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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

22.9 Putin, da aggressore a compiaciuta vittima dell’Occidente, mobilita riservisti e bombe atomiche tattiche.

La Russia si è svegliata in guerra.

E a Mosca e Pietroburgo il dissenso contro la guerra e la mobilitazione di 300 mila riservisti è stata, come sempre, repressa con migliaia di arresti, alla faccia dei putiniani occidentali che farneticano sul ruolo di Putin nella pace del mondo.

I media occidentali sottolineano come vi siano state fughe di riservisti all’ estero soprattutto verso la Finlandia.

Vladimir Putin è davvero un Goebbels 2.0 nel fare propaganda, per difendersi dalla fallimentare conduzione dell’operazione speciale militare.

Ora l’aggredito è lui.

Aggredito da un Occidente appiattito sulla Nato, su Biden, sull’Italia, la Francia, la Germania, l’Inghilterra, e l’Europa ( meno l’Ungheria),che vuole distruggere il suo disegno di egemonia panslavista, al punto di attaccare i suoi confini, metterlo alle strette con le sanzioni, non riconoscergli i 4 referendum di annessione al Donbas, non ossequiarlo per la denazificazione di un popolo infingardo e traditore.

Così il nostro, da cui ha preso le distanze pure l’India, e che non ha avuto dalla Cina il completo avallo per la sua guerra imperialista,( sembra che Pechino abbia esortato ad un cessate il fuoco), mischia la carte, tende al colpo di teatro della guerra tattica nucleare, attacca le cancellerie occidentali che non hanno consigliato a Zelensky di arrendersi.

C’è poco da dire ancora, tranne che più il putinismo alza il tiro più trova consenso fra le estreme destre europee,convinte che l’attacco di Putin all’occidente sia l’attacco alle banche, al sionismo, ad una società decadente e corrotta,ad una globalizzazione plutocratica.

In Italia il revanchismo putiniano servirà ancora di più ai Salvini, Rizzo, e stalinisti da operetta con vitalizio,ad attaccare il famigerato Draghi che ci ha portato in guerra.

Andreas Hillgruber,portentoso storico tedesco,nel suo libro sulla seconda guerra mondiale, sottolinea che furono i nazisti i maggiori antiatlantisti.

Goering sosteneva che gli americani erano un popolo di bambinoni, capaci solo di fare lamette da barba.

E infatti il fascismo stragista e ordinovista negli anni settanta teorizzava una terza posizione fra America e Urss.

Niente di più falso,anche se Draghi oggi, Churchill ieri,ad esempio, non erano certamente santi del paradiso socialista.

Pure Hitler denunciò Austria e Polonia che volevano distruggere il Terzo Reich,le loro annessioni cancellarono la pace in Europa.

Si continuano a trovare fosse comuni e stanze di tortura sulla strada dell’Armata russa in Ucraina.

Si aspettano approfondimenti controcorrente da parte dei militanti del fascio – putinismo di destra e dei dottor Sottile della sinistra informata ma deformata dal fallimento ideologico.

Ci sarà il modo di riparlarne.

21.9 Incubi sinistri- Votare,non votare,annullare …

L’istinto di sopravvivenza ti dice di votare qualcosa che dilegui la probabile vittoria della destra estrema,secondo sondaggi.

La ragione,invece,consiglia di astenerti da una tornata elettorale che si presenta come crisi di sistema della cosiddetta seconda repubblica: partiti da una parte, popolo dall’ altra,nessuno che ti rappresenti,soprattutto a sinistra.

Certo che non votando finisci nell’indifferenziato qualunquista,in quel nulla che non crea nulla,in quel non voto di protesta contro il sistema che è il più funzionale al sistema.

Allora ti dici” votiamo il meno peggio”,e poi ti accorgi che il meno peggio è almeno da un decennio che lo voti.

E poi seguendo l’ onda d’urto europea anche in Francia uno su due cittadini non ha votato alle politiche di mesi fa.

Bene,allora,vediamo i programmi.

Più soldi agli insegnanti, più soldi ai lavoratori,alle famiglie,ai giovani che studiano,alle donne che lavorano,incrementando la transizione ecologica che abbia una ricaduta nel Pnrr,con particolare riguardo alle infrastrutture del sud Italia ancora deficitarie dal 1861….

Come si vede il nulla,sono cose che io sento dal 1972,in altra forma, l’anno in cui iniziò la mia carriera di elettore votando Valpreda presentato dal Manifesto.

Poi con la crisi energetica e l’inflazione in atto ti aspetti che qualche spicciolo di promessa elettorale si realizzi: cuneo fiscale per salari e pensioni che possano ripagare in minima parte gli aumenti in programma.

Ristori per il varo bollette,nel solco del Covid.

Il presidenzialismo, vecchia bandiera almirantiana, è un raglio che vuol essere un ruggito di leone,ma non è credibile a breve.

Nei vari partiti è infuriata la battaglia per farsi mettere in seggi sicuri,tengono tutti famiglia diamine.

Allora, mettiamola così.

Tranne la destra estrema, e tutti i camerati di merende che sappiamo, il meno peggio senza futuro è votabile.

Non sapendo chi ti rappresenta ti viene in mente di decidere,se votare o no,il 25 settembre dalle 7 alle 23.

Questo non è mai un voto sprecato

19 .9 Parere operaio :il PD ha lasciato alla destra chi voleva rappresentare…

Alla festa della Fiom di Torino alcune settimane fa gli operai sono sembrati avere le idee chiare più dei dirigenti.

Non vogliono lavorare fino a 67 anni e non vogliono che i figli abbiano un lavoro precario.

Ribadiscono che non sono di destra,che non subiscono le sirene di Salvini per l’età pensionabile,che molti sono iscritti all’ANPI.

Quando chiedi cosa voteranno la conversazione riportata dal giornale la Stampa trova la risposta che ti aspetti.

Nostalgia dei comunisti ,Berlinguer in primis,che sapeva quelli che erano i loro bisogni.

E su Letta viene denunciato il ritardo del cambio di passo, dopo anni che il partito non si occupa di loro.

Che il PD non sia il soggetto politico della classe operaia è scontato.

Partiti comunisti e socialisti in Europa,espressione della classe operaia, non ci sono più.

Ma gli operai ci sono ancora,disseminati in mille realtà sparse su territori di archeologia industriale .

Nelle grandi realtà operaie di Termini Imerese,Monfalcone,Mirafiori,il PD,inutile negarlo è in grandi difficoltà.

Che il voto operaio si sia spostato su Lega e cinque stelle certifica il fallimento del riformismo alla PD,Italia viva,Azione: un riformismo senza anima.

È successo in Francia,in Germania,e prepotentemente in Italia:la sinistra di classe non esiste più.

Difficile ricomporla in 50 giorni di campagna elettorale.

Quindi,forse un atto di costrizione da parte del PD,sarebbe gradito agli stessi operai che non sono diventati tutti di destra .

Ma che non vogliono essere in una sinistra fru fru dalle eterne promesse e dalla costante presunzione.

16.9 Mister B e C. su tik tok:  tristezza per favore va via…

La nocciolina della politica,quando ci sono le elezioni deve essere distribuita soprattutto alle giovani generazioni,che vanno a votare per la prima volta.

Soprattutto in questa tornata elettorale dove  anche i diciottenni voteranno al Senato.

E dove è prevista un’astensione molto forte: per il lavoro e lo studio c’è la  solita retorica del non lasceremo indietro nessuno.

Se si pensa che comizi ce ne sono pochi,che di incontri con il candidato sul territorio sono pochissimi,vista la legge elettorale in vigore dove i partiti scelgono i candidati in liste bloccate,farsi vedere su tik tok è un modo come un altro per influenzare il voto giovanile.

. Perché anche la TV,per le giovani generazioni, è uno strumento desueto di informazione:al massimo interessa per calcio e fiction in generale.

Rimane il telefonino e il PC per connettersi pure con il mondo dei media : facebook e Instagram sembra non facciano più tendenza,YouTube oscilla fra musica trap e immagini di documentari o di facezie, Twitter è per chi conosce la sintesi.

È per questo che mister B si è messo su tik tok,insieme a Renzi e a uno del PD che invita the young generation a comprendere che hanno un futuro da precari ,da sfruttati senza pensione,da nuovi poveri in cerca di scarpe firmate identitarie .

Che tutto sia mercificato fino allo sfinimento psichico lo sappiamo,ma che i giovani vengano contattati dagli adulti nel loro campo di connessione per tirar loro fuori la voglia di andare a votare è triste e demenziale.

La democrazia degli influencer sui social è uno strumento  per pubblicizzare qualsiasi merce: il diritto e dovere di votare,invece, fa parte dell’essere cittadini non consumatori.

Insomma i giovani, che costituiscono un mercato eccezionale per nuovi consumi in tutto il mondo,sono chiamati a fare quello che il mercato comanda: consultare il catalogo dell’offerta istituzionale.

Ma lasciarli liberi di interessarsi normalmente e con coscienza non è moralismo, è semplicemente un atto dovuto alla loro intelligenza.

Giovani

14.9 Caro bollette: la colpa è di Zelensky che non si arrende o di Putin che si ritira?

“E’ ora di finirla con questa guerra”, bercia Salvini che vorrebbe sospendere le sanzioni alla Russia di Putin adesso che lo Zar è in difficoltà.

Il bravissimo Tony Capuozzo,ex  LC,  entomologo della stragi di Bucha e Mariupol , e fu vice direttore di Tg5, si affretta a rifilare  la solita ricetta: ucraini eroici,ma ora che Putin è precipitato nel flop militare, sarà ancora più crudele con tutti.

Domanda:lasciare che la carneficina continui nel segno della Grande Madre Russia che ci mandava il gas?

Addirittura a Pietroburgo e Mosca autorevoli deputati chiedono le dimissioni dell’autocrate, che si è scagliato contro i militari al grido”di manica di incapaci”.

Meloni,che è atlantista in attesa di Trump,si mette le mani nei capelli .

Perché,ragazzi,Putin e stato un irresponsabile,ma ci dava quel gas che ora costerà un occhio della testa a noi italiani in emergenza perenne nei bassifondi dello scostamento di bilancio,che è moltiplicazione del debito pubblico sulle spalle dei giovani,se va bene.

D’altronde l’ultima minaccia dello zar all’Italia è una sparata chiarissima: soffrirete  il freddo,la fame,la recessione se non ritirate le sanzioni.

Le proposte dei putiniani nostrani di tutti i colori ,però, sono superficiali: uscire dalla Nato,convincere Zelensky che difendere la sua terra dall’aggressione sia un peccato di vanità,ricordare che visto che stiamo parlando di caro bollette in Italia, i cari estinti della guerra sono ormai sepolti come effetti collaterali.

Poi,fare finta di uscire dall’Euro,per fare ancora più gazzarra futurista o dadaista, come chiamo’ Rizzo la  sua vergognosa sparata per la morte di Gorbaciov.

Come si vede un gioco da ragazzi.

Se osi dire che la resistenza ucraina sta alla storia come qualsiasi altra vicenda umana di autodifesa di una nazione aggredita,ti becchi del filo yankee,filo Biden,filo occidentale etc.

Filo fascista…

lì la cosa è più complessa…..visto che Putin richiama Trump,Trump richiama,Meloni,Le Pen,Salvini,Mister B,tangenti Enimont,rapporti coi servizi russi etc.

In sostanza : la guerra la può fermare solo un dio benevolo,volere la pace è il minimo di civiltà,ma fermare il prezzo del gas Russo è compito delle diplomazie internazionali che devono convincere il filo americano Zelensky a sacrificare un popolo sull’altare della coerenza antiatlantista.

Ora con Putin alle corde,potrebbe cambiare tutto:lo zar costretto a continuare la guerra diventa vittima di una cospirazione mondiale al soldo delle multinazionali.

Pensare di essere nel giusto e dalla parte giusta sempre e comunque, senza pagare gli oneri,è tipico di chi non conta nulla,ma vuole tutto.

12.9 Beghe elettorali, ma chi ha voglia di votare?

Nelle campagne elettorali la democrazia,si dice, raggiunge l’apogeo delle libertà.

Questa tornata elettorale, però,si presenta nella sua cruda realtà: un sistema in profonda crisi chiama i cittadini a votare con un sistema iper maggioritario e con liste bloccate.

Così secondo gli osservatori di varie ideologie e religioni di bottega,il mercato della democrazia e’ inflazionato di promesse,di cose che mai saranno realizzate.

Mario Draghi ,ad esempio sembra sia stato solo al servizio della banalità dei poteri forti.

Peccato,poi,che tutti lo invochino come Salvatore delle casse pubbliche. ( Vedi decreto Aiuti bis).

Una pletora di rivoluzionari e parolai alla giornata pensa che il voto possa cambiare l ‘Italia.

Sono balle, perché senza un punto di vista di riformismo radicale,iniziando da salario minimo,tassa sugli extraprofitti, aumento dei salari, espansione dei diritti civili ( cose che vengono fatte in Germania,Francia,Spagna normalmente),si dà il caso che il solo cambiamento sarà quello della fiamma tricolore a Palazzo Chigi.

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La classe politica sta girando l’Italia in kermesse noiose per raccogliere adesioni,consensi,simpatie che li porti ad un 25 settembre di speranze per nuovi seggi in quel parlamento,tanto criticato a parole dagli stessi parlamentari, incapaci pure di votare un presidente della Repubblica condiviso.

Così il mischione delle risse fa della campagna elettorale solo una gazzarra isterica di contenuti sbiaditi,portati avanti soprattutto dalle solite promesse di riforme strutturali che mai verranno realizzate.

La notizia è che i programmi dei partiti,quasi eguali nella sostanza generica,hanno scatenato all’ interno di ogni partito una guerra civile per attribuirsi i seggi migliori.

Così anche con l’adesione di Gina Lollobrigida alla lista di Ingroia,la rivoluzione culturale ha raggiunto l’apogeo, non sconcertando più di tanto,visto che si sono stati presentati eserciti di vecchie glorie convinti di essere il nuovo che avanza.

Hanno tutti ragione ovviamente.

Siamo di fronte ad una classe politica che si auto assolve facilmente,tutto il resto è demagogia e populismo.

Casini vs Sgarbi a Bologna,un derby di centro destra, o no?

Eppure il PD crede che Casini sia l’usato sicuro,come lo era per Berlusconi e Fini.

Sinceramente preferisco votare in senso lato chi fa il suo da una vita,senza presunzione e ignoranza da vendere.

9.9 Si ricomincia nell’autunno caldo perenne,come sempre….

Ricomincia il day by day della normalità con le solite emergenze degli ultimi vent’anni, più inflazione,guerre,ed elezioni anticipate che voleva solo la Meloni.

Tutti possono lamentarsi che niente funziona perché mancano soldi ai soliti noti, perché mancano i medici, perché la politica è una cosa brutta, perché farà freddo, perché senza ristori sulle bollette le aziende chiuderanno, perché le elezioni ora sono inutili: perché non si capisce più niente.

Nei mesi di luglio ed agosto,ad esempio,il Covid era semi sparito,il boom del turismo ha aumentato occupazione e PIL,la guerra in Ucraina è scomparsa,i risparmi dei privati sono aumentati,la povertà assoluta pure,quella relativa anche..

Tornerà il fascismo?

Che bisogno c’è se non c’è più il comunismo?

Davanti a questo caos essere confusi credo sia assolutamente normale e pensare di mandare tutti a quel paese è sacrosanto .

Ma per scappare devi avere un posto dove andare,non basta evitare la Gabina elettorale.

Così ci troviamo tutti ad essere qualunquisti in emergenza continua.

Questo però è un privilegio che non hanno quelli che comunque aspettano qualcosa che raramente avviene nel regno degli uomini: la giustizia sulla terra.

E allora becchiamoci l’ennesima emergenza senza tanto lamentarsi: non serve a niente,se hai bisogno,devi lottare per necessità.

E i bambini ci guardano.

7.9 Quando il Duce denunciò gli italiani di avere poco spirito guerriero,( mens sana in corpore sano)

IL GRAN CONSIGLIO

Doveva essere una riunione “confidenziale” quella del Gran Consiglio, convocato alle 17,00 del 24 luglio.

Il Duce credeva, o faceva finta di credere, che in gioco non ci fosse altro che una prova di forza all’interno del PNF, dove mediocri collaboratori si agitavano nel momento della tempesta.

Per questo scelse il basso profilo: nessun addobbo alle finestre del balcone per annunciare il “concistoro fascista”, nessun moschettiere del Duce di guardia.

Piazza Venezia deserta, perché parecchi romani dopo i bombardamenti del 19 luglio avevano lasciato la città, caldo insopportabile, protocollo di rito: sahariana nera per tutti i 28 membri, Sala del Pappagallo, adiacente alla Sala del Mappamondo, ufficio del capo.

Vi fu il “Saluto al Duce” nel momento in cui Mussolini entrava alle 17,14 preceduto da Navarra, segretario personale, accompagnato da Scorza, segretario del partito.

“A noi” come ai bei tempi risuonò fra i presenti.

Mussolini, seduto al centro dei tavoli disposti a ferro di cavallo, ordinò a Scorza di fare l’appello.

Poi cominciarono le danze. Non c’era nemmeno uno stenografo per il verbale, “una cosa nostra nera” era il modo in cui Mussolini intendeva lavare i panni sporchi in casa.

Il Duce cominciò la relazione.

Naturalmente affrontò il tema della “guerra”.

Fra lo stupore generale, il Duce, sempre così battagliero, con la sua efficacia retorica, con la sua tagliente determinazione, fece un discorso molto “prevedibile”, zeppo di giustificazioni sul suo operato.

Intanto disse che lui non aveva chiesto il comando supremo delle forze armate.

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Per rafforzare questa singolare manifestazione di fuga dalle proprie responsabilità, presentò una lettera di Badoglio del 3 maggio 1940 che lo invitava ad assumere il comando supremo delle forze armate.

Accusò gli italiani di avere poco spirito guerriero perché agli invasori statunitensi tributavano calorose “accoglienze”, accusò Rommel di non aver seguito i suoi consigli ad El Alamein.

Giacomo Acerbo, ministro delle finanze, scrisse in seguito che la “relazione procedè fiacca, disordinata, contraddittoria…pareva che vagasse in un mondo irreale e che non fosse lui a parlare.”.

In effetti Mussolini insicuro, freddo, arrogante, senza entusiasmo, fu un vero e proprio disastro.

Biasimò la Germania che non aveva compreso l’importanza di evitare lo sbarco in Sicilia, poi, dopo due ore di chiacchiere auto assolutorie, si appoggiò allo schienale della sedia aspettando gli interventi come un atto di sfida.

Presero quindi la parola De Bono, membro più anziano del Gran Consiglio, parte decisiva della marcia su Roma che, più volte interrotto, dichiarò che la colpa non era certo dell’esercito che non aveva seguito gli ordini di Mussolini.

Bottai sottolineò la gravità della situazione e la mancanza di collegamento fra il capo del governo e i collaboratori.

In pratica, sentenziò Bottai, altro maestro di pensiero del fascismo, la relazione di Mussolini era la conferma che il Duce, isolato, non era stato capace né di comandare l’esecutivo, né di farsi ubbidire dallo Stato Maggiore dell’esercito.

L’atmosfera era pronta per l’intervento dell’ingegnere del colpo di stato.

Grandi si alzò e finalmente lesse il suo ordine del giorno già noto alla maggioranza dei presenti.

“il Gran Consiglio dichiara…l’immediato ripristino di tutte le funzioni statali, attribuendo alla Corona, al Gran Consiglio, al Governo, al Parlamento, alle Corporazioni i compiti e le responsabilità stabilite dalle nostre leggi statali e costituzionali.

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Invita il Capo del Governo a pregare la Maestà del re, verso la quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la Nazione, affinchè Egli voglia, per l’onore e la salvezza della Patria, assumere – con l’effettivo comando delle Forze Armate di terra, di mare e dell’aria, secondo l’articolo 5 dello Statuto del regno – quella suprema iniziativa di decisione che le nostre istituzioni a Lui attribuiscono e che sono sempre state, in tutta la nostra storia nazionale, il retaggio glorioso della nostra Augusta Dinastia di Savoia”.

CfrF.W. Deakin, op. cit, pag.595

Grandi, poi, ne disse al Duce di tutti i colori e ce ne fu per tutti: condannò la dittatura totalitaria, la spietata censura sulla stampa, denunciò la decadenza morale e politica del regime, l’inconsistenza del consiglio dei ministri…, disse che la guerra non era solo impopolare perché l’Italia la stava perdendo, ma perchè ormai si diceva che fosse la guerra di Mussolini, manco del fascismo.

Poi ci fu l’intervento del genero Galeazzo Ciano, che ribadì le sue accuse alla Germania che si era impegnata a non entrare in guerra fino al 1943 – 1944, nel senso che “gli italiani non erano dei traditori, ma dei traditi”.

Era la solita concessione ad un rimpasto di governo che era stato già fatto e non aveva portato a nulla.

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Parlò anche Alfieri, quindi Mussolini mise in votazione l’odg Grandi che in un silenzio assordante fu approvato con 19 voti a favore e sette contrari. Alle 2,40 del mattino Mussolini uscì dall’aula, Scorza richiamò il “saluto al Duce”, Mussolini rispose con un “Ve ne dispenso”.

1943 L’ARRESTO

“O paghiamo la luce o mangiamo”: la povera analisi dei veri poveri

In un servizio sulla Stampa di ieri c’era la solita statistica che fa dell’Italia un paese anormale.

Pane quotidiano, la Onlus che ,a Milano distribuisce migliaia di pasti agli indigenti, ha constatato che gli avventori sono aumentati da 3.000 a 4 mila al giorno.

Fra loro tanti anziani,tanti poveracci con alle spalle vite agre e magre che intervistati hanno affermato la verità che schiaffeggia il politicamente corretto e pure scorretto: o paghiamo le bollette o mangiamo.

Siccome le bollette per categorie Isee da terzo mondo dovrebbero già essere calmierate,il flebile grido di dolore degli invisibili significa che a questi cittadini viene negata la cittadinanza tout court.

Il dilemma è da Miserabili e inaudito:puoi mangiare al buio quello che passa il convento,oppure digiunare davanti alla TV.

Questa si chiama povertà energetica,dopo che si era parlato di povertà sanitaria, povertà educativa, povertà della povertà.

Soluzione di Calenda,Renzi,Salvini ,Meloni e lavoratori indefessi: aboliamo il reddito di cittadinanza.

Invece tagliare gli extraprofitti delle grandi multinazionali che sulle sanzioni alla Russia ci marciano alla grande, sembra un atto sovversivo verso la legge del capitale .

Così la povertà ritornerà generica: o mangi sta minestra o chiudi la finestra.

Altro che condizionatore Mr. Draghi.

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