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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Gregoretti – Il Felpa mormorò, “non passa lo straniero”: retorica nazionalista da mohito a processo……

“Rifarei tutto, rifarò tutto”.

Il Felpa, dopo la votazione al Senato che lo consegna alla magistratura di Catania per il sequestro di persona di 135 migranti sulla nave Gregoretti, non torna indietro.

Anzi rilancia sempre più a destra.

Perchè ha già trovato il filo conduttore di tutte le prossime campagne elettorali:

l’immigrazione clandestina non passerà, la razza ariana risorgerà e riempirà le culle vuote di un’Italia in decadenza. ( est esattamente il contrario, saranno gli emigrati a salvare l’Italia dalla decrescita demografica).

Se non fosse per i poveri cristi che hanno subito e dovranno subire la politica reazionaria e parafascista del Felpa e tutto l’odio razziale istigato dai fascio leghisti in questi due anni,che ha colpito pure l’ebraismo, ci sarebbe solo da fare una solenne e grandiosa pernacchia.

Ieri al Senato il Felpa,detto Matteo Salvini, ha recitato la parte dell’eroe che con sprezzo del mohito ha difeso i confini nazionali.

Spazzatura ideologica spaventosa perchè non è il ministro dell’interno che difende i confini, perchè la nave Gregoretti è una nave militare che batte bandiera italiana, perchè non c’era nessuna emergenza per tenere per cinque giorni migranti che già avevano pagato caro, in termini morali e materiali, la loro presenza su quella nave.

Agitando il vessillo del “forza papà”, nascondendosi dietro la retorica del tengo famiglia, tengo alla patria e al portafoglio, il Felpa ha vomitato tutta la sua anima nera e la sua codardia, difeso dalla Meloni e Forza italia.

Quello della Gregoretti, detto in termini, “normali” è stato un atto di disumanità pura, di arroganza gratuita. di perfidia morale, di meschino calcolo elettorale.

Certamente Conte e cinque stelle non potevano non sapere, ma questi sono contraddizioni in seno al potere giallo – verde – rosso.

Per la sinistra, nome a questo punto solo convenzionale, in attesa di eliminare i decreti sicurezza, l’intervento assolutorio della corporazione di palazzo fatto da Casini è figlio di Andreotti e della prima repubblica.

Vedano loro, cose loro,grazie a Dio noi viviamo di altri valori.

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Il virus della recessione colpisce ancora l’Italia del tirare a campare; ma per pagare e morire c’è sempre tempo……..

Dopo la sciatteria sanremese e un derby meneghino da tranquillo weeek – end di paura, la pacchia è già finita.

E così improvvisamente si scopre che la produzione industriale è giù del 4,3% rispetto a 12 mesi prima ,anche grazie ai dazi e alla mancanza d’investimenti.

Dopo il dato sul Pil , che da sette anni non registrava un calo del – 0,3%, ancora una volta si proclama che l’Italia è senza un progetto

Gli strali così convergono su un governo giallorosso incapace di muoversi dalla grande stagnazione economica, morale e costituzionale, vista la guerriglia sulla prescrizione che interessa, per ora, solo gli addetti ai lavori mobilitati a salvare la purezza della costituzione sullo sfruttamento dei braccianti a due euro al giorno.

Così in attesa che gli effetti nefasti del Corona virus su commercio, indutria, trasporti, dopo la salute, si abbattano sull’economia, adesso si prevede il solito piano d’emergenza con un decreto ad hoc che aiuti le imprese.

Il tempo è poco, non perchè siamo in crisi dal 2008 senza uscirne manco per sbaglio, ma perchè incombono scadenze irrinunciabili per la classe politica: le elezioni regionali, il taglio dei parlamentari con referendum annesso,la prescrizione che affosserà in cinque stelle comunque vada a finire, il ritorno dei vitalizi.

Come si vede c’è il modo di distrarsi: se in Cina si è superata la soglia dei mille morti per il contagio c’è modo di reagire, se l’economia è in stagnazione è un rituale, ubi maior minor cessat, tirare a campare è meglio che tirare le cuoia.

In Italia c’è un detto: a pagare e morire c’è sempre tempo.

Chi immagina un disastro immediatamente tangibile che spalanchi una situazione pre – rivoluzionaria, forse non percepisce che la situazione è prettamente reazionaria, ma anche sotto controllo.

Nessuno sembra voler cambiare verso.

Quello che invece è insopportabile è la sufficienza della classe politica davanti ad una situazione magmatica, confusa e anche pericolosa per la democrazia reale.

Da più parti qualcuno invocherà i pieni poteri.

La devastazione del tessuto sociale operato dalla destra estrema razzista non merita dialogo..ma lettura

Hai voglia di dire che in Italia non cambia mai nulla.

Ormai è acclarato: non solo non viviamo un tempo- post ideologico, ma l’aria inquinata che respiri, il virus che ti contagia senza rendertene conto sono il ritorno dell’ideologia della morte del nazi – fascismo.

Per cui anche se ci si informa in qualche modo su quello che è stato non credo faccia male.

Qui sotto i soliti due libri: ciao

Mentre in Italia si discetta su paghe da fame, in Spagna socialisti e Podemos portano il salario minimo a 950 euro al mese…..

La notizia non deve sconvolgere più di tanto, anche se è passata quasi sotto silenzio.

Il governo spagnolo giorni fa ha deliberato che dal 1 gennaio di quest’anno il salario minimo  sarà di 950 euro al mese per 14 mensilità.( saranno pagati gli arretrati).

La domanda è che cosa stiano facendo sindacati, imprenditori, politici a casa nostra, se non quello di mettersi in evidenza per autocommiserarsi della crisi ” strutturale” del Bel Paese è scontata.

Tutti i giorni sui media, infatti, ci sono denunce di salari da fame, di sfruttamento bestiale di donne ( soprattutto), uomini e pure minori, di angherie patite da chi viene trattato da schiavo anche se laureato.

Poi ci sono i salari da Quarto mondo per” negri” e affini, il caporalato non viene controllato a dovere perchè altrimenti come si farebbe a tenere salari da fame in agricoltura?

La proposta di un salario minimo era stata presentata dai Cinque stelle nel governo giallo – verde.

Doveva completare la riforma del mercato del lavoro insieme a reddito di cittadinanza e quota cento salviniana.

I sindacati confederali, che in Italia sembrano paralizzati dalla paura di scontentare chi governicchia hanno storto la bocca.

Secondo loro il vero problema è che nel Paese non vengono rispettati i minimi sindacali,c’è lavoro sommerso, paghe sommerse ….e tavoli pieni di scartoffie che accertano che un decimale in più di salario rispetto al profitto è stato ottenuto dal mondo del lavoro.

Ma da quando hanno preso la tranvata della crisi e del debito pubblico pare che le Confederazioni non abbiano capito più nulla.

Ci riferiamo specialmente alla Cgil perchè siamo in attesa che Maurizio Landini, che mette giustamente al primo posto “la plebe sempre all’opra china senza ideali in cui sperar” batta un colpo alla porta del salario minimo, almeno quello, e alla riforma dei privilegi che una parte dei dirigenti sindacali hanno ancora nel momento di andare in pensione.

Qui non si tratta di attacchi personali, ma di verifiche sul campo.

Da noi ci sono baruffe, litigi,risse verbali, dibattiti sul tutto; ma quando si tratta di mettere mano al portafoglio della ridistribuzione dei profitti da parte della classe dominante, a volte razza padrona nonostante il cambiamento di lessico storico,la situazione è penosa.

L’alibi è sempre quello: pochi investimenti, alte tasse per imprenditori e lavoratori,debito pubblico enorme, corruzione…..

Che fare? Niente sul piano del salario reale aggrappandosi ai bonus e al cuneo fiscale che, incredibile, ma vero, sembra non aver scosso di molto lo status dell’indigenza.

E poi ci sono i misteri d’Italia che aleggiano in ogni luogo di lavoro. Se i manager guadagnano 379 volte quello che guadagna un operaio o un lavoratore, non è che ci sia un’anomalia di fondo?

Oppure le vetrine rotte, i cassonetti in fiamme, le molotov sulla questione sociale ( vedi Francia e non solo) è la sola opzione di riscatto o ricatto a seconda di come la si pensi?

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Pretendere che le sardine vadano oltre il centro sinistra, è come pretendere che Albano e Romina vadano oltre S. Remo…

E’ bastata una foto con i Benetton a far parlare di crisi del movimento delle sardine.

Se una telefonata ti cambiava la vita e una citofonata conferma che siamo in una valle di lacrime, la foto coi padroni proprio non ci voleva per il nascente movimento che ha conteso la piazza al Felpa.

Era d’altronde più che prevedibile.

Finite le elezioni, Sartori & C. non possono che aspettare di essere ricevuti a corte da Giuseppe Conte per sottoporgli punti di programma che tutti noi condividiamo: decreti sicurezza, lavoro, emancipazione del Sud, buona educazione nel lessico familiare del politichese.

Quando da sinistra – sinistra si dice che sono un’emanazione del prodismo e del Pd si dice una cosa sacrosanta, che non mette però in discussione la presenza del movimento nell’attuale status della politica.

Il Palazzo d’Inverno delle sardine è stato il palazzo della regione a Bologna, non il palazzo d’Inverno a Pietroburgo.

E poi riprendersi i territori non vuol dire solo trovarsi in Piazza nel week -end e al mercato gli altri giorni:l’abbandono dei territori ha voluto dire abbandonare la lotta di classe e le idee di valore patrimonio storico della sinistra antisalotto.

Ogni comparazione storica con il ’68 e il ’77 è perlomeno sgangherata, quella coi girotondi è superficiale: la verità è figlia del tempo, e quindi non si può pretendere che qualcuno sia quello che non vuol essere.

Poi c’è da tener conto che i moribondi Cinque Stelle forse avranno la fortuna di contrastare il ritorno dei vitalizi al Senato, chissà se il fiume dell’indignazione confluirà nello stesso mare.

E visto che per la millesima volta S. Remo viene considerato lo specchio dell’Italia  Albano e Romina Power possono benissimo stare sul palcoscenico dove una donna denuncia che la madre è morta suicida perchè stuprata.

Ma pretendere che Albano e Romina possano rifondare Woodstock è un po’ dura.

Perchè oltre S. Remo c’è Bordighera,Ventimiglia e la Francia di Macron.

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Metti il bambino cinese in quarantena, quello subsahariano in un lager: l’industria della paura colpisce ancora

Adesso tocca ai bambini cinesi, che sono stati in Cina.

Se prima del virus era il bambino nero a dover rientrare in Libia con mamma e papà, adesso dopo il virus i governatori leghisti hanno fatto del Vangelo di S. Marco ( lasciate che i pargoli vengano a me) una fake news buonista.

Come ricordava Luigi Manconi su Repubblica il commissario europeo per di i diritti umani ha esplicitamente dichiarato che:

“l’Italia deve sospendere la cooperazione con la guardia costiera libica almeno che quest’ultima non possa assicurare la difesa dei diritti umani”.

Secondo fonti ufficiali , infatti,40.000 emigranti sono stati riportati nei lager libici dal 2017 ad oggi, le organizzazioni umanitarie difficilmente possono aver accesso ai lager dell’accoglienza,alla faccia delle convenzioni internazionali.

Ma adesso che l’industria della paura e della discriminazione verso ” i gialli” è in piena produzione di nuove sciagure portate dallo straniero, la colpa del male di vivere, della crisi, della mediocrità di Sanremo sarà messa sulle spalle di chi non è di pura razza ariana un’altra volta.

Vorremmo, meglio desidereremmo, almeno un colpo di orgoglio buonista: come l’Italia del precariato isola il virus e poi i governatori leghisti dicono che la quarantena per i piccoli ” gialli” è necessaria alla sopravvivenza del bel Paese?

Ci vorrebbe un atto definitivo di discontinuità verso il problema dell’integrazione.

Leu, una parte del Pd, e + Europa premono per cancellare, ad esempio, il trattato con la Libia, e per modificare i decreti sicurezza

Anche le sardine spingono sui diritti umani e civili: benissimo.

Siamo buonisti, eravamo leninisti: non volgiamo l’UNITED COLORS OF IDIOZIA

Dopo “ebrei”, “negri”, “comunisti”, rom, è arrivata l’ora del cinese…..

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La vera pandemia è lo psico fascismo isterico degli imbecilli: per il 15,6% degli italiani la Shoa non è mai esistita..

Il Corona virus ha colpito anche in Italia: due casi accertati a Roma.

Mentre le mascherine anti contagio vanno a ruba all over the world.

Ma il contagio dello psico -fascismo, quello per cui un citofono ti salva la vita contro lo spacciatore tunisino, oppure la svastica  sulla porta dei figli dei deportati nei campi di sterminio ti fa comprendere che i sopravvissuti all’Olocausto sono i veri clandestini dell’umanità, colpisce duro anche in Italia.

Secondo un’ indagine Eurispes 2020 per il 15, 6 % degli italiani la Shoa non è mai esistita, il 61,7 % pensa che i fenomeni di antisemitismo siano casi isolati, il 19,8%, tanto per finire in bellezza, invece, pensa che Mussolini sia stato un grande leader.

La motivazione potrebbe essere che più parli della Shoa più fai aumentare i negazionisti (partito degli imbecilli di destra), oppure più semplicemente che la ventata di discriminazione, razzismo e xenofobia in salsa nazional socialista spopola da quando il centrodestra a trazione leghista si è insediato nella porcilaia del vetero nazionalismo reazionario.

Certo non è che il Felpa sia il solo  responsabile del virus che contagia la psiche dell’italiano colpito dalla crisi, soprattutto nelle periferie ( secondo una sociologia che può cambiare ad ogni tornata elettorale)

Il Felpa, detto Matteo Salvini, però ce la mette tutta, tanto è vero che solo nel 2004 quando la Lega era praticamente inesistente gli italiani che negavano la Shoa erano solo il 2, 7%

Per quando riguarda il Mussolini grande politico lo si può annoverare come solita e rituale posizione di destra anche moderata: Berlusconi non disse che Mussolini mandava gli antifascisti al confino come fosse una vacanza?

Senza dimenticare che i treni arrivavano in orario, anche quelli che partivano dal Binario 21 della stazione centrale di Milano verso la Germania.

Per finire: i negazionisti sono fra noi, i nazi fascisti pure.

Ce ne siamo fatti una ragione da tempo, per questo non ci arrenderemo mai alla diffamazione e all’insulto odioso a chi oggi auspica che le farfalle possano volare oltre i fini spinati.( Liliana Segre docet)

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La” Sinistra da centro storico” riconosce i movimenti solo se portano voti; così la “rifondazione socialdemocratica” è solo elettorale……..

C’è giustamente euforia per la vittoria di Bonacini in Emilia Romagna e la sconfitta di un pericoloso megalomane in malafede in odore di fascismo.

Ma forse si esagera a pensare ad una rifondazione socialdemocratica da Terzo Millennio.

Non è sommando empiricamente i voti di Pd + Leu + Sardine +scappati di casa dei Cinque stelle che  si possa rimuovere una certa sinistra con la puzza sotto il naso, come dice il buon Zingaretti.

Intanto Prodi ha invitato il Pd ad aprirsi alla società civile,Bonacini ha auspicato un investimento su sindaci e governatori e le Sardine forse andranno a conferire con Conte che si augura un fronte unito delle destre.

Meglio tardi che mai, si dice, e la soddisfazione dovrebbe essere per tutta l’area di centrosinistra:il tanto peggio tanto meglio è profeta di sventura per dirla alla Donald Trump.

Sono  anni, però, che movimenti non allineati alla nomenclatura della sinistra moderata, o fru – fru, appunto da” Centro storico, come ha ricordato Elly Schlein, la candidata più votata in Emilia,  tengono viva la speranza di una società almeno più umana e giusta.( Le sardine non c’erano)

Mentre da una parte si materializzavano Leopolde, seminari in abbazie, patti delle crostate, marmellate da marketing della politica, patti delle frittate, tavole rotonde per teste quadre, dall’altra associazioni di volontariato e comitati civici, organizzazioni antifasciste e per l’ambiente, Anpi, sindacati di base, oratori… centri sociali, anarchici, preti vetero comunisti occupavano e (occupano ) i territori con iniziative reali sul piano dell’accoglienza, dell’aiuto ai proletari  in difficoltà, dell’antifascismo contro i fascio – leghisti.

Quando poi  i conti tornano, come  in EmiliaR, e come fu nel caso di Milano con il sindaco Pisapia,  il chi “ha avuto ha avuto e il chi ha dato ha dato “diventa la linea  “dell’armiamoci, partite e buona fortuna per i vostri deliri utopistico – esistenziali.”

L’egemonia culturale gramsciana a sinistra, spiace ricordarlo, non vuol dire la supremazia di un ceto politico di sinistra che ha bisogno dei ragazzi che cantano Bella Ciao una tantum quando ci sono le elezioni politiche,regionali ecc.

Perchè fra le Sardine, c’è anche chi si batte da una vita, ma non  è un pesce in scatola.

Un giorno dopo l’altro è alienante per tutti, ma per la sinistra è essenziale esserci ( Da Sein) e non essere indipendentemente da quello che fai e proponi,

 

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75 anni fa l’Armata Rossa liberò Auschwitz per la storia. Per la cronaca i reazionari fascio – leghisti hanno perso in Emilia, ma vinto in Calabria: 5S chi?

75 anni fa furono i soldati esploratori a cavallo della 107a divisione fucilieri dell’Armata Rossa, con i mitra a tracolla, che uscendo dalla foresta si ritrovarono davanti a quello che ancora oggi è considerato il più efferato simbolo della storia contemporanea.

I 3000 detenuti rimasti ad Auschwitz furono soccorsi dai medici russi.

Un operatore militare fotografò i bambini morti con le pance gonfie, i mazzi di capelli umani, i cadaveri con la bocca spalancata, gli scheletri viventi con i numeri tatuati sulle braccia.

Questa è la storia che vogliamo celebrare oggi, questo è quello che ricordiamo e ricorderemo al nostro cuore.

Alla canea reazionaria e para fascista che sta ammorbando l’aria da quando Lega, Fratelli d’Italia e il silenzio di Forza Italia  hanno minimizzato il vento della destra razzista e xenofoba per prendere voti il ricordo, inutile negarlo, dà loro fastidio.

Per la cronaca, invece, la spallata del Felpa al governo è finita miseramente con la vittoria di Bonacini  e del Pd in Emilia Romagna, aiutati dalla mobilitazione delle Sardine che hanno portato la gente in piazza in modo democratico; così che  Salvini non potesse evocare le Brigate Rosse che gli impedivano di parlare.

L’uomo che ha rievocato la notte dei cristalli con la notte dei citofoni, quello che con arroganza e supponenza ha trattato i migranti come pezzenti del mare, l’uomo che si è messo a fare distinzioni di merito con Liliana Segre, però è sempre lì.

Ha preso il 30% dei voti in EmiliaR., ha ottenuto un buon risultato in Calabria (12%), si accinge come sempre ad aprire la campagna elettorale delle regionali di primavera, sicuro di vincerle visto che il vento tira ancora da quella parte nonostante lo brucinate sconfitta nella terra del Papeete.

Bonacini ( 51%9), ha vinto perchè è un bravo amministratore, il popolo di sinistra si è svegliato, ma adesso il fascio leghismo avrebbe bisogno della vera batosta: via i decreti sicurezza, Salvini a processo, Ius culturae come minimo sindacale.

Quelli che sostenevano ” che più parli di Salvini, più lui vince” sono serviti, i cinque stelle che lo hanno sostenuto alla fine sono spariti perchè le loro capriole hanno scontentato la destra del movimento ( che ha optato per Fratelli d’Italia) e la sinistra che ha votato Pd e liste civiche collegate.

Ma il tutto nel giorno di oggi mi sembra assolutamente secondario rispetto ad un giorno della memoria che per noi vale tutti i giorni.

Almeno quelli che credono che l’antifascismo abbia salvato la civiltà.

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