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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

1.7- 1942 La guerra alla svastica e l’alleanza Atlantico – Sovietica ( ricorda…)

Brano tratto da 1942 Nuovo Ordine e le prime sconfitte dell’Asse e book di Pierluigi Raccagni gratuito da oggi 1 luglio al 5 luglio

1942: Guerra alla svastica


Prima la Germania

Il 1942 si aprì con un avvenimento che risulterà determinante per i rapporti internazionali nel corso del conflitto.
A Washington 26 paesi firmarono un patto con il quale si impegnarono a non concedere la pace separata alla Germania o al Giappone, in pratica aderirono alla Carta Atlantica targata Churchill – Roosevelt.


L’obiettivo della Carta Atlantica sottoscritto dalle 26 nazioni era chiaro: era necessario prima annientare la Germania e poi il Giappone.


Intanto fra il 22 dicembre e il 14 gennaio andava in scena la Conferenza Arcadia fra Churchill, Roosevelt e i capi di Stato Maggiore anglo – americani, nella quale fu deciso di mantenere un atteggiamento difensivo riguardo al Giappone, per concentrare tutti gli sforzi contro il nazismo che stava flagellando l’Europa, ma in particolare l’Unione Sovietica.
Il piano delle operazioni fu steso dal generale George Marshall, capo di Stato Maggiore dell’esercito americano. Nel piano fu specificato che era necessario schiacciare la Germania e l’Italia prima di volgere l’offensiva contro il Giappone.
Mentre Churchill attraversava l’oceano, sotto la minaccia dei sommergibili tedeschi, il ministro degli Esteri Eden svolgeva a Mosca trattative con i sovietici per aprire un secondo fronte che potesse alleggerire la pressione dei nazisti sull’Unione Sovietica.


Era soprattutto Roosevelt a voler imprimere una svolta alla guerra contro la Germania, il presidente ammise serenamente che al momento i sovietici stavano uccidendo più tedeschi di Usa e Inghilterra messi assieme.


Per ora, comunque, era veramente difficile approntare un secondo fronte: quello che risultò importante fu che la diffidenza di Churchill verso Stalin venne meno.
Fu preso l’impegno di aiutare in tutti i modi la grande madre Russia anche se era in mano ai comunisti.

Il fronte antifascista si andava componendo sotto la bandiera del “meglio bolscevichi che nazisti”; visto come stavano in precedenza le cose, non era una scelta da poco per gli Alleati.


Promemoria di Churchill a Molotov:
“…Stiamo compiendo i preparativi necessari per uno sbarco sul continente nell’agosto o settembre 1942.Come già è stato spiegato il maggiore ostacolo a un grosso corpo di spedizione sta nella scarsità degli speciali mezzi da sbarco. È chiaro tuttavia che non servirebbe né alla causa russa né a quella degli alleati nel loro complesso di fatto che, per onor dell’azione a ogni costo, ci avventurassimo in qualche operazione che terminasse in un disastro e desse al nemico la possibilità di vantarsi d’averci sconfitti. È’ impossibile dire in anticipo se la situazione sarà tale all’epoca indicata, da rendere l’operazione fattibile. Non possiamo pertanto fare alcuna promessa in proposito, ma non esiteremo ad attuare i nostri piani qualora appaiano pratici e sensati”:
Cfr. Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, op. cit. n.29, pag.268
Bisogna aggiungere, però, che le reciproche diffidenze fra Alleati e Unione Sovietica non erano certamente finite:
“……se Roosevelt e Churchill avessero saputo quanto erano forti i sovietici in quel momento avrebbero evitato gli sbarchi in Africa settentrionale, o in Sicilia e in Italia, e sarebbero sbarcati in Francia quando i sovietici erano a due anni di distanza, e non a uno soltanto, da Berlino…..Stalin in persona, negando informazioni a inglesi e americani, proprio come Washington e Londra facevano con lui, fece cadere ogni possibilità che venisse realizzato quel secondo fronte che stava reclamando con tanta insistenza.
Le due guerre separate che seguirono…furono piuttosto un’ottima incubatrice per il sospetto che gli Occidentali, non aprendo un secondo fronte fino al 1944, cercassero di dissanguare l’Unione Sovietica, accusa che è difficile respingere con argomenti validi…”.
Cfr. Walter Kerr, Il segreto di Stalingrado, Milano,1976 pp.8,9

29.6 Putin pratica un politica genocidaria? Ci vuole una Norimberga due?

Il nostro emerito Prof. Galli della Loggia, autentico liberale da prima repubblica, sul Corriere della sera di domenica 26 ha scritto una cosa semplicissima.

Una volta accertate le responsabilità della Russia di Putin sulla conduzione della guerra in Ucraina mirante a distruggere un popolo, la sua cultura,deportando i suoi abitanti,i suoi bambini,sparando su civili inermi,allora Norimberga e il suo processo tornano attuali.

Il professore,premette che non c’è dubbio sulle fonti internazionalii che accertano tali massacri.

E si domanda il perché l’Italia, così solerte a celebrare le giornate della memoria e del ricordo,contro lo stragismo dei totalitarismi,abbia così pudore nel chiamare la guerra di Putin per quello che è: un genocidio da Polonia 1939.

Ora domandate al professore dove era quando gli americani massacravano i vietnamiti,i francesi gli algerini, gli israeliani i palestinesi….

E poi c’è Pol Pot,i massacri giapponesi a Nanchino… fino ad andare alla guerra dei 30 anni fra cattolici e protestanti.

Come dimenticare poi i milioni di morti per colonizzazioni e progresso: tutto giusto.

Le guerre sono tutte sporche,anche quelle civili,non ci sono buoni e cattivi,ma gli ucraini perché non dovrebbero difendere la loro terra e la loro etnia?

(Per attualizzare il capo d’accusa,proprio l’ altro ieri i missili russi sul centro commerciale,pardon sulla fabbrica di munizioni viciniora, dovrebbero convincere i garantisti che Norimberga non è solo una suggestione).

Però è anche vero che se la storia dei massacri sui civili appartiene alla peculiarità dell’essere gli uomini i più criminali degli esseri viventi,non è che quello che succede in Ucraina sia stragismo di serie B, da derubricare con sufficienza.

Il processo di Norimberga ai gerarchi nazisti voluto da inglesi,americani e sovietici salvò simbolicamente il genere umano dalla vergogna di essere stato voluto da un dio capriccioso sulla faccia della terra.

La denazificazione e la defascistizzazione, poi, furono pensionate da amnistie che salvarono centinaia di migliaia di criminali di guerra che in Germania ovest,ad esempio,diventarono dirigenti e uomini di rispetto nella Repubblica federale di Adenauer.

Si fa presto a dimenticare Putin e i suoi massacri,la vita continua..

Continuare a polemizzare in modo fazioso sulla consistenza storica della politica da genocidio di Putin non è rispettoso delle vittime.

In più quelli che sostengono che i russi hanno accumulato un’abitudine al dolore data la loro storia di sofferenza inaudita durante la seconda guerra mondiale, ( e quindi lo zar è invincibile) scordano che in Ucraina vi furono nelle stesso periodo 8 milioni di morti.

I nazisti ridussero Kiev e Kherson città senza vita.

Ma Norimberga due non va bene.

10,100,1000 Norimberga , è da atlantisti.

Basta e avanza Mariupol uno.

O la Corte dell’Aia…

Ma voi dove sarete?

27.6 Politichese-La caduta dei nani spacciati per giganti..

I ballottaggi di ieri per le comunali hanno confermato,non poteva essere diversamente,che l’astensione è ormai il terzo polo della Kermesse elettorale.

Alla fine ha votato il 41 per cento: ha vinto il centrosinistra con risultati sorprendenti a Verona e Catanzaro.

Rotolano nell’indifferenziato personaggi che erano considerati uomini della Provvidenza, veri giganti della polis.

Certo questi risultati non pesano a livello nazionale più di tanto.

Ricordiamo però che Renzi raggiunse il 40 per cento all’Europee,Salvini il 34 per cento ai tempi del Papeete,Grillo il 33 per cento alle ultime politiche,Conte fu l’uomo della Provvidenza durante il Covid,Di Maio il killer della povertà ect.

Gli uomini che hanno tentato comunque di uscire dalla stagno dell’immobilità,osannati da milioni di elettori, considerati di volta in volta condottieri delle varie repubbliche,sono caduti nello stesso stagno senza gloria.

La caduta dei Cinque stelle,poi, determinata anche dalla scissione, mette in libera uscita milioni di voti.

Domanda:andranno verso il centrodestra o verso il centrosinistra?

Di Maio è stato chiaro: il suo giro di valzer che lo ha portato dai Gilet Gialli all’appoggio del governo Draghi, lo pone fra gli Zelig della politica.

Ma pure Salvini amico di Putin non scherza, così come Renzi che ormai è un politico sì accorto, ma diventato un azzeccagarbugli di centro .

Quello che unisce la caduta degli dei della cronaca parlamentare è stupefacente.

Soprattutto Salvini,Grillo,Di Maio, che in questi anni hanno vomitato su tutto quello che non era in linea con il loro “elaboratissimo”pensiero, ora piangono per gli insulti che li inseguono anche quando dormono.

I Cinque stelle credevano di aver trovato nella pseudo ideologia di Diba e Grillo lo spirito della rivoluzione populista.

Nonostante i fallimenti credono con presunzione di essere entrati nella storia.

Certo, il reddito di cittadinanza,il limite dei due mandati,la riduzione dei parlamentari non puoi metterli nella spazzatura della reazione.

(Così come per Renzi i piccoli passi sui diritti civili non sono da buttare).

Ma c’e anche una storia fatta di menzogne spudorate,voltafaccia,interessi personali: tutto l’armamentario della cattiva politica e’ ritornata come un boomerang sulla capoccia dei cultori delle verità terrene stellate.

I giudizi al veleno dei Cinque stelle vs. le istituzioni,( celebre lo stato di accusa vs.Mattarella),quando erano in auge, sono tristezza allo stato ontologico.

Ora che gli elettori fuggono,i toni si sono abbassati al filo di voce dei perdenti di successo che aspettano comunque di finire la legislatura per la pensione,come tutti i peones del parlametarismo.

Hanno seminato,a volte, i Cinque stelle,sempre la Lega, un odio ottuso, più esistenziale che politico, più straccione che violento.

Sono stati anche importanti nell’aver catalizzato rabbie e rancori,ma anche proteste sacrosante contro le ingiustizie sociali,solo però con spumeggianti gazzarre parlamemtari.

La normalità della stanza dei bottoni ha partorito la banalità delle poltrone,niente di nuovo,ma non chiamatela Storia.

Ora che in vista dell’ennesimo autunno caldo il minacciare di andare alle elezioni anticipate è solo un bluff, il governo Draghi e’ tranquillo.

È cronaca spicciola parlamentare, che non ha bisogno di essere spiegata: alla fine, dice il popolo, sono tutti eguali.

E l’astensione lo conferma.

Il PD sembra salvo dalla caduta generale,ma l’ottimismo e ‘ ridicolo,la Meloni rimane il primo partito anche se perde le elezioni comunali.

Il nuovo centro dovrebbe trovare casa in Renzi,Di Maio,Calenda,Radicali,Forza Italia.Beppe Sala e chi ne ha più ne metta

Comunque i rivoluzionari populistii a parole sono stati alla fine dei grandi conservatori…dei propri interessi.

Davvero questa volta però la storia siamo noi..cani sciolti, che non vogliamo padroni, perché non siamo animali da politichese.

24.6- Filosofeggiando Per le vacanze prenotiamo i 4 cavalieri dell’Apocalisse…

I quattro cavalieri dell’Apocalisse che raffigurano Carestia,Morte,Pestilenza e Guerra sono la vulgata pop dell’esegesi biblica che dovrebbe anticipare il Giudizio universale.

E da pandemia in poi,con la guerra in corso,con la carestia probabile in Africa,con sorella Morte come compagna, sembra che il mondo sia giunto alla resa dei conti.

Apri il telefonino,come una volta Adriano Celentano apriva il giornale in Mi 7a, e leggi che il Covid sta colpendo ancora( Pestilenza),che in Ucraina le vittime si moltiplicano ( Guerra),che mancherà riscaldamento e grano etc ( Carestia), che tutto questo porterà al buio della Morte per peccatori universali,ma soprattutto occidentali.

Dire che si sta culturalmente esagerando nel pessimismo e nel catastrofismo è forse osservazione pertinente.

Cosa avrebbero dovuto dire i miei nonni e i miei genitori passati per due guerre da 70 milioni di morti, da un influenza della spagnola di due milioni di morti nel 1919,da una fame che accompagnava l’intera umanità,da una vita di sacrifici oggi inimmaginabili.?

Si credeva che l’Apocalisse fosse scomparsa dalla nostra civiltà,che l’indigenza,la malattia,la fame e la guerra fossero state assegnate per capriccio degli DEI a chi sta fuori dalla sfera rotonda della verità parmenidea 2.0: la rivoluzione di internet,la più potente di qualsiasi rivoluzione scientifica conosciuta.

Eppure se la terra non beve causa siccità noi non mangiamo,se non arriva il grano pure,se non arriva il gas siamo al freddo: se la natura non ci viene incontro gli uomini possono fare ben poco per evitare la Morte dalle crisi ambientali da essi procurate

I 4 cavalieri dell’Apocalisse non hanno bisogno di essere accompagnati da complottisti paranoici,da psicopatici suicida collettivi.

Pensare meno a se stessi,forse è già un modo per rendere zoppe le sciagure in arrivo .

Fermarsi,riflettere,pensare,soccorrere,aiutare,aprirsi,non discriminare…

Tutti lo sappiamo,la rivoluzione sta nel metterlo in pratica veramente.

22.6″Siamo un paese in guerra…?” ma mi faccia il piacere..

Ieri il Parlamento ha votato l’invio delle armi in Ucraina.

Di Maio ha preso l ‘occasione per fondare un nuovo gruppo parlamentare di centro in opposione a Conte, così da liberarsi del cappio del secondo mandato…

Davanti a ciò il grande Totò avrebbe esaurito il repertorio di motti,sberleffi e pernacchie.

Soprattutto nell’apprendere che abbiamo confermato oggi, mese di giugno del 2022, che l’ Italia è un paese in guerra.

La frase la senti pronunciare soprattutto da chi è perplesso che il governo mandi armi all’Ucraina,voti sanzioni commerciali vs.la Russia,non convinca Zelenski a smetterla di difendersi etc

Dire poi che la guerra ci sarà anche qui, è la continuazione della mitologia della guerra di quando eravamo in pandemia: sorseggiamo buoni drink in riva al mare,in attesa dell’Apocalisse.

L’enfasi comoda della tragedia,ma la Italia e’ in guerra come tutti i paesi che guardano l’operazione speciale in TV.

Ancora oggi,nel quarto mese di conflitto, comunque,le contrapposizioni significano la guerra incivile parolaia fra fazioni guelfe e ghibelline pacifiste pro Putin,interventiste pro Zelensky,equidistanti come Pilato, perché sono tutti d’accordo che alla fine sulla croce ci vadano solo i poveracci.

Dopo mesi di guerra, però,la rissa continua non accontenta nemmeno il tifo più becero.

Perché quello di sentirsi un paese in guerra,che fa enormi sacrifici per sostenere le scelte della Nato è una visione da emergenza continua,da Armageddon alla portata del comune sentire che stanca anche il bellicismo mediatico.

Da noi c’è una guerra verso i poveracci che non conosce pause, ché l’inflazione aumenta nell’acquisto di beni primari: tutte cose che da quando è scoppiata la pandemia e poi la guerra ci ripetiamo un giorno sì e uno anche.

La questione sociale è aggravata dalla guerra,ovvio,ma non siamo in guerra perché Salvini voleva andare a Mosca a mediare,dopo che ha mediato sulle balneari,o che Di Maio abbia fondato “insieme per il futuro”.

Essere in guerra non è da dire nemmeno per scherzo, il piagnisteo a proposito è offensivo per chi soffre davvero.

Facciamo i miseri quando ci conviene,quando invece percepiamo che il paese è fermo su tutto,sia dal punto di vista dei diritti civili che dei diritti sociali,che dei doveri costituzionali,allora è colpa della guerra,degli americani, dell’Europa, dell’euro,di Putin…del dove eravate..

Così la classe politica si sente sempre in prima linea,pronta all’eroismo di facciata.

E il qualunquismo del popolo somaro si salva sempre.

Una pernacchia ci salverà.

20.6- Politichese – PD primo partito,ma Melenchon è un’altra cosa…….

Letta,segretario PD, rivendica che al primo turno delle comunali il suo partito con il 17 per cento è primo in Italia. ( L’astensione è ancora meglio..)

Dall’altra parte la Meloni,visto il crollo della Lega, viaggia con il vento in poppa a guidare il centrodestra alle politiche del 2023.

Se si voterà con l’attuale legge elettorale gli accorpamenti sono obbligatori: quindi,matita in mano, vincerà il centrodestra unito.

A meno che,come vuole il PD,si torni al proporzionale.

Con chi si alleerà il PD per contrastare il solito trio Lescano mister B,Meloni, Salvini?

Il Bersani pensiero a proposito sembrava perfetto: un patto elettorale nel campo progressista fra PD,art.Uno,Leu,Cinque stelle per andare oltre il trenta per cento e passa.

Ma il movimento 5 stelle sta scemando in tutta Italia perché paga l’ondivaga corsa fra destra e sinistra,fra taxi del mare e reddito di cittadinanza,fra Toninelli e Di Battista,Conte,Di Maio…

Conte e guerra c’entrano poco,la diaspora nasce da lontano.

Quando vedi che il radicale Melenchon alle legislative in Francia ieri è diventato il primo partito di opposizione ti rendi conto che in Italia la sinistra e’ allo sbando

In Italia a sinistra del PD,ormai considerata forza moderata liberal democratica,si agitano da tempo parecchie scuole di pensiero.

Ma Articolo uno,sinistra italiana,  Leu, Rifondazione comunista, Potere al popolo ..Verdi difficilmente diventeranno un forza elettorale capace di diventare primo partito di una sinistra sinistra.

Al massimo faranno da stampella al PD.

Se Bersani, Fratoianni e altri troveranno un accordo di massima, ideale,ma anche concreto, sulla ridistribuzione dei seggi,entreranno in Parlamento.

La frantumazione a sinistra è colossale.

La guerra ha disvelato differenze profonde fra antiche tribù staliniste, troztchiste,movimentiste,da seconda,terza,quarta internazionale: surreale,ma vero.

Per cui un campo allargato a sinistra del Pd che vada da sinistra italiana a Potere al popolo, schieramento preferito da Melenchon,sarebbe auspicabile per chi vuole cercare di costruire un alternativa di sinistra.

Ma,detto in termini di materialità grezza, vi sono pochi posti nel nuovo Parlamento,poche certezze di entrarci,molto settarismo mortificante ogni dibattito.

Questo discorso sarebbe normale amministrazione del fallimento planetario di una sinistra antagonista, se in Francia Melenchon non avesse sfondato, se Podemos in Spagna non fosse al governo come la sinistra in Portogallo,se in Cile e Columbia non avesse vinto la sinistra unita.

Come mai in Italia sia scomparsa una sinistra alla sinistra del moderatismo liberaldemocratico,non è un mistero.

Insomma perché un campo progressista e’ quasi inesistente?

Non è solo perché da Rifondazione comunista sono nati PdCI,Partito comunista di Rizzo,Pcl di Ferrando,Potere al popolo etc.:insomma non è stato smontato un giocattolo a tavolino.

Non è il caso qui di analizzare le cause di una crisi della sinistra determinata dal mutamento dei rapporti di produzione,lo si dice da se anni.

Se tutti concorrono perché fanno quelli che una minoranza possa diventare maggioranza come si trattasse di bolscevichi nel 1917, passando da Fb e vari social,siamo al delirio.

Siamo ai piccoli Lenin,agli Stalin in maschera,alla rivoluzione permanente.?

Ogni tentativo di dare rappresentanza al nuovo e vecchio proletariato è comunque degna di attenzione.

Tanto alla fine sarà come sempre: o voti il meno peggio,o ti astieni

L’importante è resistere e desistere.

Facciamo un referendum?

17.6- Trump il golpista,Putin il dittatore,Orban il razzista:quanti amici in Italia…..

Trump ,accusato in diretta TV da una commissione d’inchiesta di essere un golpista per l’assalto a Capitol Hill,Putin accusato da mezzo mondo di genocidio verso l’Ucraina,Orban razzista e omofobo patentato: il gotha della destra a mano armata.

Ebbene,nel paese dove sulla carta negli anni settanta e ottanta c’erano più comunisti che in Russia, c’è una opinione pubblica di certa sinistra che guarda con indulgenza, se non simpatia a Putin.

Ai Trump,agli Orban,come se questi fossero meglio di Draghi,guarda tutta la destra compatta.

La crisi determinata dalla guerra imperialista – economica in atto produce effetti falsi e strumentali.

La colpa è di un’atlantismo che parte da Obama,saltando Trump,per arrivare a Biden:praticamente i repubblicani yankee sono meglio dei democratici che usano Zelenski come un burattino.

Ad esempio.

Una russofobia conformista da parte di una opinione pubblica ottusa (gli eccessi di zelo anti Putin del Copasir sono una vaccata),fanno il resto.

Una bella seccatura Zelensky che resiste.

E che ieri a Kiev ha ricevuto solidarietà da Scholz,Macron e Draghi,che saranno pure biechi guerrafondai al servizio di Biden,secondo propaganda filo russa,ma non sono macellai alla Pietro il Grande 2.0

Pensa che bello sarebbe il ritorno di Trump alla Casa Bianca,alleato con Putin,con la benedizione di Orban.

Un internazionale nera che in Italia aveva/ha la simpatia a vari livelli di Meloni, Salvini e Berlusconi anche dopo la crisi troverebbe la sua collocazione..

Il capitale delle multinazionali è il nemico numero uno,a parole, di quei padroni che fanno dell’autarchia una bandiera: quelli di destra del prima gli italioti detestano pure l’Europa socialdemocratica dei diritti civili.

Così è facile trovare la scorciatoia: sparare sui liberali sempre e ovunque, perché la destra reazionaria è vicina ai bisogni del popolo.

Tutto già visto,nelle derive nazi fasciste del secolo scorso

Birra per tutti,buone autostrade,banche sicure in Germania decretavano il trionfo del nazional socialismo.

Tutto già dato, anche in Italia con la destra sociale di Mussolini e del repubblichino Almirante che per la pasionaria nera Meloni era un grande statista.

Ma la sinistra che non si occupa della questione sociale rimane un mistero della fede.

15.6 Ultimi come stipendi nei paesi dell’Ocse,la vergogna italiana è targata anche a sinistra…

In Francia dal 1990 al 2020 gli stipendi sono cresciuti del 31 per cento,in Italia sono diminuiti del 2,9.

Questo paragone con la Francia è impietoso

Il bla bla bla di una seria riforma del mercato del lavoro finisce sempre nella constatazione che il capitalismo italiano,tranne poche eccezioni, è in mano ad una banda di strozzini,e non ad una lobby di neo capitalisti.

Il bello è che tutti i partiti parlano di disuguaglianza da combattere ..ma solo prima delle elezioni.

È l ‘Europa di Bruxelles a fare la borghesia storica: Christine Lagarde presidente Bce alza i tassi d’interesse per arginare il debito pubblico.

Così alzando il costo del denaro pone un freno all’inflazione speculativa,ma dà una mazzata ai costi dei mutui e alla circolazione del denaro con rischio recessione.

In questo contesto il salario minimo è stato votato dopo mesi di patteggiamenti in Commissione europea.

Non è obbligatorio, però,alla destra non piace perché minerebbe la libertà di mercato della forza lavoro( al ribasso).

Ma fra il minimo di 332 euro al mese della Bulgaria e i 2.200 del Lussemburgo, anche per l’Italia,fuori finora dal patto,un’ equa e dignitosa via di mezzo è auspicabile.

Landini ha giustamente sottolineato che i lavoratori poveri sono un esercito.

Mentre in Germania si viaggia sui 12 euro lordi l’ ora, in Italia gli 800 euro al mese per lavori stagionali a 40 ore sono un lusso solo per i cosiddetti datori di lavoro e distributori di miseria.

Con l’aumento dell’inflazione è normale che anche 1200 euro al mese a Milano sia da disperati.

Devi lavorare in due,ma non sempre questo è possibile .

Per le donne è sempre più dura evitare di lavare i pavimenti a quattro euro l’ora in cooperative di pescecani.

Il reddito di cittadinanza è l’armotizzatore sociale che evita sia ribellioni,sia miseria da quarto mondo.

Per cui la sinistra ha ampi margini di manovra,basta che faccia almeno la socialdemocratica.

Intanto eliminando ogni indulgenza verso il lavoro nero,poi varando il salario minimo al di là della contrattazione nazionale,poi proponendo pesanti sanzioni amministrative a chi non sta ai patti sulla sicurezza sul posto di lavoro.

Tanto per cominciare.

Se è difficile pure questo,riportare il diritto alla dignità sul lavoro in Europa nel terzo millennio,allora inutile parlare di sinistra.

Immagini di repertorio

13.6 Astensione speciale: flop referendum,comunali ai minimi: hanno vinto tutti…

Una domenica quasi bestiale per la politica italiana.

Anche se in realtà era tutto previsto.

Mentre in Francia alle politiche Melenchon trionfa,anche se l’astensione è da record ,in Italia trionfa solo l’ astensione.

L’operazione speciale,che ha oscurato nettamente la campagna elettorale per amministrative e referendum,ha portato acqua nello stagno dell’immobilismo

Nessun quorum per i referendum( 20,9) astensione alta pure per l’elezione dei sindaci per i 978 comuni( 54,27).

Nessuno ha perso,tutti hanno vinto e i commenti a caldo del dopo voto sono parole al vento,grandi menzogne per il popolo somaro.

Il fiasco storico annunciato e stato salutato dai referendari leghisti come un gran successo del sì….

Dai primi exit poll delle comunali,invece,Genova e Palermo sono già del centrodestra,Parma e Verona al centrosinistra.

I nuovi attori della politica sembrano Azione + Europa di Calenda,il ritorno di Italia viva di Renzi e dall’altra parte l’ennesimo disastro della Lega di Salvini.

Ma è presto per far discorsi a urne chiuse.

Le elezioni comunali premiano i candidati in senso positivo,ma anche le parrocchiette in quello negativo.

I referendum erano stati promossi da nove regioni di centrodestra,sostenuti dalla Lega che poi si è sfilata.

Salvini ha perso di nuovo,voleva andare a Mosca,si presenta come apostolo della pace dopo aver abbracciato il fucile.

Il problema vero è che siamo,come sempre,in una tempesta perfetta dove crisi economica,spread,guerra hanno fatto scemare l’interesse pure verso le elezioni comunali.

Il valzer delle alleanze trionfa:Italia Viva aiuta Bucci a Genova,i cinque stelle il centrosinistra a Parma,ma per il resto generalizzazioni non si possono fare.

Scrivere qualcosa in più sarebbe demagogico,a questo punto.

L’unica cosa certa è che la disaffezione verso l ‘istituto referendario è al massimo,quando il popolo decide a chiamata diretta i rappresentanti fanno finta di niente ( (vedi acqua potabile su tutti)

Il senso civico si schianta nel rapporto di fiducia con l’istituzione: è grave per la politica o per la democrazia?

Appuntamento alle 14,per lo spoglio delle comunali.

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