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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

12 dicembre 1969, piazza Fontana: l’ora più buia.12 dicembre 2018: l’ora più triste per chi è rimasto con Giuseppe Pinelli

Quella bomba che tolse alla mia generazione l’idea di una rivoluzione alla portata della fantasia al potere fu la pagina più buia della cosiddetta prima repubblica.

La paura del comunismo, della democrazia, delle riforme, del progresso della classe operaia, dell’emancipazione degli studenti ricevette uno choc terrificante:il movimento nel suo insieme pensò che una parte dello stato e della classe dirigente reazionaria e fascista volesse risolvere manu militari il conflitto di classe.

Fu chiamata strategia della tensione, ma in  fondo era anche un lascito della guerra civile e della Resistenza del 1943 – 1945.

Bisogna pensare che nel 1969 gli ex repubblichini che nel 1945 avevano vent’anni in quell’anno ne compivano nemmeno cinquanta:così come i partigiani e la classe operaia del nord che avevano partecipato alle lotte degli anni cinquanta e sessanta.

In più le centinaia di migliaia di giovani che aderirono ai vari movimenti antagonisti erano la sintesi della continuità della lotta di classe e del sogno socialista in Italia.

Il capro espiatorio  di quella strage furono gli anarchici, in particolare Giuseppe Pinelli, che al di là di quello che si pensa sulla questione, entrò vivo e vegeto in Questura e ne uscì morto.

Oggi, grazie a Dio non ci sono più le bombe per fomentare la reazione. O meglio le bombe fasciste uscite dalla guerra fredda sono diventate le discriminazioni, le violenze psicologiche e anche fisiche verso i migranti, soprattutto se di pelle nera.

Torniamo sempre allo stesso punto: la contraddizione principale, (come si diceva una volta), non è fra italiani e stranieri, ma fra sfruttati e sfruttatori, fra vite spezzate e vite appagate che vogliono mantenere ricchezze, privilegi, corruzione, sopraffazione come fossero entità fisiologiche della democrazia reazionaria.

Oggi alle 18 c’è il corteo in Piazza Fontana.Vedremo se cinque stelle e lega avranno almeno il coraggio di portare almeno un fiore sulle  lapidi dei morti di quella strage e di Giuseppe Pinelli.

 

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I gillet gialli a Parigi, la felpa della polizia a Roma, dai moti di piazza alle piazzate dei piazzisti

E’ stato un sabato di piazza, di lotta e di governo fra Parigi, Torino, Roma, Bruxelles  ad agitare il lungo week – end.

Se non fosse stato per la sciagura di Corinaldo con la morte dei giovanissimi ragazzi, ( le discoteche in generale sono insicure perchè riempite all’inverosimile), l’attenzione si sarebbe concentrata unicamente su quello che sta accadendo in Italia e soprattutto in Francia, senza dimenticare la Brexit, le previste sanzioni all’Ungheria ecc.

Si dice che è grazie al movimento Cinque stelle se in Italia non ci sono i gillet gialli, che esprimono rabbia, rancore, ma anche antagonismo rispetto alle élite.

Insomma i Cinque stelle,dopo aver salvato la democrazia da Alba dorata, ora la salvano dalle furia plebea: sono infatti riusciti a incanalare la rabbia nell’ambito delle istituzioni,(dopo aver chiesto la messa in stato d’accusa di Mattarella).

Da una parte è vero, dall’altra parte è comodo.

L’educazione sentimentale all’odio del diverso praticata da Salvini fra gli sbadigli dei Cinque stelle, il prima gli italiani, il proporre  barricate per nulla ( gli sbarchi sono azzerati), il creare un’emergenza umanitaria, per poi reprimerla, sono tutte categorie di un malessere iniettato nella già tossica ed egoistica società civile Occidentale.

Occidente europeo, che oggi celebra il 70° anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo firmata nel 1948 proprio a Parigi, che nonostante il benessere raggiunto si ritrae su se tesso, dimentico della propria tradizione umanistica e illuminista.

Ci rimane a noi italiani un piazzista che con felpa della polizia,( ruffianata), fonda il suo regno su Dio, Patria, famiglia,senso comune,nel solco della tradizione clerico ( poco), fascista ( di più), opportunista,( a cielo aperto), del tutto.

Il gioco delle piazze salverà l’Italia dalla furia plebea dei Campi Elisi, il gioco delle parti funziona.

A Torino i Cinque stelle coi no Tav, a Roma la Lega coi sì Tav, ma tutti uniti contro lo straniero povero.Alla faccia dei diritti umani.

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Rapporto Censis: Italia incattivita, disillusa, senza speranza…nonostante il Governo abbia abolito la povertà

A leggere il rapporto annuale del Censis appena sfornato dall’Istituto di ricerca sulla situazione generale del paese non c’è da meravigliarsi,

I dati sono sempre quelli, ma sempre più drammatici rispetto alla tenuta democratica del tessuto sociale.

Tutti i dati negativi  fanno dell’Italia il fanalino di coda dell’Europa: abbandono scolastico fino al 24 %, minor numero di laureati,stipendi da fame per i giovani,frattura sempre più netta fra Nord e Sud, paura degli immigrati,stipendi degli operai ridotti all’osso, mentre quello degli imprenditori è salito fino al 6% in più.

Una volta si sarebbe detto che siamo alla vigilia della rivoluzione o della controrivoluzione: in Francia per molto meno la rabbia diffusa minaccia un ” Dicembre francese”, che nulla a che fare con il Maggio francese.

Qui invece la rabbia, il rancore , la frustrazione mettono in discussione il vivere quotidiano,

Si scarica sui poveracci la consapevolezza per un futuro disgraziato:la povertà, abolita per decreto dai farfalloni dei Cinque Stelle,  e’ stata una delle scene più grottesche e tragiche della recente storia italica.

Eppure il consenso al governo tiene perchè della manovra del popolo rimane solo, come varie volte scritto, la cancellazione dell’integrazione della diversità tra i valori fondanti del nostra democrazia.

Non si capisce allora come il paese faccia a tirare avanti, ma noi lo sappiamo.
Lavoro nero, evasione fiscale, bustarelle, corruzione, scambio di voto con la mafia, arte di arrangiarsi, fanno del nostro paese un capolavoro unico al mondo per bonomia, cinismo, realismo,menefreghismo ecc.

Il rapporto annuale parla di “sovranismo psichico”, cioè del nazionalismo inconscio del popolo “del prima gli itagliani”,ma anche in Francia è così, così anche nell’Europa che sta certamente meglio  di noi per welfare.

Il mondo è andato a destra, all’estrema destra,è tornato il fascismo psichico, bisogna trovare un capro espiatorio sul quale vomitare frustrazione rabbia sociale: il menu servito da Salvini è pronto per essere azzannato.

Ma i gattopardi sono in agguato,. lo spirito animale del popolo sa che nulla cambierà.

PS da noi il 68′ durò 10 anni, passò attraverso lo stragismo e la lotta armata, la mafia e corpi dello stato fecero il  loro compromesso storico…..Occhio alle ricadute

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I sinistri fru – fru del” formidabile quegli anni” sono i veri becchini del ’68

Alla Statale di Milano due giorni fa si è celebrato il ritorno di Mario Capanna all’ateneo che lo rese famoso in tutta Italia, ( in Europa c’era Daniel Cohn – Bendit , in America  Bob Dylan…).

Mario C., detto Iban il terribile, perchè se gli tocchi un euro di tre vitalizi è come se gli toccassi la fotografia di Arafat, è stato un grande agitatore politico – studentesco, mai un avanguardia di classe, secondo me…. e altre centinaia di migliaia di persone.

Nel ricordare quegli anni ha rivendicato il ruolo positivo che ebbe il movimento studentesco nella lotta di classe di allora, e questo bisogna riconoscerlo.

Ma sono passati cinquant’anni dal ’68:Mario C. ed  altri impiegati del ’68 negli ultimi vent’anni hanno vissuto di rendita: come Bobby Solo con” La lacrima sul viso” e Umberto Tozzi con “Gloria”.

I sermoni riportati dalla stampa nella riunione auto celebrativa dei tempi che furono sono risultati patetiche orazioni del come eravamo diversi, di come la mia generazione si identificasse con i   braccianti massacrati ad Avola il 2 dicembre di quell’anno: la contestazione alla Scala fu fatta anche in loro nome, dixit Mario C. detto Iban il Terribile.

Ma Iban il terribile e i suoi cantori, Vecchioni c’è sempre quando si tratta di scrivere colonne sonore per la banda del catetere, dove erano quando al G8 di Genova fu stroncato un movimento di lotta come quello del 2001 e dove sono ora quando c’è da battersi contro il nuovo fascismo di Salvini?

Certamente ci saranno, ma non si sentono per niente.

Mario C. e la sinistra  fru fru parteciparono anche ad un festival di Sanremo, fu il massimo della trasgressione dei vecchi rivoluzionari, ben posizionati nella Kasta ( leggasi nuova borghesia),

Che sono tristi, ripetitivi, leziosi, senza patos, senza idee, senza un minimo di decenza nel fare i conti con se stessi.

A questi preferisco, con tutti gli errori che possono aver commesso, i perdenti di sempre: quegli antagonisti radicali che non si auto celebrano, ma continuano a lottare.

 

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Se” prima gli itagliani” significa far del male agli stranieri già sfruttati e poveri…meglio essere apolidi

Mentre Parigi puzza di bruciaticcio a Roma dalle parti dei palazzi c’è tanfo di fogna xenofoba e fascista.

Il decreto sicurezza voluto dal Ducismo di Salvini ha già comportato guai a chi, una volta che gli è stata tolta la protezione umanitaria, vaga in mezzo ad una strada senza sapere dove andare.

Parliamo di migranti,  in attesa di una sistemazione; che sono stati immessi senza distinzione alcuna fra i delinquenti abituali di questo paese.

La violazione dei diritti elementari di solidarietà e integrazione sono il fiore all’occhiello di questo governo che vuole educare milioni di italiani all’egoismo, alla xenofobia, al razzismo velato di paternalismo.

Il Corriere della sera, non la Pravda, ha oggi evidenziato molto bene che secondo la Caritas, la Cgil e la Conferenza episcopale italiana ( i cattocomunisti che hanno affondato l’Italia secondo leghisti, fascisti, cinque stelle, piccola borghesia che trasforma stalle in villa con piscina), almeno centomila schiavi delle campagne che lavorano in nero sono in procinto di essere messi definitivamente al bando.

Riducendo i fondi per l’accoglienza, il governo che ama più i maiali rosa che gli africani neri,mette gli invisibili in condizioni sub – umane.

Già nei centri mancano bagni e servizi igienici, il 30 per cento vive in strada, i loro figli non vanno a scuola.

Solo Manifesto e Avvenire hanno evidenziato con chiarezza l’orrore che sta dietro il Decreto sicurezza.

Roberto Fico, che tanto si prodiga per gli ultimi, sa come stanno le cose.

In verità lo sanno tutti. La parte antagonista sana, del volontariato no profit, le ong, i centri sociali,i comitati di solidarietà, dovranno comprarsi un gilet giallo?

Oppure, Di Maio dovrebbe mandare gli ispettori del lavoro, prima a casa sua, poi nei campi e nelle officine. Ma i migranti sfruttati fino alla morte fanno comodo ai padroni italiani.

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Le anime belle della ” sinistra” Cinque stelle:garzoni di bottega del governo della reazione

Per “anima bella” i  poeti romantici intendevano un’anima che trova la propria sublime spiritualità nell’agire istintivo ( cfr.Shiller, Goethe…).

Fu il filosofo G. W. F. Hegel a darne un significato negativo. L’anima bella è così convinta che istintivamente è nel giusto, che non trova mai modo di attivare un’azione che corrisponda coerentemente con il proprio pensiero,( sintetizzo).

In altre parole, meno nobili, i leader sinistrorsi Cinque stelle ce sono o ce fanno?

Intendono spiegare la mistica del cittadino e del popolo ( populismo non è popolare) con la filosofia, ( chi dei militanti sa chi era Rosseau?), ma fanno la stampella ad un governo decisamente reazionario.

La loro  santità laica si scontra tutti i giorni con la coerenza del vivere civile, tutto quello che non fanno non è nel programma di governo

Il presidente della Camera Roberto Fico che non manca di denunciare tutte le malefatte della mondanità politica facendo mancare il proprio assenso a decreto sicurezza,decreto ruspe, legittima difesa ecc, poi è costretto a ingoiare tutto in nome della sue funzioni istituzionali e per il buon nome del movimento.

Chi si illude che il governo imploda perchè la Lega è cattiva e i Cinque stelle dei dilettanti allo sbaraglio, secondo me, sbaglia di grosso.

Quando è stato votato il Decreto sicurezza solo 14 voti tra i banchi dei gialli si sono levati contro la norma voluta da Salvini.

E nessuno dei francescani a tempo scaduto si è degnato di dire qualcosa sulla foto di Salvini con deputati Lega dietro lo striscione ” LA PACCHIA E’ FINITA” che celebrava il provvedimento.

Poi c’è Di Battista, ritenuto elemento di spicco dell’ala mancina dei grillini.

Su Diba, come su Toninelli, è troppo facile spararle grosse.

Toninelli ne ha fatte di tutti i colori e mantiene alto il gradimento di Crozza

Di Battista dal Guatemala fa il moralizzatore d’avanguardia.

Spara contumelie da lontano sempre contro Boschi e Renzi.

Mai un accenno ai decreti salviniani che tolgono risorse ai migranti, che predicano scenari trumpiani da Far West sulla legittima difesa. Il ritorno della mentalità fascista è tabù per Diba, la famiglia è sacra, il padre ex missino va rispettato.

Quello di essere passati  da vincitori delle elezioni del 4 marzo è storia passata. Il leghismo nazionale  di estrema destra se li è mangiati.

Le anime belle dell’esercito piccolo borghese non lo tengono in considerazione.Sono entrati in Paradiso ( nella Casta) senza pagar pegno.

 

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Il racconto della guerra giusta VOL.I

ULTIMO TANGO A BRUXELLES

Non era osceno Ultimo Tango a Parigi, eppure fu bruciato al rogo dal perbenismo borghese, da una mentalità reazionaria che mise Bernardo Bertolucci fra Giordano Bruno e il mostro della porta accanto.

Così come davanti all’osceno delle guerre, delle prepotenze, delle spregevoli conquiste della disumana convivenza, cioè della vera depravazione dell’anima,la variante delittuosa di un’opera d’arte, secondo il buon senso comune del pudore, crea le condizioni patetiche del ridicolo, e non del tragico.

La prendo da lontano,ma arrivo subito a Bruxelles, dove è scoppiata una finta o relativa pace fra la commissione europea e il governo penta leghista.

L’oscenità sta nel fatto che la voglia di dialogo sia tornata nella civile Europa non sui temi che riguardano da vicino il nostro dramma di vivere fra gli altri ( migranti, povertà,diritti dei più deboli, uguaglianza nelle opportunità), ma nei decimali che sappiano essere di conforto per investitori, banche, multinazionali ecc.

In questo caso il rogo sarebbe da appiccare al cialtronismo dei burocrati di turno della commissione e ai governanti di turno dell’Italia.

Che per quanto mi riguarda sono la stessa cosa:sono sostanzialmente d’accordo che lo sfruttamento è il motore del progresso e della libertà.

I migranti sono un peso, la povertà anche,la corruzione pure: queste non sono battaglie sacre da combattere sempre e ovunque, ma emergenze date dal prodotto interno lordo e dalle regole comuni.

La banda che suona la musica del populismo fascista e xenofobo non è quella del sax di Gato Barbieri in Ultimo Tango, è quella che colpisce i poveri fra i poveri ( meno soldi all’accoglienza, un decreto sicurezza che fa di ogni erba un fascio,una incoerenza che suona sempre come sopraffazione, come quella dei lavoratori in nero del padre del ministro del lavoro).

Questi, con la scusa degli errori capitali del renzismo liberale, sono dei veri anticomunisti della prima ora, sono dei pacchiani imitatori del peronismo di destra.

Il raglio d’asino, spacciato per ruggito del leone, del Che Guevara dei villaggi turistici, il nostro Diba, è il segno della nullità di questi personaggi, vera oscenità tra le altre della polis italiana.

 

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Il racconto della guerra giusta VOL.I

Governo di tregua: gli italiani devono spendere la Tredicesima ultima chance per i consumi interni…

Che sia stata una cena delle beffe quella fra il presidente della commissione europea Jean Claude Juncker e il primo ministro italiano Giuseppe Conte lo si sapeva.

Bruxells e Roma si sono riavvicinate: una trattativa fino alle prossime elezioni europee fra Italia e resto d’Europa congelerebbe lo spread e la paura sul futuro degli italiani.

Così Salvini, ministro della propaganda dell ‘Italia ùber alles, vero Goebbels alla polenta e funghi,ha candidamente dichiarato che insomma non bisogna attaccarsi ai decimali, il 2, 4 può essere rivisto ( aveva appena dichiarato che il 2, 4 era il Piave mormorò non passa lo straniero).

L’uscita formale del Gran Bretagna dall’Europa, intanto, sposterà l’attenzione dei mercati magari sulla sterlina, mors tua vita mea.

Ma il vero motivo della fermata italiota contro l’Europa è che dal primo dicembre saranno pagate le tredicesime di pensionati e dipendenti pubblici.

Se l’incertezza continua la voce di popolo che al governo dà il consenso, ma non i risparmi, potrebbe optare per una frenata dei consumi in vista di tempi magri, per cui senza consumi più crisi per chi lavora, per chi intraprende e per lo stato che incassa l’Iva.

Per ora, comunque l’unica certezza nel teatro della inquietudine permanente è che i migranti arrivano meno, punto e basta.

Tutto il resto è in alto mare, la “ONG dei danè”, la Banca centrale Europea dal 1 gennaio staccherà la spina.

Se a gennaio, dopo la Befana, si aprirà un contenzioso duro con l’Europa il governo potrebbe entrare in crisi. Ma questo non lo vuole nessuno, manco l’opposizione che ha poco o nulla da dire.

I poveri a Natale riceveranno il conforto di un pacco natalizio straordinario, il panettone al supermarket lo trovi anche a due euro.

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Il racconto della guerra giusta VOL.I

Il nazi – fascismo è stato il braccio armato del capitalismo, oggi è l’avanguardia dei vomitatori di odio di ogni benevola coerenza

Quello che i fascisti del Web hanno scritto sul rapimento di Silvia Romano volontaria italiana in Kenia rapita da un gruppo armato non deve far inorridire,deve far ulteriormente riflettere su quale pianeta viviamo.

Che Fb e social siano ostaggio di un nazifascismo vile, che non rischiando nulla ti augura la morte e il cancro soprattutto se ti occupi di migranti, di persone in difficoltà,di diritti civili, non è altro che la spettacolarizzazione di una guerra civile vera, assoluta, che viene combattuta tutti i giorni in nome dell’Italia che vuol vivere felice.

La felicità sta nel togliersi di dosso i problemi della convivenza civile e della democrazia urlando che la democrazia e il volontariato, ad esempio, sono privilegi della casta di sinistra che ha tempo da perdere, perchè in realtà i veri poveri sono quelli che aspettano da anni che “zecche comuniste, negri di merda, froci invertebrati,giovani dei centri sociali  e ong.”si tolgano dalle palle.

Se questo non è fascismo di ritorno, mi chiedo, che cosa è.

I mandanti morali di tale fogna a cielo aperto sono fascisti tradizionali,nazisti non razzisti, xenofobi in buona fede,individui anonimi che occupano lo spazio vuoto lasciato dalla sinistra fru – fru.

Insomma le colpe della sinistra,che qui riconosciamo in tutta sincerità, hanno dato l’alibi alla massa psichica del nazi – fascismo di dare la colpa di tutto alla lotta del movimento operaio, delle donne, dei gay, dei rifugiati, degli uomini di buona volontà.

Non sono marziani, sono gente comune, magari conoscenti simpatici, magari ex comunisti, magari putiniani, magari nazional comunisti..magari

Se l’Italia andrà a sbattere da punto di vista economico non si sa, ma senz’altro è già andata a sbattere ( insieme all’Europa tutta) contro il muro del male di vivere, del rancore, dell’egoismo corporativo, del nulla esistenziale.

Buona fortuna a tutti.

 

OGGI 23 novembre ore 18,00 Libreria Odradek via Principe Eugenio 28 Milano presentazione del libro ” 1939 – 1945 “Il racconto…per discutere

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Il racconto della guerra giusta VOL.I

 

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