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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Autore

Pierluigi Raccagni

prof. di filosofia e storia a Milano al Vittorio Veneto, al Liceo artistico Brera, pubblicista su Corriere della Sera ( scuola), Lotta continua, Re Nudo,testate straniere,autore dispense università filosofia antica e moderna, autore romanzi storici su anni settanta ecc. Volontario carcere s. Vittore...

14/15/ 8 – Ferragosto.. Gino Strada e’ qui con noi..

Ferragosto da urlo per il turismo nonostante caldo torrido,incendi,green pass etc.

Le discoteche però sono chiuse,le feste ridotte e al loro posto la socialità giovanile e giovannea si materializza negli hub vaccinali.

C’è poi una stortura che sa di zozzura da parte del fascio – leghista Durigon che preferisce la storia del fratello del Duce a Falcone e Borsellino,ma ormai è folclore anche per Antonio Cassese.

Proseguono omicidi di donne e morti sul lavoro:enfasi spenta perché la gente vuol dimenticare tutto e subito.


Ma noi siamo tristi per la scomparsa di Gino Strada, chirurgo fondatore di Emergency,uomo ” contro” che difendeva i malati, i deboli i disperati di qualsiasi etnia,nazione, continente.

Che aveva fatto della sua missione una scelta propedeutica alla lotta per un mondo migliore.

Che detestava le guerre imperialiste,ma non la guerra contro l’ingiustizia.

Fra tanti eroi fasulli della banalità lui non c’era, perché era di parte,un partigiano della pace e della solidarietà dotato di un amore universale.

I media corretti lo hanno chiamato, post mortem,filantropo: quelli che lo ritenevano un estremista pericoloso, una “zecca comunista”,sono stati silenti nella loro nullità.

Le solite anime belle alla Ualter Veltroni hanno omaggiato Strada come fosse in odore di santità laica.

Ora che non c’è più.

La sinistra fru fru e la destra reazionaria fanno la gara dei sepolcri imbiancati,disdicevole ipocrisia.

Gino Strada invece non accettava tutto,non parodiava il dramma.

Ad un mondo impossibile da sopportare nelle sue violenze contro i diseredati contrapponeva l’arma della critica della sua prassi umanitaria,senza le smancerie di rito.

Pax et bonum,dottor Gino Strada.

Ciaooooooooooooooooooo

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11.12.8 1939: La sola cultura dei nazifascisti e’ contro la civiltà..

La strage in Polonia non fu un eccesso nazista, la guerra per Hitler voleva dire la liquidazione dei giudei e dei comunisti.

L’elenco dei crimini è lungo, ma il senso politico è corto: dice che il nazismo era tutto meno che una scelta all’interno di quello che noi comunemente chiamiamo civiltà.

Prima abbiamo visto le stragi all’interno delle cronache di guerra, ora vanno viste all’interno della strategia del nazismo: che era unicamente una strategia di morte.

Forse non si riesce a comprendere pienamente quale sia stata la valenza biologico-razziale della guerra scatenata da Hitler.

Gli alti comandi della Wehrmacht, viene spesso sottolineato, rimasero turbati dagli eccessi delle Einsatzgruppen.

Solo che a renderli inquieti e nervosi su quello che accadeva in Polonia non erano le sofferenze della popolazione ebraica e in generale dei subumani massacrati secondo codice etico nazista.

I militari, che prima della caduta di Varsavia avevano compiuto eccidi giustificati dalle esigenze militari dell’azione, temevano che gli eccidi minassero il morale dei soldati e dell’intera popolazione tedesca.

Il loro disappunto era quello che i tedeschi passavano per spietati e crudeli macellai in tutto il mondo civile, altro che soldati pronti al supremo sacrificio per il Reich!

Per avere un’idea di cosa stiamo parlando, bisogna leggere quello che in un memorandum scrisse Johannes Blaskowitz generale della Wehrmacht che denunciò le atrocità naziste: “è controproducente nel massacrare qualcosa come 10.000 ebrei e polacchi come attualmente viene (…) Infatti in questo modo né si uccide l’idea di uno stato polacco nella massa della popolazione, ne vengono eliminati gli ebrei. Al contrario: il modo in cui si uccide porta con sé gravissimi danni, complica i problemi e li rende molto più pericolosi che se venissero trattati con mag- giore ponderatezza e sagacia (…)

Alla propaganda nemica viene offerto un materiale che non potrebbe avere maggiore efficacia in tutto il mondo (…)

Non c’è bisogno di far riferimento ancora una volta al ruolo della Weh- rmacht che è costretta ad assistere a questi crimini senza poter reagire (…)

Quando alte personalità delle SS e della polizia pretendono atti di violenza e brutalità e li elogiano pubblicamente, ciò significa che entro brevissimo tempo comanderà solo il violento (…).

Richard Rhodes, Gli specialisti della morte. I gruppi scelti delle SS e le origini dello sterminio di massa, Milano 2005.

Himmler, d’altronde, è quasi spiaciuto di quel che accade come il buon Blaskowitz, perché udite, udite come giustifica i massacri in Polonia: “naturalmente può succedere a oriente che un treno – ma non solo quello degli evacuati – si geli e la gente muoia assiderata Può succedere, purtroppo succede anche con i tedeschi. Non si può far niente per impedirlo, quando si è in viaggio da Lodz a Varsavia e il treno rimane bloccato per dieci ore sulle rotaie. Non si può prendersela né con il treno, né con nessun altro. È il clima. È spiacevole per i tedeschi, spiacevole per i polacchi, spiacevole, se proprio si vuole anche per gli ebrei, ammesso che vi sia qualcuno che desideri avere pietà di loro. Ma non è intenzionale, né lo si può impedire. Non è il caso di levare un gran lamento per questo”.

R. Rhodes, op. cit

.

In effetti dopo la capitolazione della Polonia, il 21 settembre, Heydrich emanava l’ordinanza che autorizzava la ghettizzazione degli ebrei polacchi.

“Occorre una precisa distinzione fra l’obiettivo finale che richiederà un tempo prolungato e le fasi che porteranno a conseguire l’obiettivo stesso (che possono essere espletate a breve scadenza).

Le misure previste esigono la massima preparazione sia in senso tecnico sia in senso economico (…)”.

Heydrich continuava: “La prima misura per il conseguimento dell’obiettivo finale è il concentramento degli ebrei dalla campagna alle grandi città. La sua realizzazione dovrà essere immediata”

Cfr. Daniel Jonah Goldhagen, I volenterosi carnefici di Hitler. I tedeschi co- muni e l’Olocausto, Milano 1998, pag. 157

Completamente gratuito fino al 13 luglio

1939 – Agosto :Il Duce si mette al servizio di Hitler, per il Male Assoluto…

Quando Ciano andò a fare visita al cavaliere d’Italia, Benito Mussolini a palazzo Venezia, il Duce prima disse al genero che non sarebbe entrato in guerra, poi che l’onore lo obbligava a marciare con la Germania. Sembrano lontani i tempi in cui Mussolini diceva con aria di sfida e superiorità che i ministri del suo governo “erano una lampadina elettrica, io l’accendo e la spengo a mia volontà.”

A Palazzo Venezia mancava ogni tipo di decisione.

14 agosto

Ciano scrive nei suoi diari” Trovo Mussolini pensoso. Io non esito ad eccitare in lui ogni reazione antigermanica e con ogni mezzo. Gli parlo del suo prestigio scosso e della sua posizione di secondo poco brillante e soprattutto gli consegno una documentazione che prova la mala fede germanica nella questione polacca. L’alleanza è stata conclusa su premesse che essi rinnegano adesso, sono essi i traditori e non dobbiamo avere scrupoli a piantarli in asso. Ma Mussolini ne ha ancora molti”.

15 agosto

Mussolini e Ciano discussero sei ore, e Ciano annotò: “Il Duce è entrato nell’ordine di idee che è impossibile marciare a occhi bendati con la Germania…”.

Mussolini e Ciano si trovavano su posizioni differenti: Ciano, offeso dalla malafede dei tedeschi che una ne dicevano e cento ne combinavano, era decisamente contro l’alleanza coi nazisti, il Duce non vedeva alternativa a quell’accettazione.

Il clima a Roma era ottimo. Come annotò cinicamente Ciano, anche gli pseudo guerrafondai come Starace e Alfieri si alzarono dal tavolo della riunione soddisfatti a tal punto da ringraziare il genero del Duce per aver reso un ottimo servizio al paese.

Eravamo alla solita commedia e per ora tutto filava liscio.

Mentre si stava svolgendo il consiglio dei ministri giunse una nuova lettera di Hitler a Mussolini. Era meglio leggerla attentamente quella lettera, tanto per non farsi prendere da facili entusiasmi.

Hitler scrive in pratica che sosterrà la lotta con tutto il fanatismo di cui è capace il popolo tedesco. Poi ringrazia Mussolini per la sua opera mediatrice, che non è servita a nulla per la malafede del governo polacco, che avrebbe potuto mediare in qualsiasi momento.

Infine il solito ritornello del criminale mentitore: i tedeschi in Polonia sono stati maltrattati, mentre in Germania ai polacchi non è stato fatto niente…

Abbiamo già parlato dell’atmosfera berlinese che contrastava con l’en- tusiasmo dei leader nazisti.

Alla sera durante l’allarme aereo la gente riparava nei rifugi, appena finiti di costruire quel pomeriggio; mancava spirito di corpo, c’erano velate, poi non tanto, critiche a chi aveva portato la Germania ad una nuova guerra.

E la Gestapo aveva il suo bel daffare a zittire i malumori.

I berlinesi si godevano la fine dell’estate, ma i volti sorridenti erano davvero pochi: tutti si chiedevano cosa avrebbero fatto Francia e Inghilterra.

Insomma a Berlino non si scatenò nessuna febbre bellica, nessuna ecci- tazione. Si noti il paradosso. Quando l’Italia entrerà in guerra vi sarà l’adunata oceanica in piazza Venezia, il discorso di Mussolini è passato alla storia…

Completamente gratuito dal 9 al 13 agosto

6.8 Vado a lavorare, sarò sfruttato a morte,ma sono vaccinato..

Il green pass,scorciatoia buona e giusta per obbligare al vaccino la maggior parte della popolazione, è forse il meno peggio per salvare l’estate turistica.

Per mettere in sicurezza relativa,scuola,trasporti e varie categorie della varia umanità per settembre.

Tutte cose che si sanno,tutte verità opinabili da giuristi, costituzionalisti,virologi,veri esperti,o presunti:chi vivrà, vedrà.

La notizia, però, è un’altra:le morti sul lavoro sono tante,troppe.

Tanto che il presidente Sergio Mattarella è dovuto intervenire con il ministro del lavoro Orlando.

E non si tratta solo delle operaie Luana a maggio e Laila l’altro ieri,stritolate dalle macchine a cui stavano lavorando.

Si tratta di una questione nazionale che parte da un principio fondativo del capitalismo anticostituzionale del primo articolo della Carta.

Il principio è meno forza lavoro ( licenziamenti a go go), più produzione, più straordinari,bassi salari,nero a metà con Rdc:il welfare degli spaghetti allo scoglio.

Così l’andare al ristorante e in palestra,faccio due esempi a caso, diventa importante se si è vaccinati,meno se la working class va a lavorare in posti di lavoro dove la sicurezza e’ una bolla di superficialità,incuria e dolo.

Sospendete i prof.non vaccinati può essere anche utile,basta che sospendi anche chi se ne frega delle norme dettate dalle leggi vigenti sul lavoro.

È il minimo per non fare quelli che sono fiscali sulla difesa della propria salute e temerari con la salute degli altri:per fare solo soldi.

Il dovete è figlio della paura.

3/4/8 E’ iniziato il semestre al calor bianco,ma tanto la politica non rischia le vacanze…

E iniziato il 3 agosto il famoso semestre bianco previsto dall’ articolo 8 della Costituzione nel quale il presidente della Repubblica non può sciogliere le camere.

Un cittadino normale si dice ” bene adesso i partiti cominceranno a governare pensando al bene pubblico”.

E’ esattamente il contrario.

Da oggi la litigiosità permanente e faziosa,che nulla c’entra con la presunta dialettica democratica,infestera’ le cronache fino a quando se ne andranno tutti in vacanza,finalmente.

Sarà una rincorsa a chi le sparerà più grosse in una campagna elettorale che comincerà con le amministrative di ottobre e la elezione del presidente della Repubblica,per poi concludersi con le politiche del 2023.

Pandemia o non pandemia permettendo.

Perché un giorno  si dice che abbiamo una ripresa del Pil superiore a quello della Germania,che la manifattura va alla grande, che il green pass ci salverà.

Che il turismo va bene e la riforma Cartabia si presenta come una svolta europeista sulla giustizia.(?)

Come siti dell’UNESCO per l’arte,le bellezze naturali,il paesaggio siamo i primi al mondo.

Il medagliere olimpico è di tutto rispetto,con due ori prestigiosi e storici nell’atletica,siamo campioni d’Europa nel calcio…

Un altro giorno,invece,siamo alla perenne crisi sanitaria e sociale e siamo da vergogna internazionale per tutte ciò che chiamiamo normalità del vivere civile.

Incendi dolosi in mezza Italia,una vera e propria eccellenza  nell’accettazione compatta delle disuguaglianze,nella modesta avversione verso una giustizia classista e una scuola che sbanda,nella timida reazione generale verso i licenziamenti,nella nullità degli interventi per i più sofferenti socialmente,in tutte le circostanze…

Egoismo generale ed egotismo della classe dirigente:se così va il mondo, perché l’Italia dovrebbe essere diversa?

Gli ultimi dati,ad esempio, anche se ci dicono che craxianamente la nave va, nulla dicono sulla tassazione dei grandi patrimoni,dei diritti degli  emigrati come ius soli e culturae,e del fatto che siamo terzi in classifica in Europa per disoccupazione dopo Grecia e Spagna, e rimaniamo allegri nell’evasione fiscale.

Mentre ci facciamo prestare i Canadair dai francesi per spegnere i roghi in Sardegna non sembra che abbiamo rinunciato agli F15.

Però non fosse per il Covid sarebbe un mondo perfetto,il migliore dei mondi possibili.

Così da Milano Marittima la Lega di lotta spara contro PD e 5 stelle sotto lo ombrellone,si oppone al green pass,ma poi come a poker o passa al voto di fiducia oppure dice ,”parol” per Fdi.

Poi partiti di governo e opposizione fanno due conti,meglio sparare a salve,aspettare i soldi del Recovery,e tenere d’occhio la pandemia, guardare i sondaggi: i disgraziati senza santi in Paradiso possono aspettare.

Perché una cosa è certa,il sogno collettivo  nascosto di quelli che contano è che chi sta in alto rimanga in alto, e chi è in basso rimanga in basso.

Quelli di mezzo continuino a consumare …..almeno fino a settembre.

1.8 – Cretinerie agostane: se sei povero sei un fallito che non vuole soffrire…

Quando leggi le dichiarazioni di Matteo Renzi ti chiedi come un bullo di provincia abbia preso il 40% dei voti degli italiani alle Europee.

Quando poi ti sovviene che il prossimo governo sarà targato,andando avanti così,Meloni – Salvini – mister B capisci che è ora di fare il green pass per le vacanze.

Il nostro leader di un’Italia viva, che vive fra trabocchetti e agguati parlamentari,ha dichiarato che ognuno deve giocarsela la propria partita.

Bisogna combattere il reddito di cittadinanza con lo spirito della meritocrazia,saper soffrire e’ il segno del destino che porterà al Paradiso di un posto garantito dal mercato.

Manco il liberale più liberista avrebbe pronunciato una sentenza simile sui suoi simili meno fortunati.

La ” porcata” del reddito di cittadinanza,il più basso in Europa fra i paesi del G7, ha salvato i Matteo della libera concorrenza dalla bomba sociale che finora è stata attutita da una miscela di assistenzialismo,familismo e raccomandazioni a cui non sono estranei i politici e i loro amici.

E ha dato respiro a chi,lasciato a casa,ce la mette tutta in buona fede,ma trova solo salari da fame.

Il Rdc in fondo è la mancia dovuta dalla inettitudine di una classe dirigente che per quanto egotista,piena di sé,e arrogante ha paura che le disuguaglianze manifeste facciano saltare il teatrino della lotta per lo sviluppo.

Il Ricovery e i sostegni ci saranno per quasi tutti,pure per i mafiosi che controllano un parte dell’economia.

Non per gli sfigati,i senza arte né parte, così come il Renzi -Briatore pensiero chiama gli indigenti.

Nel socialismo reale se non lavoravi finivi in galera,ma almeno un lavoro te lo procuravano.

In Italia paese degli ossimori, chi ti presenta il conto dell’indigenza è la mentalità falso capitalista ,anti meritocratica,corporativa dei parvenus.

Ad agosto, poi,dove i talk show vanno in riva al mare si può dire di tutto.

Le piaggerie,le gradevoli esternazioni fra gli italiani che contano al potere, fanno bene ai portafogli dei guru da spiaggia che possono unire l’utile al dilettevole.

Chi sono i veri falliti?

29/30/7 – Una settimana vs. la dittatura sanitaria?I Padri partigiani si rivoltano nella tomba…

Scendere in piazza con i fascisti di Forza Nuova e CasaPound che inneggiano alle libertà garantite dalla Costituzione vs la dittatura sanitaria?

Non credo sia il superamento della ideologia, da parte degli auto – organizzati movimenti no – ni- boh -free Vax protagonisti di 5 giorni di proteste.( le ultime di ieri un flop,a dire il vero.

Se dubitare sugli effetti dei vaccini anticovid fa parte della normale prassi scientifica, bisogna tenere conto dei benefici delle ” sensate esperienze e certe dimostrazioni” galileiane,che si sintetizzano con l’esperimento.

E l’esperimento sta,secondo i dati,salvando milioni di vite dal Covid 19.

Ma il dubbio socratico,agostiniano, cartesiano per tradizione scientifica e filosofica è immanente alla ricerca della verità.

Così pensa il bravo filosofo Cacciari che scrive che il green pass sia solo uno strumento di controllo.

Così pensano i Paragone,Sgarbi,Montesano,Pillon e gente anche de sinistra,non proprio filosofi e scienziati,ma nemmeno generone qualunque.

Però il dibattito scientifico portato nelle piazze anche dalla estrema destra di lotta e di governo ( casa Pound, Forza nuova e parlamentari leghisti e Fdi)
non si è risparmiato nel solito bestiario in senso figurato e non.

Simbolismi nazisti riferiti a Draghi e Speranza,stelle di Davide sul petto di luridi buffoni amorali sono un capovolgimento del mondo nella Fenomenologia della protesta antisistema.

Il vaccino è come la Shoah , e’ la facciata ipocrita dei negazionisti dell’Olocausto,vedi le dichiarazioni di Liliana Segre.

Sono una minoranza,d’accordo,ma alimentano paura,smarrimento,travestimento ideologico,quasi fossero una quinta colonna della psicoideologia diciannovista fascista.

Alle piazze indignate e bollenti sul Green pass poi si è contrapposta la piazza di Voghera per l’uccisione di Youson;tragica,drammatica vicenda in odor di depistaggio.

E quella dei lavoratori licenziati che sperano di essere riassunti e magari vaccinati.

Il partito delle libertà nel segno della Shoah,rinnegato anche da Mister B, non solo è patetico,vittimista,ma soprattutto è uno strumento
politico in favore dell’estrema destra che si indigna per il green pass e non per le schifezze contro i derelitti in primis.

Salvini e Meloni si sono vaccinati: un atto di alto gradimento per la opinione pubblica e per i sondaggi delle amministrative.

Una doppiezza classica,una schizofrenia dolosa verso le istituzioni.

L’ho già scritto, e mi ripeto diventando vecchio:una guerra incivile fra maggioranza silente vaccinata e minoranza sediziosa non immunizzata è una corbelleria che porta al nulla.

Dare degli analfabeti e ignoranti ai no vax complottisti senza battersi per tutto quello che sta arrivando addosso ai proletari e ai meno abbienti e’ perdente.

Se prima vivere e poi filosofare in queste circostanze e essenziale,lo è anche per chi ha paura di vaccinarsi.

L’antagonismo però non si può fare coi fascisti:, vecchi e logori servi di piazza alla ricerca di un nuovo padrone.

Forse meglio Mattarella che parla di vaccinarsi come dovere morale e civico e non di obbligo.

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1941 – 2021 – Quando 80 anni fa i nazi – fascisti pensarono di sterminare i sovietici….non si fa…

1941. OPERAZIONE TIFONE

L’operazione Tifone scattò il primo ottobre,riguardava la ripresa della strada verso Mosca.

L’operazione prevedeva la solita e collaudata tattica di un movimento a tenaglia così concepito: i mezzi corazzati di Guderian dovevano portarsi su Tula, quelli di Hermann Hoth, (terzo Panzergruppe), dovevano convergere al centro, quelli di Erich Hoepner (quarta Panzergruppe) dovevano dirigersi verso l’autostrada Smolensk-Mosca.

La decisione di riprendere la marcia su Mosca non fu comunque un isolato e unilaterale colpo di testa di Hitler, anche gli alti comandi della Wehrmacht si erano convinti di dare la spallata finale all’Armata Rossa, indebolita dalle tante sconfitte patite nei primi mesi di guerra.

Così partì l’operazione che doveva portare Hitler a Mosca.

Il 3 ottobre la Wehrmacht occupò Orël, il 6 ottobre i primi soldati tedeschi entrarono in Brjansk: anche in questo frangente per Stalin le battglie furono catastrofiche.

Il 13 e 14 ottobre in mano dei tedeschi finirono 663.000 prigionieri, 1.242 carri armati, 5.412 pezzi di artiglieria.

A Berlino, dove, dopo l’invasione dell’Unione Sovietica, si respirava un’aria pesante, la propaganda di Goebbels conferiva alle ultime vitto- rie naziste un’aura di vittoria finale.

L’8 ottobre, dopo i preludi di Listz e qualche nota di “Die Wacht am Rhein” (canzone patriottica tedesca), dopo un silenzio angoscioso, l’annunciatore quasi recitò una preghiera solenne alle nuove vittorie del Führer: “Popolo tedesco, le armate del Reich hanno riportato una vittoria finale che conclude le battaglie decisive scatenate sul fronte dell’Est. Due armate e due divisioni rosse accerchiate nelle sacche di Brjansk e Vjaz’ma stanno per essere annientate”.

Nella Prussia Orientale, al quartier generale, Hitler esultò: “l’Orso russo è morto (…) per me i russi non esistono più”.

L’euforia tedesca fu inarrestabile.

Goebbels convocò in Wilhelmstrasse gli ambasciatori dei paesi satelliti: “Come potenza militare, disse, la Russia ha definitivamente cessato di esistere”.

Hitler e i suoi generali, però, non avevano fatto i conti con la “compagna Rasputitza”, la fanghiglia che era comparsa sulle strade dopo le prime abbondanti piogge di autunno.

“Avremmo dovuto fermarci sul Dnepr, dopo la conquista di Kiev, disse il generale Rundstedt. Io mi battei energicamente perché si facesse così e il Feldmaresciallo Von Brauchitsch era d’accordo con me.

Ma Hitler, reso euforico dalla vittoria di Kiev, adesso decideva di continuare l’avanzata ed era sicuro di poter conquistare Mosca”.

Cfr. Liddell Hart, Storia di una sconfitta, op. cit. pag. 319

Mentre puntava alla vittoria finale su Mosca, Hitler, però non rinunciò a puntare verso il Caucaso le il Mar Nero; fu un errore di valutazione non secondario avanzare oltre il fiume Dnepr verso Stalingrado.

Freddo, fango, spazi immensi, il Generale inverno, ancora una volta, venne in aiuto ai patrioti di Santa Madre Russia.

“Su un terreno per lo più fittamente coperto di boschi, con temperature insolitamente basse che sono di ostacolo per gli uomini e i mezzi e con truppe che fin dall’inizio delle operazioni sono state sottoposte quasi di continuo a marce e combattimenti e quindi si trovano in stato di prostrazione fisica… siamo riusciti solo a fatica a organizzare azioni di at- tacco (…)

Il freddo polare – fino a 36 gradi sottozero – paralizza però molto spesso i motori e non si può evitare che una parte dei veicoli e delle bocche di fuoco restino indietro (…)”.Cfr. Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale

COMPLETAMENTE GRATUITO 28 e 29 luglio

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26.7 Gridare “libertà” contro il complotto plutocratico e’ un classico del fascismo…ma non tutti lo sono.

E indubbio che le gazzarre in stile Quanons e fasciste di Milano,Roma, Torino e decine di città italiane abbiano avuto un gran successo.

La premessa universale su Fb è quella di essere preferibilmente adulti e vaccinati,per poter parlare.

71 anni,due dosi di vaccino,mascherina a portata di bocca,rispettoso delle norme vigenti,munito di green pass,sono un uomo libero,dicunt.

Se libero dalla paranoie e dalle paure,va bene,se libero di non infettare gli altri e me stesso e’ buon senso.

Con la mia presunta libertà sanitaria non voglio però discriminare nessuno e non trovo corretto che il vaccino diventi obbligatorio, se non per categorie necessitate a immunizzarsi come personale sanitario e scolastico in toto, sempre in linea con le libertà costituzionali, però.

Solo che la lotta al green pass nei termini in cui si è materializzata sabato in piazza sembra un pretesto per attaccare il governo.

Se l’appello del governo a vaccinarsi è doveroso ( no vax è un invito a morire, dixit Draghi) e quello di non vaccinarsi e’ demenziale,i comportamenti individuali non si possono però criminalizzare sul crinale del vax – no vax,Draghi – Salvini,che è un opportunista da operetta.

Se ad un lavoratore dell’edilizia ad esempio,chiedi il green pass per lavorare, parimenti gli devi dare contributi Inps,norme di sicurezza,salario dignitoso.

Perché se lo salvi dalla pandemia,lo devi salvare pure dallo sfruttamento indiscriminato.

Un’ indagine dell’INAIL ha certificato che l’86 per cento delle aziende non è in regola,il caporalato è diffuso e la Confindustria chiede il green pass obbligatorio per lavorare ( demagogia da capitalismo straccione).

Ritornare ad una normalità, fatta di profonde ingiustizie sociali,è fornire la stura, politicamente,alla estrema destra che da’ del nazista a Draghi.

La dittatura sanitaria non esiste, perché non occorre.

Basterebbe un’autorevolezza dello stato in altre cose come diritti e doveri di democrazia materiale e reale,cominciando,per fare un altro esempio,dal vietare di girare armati a personaggi come il fascista di Voghera,magari con Green pass.

Non si può fare gli ufficiali prussiani una tantum…

La borghesia diceva Marx è una classe rivoluzionaria, l’ennesima riconversione produttiva ,la globalizzazione dei bisogni e dei consumi le è congeniale.

Il Giappone ,126 milioni di abitanti, sta ospitando le Olimpiadi: solo il 15 per cento della popolazione risulta vaccinata, e vi sono stati 15.000 morti per pandemia dall’anno scorso;gli abitanti del Sol Levante sono tutti kamikaze?

La virologia come l’economia, ha bisogno di tracciare il luogo di provenienza delle infezioni nocive al genere umano:il passaporto verde,la giusta mediazione fra bisogni e desideri, vecchio e nuovo mondo può salvare tante vite, pure perché la scoperta dei vaccini è stata miracolosa.

Ma non può essere la sola via di scampo,se non cambia il resto:il rapporto con la ambiente,con l’umanità sofferente composta da migranti, detenuti, invisibili,non abbienti: non ci si può ridurre alla constatazione che il vaccino sia vita e il non vaccino sia morte.

I no Wax alla Bolsonaro, allaTrump, alla Salvini, alla Meloni sono una sciagura per irrazionalità e superficialità,ipocrisia e malafede.

I loro appelli alla rivolta contro il sistema sanitario nei casi citati sono stati e sono il segnale di una spallata alla democrazia contrabbandata per libertà.

Ma i non vaccinati non sono gli untori.

Esagerare in un senso o nell’altro è demenziale.

Fra i dubitanti del vaccino ci sono anche antagonisti,gente di sinistra,ceti proletari e non,gente normale.

E non tutti hanno solo il problema del lasciapassare per ristorante,stadio, discoteca..

Troppo scontato criminalizzare gli anti green pass,troppo semplice,troppo facile.

Continuiamo a vaccinarci,ma anche a tenere comportamenti corretti e non forcaioli nel solco della Costituzione antifascista.

Sono quelli che gridano libertà che non la rispettano.

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