Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

PIAZZA FONTANA – Reazionari e fascisti dichiararono guerra al movimento operaio – studentesco e alle zecche anarco -comuniste.Ma la storia siamo noi

17 morti, 88 feriti.

Cinquant’anni fa, con la strage di Piazza Fontana, la nostra guerra civile, iniziatasi nel 1943 e mai finita con una pacificazione possibile, considerato che il fascismo in Italia  trova sempre i suoi padroni, aprì il periodo della strategia della tensione.

Dopo il 25 aprile 1945 la data che commuove e unisce i democratici milanesi è  il 12 dicembre 1969: i nazi – fascisti  furono la manovalanza,  una parte dello stato italiano il mandante, la stampa dei padroni con le sue falsità la colonna sonora dell’anticomunismo.

Perchè l’esplosione della lotta operaia e studentesca nell’autunno di quell’anno erano un punto di riferimento per tutta la sinistra radicale europea.

L’italia, secondo una consistente parte della borghesia e degli apparati dello stato militare e civile non doveva diventare un paese democratico, e soprattutto di sinistra.

Da qui, subito dopo la strage, la maggioranza silenziosa della destra democristiana e  dei  fascisti missini, in primis. addebitò la strage agli anarchici; Valpreda fu arrestato, Giuseppe Pinelli fu” suicidato” in Questura.

Poi,con il depistaggio dei servizi segreti deviati, con  i tentativi di colpo di stato,( Junior Valerio Borghese), con lo stragismo  di Ordine Nuovo e con tutte le ingerenze non troppo velate dei servizi segreti americani negli affari italiani, iniziò la guerra civile a bassa intensità del dopoguerra che significò la perdita dell’innocenza generazionale dei movimenti e dei collettivi nati in quegli anni.

(Non per niente si chiama strage di stato: “la Cia sapeva tutto e lasciava fare” disse il generale G. Maletti, n2 del Sisde condannato per aver tentato di far evadere Ventura per la strage di piazza Fontana..)

In quel contesto i ” gruppuscoli”  di estrema sinistra, come allora venivano chiamati le centinaia di migliaia di giovani operai e studenti alla sinistra del Pci,difesero in prima fila la democrazia nata dalla Resistenza :  una cosa che storicamente non solo non è riconosciuta, ma viene surrogata falsamente nel periodo degli anni di piombo.

Le contro inchieste sul connubio fra stato e strategia fascista furono quindi opera di un movimento di operai, studenti, intellettuali che furono bollati immediatamente come violenti estremisti. .

Oggi  In piazza Fontana ci sono dieci pietre d’inciampo che ricordano la strage.

E una che ricorda che la strage fu di Ordine Nuovo.

I processi ai responsabili sono durati 36 anni nei quali parte dello stato reazionario e anticomunista nell’anima ha tentato in tutti i modi di inquinare le prove più evidenti.

Nel 2005 la Cassazione ha affermato che Freda e Ventura di Ordine Nuovo  erano i  responsabili  per la realizzazione della strage,ma non processabili perchè precedentemente  assolti nel 1987.

Pasolini scrisse ” io so” intendendo i nomi dei responsabili dello stragismo nero,” ma  non ho nè indizi, nè prove”

Anche noi sappiamo, e non lo dimenticheremo mai.

PS:Gli  assassini materiali che misero la bomba non sono mai stati consegnati alla giustizia.

https://amzn.to/2YDzWic la svastica sull’Europa

 

https://amzn.to/2LNDbyt la vittoria della democrazia

 

 

cropped-cover-vol-2-jpg.png

 

 

Il desiderio dell’Uomo forte è la scorciatoia di chi vuole uno stato autoritario, ma non autorevolmente democratico….

Non deve far scalpore la notizia del Censis che svela che il 47% degli italiani vede come soluzione dei propri guai la comparsa dell’Uomo forte che guidi il paese al di sopra del parlamento.

Sui famosi territori, piazze, mercati, tram, metro, luoghi pubblici non è raro sentire, davanti a disfunzioni burocratiche o a illegalità varie ( di immigrati soprattutto), la battuta che, insomma, ci vorrebbe “il bastone per tutti quelli che a palazzo si grattano la pancia e intanto il popolo soffre le pene dell’inferno”.

Avere servizi che funzionano normalmente, specialmente nella pubblica amministrazione, dovrebbe essere la normalità democratica.

Invece in Italia, dove comunque non è vero che non funzioni nulla,lo stato autorevole non è desiderio di massa perchè comporta partecipazione attiva al bene pubblico, per cui si preferisce delegare al Mussolini di turno, al Peron d’annata,al faccendiere introdotto la soluzione del rapporto fra governanti e governati.

Così viene da piangere in certe circostanze, ( lo stato ottuso che vuole 122.000 euro da bambine orfane per tragedie familiari),ma viene da ridere pensando ad un uomo forte che combatta l’ evasione fiscale con la repressione, la mafia con l’esercito,la mancanza di lavoro con la statalizzazione delle imprese.

Senza dimenticare che lo stato super – partes per alcuni buontemponi dovrebbe essere quello che mette insieme fascismo e antifascismo, sangue dei vinti o dei vincitori in una nouvelle cousine di qualunquismo beota, chiamato era del post – ideologico.

E’ chiaro, quindi, che l’Uomo forte dovrebbe essere più di  destra  che di sinistra,poichè la dittatura del proletariato ha fallito, ma Trump e Putin,ad esempio, sono la nouvelle vague  di quello che passa il convento.

Il paese è in declino, lo diciamo da un decennio.

E’ naturale sperare che ci sia l’ennesimo uomo mandato dalla Provvidenza che metta a posto le cose senza il rituale stanco della democrazia parlamentare fatto di compromessi al ribasso, giochini di potere, mancanza di prospettive, rimando continuo dei problemi in attesa di una buona emergenza ( la ripresa planetaria dell’economia?), che cacci la brutta emergenza: praticamente tutto.

Ma il parlamentarismo, se non diventa cretinismo legislativo fine a se stesso,salva almeno una parte della nostra storia che conta: quella per cui il 25 aprile facciamo festa, e il 12 dicembre ogni anno ricordiamo Piazza Fontana.

In entrambi i casi non vogliamo tornare a Uomini forti, che poi, come abbiamo visto, si perdono in un bicchiere di mojito.

 

https://amzn.to/38n08SB la svastica sull’Europa

 

https://amzn.to/2RDiyIJ la vittoria della democrazia

 

screenshot

 

Il marketing dell’informazione spettacolo vuole vendere pure le Sardine…..per poi mangiarsele….

Mattia, portavoce delle Sardine. è desiderato ospite in tutti i  talk – show che si interrogano sullo status del movimento.

Il piattume intellettuale che oggi regna sovrano nell’Impero del cretinismo non si capacita che in Italia giovani, magari vagamente di sinistra, vogliano trovare un modo di essere e di stare al mondo che parta dal linguaggio della politica.

Che non è confuso nel movimento che sa di pesce.

“Nessun dialogo con la Lega e con la destra estrema che hanno distrutto il tessuto sociale del paese” ad esempio è un messaggio chiaro e distinto come le idee cartesiane.

Il portavoce – leader del movimento delle sardine intervistato  a Milano durante la manifestazione che ha visto 25.000 persone riunite in Piazza Duomo, sotto la pioggia, contro il fascio – leghismo & compagnia cantante, su questo è stato netto.

E allora senza tanti fronzoli di banalità bisogna essere contenti che finalmente quello che era nella testa e nel cuore di centinaia di migliaia di italiani si sia materializzato in un movimento..

Il pensiero dominante dell’odio e della paura verso il migrante, diventato poi razzismo, xenofobia, antisemitismo e filo nazional socialismo da stadio. è un pugno nello stomaco alla nostra Costituzione e all’antifascismo repubblicano, fondamenti del nostro vivere civile.

E’ vero che tutti i cattivi non sono da una parte, la destra, e tutti i buoni dall’altra,  la sinistra.

Ma questo lo si sa da sempre, almeno da non essere le anime belle  di chi pretende che la storia sia solo nobiltà dei “buoni” e non anche miseria umana di tutti i “cattivi”.

Ma  Salvini e Meloni,  più che cercare un dialogo con le Sardine, considerato il minore dei mali rispetto ai centri sociali, vogliono comprendere la consistenza ontologica di un movimento che trova  nel no alla Lega e alla destra gravida di fascistume il suo obiettivo principale.

Inutile poi, da parte dei più grandi,  snobbare le sardine, oppure fare i maestrini della penna rossa: se diventeranno la federazione giovanile del partito democratico si vedrà.

Per ora, hanno tolto il primato delle piazze alla destra.

Punto e basta,

Altro che fenomeno da baraccone spiaggiato sulla battigia dello show televisivo che fa tanto Nanni Moretti: mi si nota di più se scendo in piazza con le Sardine o se resto a  casa  fuggendo dalla moda del momento?

La destra non li sopporta perchè non hanno un programma ben definito.

Proprio adesso che Salvini e Meloni, si dice, si stanno spostando al centro,, prospettando un trionfo del centrodestra sul destra centro,estremisti con giudizio, antifascisti democratici, hanno palesato che l’odio e le emergenze discriminatorie verso la ” diversità” sono palle e basta.

E se questi si beccano le sardine in faccia va loro ancora di lusso, e il dialogo se lo mantengano nei loro algoritmi o nel loro confessionale.

Tanto la destra estrema pensa che massimo a gennaio tornerà al potere, a questo punto troveranno pure squali, barracuda e murene in loro compagnia.

Noi saremo,comunque, ANTIFASCISTI SEMPRE

 

https://amzn.to/386CV72                  la svastica sull’Europa

 

https://amzn.to/2RiHvt3                        la vittoria della democrazia

 

cover Vol 2 jpg

Prima il neoliberismo: mentre governo e opposizione si perdono in menzogne, si perdono migliaia di posti di lavoro….e Marx aveva ragione

Mentre il governo balla fra prescrizione,Mes, caso Bibbiano è emergenza lavoro.

Che in Italia però c’è da sempre, ma che ora assume il ruolo di prescrizione dei diritti di chi lavora.

A Taranto l’ex Ilva ha presentato un piano industriale che prevede 4.900 esuberi al 2023, di cui 2.900 da subito.

D’altronde sul tavolo del Mise ( ministero per lo sviluppo economico) ci sono 160 casi di crisi aziendali.

Quelli più clamorosi, Ev ilva 5.000 esuberi, Unicredit 8.000,Alitalia 5.000, Whirlpool 800, Bosch di Bari 640, Embraco Chieti 500 tagli, sono solo una parte di 400 mila impieghi a rischio.

Mani nei capelli dunque per chi non ha un lavoro ( nonostante il reddito di cittadinanza. “precario”)..

Ma anche per chi un lavoro ce l’ha e lo vede messo a rischio da un neoliberismo che con il primato della finanza e della tecnologia, ogni giorno mette in chiaro che se il socialismo reale era irriformabile, il capitalismo dal volto disumano ha le  sue leggi da rispettare.

Che poi alla fine si riducono ad una: più licenzi, più voli in borsa, la forza -lavoro a questo punto diventa solo merce da ricollocare a casa, o piazzare in pensione con congrui incentivi ( settore bancario e assicurativo i più fortunati)

I sindacati confederali paiono paralizzati di fronte all’ennesima rivoluzione industriale, a Taranto si parla di Caporetto di Cgil, Cisl e Uil.

Chi può impedire ad una multinazionale di andare in Cina e in India a produrre acciaio quando la forza – lavoro lì è merce da discount? Chi può contestate che l’home banking sostituisce migliaia di lavoratori del credito?, tanto per fare due esempi alla conoscenza di tutti.

Se per Unicredit e Alitalia parliamo di aristocrazia lavorativa ( senza nulla togliere ai sacrosanti diritti dei lavoratori), per gli operai dell’Ilva dove l’emergenza salute conta più dell’emergenza lavoro la mazzata è doppia: niente salute, niente lavoro.

E nelle campagne il caporalato con  il suo carico di sfruttamento odioso, soprattutto di operai stranieri, è lì a testimoniare che non solo l’analisi marxista è attuale, ma per ora rimane insuperabile nella sua pars destruens di critica all’economia politica.

Non è questa nè ideologia facile, nè retorica marxista ad uso e consumo dell’Ottocento e del Novecento.

Landini davanti agli esuberi prospettati da Unicredit ha dichiarato che ” il lavoro viene trattato come una merce”..

Scoperta dell’acqua calda, scritta con affetto: che la forza lavoro sia la merce più preziosa nella riproduzione della ricchezza globale è un dato di fatto, che non ha bisogno di rassicurazioni concettuali, visto che il massacro dei diritti dei lavoratori  avviene ogni giorno.

L’inciviltà sul lavoro, fatta di contratti a termine, contratti precari e pirata, stage non pagati, mortificazioni dei giovani proletari è però contrastata soprattutto dai sindacati di base, gli unici che mantengono un codice etico almeno socialdemocratico nel lottare contro la divisione dei lavoratori  e battendosi per quelli  più poveri.

Gli squali sovranisti e nazional socialisti che parlano  di popolo italiano ùber alles senza distinzione di classe vinceranno pure le elezioni, ma contro gli interessi di classe degli sfruttati.

https://amzn.to/383d6oo primo libro la svastica

 

https://amzn.to/2DLjB1g secondo libro la democrazia

 

screenshot

 

 

 

 

 

 

Salva Stati etc – La strumentale offensiva contro Conte e il governo prepara il ritorno del Felpa e dell’estrema Destra

Sapevano tutto quelli della Lega e Fratelli d’Italia.

Sul difficilissimo argomento, per me profano, del fondo salva stati una cosa è chiara:il vecchio governo Conte uno sapeva dell’accordo fra Ue e Italia per quanto riguarda un fondo comune per aiutare i paesi in difficoltà.

Niente è accaduto di grave dal 12 giugno  per dire che Conte abbia tradito le istituzioni e che abbia mentito vergognosamente agli italiani mettendo a rischio Bot e conti correnti degli italiani.

Eppure Meloni e Salvini vanno all’attacco sapendo benissimo che massimo a gennaio ci sarà la resa dei conti con le regionali in Emilia – Romagna e Calabria.

Ma tanto per non saper nè leggere nè scrivere, secondo i malDestri in auge, il governo è consegnato al plotone di esecuzione di un nazionalismo becero.

Quello che vede il nazional – fascistume trionfare in tutti i sondaggi: Dio, patria, famiglia, lavoro, sicurezza, contro un Europa liberale che si presta ad aiutare solo le banche tedesche e le plutodemocrazie ebraiche.

La strategia è chiara: il mercato va bene quando la forza lavoro viene pagata due euro all’ora, quando i bassi salari aiutano gli industriali del Nord,quando quelli di colore saranno  adottati da un welfare da morti di fame perchè mancano fondi per l’integrazione.

Per il resto bisogna aspettare  che Di Maio si decida: stare con Salvini,  magari con astensione benevola verso un nuovo governo di centrodestra è un modo per salvare l’autonomia del grillismo dal contagio della sinistra liberale, ma è anche pericoloso perchè ci potrebbe essere una scissione a sinistra che non conviene ai cinque stelle.

Credo, umilmente che non se ne farà nulla: Di Maio “sfinisce” il Pd a fuoco lento, non saluta manco Conte in Parlamento solo per una questione: se il Pd e i cinque stelle tengono a livello di esecutivo, lui è spacciato perchè è un inguaribile nostalgico del centro destra a trazione populista.

Il Pd, da parte sua, appiattendosi troppo sulle posizioni liberali europeiste rischia di non essere ancora una volta credibile ar popolo:che se ne frega del salva stati e aspetta la tredicesima per far festa con dignità, o con sfarzo, o con arroganza o in povertà.

La tempesta perfetta del centrodestra è in arrivo, la paura che hanno delle sardine è solo sulla questione delle regionali.

Mai dire mai per l’opposizione vera e radicale al corporativismo leghista è la sola strada da seguire.

https://amzn.to/2PeEIyu primo libro la svastica sull’Europa

 

https://amzn.to/2Y9zisz   la vittoria della democrazia

 

cover Vol 2 jpg

 

 

 

Ombre nere-Nel venerdì nero si scopre che i nazisti sono fra noi: sono l’iceberg di un partito reazionario di massa…. e tutti lo sanno

Il venerdì è proprio nero.

Non perchè si celebra l’inizio delle shopping natalizio, come vuole tradizione americana,ma perchè anche in Italia si è scoperto che i nazisti sono armati, preparano strategie della tensione del terzo millennio sgangherate, partendo da Enna, che come si sa non è Norimberga.

Non c’è bisogno neppure di andare in giro per  il mondo per scoprire che è stato sdoganato pure il nazismo, che abita qui, fra noi.

In Sicilia l’operazione  di polizia che ha messo in luce la cellula del partito nazionalsocialista dei lavoratori non meriterebbe che due righe di cronaca.

Gli arsenali che da vent’anni vengono scoperti nelle cantine dei curvaioli nazifascisti degli stadi,nei vari scantinati delle decine di raggruppamenti della destra nazi, su Internet, nei siti più nascosti sono la testimonianza che il nazifascismo non è mai morto,

Ma oggi è diverso.

Non solo perchè certi atteggiamenti antisemiti e xenofobi sono diventati manifestazioni reazionarie di massa, ma anche perchè la minimizzazione del fenomeno ha coinvolto anche benpensanti che fino a ieri si dicevano liberali di destra.

Una volta che l’antifascismo da parte di partiti di governo ( Lega e 5s) è stato considerato solo uno strumento propagandistico di una sinistra in crisi, una volta che vengono vendute a buon prezzo icone di Hitler e Mussolini, con corredo di svastiche, fasci littori, fra il sorrisino compiaciuto di qualche antidemocratico che si  fa passare per anticomunista, una volta che tutto si può dire perchè la libertà è senza vergogna il gioco è fatto.

Che poi ci fosse pure una miss Hitler, fra i nuovi nazisti made in Italy, è un segno della voracità del consumismo criminale del nazifascismo che ostenta se stesso attraverso una simbologia che irride ad Anna Frank, insulta Liliana Segre, ma non nasconde simpatie estetiche per Eva Braun.

Il discorso drammatico, invece, riguarda la commistione fisiologica fra spacciatori di morte legati alla destra estrema,( cfr. Diabolik e curve ), sparate razziste di sindaci di destra contro i migranti,ecc: tutto fa brodo quando si crede che la Repubblica sociale italiana fosse un repubblica di  eroi, nazi – fascisti.

Oggi in piazza sfilano movimenti per l’ambiente insieme a sardine antifasciste, poi ci sono pure a Taranto i lavoratori dei sindacati di base che manifestano contro il cancro da lavoro salariato.

LE OMBRE ROSSE STANNO SEMPRE CON GLI ULTIMI

https://amzn.to/2OA2p5b la svastica libro primo

 

https://amzn.to/2rC4owC la vittoria della democrazia libro secondo

 

screenshot

 

 

 

 

 

 

La continuità fra governo giallo – verde e giallo rosso è faida continua per il potere,gli italiani aspettano le riforme…

Ieri a Montecitorio i parlamentari si sono accapigliati davanti ad una platea di studenti che assisteva al trionfo della democrazia rappresentativa.

Tutto normale, nessun moralismo, succede anche in altri paesi.

Lo scontro verteva  soprattutto su il Mes, acronimo che vuol dire Meccanismo europeo di stabilità.

In soldoni, fuori di metafora, significa che 19 paesi dell’Ue  si impegnano  ad aiutare gli stati membri in difficoltà con un nuovo metodo.

E siccome per approvarlo non occorre più un accordo, ma basta una lettera d’intenti si ha paura che i risparmi degli italiani tenuti in pancia dalle banche vadano in malora, visto che i conti pubblici  sono sempre a rischio.

Lega e opposizione contro Gualtieri, Pd,  che avrebbe blindato il salva stati fino a febbraio, Di Maio che vuole rinviarlo sta con Conte: tutti contro tutti, con seggiole spaccate, polsi slogati,isterismo alle stelle.

Intanto la perquisizione della Guardia di Finanza alla fondazione Open di Renzi manda in tilt ancora una volta il rapporto fra politica e magistratura.

Si parla da parte di “Italia viva” di attacco a Renzi da parte di magistrati politicizzati che vogliono  far pagare al Matteo di Firenze lo strappo con il Pd accusandolo di finanziamento illecito dei partiti e auto riciclaggio per l’acquisto di una villa,coi soldi della madre di un finanziatore della Open.

Come se non bastasse, poi, la prescrizione tiene banco al ministero di grazia e giustizia: abolirla o tenerla?

Come si vede siamo ai temi della normale amministrazione di uno stato di diritto che contempla che vi siano leggi certe per far funzionare i conti dello stato, la magistratura e il finanziamento dei partiti, ma qui niente è trasparente nonostante i partiti continuino a dichiarare che ci mettono la faccia per il bene dell’Italia.

Ricordiamo che il finanziamento pubblico dei partiti fu abolito a voce di popolo per i privilegi che seminava a destra e sinistra.

Fu poi rimesso in piedi come rimborso spese  con cifre da capogiro, quattro volte superiori al finanziamento.

La Lega, che in parlamento agita da sempre  cappio, muscoli,machismo da caserma ogni tanto dimentica che i 49 milioni sottratti all’erario sono stati sentenziati definitivamente:  la menzogna dimora ai piani alti della Polis.

Insomma il sistema Italia scricchiola non certo per le sardine.

Le faide fra componenti di maggioranza e opposizione non solo hanno stancato il popolo, bue,ma sono un regalo all’anti- politica: la storia si ripete.

Come sempre quando le vicende del politichese riguardano la  piccola e media borghesia parlamentare  le priorità, altra parola magica di questi tempi,sono quelle del come mantenersi a galla.

E’ umano, è comprensibile, ma nulla c’entra coi bisogni dei cittadini che del politichese non sanno che farsene, discorso vecchio, trito e ritrito, ma l’aria di Tangentopoli è come la pizza: è strutturale alla nostra identità.

E la soluzione sembra andare a destra.

Perchè lo ius culturae non è una priorità, i decreti sicurezza un incidente di percorso dei diritti umani, l’Italia sott’acqua aspetta che si asciughi…..

La vera opposizione è fuori dal Parlamento.

https://amzn.to/2skLMBC la svastica sull’Europa

https://amzn.to/2slbxBL la vittoria della democrazia

 

screenshot

A Hong Kong le molotov per la democrazia, in Italia per fortuna solo sardine: il vittimismo della Destra è patetico e stucchevole ( leggi tutto)…

Quello che è accaduto a Honk Kong dove i ragazzi che tirano le molotov hanno vinto  le elezioni contro la burocrazia cinese del governo in carica ( non saranno tutti agenti della Cia?) è straordinario.

Una protesta di piazza non pacifica, ma  violenta, è stata supportata nell’urna  da milioni di voti anche moderati.

Tutto ciò dovrebbe far pensare anche la sinistra.

Il Movimento  degli ombrelli che dopo la cinghia sembra voler tirare la molotov ha manifestato compostezza, ma per ottenere qualcosa ha dovuto mettere in scena lo spettacolo  della rivoluzione.

In fondo che la rivoluzione, o guerra civile, sia la vera guerra perchè si basa sul massimo dell’inimicizia, come sosteneva Lenin, è un’affermazione che richiama la valenza dell’odio  nel conflitto sociale.

E che Bella Ciao, sia un inno  della lotta armata partigiana ( che divenne famoso solo vent’anni dopo la fine guerra) lo sanno tutti,l’odio verso il nazifascismo fu essenziale per scacciare l’invasore.

E quando Mao, proprio Mao, ricordava che la rivoluzione non è un pranzo di gala,voleva dire che la rivoluzione non è un esercizio letterario, nè una festa sui prati, ma un’azione violenta contro un potere reazionario.

La premessa è un po’ lunga perchè il movimento liberale e libertario delle sardine, pacifico e insieme possente ha messo in discussione l’egemonia delle Lega sulle ondate oceaniche di mussoliniana memoria.

In fondo chi semina vento raccoglie tempesta, ma qui per ora Salvini ha la fortuna di raccogliere solo sberleffi che sono il sale della democrazia:lamentarsi pure di questo, come fosse un’operazione concertata da prodiani da salotto è patetico, stucchevole, miserabile.

Non c’è nulla di male a provar disgusto per teorie e comportamenti aberranti.

E’ chiaro che è meglio non odiare nessuno,  ma battersi per  alcuni valori universali come la giustizia sociale, l’uguaglianza fra tutti  i cittadini,la pace fra le nazioni contempla pure il fatto di schierarsi chiaramente  da una parte.

Stando attenti appunto che i movimenti in genere non possono sempre privilegiare un galateo pacifista.

E l’antifascismo, storicamente, è solo  la premessa della giustizia sociale e dell’uguaglianza.

https://amzn.to/37xWJjn la svastica sull’Europa libro primo

 

https://amzn.to/2OFaMuW La vittoria della democrazia libro secondo

 

 

screenshot

Non era difficile immaginare che i 5S, nè carne, nè pesce azzurro, entrassero in una crisi irreversibile di democrazia diretta…

Stefano Bonacini, candidato alle regionali del 26 gennaio in Emilia – Romagna per la Sinistra, ha manifestato il suo disappunto  per la decisione della piattaforma Rousseau dei 5S di correre alle tornata elettorale in solitudine.

La base ” sovietica” in diretta ha sconfessato Di Maio che chiedeva una pausa di riflessione dalle batoste elettorali: è evidente che se il 26/1 2020 il movimento di Grillo e Di Maio raccattasse come sembra il 5% dei voti, Giggino dovrebbe andare a casa.

Se poi vincesse Salvini andrebbe a casa pure il governo che stenta su tutto, pure per chi lo ha voluto per sbarrare la strada al fastistume leghista.

A forza di oscillare fra taxi del mare, collaborazionismo con la lega sui decreti sicurezza, chiusura dell’Ilva senza piano sostitutivo  credibile, il movimento giallo è rimasta una sostanza inconoscibile, fragile da ogni punto di vista, anche quello della lotta contro la casta ( vedi ministro Trenta).

La teoria di Cacciari-  Bersani di fare un accordo di programma a lungo termine con quel che resta del giorno del “vaffa” si scontra con un va’ dove ti porta il cuore che lascia pochi dubbi: Di Maio, Toninelli, Di Battista,Paragone c’entrano poco con la storia del movimento operaio e proletario.A forza di manifestare odio contro il Pd, hanno finito per favorire l’anticomunismo leghista, Salvini è pronto ad accogliere il figliol prodigo.

Chi a sinistra si compiace del suicidio insipiente della politica dei vertici, puntando sul fatto che i fuoriusciti dei 5S andranno a votare a sinistra, spera che il domani sia meglio dell’oggi, che è naturale per l’esistenza individuale, ma che in politica equivale a sperare nel colpo di fortuna.

Tornare nelle piazze, lasciando i palazzi, è inimmaginabile per i grillini, ci sono le sardine, nascono altre sensibilità,  il populismo  senza meta ha stancato.

Però stiamo parlando di elezioni.

Il movimento reale vuole soluzioni per l’Ilva che non siano quelle di lasciare tutto com’è, per l’integrazione dei migranti, per la disoccupazione. per uscire dalla crisi ecc, ecc, ecc,

Giuseppe Conte potrebbe essere la soluzione per i cinque stelle vicini al PD.

Ripigliare qualche voto per esserci non è un’impresa così titanica.Lo fanno tutti.

OGGI 22 novembre h.18 c/o Libreria Odradek, via Principe Eugenio, Milano presentazione libro

 

cropped-cover-vol-2-jpg.png

https://amzn.to/2ri1BIG

 

https://amzn.to/2QEeWG5 la svastica sull’Europalibro primo

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑