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1941 – 2021 – Quando 80 anni fa i nazi – fascisti pensarono di sterminare i sovietici….non si fa…

1941. OPERAZIONE TIFONE

L’operazione Tifone scattò il primo ottobre,riguardava la ripresa della strada verso Mosca.

L’operazione prevedeva la solita e collaudata tattica di un movimento a tenaglia così concepito: i mezzi corazzati di Guderian dovevano portarsi su Tula, quelli di Hermann Hoth, (terzo Panzergruppe), dovevano convergere al centro, quelli di Erich Hoepner (quarta Panzergruppe) dovevano dirigersi verso l’autostrada Smolensk-Mosca.

La decisione di riprendere la marcia su Mosca non fu comunque un isolato e unilaterale colpo di testa di Hitler, anche gli alti comandi della Wehrmacht si erano convinti di dare la spallata finale all’Armata Rossa, indebolita dalle tante sconfitte patite nei primi mesi di guerra.

Così partì l’operazione che doveva portare Hitler a Mosca.

Il 3 ottobre la Wehrmacht occupò Orël, il 6 ottobre i primi soldati tedeschi entrarono in Brjansk: anche in questo frangente per Stalin le battglie furono catastrofiche.

Il 13 e 14 ottobre in mano dei tedeschi finirono 663.000 prigionieri, 1.242 carri armati, 5.412 pezzi di artiglieria.

A Berlino, dove, dopo l’invasione dell’Unione Sovietica, si respirava un’aria pesante, la propaganda di Goebbels conferiva alle ultime vitto- rie naziste un’aura di vittoria finale.

L’8 ottobre, dopo i preludi di Listz e qualche nota di “Die Wacht am Rhein” (canzone patriottica tedesca), dopo un silenzio angoscioso, l’annunciatore quasi recitò una preghiera solenne alle nuove vittorie del Führer: “Popolo tedesco, le armate del Reich hanno riportato una vittoria finale che conclude le battaglie decisive scatenate sul fronte dell’Est. Due armate e due divisioni rosse accerchiate nelle sacche di Brjansk e Vjaz’ma stanno per essere annientate”.

Nella Prussia Orientale, al quartier generale, Hitler esultò: “l’Orso russo è morto (…) per me i russi non esistono più”.

L’euforia tedesca fu inarrestabile.

Goebbels convocò in Wilhelmstrasse gli ambasciatori dei paesi satelliti: “Come potenza militare, disse, la Russia ha definitivamente cessato di esistere”.

Hitler e i suoi generali, però, non avevano fatto i conti con la “compagna Rasputitza”, la fanghiglia che era comparsa sulle strade dopo le prime abbondanti piogge di autunno.

“Avremmo dovuto fermarci sul Dnepr, dopo la conquista di Kiev, disse il generale Rundstedt. Io mi battei energicamente perché si facesse così e il Feldmaresciallo Von Brauchitsch era d’accordo con me.

Ma Hitler, reso euforico dalla vittoria di Kiev, adesso decideva di continuare l’avanzata ed era sicuro di poter conquistare Mosca”.

Cfr. Liddell Hart, Storia di una sconfitta, op. cit. pag. 319

Mentre puntava alla vittoria finale su Mosca, Hitler, però non rinunciò a puntare verso il Caucaso le il Mar Nero; fu un errore di valutazione non secondario avanzare oltre il fiume Dnepr verso Stalingrado.

Freddo, fango, spazi immensi, il Generale inverno, ancora una volta, venne in aiuto ai patrioti di Santa Madre Russia.

“Su un terreno per lo più fittamente coperto di boschi, con temperature insolitamente basse che sono di ostacolo per gli uomini e i mezzi e con truppe che fin dall’inizio delle operazioni sono state sottoposte quasi di continuo a marce e combattimenti e quindi si trovano in stato di prostrazione fisica… siamo riusciti solo a fatica a organizzare azioni di at- tacco (…)

Il freddo polare – fino a 36 gradi sottozero – paralizza però molto spesso i motori e non si può evitare che una parte dei veicoli e delle bocche di fuoco restino indietro (…)”.Cfr. Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale

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26.7 Gridare “libertà” contro il complotto plutocratico e’ un classico del fascismo…ma non tutti lo sono.

E indubbio che le gazzarre in stile Quanons e fasciste di Milano,Roma, Torino e decine di città italiane abbiano avuto un gran successo.

La premessa universale su Fb è quella di essere preferibilmente adulti e vaccinati,per poter parlare.

71 anni,due dosi di vaccino,mascherina a portata di bocca,rispettoso delle norme vigenti,munito di green pass,sono un uomo libero,dicunt.

Se libero dalla paranoie e dalle paure,va bene,se libero di non infettare gli altri e me stesso e’ buon senso.

Con la mia presunta libertà sanitaria non voglio però discriminare nessuno e non trovo corretto che il vaccino diventi obbligatorio, se non per categorie necessitate a immunizzarsi come personale sanitario e scolastico in toto, sempre in linea con le libertà costituzionali, però.

Solo che la lotta al green pass nei termini in cui si è materializzata sabato in piazza sembra un pretesto per attaccare il governo.

Se l’appello del governo a vaccinarsi è doveroso ( no vax è un invito a morire, dixit Draghi) e quello di non vaccinarsi e’ demenziale,i comportamenti individuali non si possono però criminalizzare sul crinale del vax – no vax,Draghi – Salvini,che è un opportunista da operetta.

Se ad un lavoratore dell’edilizia ad esempio,chiedi il green pass per lavorare, parimenti gli devi dare contributi Inps,norme di sicurezza,salario dignitoso.

Perché se lo salvi dalla pandemia,lo devi salvare pure dallo sfruttamento indiscriminato.

Un’ indagine dell’INAIL ha certificato che l’86 per cento delle aziende non è in regola,il caporalato è diffuso e la Confindustria chiede il green pass obbligatorio per lavorare ( demagogia da capitalismo straccione).

Ritornare ad una normalità, fatta di profonde ingiustizie sociali,è fornire la stura, politicamente,alla estrema destra che da’ del nazista a Draghi.

La dittatura sanitaria non esiste, perché non occorre.

Basterebbe un’autorevolezza dello stato in altre cose come diritti e doveri di democrazia materiale e reale,cominciando,per fare un altro esempio,dal vietare di girare armati a personaggi come il fascista di Voghera,magari con Green pass.

Non si può fare gli ufficiali prussiani una tantum…

La borghesia diceva Marx è una classe rivoluzionaria, l’ennesima riconversione produttiva ,la globalizzazione dei bisogni e dei consumi le è congeniale.

Il Giappone ,126 milioni di abitanti, sta ospitando le Olimpiadi: solo il 15 per cento della popolazione risulta vaccinata, e vi sono stati 15.000 morti per pandemia dall’anno scorso;gli abitanti del Sol Levante sono tutti kamikaze?

La virologia come l’economia, ha bisogno di tracciare il luogo di provenienza delle infezioni nocive al genere umano:il passaporto verde,la giusta mediazione fra bisogni e desideri, vecchio e nuovo mondo può salvare tante vite, pure perché la scoperta dei vaccini è stata miracolosa.

Ma non può essere la sola via di scampo,se non cambia il resto:il rapporto con la ambiente,con l’umanità sofferente composta da migranti, detenuti, invisibili,non abbienti: non ci si può ridurre alla constatazione che il vaccino sia vita e il non vaccino sia morte.

I no Wax alla Bolsonaro, allaTrump, alla Salvini, alla Meloni sono una sciagura per irrazionalità e superficialità,ipocrisia e malafede.

I loro appelli alla rivolta contro il sistema sanitario nei casi citati sono stati e sono il segnale di una spallata alla democrazia contrabbandata per libertà.

Ma i non vaccinati non sono gli untori.

Esagerare in un senso o nell’altro è demenziale.

Fra i dubitanti del vaccino ci sono anche antagonisti,gente di sinistra,ceti proletari e non,gente normale.

E non tutti hanno solo il problema del lasciapassare per ristorante,stadio, discoteca..

Troppo scontato criminalizzare gli anti green pass,troppo semplice,troppo facile.

Continuiamo a vaccinarci,ma anche a tenere comportamenti corretti e non forcaioli nel solco della Costituzione antifascista.

Sono quelli che gridano libertà che non la rispettano.

23.7 Assessore di Voghera, leghista spietato coi deboli e i dannati della terra, uccide africano per “legittima difesa” salviniana

Lo sceriffo si chiama Massimo Adriatici, assessore alla sicurezza di Voghera ,ex poliziotto con licenza di uccidere, che girava per la cittadina comminando Daspo a clochard,poveracci senza fissa dimora, invisibili di statura internazionale degni dei Miserabili.

Dopo una colluttazione con Yousun, 39 enne,un africano magrebino con gravi problemi di salute mentale, allo sceriffo che circolava con un colpo in canna è partito un colpo, così per sbaglio, perchè spinto dal” maledetto”africano a terra.

I rossi, le zecche comuniste, ai quali ho l’onore di appartenere, parlano di storia schifosa solo a sentirne parlare.

Matteo Salvini naturalmente lo difende perché il reato di legittima difesa in eccesso non vale se la vittima è straniera,o meglio africana.

Così come ha difeso gli aguzzini di Sm Capua a Vetere,così come difende tutti quelli che con molta viltà sono forti e arroganti solo con i poveri cristi.

Constatare che il clima tossico contro i migranti ha ancora una volta partorito la vittima perfetta è scontato:clandestino con foglio di via, molestatore seriale,senza fissa dimora,attaccabrighe,cosa si vuole di più.?

Per ucciderlo.. perché ti ha spinto a terra.?

La coscienza nera,travestita da legge e ordine visto i sondaggi elettorali,non vede l’ora di trovare capri espiatori fra derelitti africani in circolazione:non sono umani,sono solo censiti come cose fastidiose.

In questo caso l’icona di Voghera coincide con il conformismo del subconscio nazional socialista del darwinismo italiota.

Gli abitanti di Voghera intervistati dai Tg sono divisi,molti mostrano pietas per la vittima,altri comprensione per il giustiziere della notte.

Doveva essere espulso dall’Italia Yousson,e forse era meglio,oppure doveva essere curato nella carne e nello spirito.

Insomma anche in questo caso il balordo se la è cercata per un’Italia fascista in potenza e campione d’Europa in atto.

“Clandestino” di Manu Chao è rimasta in piazza Alimonda.


20.7. 2001- 2021 – A vent’anni dal massacro di Genova, degno di Pinochet, oggi siamo con Carlo Giuliani in P.zza Alimonda…

Tornare oggi a Genova,per commemorare Carlo Giuliani a cui è impossibile non dedicare un ricordo commosso.

Ma oltre al dolore,oltre alla vicinanza ai familiari,c’è una rabbia incontenibile per come la narrazione su Genova sia stata manipolata in questi vent’anni.

Fu la più grande manifestazione mondiale no global, fu l’apertura dello scontro di classe del nuovo secolo,fu la conferma di apparati dello stato italiano legati alla mitologia criminale nazi fascista.

Così nonostante film,documentari,milioni di parole in centinaia di libri sui fatti di piazza Alimonda, della scuola Diaz,di Bolzaneto,del clima di sospensione delle libertà democratiche, i mandanti di quelle vergognose pagine di storia l’hanno fatta franca.

Mister B,la Meloni i Salvini e tutti i reazionari accomunati dall’odio contro il movimento( chi non ricorda il ruolo dei Fini,degli Scaloja in quei giorni),in questi anni non hanno mai ammesso politicamente la deriva golpista di quelle tre giornate sancite dalla condanna di Amnesty International e Nazioni Unite.

Si pensi cosa fu detto dagli organizzatori del G 8 prima della tre giorni.

I manifestanti si accingevano a lanciare sangue infetto sulla città,si paventava l’uso di alianti carichi di bombe, erano pronti a sequestrare funzionari della questura.

Si ordinarono casse da morto per seppellire le vittime della battaglia, fu istituita la zona rossa per difendere i grandi della terra: Genova fu blindata da forze dell’ordine che si sentivano coinvolte nella terza guerra mondiale…

Poi ci fu la mattanza delle giacche blu con il plauso dei telegiornali di Emilio Fede.

E oggi che i vertici della polizia pullulano di” ragazzi “che hanno fatto carriera con la tortura,con lo spaccare la testa a gente inerme,con il fabbricare prove fasulle contro i manifestanti che si erano rifugiati nella Diaz, l’estrema destra nega ancora la violenza indiscriminata di polizia,carabinieri e reparti speciali.

Infatti le condanne delle corti europee e procure italiane dei poliziotti coinvolti nella mattanza di quei giorni a vario titolo, non hanno scalfito il sistema repressivo autoritario e antidemocratico dei dirigenti di alto livello.

Il padre di Carlo Giuliani ha detto bene.

Il figlio è stato ucciso solo materialmente da Placanica( abbandonato poi dallo stato).

Ma Carlo Giuliani e’ nei nostri cuori,Genova è stato il punto di non ritorno del neo liberismo italiota zeppo di mediocri liberali e autentici fascisti.

Chi, dalle varie sale operative della Questura si vantava per telefono di essere epigone di Pinochet e chi, al governo, voleva spazzare via la plebaglia catto comunista dall’Italia, è ancora nella classe dirigente del Belpaese, erede della Resistenza.

Ma pure il sindacato di Cofferati, che fece dietro front dopo la manifestazione dei migranti, non ha fatto che emarginare la protesta e la ribellione dell’ unica Primavera italiana di questo secolo.

Per poi piangersi addosso perché la sinistra ha perso contatto coi territori…(cfr DS,PD, …e parrocchie settarie sparse).

Dopo 20 anni il paese si è accorto di quello che è accaduto in quei giorni?

Dalla pubblicistica,dalle inchieste,dai ricordi di questi giorni sembra di sì.

Dai sondaggi elettorali non sembra.

Chi era dalla parte dei macellai e’ stato premiato.

Chi era dalla parte della ragione e della giustizia o non c’è più per propria dissoluzione ( Rif.comunista),oppure, come il movimento in generale, si batte con forza anche se è stato messo al muro da pandemia, crisi economica, mancanza di prospettive individuali e collettive.

Se un altro mondo era possibile nel 2001,ora si parla di un nuovo mondo necessario.

Possibile o necessario si vedrà o lo vedrete.

Noi intanto Carlo, ci vediamo oggi in piazza,ribelli per amore lo saremo sempre.

19.7 – 2001- 2021 Genova per noi- L’ecologismo senza lotta di classe è puro giardinaggio,( Chico Mendes)

La frase di Chico Mendes è ripresa da un intervista a F.Bertinotti su ,”Domani” dell’ 8 luglio scorso.

Chico Mendes,sindacalista brasiliano difensore della biodiversità, fu ucciso da rancheros latifondisti nel 1988.

Fu un combattente che si occupò di terra e libertà nel segno della grande tradizione socialista.

E Mendes aveva visto giusto.

Bertinotti nell’ intervista sulla sinistra, a vent’anni dal G8 di Genova, sottolinea come la transizione ecologica di oggi nulla abbia a che fare con le battaglie dell’ambiente di Genova e del movimento di Porto
Allegre.

Possiamo dire che la economia green, la fatturazione e coltura di prodotti biologici, le energie alternative, la denuncia sistematica dei disastri idrogeologici e climatici(Germania inclusa) etc siamo tutte eredità del movimento no global oggi surrogate anche dal sistema del neo capitalismo democratico.

E meno male,che,come sottolinea la rivista Left,la semina dell’ambientalismo della Genova di 20 anni fa ha fatto germogliate la consapevolezza che occorre intervenire sul rapporto genere umano e natura in senso deferente verso un nuovo Umanesimo.

Non per niente i forum che oggi da Genova si protrarranno per due giorni riguardano lavoro,ambiente, ecosistema,lotta al capitalismo predatore e criminale di risorse naturali ai danni dei popoli poveri del pianeta costretti a migrare per stare in vita.

Ma, come ricordato sopra, si parla a vanvera di rapporto con l’ambiente in senso capitalistico ,nella norma della ristrutturazione dei processi produttivi in favore del profitto e del consumo.

Quando,mi permetto di scrivere,Marx fece notare a Feurbach che il ciliegio nel cortile dell’Università non era semplice ente naturale,ma natura naturata dal lavoro degli schavi che lo avevano importato secoli prima,voleva dire che è il lavoro il ricambio organico fra umanità e natura.

Se quindi senza la lotta di classe,senza il riconoscimento dei sacrosanti diritti di chi, mutando la natura rende possibile la vita su questa terra, l’ecologismo si ferma solo alla pista ciclabile ( utilissima comunque), questo diventa giardinaggio urbano.

Qui,meglio specificarlo,non si vuole buttare via nessun progresso della lotta ecologista.

Greta Thumberg è il Davide contro il Golia delle multinazionali ,ma la biodiversità di Mendes era la rivoluzione che metteva in discussione la dialettica valore d’uso – valore di scambio: per questo fu soppressa.

Proviamo a mettere in discussione,dal punto di vista ecologico, la ex Ilva di Taranto,ad esempio,e tutti pensiamo istintivamente alla necessità di una sua ristrutturazione in senso ecologista.

Il sindacato, è noto, su questo tema è in ritardo di 20 anni.

Fino a quando gli operai saranno incatenati ad un salario potenzialmente cancerogeno il discorso sull’ambiente da parte dei confederali in quel contesto e’ pura retorica difensiva.

Per questo il movimento rivoluzionario del G8 era all’avanguardia:il rapporto fra lavoro – natura andava liberato dalla dittatura del profitto.

E per questo fu massacrato militarmente,dalla reazione targata Forza Italia,Alleanza nazionale,Lega.

I Ds non solo non vollero capire il movimento,ma si nascosero dietro le violenze dei Black Bloc per fare passare come vandalismo e teppismo l’insurrezione etica di Genova.

A volte, se non sempre, in Italia si deve far finta di fare la rivoluzione,per avere diritto ad alcune riforme essenziali, come quelle dell’ambiente.

Ma i riformisti green per bene si sono persi senza aver fatto manco la finta della rivoluzione.

In fine un cenno alla banalità anti ambientalista.

Vittorio Feltri, che si presenterà come consigliere comunale nelle liste di Fratelli di Italia a Milano,ha esplicitato la sua Summa:meno piste ciclabili.

Fate vobis.

Martedì 20 luglio 2021 corteo da piazza Alimonda h.15

Cuba: il tramonto sull’isola che più non “CHE”……

Tutto quello che viene scritto qui di seguito non ha fonti dirette, ma letture variegate di tutti i colori on line e no.

Questo per dire che le notizie sono troppo frammentarie per essere analizzate.

Perchè tutti abbiamo nel cuore Fidel e il Che.

ll mito di una rivoluzione grandiosa nel giardino di casa degli Stati Uniti è stato un baluardo di autentica libertà e speranza nel regno del perfettibile.

Soprattutto per milioni di proletari dell’America Latina che il capitalismo yankee e la Cia hanno sfruttato e massacrato nel segno del liberismo capitalista.

Ma Cuba,utopia caraibica. da qualche tempo diventata spettacolo del socialismo con le magliette del Che e Fidel, non è un museo a cielo aperto per nostalgici comunisti.

Così un popolo come quello cubano non è diventato improvvisamente controrivoluzionario nelle manifestazioni dei giorni scorsi in 25 città dell’isola.

L’embargo trumpiano ,la crisi economica, gli scaffali vuoti, la mancanza di petrolio ( vedi crisi Venezuela), i turisti che non arrivano dopo il Covid e per il Covid hanno acuito le difficoltà di un sistema orfano del carisma insostituibile di Fidel Castro, della guida del fratello Raul, oggi novantenne, senza contare la politica Usa degli ultimi 50 anni verso Cuba.

Ora l’ Occidente liberale vede solo una Cuba nelle mani di un burocrate incolore, Miguel Diaz Canel, degno della cortina di ferro, un partito divenuto una pletora di burocrati privilegiati, tiranni che reprimono la libertà chiesta a gran voce soprattutto dai giovani cubani che della rivoluzione non hanno il senso.

E così?

O invece è il solito anticomunismo reazionario? E poi non è la prima volta che il sistema entra in crisi,nel 1994 però c’era ancora Fidel.

Le squisitezze poetiche,romantiche del socialismo reale caraibico,hanno lasciato il posto al brutto comunismo della repressione proprio del popolo,dicunt i media liberali, conservatori e della destra.

Per ora siamo alla repressione del terzo millennio:chiusura di internet,arresto di influencer,ma anche un morto negli scontri di questi giorni.( Per ora comunque il G8 di Genova rimane insuperabile per macelleria liberale).

Che il governo cubano,invece,non sia liberale in senso atlantico è una scoperta dell’ acqua calda.

Che non prepari una piazza Tienanmen dovrebbe però rassicurare i democratici e tutta la sinistra molto prudente nel prendere posizione contro la repressione.

La repressione delle manifestazioni non è un buon segno, ma la popolazione, si dice, non è in maggioranza anticomunista, è solo antigovernativa.

Le contromanifestazioni dei castristi contro i ribelli anticomunisti ricorda il Venezuela di Maduro.

Chi è il controrivoluzionario,un prezzolato agente della Cia?

Certamente la comunità cubana di Miami,le multinazionali americane non vedono l’ora che sull ‘isola caraibica arrivi il libero mercato di Amazon.

E certamente la popolazione afflitta da crisi economica e pandemia non se la passa bene.
Paradossale, ma pare che manchino i dollari dei turisti americani..
Ma che sia tutta colpa della dittatura comunista è un discorso che alla lunga non regge.

Crisi economica e pandemia hanno fatto strage nei paesi capitalisti come il Brasile molto più che a a Cuba.

La pandemia contingente,si dice anche a sinistra, non può essere un’alibi per spiegare il fallimento di un sistema.

O di un governo,?

Che non ha più niente da dire da quando il muro di Berlino è caduto, insieme all’Urss, che comprava la canna da zucchero cubana a prezzi proibitivi.

La speranza è che il governo della post rivoluzione attui quelle riforme che consentano la ripresa di un socialismo sostenibile,e soprattutto intervenga sulla corruzione della nomenclatura denunciata dai dimostranti.

Possibile che non ci sia una fuoriuscita a sinistra nella crisi di Cuba?

E che il popolo cubano abbia sopportato con entusiasmo le proprie catene per paura, o assistenzialismo statalista del poco lavoro, ma pochi consumi?

Tutto può essere Cuba, meno che il passato.

13.7 Retorica volkish: una partita vale un nuovo Rinascimento …po. po.po.po. po. po…..

Premesso che gli hooligans inglesi ( primo ministro in primis), sono stati spocchiosi e maleducati contro la ‘razza italica e latina”, la perfida Albione è stata sistemata.

Premesso che sono stracontento per i nostri emigrati “Il dio stramaledica gli inglesi” è stato riposizionato nella storia delle maledizioni ai barbari, eretici anglicani ,antipapisti e sporchi colonialisti inglesi.

In realtà l’Inghilterra è un paese civilissimo, che ha fatto una pessima figura per sciovinismo mal riposto.

Nel giorno del ddl Zan, nel momento dei licenziamenti a go -go, nel frangente di una cisi economica senza precedenti la vittoria dell’Italia ha cancellato tutti i guai, come da tradizione volgare e popolaresca universale.

Noi siamo già masochisti fino all’autodenigrazione tutti i giorni,ma trionfalisti e nazionalisti solo quando gioca la nazionale.

La vittoria è frutto della rinascita del paese è verità relativa al calcio, per ora,il simbolico non è il tutto.

In assoluto è un indecente e maldestra manipolazione dei fatti , visto che fino a ieri la mattanza di Sm Capua a Vetere faceva inorridire la italianità del nuovo Rinascimento.

La finale mondiale Argentina -Olanda del 1978 ad esempio fu l’apogeo della comunicazione nazionalista in favore di Videla e criminali golpisti.

Ma la vittoria biancoceleste (sotto la pressione della giunta golpista) cambiò in peggio la situazione della Argentina.

Gli argentini che festeggiarono furono quasi tutti, tranne quelli che volarono nell’Oceano dagli aerei perché di sinistra.

Si vuole Mattarella clone di Pertini, l’uscita dalla pandemia come l’uscita dal terrorismo e dal terremoto dell’Irpinia.

La vittoria del 1982 a Madrid contro la Germania fu importante, metaforicamente,per l’Italia ferita dalla strage di Bologna?

Non cambiò di molto l’immaginario collettivo degli italiani in genere.

Sì,nel 1983 arrivò Craxi, poi la sconfitta della CGIL sulla scala mobile, poi nel 1984 morì Berlinguer…

Così, secondo vulgata, nel 1948 Gino Bartali vincendo il Tour de France scongiurò la guerra civile dopo la attentato a Togliatti.

Folclore pop e interpretazione cara a Sallusti su Libero.

Fu lo stesso Migliore, infatti, il fermare gli operai in armi, non voleva che si ripetesse il massacro dei comunisti in Grecia.

Si fanno oggi analisi e congetture taroccate,sotto i riflettori dei media internazionali.

Il N. York Times ha titolato che dai Maneskin agli azzurri l’Italia mostra la rinascita dopo il Covid.

Se poi aggiungi il grande Berrettini, Nanni Moretti a Cannes ,la squadra di basket che si prende la partecipazione all’Olimpiade di Tokio, il tutto diventa la spaghettata che tanto piace ai cultori dell’autocelebrazione nazionale.

Pure se la qualità al Belpaese non manca, ma forse questo dagli Etruschi in poi.

Si è orgogliosi di essere italiani perché abbiamo battuto gli inglesi che ci chiamano camerieri.?

Solitamente ci danno dei mandolinisti, dei mafiosi, dei ladri etc.

Quasi sempre ce lo diamo da soli.

Siamo abituati ai luoghi comuni anti italiani, sai che paura.

Tornare al”pane e cioccolata” di Nino Manfredi e’ triste.

L’importante è che la rinascita ci sia davvero nel nome della democrazia, della giustizia sociale e della libertà,:non basta l’unita’ nazionale in Donnarumma, ciò è scontato…ma non troppo.

Il resto è banalità..tra nuovi contagi, nuove povertà, nuovi licenziamenti.

Cominciate ad approvare il ddl Zan che giace da 7 mesi in commissione Senato,

itagliani brava gente…

Italy yes,sic transit gloria mundi…

L’Italia di Mancini vince il suo secondo campionato europeo ai rigori contro l’Inghilterra meritatamente.

Paese contento,strafelice,euforico dopo pandemia,ma come da locuzione latina del titolo,la gloria del mondo passa, soprattutto per le cose effimere.

E anche se il calcio è gioco di entusiasmo,sofferenza e gioia allo stato puro,oggi non si può dimenticare che non basta una vittoria, seppur importante, per cancellare quello che la quotidianità ci propina in Italia.

Se la serata di ieri è stata storica, se ancora oggi la sbornia è gigantesca, il panta rei, il tutto scorre, al di là della retorica calcistica.

La storia non si fa con il calcio,vorremmo vivere in un paese sì bello,si unico,ma anche più giusto.

E volare basso, non pensare che ora ci sarà una rinascita tricolore in tutte le stagioni della nostra vita nazionale.

Che il Pil salirà, che Mancini – Draghi – Mattarella saranno i Garibaldi, i Cavour, i Mazzini del nostro ri- sorgimento è banale, come l’atteggiamento di alcuni tifosi inglesi che hanno insultato gli italiani per un giorno intero.

Alla vittoria italiana si sono uniti i tabloid scozzesi irlandesi, gallesi decisamente anti imperialisti inglesi per storia, ma anche qui tutto fa parte della rappresentazione della storia,un’arte poietica manipolatoria, e basta.

Photo by Jess Vide on Pexels.com

9.7 – Luglio 1941 – Operazione Barbarossa: “radere al suolo Mosca e Leningrado…”

Il brano è tratto da “1939 – 1945 il racconto della guerra giusta “vol.1 la svastica sulla Europa di Pierluigi Raccagni.

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L’8 luglio del 1941 Hitler rese di pubblico dominio l’intenzione di radere al suolo Mosca e Leningrado.

Lo stesso Führer aveva detto a Jodl, Stato Maggiore della Wehrmacht: ”Basterà dare un calcio alla porta e tutta quella marcia impalcatura crollerà”.

Non era uno sbruffone, il Piccolo Caporale.

La famosa linea Stalin, un arroccamento che si snodava per 2.500 Km da Narva sul Golfo di Finlandia, per la sponda orientale del lago Peipus, per Vitebsk, il Dnepr fino a Kiev, di qui piegando verso Sud-Ovest, passava per Vinnycja e Humań, giungendo al medio-alto fiume Dnestr, che seguiva fino alla foce, non era certo una linea Maginot.

Verso il 16 luglio dopo aver conquistato 400 Km in profondità, nonostante l’eroica resistenza sovietica, i tedeschi impattarono contro le truppe trincerate sulla linea Stalin.

A metà luglio i nazisti erano al settimo cielo, il loro trionfo militare aveva dell’incredibile: tutto funzionava a meraviglia con la precisione di un orologio come si evidenzia qui di seguito: il 26 giugno il Gruppo Armate Nord aveva attraversato la Lituania e aveva occupato la Lettonia, marciando su Leningrado.

In agosto i tedeschi sfondarono la linea del Luga, occuparono Novgo- rod, poi conversero sulla città della rivoluzione d’ottobre.

In quella circostanza fu tagliata la linea ferroviaria fra Mosca e Leningrado. Il Gruppo Armate Centro, comandato dal Feldmaresciallo Fedor Von Bock, aveva raggiunto Minsk il 29 giugno.

I Russi, che avevano tentato un contrattacco vennero circondati, (400.000 soldati sovietici vennero fatti prigionieri).

In pratica i panzer tedeschi si aprirono la strada verso Mosca facendo un’operazione di accerchiamento anche a Smolensk. Il Gruppo Armate del Sud doveva convergere su Kiev.

A questo punto, inaspettatamente, nacquero dei dissidi non indifferenti fra l’alto comando della Wehrmacht e lo stesso Führer.

“Hitler riteneva che il primo obiettivo doveva essere Leningrado: im- padronendosi di questa città l’esercito tedesco avrebbe assicurato la protezione del suo fianco sinistro sul Baltico e avrebbe stabilito il contatto con le forze finlandesi.

Hitler inclinava invece a sottovalutare l’importanza di Mosca. Con acuto senso dei fattori economici del conflitto, tuttavia, voleva mettere le mani anche sulle ricchezze agricole dell’Ucraina e sul bacino industriale del Basso Dnepr.

I due obiettivi erano a un’enorme distanza l’uno dall’altro, e quindi ren- devano necessario uno sforzo su due direttrici del tutto separate (…)”. Cfr. Liddell Hart, Storia di una sconfitta, op. cit. pag. 301

Non si trattava di un dettaglio.

Oppure di una valutazione estemporanea di Hitler.

Il Piccolo Caporale temeva che l’avanzata su Mosca avrebbe portato i russi a ritirarsi verso est, sottraendosi in questo modo alla tattica e ai tentativi di accerchiamento tedeschi.

Brauchitsch e Halder, che volevano puntare su Mosca per dare la spallata decisiva all’Armata Rossa, alla fine si arresero.

Von Brauchitsch, presso la “Tana del lupo” nella Prussia Orientale, accolse Guderian proibendogli di accennare al Führer la questione di Mosca. L’operazione verso il Sud era già stata decisa. Si trattava solo di precisarne lo svolgimento. Ogni altra discussione era priva di senso.   Il 21 agosto Hitler diede allo Stato Maggiore le seguenti direttive: “Le proposte dell’esercito circa le operazioni in Russia non si accordano con le mie intenzioni. L’obiettivo più importante prima che sopraggiunga l’inverno non è la conquista di Mosca, ma l’occupazione della Crimea e delle zone industriali e carbonifere del bacino del Donec; inoltre occorre tagliare i rifornimenti di petrolio russo provenienti dal Caucaso. Continua

Segui il 1941 e l’operazione Barbarossa su ,”1939 -1945″ il racconto della guerra giusta,la svastica sulla Europa vol 1.

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