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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

All’ internazionale sovranista – nazionalista dei curdi non è mai fregato nulla:invasione dell’Europa e business delle armi sono i veri problemi…

Se l’Europa ha così a cuore la causa dei curdi perchè non sospende da subito la vendita delle armi al Sultano di Istanbul?

Perchè la vendita delle armi è più proficua per il Pil delle varie botteghe d’armi dell’Europa e degli Stati Uniti.

Se l’Europa politica ed economica è così debole nel grido di dolore per l’invasione dell’esercito turco nella zona di Kobane una ragione c’è: del popolo curdo, delle sue legittime rivendicazioni, della sua lotta armata a nessuno frega nulla, Italia compresa.

Ricordiamo per la cronaca che i curdi costituiscono la quarta etnia del Medio Oriente con 35 milioni di persone, che sono sparsi fra Irak, Iran, Turchia, Armenia.

Non hanno uno stato, sono divisi fra loro.

Il Pkk, i famigerati  comunisti  curdi,che  ha affiancato i Peshmerga dell’Ipg nella lotta contro l’ l’Isis , ad esempio, è considerato terrorista da Stati Uniti, Unione Europea e Turchia.

Dal 1984 i militanti del partito dei lavoratori curdi hanno lasciato sul campo di battaglia 40.000 morti,  quando affiancavano i curdi siriani contro l’Isis erano diventati i nuovi eroi della salvaguardia della democrazia in Medio Oriente.

Adesso che bisogna fare qualcosa per non farsi sfuggire di mano una situazione che potrebbe far esplodere un conflitto pericoloso fra Assad, protetto da Putin, e Turchia, seconda forza della Nato, si discute animatamente su come sanzionare Erdogan.

Bene, ma a parte il fatto che le commesse d’armi in essere non possono essere toccate, ( già fatturate), per un futuro prossimo si spera segretamente, ma non troppo, che Erdogan ritorni a Kobane, che l’Europa non debba intervenire perchè poi non è affar suo, e che i profughi rimangano dove sono.

E che l’Isis vivacchi senza fare troppo danni in Occidente.

Ubi maior, minor cessat, oppure lasciare che il mondo si scanni senza toccare gli interessi europei, un buon modo di dire “aiutiamoli a casa loro”.

Una lotta armata di popolo come quella dei curdi non è all’ordine del giorno della politica internazionale. Viene considerata o una romanticheria del secolo scorso, oppure un mezzo superato dalla storia.

Vi sono notizie che ci dicono che è ” Bella Ciao”, il canto preferito dei partigiani curdi.

L’unica cosa al mondo mai superata nella storia e dalla storia è quella di fare la guerra in nome della nazione,per poi scoprire che il patriottismo si dilegua nell’aumento dei profitti dei soliti noti.

Se questo è generico anticapitalismo chiamate la famiglia di Orso o di chi difende la propria terra come fosse l’ultima cosa da fare in questa vita.

O bella ciao.

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I 5s non sono nè di destra, nè di sinistra, perchè i suoi elettori sono di destra e di sinistra, paradossi di un grande centro democristiano….

I più vecchi si ricorderanno quando nella Film – Cisl al Nord erano iscritti gli “estremisti” di Lotta Continua, mentre dalle parti del sud della penisola i Ciancimino erano i sodali più fidati di Cosa Nostra.

Lo scrivo perchè la pretesa pretestuosa che un movimento sia la sommatoria di essenze ideali ontologiche che nulla abbiano a che fare con la mediazione,il trasformismo, l’alleanza opportunistica, la coabitazione coatta è inverosimile.

A Napoli ,nella kermesse che ha celebrato i 10 anni di vita del movimento pentastellato, si è capito, qualora ce ne fosse bisogno, che il farsi partito dei grillini forse porterà a duelli rusticani per i posti di comando, a frizioni per la negazione di posti di potere, ( le famigerate poltrone), nonchè ad eventuali scissioni fra Fico e Di Maio, fra Di Battista  e Paragone con Morra, tanto per nominare alcuni colonnelli del generale Grillo, che travestito da Joker ha annunciato il caos, come fosse un Zoroastro da avanspettacolo.

In dieci anni  il movimento che ha conquistato il governo, anche se ha perso sei milioni di voti, rimane quello che Di Maio sogna; un grande centro, nè troppo di centrodestra, nè troppo di centrosinistra perchè gli elettori sono il risultato dell’anti politica contro Forza Italia, Monti, e il Pd in primis. ( la Casta per eccellenza).

Grillo ha mandato a quel paese gli astanti esortando a stare con il PD, optando per una alleanza strutturale con quelli che venivano chiamati il partito di Bibbiano.

Il paradosso è che una parte degli elettori cinque stelle provengono dalla sinistra a sinistra del Pd.

Gli ex del Pd, invece, sono i più inferociti perchè si sentono traditi dalla moderazione dell’unico partito che rimane in un vago centrosinistra.

Si dice che molti cinque stelle siano passati già alla Lega e che il buono rimasto nel movimento abbia una velata simpatia per Zingaretti.

E’ un minestrone indicibile, una notte nera delle vacche nere di hegeliana memoria,che accontenta e scontenta tutti.

La lotta di classe, l’emancipazione degli ultimi sono considerati ormai pallidi retaggi ideologici del secolo scorso: ma se in Umbria e in Emilia Romagna vincerà Salvini, a marzo si andrà a votare.

 

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Il sultano del Papeete spende parole contro Erdogan, ma tace sempre sulla xenofobia e l’antisemitismo dei nazi – fascisti…..europei e nostrani

Il sultano para – fascista ex ministro degli interni non chiese scusa quando i militanti leghisti oltraggiarono l'”ebreo” di Repubblica

Ora si dice molto preoccupato.

 L’invasione della Turchia di Erdogan dei territori del Rojava per eliminare quella rivoluzione curda che parla d’integrazione, parità fra i sessi,solidarietà sociale che può trasformarsi in un ennesimo genocidio, ( dopo quello di Saddam Hussein), per il popolo per cui combatteva il compagno partigiano internazionalista Orso, preoccupa l’Europa per un solo motivo.

Il sultano fondamentalista Erdogan ha già dichiarato che se Bruxelles si metterà di mezzo  allora lascerà che milioni di profughi riprendano la strada dei Balcani.

Ricordiamo che la precedente marcia  verso l’Europa  portò 800.000 profughi nella Germania della Merkel e 5  miliardi in euro all’anno pagati dall’Europa ad Erdogan per tenersi i rifugiati.

Salvini, sempre allertato su le invasioni barbariche di qualsiasi provenienza, teme un conflitto planetario, ma non dice una parola  su quello che è accaduto in Germania a Halle an der Saale.

In Sassonia, dove gli amici dei leghisti di Afd raggiungono il 20% dei voti, un lupo solitario di un esercito clandestino di 12.000 nazional – socialisti, ( fonti tedesche), ha assaltato la sinagoga ebraica con la motivazione che gli ebrei sono il cancro del mondo,  e si sono inventati l’Olocausto: cose non nuove, ma  sempre efficaci nel subconscio criminale di massa.

Ritornando quindi a monte possiamo dire che il fascio – leghismo considera l’ebreo non l’origine del male, ma l’origine del Capitale, sia di Marx, sia delle banche.

Che poi il nazi abbia colpito un arabo per frustrazione non cambia il discorso.

L’esibizione nazionalista sanguinaria della destra estrema è il marchio di fabbrica di un sovranismo che ricompatta i popoli contro le icone della democrazia, questo succede da sempre.

Ma la voglia di non vedere il nazismo è grande, perchè, si dice, questo è il terreno dell’antifascismo di maniera;minimizzare è il minimo sindacale del tirare avanti una fragile o nulla convivenza europea, fatta di ricatti, giochini sulla pelle di un mondo sconvolto dalle guerre dove i vari G20 predicano solidarietà vendendo armi

I veri nemici della democrazia  parlamentare sono quelli che hanno preso il razzismo per un mezzo di propaganda.

I veri nemici della pace, i veri nemici della convivenza fra i popoli sono tutti i dittatori e i loro tirapiedi dei pieni poteri, che da noi grazie a Dio sono solo questuanti per il finanziamento dei partiti ( Russiagate).

Che Trump abbia lasciato i curdi da soli dopo averli utilizzati contro l’Isis è un classico: sono carne da cannone, non cittadini di uno stato.

Senza retorica: Orso, davvero, non è morto invano.

Non resta che sostenere la sua lotta.

 

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Le ambizioni esclusive dei pentastellati sono le riforme che fanno la storia del marketing politico:taglio dei parlamentari,abolizione della povertà…. è un anno bellissimo

Con la legge sul taglio dei parlamentari approvata ieri alla Camera, ( vedi  lunedì su questo blog), i grillini hanno portato a casa un nuovo risultato politico “epocale”, così come annunciato sul blog delle stelle.

Questa volta però è stato evitato il balcone di Palazzo Chigi, lo stesso da cui Mussolini iniziò la sua carriera nel 1922 e lo stesso dal quale Di Maio sancì l’abolizione della povertà.

Così i deputati cinque stelle, fuori da Montecitorio, hanno sobriamente festeggiato esponendo uno striscione che enfatizzava “un miliardo di risparmi”, riferito ai costi della politica,( bufala pazzesca secondo molti).

(Secondo Cottarelli, ad esempio, si parla dello 0,007% della spesa pubblica).

Che non vi fossero problemi sulla tenuta della maggioranza era fuori discussione:553 sì,14 astenuti, due contrari per la decurtazione di 345 parlamentari.

Le prossime tappe saranno quelle di una nuova legge elettorale, di un referendum confermativo,(improbabile vista la maggioranza bulgara), di un riordino dei collegi elettorali.

Così , senza tanto clamore, improvvisamente, la battaglia campale contro la Kasta ( quella vecchia o quella nuova non si sa), ha trovato il punto di non ritorno, con il voto della sinistra che aveva parlato di deriva peronista riguardo il taglio.

Se penso a quelli  che nel 2016 per difendere la Costituzione dei nostri padri dal bonapartista Renzi erano pronti alla morte, come recita l’inno di Goffredo Mameli, piango di gioia ricordando mia nonna che diceva spesso ” il mund l’è bel perchè  l’è vari”.

Non sto a ripetermi, il senso comune è troppo forte e vincente in questi casi.

Siamo tutti convinti che i parlamentari in Italia siano troppi e troppo pagati, rispetto ad altri paesi.

Ma che si sia toccata la rappresentanza degli eletti e la stessa Costituzione, così tanto per fare un’operazione di politica – spot, ( cfr, Ezio Mauro, Repubblica) che evidenzi che adesso le cose stanno veramente cambiando è alquanto penoso, senza pensare che manca una sistematica riforma costituzionale non solo quantitativa.

La forzatura sa molto di volontà di blindare il governo da parte di PD e Cinque stelle, mentre da parte della destra estrema finalmente si vede il ridimensionamento del legislativo per aprire la strada all’esecutivo, ( non per niente Meloni parla di presidenzialismo).

Insomma questo è un paese che non si ferma davanti a niente, ha solo paura di far pagare più tasse ai ricchi, di disattivare un decreto sicurezza fuori Costituzione, di eliminare il caporalato, di fare una sanatoria che indichi la strada per l’integrazione, di colpire interessi corporativi e mafiosi.

Si dice che gli italiani da una parte non siano mai contenti, dall’altra parte che siano troppo pazienti, che siano troppo furbi per essere intelligenti, troppo civili per essere razzisti, troppo incivili per non essere fascisti.

In realtà abbiamo perso l’umiltà, la determinazione e la cultura di quando eravamo povera gente.

E’ il mondo di mezzo il nostro Paradiso fra  il tragico e il comico, quello della commedia all’italiana,( che finisce poi nelle lacrime amare della nostra storia).

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Domani si voterà in via definitiva il taglio dei parlamentari che interessa chi vuole la democrazia diretta del soviet di Casaleggio e il proporzionale del tirare a campare…

E’ già stata votato tre volte, ma domani la Camera in via definitiva dovrebbe approvare il taglio dei Parlamentari.

Dovesse diventare legge si passerà da 630 deputati a 400 alla Camera, mentre al Senato ci saranno 200 senatori invece degli attuali 315.

Non si venga a parlare di risparmio per lo stato vs. i costi della politica: il risparmio è previsto in 100 milioni all’anno, manco quello che assicura la tassa sulle merendine e sulle bibite gasate.

Perchè ci  si avventuri ancora una volta nelle riforme costituzionali dopo il referendum del 2016 di Renzi, che prevedeva la soppressione del Senato, è presto detto.

I cinque stelle vedono nel parlamento un luogo di decadenza e di inettitudine, il Pd, ob torto collo deve votare la legge perchè se no cade il governo,la destra estrema Salvini – Meloni vede nel taglio dei parlamentari un rafforzamento dell’esecutivo ( l’uomo solo al comando…del Papeete non demorde, se no per lui è finita).

Chi non gradisce è Renzi,anche se Italia Viva per voce di Boschi sarà fedele al governo, ma anche Leu e parte del Pd hanno parecchie perplessità: ci sono meno posti per tutti comunque.

La salvezza sta in un nuova legge elettorale ( proporzionale puro, magari senza sbarramento), così da consentire manovre e manovrine di varia natura.

Ci siamo dilungati su una questione sicuramente secondaria ( prima non doveva esserci il lavoro, lo sviluppo, il piano verde, la scuola ?) perchè si capisce benissimo che non solo il potere logora chi non ce l’ha, ma anche chi ha paura di perderlo.

Se cambia l’economia, se cambia la società, se cambia il modo di produrre, se cambiano le classi è evidente che la sovrastruttura deve cambiare con buona pace di chi crede che il marxismo abbia scritto fake news per stupidi operai.

Solo che il primato del parlamentarismo in Italia è lontano da quella strada comune che i sedicenti democratici liberali e sovranisti per caso, dovrebbero intraprendere per cambiare in meglio il rapporto fra rappresentati e rappresentati.

Qui c’e tutto uno sgomitare per assicurarsi un lavoro stabile nell’ambito delle istituzioni: con la disoccupazione che c’è in giro meglio darsi da fare per il bene dell’Italia…….

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La “zecca comunista” Carol disvela l’ipocrisia dell’Europa e annienta le ragioni del sovranismo nazionalsocialista

E così quella che il pugile suonato del Papeete additò al pubblico disprezzo per aver salvato vite umane, ( e non migranti, come ha giustamente sottolineato Carola Rackete), ha parlato a Bruxelles davanti ai deputati della commissione Libertà Civili.

Carola ha ricordato che l’Europa benpensante e conservatrice, quella che è fiscale coi danè, ma grossolana, pavida e oltraggiosa quando si tratta di aprire porti agli sciagurati in fuga da guerre e torture, era stata lasciata sola venendo considerata un pericolo per l’ordine pubblico da un triste figuro garzone di bottega del fascismo da trippa italica.

La Sea Watch, ricordiamo, fu costretta a forzare il divieto di sbarcare a Lampedusa per stato di necessità, perchè 53  africani erano una minaccia per 550 milioni di europei di razza ariana.

Quelle giornate ce le ricordiamo tutti,furono l’apogeo di una campagna d’odio che criminalizzava il soccorso in sè, che vedeva nei respingimenti  il fiore all’occhiello del Duce che aveva il consenso dell’Italia che vota Lega, Fratelli d’Italia,  Forza Italia, per non parlare di Di Maio, inventore della formula dei taxi del mare per le ONG.

Il discorso di Carola è  stato un trionfo.

Applaudita da chi l’aveva lasciata sola, ignorata dai fascisti e dall’estrema destra che hanno preso ancora una volta ceffoni metaforici di umanità la standing ovation finale è stata repellente per disonestà intellettuale.

Peccato che, come già ricordato da parecchi notisti,il probabile rinvio dello ius soli e dello jus culturae per fini elettorali non completi il il viaggio intrapreso da Carola, dalle Ong, dalle organizzazioni umanitarie, dall’Anpi, dai cattolici, dai comunisti libertari, dagli anarchici, dai borghesi illuministi più che illuminati, insomma dal mondo reale dell’antifascismo.

Il pugile suonato del Papeete continua a dichiarare che Carola in un paese civile sarebbe in galera, ma questo non è un paese civile se ha potuto permettersi il lusso di avere al Viminale un duce da baraccone.

Che comunque ha fatto del male e ne farà ancora.

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La storia sono loro: Ottanta anni fa i sovranisti del Terzo Reich iniziarono lo sterminio dei “sottouomini”. L’omologazione con il socialismo è da criminali culturali

da il 1949 -1945 Il Racconto della guerra giusta vol. I Pierluigi Raccagni

 

Nelle retrovie delle cinque armate della Wehrmacht che avevano invaso il paese entrarono in azione altrettanti Einsatzgruppen, organizzati da Heydrich.

Il termine, secondo una traduzione abbastanza precisa,significava “Gruppi d’azione”.

“Ma la parola Einsatz racchiudeva anche una particolare sfumatura, che richiamava un che di cavalleresco,una sfida da raccogliere.
Le squadre venivano reclutate dal Sicherheitsdienst di Heydrich (l’Sd ovvero servizio di sicurezza) ed erano perfettamente al corrente che il loro mandato era molto ampio.
Il loro comandante supremo sei settimane prima aveva detto al generale William Keitel che “ nel governo Generale della Polonia, ci sarà inevitabilmente una lotta tenace per la sopravvivenza nazionale che non consentirà alcuna remora di ordine legale”.I sodati dell’Einsatz sapevano che nella pomposa retorica dei loro capi, la lotta per la sopravvivenza nazionale significava guerra razziale, così come Einsatz, nonostante le sue implicazioni cavalleresche, significava la canna infuocata di un fucile”
Thomas Keneally La lista di Schindler,Milano,2010, pag.46.
Ognuna di queste forze speciali era suddivisa in quattro Einsatzkommandos di cento, centocinquanta uomini ciascuno.
Insieme alle SS, alla polizia ordinaria, e alle teste di morto qualcosa come ventimila uomini.
Qui come abbiamo già citato si distingueva Reinhard Heidrych, la “Bestia Bionda”, un ex ufficiale di marina, alto, con la faccia cavallina, un eterno sogghigno. Costui era famoso per la sua pignoleria, schedava praticamente tutto
Soprattutto i nemici del partito.
E la Bestia Bionda diventò un grandissimo stratega del terrore, tanto che Hitler stravedeva per quel giovanotto pieno di belle speranze.
In una nota informativa consegnata ai responsabili degli Einsatzgruppen Heydrich dava le direttive sulla “ questione ebraica nei territori occupati”
Nel breve periodo, scriveva la Bestia Bionda “ i territori della Polonia dovevano essere epurati dagli ebrei, che andavano deportati a Est, mentre nel resto del paese gli ebrei dovevano essere concentrati nei ghetti di città dotate di buoni collegamenti ferroviari”.
C’era una spiegazione razionale allo sterminio in atto contro la popolazione polacca?
Sì e no. Una signora inglese, che si trovava nella cittadina di Bydgoszcz, vide che le prime vittime della campagna furono numerosi boy – scout, dai dodici ai sedici anni, che vennero allineati contro il muro della piazza del mercato e fucilati. Secondo la signora non fu data nessuna spiegazione. Spararono anche ad un sacerdote devoto, soccorso a somministrare l’estrema unzione.

Contro questa armata la Polonia poteva allineare dalle 40 alle 60 divisioni, se fosse stato possibile mobilitare tutte le truppe entro il primo settembre,ma i polacchi si fecero trovare completamente impreparati dal Blitzkrieg tedesco.
Pronte per la battaglia, infatti, vi erano solo 2 divisioni di fanteria e otto brigate di cavalleria.
L’armata polacca, dovendo difendere un territorio di circa 400.000 km2 di superficie, senza frontiere naturali, spendeva il 40 per cento del suo bilancio in spese militari.
Solo che il sistema di difesa era antiquato,ancora nelle condizioni della prima guerra mondiale.
Allo scoppio delle ostilità si capì subito che la guerra contro la Polonia sarebbe durata poco da parte tedesca.
E la sera del primo settembre in pratica l’aviazione polacca non esisteva più.
Il giorno 3 settembre, giorno in cui Francia e Inghilterra dichiararono guerra alla Germania la quarta armata proveniente dalla Pomerania aveva già preso contatto con la terza che avanzava dalla Prussia orientale, che aveva tagliato il corridoio polacco di Danzica.
Il successo dell’invasione era assicurato anche dalla supponenza dei comandi polacchi che avevano fatto di tutto per perdere la guerra.
Non avevano un piano adeguatamente difensivo, nella loro scellerata sicumera avevano previsto di attaccare la Germania e farne un boccone. Ben presto si dovettero ricredere.
Dalle montagne ceche le autoblinde del generale List si diressero a media velocità in direzione di Cracovia, al centro il generale Von Reichenau guidò anch’egli una massa considerevoli di mezzi corazzati…..

 

 

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“Reazionario”, una categoria politica che è stata abolita dalla neolingua del politichese: forse perchè ce ne sono troppi

E molto interessante leggere la realtà con gli occhiali del Terzo millennio.

Il Novecento,  ormai considerato come l’Ottocento, viste le trasformazione ” epocali” dei primi vent’anni del secolo sembra solo un ricordo lontano.

Il  Secolo breve, ad esempio, quello delle “idee assassine” secondo chi omologa fascismo, nazismo e comunismo ( l’americano Conquest e ultimamente la commissione europea), viene considerato epico, tragico,fallimentare per i milioni di morti delle due guerre, delle sue rivoluzioni, delle sue controrivoluzioni.

Così la  normativa storico – epistemologica a cui fare riferimento, un esempio a cui attingere, una epifania del pensiero con la quale confrontarsi è quella dei grandi totalitarismi, con i suoi “ISMI” ontologici: capitalismo – comunismo, fascismo – antifascismo, liberalismo -statalismo: libertà e dittatura.

Ma il termine reazionario, con il quale si indicava la difesa dei privilegi di classe della borghesia ( aristocrazia),della plebe fascistizzata,delle maggioranze silenziose anticomuniste è stato abolito,quasi dimenticato.

Le classi si sono così profondamente modificate,  la rivoluzione cibernetica e informatica ha cambiato così radicalmente il modo di  pensare, che tutto  diventa fluido, indefinito,impalpabile, quasi neutrale

Con qualche eccezione.

I vecchi e saggi storici, ad esempio, sono molto parchi nell’usare sovranismo invece di nazionalismo di destra per la lega,populismo in senso generale per i cinque stelle. Quando parlano di riforme strutturali sottolineano che sono possibili partendo dalla combinazione vetero – marxista, ( ora sociologica), di struttura e sovrastruttura.

Mentre il generone del politichese è aberrante, sia a destra, ma anche a sinistra.

Ad esempio: si ha poco coraggio a definire fascistume quello di Salvini, si confonde liberal democrazia e socialdemocrazia con comunismo, si parla a vanvera di poveri senza distinzione fra garantiti e non garantiti, si afferma che bisogna aumentare i salari e i diritti dei lavoratori senza parlare di lotte sociali.

La cosa più stravagante, però, è quella della categoria reazionario che è sempre stata intesa nella sua accezione storico – letteraria : cioè controrivoluzionario di destra.

Si cita, volutamente il leghismo come rivoluzionario, mentre è esattamente l’opposto, si passa al conservatorismo che dalla caduta del Muro di Berlino è solo patrimonio della sinistra che parla di lotta per l’uguaglianza.

Ma reazionario, controrivoluzionario, fascista, qualunquista sono considerati termini da vecchia ideologia, superata dal tempo.

Così Diba e Dima, altro esempio, fanno a gara per presentarsi come fautori della non – ideologia del terzo millennio, un grande centro pieno di rancore e scevro di ideali.

Si guardano allo specchio e non si riconoscono come  veri reazionari, reclamizzano cose di sinistra e cose di destra come fossero marche di dentifricio, tanto il Web renderà il suffragio universale un sottoprodotto della democrazia.81ediskvd0l._ac_ul436_

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Friday For Future: salvate il soldato Greta e il movimento da quelli che investiranno nella moda della rivoluzione verde, per fare quattrini e non cambiare nulla……

Sono un milione solo in Italia i ragazzi che oggi stanno manifestando contro l’inquinamento ambientale, per la salvezza della terra.

E’ una buona notizia del risveglio della rabbia giovanile , anche se lo slogan ” ci state rubando il futuro” ormai è stato acquisito anche dai poteri che contano come una concessione al disagio giovanile.

Che non riguarda solo il futuro della terra dal punto di vista fisico, ma, come tutti i giorni viene evidenziato, del futuro di come vivere e lavorare sul pianeta terra conferendo un senso al proprio essere al di là dell’esistenza individuale.

Come da prassi,  il consenso degli adulti  che hanno in mano le sorti della terra  al tema ambientalista, è inevitabile: in Italia, paese con poca educazione ambientale, ( trova prima un lavoro, così salverai la terra, però non è sbagliato), la sinistra ne fa una bandiera, la destra si limita a schernire i giovani e Greta che hanno trovato il modo di saltare le lezioni, magari con il consenso del Ministro.

” Non cerchiamo il conflitto ci basta  salvare il mondo” è uno degli slogan creati dal Movimento ecologista, sarà dura, ma l’entusiasmo non va giudicato con il metro della ideologia di quelli che ci vuole il salto di qualità della politica a tutti costi, subito.

Lasciamo che Greta esprima a Trump la sua avversione alla sua politica,speriamo che anche in Cina qualcuno percepisca che si può morire di cancro anche se compri un’auto di lusso, speriamo che Bolsonaro socializzi la salvezza dell’Amazzonia non considerandola solo un terreno di caccia per speculazioni nazionaliste.

Per cambiare il clima, bisognerebbe rivedere il ricambio organico fra uomo e natura, cioè i mezzi di produzione non al servizio del profitto, ma dell’uomo.

Ma questo è come provare ad eliminare il denaro, la guerra, lo sfruttamento: tutto giusto basta non diventi una moda parolaia e ipocrita.

Quello che si può fare è cercare di rispettare l’ambiente dove vivi, cercare di fare la raccolta differenziata dei rifiuti,combattere le mafie ecologiste che dall’inquinamento trovano il loro business: prima sporcano e poi fanno finta di pulire.

Il riscaldamento del pianeta, poi, è già una tragedia per la desertificazione che procede dall’Africa, per lo scioglimento dei ghiacci al Polo… etc.

I giovani si ripromettono di consumare meno e di trovare soluzioni compatibili: basterebbe dire ai genitori che anche il mare è inquinato e che salvare vite in mare fa parte della salvezza della terra.

E poi dire  ai media e alla fabbrica del consenso consumista che Greta non diventi l’icona da vendere a Natale con tanto di maglietta.

In altri termini :se i giovani sono il primo mercato per il consumismo sara arduo entrare in recessione per uno sviluppo sostenibile.

Ma qui il discorso si fa complicato, buona fortuna a tutti.

Domani si torna a sognare coi piedi per terra.

 

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