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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

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Lega ladrona, il ” Trota” non perdona…

E’ una maledetta arguzia della storia, come avrebbe detto Hegel, quello che sta capitando alla Lega di Salvini.

Quale atto dovuto la magistratura ha bloccato i conti dell’ex lega padana di Bossi, diventata con Salvini nazionalista – parafascista, per 48 milioni.

Motivo?

La finanza allegra del cassiere leghista che regalava denaro pubblico al giro dell’Umberto e comprava una laurea in Albania al Trota, figlio dell’Umberto ed erede al trono della bufala padana.

L’Umberto, il Trota, il cerchio Magico, il boss delle discoteche Belsito, che avevano trattato il denaro pubblico con la facilità con la quale nei film noir un gangster si accende il sigaro con una banconota da cento dollari, ora fanno ricadere le loro malefatte sul povero Salvini che, dal punto di vista fiscale, è onesto come lo era il borgomastro di Bergen – Belsen.

Certo che abbaiare continuamente che gli immigrati tolgono i soldi agli italiani e fare la vittima perchè il fondatore del tuo partito ti la lasciato un buco per interessi privati non è cosa da poco.

Ma Salvini e soviet leghista non devono temere nulla.

A Pontida gli ex padani si sono vestiti anche di blu, che porta poi al nero, ma questo è un attacco alla libertà d’espressione.

I soldi verranno ridati in modo che la campagna elettorale sia democratica, pulita, trasparente: tanto i soldi sono già andati in vacca.

L’Umbertone, che non è salito sul palco a Pontida, a suo tempo aveva dichiarato che coi suoi soldi la Lega poteva fare quello che voleva.

Peccato che i soldi facevano parte di quei miliardi del finanziamento pubblico ai partiti di una legge che un referendum aveva abrogato nel 1993.

Bossi si salvava perchè dichiarava di essere antifascista, in confronto a Salvini infatti è come Gramsci rispetto a Italo Balbo.

Ma antifascisti lo erano pure quelli di Mani pulite, che i leghisti volevano impiccare.

Una fine, quindi indecorosa per la Lega padana, per Maroni,l’uomo che sta con tutti perchè suona il blues, e pure per Salvini che viene considerato da Bossi traditore del Nord.

Più furbi che scemi, si direbbe.

Ma Silvio berlusconi, il duce del liberismo facile, salverà ancora tutto il centrodestra, nonostante gli apparenti dissidi.

 

 

 

 

Il vitalizio, indennità parlamentare, introdotto dalla Rivoluzione Francese, è un privilegio odioso che va ghigliottinato

Non è una tragedia umanitaria, nè un dramma, quello dei vitalizi.

E’ solo un atto di arroganza e di protervia della classe politica che non vuole concedere un euro alla battaglia per l’equità sociale.

Quandi ha fatto bene il liberale Ainis a spiegare su Repubblica la storia dei vitalizi, nati come indennità  parlamentare durante la Rivoluzione Francese, per dare possibilità di accedere alle istituzioni anche  ai cittadini non abbienti.

Ora i vitalizi, che negli anni passati hanno dato 3.200 euro al mese,  anche a chi, a 50 anni, aveva fatto un sol giorno di presenza come  deputato o  senatore nell’arco di 5 anni,  con la legge Fornero, dal 2012,  sono a sistema contributivo, come per tutti i dipendenti pubblici.

La legge Richetti,  vuole portare il contributivo anche per quelle indennità pregresse elargite con generosità lobbistica,il che si dice sia incostituzionale.

E poi come non si capacitano i più virtuosi, soprattutto fra gli azzeccagarbugli della sinistra, dove finiranno quei rappresentanti del popolo che si vedranno decurtato lo stipendio del 40%?

Non è che poi la retroattività del provvedimento riguarderà anche le pensioni ” normali” pagate con il retributivo?

Che fine hanno fatto i diritti acquisiti?

La risposta sta nel minimo senso di equità.

Chi ha accumulato due o tre vitalizi a sinistra   ( mi sembra anche Mario Capanna …) dovrebbe fare un salto di qualità riformista verso il basso delle classi sociali, battendosi subito per il taglio del privilegio portandolo   a  regime contributivo, come è per i proletari che voleva rappresentare.

Per chi davvero ne ha uno solo, si può introdurre un contributo di solidarietà a seconda del suo status patrimoniale.

Se i conti li fanno in tasca a chi ha accumulato due pensioni, una di reversibilità e una sociale, possono benissimo farlo con chi ha messo da parte migliaia di euro in pochi anni di lavoro.

Ma qui casca l’asino, soprattutto a sinistra, anche se a destra non è che si facciano barricate  per abolire i privilegi della Casta, come si fanno per impedire ai migranti di arrivare nei paesi.

I diritti acquisiti di chi aveva 35 anni di servizio nel 2012 non ci sono più, i diritti acquisiti di chi ha messo da parte una fortuna con leggi ad personam fatte per deputati, senatori, consiglieri regionali non possono essere riviste, quasi fossero  leggi scritte sulle tavole sacre. ( dixit Sposetti Pd, un vero brigatista del vitalizio).

Naturalmente i Cinque stelle sono sull’unica barricata intatta dopo tante sciagure di malgoverno e di iniziative molto conservatrici.

Beccarsi i voti non fa schifo a nessuno.

Perchè anche sui vitalizi, come sullo Ius soli, come sulla legge elettorale, come sulle emergenze sui migranti, l’importante non è essere al servizio dei cittadini, ma essere al servizio dei propri elettori.

Ognuno si costruisce il proprio fortino elettorale, in questo caso l’anti-politica è davvero andata al potere.

Oggi 15 settembre scattano i vitalizi per gli attuali deputati e senatori.

1.000 euro al primo mandato, 1.500 per il secondo dopo 5 anni e 10 di lavoro.

Un operaio ci mette mediamente  42 anni di contributi, per avere 1.300 – 1500 euro di pensione, se tutto va bene.

Questo sì che è populismo, demagogia, anti – politica.

 

 

Fu il compagno Palmiro a concedere l’amnistia ai fascisti. Non dimenticatelo camerati del Terzo Millennio….

Quando nel 1948 Palmiro Togliatti, allora Ministro di Grazia e Giustizia del governo De Gasperi, concesse l’amnistia anche per i reati commessi dai fascisti durante  la guerra civile del 1943 – 45, a Cuneo i partigiani e i cittadini proclamarono lo sciopero generale.

Non erano d’accordo nel salvare i fascisti che si erano macchiati di delitti contro i partigiani.

Togliatti, proclamò l’amnistia, senza il consenso della direzione del Pci, perchè era convinto che fosse necessaria una pacificazione nazionale.

Ora, quando ho visto il nostro Ignazio La Russa fare il saluto romano in Parlamento convinto di essere nel suo pieno diritto libertario di professare le proprie idee, ho capito che i vinti sono diventati vincitori e i vincitori sono diventati vinti.

E’ che questa è la storia d’Italia.

Negli anni cinquanta migliaia di lavoratori furono espulsi dalle fabbriche solo perchè comunisti, i fascisti o i padroni che si  erano imboscati  furono ben accolti nei luoghi di lavoro all’insegna dell’anticomunismo.

In Germania, dovrebbe essere noto a tutti, la denazificazione fu lasciata perdere: la guerra fredda esigeva di far barriera contro l’Orso sovietico, in Italia uguale.

Meglio difendere i neri che diventare rossi, almeno per una parte della classe dirigente italiana ( leggi borghesia reazionaria e illiberale che fu anche mandante delle stragi di stato insieme ad apparati dello stato sempre rimasti fedeli al fascismo).

Ora che ” La legge Fiano”, vuole mettere un freno alla festa dei saluti romani, dei fasci littori, delle croci uncinate, perchè offendono la memoria delle vittime di quel tragico periodo, si grida alla legge liberticida.

E’ vittimismo ridicolo.visto che la legge Scelba non viene mai applicata, così come la legge Mancino, e che quindi potrà finire al massimo in un monito morale.

Scherzare sulle camere a gas, sull’Olocausto, su quello che è stato definito il Male assoluto  anche da un erede di Almirante come Gianfranco Fini,non è una cosa giusta, visto che siamo in una repubblica antifascista.

Ma soprattutto i fascisti di oggi, sono molto più beceri di quelli di ieri, perchè sul tema dei migranti hanno sposato le leggi biologico – razziali del nazismo senza se e senza ma.

La nostra guerra civile, che parte dalla Marcia su Roma e arriva al G8 di Genova, non aveva bisogno di un’altra ventata di folclore, che nasconde sempre il” vorrei ma non posso” degli elementi più reazionari.

“MSI fuorilegge a morte la Dc che lo protegge” si gridava negli anni settanta.

Non è il caso di tornare indietro, si è imparato dalla storia che si può essere onesti dalla parte sbagliata e disonesti dalla parte giusta.

Ma il razzismo, l’omofobia, il disprezzo per i “tossici”, per le donne, per la democrazia non possono essere invocati come libertà d’espressione.

E’ che siamo solo all’inizio.

PS.All’Ignazio dovrebbe essere tolto il vitalizio, ma in questo caso fascismo e antifascismo non contano molto.

 

 

 

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L’uragano della meschinità culturale e della malafede diffusa spazza e spezza il Belpaese

Pure nel caso di Livorno è caccia ai colpevoli del disastro ambientale che ha causato morti e rovine.

Prima che si siano celebrati i funerali delle vittime è già campagna elettorale sulle responsabilità delle istituzioni.

Nogarin, sindaco Cinque Stelle, ha portato in TV la sua giustificazione: l’allarme era solo arancione.

Il governatore della toscana, Rossi, ha ribattuto: non  facciamo polemiche, ma l’allarme arancione era sufficiente all’emergenza.

Intanto a Roma la Raggi, che quando era in comune come consigliera grillina non mancava di buttare su Marino sindaco tutte le colpe del cattivo tempo e degli allagamenti, è stata sommersa da un mare di risate dagli dei del nubifragio: Roma sembrava allegata.

Ormai è una oscenità diffusa trovare a tutti i costi il colpevole del Belpaese che va a pezzi se piove, se brucia, se c’è un terremoto se c’è abusivismo, se c’è delinquenza ecc.

I migranti, è la cosa più semplice, sono colpevoli delle cose più turpi, ma ne abbiamo già parlato.

Se è vero che milioni di italiani abitano su case costruite sul letto di fiumi cementati, in zone a rischio idrogeologico, in un ambiente che non conosce legge dello stato, è anche vero che la cosa si ripete da decenni.

i colpevoli si trovano o non si trovano perchè magari non ce ne sono: la risoluzione è che tutto continua come prima fino ai prossimi morti per calamità naturali.

Ma questo non è il guaio maggiore.

C’è una diffusa frustrazione per quello che eravamo e ora siamo a livello morale e comportamentale, oppure c’è una disillusione generale che nulla cambierà

MAI.

Walter Veltroni ricorda che l’ecologia fa parte del programma della sinistra.

La Sinistra italiana che si chiamava anche ecologica,  ha tolto il nome dal partito,la Tav, era fondamentale per lo sviluppo dell’Europa anche per il partito di Veltroni, i vaccini sono diventati pericolosi da quando sono obbligatori.

I Verdi non esistono, anche se non sono mai stati nulla in Italia.

Piove governo ladro,la corruzione continua imperterrita, mazzette volano da tutte le parti, figuriamoci per il territorio e per la casa.

L’Uragano della meschinità fa sì che,  per bocca di una senatrice Cinquestelle, abbiamo saputo   che l’aumento della ripresa industriale è stata determinata dal caldo e quindi dalla vendita dei condizionatori.

Si può ben capire che le elezioni in Sicilia saranno un test nazionale che mette tutti d’accordo: la mafia non esiste, e se anche esistesse non se ne può parlare.

Non è tutta colpa della politica, nè si può sempre fare il verso a Gino Bartali che ” gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare”.

L’emergenza continua è un bell’affare, sta sommergendo l’Italia in un mare di schifezza.

Ma la vita continua.

Anche se la lotta per un mondo  meno ricco di mediocrità, sembra una causa persa in partenza.

 

 

Nonostante ce la mettano tutta non saranno mai nazisti seri

Il fattaccio di Firenze, con i due carabinieri indagati dalla procura militare per lo stupro delle due ragazze americane, ha disvelato in tutta la sua potenza la malafede,la criminalità intellettuale e morale dei razzisti di casa nostra.

Questi fanno a gara per formulare sillogismi  razzisti che possano soddisfare il pubblico che strizza l’occhio a Forza Nuova e Casa Pound, ma si traveste da liberale conservatore, perchè, comunque, non si sa mai,con i comunisti dei centri sociali.

La premessa maggiore è che tutti i migranti sono stupratori portatori di malaria, delinquenti nullafacenti.

Il termine medio è che “tu sei un migrante”, la conclusione necessaria è che tu sei uno stupratore. delinquente. ecc.

E’ ovvio che la conclusione è logica, ma le premessa è falsa.

La falsità dell’origine del razzismo odierno,che viene sminuito proprio dai distributori a buon mercato delle calunnie, e che Pl. Battista, del Corriere della Sera, sostiene sia un fenomeno minoritario, prepara in tutta Europa un futuro di intolleranza funzionale al nazionalismo becero e al capitalismo ottuso.

Per i carabinieri invece, bisogna attendere l’indagine, giusto,

Ma, comunque, c’è il problema che gli uomini della Benemerita non sono di colore, non sono malati di malaria, non sono così pezzenti da vagabondare in giro  in attesa di ubriacarsi e molestare le nostre donne.

Stupri e violenze le praticano anche nei campi profughi in Libia ( leggasi lager), tutti sanno, ma l’importante è che non vengano in Europa e si violentino fra loro.

La condizione della donna non è rispettata in sè

E’ tollerata,  semplicemente è una concessione.

Non è mai codificata come suprema forma di democrazia possibile.

Ce la mattono tutta i tre dell’Ave Maria, Libero, il Giornale e la Verità a diventare come il Volkischer Beobachter, l’organo ufficiale del partito nazista.

Ma la tiratura è scadente, mentre ” l’Osservatorio del Popolo” dei nazi, nel 1944, tirava 1.700.000 copie.

Il brutto della vicenda sta proprio in questo.

Così come si è formata una borghesia padronale di sinistra,i radical chic, così si è riformata una borghesia che sfrutta i malumori plebei a destra.

Meglio la prima, anche se fa pena, ed è patetica nella sua incoerenza.

La seconda non dovrebbe manco esistere, visto le Costituzioni europee.

La destra radicale e nazista nella pancia, che rivendica la libertà d’espressione e di opinione, è pari a chi rivendica la libertà di stupro.

 

…..”Ma Luther King diceva di aver fatto un sogno, non un incubo” (Rutger Bregman).

Ho preso il parziale sommario da un articolo su “Robinson” Repubblica di domenica 5 settembre titolato :” Ma ci serve ancora un mondo ideale”.

L’autore è Rutger Bregman,  giovane filosofo dei paesi Bassi con specializzazione all’università di Los Angeles, che ha scritto  ” Utopia per realisti”.

Il libro che non può non richiamare la libertaria espressione ” siate realisti chiedete l’impossibile” del maggio francese,  torna a immaginare un mondo dove si riduca l’orario di lavoro, si aprano le frontiere alle migrazioni, vi sia un reddito garantito per tutti: appunto un’Utopia stando alla situazione attuale.

L’utopia corrente, il vivere in un mondo diciamo “felice” nel senso di più giusto, più solidale, più umano è diventata però un incubo.

Perchè vince non solo l’individualismo, ma pure il conformismo della cattiveria e della crudeltà.

Il  genere umano forte, sicuro, nazionalista,democratico nei consumi, spensierato nella mediocrità culturale capitalista è imperante, aggiungo.

La vicenda dei “dreamers” americani, circa ottocentomila  giovani e giovanissimi che da anni studiano e lavorano negli States e che l’amministrazione Trump vuol rimandare a casa, perchè” prima vengono gli americani”, è come la classica ciliegina sulla torta della  reazione violenta al sogno americano.

Non solo il sogno americano in questo caso diventa un incubo per chi in America è andato per studiare, emanciparsi, lavorare, ma è entrato da clandestino in fasce, ma la sanatoria voluta da  Obama è vista come un atto di eccessiva bontà, quasi un’utopia per un genere di mondo che fa dell’odio e dell’intolleranza la linfa vitale per la difesa di interessi malsani.

La stessa cosa è facilmente avvertibile nel dibattito sulla malaria che ha colpito la bambina morta a Brescia.

Goebbels  da operetta,  nazionalisti   a tanto il chilo, sostengono che i migranti  ci portano  miseria, ci portano  malaria, ci portano infelicità.

Il nonno della povera bimba ha dovuto dichiarare che non è colpa delle due bimbe africane ricoverate nello tesso ospedale, se la sua nipotina è  morta.

Sperare, ed operare per un mondo migliore, dove soprattutto non prevalga il razzismo, il peggiore dei mali nella società, è diventato un’utopia buonista, un volo con la fantasia nell’iperuranio; un   incubo per milioni di individui magari semplicemente dotati di buona volontà.

Chi non rimane spiazzato dal vittimismo estremista plebeo sulla crisi, fomentato ad arte da imprenditori dell’incubo ?

Contrastare la reazione alla globalizzazione delle etnie, per poi dire che per i capitali non ci sono più frontiere, che il mondo deve essere interconnesso, è la libertà di chi usa in modo violento solo la supremazia delle forza, solo l’arroganza della propria ricchezza.

Quando in giro c’era la criminale Armata Rossa dei criminali comunisti, doloroso dirlo, c’era più solidarietà e meno cinismo

Bastardi comunisti, dove siete finiti?

 

La fede unisce, l’economia divide

Anche fra gli islamici ci sono gli sfruttati, e gli sfrutattori.

Solo la fede unisce quello che l’economia, il lavoro le banche dividono.

Per cui da sempre, nazionalismo, ideologia, patriottismo, fede tendono a mettere insieme quello che appare, non quello che è.

Se il fondo del Qatar può prendersi Neymar, i palestinesi che lavorano negli Emirati arabi sono sfruttati come bestie, tutti però, tendono a dire che Allah è grande.

Vale anche per la cristianità, dove l’eresia religiosa protestante era anche il travestimento dell’avanzata della borghesia,contro l’aristocrazia cattolica della Spagna e del Sud dell’Europa.

Credere che solo la cultura “divisiva” del marxismo leninismo abbia portato alla guerra civile e alla lotta di classe si è dimostrato un inganno.

La divisione fra gli uomini in contesa per le risorse naturali c’è sempre stata , la guerra di religione, ideologica, nazionalista nasconde un unicum molto razionale: rubare lavoro e ricchezze agli altri.

Non è questa una lezioncina di marxismo di uno stage nella Corea del Nord.

Anche l’Urss è implosa perchè oltre ad aver fallito sul piano economico, aveva fallito nel rapporto di uguaglianza fra partito e proletariato, fra nomenclatura e classe operaia.

La bandiera rossa della Cina unisce ancora i miliardari  che sfruttano l’Africa con la bramosia delle vecchie classi imperialiste coloniali, e quel mondo contadino che si arrangia in uno stato stato di grande povertà.

L’economia, gli interessi materiali, non guardano in faccia a  nessuno: nazioni, fedi, religioni, sentimenti di fraternità vengono travolti dal primato del capitale,dal principio dell’utilitas a tutti i costi.

Quando il buon Luigi Manconi dice che i migranti sono una risorsa economica e demografica dice la verità, peccato che la solidarietà, l’accoglienza, cioè la fede in un mondo migliore, non prevedano nessun negoziato, nessun secondo fine.

Insomma  fare guerre per essere solo più ricchi su questa terra è una sintesi formidabile, del vivere umano, che oggi trova la sua consacrazione mondiale.

Bisogna aver fede in un ideale superiore, razziale, ideologico, religioso per dare un senso ai soldi, agli effetti collaterali della miseria.

I capitalisti hanno vinto la guerra contro gli sfruttati.

Questo è un punto di partenza per spiegare il presente, il futuro procura solo angoscia.

 

Settembre ( quasi) nero

Sarà un settembre fatto delle solite cose della ripresa:

mancanza di insegnanti, scuole non pronte per le vaccinazioni ( new enter), leggi lasciate vacanti da discutere che infiammeranno gli animi degli italiani, solo perchè si andrà a votare la nuova legislatura, rendiconto dei posti persi, del turismo boom, dell’estate del terrorismo,  dei migranti, di terremoti, inondazioni ecc.

Ci sarà tutto, come è ovvio, ma quello che è sicuro che sarà un settembre quasi nero, senza rievocare per forza  la questione palestinese.

Nero per via dei migranti, quasi tutti di origine africana,  quasi nero per l’intolleranza strisciante, che adesso viene chiamata finalmente con il suo nome: odio razziale.

Gli stupratori nordafricani, gli abusivi nordafricani, i ladri nordafricani…..gli italiani tanto per generalizzare, solo solo di due categorie: stupratori mafiosi e assassini, o padri di famiglia…

Non è il problema del colore della pelle, o delle provenienza, il problema è che l’intolleranza colpisce nel segno della povertà che è anche crudele povertà per le vittime innocenti.

Chi è povero non ha il diritto di stuprare o di fare del male, ma l’industria dell’odio non si venga a raccontare il contrario, ha una precisa collocazione politica di destra.

Settembre è anche nero a causa delle migrazioni interne.

Finite le possibilità di lavoro stagionale miglia di lavoratori migreranno nell’ennesima precarietà, nella disoccupazione a singhiozzo, nel tirare a campare in attesa di una pensione da 650 euro al mese.

Non è un lamentarsi di maniera, magari.

E’ che ad ogni ripresa settembrina i problemi sono gli stessi, non ricordo più da quanti anni.

Sarà così anche il tempo per i signori del vitalizio di migrare nella difesa ad oltranza dei propri interessi, optando per l’ennesima battaglia dei diritti acquisiti, a spese nostre.

Sarà nero e migratorio il settembre che preparerà il ritorno dell’incubo del lunedì, della quotidianità più rituale, anche se questa è  la vita.

Si dice così.

Le emergenze   estive, siccità, roghi, lascerà il posto all’emergenza autunnale, tenuta del territorio per le piogge,allarme conti pubblici per via della manovra,allarme deflazione e /o inflazione,..

Sarebbe bello che i giovani rimanessero nel loro paese, e quelli che hanno studiato duramente avessero la possibilità di un’occupazione onesta e confacente il proprio status di istruzione; ma questo è un sogno che tramonta  con l’inizio della ripresa.

Un settembre ” normale” dunque, nella sua ripetizione.

L’ennesimo settembre “emergenziale”, nelle sue chiacchiere che mischiano volentieri metafore calcistiche per la politica,e  metafore politico – storiche per vicende calcistiche.

Il mercato del calcio si è chiuso ieri.

 

 

 

“….Si diventa filosofi del comunismo per un profondo impulso umanistico al dolore…. ( Enzo Bettiza, I fantasmi di Mosca)

L’estrapolazione di una frase da un romanzo di 2.000 pagine, come ” I fantasmi di Mosca” di Enzo Bettiza, può anche essere considerata operazione strumentale e riduttiva, una manipolazione intellettuale.

L’autore, un anticomunista autorevole e coltissimo, proprio perchè fu egli tesso comunista in gioventù, fu severissimo contro il comunismo, considerato una teoria di “angeli caduti diventati demoni”( lo stalinismo).

Ma, cosa molta diversa dall’anticomunismo reazionario e fascista, Bettiza ha sempre voluto cogliere l’aspetto di profonda umanità della teoria marxiana.

Si può dire che il profondo senso umanistico al dolore, il sacrificio della propria esistenza individuale per una emancipazione universale dell’umanità siano stati la sostanza del comunismo fatta propria da miliardi di esseri umani sul pianeta terra.

Utopia e terrore, quindi, come profilassi alla banale felicità individuale, sono state le copie concettuali di un movimento rivoluzionario che ha cambiato la storia del mondo, un male necessario che nulla c’entra con le criminali teorie biologico – razziali del nazi – fascismo.

Ricordarlo ogni tanto sembra superfluo, ma perdente.

Ormai è vincente l’omologazione fra nazismo e comunismo, la conta dei morti dei campi di sterminio, combacia con il pallottoliere macabro che enumera i morti nei gulag.

L’utopia comunista, liberazione dallo sfruttamento dell’uomo su l’uomo,emancipazione della donna, fratellanza universale delle razze,  costituirono elementi di  paura  terrore per il capitalismo e l’imperialismo.

Furono i comunisti ad essere scomunicati dalla Chiesa, braccati in ogni parte del mondo, emarginati all’interno della società capitalistiche, massacrati nei campi di sterminio di tutto il globo.

Uguaglianza e giustizia sociale oggi sono bestemmie, presenti nella classi dirigenti, presenti anche i quei Komunisti che parlano a vanvera di diritti degli ultimi, per poi non sacrificare una manciata di soldi dei propri privilegi di classe.

Il ” cercare il volto di Dio nei bisognosi” del cristianesimo corrisponde alla terroristica visione del mondo comunista, disattivare il dolore di vivere, senza rinunciare alla dolorosa via del sacrificio individuale.

Il criminale Stalin salvò la civiltà dal Male Assoluto ( lo riconobbero Kennedy, Eisenhower e gran parte della borghesia antifascista), con un esercito di operai e contadini.

Eppure nessuno vorrebbe il ripetersi dello stalinismo come sistema di valori

Ma esaltare, anche attraverso simboli, la svastica, come si fa oggi da parecchie parti, è condannare in modo scellerato l’umanità al Male oscuro di cancellare dalla storia l’utopia.

I becchini del progresso hanno ancora l’anima nera.

 

 

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