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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

2.3 In attesa della fine del mondo c’è gente che non arriva alla fine del mese…

La guerra fra Ucraina e Russia conferisce al senso quotidiano del vivere un motivo in più per rimanere nell’emergenza.

Il bombardamento criminale su Kiev di ieri anche del memoriale della Shoah, chiude ogni discorso che recita: “io non sto con Putin,ma…oppure ma gli ucraini sono tutti nazisti..”

Paracadutisti paracadutati sulle città ucraine,guerra vera,come non si vedeva dal 1945, l’illusione che basta aver letto Wikipedia per argomentare il massacro.

Lo show della guerra,in movimento da 6 giorni sui media del pianeta, parla di missili, droni, evacuazione di ambasciate, fuga di povera gente dal conflitto, con il prezzo del petrolio che sale alle stelle, quello del gas una mazzata etc.,le Borse in calo ,morti,feriti,vite spezzate palazzi sventrati,tragedie che non avresti mai immaginato di vedere.

Finita la pandemia c’è sempre una ragione per sentirsi in prima linea.

Sono le retrovie che soffrono, però.

Se la normalità vuol dire la fine della pandemia, bisogna vedere in Italia cosa sia una normalità accettata per eredità.

E qui le vicende della normalità fanno paura.

Nessuno può prevedere come andrà a finire, comunque vada;fra guerra vera e sanzioni vs. Putin,davvero adesso “il nulla sarà come prima,” incidera’ per un pezzo sul nostro comune sentire.

Se in questi due anni perdevi il lavoro, il salario, la possibilità di spendere c’era comunque una ragione superiore per spiegare l’ingiustizia: una pandemia mondiale che non conosceva confini pure fra le classi.

Ora che le cose, grazie al cielo. torneranno alla normalità sanitaria con il motto che la vita continua sempre, nonostante fame, guerre, catastrofi naturali, chi rimane indietro si sente ancora più desolatamente povero di prima.

Il darwinismo sociale, infatti, non è più un problema, l’uguaglianza un paradosso pericoloso e nemico dell’economia; ma pure lo stato di diritto è un modo di dire che non riporta l’uguaglianza ai diritti della Rivoluzione francese..

Ci sono resistenze diffuse davanti alla normalità; come tirare la fine del mese, però, rimane un problema più che banale.

Ripartire, seppellire nella memoria i 150.000 morti convivere con la guerra.

Lo stato di emergenza sanitaria non sarà rinnovato oltre il 31 marzo,ma l’emergenza psichica rimane infinita, quella economica indefinita, quella umanitaria arriva fino al 31 dicembre.

Siamo tutti traumatizzati dalla guerra come dalla pandemia,ma,credo,come tanti,che la “normalità” di prima non ci sarà più.

Se l’essere normali vuol dire impattare tutti i giorni in problemi annosi mai risolti, in frasi fatte dell’emergenza epocale bel lungi dall’essere affrontata, in ingiustizie palesi visto la crisi del sistema in tutte le sue fondamenta, allora si può capire che l’emergenza sanitaria era un muro di giustificazione, sia per chi ha fatto i soldi, sia per chi si è impoverito.

Mors tua vita mea, ubi maior minor cessat: non sempre il latinorun manzoniano ci salva dall’alienazione quotidiana.

Soprattutto quando questa diventa davvero controllo sociale,ulteriore divisione del lavoro,nascondimento della povertà,ammirazione per un despota poco illuminato e molto criminale come Putin.

Intanto mettete dei fiori nei vostri cannoni…giustificazionisti del massacro anti – Nato.

E occhio al nucleare,deterrente surreale.

La Nato in Italia ha coperto le stragi nere e gli Stati uniti nel dopoguerra hanno sostenuto golpisti, fascisti nazisti; vogliamo ogni volta tirare fuori gli scheletri dagli armadi, con la nostalgia della normalità?

In questi giorni di calo delle borse un balzo in avanti lo hanno fatto i titoli degli armamenti convenzionali.

29.2-Meglio stare con l’internazionalismo proletariato che con il dittatore Putler (Putin+ Hitler)

Era inevitabile dividersi fra tifoserie nella complessa e irrazionale guerra fra la classe dirigente Putiniana,corrotta e criminale da venti anni, e l’Ucraina libera e indipendente per referendum popolare, anche con l’aiuto di brigate nazionaliste a trazione nazista.

Ma così come Putin ha stupito il mondo con un’azione militare modello 1939, non sorprende che uno spacciatore d’odio e intolleranza come il Duce russo abbia estimatori nell’ultimo campo del capitalismo reale e sedicente comunista:dal Kim coreano a al Xi Ping cinese.

E questi si possono capire.

Ma pure fra i nazional – bolscevichi e rossobruni italoti e leghisti di sinistra il Putin criminale è annoverato solo eventualmente fra i fascisti, i nazisti sono ucraini, che diamine. come gli italiani sono mafiosi e da sempre fascisti pure loro, visto Mussolini.

La formula di Putin è la solita: sfruttamento bestiale, negazione dei diritti civili e religiosi, retorica del comunismo militare da guerra patriottica, repressione del dissenso.

In nome di cosa?

Così andiamo a discettate sul futuro in attesa di contare i morti nel presente.

Intanto la Nato,solo oggi diventata la fattrice di ogni guerra,secondo la vulgata, per ora sta minando la possibilità che i russi ricchi arrivino a Forte dei Marmi per le grigliate con champagne.

Tutti fimeremmo subito per un’Italia fuori dalla Nato,ma è come dire che tutti siamo contro la guerra e la fame nel mondo.

Le anime belle che scoprono solo oggi che la Nato per procura difende gli interessi del capitalismo occidentale,forse scordano che la Nato e la Cia in Italia hanno coperto lo stragismo nero e pure la mafia.

Quindi,secondo me, tutte le analisi hanno le loro giustificazioni,ma non si può capire tutto,sapere tutto, giocando ai soldatini seduti in salotto come tanti rossobruni locali.

Per quanto mi riguarda durante l’insegnamento a S.Vittore ho conosciuto russi,ucraini,serbi,egiziani,marocchini etc,rumeni: tutti avevano nella capa ricordi di stragi da parte di nazisti,comunisti,musulmani,sionisti,ma nessuno generalizzava contro un altro popolo il proprio risentimento.

Quello che non ha fatto Putin, che ha usato strumentalmente il nazismo delle milizie ucraine nel 2014 e anche durante la seconda guerra mondiale per bombardare Kiev,per sanificare il paese con i tank nelle strade e le bombe sui civili.

Sarebbe come dire che siccome la Armata Rossa stuprò circa due milioni di donne tedesche, i russi sono assassini stupratori seriali.

I residuati del cripto nazional bolscevismo italiota, che continuano a ribadire che la colpa non e’ solo di Putin, hanno ragione.

Anche Hitler aveva le sue ragioni contro la pace di Versailles che aveva di fatto affamato la Germania…

Le manifestazioni contro la guerra sono il minimo sindacale per chi ha una visione internazionalista,socialista,libertaria del modo di stare in pace per il progresso.

Le proteste in terra russa ci sono,Putin con il suo Blitzkrieg di stampo nazista vuole affossare definitivamente la democrazia nella Federazione.

Tagliagole patentati come Lukashenko sono i suoi fedeli alleati,il ‘vai Vladimiro” della Cina capitalista e komunista un viatico alla mattanza.

Il secolarismo post comunista ne esce a pezzi,anche se contro l’Isis l’Occidente sublimava lo zar.

In tutta sincera umiltà, se posso dire una cosa, e’ che la pubblica opinione internazionale faccia pressione per la fine della strage alla faccia degli storicisti salottieri che hanno in canna un solo colpo,quelli dell’infinita guerra fra nazionalismo russo e ucraino che ne hanno fatte di tutti i colori.

Salvare dai bombardamenti del miliardario Putin e della sua banda nazionalista il popolo ucraino è un dovere per le donne e gli uomini che anche se non capiscono tutte le strategie,hanno come scelta tattica quella della vita sulla morte.

Anche la decadenza dell’ Europa e dell’Occidente era un tema caro ai nazisti del Terzo Reich.

La bomba atomica su Hiroshima fu accettata da tutti i paesi che avevano combattuto contro il nazifascismo.

Mi ripeto:la storia degli uomini non ha morale,non tende al bene assoluto,ma dovrebbe tendere a sconfiggere il male assoluto.

Che sta anche nel razzismo,nazionalismo,omofobia,repressione e menzogna del capitalismo mafioso di Putin.

Lo zar ha attivato l’ allarme atomico,e vuole trattare.

Chissà cosa pensano le badanti ucraine.

25.2 – La mattanza di Kiev fra nazismo e stalinismo: la storia delle terre di sangue..

Brano tratto da 1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta, e ebook operazione Barbarossa di Pierluigi Raccagni

Stalin nel 1933 aveva affamato l’Ucraina uccidendo in pratica 3 milioni di persone, ora i tedeschi, aiutati da milizie Ucraine nazionaliste si preparavano a far mattanza di ebrei e comunisti.

“Al di là dei tavoli gli ebrei con addosso solo la biancheria tremavano di freddo (…)
Dei Polizei ucraini separavano gli uomini e i ragazzi dalle donne e dai bambini piccoli (…)
Molti ebrei, camminando, intonavano canti religiosi, pochi tentavano di fuggire e quei pochi venivano subito bloccati dal cordone di sicurezza e abbattuti: dalla cresta si udivano distintamente le raffiche, so- prattutto le donne cominciavano a farsi prendere dal panico. Ma non potevano fare niente.
Li dividevano in gruppetti e un sottufficiale seduto ad un tavolo li contava: poi i nostri Ascari li prendevano e li portavano sul ciglio del burrone (…) Gli ”imballatori” ucraini trascinavano il loro carico verso quei mucchi e li costringevano a sdraiarvisi sopra e accanto: allora gli uomini del plotone si facevano avanti e passavano lungo le file di persone seminude sdraiate, sparando a ciascuna un colpo di mitraglietta alla nuca”.
Cfr. Jonathan Littell, Le benevole, op. cit. pagg. 123, 124

Il collaborazionismo dei nazionalisti anticomunisti ucraini in questa circostanza portò la barbarie nazista alla solenne ouverture della soluzione finale: il morbo del nazifascismo non ottenebrava solo le menti di una parte cospicua del popolo del terzo Reich, ma anche quelle dei popoli schiavizzati e ritenuti inferiori.

Per non finire loro stessi con un colpo alla nuca, in una fossa comune, collaborazionisti criminali e fascisti lituani, ucraini, ungheresi, romeni faranno a gara nel massacrare militanti comunisti e democratici e soprattutto ebrei.
La Wehrmacht, la Gestapo e le SS erano felici di tale bad company. “(…) i tedeschi fermavano gli ebrei per strada o li prelevavano dalle case e li obbligavano a lavorare nelle prigioni. Al loro arresto partecipava anche la polizia ucraina appena costituita…Ogni mattina circa mille ebrei venivano presi e distribuiti nelle tre carceri. Alcuni venivano messi a spaccare il cemento e a riesumare i cadaveri. Altri venivano fucilati nei cortiletti interni delle prigioni (…)
A questo spettacolo brutale partecipavano gli ariani di L’vov. Vagavano a frotte nei corridoi e cortili godendosi le sofferenze degli ebrei”.
Cfr. Richard Rhodes, Gli specialisti della morte, op. cit. pag. 69

Quando venne conquistata Kiev il 24 settembre del 1941 esplosero in città una serie di bombe e mine che devastarono gli edifici dei comandi tedeschi.
Per rappresaglia furono radunati 30.000 ebrei con la falsa informazione che sarebbero stati trasportati e reinsediati in una nuova regione

Dopo aver consegnato gli oggetti di valore e i documenti furono costretti a spogliarsi; con minacce o colpi sparati al di sopra delle teste vennero condotti a gruppi di circa dieci sull’orlo di un burrone noto come Babij Jar. Molti furono percossi (…)
Dovettero stendersi bocconi sui cadaveri sotto di loro e attendere i colpi che provenivano dall’alto e da dietro; poi arrivava il gruppo successivo. Continuarono ad andare alla morte per 36 ore (…)
Una madre nuda passò quelli che presagiva come gli ultimi secondi di vita allattando il suo bambino: quando questo fu gettato vivo nel burrone, vi si lanciò a sua volta trovando così la morte. Solo nella fossa queste persone furono ridotte a nulla, o al loro numero: 33.761.
Poiché in seguito i corpi furono riesumati e arsi su pire e le ossa non bruciate vennero schiacciate e mescolate a sabbia, quanto resta di loro è il conteggio finale.

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24,2″chi vuole restaurare il comunismo è senza cervello, chi non lo rimpiange è senza cuore” V. Putin…..

questo è un mio articolo del 2018

Bella frase quella dello Zar del terzo millennio russo, bella, ma se permettete, vuota come un sentimento ampolloso fine a se stesso.

Putin, amico di Berlusconi e Salvini, rispettoso dei tratti social – fascisti della Le Pen, vende la guerra patriottica di Stalin, come Mussolini vendeva le figure risorgimentali di Garibaldi e Mazzini: grande retorica, ma nei fatti oligarchia, divisione di classe sperimentata, potere ai miliardari, disprezzo della stampa libera

Se mi si dice che per dare un giudizio su Putin dovrei andare a vivere in Russia ( è quello che sostengono parecchi simpatizzanti di Putin nell’area comunista – leghista), siamo all’infantilismo demagogico del campionato di calcio: l’importante è tifare qualcuno, anche se si mostra una macellaio sul campo.

Vladimiro è senz’altro un grande della sua epoca, persegue una politica panslavista e anti – occidentale come la dinastia dei Romanov, con Trump è più d’accodo di quanto sembra.

Putin e Trump, secondo seri analisti, hanno compreso che lo sfaldamento dell’Europa illuminista potrebbe essere l’occasione per rilanciare in senso nazionalista il bipolarismo Usa – Russia, non in nome di capitalismo e comunismo, ma nel nome della patria, della famiglia, del sindacato corporativo,dell’omofobia, del razzismo.

Non sto qui a snocciolare le malefatte di Putin in politica estera: vicino alla Turchia, vicino ad Assad, giustamente contro l’Ucraina non per questioni di esportazione della democrazia, ma per questione del controllo dei propri confini ( vedi Crimea).

Per cui la nostalgia del comunismo di Putin risulta all’atto pratico l’ennesima mozione degli affetti per nascondere i difetti di una politica basata sul pragmatismo di missili e droni e su elezioni interne dove non ci sono avversari.

Oggi in Canada al G7 manca la Russia, e questo non è un bene.

Manca, di fatto, anche l’America di Trump che coi suoi dazi vuol colpire l’Europa, il trattato Molotov – Von Ribentrop è stata una tragedia necessaria, quello di oggi è solo il suggello di un consiglio di amministrazione fra miliardari populisti, demagoghi, che si comportano da gangster.

Chiaro che siccome fermano l’Isis sono, per molti, benefattori dell’Umanità.

Per quanto riguarda la storia russa io ho nostalgia del tentativo di Gorbaciov di rendere l’Unione Sovietica un paese socialdemocratico.

Gorbaciov, per chi non lo sapesse, nel suo libro sulla crisi che travolse l’Urss, fece un elogio a Lenin, non a Stalin, alla classe operaia, non al partito e all’apparato poliziesco. Mica poco per un comunista.

23.2 – La narrazione della guerra in Ucraina porta via l’emergenza pandemia…

La crisi in Ucraina sta cambiando i palinsesti dei media più accreditati.

Le cifre su contagi,terapie intensive e morti stanno lasciando il posto al Donbass,allo zar Putin,a iconografie e fotografie che ricordano Armate rosse,steppe ghiacciate,civili evacuati : tutta la guerra minuto per minuto.

Ora i vari esperti,incontestabili per ché non tutti siamo politologi internazionali,hanno preso la prima pagina ai virologi incontestabili,perché non tutti siamo medici…

Tranne per quelli che a cinquant’anni, senza vaccino,non possono andare al lavoro, la riapertura verso il mondo sollecita il sorriso di averla scampata.

Quella che era giudicata come una guerra,la pandemia dalle varianti maligne,sta per essere archiviata e mercificata in migliaia di breviari del buon salutista per dire che il mondo continua anche perché c’è ancora spazio per una guerra vera,con ultimatum, retromarce,una fine del mondo che non ci sarà,ma che farà audience.

Pensierini:

Le sanzioni contro la Russia, dopo che Putin, partendo da Lenin e citando Stalin in mondovisione, ha strumentalizzato la storia del sovietismo, sono la logica conseguenza della violazioni degli accordi di Minsk dopo la crisi del 2014 in Ucraina, con la rivolta pilotata dagli occidentali contro il governo filorusso.

Invece di gridare all’unisono” pace in terra agli uomini di buona volontà”,sui social, intanto, cominciamo ad assistere al derby fra tifosi dei filorussi separatisti e esercito ucraino in un crescendo di disinformazione e guerra totale a colpi di menzogne.

Se c’è una guerra inutile è quella che si prospetta fra lo sguardo ad oriente di Putin e quello ad occidente di Zelensky.

Putin ha già vinto perché, per la prima volta dopo la fine della guerra fredda, è stata messa in discussione la presenza della Nato, come supervisore del capitalismo occidentale anche nell’Est.

Putin ritiene che una parte di quella che era l’Unione Sovietica ( l’Ucraina), non possa finire nell’orbita dell’Occidente.

Insomma scontro fra imperialismi post ideologici sulla pelle di milioni di cittadini; le sanzioni prospettate dall’ Europa e dall’Atlantismo sarebbero micidiali per l’economia russa.

La soluzione più logica che si aspettano le Cancellerie europee e mondiali sarebbe quella della diplomazia ad oltranza, pure se il Donbass filorusso rimane un dato di fatto di 7 milioni di abitanti.

Se invece è questione di strategie di un nuovo – vecchio mondo fatto di nazionalismi feroci siamo tutti nei guai: gridare al terzo conflitto mondiale è puro sensazionalismo mediatico.

Quando nel 1991 l’Urss si dissolse all’inizio il plauso generale andò a Gorbaciov,che aveva evitato un bagno di sangue nazionalista,etnico e religioso fra i vari stati.

I russi hanno tutte le ragioni storiche per non fidarsi degli Occidentali,(da Napoleone a Hitler e Mussolini),ma anche l’Ucraina ha il diritto ad una piena indipendenza da stato di diritto.

La democrazia dello zar non combatte la destra ( vedi feeling con Salvini, Orban), combatte la democrazia parteggiando per la democratura..dei Romanov..

La domanda è semplice:il popolo russo e ucraino davvero vogliono la guerra?

Direi di no,anche se una giusta quota omeopatica di antimperialismo americano ci vuole sempre, per capire i russi.

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18.2 – A 30 anni da Mani pulite rimane la crisi infinita della Repubblica…

Viene trattato con la dovuta deferenza il trentennale di Mani pulite.

Proprio per affermare che dopo 30 anni,visto anche il pasticcio dei partiti sul Mille proroghe, siano tornati al punto di partenza: le lobbies pensano a se stesse passando per la burocrazia partitocratica.

Nel febbraio del 1992,il pool di Di Pietro,Davigo,( rinviato a giudizio dalla procura di Bescia),Colombo etc della Procura di Milano, mise sotto inchiesta migliaia di politici e imprenditori,le patrie galere si aprirono per gli intoccabili.

Le cifre parlano da sole:3.200 richieste di rinvio a giudizio,1.254 condanne,solo 269 proscioglimenti e 161 assoluzioni: una vera rivoluzione nella classe dirigente del Paese.

Tutto iniziò da Mario Chiesa e dalla mazzetta al Pio Albergo Trivulzio.

Vi furono inoltre decine di suicidi, e cadde di fatto la prima Repubblica dei partiti che aveva fatto,nel bene e nel male,dell’Italia la quinta potenza industriale del mondo.

Da lì si scoprì che per gli imprenditori italiani pagare la mazzetta ai politici per avere mano libera nell’intrapresa era come bere un caffè: una consuetudine consolidata che finiva nel finanziamento illecito dei rappresentanti del popolo.

Era il delirio delle tangenti governate dalle segreterie dei partiti,con la piccola imprenditoria sempre più taglieggiata dalla partitocrazia,termine coniato da Marco Pannella fuori dall’abbuffata.

La figura politica più grande che pagò per tutti fu Craxi,il Psi si disintegrò,il PCI – Pds si salvò grazie al compagno Greganti ” un de quei che parlen no”.

La DC piano,piano ,si sfaldò con tutto il pentapartito,la balena si era spiaggiata nella baia della seconda Repubblica.

Il filosofo Hegel ha scritto che gli uomini fanno la storia,ma non hanno coscienza di farla: Mani pulite è stata nella coscienza comune la rivoluzione che per la prima volta ha messo in galera quelli che giravano con l’auto blu.

Fu vera gloria?

L’ardua sentenza dice di sì,ma come risaputo e detto in varie occasioni l’Italia da allora non è cambiata di molto…

Anzi è peggiorata, perché non cresce più,mentre negli Anni Novanta la ricchezza cresceva ancora del 15 per cento.

Nell’anno di grazia 2022 mafia,corruzione,collusione con la politica hanno ancora un peso rilevante nel rapporto fra furto di denaro pubblico e pubblico interesse.

Nel 1992 si diceva, ” tutti rubano”,oggi si dice quasi la stessa cosa.

Populismo e demagogia,certo,sconcerto sfascista e qualunquista pure, ma oggettiva cocente delusione per il rapporto fra cittadini e potere.

Sulla questione sono stati scritti e riscritti centinaia di libri,una cosa rilevante sull’argomento l’ha fatta notare Marco Travaglio.

Mani pulite fini non quando si era in procinto di prendere i pesci grossi,ma quando nella rete cominciarono a cadere i pesci piccoli,dixit il Travaglio.

Il giustizialismo, così,avrebbe preso una strada polpottiana inglobante il modus vivendi della società civile:chi è senza peccato scagli la prima mazzetta,aggiungo.

Anche questo, però, è vero a metà.

Il 23 maggio del 1992 vi fu l’attentato a Giovanni Falcone,il 19 luglio quello a Paolo Borsellino, l’attacco al cuore della democrazia venne dalle forze più oscure e reazionarie.

Mani pulite non fu quindi solo una questione di soldi,di tangenti,di truffe,raggiri,menzogne,da parte di uomini dello stato,ma fu un periodo costellato da stragi,infiltrazione di servizi,la solita e ripetitiva faida all’italiana.

Si noti che il pool di Mani pulite tentò di far fronte comune con i giudici siciliani nella guerra contro l’intreccio mafia – politica.

E se c’è un problema che non è mai stato affrontato è quello che vede anche oggi la classe politica, sempre più screditata, flirtare con una imprenditoria pubblica e privata ove gli interessi si perdono nell’alto dei cieli degli interessi di parte,luridi,mafiosi,fascisti.

Una parte dei nostri imprenditori,infatti, persevera impunemente nella politica dei bassi salari e licenziamenti e delle scorciatoie alla “Mani pulite”, vedi pure le ultime vicende sul superbonus per l’edilizia come ultimo esempio di malaffare,senza parlare del caporalato e del lavoro nero sotto tutela criminale

E quando Bettino Craxi, che aveva difeso la causa palestinese vs. gli americani a Sigonella, andò in procura a Milano davanti a Di Pietro,cadde non solo lui,ma una parte di quella democrazia formale conquistata a fatica dopo la guerra da parte dei partiti antifascisti.

Ma la colpa non fu dei giudici, come si continua a declamate da quella destra che trovò nel berlusconismo il sentiero della redenzione e della libertà di farsi i fatti propri.

Oggi la corruzione non prevede correzione perché la storia manca di personalità tragiche,ma vere.

E il discredito verso la politica è universale anche per chi,quando c’era Tangentopoli,era in fasce.

Non è bello.

Completamente gratuito dal 18 al 22 febbraio

21.2 “Baby gang”:il proletariato giovanile nella solitudine della marginalità..

Sono giovani italiani, extracomunitari di seconda generazione,assaltano coetanei per rubare orologi e telefonini,con le ragazze palesano atteggiamenti delinquenziali e sessisti.

A Padova ne hanno schedati mille,pronti tramite avviso social,a ritrovarsi per risse gigantesche degne di un kolossal statunitense sulla gioventù bruciata.

Ma questi,secondo gli esperti,sono di un’altra parrocchia,vittime di pandemia e reclusione.

Ci sono pure baby gang femminili che non fanno sconti a nessuno.

I media si divertono a definirli pericolo pubblico nelle grandi città,in contesti più piccoli sono risse di paese.

Quando a Parigi o Londra scoppiavano o scoppiano vere rivolte di quartiere di magrebini,giamaicani etc,con saccheggi nei supermarket che rievocavano le insurrezioni di Detroit e Chicago nelle città americane, si diceva che in fondo in Italia ci sono solo bravi ragazzi.

Adesso le baby gang, forse prenderanno il posto dei no vax nell’immaginario collettivo degli italiani,nuovo capro espiatorio per una paura diventata angoscia.

Sono culturalmente fascisti?

Sottoproletari da banlieue internazionale?

Massa di manovra di mafie occulte dal rap al trap,spacciatori con mitraglietta in cerca di spacciatori di rabbia metropolitana?

Non saprei,sono il prodotto delle periferie abbandonate che nel sud producono camorra e mafia giovanile,e al nord violenza contro tutto e tutti.

Le loro imprese prevedono bottigliate,coltellate ai loro coetanei più fortunati che possono presentare le credenziali giuste alla tavola del sabato dello shopping,della movida,del look alla moda:invidia per chi ha.

Fenomeno inquietante solo per chi non ha occasione di abitare in una casa della zona di S.Siro povera e indigente o in una borgata romana qualunque.

Poveri di prospettive, come masse proletarie più storiche, li si diventa cattivi perché la corsa al consumo rende fragili, dipendenti come tossici,inquieti nella giungla d’asfalto.

La violenza viene filmata dai telefonini,messa in rete,vantata come bullismo di massa: nessun progetto,ma solo violenza fine a se stessa per dimostrare di esserci e non semplicemente di essere.

(Da Sein per Heidegger,essere nel mondo).

“Faccio male quindi sono”,qualcuno parlerà di me, i miti sono periferici..

Quando vengono intervistati in forma anonima da qualche TV non ostentano deliri pro droga, amfetamine,acidi,alcool.

Niente,assolutamente niente,se non ricerca del branco,della banda che può variare anche secondo la nazione di provenienza.

Bande di giovani minorenni che sniffano colla e uccidono per rubare un orologio sono sempre stati l’effetto dell’indigenza assoluta, delitti perfetti vs.giovani diseredati nelle favelas di ogni continente che si immolano nel sacrario del vuoto esistenziale.

Qui non ci sono favelas,ma quartieri periferici dove si vota poco,si legge poco,dove la scuola è di trincea..

Non è questa la solita giustificazione sociologica che copre le malvagità dei singoli,ma il futuro del cosiddetto ordine pubblico potrebbe essere questo.

E il loro non essere fa paura a quelli che da secoli parlano di emergenza educativa senza mai approntate una riforma seria che è una.

16.2 “La vita è la più bella cosa che abbiamo,ma la mia non è vita.”

Mario, 43 anni, nome di fantasia, tetraplegico marchigiano,da 10 anni soffre le pene dell’inferno.

La sua non è vita, tanto da fargli dichiarare ” la vita è la più bella cosa che abbiamo,ma la mia non è vita”.

Dopo un battaglia legale di oltre un anno ha ottenuto il salvacondotto per il suicidio assistito dall’agenzia unica di esperti della regione Marche, che ha individuato nel farmaco Tiopentone la via giusta per l’eutanasia.

” Fate presto,basta con le torture”aveva fatto sapere Mario tramite i suoi legali.

L’accanimento terapeutico non va bene nemmeno per la Chiesa cattolica, da sempre refrattaria all’intervento della scienza sui destini sacri di ogni vita.

In seguito alla sentenza Cappato – dj Fabo del 2019 ,Mario dovrebbe avere i requisiti necessari per il suo estremo viaggio: la sua vita vegetativa, la sua patologia irreversibile, la sua sofferenza fisica e psicologica,la sua volontà libera lo rendono innocente davanti alla presunta colpa morale e civile di rinunciare alla vita.

Adesso in assenza di una legge sul fine vitae Mario dovrà lottare ancora per la sua scelta.

La legge sull’eutanasia,infatti,giace da anni in Parlamento per la solita indecisione della politica.

Proprio ieri la Corte costituzionale non ha ammesso il referendum sul fine vita.

Cappato e i radicali,che parlano di passo indietro della democrazia,non fanno della demagogia.

La legislazione in questo caso non ha pietà dei malati consenzienti a porre termine al dolore irreversibile del vivere in un letto,alimentati con macchine senza la possibilità di continuare una vita in sé e per sé.

Il tema è delicatissimo,per chi soffre è radicale.

Il sapere di sè, l’autocoscienza, non sono invenzioni filosofiche, giudicare il volere di Mario, quello di non soffrire,è orribile solo nell’atto.

Ci vuole chiaramente una legge che sia la sintesi fra morale e diritto come tutte le leggi che rispettino diritti individuali e armonia con gli altri,quella che Hegel chianava eticità.

Inutile continuare la polemica fra chi crede che la vita sia un dono di Dio e non un aggregato di atomi.

Il suicidio assistito non è un viaggio su una navicella spaziale: non c’è ritorno almeno nell’aldiqua, bisogna essere onesti con il proprio dolore per tentare di capire quello degli altri.

Non si fa a cuore leggero,il dolore del mondo sta nel coraggio di Mario.

Non stimare Mario non è possibile.

E ciò di cui non si sa,meglio tacere.

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16.2 – La Destra vive sull’ emergenza migranti / briganti,se no è il nulla..

Matteo Salvini,da quando ha toppato al Papeete,non ne ha azzeccata più una.

Soprattutto una volta che i migranti muoiono di preferenza nei Balcani fra Grecia e Turchia.

Mentre il Mediterraneo, cimitero dei disperati, ( anche ieri un naufragio),rimane solo nel cuore degli uomini di buona volontà e nella intraprendenza soggettiva delle ONG,e associazioni umanitarie,il Capitano non sa dove trovare un nemico credibile che possa fare lievitare i voti.

Così il “prima gli italiani”non muove più il patriottismo della difesa della patria,pure se la destra repubblichina, Santanchè, first lady nostalgica peggio della Mussolini,ha giocato tante volte la carta dell’invasione musulmana.

Ricordate quando i razzisti ventilavano la certezza che le moschee avrebbero preso il posto delle Chiese cattoliche?

Le miserie politiche e le menzogne dell’estrema destra populista sono state disvelate dalla Pandemia,gli italiani che avevano paura del “brigante e ladro esotico”hanno dovuto prestare attenzione al Covid,e Salvini si è trovato disoccupato.

Perché non ricordare che il Capitano fermava le ONG che volevano attraccare in porti italiani,suonava ai citofoni dei presunti spacciatori africani abbracciando poi gli amici della curva,veri spacciatori di roba pesante,si faceva fotografare in costume a fare il dj al Papeete,usava le moto d’acqua della polizia per allietare i figli al mare.?

Una vera camicetta bruna in camicia verde ,un’arroganza razzista imbarazzante persino per Giorgetti e Crosetto.

Oggi i migranti,secondo Ferruccio De Bortoli ,non certo uno di estrema sinistra,sono una risorsa per un paese come il nostro in crisi demografica.

Addirittura la presenza di migranti sarebbe in riduzione, vista la difficoltà dell’inserimento nella società civile.

Così oggi,da parte degli ex irriducibili sovranisti,si tenta di dare fiato alla crisi energetica che porterà il caro bollette a sposarsi con una nuova immigrazione dall’Ucraina in fiamme ( Orban già sull’argomento ha detto la sua).

Come si può notare il timbro del catastrofismo dell’invasione continua,non dismette i panni dell’emergenza.

Forza Nuova è in ritirata dopo l’invasione romana della Cgil,Casa Pound gioca di entrismo in Fdi e il Capitano non può costituire i legionari leghisti, se no Giorgetti lo manda al diavolo.

Così Salvini e soci forse hanno solo due strade: una CDU lombardo bavarese, oppure un partito repubblicano che diventa repubblichino quando si parla di emigrazione.

Come si nota si naviga a vista.

E il problema migranti,ridimensionato fino a nuovi sbarchi, è solo cronaca spicciola.

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