Mi fece una certa sensazione leggere che una dottoressa a Roma venuta a contatto con gli anti vax sia stata presa a botte, o meglio le sia stata rifilata una testata.

La dottoressa ha spiegato che voleva solo confrontarsi.

Non mi fatto invece alcuna sensazione il travestimento da campo di sterminio dei vittimisti compiaciuti di Novara.

Il negazionismo del Covid è come l’antisemitismo: un socialismo degli idioti.

E poi bisognerebbe essere onesti e chiedersi il perché tutti i gruppi neo nazi sono no vax,tanto per non fare quelli a cui va bene tutto ciò che si dice antisistema.

Do you remember Weimar?

Ma come scritto,anche se i dati della pandemia in Italia non sono disastrosi,la terza dose è già in atto,dicunt, per evitare pericolose ricadute.

E naturalmente anche in questo caso il dissenso e l’assenso oscillano fra quello che succede da noi e nel resto dell’Europa in fatto di morti,contagi,fake news,esagerazioni mediatiche, soliti esperti improvvisati..

Il circo Barnum dello spettacolo del Covid non cala il sipario, l’emergenza e’ tirannia o realismo?

La domanda vale soprattutto per quelli che vanno al lavoro e che magari vengono emarginati o mobizzati perchè non hanno il green pass.

Ma le aggressioni ai giornalisti nei cortei del sabato,lo sputacchio a cittadini che si sono semplicemente vaccinati e che si permettono di dissentire sui dati inconfutabili degli antivax ,gli assalti fascisti a strutture sanitarie anticovid in giro per l’Italia, sono già entrati nel bestiario quotidiano dell’alienazione fra i fans del vaccino e i critici radicali.

Trionfa così il grottesco,il falso allarme,il moralismo dei benpensanti e la febbre del sabato sera.

Non solo tutti i giorni sono buoni per prendersi del rimbambito da chi dice di saperne di scienza perché ha letto internet,ad esempio, ma tutte le ore sono buone per prendersi mazzate,se osi dire che la pandemia ha comunque causato milioni di morti nel mondo.

Il sottoscritto non crede assolutamente alla discriminazione dei no green pass,al lockdown personalizzato proposto in TV,come in Austria ad esempio.

Ritiene possibile convivere fra vaccinati e non, tamponati e non, prima dose, seconda dose in procinto della terza e non.

Però,non ritiene assolutamente opportuno dialogare con chi in modo fascista ( nel segno di Bernard Levy),oltre a insultare i non credenti al complotto giudaico capitalista, minaccia pure di persona o sui social chi non la pensa come lui.

Non auguro a nessun anti vax fondamentalista il Covid,come controprova dell’efficacia del vaccino.

Né teorizzo la scemenza che chi si infetta debba pagarsi le cure:augurarsi le sciagure della salute altrui, credo sia da meschini,penso che sia un delitto nefando a livello concettuale.

Tutti hanno il diritto di decidere sulla propria salute:chi nega l’evidenza di milioni di morti e infettati dalla pandemia, però, è un fondamentalista della violenza che si nasconde sotto i paramenti sacri della libertà e del martirio delle minoranze.

Chi usa violenza sistematica,infatti, non va nè compreso, nè ascoltato, va solo inquadrato per quello che è: un fascista biologico.

Che si mette nel calderone come opera di simulazione ,mascheramento, infingimento.

All’ antisemitismo come socialismo degli idioti, all’intolleranza xenofoba,omofoba, ormai si è aggiunta nella prassi l’intolleranza anti vax talebana.

NOTO CHE IL MOVIMENTO ANTAGONISTA GREEN PASS CON STUDENTI E OPERAI etc SI DISSOCIA SEMPRE PIU’ DAI FONDAMENTALISTI anti VAX; e’ un bene per tutti,belli e brutti.

Ragionare con la propria testa è fuori moda.

5.11 Se Salvini, compagno di merende di Bolsonaro è antifascista,la tigre è vegetariana….

C’è voluta un ‘intervista di Bruno Vespa a Giancarlo Giorgetti,ministro leghista dello Sviluppo economico,per decretare quello che andiamo dicendo da anni in migliaia.

Matteo Salvini sarà un campione d’incasso di voti, come lo era Bud Spencer di incassi per film,ma è un europeista” incompiuto “dixit Gianca.

Uno che marcia nel torbido del trumpismo, di Bolsonaro, di Orban, di Marine Le Pen,di Afd: il meglio dell’internazionale nazifascista, con il quale si presta a fondare anche un nuovo gruppo europeo sovranista,esplicitiamo noi.

Secondo Giorgetti la Lega così non funziona, rischia di arroccarsi all’estrema destra e di perdere le elezioni ( non si capisce perché non se ne fosse accorto prima).

Quando a Pistoia si sono incontrati Matteo e Jair,il nostro fascio leghista ha ringraziato il presidente brasiliano per averci consegnato Cesare Battisti.

Singolare, se si pensa che il duo di estrema destra parafascista stava commemorando i soldati brasiliani morti nella campagna degli alleati contro i nazisti,durante la seconda guerra mondiale.

Tutti conoscono Jair Bolsonaro, contestato pure a Padova per la cittadinanza onoraria offertagli da un paesino veneto dove erano nati i suoi trisavoli.

Un fascio nazista rinomato per la sua omofobia,per il suo disprezzo degli indigeni dell’Amazzonia,per le sue simpatie con il golpismo anticomunista brasiliano,per il suo no vaxismo crudele verso i poveri che non si possono curare ( 600.000 morti): un impresentabile anche per i cittadini brasiliani democratici.

Sarà appunto accusato presso il tribunale dell’Aia di genocidio degli indigeni e crimini contro l’umanità per non aver fatto nulla durante la pandemia,(manco le mascherine).

Ebbene Salvini è stato l’unico parlamentare ad accoglierlo, l’unico a non prendere le distanze da un capo di stato che è un misto di Mussolini,Hitler,Trump.

Così anche Giancarlo Giorgetti,che ha la fiducia di Draghi e che rispetto a Salvini e’ un uomo politico di destra moderna e non un post repubblichino,ha dovuto prendere atto che Salvini non solo è una tigre di carta,ma può diventare incompatibile, non tanto con la nostra democrazia,quanto con posti nel prossimo parlamento.

Centri sociali,zecche comuniste e tutti gli antifascisti, che ritengono a ragione che Salvini sia solo un povero fascio – leghista,non hanno dubbi: il Cdx si presenterà unito.

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