Ricerca

La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Categoria

Senza categoria

1.4.2017 NOSTALGIA DELLA FILOSOFIA (2) “UNA MORTE E’ UNA TRAGEDIA, MILIONI DI MORTI UNA STATISTICA” ( frase attribuita a G. Stalin)

 

Giuseppe Stalin faceva paura anche ad Adolf Hitler, per questo milioni di proletari piansero al suo funerale.

Di statistiche se ne intendeva.

25 milioni i morti dell’Unione Sovietica, nella seconda guerra mondiale, ad opera dei nazi fascisti,  decine di milioni le vittime delle purghe, dei gulag, delle violenza nel periodo staliniano, contro oppositori di destra e di sinistra del socialismo in un solo paese.

Quando, però, parlava della morte, era di un cinismo e di un realismo sconcertanti.

Se guardiamo al ragazzo massacrato ad Alatri fuori dalla discoteca, oppure alla tragedia di Trento dove un padre ammazza i figli e si suicida per questioni finanziarie,la vita  ci sembra ridotta allo stato di barbarie.

Ma non è assolutamente vero, che oggi sia così, mentre ieri eravamo nel Paradiso dell’armonia terrena.

Le violenze sulle donne che sono pura barbarie ,come le violenze di 15 enni che seviziano un ragazzino di 11 anni, un secolo fa, ma anche meno, potevano anche essere la vita di tutti i giorni.

Il “sempre” del regno degli uomini è la violenza, non l’amore.

Il giorno prima di Alatri,però, gli americani hanno ammesso che i 200 morti a Mosul, nel bombardamento di un ospedale scambiato per un covo di terroristi, era opera loro.

E orrende carneficine, in nome della storia, avvengono da sempre in tutto il mondo e, come ricordava Giuseppe Stalin, finiscono solo tra l’elenco delle statistiche.

La violenza ” storica” è però vista con giustificazione finalistica, cioè come filosofia della storia.

I milioni di morti della prima guerra mondiale sono visti attraverso le lenti di un discorso storico che chiama, correttamente quella guerra, lotta fra nazioni e imperialismi.

La seconda guerra mondiale è vista, e giustamente, come il trionfo dell’antifascismo e della libertà.

La storia ha bisogno del sangue dei martiri, dei rivoluzionari, dei buoni diventati cattivi se hai perso e dei cattivi diventati buoni se hai vinto.O viceversa.

La morte del ragazzo di Alatri, invece, è quella morte da sabato sera, oppure da partita di calcio, che è considerata un normale effetto collaterale del nostro modo di fraintendere la vita.

La vogliamo allontanare perchè ci è troppo vicina, familiare, quasi compagna di strada di una vita regolata dallo spettacolo della violenza e della morte, dove i selfie si fanno anche a chi ha perso tutto e piange.

Stupri, violenze di gruppo, risse da stadio, insulti feroci fra vegani e carnivori, fra bianchi e neri, fra italiani e stranieri sono il pane quotidiano della democrazia del web.

Pretendiamo sempre che dietro il male ci sia un” perchè”,una verità.

Molte volte c’è solo malvagità, odio dell’altro: cose purtroppo che non si possono debellare del tutto.

Applicando la legge degli uomini e il conforto sincero per le vittime si ristabilisce almeno la civiltà degli uomini sulle bestie.

La coca in discoteca,i buttafuori che picchiano per un nonnulla,la logica del branco sono modi di essere che, se non c’è il morto, non interessano a nessuno.

L’omertà e la reticenza, poi, sono diventati modi per dire ” fatti i fatti tuoi e vivi tranquillo”.

Oggi che si può sapere in tempo reale tutto di tutti, è ovvio che non ci sia più nessuna certezza( cfr. E: SEVERINO E L’articolo sulla nulla).

 

” SONO CONTENTO DI ESSERE UN VECCHIO FASCISTA ANNI SETTANTA”, dixit Carminati al processo Mafia – Capitale.Tutto “normale” in una Repubblica dove l’antifascismo dovrebbe essere un valore fondante?

Massimo Carminati, milanese di nascita, romano di adozione, non ha bisogno di presentazioni.

Ex missino, ex Fuan, ex Avanguardia nazionale,ex Nar, ex legionario in Libano,  contro i palestinesi, raccomandato di ferro di una porcilaia antidemocratica, anticomunista, legato alla banda della Magliana,ha dichiarato di essere contento di essere un vecchio fascista durante il processo che lo vede sul banco degli imputati per Mafia – Capitale.

Carminati, che Fioravanti camerata dei Nar, descrisse come uno sempre pronto a sparare, uccidere, rapinare è stato il collante fra fascismo armato, malavita romana e istituzioni repubblicane deviate.

Se, mettiamo il caso, qualche ex BR dicesse di essere contento di essere un vecchio comunista, Libero, il Giornale,la Verità,con  Salvini,  Meloni e pletora fascistoide, direbbero che è uno scandalo che gente che ha ucciso e ammazzato abbia ancora il coraggio di rivendicare la propria storia..

In questo caso, invece, la cosa strana è che nessuno abbia pensato di denunciare Carminati   per apologia al fascismo, ( vedi legge Scelba), o per scarso senso del rispetto dei caduti antifascisti di quegli anni.

Le parole di Carminati fanno capire che l’Italia è ben lontana da una seria chiarificazione di quello che è accaduto nei tardi anni sessanta, settanta e inizio ottanta.

Così come fa comprendere che mentre per gli anni di piombo la galera è scattata per quelli della lotta armata, per le stragi ordite da fascisti, mafia, servizi deviati, Cia ( la Gladio di Cossiga), e altre amenità, si è preferito rimuovere il tutto.

Ci sono centinaia di libri, anche riconosciuti in sede accademico – storica, che ricostruiscono il percorso di connivenza fra una parte dello stato e i fascisti alla Carminati.

Si potrebbe dire che se qualcuno potesse parlare veramente verrebbe giù il palazzo.

Sì, il palazzo che può cadere per uno scandalo  Consip, per le nuove e quotidiane ” Mani Pulite”, per uno starnuto dei Cinque stelle, per una legge elettorale mal fatta, quando si parla di stragi, di anticomunismo militare, armato che colpiva pure i democratici, mette il sigillo alla verità storica.

Quella giudiziaria non è stata mai veramente applicata ai fascisti.

Il 18 marzo quando si è celebrato il ricordo di Fausto e Iaio ho ricordato che quelli che li hanno uccisi, sono fuori dalle patrie galere.

Colpevoli fascisti e para – nazisti in Italia non ce ne sono.

La pacificazione della guerra civile strisciante di quegli anni, quindi,è quasi impossibile.

Come allora non temere che anche i vecchi comunisti anni settanta, non continuino a esserlo fino a quando i fascisti non saranno smascherati e giudicati?

Non è una rissa fra reduci, fra vecchietti spaesati dalla mancanza di ideologie, si tratta di un minimo di verità storica.

Sorprende che ci siano poche reazioni alle dichiarazioni del servitore armato della reazione

La repubblica dei nostri padri, cara ai puristi della costituzione, è antifascista,ma  non è ancora anticomunista.

Fai te.

 

 

NOSTALGIA DELLA FILOSOFIA “VIVIAMO IN UN MONDO DOVE IL PROSSIMO E’ STATO MASSACRATO E LE LEGGI SONO STATE VIOLATE” ( E.SEVERINO)

Quando si legge E.Severino, 88 anni, uno dei maggiori filosofi italiani, si prova una grande e intima nostalgia della filosofia.
Non vuol dire essere d’accordo con il filosofo, significa addentrarsi in un mondo che non viene più riconosciuto come parte integrante l’essere umani.

L’economia politica, che ha soppiantato la ricerca filosofica, va per la maggiore, perchè riguarda la realtà, non le filosofie.

Il luogo comune è abnorme, ma è la pura constatazione  del modus vivendi del terzo millennio.

Perchè lo sguardo di Severino sul mondo, con la sua critica al nichilismo dell’Occidente per cui le cose ” nascono dal nulla per ritornare nel nulla”, è di drammatica attualità esistenziale.

L’esistenza di Dio, che pone un limite all’agire dell’uomo, dice il filosofo, è stata soppiantata dalla tecnica e dalla scienza, per cui non c’è più limite all’azione umana.

Il discorso è così complesso e lungo che trattarlo in un blog può sembrare un atto di  pura presunzione, ma il NULLA come unica possibilità del divenire, è oggi ben presente nella cultura dominante.

Dio è, forse, solo un retaggio consolatorio, e può darsi che sia anche una invenzione con la quale gli uomini chiamano l’eterno e l’immutabile, ma l’idea di una trascendenza conferisce l’illusione che la vita non sia solo divenire, e quindi nulla.

Il capitalismo, l’islam,il populismo, il comunismo sostiene il filosofo, sono in concorrenza fra loro perchè tutte queste forze vogliono mostrare una volontà di potenza che unifichi il mondo.

Il prossimo,  l’altro, però sono stati massacrati.

La vita unificante e partecipata è entrata in crisi proprio in Europa, che senza dubbio è vecchia, malata, ma è pur sempre l’origine del cristianesimo, del Rinascimento, dell’Illuminismo, della filosofia greca.

Se i filosofi continuano a interpretare il mondo senza cambiarlo, per dirla alla Marx, la miseria della filosofia può diventare una filosofia della miseria, aggiungo.

E mi permetto ancora di aggiungere che eliminare il tratto distintivo della filosofia, la sua violenza logica unita al suo amore per l’umanità, la sua infinita dialettica fra quello che l’uomo è e vorrebbe essere, è uno dei massacri culturali di cui l’uomo potrà pentirsi.

Le leggi che hanno regolato il nostro agire, il nostro essere per l’altro, la nostra donazione al senso dell’essere e del non essere sono purtroppo finite nella ” banalità del male”.

” Non si tratta di indicare ai popoli cosa devono fare, ma mostrare cosa sono destinati a volere” dice Severino.

 

 

 

“VIVA IL PAPA”, LO GRIDAVANO ANCHE i patrioti nel 1848,che lottavano per l’Unità d’Italia. Oggi lo grida anche la tribù di sinistra, senza patria, contro la globalizzazione.PAPA FRANCESCO A MILANO non è andato al quadrilatero della moda: lo aspettavano alle case popolari e a S.Vittore.A Roma, invece,dove per l’ adunata dei capi di stato per i sessant’anni dei trattati europei, sono previste 6 manifestazioni,il timore di incidenti e la paura del terrorismo sono prove di democrazia sostenibile.

LA NEGAZIONE DELLA LIBERTA’ DELL’ATTENTATO DI LONDRA stride con la buffonesca coscienza infelice di chi ha salvato i vitalizi e Minzolini. La degenerazione del Parlamento a consiglio d’amministrazione di interessi corporativi è una caricatura della democrazia.Siamo alla mercè di golpisti di mano.

L’attentato di Londra, cuore occidentale della democrazia, è una tragedia vera per l’Inghilterra, l’Europa e per chi ama la pace e la fratellanza fra i popoli.

Ma non è una novità, è una vicenda complessa, che riguarda l’estremismo fondamentalista islamico, ma non certo tutti i musulmani.

Ci ritorneremo con calma.

La novità è che mentre a Londra tornava il terrore dei nuovi kamikaze,  a Roma scoppiava la bagarre per i vitalizi, l’unica idea di valore che unisce il frantumato parlamento italiano.

Ci sarà un contributo di solidarietà sui vitalizi pregressi, quelli per cui  un parlamentare prendeva una barcata di soldi dopo 5 anni di  legislatura.

L’istituto che consente ad un parlamentare di poter usufruire della pensione dopo 4 anni, 6 mesi un giorno è stato salvato.

Il Pd, che continua a chiamare squadrismo quello dei cinque stelle, sta portando, insieme al centro destra, e a tutti gli altri gruppi parlamentari acqua al mulino del cosiddetto fascio – populismo ( anche  se la Lega e Fratelli d’Italia, quando si parla di soldi, sono schierati con i democratici!)

Bel colpo ragazzi!

Luigi Manconi, ex Lotta continua e ora parlamentare del Pd, presidente della commissione diritti umani,   è stato molto sincero rivendicando il salvataggio di Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1 dalla decadenza da senatore.

Siamo sicuri che lo sarà anche quando verrà votata la proposta del suo partito: e in piena libertà di coscienza voterà per l’abolizione del vitalizio.

Anche se la libertà di coscienza c’entra ben poco.

La legge Severino, che prevede la decadenza da senatore se questi ha subito una pena passata in giudicato superiore ai due anni, sarà pure una legge sbagliata, ma andava rispettata.

L’abolizione dei privilegi sulla pensione dei parlamentari è chiesta dalla maggioranza degli italiani,e caldeggiata dal demagogo Boeri, presidente dell’Inps.

Se si guarda alla libertà di coscienza allora la legge sull’aborto verrebbe di fatto annullata, se tutti i medici fossero moralmente contro, quella delle unioni civili pure, quella sul fine vita non  sarebbe manco da discutere.

Solo che il mestiere di senatore, non può essere rinnegato, quando si tratta di confermare una legge voluta dal parlamento stesso.

Sul vitalizio, poi, è ora di mettere la parola fine.

I cinque stelle, in questo caso hanno ragione,c’è poco da fare.

Manconi e gli altri hanno tutto il diritto di salvare la loro coscienza infelice, ma questo c’entra poco con quelle istituzioni repubblicane che vogliono difendere dalla deriva populista.

Beati i primi, perchè lo saranno sempre.

 

UN TROLLEY, un infinitesimo di GRAMSCI, Claudio Baglioni( PD) o Nicola di Bari(MDP) come colonna sonora.L'”Armata Rotta” di “sinistri”, garantisti solo con la gente per bene, ( on.Minzolini,On. Vitalizio), cerca un posto alla tavola del ceto politico. LA DESTRA applaude. RIBELLI-AMOCI A PUGNI CHIUSI.

18.3.2017 Anniversario della morte di FAUSTO E IAIO,studenti, proletari, uccisi dai fascisti il 18 marzo 1978. OGGI A MILANO, VIA MANCINELLI,dalle 16,30 non stop.. “MEGLIO CERCARE I VIVI TRA I MORTI, CHE I MORTI FRA I VIVI….”

FAUSTO E IAIO AMAVANO IL BLUES E IL ROCK….LA COLONNA SONORA DELLA  RABBIA E DELLO SDEGNO DELLA NOSTRA GENERAZIONE

 

16.3.2017 Che i ricchi diventino sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri è una elementare profezia marxiana avveratasi.I”marxisti da soap opera”, sono stati a guardare quale fosse il capitalismo migliore.Scegliendo il peggiore.

La sinistra parlamentare è  in crisi, in Italia e in tutta Europa.

A forza di giudicare ogni forma di antagonismo come estremismo, ha scoperto che le disuguaglianze creano rabbia e rancore.

La  divisione in liberali e socialdemocratici, nella prassi, è risultata una soluzione di facciata, un gioco delle parti per tenersi il potere in sindacati e corporazioni varie.

La novità storica è che il socialismo sembra un reperto archeologico.

Sono stati anni di vacche grasse per chi ha scoperto che la democrazia è imperfetta, ma è il solo sistema possibile.

Con questa scusa, la ricerca di una via  grigia, opaca, ma rassicurante, è stata fedelmente interpretata, non solo in Italia, dal blairismo, dal clintonismo,  e poi dal renzismo, fuori tempo massimo.

Bastava che Tony Blair, non fosse Toni Negri, o Toni Renis, per cantare la canzone del politicamente corretto:le libertà civili, dovevano compensare l’austerità sui più deboli.

Così l’ex proletariato, diventato plebe senza identità, ha finito per abbracciare idee di destra, antidemocratiche, anti liberali e pure suicide.

Barche a vela, novelle cousine,vacanze iper intelligenti,disprezzo per la cultura dei barbari con telefonino e niente libri, hanno portato la sinistra radical – choc a difendere il migliore dei mondi possibili,( ci sono dentro tutti, anche gli extraparlamentari del “formidabile quegli anni”).

Trump, Putin, la Brexit, la tragedia dei migranti, la morsa della crisi, il calo dei consumi,la rabbia dei tagliati fuori, non ha nessuna prateria a sinistra.

La valle della morte delle idee rivoluzionarie è solo nera e quasi senza speranza.

Per ora.

Fare qualcosa di sinistra, e non solo dirla,  è il minimo che si possa fare per chi ha detto di essere stato un ” comunista”.

 E il non piangersi addosso, facendo finta di essere romantici perdenti, di utopistiche battaglie,è una forma di onestà intellettuale.

Avendo sotterrato la lotta di classe si è sotterrata la dignità di milioni di persone.

I veri estremisti del” tirare a campare siete voi”, ex et post marxisti dei miei stivali.

13.3.2017 NAPOLI LIBERA SALVINI ha fatto il GARIBALDI,IL SINDACO ha fatto RE FRANCESCHIELLO, nordisti contro sudisti d’Italia è lotta di campanile e folclore. Il vero problema è lottare per una democrazia aperta alla solidarietà. Razzismo, camorra, fascismo sono compagni di merende nello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il flusso creativo del blues partenopeo sarà la colonna sonora della rinascita del Sud, e del Nord del mondo.

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑