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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

dalla prossima settimana 2 articoli, uno di storia l’altro di attualità ciaoooooooooooooooooooooooooo

Cuore a sinistra,portafoglio a destra:Carlo Marx era un radical chic perchè il vitalizio lo pagava Engels?????

Carlo Marx non era un proletario.

Era un filosofo, borghese di nascita, che fondò il comunismo.

Oggi sarebbe considerato un radical chic da una pletora di parolai qualunquisti e pure fascisti che non riconoscono che qualcuno può essere più colto di loro, più generoso di loro, infine più uomo e umano di loro, anche se proviene dalla borghesia.

Però è anche vero che i cosiddetti radical chic di oggi non sono più la borghesia colta al servizio della causa operaia mediante studio, passione, arte, pubblicistica. ecc.

Alcuni sono patetici buffoni ( Capanna che difende i vitalizi), altri che si fanno fotografare con maglietta rossa e orologio Rolex se le vanno cercare.

Insomma l’intellettuale organico gramsciano al servizio della classe operaia è diventato negli ultimi vent’anni una macchietta della sinistra fru fru che ha poco a che fare con l’emancipazione degli ultimi.

Se è cambiato il proletariato, la borghesia anch’essa è mutata: da borghesia liberale a borghesia nera da una parte, da rossa a rosatellum dall’altra.

La borghesia rossa autoreferenziale con le sue barche e le sue spiagge, con il suo anticonformismo di maniera, con le sue letture intelligenti, escursioni intelligenti, libri di grido  comunque richiamava la gloriosa storia del movimento operaio.

Ora molta sinistra, vista l’età  avanzata e la storia accumulata non solo è classe dirigente, ma è vero e proprio POTERE i profitti sono loro e la cosa a cui sembrano tenere di più è mantenere il proprio status di “cuore a sinistra e portafoglio a destra”.

Strano davvero.

Una volta quando c’erano i comunisti veri la borghesia reazionaria diceva che il fattore K era il muro che si ergeva contro il progresso e la democrazia. Ora dicono che comunisti veri non ce ne sono più, o meglio i comunisti sono solo quelli ricchi.

Così i radical chic, quelli che vivono nella dacia del capitalismo dal volto umano, quelli che nel socialismo reale sarebbero stati bollati come nomenclatura sono rimasti con il cerino in mano.

Non servono alla causa dei disgraziati, non servono alla causa degli sfruttati. Scrutano l’orizzonte del capitale sperando che il patrimonio di famiglia consenta loro la libertà del bel gesto.

Sperando che da qualche parte risorga il comunismo che incrementa il patrimonio di famiglia.  hanno pure loro fallito più da borghesi che da comunisti :  la borghesia non viveva di rendita.

Come in tutte le cose non si può generalizzare, chi è coerente e onesto con se stesso può essere radicale e anche chic, nel buon gusto di non giudicare il fallimento del proletariato come soggetto RIVOLUZIONARIO.

 

 

 

Ieri i giudeo – comunisti, oggi i migranti:capro espiatorio di lotta e di governo per i penta fascio leghisti

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ILCAPRO ESPIATORIO DELLA FRUSTRAZIONE E DEL FALLIMENTO UMANO HA SEMPRE TROVATO IL PARADISO NELLO STERMINIO DEL DIVERSO

Tratto da PIERLUIGI RACCAGNI

IL RACCONTO DELLA GUERRA GIUSTA, QUANDO L’ANTIFASCISMO SALVO’ LA CIVILTA’ – LA SVASTICA SULL’Europa volume I

8.LA NOTTE DELLA MATTANZA

Il 7 novembre 1938 un ebreo – tedesco diciassettenne di nome Herschel Grynszpan, ferì mortalmente a Parigi il terzo segretario dell’ambasciata tedesca in Francia.

L’ironia della sorte è che il terzo segretario venne scambiato dal giovane per l’ambasciatore Johannes Von Welczeck.

Rath, in compenso, questo il nome del terzo segretario, era spiato dalla Gestapo, come antinazista.

Due giorni dopo, Hitler e Göring celebravano l’anniversario del putsch della birreria.

Era l’occasione giusta per una “spontanea reazione del popolo tedesco” contro la violenza dei giudei.

La costernazione di Göring fu autentica: l’amico di Hitler, amava le cose belle e disse ad Heydrich che “invece di distruggere tante cose belle, avrei preferito che uccideste duecento ebrei”.

La notte dell’odio nazista provocò la distruzione di 815 botteghe, l’incendio di 171 abitazioni, l’arresto di 20.000 ebrei e l’uccisione di trentasei.

La Kristallnacht fu un evento di straordinaria rilevanza perché non solo fu un’aggressione su scala nazionale contro gli ebrei, ma fu chiarito che gli ebrei, tutti gli ebrei censiti in Europa, ma forse nel mondo, secondo i piani di onnipotenza del nazismo, sarebbero stati eliminati con il dovuto spargimento di sangue.

Inutile far finta che ciò non influì sulla seconda guerra mondiale:

“Poi i soldati del cordone ordinarono agli ebrei di alzarsi…la folla seguiva gli ebrei …….

…tutti si dirigevano verso quello che veniva chiamato … il cimitero dei cavalli, lì era già stata scavata una trincea……

…Certo non partecipavo alle esecuzioni, non comandavo i plotoni, ma questo non faceva una gran differenza….

Fin dall’infanzia mi ossessionava la passione per l’assoluto e per il superamento dei limiti, ora quella passione mi aveva portato sull’orlo delle fosse comuni…

E se poi la radicalità era quella dell’abisso, e se l’assoluto si rivelava il male assoluto, bisognava comunque, di questo almeno ero intimamente persuaso, seguirli fino in fondo, a occhi ben aperti.

E un editoriale del foglio ufficiale delle SS “das Schwarze Korps” così recitava:

“Gli ebrei devono essere cacciati dai nostri quartieri residenziali e segregati in luoghi dove vivranno soltanto loro, con il minimo contatto possibile con i tedeschi…Lasciati a loro stessi quei parassiti si ridurranno in miseria….

L’editoriale così proseguiva:

“Nessuno si illuda tuttavia, che rimarremo imbelli, limitandoci a guardare. Il popolo tedesco non ha nessuna intenzione di tollerare la presenza nel proprio paese di centinaia di migliaia di delinquenti, che non solo si assicurano di che vivere con il delitto, ma pretendono anche di farsi vendetta.

Centinaia di migliaia di ebrei impoveriti diventerebbero un fertile terreno per il bolscevismo e per tutta la critica subumana dei criminali politici.

In una situazione siffatta ci troveremmo di fronte alla dura necessità di sterminare la malavita ebraica allo stesso modo in cui, governati come siamo dalla legge e dall’ordine, siamo abituati a sterminare ogni tipo di criminale; col ferro e col fuoco.

L’esito sarebbe l’effettiva e definitiva scomparsa del giudaismo in Germania, il suo annientamento totale,

Cfr.Daniel J. Goldhagen, I volenterosi carnefici di Hitler, Milano 1997 pag.153

” Intorno alle posizioni estremiste di Salvini avverto lo stesso consenso..che nel 1937 sentivo attorno a Mussolini” ( A.Camilleri).

A parlare in questo modo non è un ex brigatista.

Andrea Camilleri 93 anni, “padre del commissario” Montalbano in un’intervista a” la  Repubblica” è molto esplicito: l’atmosfera di entusiasmo verso un uomo forte che fa male ai più deboli, ricorda quel clima di euforia che circondava Benito Mussolini nel 1937, un anno dopo la presa dell’Etiopia , un anno prima delle leggi razziali.

Non è assolutamente un’esagerazione, nè tanto meno una sparata da buonista o radical chic,per dirla con linguaggio penta- fascio leghista.

Un ministro dell’Interno che con linguaggio mafioso minaccia Saviano sulla possibilità di mantenere la scorta, un” simpatico cazzone” ( per dirla alla Damilano, vedi Espresso), che vuole togliere gli investimenti sull’accoglienza per impiegarli nei respingimenti sembra la continuazione di quel fascismo che, secondo Camilleri, in Italia non è mai morto.

Stava lì in attesa dell’uomo della Provvidenza: Berlusconi somigliava più a Peron, Salvini più a Mussolini, anche se è meno colto, meno carismatico, meno fascista, ma più pavido senz’altro.

Agli italiani piace il Duce, ai tedeschi zio Adolf, ai francesi Napoleone, ai russi lo zar, agli americani j. Wayne: sembra la sequela dei luoghi comuni, ma un fondo di verità c’è nella fenomenologia dei vari Salvini, Putin, Trump,ecc

Il fondo di verità è che il principio socratico della maieutica, ( il tirare fuori la verità dall’individuo mediante la filosofia), si è capovolto nell’arte del tirare fuori il peggio dall’ignoranza e dalla meschinità delle  persone. In italia la controrivoluzione continua.

Di Maio e Conte sembrano le icone del Re Sciaboletta e di Galeazzo Ciano.

Tutti però finirono male.

Crisi della sinistra mediocre ( 1) Hanno massacrato il proletariato giovanile, adesso che è andato a destra lo rimpiangono…..

Bersani al quotidiano” la Repubbica” ha dichiarato che è venuto per lui il momento di fare un passo indietro.

Dopo 4 mesi di Leu l’ex segretario del Pd ha capito che la prateria a sinistra, che lui immaginava di attraversare sul cavallo della socialdemocrazia, è finita in vacca: o meglio nei voti dei grillini e della lega.

In conclusione il compagno Bersani nell’intervista fa un mea culpa generalizzato: sinistra parlamentare, radicale, comitati ecc hanno fatto tutti l’errore di trascurare i bisogni del proletariato, staccandosi dai territori, e quindi chiudendosi al cambiamento.

Niente di più ambiguo come sempre.

E’almeno dai primi anni duemila che è esplosa la questione del precariato, della mancanza stabile di lavoro, dello spaesamento di milioni di giovani nell’affrontare la globalizzazione,con le sue guerre, con le sue devastazioni morali.

Bersani e compagnia cantante dove erano a Genova nel luglio del 2001?

Da che parte stavano quando il governo a trazione destra reazionaria reprimeva lotte di quartiere dei centri sociali sulla casa, sull’antifascismo, sullo sfruttamento del lavoro giovanile?

Non lo sappiamo.

Anzi lo sappiamo benissimo.

Stavano a guardare comodamente seduti dalla parte storica della democrazia dove l’anti-berlusconismo era diventato un mestiere alla pari dell’anticomunismo di berlusconiana memoria.

Solo la Fiom, per chi ha la memoria corta, ad esempio aveva tentato sull’occupazione una lotta giusta e sacrosanta come quella dell’abolizione dello straordinario programmato e detassato.

A Pomigliano d’Arco scioperarono in cinque, senza che il Pd sulla questione si chiedesse almeno il perchè e il percome.

Quando per più di un decennio la vitalità giovanile e l’antagonismo dei centri sociali, che chiedevano in fondo una società più giusta, più moderna, piu’ vicina all’ambiente, più vicina soprattutto ai migranti, è stata trattata con il disprezzo che si dà ad un nuovo estremismo ( vedi black bloc), vuol dire che non solo non si era capito nulla, ma che si credeva che bastasse dare la nocciolina del politicamente corretto alla rivolta giovanile per portarla dalla parte giusta ( a votare PD)

Il fallimento del moderatismo autoreferenziale di Bersani e sodali ha comportato  questi a tenersi stretti i privilegi di classe acquisiti,rinunciando all’onere delle proprie idee.
Risultato: hanno mantenuto il disonore per tenersi stretti i privilegi uscendo dal PD.

Così hanno perso, anche per questo, milioni di voti giovanili che hanno guardato a grillini e lega  come quelli che potevano purificarli dalla corruzione morale della sinistra che si dichiarava comunista fino all’elargizione di vitalizi, incarichi, prebende, posti di potere, favori, nepotismi, nomine Rai etc etc.

Ora il nostro se ne va. Così come prima sono andati i Bertinotti i Vendola i Capanna, e tutti i surrogati degli anni settanta  da almeno un ventennio. Loro sì che han capito dove tirava il vento
Più che traditori una massa di inutili sinistri.

Corsi e ricorsi storici Dal nazional – socialismo al nazional – sovranismo ( promemoria per fascio- leghisti e collaborazionisti vari)

Qui di seguito l’appuntamento con  la storia . Brano tratto da

PIERLUIGI RACCAGNI 1939 – 1945. Il racconto della guerra giusta, quando l’antifascismo salvò la civiltà dal male Assoluto, 

La svastica sull’Europa vol I. 

La sua originaria grandezza ( di Hitler) non si può comunque discutere: seppe trasformare magicamente il senso di una sconfitta.
Perché il senso di frustrazione di Hitler poi, divenne un senso generale di scoramento quando vennero pubblicate le clausole di Versailles.
L’aspettativa di salvezza del popolo divenne isteria collettiva, le rovine e le macerie di quegli anni terribili che vogliamo raccontare trovarono i loro moventi anche in quelle solitudini di odio, rancore,vendetta contro tutto quello che non era stato tedesco, almeno per una volta.
Il Piccolo Caporale, come vedremo, elaborò una Weltanschaung che catturò la pancia o forse anche il cuore dei tedeschi.
La concezione hitleriana del mondo si basava sui seguenti punti:
1. Il principio della “ lotta eterna” derivante dalle teorie del darvinismo sociale: la lotta del forte con il debole e la selezione naturale che ne è il risultato sono a fondamento dell’esistenza umana.
2.In prima posizione, al centro di ogni sentimento la razza o il popolo di appartenenza sono entità sacre, metafisiche.
Da questo punto di vista si spiega perché il nazional – socialismo potesse trarre in inganno tanti anticapitalisti di sinistra che detestando i borghesi in fondo consideravano i fascisti degli eretici del socialismo.
3.Non c’è umanità, non c’è individuo per il nazismo, il socialismo significa unicamente spietata difesa degli interessi del popolo, del Volk, soprattutto da quelle nazioni o razze considerate inferiori.
4.Il principio della personalità, poi, è l’atto finale del Male Assoluto.
La storia è frutto dell’azione di personalità eccezionali, dotate di un genio eccezionale, che sanno plasmare folle inebetite o stupidite dalle frivolezze della vita.
La lotta eterna del genio per un mondo a sua immagine e somiglianza conduce alla guerra, padre di tutte le cose, in senso eracliteo ( con una distorsione della filosofia di Eraclito o della dialettica di Hegel abominevoli).
5.Lo spazio vitale a Est voleva dire non di conquistare un popolo, disse Hitler, ma di conquistare uno spazio adatto all’affermazione del popolo tedesco e al suo affrancamento dalla fame.
Non erano queste, comunque, le conquiste strategiche.
Niente era definitivo per Hitler, perché tutto è sempre in perenne conflitto e movimento: era questa in sostanza la sua forza e insieme la sua debolezza….

Niente di simile ad oggi. Ma la forma dell’odio, la forma del respingimento, la forma del socialismo nazionalista, ricorda qualcosa a noi troppo vicino.

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“IN QUESTO SCHIFO NESSUNO E’ INNOCENTE” (Russell CROWE, Nessuna verità)

Salvini  a Pontida ha inaugurato la fase del culto della personalità del fascio – leghismo, ha  armato le masse contro la malavita ( leggasi migranti) promettendo un Reich trentennale alla folla delirante che gli faceva benedire i bambini.

Siamo a posto.

Il reddito di dignità che scivola a dopo l’estate e  la questione migranti ( una bufala l’emergenza)  studiata a tavolino dai 28 dell’Europa, che ha scatenato il nazionalismo xenofobo dell’ultradestra continentale  mettendo in crisi pure la opulenta Germania della Merkel, ci dice che la diligenza corre forte verso l’internazionale reazionaria, chiamata populista per comodità, e in Italia penta – fascio – leghista per precisione storica.

La massa elettorale vuole un cambiamento di registro davanti ai problemi della propria Croce quotidiana: cinque milioni di poveri attendono che altri cinque milioni di italiani che hanno comprato il porto d’armi si difendano dall’invasione degli antifascisti , pardon, dei negri, pardon, dei gay, pardon dei mussulmani, pardon degli ebrei e via dicendo.

La guerra civile così diventerà un nuovo business, una nuova emergenza dove il “cattivismo”, nuovo valore esistenziale della plebe, sarà esaltato da cialtroni grotteschi diventati eroi dopo la crisi economica.

I cialtroni grotteschi neri nell’anima sono stati adeguatamente aiutati in questi anni sia da Berlusconi, sia da Renzi, ma pure da Bersani e soci che ora fanno i sinistri dopo aver avallato il moderatismo pseudo- laburista per comodità di poltrone.

HA RAGIONE RUSSELL CROWE NEL BELLISSIMO FILM DI R. SCOTT; non solo non c’ nessuna verità, ma nessuno è innocente, in questo schifo

Tutto torna per gli industriali che vogliono il jobs act e la flat tax, mentre l’ex “francescone” Fico si fa bacchettare da Calderoli per la sua indulgenza verso le ONG. Giggino,promettendo una mezz’ora di internet gratis al popolo che soffre, corre incontro alla modernizzazione del paese.

Tutti hanno  la loro fetta di ragione e tutti hanno il  torto di vivere in tempo di pace. Fanno gli uomini duri, perchè sono pavidi, pecore che si credono leoni, così che fra vittime e carnefici c’è la consolazione di vivere in un mondo corrotto e ingiusto, dal destino cinico e baro che rende inevitabile la miseria materiale e umana.

Mentre gli ex parlamentari ricorreranno contro il taglio dei vitalizi,la Lega che ne ha imboscati 48 di milioni di finanziamento pubblico a danno delle tasche dei più poveri, promette il paradiso anche ai futuri pensionati.

Se la Fornero non sarà cancellata, sarà colpa dei poteri forti, soluzione: cacciamo i migranti.

Lo schifo  totale, morale e culturale,  che ha fatto breccia nel cuore familista  dei nostri fratelli e sorelle che hanno sopportato abbastanza le malefatte della classe politica,soprattutto di sinistra, è il mare in cui si perde quella dignità che non ha reddito.

Che fare? Niente, sperare,oppure sparare come suggerisce lo stravagante  Oliviero Toscani?

C’è qualcuno che si ribella,forse tanti, ma non CONTIAMO NULLA.

Non manifestiamo davanti ai porti.

Non boicottiamo le manifestazioni fasciste con vigore.

IL Gay Pride di Milano, guidato dal sindaco Sala, enorme corteo democratico è lasciato alla storia del folclore: la classe operaia ( tutti etero?) ha altro da pensare.

Lo schifo non ricorda nessun caos,hanno vinto i padroni e padroncini, i mafiosi, i furbi, i delinquenti morali, gli ignavi , i primi che Dante mette nei gironi dell’Inferno.

Cercasi kamikaze disperatamente: che ha più cose da dare che da dire oggi è un kamikaze del buonismo. ( ben venga ).

Nessuno è innocente, vero, ma qualcuno è un boia dell’umanità, un nazista travestito .2.0.

” Finita l’epoca di imprenditore contro dipendente. Siamo tutti insieme per cambiare l’Italia”.( Di Maio)…. ogni riferimento alle corporazioni del ventennio è casuale.

Giù la maschera ragazzi.

Il Di Maio pensiero, che non esiste perchè di suo ha solo la cravatta, ha esternato le priorità da affrontare come Ministro del lavoro.

Oscurato dal Salvini pensiero, che non esiste, perchè di suo ha solo il rancore verso gli africani e gli stranieri, GIGGGINO ha estrapolato la sua visione del mondo attraverso un appello alla pace sociale, sindacale, degna di una corporazione del ventennio.

La democrazia nei rapporti di lavoro non avviene attraverso le normali vertenze o lotte fra padroni e proletari, ma attraverso l’elargizione di sussidi, di mance, di interventi che mettano insieme interessi degli sfruttati con quegli degli sfruttatori.

E’ vero, e dobbiamo dirlo,  questa divisione in tanti casi oggi è venuta meno: un piccolo imprenditore ha difficoltà a pagare gli operai e molte volte si ritrova con le pezze al sedere  per la concorrenza delle multinazionali.

Ma il Di Maio – pensiero, non lascia spazio a nessuna speranza per l’emancipazione dei penultimi e degli ultimi.

E’ stato il liberale Della Loggia a suggerire al ministro di chiudere subito i lager del Mezzogiorno che vedono migliaia di extracomunitari africani sfruttati come fossero schiavi da padroni italiani collusi dalla mafia.

Per ora nulla. Per ora solo enunciazioni di reddito, di contratto per tiders: tutte cose giuste, ma siccome prive di copertura solo delle grandi promesse.

Per questo i penta- fascio-leghisti fanno i duri con l’Europa sull’immigrazione; sperano di rompere su un’emergenza enfatizzata, per avere poi mano libera sulla spesa in deficit.

In questo senso il capitalismo nazionalista vuole contrastare il capitalismo liberal della globalizzazione.

Gli uomini e le donne e anche i bambini che si trovino su un barcone, che si trovino in un ufficio o nella retrobottega di un ristorante a lavare piatti, sono solo merce per fare altri soldi.

L’importante è che tutto avvenga nell’ambito  della civiltà dello sfruttamento, considerata la vera natura dell’homo homini lupus.

I grandi sindacati dove sono?

1939 – 1945 Il racconto della GUERRA GIUSTA Quando l’antifascismo salvò la civiltà dal Male Assoluto.( Promemoria per i pentafascioleghisti)

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Qui di seguito l’introduzione del libro di Pierluigi Raccagni

1939 -1945  Il racconto della guerra giusta, quando l’antifascismo salvò la civiltà dal male assoluto, primo libro. La Svastica sull’Europa.

Tanto per ricordare da dove è arrivata la democrazia al nuovo culturame nazional . socialista……   

 Una guerra giusta è una bestemmia.

Eppure ci voleva una sporca guerra, una guerra perfida e cattiva, magari con l’uso di una bomba atomica che è pur sempre figlia dell’antifascismo per salvare il mondo.

 

Non è uno slogan, né una facile retorica sulla vittoria della democrazia.

“solo la temporanea e insolita alleanza del capitalismo liberale e del comunismo, che si coalizzarono per autodifesa contro la sfida del fascismo, salvò la democrazia, infatti la vittoria sulla Germania hitleriana fu ottenuta, e poteva essere soltanto ottenuta, dall’Armata Rossa. – .Eric Hobsbwam,Il secolo breve,

E ancora:

“….si è ormai generalmente d’accordo sul fatto che il teatro bellico decisivo sia stato il fronte orientale, poiché senza la resistenza sovietica è difficile immaginare come il mondo democratico  sarebbe riuscito a sconfiggere il nuovo impero tedesco…il grande paradosso della seconda  guerra mondiale è che la democrazia fu salvata dall’impegno dei comunisti.” Richard Overy, La strada della vittoria .

Armata Rossa e capitalismo, democrazia e comunismo, termini naturalmente inconciliabili,addirittura antitetici per come è stato ed è il mondo.

ll mondo, nel suo irrinunciabile bisogno di pace e civiltà è stato salvato  dall’antifascismo che ha messo insieme una sorgente di valori che ha determinato la nascita di una nuova era dell’umanità e la sconfitta del Male Assoluto.

Disse Kennedy all’università di Washington il 10 giugno 1963:

“….nessuna nazione nella storia delle battaglie ebbe mai a soffrire più di quanto soffersero i russi nella seconda  guerra mondiale.

Almeno venti milioni di persone persero la vita.

Innumerevoli milioni di case e cascinali furono dati alle fiamme saccheggiati. Un terzo del territorio ( europeo) del paese, comprendenti quasi due terzi delle industrie, venne trasformato in deserto.

La seconda  guerra mondiale,  è stata una guerra internazionale perché “l’opposizione fra forze fasciste e antifasciste era interna ad ogni società” (Hobsbwam, Secolo breve).

Winston Churchill, De Gaulle, Stalin, Roosevelt erano una “poltiglia” dal punto di vista ideologico: il loro fronte unito contro Hitler, Mussolini, il clerico – fascismo, il razzismo, l’ideologia di morte fu vincente.

Scrive sempre Hobsbwam che il “ fascismo è guerra”, che il fascismo internazionale portò morte e distruzione in tutto il mondo se si eccettua quei paesi che rimasero neutrali.

Di quegli anni che cambiarono il mondo tanti valori positivi sono andati perduti, tanto si è scritto, molto si è cambiato nel novero delle interpretazioni.

Non c’è da aggiungere più nulla

Ma poi c’è sempre qualcosa da ricordare, non solo ai più giovani, molte volte ai più vecchi che non hanno vissuto nessuna guerra. La mia generazione la guerra l’ha sentita raccontare.dai genitori.

E ne porta ancora le tracce.

Queste tracce, o anche cicatrici, non possono essere cancellate.

A 80 anni di distanza si può dire che il mondo in quei sette anni scomparve.

Scomparve la civiltà, il senso della pietà e dell’appartenenza al genere umano.

Una cosa è rimasta

. La guerra dei 55 milioni di morti è stata apocalittica quanto decisiva per le sorti dell’umanità.

La civiltà, la convivenza,la democrazia, il liberalismo e anche la parte positiva del socialismo dei diritti dei lavoratori sono stati salvati da una guerra santa, l’ultima guerra santa e religiosa della storia dell’umanità.

Una guerra giusta, antifascista nel senso di un valore assoluto che non può essere scalfito da negazionisti criminali, né da opportunisti di vario colore.

La salvezza del mondo è stata pari alla spietata determinazione dei vincitori.

.7 anni, 2174 giorni..

Quella guerra coinvolse le popolazioni civili con perdite senza precedenti, la ferocia dimostrata dagli uomini in quel periodo non ha riscontri nelle storia della barbarie del genere umano.

Eppure….

Eppure non è raro che Svastiche ed SS trovino ancora grande considerazione in tutta Europa.

E che i cosiddetti populismi si ispirino a Mussolini e Hitler.

In fondo che il nazismo e il comunismo siano stati la stessa cosa ormai è un  pensiero ricorrente.

Certo Stalin e il comunismo furono feroci e anche criminali, ma senza i venti milioni di morti dell’Unione Sovietica contro i macellai nazi fascisti non ci sarebbe stata democrazia e pace per ottanta anni.

La parte giusta era una sola, e sarà sempre quella  degli uomini che si batterono e si battono per la difesa della vita e della democrazia.

 

 

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