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– storia e storie della democrazia –

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22.4.2017 L’Isis ha preparato la tavola alla “grande bouffe” della destra lepenista,l’Europa rischia il naufragio fra i flutti del nuovo fascismo.

Ha ragione il filosofo francese Marek Halter.

Dopo l’ultimo attentato di Parigi  i lepenisti sono il cavallo di Troia del fondamentalismo di matrice islamica.

Domani la partita per le elezioni presidenziali francesi oggettivamente vede in prima fila la Le Pen ( lo ha detto anche il politologo Trump…).

Chiudere le frontiere, espellere i sospetti di origine nordafricana, rompere con l’Europa, preparare, a livello mediatico una Frexit, rinverdire la Francia dell’Algeria una volta rispettata in tutto il mondo, è un programma appetitoso in un momento di crisi.

Ricordiamo i fascismi negli anni trenta che rivendicavano le vecchie frontiere messe in discussione dall’iniquo trattato di Versailles.

Oggi Versailles si è spostata a Bruxelles,  il nemico in politica estera è l’Isis e il mondo arabo- musulmano,i burocrati della UE i loro protettori.

All’interno i bau – bau sono gli stranieri che godono degli stessi diritti dei francesi originari.

Fa niente se oggi la Francia raccoglie secoli di colonialismo: bisogna vedere infatti quale consenso di massa hanno i filo – Isis fra i diseredati giovani di origine magrebina nelle periferie, così come quanti sposeranno il “piazza pulita della Le Pen” fra i poveracci colpiti dalla crisi.

C’è il rischio che in Francia oggi, e domani in Europa, si scateni una guerra civile a bassa intensità fra religioni diverse, culture diverse,usi e costumi diversi.

L’Europa, come entità politica, lo ricordiamo, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, è stata in prima fila  nella difesa dei valori antifascisti.

Ora non più.

Comunque è solo il primo turno

La finale fra la Le Pen, Destra radicale, Macron, astro nascente della borghesia politicamente corretta,Fillon, leader repubblicano che contende alla Destra para-fascista  la linea dura, e il  vecchio comunista Melenchon che punta su un programma radicale di sinistra modello rifondarolo del secolo scorso, si giocherà il 7 maggio.

Se la Le Pen otterrà di andare al ballottaggio certamente in Italia, la Lega, Fratelli d’Italia, Forza Nuova, Casa Pound, grillini di destra, clerico – fascisti contro i diritti civili, Libero, il Giornale e reazionari sparsi sorrideranno.

Il loro sogno si sta attuando: frontiere sicure, nazionalismo, revanchismo sull’Europa dei burocrati etc.

Come in parte in tutta Europa, la spinta anti europeista va avanti.

L’Isis, che sta perdendo terreno sul piano militare, ha già trovato i suoi alleati.

Mettere in contrapposizione sicurezza e migrazione è un eccellente programma di estrema destra a cui la trippa fascista di una certa plebe europea, aizzata ad arte dai Goebbels del Terzo Millennio, strizza l’occhio.

(Continua)

A GROZNYI C’ERA LA NEVE, IL FUMO SALIVA LENTO…..

Ramzan  Kadyrow dittatore della Cecenia, protetto di Putin, è un delinquente internazionale senza se e senza ma.

Il fondamentalista islamico  a capo della Cecenia sembra che abbia organizzato una caccia all’omosessuale da far rabbrividire i nazisti.

La notizia che in Cecenia sono stati aperti campi di concentramento per gay, e che forse circa 100 cittadini ceceni ” colpevoli”di voler vivere liberamente la propria sessualità, sarebbero stati torturati, nonchè eliminati, all’inizio sembrava un’esagerazione via Web.

Poi le informazioni pervenute dalla dissidenza hanno confermato l’inizio della mattanza.

In Italia la notizia non ha avuto molta risonanza.

Più che le unioni civili i gay cosa vogliono, pure il diritto di vivere?

Sorprendente però è il ragionamento di fondo.

Il cosmopolitismo dei diritti è tutto da condannare perchè è l’altra faccia della globalizzazione, della modernità, della perdita della sacre tradizioni.

I dittatori con quest teorie vanno a nozze.

Bisogna aggiornare assolutamente l'”Avvelenata” di Guccini.

Ebreo, negro, comunista  e gay non hanno diritto di esistenza per i fondamentalisti islamici, per l’amico Putin, per la Vandea nazionalista, per i fascisti di ritorno, per i nazisti di sempre.

Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento.

Anche questa era di Guccini.

I Cinque Stelle, il primo partito italiano, si prepara a vincere le elezioni e a governare il paese in nome del buon senso generalizzato. PS.Quando si dice che Destra e Sinistra sono reperti del passato, di solito si va a destra….Auguri.

Bisogna dare credito a Ernesto Galli della Loggia che, sul Corriere della Sera ha attaccato duramente i Cinque Stelle e Beppe Grillo per la loro presunzione e ignoranza politica?.

In effetti quando senti le dichiarazioni di un esponente Cinque Stelle, sai già quello che dirà.

Ad ogni domanda la risposta è la stessa:

” Vede, dottore ( giornalista intervistatore di turno), noi questo problema lo abbiamo affrontato presentando in parlamento un disegno di legge che poi è stato bellamente accantonato. dalla maggioranza, soprattutto il PD, in  questo caso si è mostrato ipocrita eccetera, eccetera, eccetera..

Da qualche tempo però a sinistra c’è una certa attenzione verso il movimento di Casaleggio – Grillo.

Un parte della sinistra, a sinistra del Pd, quella che una volta veniva chiamata “revisionista”, e oggi è socialdemocratica, apre ai Cinque stelle contro un probabile futuro di grande coalizione fra Pd e Berlusconi.

I Cinque stelle, che ora con la democrazia diretta vorrebbero mettere i sindacati al palo, sono un fenomeno politico unico in Europa, perchè sono riusciti a raccogliere l’insofferenza generalizzata verso il Palazzo.

Solo che i Cinque stelle, hanno paura di schierarsi.

.Così, in sintesi, a volte sembra che i Cinque Stelle siano i nuovi partigiani di un movimento generico fatto di frasi fatte e luoghi comuni.

In questo modo vincere le elezioni, superando antichi steccati novecenteschi, è possibile,

Tutti sono colpevoli del disastro, tranne chi si è redento nel movimento della democrazia diretta.

Un sondaggio di Diamanti su Repubblica ci dice che il 20% dell’elettorato dei Cinque stelle ha affinità con la Lega, il 15% con Sinistra italiana, solo il 7% con il Pd, il 10% con Forza italia.

E’ questo il vero partito della nazione.

Certamente tanti usciti dalla sinistra e confluiti nei Cinque Stelle,  disperati per il grigiore e l’incoerenza del riformismo di sinistra, vedranno il meno peggio  nel furore polemico dei grillini.

Certamente il movimento ha dato uno scossone positivo ai partiti e alla loro degenerazione istituzionale.

Ma non basta.

Non ci sono solo da abolire i vitalizi.

I cinque stelle lo sanno.

Per questo che a Ivrea hanno imboccato un nuovo corso, di strategia, di governo, di buone intenzioni riformiste.

Bene.

Rifondare una repubblica avendo come fine la distribuzione della giustizia in ogni senso perchè  la distribuzione  della ricchezza, non la puoi far solo con una legge, è il primo punto.

Rifondare   un’ Europa per ritrovare momenti di patos comune,  con ideali condivisi  che vengono da lontano e che soprattutto rifiutano i nazionalismi sciovinisti, i razzismi latenti, le caricature di orribili dittature, ( Orban e Le Pen fanno sinceramente piangere),  e un mercato del lavoro solo favorevole alla religione delle multinazionali, è il secondo.

Se su questi temi ci si attesta sulle posizioni della Lega e degli euroscettici, c’è da  star sicuri che i Cinque stelle saranno i traghettatori  di un movimento  serioso, ma non serio,tutto dedito ai diritti, ma poco propenso a elencare i doveri dei popoli e dei governi.

Il repubblicano Giuseppe Mazzini padre della patria, aveva ragione:

bisognerebbe fondare una repubblica dei doveri.

Solo quando non si negozia il proprio dovere di cittadini, i diritti   vanno pretesi e tutelati.

Così nacque l’intransigenza rivoluzionaria virtuosa e democratica.

Se no è solo sicumera, mercato delle panzane, e miseria dello spirito.

 

UOVO DI PASQUA: la sorpresa è AVERE 1000 euro al mese….

Briatore, uno degli uomini più intelligenti del pianeta terra, ha fatto infuriare i giovani in cerca di lavoro dicendo in televisione:

che in America i ragazzi, vanno via di casa a 17 anni per trovare lavoro e per studiare.

che     in italia, invece, i giovani in generale, preferiscono stare vicino alla nonna e alla mamma che preparano loro gli  spaghetti,

che, lui non sa come si faccia a vivere con 1.300 euro al mese.

Il Briatorismo è uno di quei fenomeni da baraccone che non vale la pena di commentare.

Si vede, però, che il personaggio vive fuori da ogni dimensione drammatica della realtà.

E’ vero che Briatore prima di essere un quotato manager di locali a Dubai, Porto Cervo, Montecarlo, Malindi,si è fatto da solo venendo dalla gavetta.

Ma io conosco,  giovani, e meno giovani, che vivono con mille euro al mese.

Anche con ottocento.

Li conoscono tutti.

Non sono spaghettari, non sono mammoni, non sono una delle categorie sociali che il qualunquismo demagogico della idiozia di destra, partorisce dalle viscere del mitologico self- made- man.

Sono giovani laureati, intelligenti, oppure diplomati con voglia di fare, che cercano  un lavoro qualsiasi, purchè li renda indipendenti,quel tanto che si può per non pesare sui genitori.

Guadagnano poco, lavorano molto, quando c’è lavoro.

Oppure non lavorano affatto.

Sono persone normalissime di un mondo normalmente banale, dove chi ha fatto i soldi pretende di essere un guru, un filosofo che può dettare alle masse giovanili stili di vita, e modalità di comportamento.

Nulla è impossibile”, basta aver voglia di lavorare,il “tutti possono diventar ricchi, basta volerlo”, non solo è falso, ma è il peggior insulto a chi ogni giorno tira la cinghia.

Se il “cretino di sinistra” di Sciascia era quello che faceva le cose difficili per essere considerato profondo, il “cretino di destra” di oggi fa le cose facili per essere considerato concreto.

Entrambi hanno un pregio: sono finalmente uguali nella loro idiozia.

Milioni di italiani domandano un porto d’armi. La percezione dell’insicurezza viene fomentata ad arte per la formazione di UN NUOVO PARTITO ARMATO. Obiettivo: la guerra civile dell’isteria e della paranoia.

Per un milanese,   avere un concittadino di nome Matteo Salvini, non è come aver avuto come predecessore meneghino Alessandro Manzoni.

Ma nemmeno il grande Gino Bramieri.

Matteo, il milanesone” bauscia”, che frigna perchè a Napoli lo hanno duramente contestato, è infatti un provocatore razzista che flirta con lo spirito del qualunquismo di certi personaggi di film americani:  quelli del “io non sono un razzista”,  sono solo un americano nazista.

Il suo invito agli italiani ad armarsi, per contrastare l’invasione dello straniero con la sua attitudine a delinquere, sta riscuotendo un certo successo fra chi ha terrore di furti e rapine.

Le questure dicono che i reati sono in calo, ma la paura, se alimentata,  diventa una psicosi di massa che porta al farsi giustizia da sè.

Salvini, antipapista,(  Francesco è troppo buono e accogliente), e trumpista pentito, con i suoi “mi piace” di persone  che disprezzano i valori della solidarietà e  che creano nel paese un clima di intolleranza biologica,  fa sinceramente vomitare.

Quando si appella alla Costituzione sembra uno di quei gerarchi nazisti che denunciavano alla Croce Rossa la violazione della Convenzione di Ginevra da parte Alleata.

E sia detto chiaro: la tragedia di Lodi, del ristoratore che ha ucciso un rumeno ladro di sigarette, non merita partecipazione emotiva da stadio: ma solo la giusta connotazione giuridico -penale di un tribunale della Repubblica.

Il peggio dell’agire umano nei confronti di chi è diverso da te è oggi l’emblema dell’esser duri e non buonisti, inflessibili e non altruisti.

Reati gravi, li commettono gli italiani, gli stranieri ecc. ecc.

Il killer di Budrio è serbo, ma i killer di mafia, che sparavano anche ai bambini, erano italiani e lo sono ancora.

Bisognerebbe essere intransigenti con tutti, per essere veramente liberali di destra, e non solo qualunquisti armati di pistole vere e idee false.

Ma la Destra liberale in Italia è stata solo quella del Risorgimento.

Le caricature da Far West padano non meritano di rappresentare l’Italia in Europa, e Milano in Italia.

UN SALUTO A MATTEO SALVINI da parte buonista

 

L’Italia ha saldato con 45.000 euro a testa di risarcimento la ” macelleria messicana” del G8 di Genova. Bolzaneto, la Diaz,le torture in nome di Pinochet, sono state rimosse da un’opinione pubblica che non si vergogna che il nostro paese non abbia ancora una legge che metta al bando la tortura. Dove sono i Cavalieri della tavola rotonda della democrazia come Pd, 5 Stelle,nonchè moderati, costituzionalisti di sinistra ecc? Al governo nel 2001 c’rano Forza Italia, la Lega e An.Nessuno ha pagato per quella criminalità politica che sospese le libertà democratiche.I golpisti sono ancora fra noi.E pure i loro collaborazionisti. CARLO GIULIANI VIVE

8.4.2017 Donald Trump, intenerito dai bimbi uccisi dal gas nervino,senza ok. dell’ Onu, vara l’operazione ” save the children” a colpi di missili contro Assad.Il fondamentalismo islamico non concede tregua a Stoccolma.Il”Politique d’abord” se ne frega dei bimbi morti, e pure dei bimbi vivi,( 2milioni di bambini siriani sono rifugiati).

Aveva ragione Pietro Nenni che, riprendendo lo scritto del nazionalista Maurras, nel 1930 sull’Avanti  spiegò che la ” politica innanzitutto” era la chiave della prassi storica al di là di considerazioni tecnico – economiche.

Donald Trump, che non credo conosca Pietro Nenni, in Siria sta agendo come tutti speravamo facesse Obama. Il consenso interno è più forte di qualsiasi considerazione esterna.

L’eterna crisi mediorientale, aperta dagli Usa con la guerra all’Irak nel 1991 e 2003,  dopo le Torri Gemelle, ritrova gli States.

I quali rientrano a pieno titolo nel ruolo di buoni gendarmi del mondo, tracciando, secondo stampa e pensiero politicamente corretti, una linea rossa  sul modo di uccidere consentito dalle leggi internazionali.

Con i missili da crociera c’è modo di rilanciare nel mondo l’immagine del Ranger dal cuore d’oro che, come J. Wayne in “Sentieri Selvaggi”,dopo aver salvato una giovane vita dalla furia indiana, ritorna, solo,alla sua missione umanitaria contro il resto del mondo cattivo e malvagio.

Prima gli americani, dunque, in tutti i sensi, politici, economici, e anche morali.

In Europa, Holland e la Merkel plaudono, Bruxelles e l’Italia fanno sì con la testa.

L’Arabia Saudita e la Turchia, che ne fanno di tutti i colori contro i curdi, si uniscono al coro del “Donald uno de noi”, l’Iran, ovviamente sta con Assad, contro gli yankee e Israele.

La Russia che aspira a ridiventare la grande madre Russia degli Zar, ha capito che il suo ruolo di superpotenza nello scacchiere deve essere condiviso con Trump.

Chi ci capisce non solo deve essere bravo, ma deve essere anche alquanto cattivo,  per affermare che i bambini uccisi c’entrano poco.

La politica, il potere, vincono su tutto, la rappresentazione del giusto e dell’ingiusto varia a seconda dei meridiani e paralleli,

Così  l’attentato di Stoccolma con il camion, che segue quelli di Londra, Nizza e Berlino   ci dice che il fondamentalismo islamico naviga nell’oro.

Non si può debellare solo con la repressione, come già si è visto in Libia, Iraq,Siria, Egitto, Turchia.

Non si può contrastare solo con il dialogo inter- religioso e l’internazionalismo umanitario degli uomini di buona volontà.

Perchè anche in questo caso vince l’autonomia della politica.

L’Isis fa comodo a se stessa, il sogno di un mondo pulito con il sangue degli infedeli, attira masse diseredate,   qualche  intellettuale raffinato e psicopatico dall’Europa, un gran massa di delinquenti che sequestrano ragazze per mercati sessuali.

Sono” nazisti che sbagliano”, vanno eliminati, nessuno lo mette in dubbio:

Ma lo sta già facendo Assad….

Le repressioni, sacrosante e legittime difese,  danno spazio però a intelligence e spioni di mezzo mondo che con le Costituzioni democratiche hanno qualche problema.

Gli Usa armarono Bin Laden contro l’Urss  e aiutarono Saddam contro Khomeini, mentre lasciavano massacrare contadini poveri in Guatemala e nel giardino di casa del Sud America.

Putin difende Assad, teme ceceni e musulmani dell’ex Unione Sovietica, e reprime il dissenso interno con modelli di stalinismo alla Coca Cola.

Il papa, diceva Stalin, non avendo divisioni armate conta poco.

Quell’uomo, despota comunista di rara crudeltà, la sapeva davvero lunga..

6.4.2017 Kamikaze& armi chimiche:non ci sono guerre pulite. Lo sa benissimo l’Occidente, che ha inventato le armi di distruzione di massa dei gas nella Prima guerra mondiale. Lo Ziklon B e la bomba atomica nella Seconda.Denunciare che i bambini muoiono nelle guerre e poi respingerli alle frontiere, è la Soluzione finale della civiltà della menzogna.

Ogni tanto la guerra “sporca” entra nelle case della pace terrificante dell’Occidente.

Ha ragione lo scrittore siriano Muhammad Dibo, che sul Corriere della sera ha denunciato che  è almeno da sei anni che Assad stermina il suo popolo, con il tacito consenso di America, Europa, Russia, senza che si intravveda una soluzione.

Lungi da noi improvvisarci esperti di politica internazionale, (i molti che parlano ripetono le stesse cose dal 1991, prima guerra del Golfo).

Ma affermare che nessuno abbia una soluzione a breve del conflitto è puro realismo e onestà intellettuale.

I bambini uccisi dai gas chimici fanno impressione ad un opinione pubblica da paesi ricchi, che pensa ai propri figli come fossero indenni all’infinito dalla sciagura della guerra.

Poi, naturalmente, quando si scopre che un traffico d’armi redditizio, che una geopolitica subordinata ancora all’ex colonialismo, vale di più di milioni di bambini maciullati dalle guerre, allora si ridiventa all’improvviso cultori dell’umanesimo cristiano del ” lasciate che i pargoli vengano a me”.

Fino a dopodomani.

Quando i bambini accompagnati dai genitori si trascineranno  vicino a qualche frontiera dove il filo spinato si accompagna ai dazi doganali, allora il ” Sinite parvulos venire a me” è già conteggiato tra le quote di accoglienza.

Fra le scartoffie burocratiche di qualche diplomazia è pronta una lista di Schindler che possa coniugare la continuità della razza umana con la bilancia dei pagamenti.

Inutile fare come Trump:dare la colpa ad Obama perchè non ha contrastato Assad.

Quando Obama intervenne in Libia fu attaccato da sinistra, quando cercò di limitare l’espansionismo coloniale nei territori palestinesi fu attaccato da destra, se non si muoveva era considerato un pavido, se si muoveva, il continuatore dell’imperialismo americano.

E poi secondo Assad, sarebbe stato l’Isis a bombardare un deposito di armi chimiche…

Da papa Francesco, alla radicale Emma Bonino e da varie associazioni umanitarie è da anni che si reclama un corridoio umanitario per evitare coinvolgimenti delle popolazioni civili nella guerra in Siria, Iraq e Libia.

Parole al vento.

Poi arrivano i kamikaze, quelli del ” Vento divino”, che in nome della religione, in nome dell’odio verso l’Occidente, si suicidano in modo consapevole nelle metropolitane di mezzo mondo.

Quando c’erano Usa e Urss, quando c’era la guerra fredda, le guerre proliferavano nell’ordine mondiale stabilito a Yalta.

I bambini vietnamiti uccisi dal napalm sono un ricordo di un mondo più equilibrato, quando con il telefonino non potevi trasmettere in diretta la morte

E’ questo il paradosso del suicidio della civiltà della tecnica e del capitalismo dal volto umano del ceto medio post – ideologico.

 

4.4.2017 I NAZIONALISMI HANNO SEMPRE PORTATO GUERRA:LE INTOLLERANZE SONO IL PANE QUOTIDIANO DEI NUOVI FASCISMI.

Una crisi di sistema, l’ha definita Massimo Cacciari, non a torto.

La crisi del Pd, non è drammatica in senso assoluto, anzi può essere foriera di novità a sinistra.
Ma, non si può negare, che la Destra, ideologicamente parlando, stia attraversando un momento magico, quale si era mai visto dal dopoguerra in poi.

Il trumpismo e le sua intolleranza alla democrazia liberale, il suo razzismo strisciante, il suo capitalismo autarchico, ha dato il via agli effetti imitativi nella quotidianità.

Il popolo della destra radicale in tutta Europa non vede l’ora di iniziare a menare le mani contro qualche immigrato, qualche comunista, qualche cattolico progressista,qualche emarginato di colore ecc.

Non è vittimismo: se si dovesse fare la conta delle nuove violenze tramite web, delle bastonature mediatiche, delle mazzate anche reali contro ” la diversità”, religiosa, razziale, sessuale,ne conteremmo a centinaia solo in Italia.

Quella orribile vicenda delle donne nomadi, chiuse in uno sgabuzzino di un supermercato di Follonica, riprese da uno dei dipendenti e messe in rete ha trovato ampi consensi sul web.

Mentre la direzione del supemercato aveva stigmatizzato l’episodio del sequestro di persona, non sono mancate adesioni fasciste  ai difensori della razza.

Il problema per i democratici, non è tanto quello di riscoprire un’antifascismo da anni settanta.

Ma è quello di rispondere colpo su colpo, culturalmente e nella prassi deomocratica, al ritorno della notte deila ragione, prima che diventi una nuova notte dei cristalli.

Il pericolo è ancora remoto, non è il caso di drammatizzare, già detto tante volte.

Ma la crisi ha prodotto un’ideologia di massa che cerca capri espiatori su cui scaraventare odio e rancore accumulato.

Quando si diffonde la paura del domani, quando si miete intolleranza anche verso le palme e le banane di piazza Duomo, è come se si dicesse che ” gli ebrei avvelenano i pozzi”,

Oppure si affermasse quello che Hitler disse al grande fisico Max Plank:” personalmente non ho niente contro gli ebrei, è che dove c’è un ebreo, c’è un comunista”..

Perchè, alla fine è sempre  lì,che si finisce.

Pure se i comunisti organizzati sono davvero una sparuta minoranza,oppure sono solo “sinceri democratici”, ( come si diceva una volta), la destra radicale teme che la democrazia nasconda l’ideologia marxista dell’uguaglianza, che oggi è  una bestemmia, retaggio del Secolo Breve.

E’ da anni che la militarizzazione delle curve ha i connotati del nazi- fascismo.

Dal “devi morire” dell’avversario in campo, qualcuno gioca e ride al “devi morire” delle razze bastarde e inferiori..

Chi semina vento, raccoglierà tempesta è slogan troppo abusato: ma affemare che l’antifascismo è una valore assoluto non è demagogico. E’ democratico.

 

 

 

 

 

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