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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

2.11 Non battersi per i diritti civili ed esaltare uno stato di polizia: miseria dei reazionari governativi..e rossobruni nostrani

I diritti civili delle donne iraniane, massacrate dai fondamentalisti teocratici di Khamenei,non occupano molto spazio nell’opinione pubblica.

Né sembrano interessare chi dice di battersi contro il capitalismo Occidentale..

I discorsi omofobi di Putin che vogliono salvaguardare la diversità del cristianesimo del chierichetto Kiril dalla barbarie dell’Occidente, trovano nel governo della Meloni un consenso non troppo velato: il governo dei migliori fascisti e reazionari si accorda con il Putin – pensiero.

Si ricordi,per obiettività,che i governi russi e iraniani,sono pappa e ciccia nella guerra in Ucraina.

Gli elogi alla politica di Putin,perfettamente comprensibili per quei russi ‘ garantiti” nei loro privilegi di borghesia nazionalista reazionaria,sono incomprensibili in un paese come il nostro,dove i putiniani di destra e sinistra godono di libertà di espressione.

La libertà è stata ottenuta storicamente in Italia dalla Resistenza, dall’antifascismo,dalla lotta per la democrazia e il socialismo.

Ora questa libertà – liberale, a volte disprezzata proprio da quello strano connubio fra estrema destra e sinistra tardo stalinista, rossobruni nazional- bolscevichi made in Weimar, non deve ritenersi un problema per i russi dissidenti che vivono sotto il regime putiniano.

I meloniani filo atlantisti sono i peggiori perché fanno gli americani trumpiani progettando leggi liberticide per l’opposizione dei movimenti libertari,Lgbt centri sociali e vs il diritto di manifestare ( vedi rave party).

Con risultati grotteschi.

Il più grottesco è quello della nullità per eccellenza: quel Marco Rizzo vitalizzato che passa da Putin a Ballando con le stelle,stappando prosecco per la morte di Gorbaciov: un vero rossobruno italiota..

Poi ci sono i Santoro,pure lui con vitalizio europeo,che si presenta con il buon senso di un antiatlantismo da guerra fredda.

La sua trasmissione sul ponte di Belgrado fu eccezionale,certo.

Soprattutto per un tagliagole come Milosevic che sostitui’ al socialismo reale titoista,il macabro nazionalismo della pulizia etnica contro i musulmani.

Sono solo due figure retoriche di un arcipelago di frustrati che siccome sono contro il PD di Letta ( non ci vuole molto) credono di aver trovato un rapporto con le masse ben retribuito.

Questo tipo di sinistrismo mai tiene in considerazione le malefatte criminali di Putin in fatto di repressione interna,di libertà di espressione,di oppositori freddati a colpi di pistola,di licenziamento di impiegati pubblici che non avallano l’operazione speciale.

Come se il nazionalismo russo,che ha sempre disprezzato ucraini,tatari,ceceni fosse l’inverarsi di un talk show,e non di una tragedia.

31.10 No rave party e Ong, sì a Predappio e curve fasciste: l’ipocrisia dei servi,dei servi,dei servi….

Prussiano, e patetico,l’esordio del ministro degli interni Piantedosi, che ha sgombrato il rave party di Modena , che proprio non faceva male a nessuno.

Che sta lasciando 800 migranti nelle acque del Mediterraneo,da otto giorni sulla nave ong Ocean Viking,che può far male a 234 persone in precarie condizioni di salute.

Che ha lasciato sfilare come sempre le camicie nere a Predappio sulla tomba del Duce, e lasciato che i fascisti della Curva nord interista inneggiassero a un narcotrafficante ucciso prima di Inter – Samp.

Tutte cose che si possono risolvere senza rivendicare la paternità dell’ordine repubblicano,come fatto dal Salvini del Papete 2.0.

C’è tutto l’orgoglio della destra anticomunista e antidemocratica da sempre, che dopo 75 anni è alla guida del Paese:dimostrazione identitaria, si dice.

Tutto grazie al tocco magico del presidente del consiglio Giorgia Meloni che nel suo intervento inaugurale della legislatura parlò di lei, come ,underdog, cioè una perdente in origine che si è fatta da sola.

Peccato che è da 19 anni nelle istituzioni, è stata ministro del governo Berlusconi,ha consiglieri come il mirabile Crosetto,che sarà pure il talent scout della perdente, partendo però da un conto corrente non certo underdog.

Insomma l’ autoritratto giorgiano iconografico è quello del self made man ( maschile,mi raccomando),al servizio della nazione.

Quello che rimane della sua storia,dunque,non è lo spirito di servizio verso i cittadini della Repubblica,ma il ruolo di servo (maschile) di un sistema profondamente diseguale,ingiusto,classista,falso perbenista da cattolici fondamentalisti,razzisti,omofobi, che Lei ha contribuito a salvaguardare dalle orde comuniste prima,e dalla globalizzazione capitalistica oggi. (destra sociale corporativa).

Che poi sia intelligente non c’è dubbio, perché il Duce era scemo?,

Foriera del nulla: 5.000 euro in contanti non tracciabili,sanatorie fiscali, libertà di sfruttamento di quelle donne più intelligenti di Lei ma meno sponsorizzate, revisione dell’aborto, e poi uno…si stanca.

Il centrosinistra sui punti sopraelencati farà barricate coi cinque stelle ,dopo che hanno governato con la lega e forza italia.

Conte si presentò come avvocato del popolo, l’attuale presidente come una solerte badante di un paese che deve essere unito nel nome della nazione.

Senza fare i conti con la storia del Movimento Sociale italiano che ammazzò operai,studenti antifascisti dalla sua fondazione.

Tanto il presidente era bambina a quel tempo ,c’era solo l’Ignazio in camicia nera,ma lui è solo la seconda carico dello stato.

Servire è importante,essere servo,dei servi, dei servi,ancora di più,soprattutto se si è dei bugiardi patentati e da servitori dello stato si diventa servitori dei potenti.

Pensiero ricorrente fra l’autonomia della coscienza di classe dei perdenti veri.

Underdog di tutto il mondo unitevi, contro i servi dei padroni.

28.10 quel criminale della marcia su Roma che portò l’ Italia alla guerra e alla fame…

Brano tratto da 1939 – 1945 il racconto della guerra giusta la svastica sull’Europa,completamente gratuito dal 28 ottobre al 1 novembre 2022

. 10 GIUGNO 1940

La macchina della propaganda si mise in moto.
Tutte le corporazioni del paese fecero a gara per esprimere al Duce la loro volontà guerriera.

L’entrata in guerra fu annunciata per il 5 giugno, poi Hitler per ragioni militari lo convinse a spostare la data al 10 giugno, per non dare vantaggio all’aviazione francese, che tentava disperatamente di fermare i Panzer tedeschi.
Secondo Ciano “Mussolini è contento come non mai di comandare la sua nazione in armi”.
Facendo infuriare il Re, il Duce aveva assunto il comando di tutte le forze armate.
Il 10 giugno il ministro degli Esteri Galeazzo Ciano comunicò il testo della dichiarazione di guerra a André François-Poncet, ambasciatore di Francia.
L’ambasciatore disse a Ciano: “I tedeschi sono padroni duri, non vi fate ammazzare”, dimostrando che i francesi non si aspettavano un simile trattamento da parte italiana.
Poco dopo sarà la volta dell’ambasciatore della Gran Bretagna Percy Loraine, che non batté ciglio.
Questo accadde alle 16:30.
Alle 18:00 Mussolini dal balcone di Piazza Venezia, davanti ad una mol- titudine mobilitata dal partito fascista, entrò finalmente nella storia.
La vetrata si aprì puntuale. Il Duce apparve in divisa nera col berretto a visiera, le spalline e il cinturone. Prima ancora che il silenzio della folla fosse assoluto, con voce bassa e profonda pronunciò quello che rimane il discorso più tragico di tutta la storia italiana contemporanea “Combattenti di terra, di mare e dell’aria, camicie nere della rivoluzione e delle legioni, uomini e donne d’Italia, dell’Impero e del regno d’Albania ascoltate!
Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria, la dichia- razione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bre- tagna e Francia.
Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell’occidente, che in ogni tempo hanno ostacolato la marcia e spesso insidiato l’esistenza medesima del popolo italiano.
La parola d’ordine è una sola categorica e impegnativa per tutti: essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all’Oceano indiano: Vincere!

Popolo italiano! Corri alle armi e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!”
Cfr. Enzo Collotti, La seconda guerra mondiale, collana diretta da Massimo L. Salvadori, Torino 1983, pagg. 90, 91

Le acclamazioni furono entusiastiche e prevedibili come in un’orgia di ferocia e di rancore a distanza.
Una parte della folla era ovviamente incitata dalla messinscena drammatica e dalla presenza fisica delle milizie fasciste.
Fu uno spettacolo macabro, manipolato, il consenso parolaio e vociante ben presto lasciò il posto alla tristezza.
Scrive Giorgio Bocca: “La gente ascolta in silenzio, qua e là gruppi di plaudatores cercano di accendere l’entusiasmo bellicoso, ma la preoc- cupazione prevale, il silenzio si rinchiude sui loro evviva.”

26.10 Xi Jinping,il ” Mao del terzo millennio” promette il comunismo o il consumismo?

È stato il marxismo alla cinese il vero protagonista del XX congresso del Partito comunista,conclusosi domenica con la proclamazione di Xi Jinping a presidente per il terzo mandato,praticamente un imperatore da dinastia Ming.

C’è poco da scherzare verso un partito che ha portato la Cina povera ed egualitaria di Mao Tze Tung ad essere la potenza economica per eccellenza,da anni, nel regno del capitalismo .

I dati sciorinati dal Presidente sono impressionanti: negli ultimi dieci anni il PIL è salito a 16.000 miliardi, la Cina oggi conta del 18 per cento della ricchezza globale, la lotta contro il Covid è stato un successo, la lotta contro la corruzione è in atto grazie alla mobilitazione di 96 milioni di iscritti al Partito.

Nel 2049, ha ribadito, il compagno Xi,per i cento anni dalla fondazione della Repubblica popolare cinese, la Cina sarà una potenza che realizzerà il comunismo sulla terra.

Ci sono due dettagli però che convincono poco.

Il primo è che la Cina ha intenzione di annettersi Taiwan ( lo ha messo in Costituzione), con le buone o con le cattive, la seconda è che anche in Cina è primaria la lotta alle disuguaglianze sociali che vedono una classe operaia che lavora da bestia, alle prese con bassi salari .

Quindi non si sa se parlare di capitalismo dal volto umano,o socialismo dal volto triste, anche se i comunisti in Cina hanno davvero tentato di cancellare lo sfruttamento capitalistico.

Bisogna pensare comunque che Xi è moderatamente contestato per la sua linea marxista-leninista che è in antitesi alle aperture di mercato degli eredi di Deng Xiaoping…sostenute dai vecchi mandarini del Comitato Centrale che sono stati pure espulsi dal salone del Congresso ( Hu Jintao ex presidente).

È stata quindi una svolta a sinistra,quella di XI,in un ‘epoca dove anche Putin viene considerato un sinistro dai cultori della repressione in funzione della pace.

Ovazione,naturalmente,per il Mao del terzo millennio confermato timoniere del partito.

E congratulazioni dal Kim nord oreano e da Vlamir Putin.

La Cina è lontana…

24.10 Ecce bombo: il governo Meloni, il più reazionario della storia repubblicana..

Ieri Mario Draghi ha passato le consegne del governo a Giorgia Meloni,primo presidente del Consiglio donna della storia parlamentare.

La foto di famiglia del neonato governo richiama alla lontana quella del 1994, della discesa in campo di Mister B, che allora era l’uomo della Provvidenza.

Anche allora,infatti, Forza Italia,Lega,Alleanza nazionale, più Casini ( oggi Lupi) fondarono un governo liberale di massa,dicevano.

Ora la foto di gruppo che ritrae Meloni,Salvini,Berlusconi, opaca e ingiallita nel salvinismo e berlusconismo, non fonda un’era fascista ,ma rimarca il target reazionario della compagine.

La possente presenza di Fratelli di Italia della Meloni,filo Trump,Le Pen,Orban, ma ineccepibile nel presentare a Mattarella in breve tempo la squadra dei ministri, ha partorito il governo in tempi rapidi e invisibili,quasi come i sommergibili.

Sui presidenti di Senato e Camera,il primo un fascista degli anni settanta in linea con la Repubblica sociale italiana,il secondo un cristiano cattolico fans di Alba dorata,omofobo alla KKK,ma già ministro con il governo gialloverde di Conte, si è già detto di tutto.

Se Meloni voleva rimarcare il cambio di passo con personaggi identitari il risultato, da questo punto di vista,sarebbe piaciuto pure a nonno Benito.

Considerato che Eugenia Roccella,al ministero della Famiglia e Natalità, è un ultras antiabortista e anti-unioni civili modello Vox.

I paradigmi lessicali e culturali che includono il Merito all’ istruzione,Sovranismo alimentare all’Agricoltura, Natalità alla famiglia, per definire il senso italiota dei ministeri,sono già bischerate alla Starace, direbbe il nostro Indro.

La Meloni ha avuto coraggio, è la prima donna premier delle Repubblica, non c’è niente da dire.

Quindi per me non è cambiato molto il senso:il fascismo non c’è più,ma il gotha della reazione si staglia a Palazzo Chigi in camicia nera con macchie di verde e azzurro.

La patata bollente della guerra, della crisi energetica,delle bollette,del costo del gas,del PNR è di quelle micidiali e non sembra, dalla lista dei ministri economici, ( Giorgetti, Lega filo draghiano),che alla neo premier sfugga il fatto che in Europa si sta comodi, anche avendo un passato fascista.

Poi con i franchi tiratori presenti nell ‘opposizione, che hanno permesso all’Ignazio di sedere sullo scranno della seconda carica dello stato, Giorgina dovrebbe dormire sonni tranquilli per un bel po’.

Il folclore di Mister B in politica estera, a cui hanno dato credito tanti comunisti putiniani, è ‘sotto controllo.

Mister B è amico di Putin come Fontana e Salvini ,Tajani sostiene Zelensky come la Meloni,che piace anche a Biden per il suo atlantismo.

Atlantismo doveroso perché con il debito pubblico che abbiamo, se non ci regge la famigerata banda Ue – Nato,torniamo al 2011, dove il Tremonti pensiero forgiato da Silvio è andato in vacca.

E infatti il mirabile Crosetto,fondatore di Fdi, è al ministero della Difesa, dopo aver risolto il conflitto di interessi con la sua professione da imprenditore d’armi.

Giorgina Meloni superstar,quindi, alla faccia di quel ruffiano maschilista di Mister B, la cui consolazione e’ la foto di gruppo con cerone.

Tutto è filato come da accordi dell’ultima ora con Nordio alla Giustizia invece della Casellati che va alle riforme Costituzionali,agli esteri Tajani e Salvini alle Infrastrutture, saranno i gemelli del gol sul campo dei vicepremier.

Sabato nel Giorno del giuramento sulla costituzione antifascista è andato in scena lo spettacolo dello spergiuro: per questo erano visibilmente emozionati quelli che non riconoscono il 25 aprile.

21.10 -“Quando affondò..l’Unione Sovietica ci rimisero non solo i popoli dell’Urss,ma i poveri di tutto il mondo”.E.Hobsbawm

Il grande storico marxista E.Hobsbawn così commento’ la caduta dell’impero sovietico il 31 dicembre del 1991.

Nonostante detestasse il regime coercitivo e repressivo del socialismo reale,nonostante mai avesse vissuto in quel paese,lo storico inglese denunciò la scomparsa del più tragico e grande esperimento politico della storia moderna.

L’ Urss da Stalin a Breznev era stata un male necessario, che in termini retorico e simbolici fu anche una luce di speranza per le condizioni di centinaia di milioni di proletari in tutto il mondo

L’imperialismo sovietico, fallimento materiale dell’utopia comunista,diede un aiuto concreto ai paesi in via di sviluppo che negli anni sessanta uscirono dalla mattanza del capitalismo coloniale.

Dal Vietnam a Cuba, dall’Algeria al Congo,dal socialismo arabo al Sudafrica, ad altri decine di paesi gli oppressi guardavano a Mosca.

Da lì arrivavano aiuti non solo di retorica marxista – leninista in crisi,ma anche companatico di tipo materiale,finanziamenti compresi.

Che la nomenclatura sovietica ringraziasse i propri operai che devolvevano il lavoro straordinario alla causa della libertà dei popoli,e allo stesso tempo violasse i diritti umani in patria o nei paesi satelliti del patto di Varsavia, sembrava non interessare chi chiedeva un sostegno concreto per uscire dallo sfruttamento.

Non per niente Berlinguer sul finire degli anni ottanta,in piena stagnazione brezneviana,parlo’ di fine dell’azione propulsiva della Rivoluzione di ottobre.

Gorbaciov,che dopo Chernobyl affrettò il processo della glasnost e della perestrojka,fino al tramonto dell’Unione Sovietica il 31 dicembre del 1991,comprese che il comunismo burocratico – stalinista era irriformabile.

Così che il più dispotico dei regimi,che non è mai c’entrato nulla con la criminalità nazi fascista, uscì di scena senza quel bagno di sangue ipotizzato dal capitalismo occidentale.

Ww quindi il popolo russo,ucraino,bielorusso,baltico,ecc,ma la Nuova Russia di Putin è un paradiso per mafiosi e oligarchi miliardari,criminali.

Una banda di gangster che sta infamando la storia del sovietisno in tutte le sue sfaccettature.

19.10 Philo – Da un legno così storto come quello di cui è fatto l’uomo,non si può costruire nulla di perfettamente dritto.E Kant,1784

Nel regno degli uomini non esiste la perfezione.

Banalità ovvia,si dirà,verissimo,sembra inutile parlarne.

Ma il detto ” nessuno è perfetto” però è in disuso.

Sarà perché il mondo è mosso da algoritmi,da un determinismo e positivismo che mirano alla perfezione,ma l’errore,il destino,il fato,la contingenza,la banalità oggi non sono in agenda.

Tutto deve essere progettato,pianificato,organizzato al millesimo: nel mondo della superficialità il bastone storto deve essere piegato alla volontà di potenza di una tecne’ che non conosce difetti.

Lo si vede quando succede un incidente di qualsiasi tipo nella vita di tutti i giorni.

Il grido disperato di chi perde un parente,un amico,un affetto caro, è quello che recita: ‘ non si può morire così “.

Ed è vero, se pensiamo che in Italia quest’anno ci sono stati più di 600 morti sul lavoro,ad esempio.per pigrizia,negligenza,malafede umana.

La domanda di senso, però,non è quasi mai il come è accaduto,ma perché è accaduto.

Sul come è accaduto,infatti,non c’è segreto: la scienza sempre più precisa e sofisticata lo intercetta immediatamente.

Il perché invece presuppone una perfezione di intenti che non è del regno degli uomini

Per quanto ogni azione umana possa essere degna di miglioramento,questa avviene sempre nell’ambito del perfettibile.

La pretesa che la modernità disalieni il caso e l’effimero è monopolio dei potenti,che si credono tanto perfetti da essere immortali.

Lascio a voi elencare i perfezionisti dell’esistenza in Italia, per esempio, che nel caso del Covid si appellavano unicamente alla imperfezione umana.

La perfezione,infatti,sta nell’essere in quanto essere,che gli uomini chiamano comunemente Dio.

Il filosofo tedesco Kant lo sapeva così bene che chiamava Dio un postulato della ragione,una cosa pensabile,ma non conoscibile.

Quindi perfetta.

Photo by Jess Vide on Pexels.com

17.10 Fascio leghisti state sereni: oggi le uniche Br.. sono le Brigate Rossobrune…

Un classico.

Una scritta alla Garbatella firmata “Antifa,” accompagnata da una stella a cinque punte in nero, ( ce ne sono centinaia in giro) ha fatto subito dire alla Meloni che c’e clima d’ odio e di violenza nei confronti di Fdi alla guida della nazione.

Poi c’è stato uno striscione al Colosseo con l’Ignazio a testa in giù..

Non hanno visto, i guardiani della reazione, le croci celtiche,uncinate,le fiamme tricolori negli stadi da parte dei camerati che sbagliano.

Ci sono da anni,mai una parola contro questi da parte dei Fratelloni in camicia neroverde,mai..

Anche perché la firma BR di oggi,potrebbe essere solo quella delle Brigate Rossobrune dei putiniani, a cui aderisce pure il fans di Alba Dorata Lorenzo Fontana,presidente della Camera .

Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio,ce ne sono già molti di fasci,ma la continua,perdurante,scriteriata campagna di odio contro il popolo ucraino e la sua resistenza va al di là di ogni ragionevole dubbio sul fatto che le Brigate Rossobrune hanno costituito e costituiscono una quinta colonna di monnezza culturale di indubbio successo.

Allora non bisogna strumentalizzare la scritta alla Garbatella .

Non è il tempo della critica delle armi perché l’arma della critica è più che sufficiente.

E l’arma della critica al presente passa dal rendersi utili alla causa degli ultimi, non solo con parole e analisi, ma con i fatti della militanza,del volontariato, dell’apertura verso la diversità,della lotta allo sfruttamento.

La costruzione della pace è questa.

Io dei fascisti al governo me ne frego ( questa è buona dai).

14.10 – 100 anni dopo la Marcia su Roma i fascisti tornano alle più alte cariche dello Stato…coi voti “antifascisti”

Sull’ex sanbabilino,fascista almirantiano,fans di Pinochet, squadrista degli anni settanta, si sa tutto.

Ignazio Maria Benito La Russa è stato nominato presidente del Senato,la seconda carica dello stato dopo Sergio Mattarella,con 116 voti,quindi anche con voti non della destra estrema ( polemiche a go – go fra PD,Azione,Forza Italia…Cinque stelle ,solo folclore e ipocrisia)

Il paradosso che sia stata Liliana Segre a presiedere la prima seduta del nuovo Senato a palazzo Madama,sancisce che il conflitto italico eterno fra fascismo e antifascismo si è riaperto per l’intreccio di eventi incredibili.

Liliana Segre, in un discorso di grande nobiltà intellettuale, ha dovuto ricordare ai presenti cosa sia stato il fascismo per lei bambina cacciata dalla scuola perché ebrea ,e poi deportata dai nonni “spirituali” di Ignazio La Russa.

Ora vedremo se la seconda carica della Repubblica nata dalla Resistenza avrà la dignità di riconoscere il 25 aprile quale festa di Liberazione per tutti gli italiani, come sollecitato da Liliana Segre.

Ieri nel discorso inaugurale ha dispensato trasformismo a buon mercato con parole su Fausto e Iaio,Ramelli,Calabresi: un classico del siamo tutti peccatori ed eroi perché siamo italiani.

In Senato è tornato sorridente a nove anni dalla cacciata per frode fiscale pure mister B,che aveva mentito in Parlamento sulla nipote di Mubarak, coadiuvato da Meloni e La Russa e da tutto il centrodestra liberale.

Era nervoso l’immortale perché sembra gli abbiano stoppato la sua protetta,onorevole Ronzulli,alla carica di ministro.

Per non farsi mancare nulla oggi alla Camera è stato eletto presidente il leghista Lorenzo Fontana,omofobo,antiabortista,fans di Putin,personaggio già ministro della famiglia, fascista e poi leghista.

Si,Mussolini è storia,Trump,Bolsonaro Orban,Vox spagnola ,Fdi ,Fontana ecc sono il residuato post bellico della reazione più bieca.

Finché il fascismo sarà banalizzato nel modo di oggi, Meloni e La Russa trionferanno.

Non a livello politico,ma a livello culturale.

Intanto La Russa ed ex camerati devono fare rispettare l ‘art. 3 della Costituzione repubblicana.

Quello che garantisce parità di diritti per tutti al di là di sesso,razza e religione.

Questo è il vero senso di una democrazia sana.

Meloni ha detto che è stato eletto un patriota.. forse della Repubblica ..sociale italiana...

Ma è la democrazia,bellezza.

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