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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

ricorda con rabbia :1939 – 1945 il racconto della guerra giusta la svastica sull’Europa,ieri. E oggi? Leggi e scusate l’invadenza data dalla mia inesperienza on line…ciao

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“Cercasi pista sovversiva anarchica disperatamente”, così che il caso Diciotti venga archiviato ( lo vuole il popolo)

Ogni tanto rispunta la pista anarchica, un classico dell’orrenda carneficina perpetrata nella storia contro l’antagonismo dell’anarchia e  del comunismo libertario ( do you remember Piazza Fontana?)

L’ultima chicca è quella che vede la regia degli anarchici dietro le rivolte dei Cie.

Un piano insurrezionale contro i poteri dello stato che sembra un cartone animato.

Gli anarchici torinesi si radunavano fuori dai Cie, poi lanciavano palline da tennis agli immigrati con le racchette: dentro vi erano pizzini di rivolta, accendini per dare fuoco alle strutture, piani di fuga da film di genere!

La Digos di Torino e la magistratura  ( ognuno fa il suo mestiere),dopo snervanti indagini hanno individuato 6 persone che avrebbero istigato i migranti a dare fuoco ai centri di detenzione nell’ottobre del 2017 e  nell’ottobre 2018.

L’accusa precisa come una lama di rasoio è quella di “associazione sovversiva  idonea i influire sulle politiche di immigrazione”. ( nuova, ma suona bene).

Insomma dopo la manifestazione di sabato a Torino con scontri anche duri fra polizia e galassia anarchica i gilet gialli di Di Maio e Di Battista, tutta gente, guarda caso di estrema destra  nazional – socialista, hanno  lasciato il posto alla sovversione degli incappucciati che dall’Asilo volevano sovvertire lo stato democratico.

E se Macron solidarizzasse con gli anarchici, tanto per fare ancora più teatro?

Se non avessimo una venerazione per Pino Pinelli, ( non si può dare le perle ai porci di questa opinione pubblica nazional – razzista), porteremmo il viso mite, buono,profondo di Pino in piazza, confrontandolo con la plastica facciale dei governanti di oggi che nel loro dna hanno l’anticomunismo più becero.

La notizia dell’attentato alla legalità da parte sovversiva cela l’attentato alla legalità del caso Diciotti,offusca il fatto che migliaia di giovani in tutta Europa non accettano di stare nelle riserve indiane di una terrificante pace sociale fatta di sfruttamento, violenza,menzogna ( in attesa del reddito di cittadinanza.. in Italia)

Se ribellarsi è giusto dietro la tastiera della Casaleggio associati, tutto bene, fa parte dello spettacolo. Se qualcuno oltre la faccia  ci mette pure il cuore iniziano i problemi, seri.

Quelli del “liberi e uguali” che non è un cartello elettorale, ma la massima aspirazione del socialismo e dell’anarchia.

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Elezioni Abruzzo: il partito dell’astensione vince, il Felpa anche, perdono i 5Stelle, tutto come previsto

Si è votato in Abruzzo per l’elezione del presidente di regione e ha vinto il centrodestra a trazione leghista con Marsilio. I cinque stelle hanno perso venti punti, superati al secondo posto dal centrosinistra con il 31%.

Ma la partita è stata vinta dalla democrazia dell’astensione con il 48%, segno di una disaffezione mai vista, o quasi, fra i cittadini che sembrano non credere manco a quello che hanno votato il 4 marzo alle politiche.

Nulla cambierà al governo e ci mancherebbe. Vi  sarà solo un rapporto più tignoso fra Matteo il Felpa, paranoico razzista che contesta pure l’italiano Mahmood di Gratosoglio che ha vinto il festival di Sanremo, e la squadra di Giggino Di Maio e Di Battista che vedono disperdersi il loro bottino elettorale… a destra.

Lo spostamento dei 5stelle a destra sulla questione migranti ha portato tanti transfughi della sinistra passati ai grillini a disertare le urne: visto che il pd in abruzzo non è che abbia avuto un grande risultato e che il centro sinistra nel suo complesso ha ottenuto il 31 per cento vuol dire che alla disperata ci si è messi assieme in chiave ulivista 2.0-

Più consistente secondo me la manifestazione Cgil di Landini a Roma e il corteo anarchico a Torino che ha spiazzato pure la sinistra fru fru per la partecipazione.

Il gioco delle lunghe elezioni europee è appena iniziato: quando a maggio sarà distribuita in qualche modo la prima tranche del reddito di cittadinanza i 5stelle potranno forse risorgere.

Il vero vincitore sarà Salvini, l’ennesimo uomo della provvidenza, che balla sulle macerie della democrazia reazionaria, in ogni occasione.

Ma noi siamo ancora qui.

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Anche Sanremo è finito nel contratto di governo…vola colomba bianca vola

Non è giusto snobbare il festival di Sanremo,

I dati di share sono imponenti,la standing ovation alla tradizione della buona canzone o canzonetta italiana vedono il trionfo del politicamente corretto.

E’ bastato che  Claudio Baglioni facesse la pace con Salvini, ( prima del festival espresse il suo parere sul respingimento dei migranti e polemizzò con il Felpa), perchè la depressione  conformista di questi tempi si abbattesse sul festival con lo spirito del rito collettivo del qualunquismo.

Non voglio assolutamente dilungarmi sulla scienza del sanremese, che insieme a quella del calcese, tiene banco come il politichese.

Se il festival è lo specchio dell’Italia,bene così: il contenitore è perfetto.

Si va dalla buona musica da “c’eravamo tanto amati”, a inni della necessità di essere buoni.

Anche se il livello è mediocre l’importante, mi sembra, è che stia trionfando il prima”gli itagliani”, ( non ci sono ospiti stranieri).

Parlare male del festival, dunque, è essere inguaribili snob di sinistra, lontani dalla cultura nazional – popolare che se diventa nazional – populista non fa male a nessuno.

Ma sparare sul festival è così scontato, che pure Claudio Bisio si è adeguato: il suo slogan, serio, serio, è qui non si parla di politica.

La kermesse vista anche all’estero mostra un’Italia che non si “arrende”, che cerca di trovare il bandolo della matassa nel suo variegato pluralismo: contro la Francia,ad esempio che dista da Sanremo una manciata di chilometri.

Il vero spirito del tempo,  il vero soffio vitale di un ‘Italia da recessione tecnica che deve diventare un paradiso di un nuovo boom, sono quelle lunghe rimembranze di quello che una volta era la nostra colonna sonora: finchè la barca va si può volare, con una colomba bianca si va sul mare della morte per annegamento clandestino.

Così anche la kermesse musicale più amata dagli italiani è finita nel contratto di governo: a Sanremo deve esserci concordia, amore, rispetto, retorica, buonismo,come fossimo su un altro pianeta.

La critica al mantra dei porti chiusi del pezzo dei Negrita,per esempio,viene salutata come una parentesi di libertà dovuta al “non siamo in un regime”:grazie dei fior, ma in salsa italiana forse perchè il caso Diciotti rimane e rimarrà una vergogna nella storiella della repubblichina coalizione  di governo.

Sanremo è bellissimo anche per i giovani che lo vedono stando all’estero, per i migranti del Car  di Mineo appena sgombrati, per chi aspetta il reddito di cittadinanza o quota cento.

In fondo o si canta per amore o si canta per rabbia.

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“..meglio tirare a campare che tirare le cuoia”, disse il Divino Giulio… e aveva ragione

Allora Diba, l’eroe dei due mondi, sta con : Maduro, i Gilet gialli, i no tav, i porti chiusi, Trump, e vai col seguito.

Salvini sta con  Orban,quota cento, i sì tav,i porti chiusi, Trump, Putin, ma è contro Maduro e via di seguito

Faccio solo due esempi, sotto gli occhi di tutti, per affermare con grande disappunto che il Divino Giulio Andreotti quando diceva che è meglio tirare a campare che tirare le cuoia ( si riferiva ai giri di valzer della democrazia cristiana) ,aveva ragione da vendere.

Il tirare a campare per chi ha il potere è quello di accontentare alla fine un po’ tutti.

Così fan tutti, ma soprattutto oggi quando il contratto di governo fra Lega e cinque stelle include tutto e il contrario di tutto.

Intanto il tempo passa, i figli crescono, si risolve poco della cosa pubblica, ma quello che importa è avere il consenso. Solo il consenso può darti quella carica di adrenalina per cui la menzogna diventa il pane quotidiano, il sale della terra,la verità del momento  che sarà dimenticata alla prossima elezione.

Domenica, per fare un altro esempio, si voterà in Abruzzo.

Berlusconi, la Meloni e il Felpa si metteranno in posa per l’unione sacra della destra moderata ( quella della repressione di Genova 2001, ma soprattutto quella che diede dell’assassino al padre di Eluana Englaro, di cui oggi ricorre l’anniversario della morte della figlia).

Lì ognuno va per sè, il post ideologico c’è quasi da sempre perchè se uno è di sinistra e amministra male, la “ggente” vota a destra se amministra bene.

Principi universali, santi e quasi apostolici come la difesa della patria nel caso Diciotti,il reddito di cittadinanza e i suoi travagli lasceranno il posto a voti di scambio, a consorterie di interessi: il fine giustifica i mezzi, ma anche i pezzi da 200 euro, considerato che quelli da 500 non si stamperanno più.

L’importante, e lo seguiremo, che vincano tutti: il movimento intimo e irresistibile del nostro tempo va a destra, perchè la sinistra ha fallito.

Ma soprattutto perchè la sinistra autentica, fatta ancora di semplici e sinceri proletari non può tirare le cuoia per chi vuole solo tirare a campare.

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Il prevalere di un razzismo compatibile con il paternalismo degli “itagliani brava gente”: facciamo sempre tendenza

Lo scrivono gli storici che è inutile equiparare il razzismo di massa della Germania di Hitler con il razzismo dei fascisti e dei repubblichini dalla leggi razziali del ’38 fino alla caccia all’ebreo dopo il 1943.

E poi un popolo di migranti, come quello italico, denominato spaghettaro, maccheronico, mafioso ecc.  terrone, a seconda delle latitudini, è difficile che  prenda lezioni di tolleranza da chi ha fatto dello sfruttamento del proletariato italiano la propria fortuna nazionale.

Ma questo era il vanto della nostra presunta o fattibile generosità, della nostra cultura mediterranea, della nostra civiltà multietnica dalla fondazione di Roma in poi….

Oggi, con il 63 % dei cittadini del Belpaese d’accordo com il leghismo più triviale in fatto di razzismo e con le balle spaziali del governo su tutto gli ” itagliani brava ggente” è un modus vivendi diffuso che tollera e non tollera, che aiuta e insieme odia, che vuole l’integrazione e insieme il respingimento.

La baracca della convivenza è tenuta insieme dalla Chiesa cattolica, dalle migliaia di associazioni di volontariato,dalla mitezza e bonomia peculiari al carattere der popolo.

Ma si capisce che non è più come prima, si capisce che la mutazione genetica del cattivismo rancoroso ha colpito duro soprattutto negli strati bassi della popolazione.

E’ una constatazione di fatto che non fa degli italiani il popolo più intollerante d’Europa, ma che omologa l’italianità alla scemenze più dozzinali verso i popoli africani.

Tanto è vero che quello che il fascismo fece in Etiopia con Mussolini e Badoglio, è menzionato solo a sinistra: cinque stelle, Lega e destra non sembrano ignorare la storia, sembrano ignorare il buon senso,che una volta era lo stile accettabile della nostra diversità.

( furono le truppe francesi coloniali a stuprare migliaia di donne nel centro Italia durante l’avanzata alleata verso il nord, così come a Napoli migliaia di scugnizzi solidarizzarono con le truppe di colore ….)

Finalmente siamo in Europa, finalmente abbiamo abbracciato la modernità:  a evasione fiscale, corruzione, mafia si è aggiunto il razzismo di moda e di tendenza. Possiamo tutti convivere nel baraccone di ” itagliani brava ggente”: una pacca sulle spalle, domani è un altro giorno e si vedrà.

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Aspettando il boom “economico”, siamo in recessione tecnica,di quella “umana” non frega a nessuno

Siamo in recessione per il secondo trimestre.  Quando il pil è in calo dello 0.2% vuol dire che proprio non c’è da fare i gradassi.

La recessione tecnica ,dice il neo presidente del consiglio Giuseppe Conte (prima era in aspettativa), era nell’aria, il 2019 sarà un anno di grandi investimenti, di grandi risorse, di grandi sorprese.

Quando arriveranno nelle tasche degli italiani 8 miliardi di reddito di cittadinanza e 5 miliardi di Tfs per gli statali, immediatamente ci sarà la corsa ai consumi, crescerà la domanda interna,…”anche i preti si potranno sposare”, come cantava il grande Lucio Dalla.

Naturalmente il Giggino Di Maio ha subito detto “è colpa loro” ( governi Gentiloni e Renzi).

Non importa che per sei mesi lo spread sia rimasto oltre quota 300, che si siano predicate distribuzioni di ricchezza che nè Trump, nè Reagan avrebbero mai fatto,la colpa è sempre degli altri,  anche di una sinistra che non conta nulla.

Gli indicatori sono tutti negativi, niente da fare amici degli amici: la cosa è nostra.

Tanto della vera recessione di questi primi dieci mesi di governo, quella umana, quella della democrazia, quella della convivenza civile, quella che ha avvallato la psico ideologia fascista non interessa nessuno.

Abbiamo scritto tante volte che banche solvibili, posti di lavoro, sicurezza nelle strade sono state il sale che ha condito la minestra nazional -socialista negli anni trenta.

Qui però, al momento c’è per i governanti lega penta stellati una grande scommessa; una volta che la negazione dei diritti ai disperati non si specchierà in qualche soldo in più nelle tasche italiote, come finirà?

Se dobbiamo riprendere gli investimenti nelle Grandi Opere che ne faremo della Tav?

La vera speranza per gli amici degli amici è che continuando la guerra sui dazi Cina – Usa, continuando gli sbarchi, continuando l’irrisolvibile crisi economica quella umana diventi il minore dei mali.

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Il ministro ha paura di farsi processare, peccato, avrebbe potuto scrivere ” la Mia Felpa”, ricordando zio Adolf

La prima notizia buona è che Germania, Francia, Portogallo, Romania, Malta avrebbero sottoscritto un accordo per prendere i naufraghi della Sea – Watch. ( meglio di un calcio in faccia…senz’altro)

L’altra notizia è che Mara Garfagna, Forza Italia, ex ministro delle pari opportunità, quindi sicuramente non una Tupamaros, ha dichiarato che Salvini è quello che se la prende con il più piccolo del cortile.

Praticamente gli ha dato del bullo arrogante e prepotente che fa il forte coi più deboli, e il servo coi più forti, diciamo noi.

Ma Salvini, è anche uno dei  personaggi politici più pavidi e vili che abbia frequentato i ministeri della Repubblica.

Quando ha saputo che il tribunale dei ministri l’avrebbe processato per il caso Diciotti, la sua arroganza e tracotanza leonina ( processatemi pure), è diventata un raglio d’asino, un belare di pecora che ha sottolineato come fu tutto il governo a prendere la decisione di non sbarcare i naufraghi dalla nave italiana.

Ha scritto, il Cuore di asino, al Corriere una lettera patetica dove, udite udite, ha sottolineato che i risparmi per gli immigrati saranno investiti nell’assunzione di 8.000 uomini e donne nella polizia di stato.

Il Felpa che sognava di far del suo caso un esempio di lotta per il primato degli” itagliani” non avrà quindi il suo Mein Kampf,il suo momento di gloria davanti all’opinione pubblica.

Trincerandosi dietro l’immunità, coi cinque stelle che hanno già cambiato idea sul fatto di votare l’autorizzazione a procedere, il Felpa non andrà da nessuna parte.

Quelli che la sanno tutta, dicevano che per Salvini il processo era un regalo: balle, il nostro pavido bullo da cortile se non protetto dal suo ruolo istituzionale non è capace di essere semplicemente un cittadino, o di rinunciare all’immunità parlamentare.

Il “se processate me, processate tutto il governo”,  ha trovato subito nuovi supporters, la nuova linea del Felpa non piace ai 5 stelle, ma non succederà nulla.

La lista dei pavidi è lunga: Toninelli, servo dei servi dei servi ecc, Di Battista che è per Maduro tanto per fare l’eccentrico,Fico, il Don Abbondio di Montecitorio sono pronti al garantismo: tanto che ci rimettono?

Ha ragione Massimo Cacciari, stiamo assistendo alla eclisse della ragione, e siamo alla bancarotta dello spirito della cultura europea.

Tutti sanno tutto, tutti sanno delle torture nei lager libici, della disperazione di un continente come quello africano, prima saccheggiato dai colonialismi europei e ora dalle multinazionali.

Ci vorrebbe una rivoluzione giusta. Ma chi la farebbe?

 

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Sea – watch :inutile negoziare i diritti umani, contro razzisti e xenofobi il nostro sdegno coincida con la nostra esistenza

Vi fosse un minimo di volontà, buona volontà, il problema degli sbarchi, con tutte le cautele del caso, sarebbe stato risolto.

Quello di dividere i profughi fra i 29 paesi dell’Europa è una soluzione condivisa anche da Berlusconi.

Invece si continua a negoziare sulla pelle di persone che hanno, secondo statuto dell’Onu, dei diritti come tutte le altre genti del genere umano.

Lo abbiamo scritto tante volte e ormai tutti si ripetono all’indefinito: campagne elettorali di ogni genere, interessi da bottegai, criminalità celata sotto il marchio delle marina libica, violazioni dei diritti umani come nel caso Diciotti, ci dicono che di giorni della memoria ce ne sono 365 l’anno.

Stamattina a Martina e delegazione pd non è stato permesso di salire sulla nave Sea Watch al largo di Siracusa; pensa se davanti al pullman che traslocava i migranti in provincia di Roma invece di una coraggiosa deputata di Sel avessero fatto blocco almeno dieci parlamentari.

Il problema dell’uso della forza, che non vuol dire rompere le vetrine, sta venendo fuori in tutta la sua drammaticità: come fai a contrastare un neo fascismo di massa indifferente ai problemi umanitari.?

Discettare sulle miserie altrui in stanze ben riscaldate delle varie ambasciate e legazioni serve a poco.

Benedetti quelli che fanno dello sdegno un ragione per stare al mondo in cerca di giustizia. Un migrante ha mostrato le cicatrici delle torture subite nei lager libici, sai che spettacolo per cinque stelle e lega: dimostra che le ong favoriscono il traffico di merce umana…

Se questi sono uomini, dite voi, se questi sono cristiani dite voi,se questi hanno la percezione della loro miseria materiale, dite voi.

Salvini può pensare quello che vuole, nessuno impedirà di contrastare l’Olocausto della ragione da parte di fascisti e pirla, per dirla alla Gino Strada.

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