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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

Quando la Francia fu annientata dai nazional – socialisti ( promemoria per fascisti ed euroscettici sovranisti)…

 

Brano tratto da 1939 -’45 Il racconto della guerra giusta, Pierluigi Raccagni,La svastica sull’Europa, vol. I

La svastica sventolava sull’arco di trionfo.

Hitler se ne andava in giro a Parigi a fare il turista.

Per un caporale piccolo – borghese e autodidatta la strada della vita si stava solcando di pura gloria wagneriana.

Il 21 giugno a Compiègne, nello stesso luogo in cui alla fine del primo conflitto mondiale, l’11 novembre del 1918, la Germania aveva firmato la capitolazione, Hitler scortato da Göring, von Brauchitsch, Keitel, Raeder, Ribbentrop ed Hess salì sullo stesso vagone sul quale venne stipulata la pace nel 1918 e si sedette al posto del generale Foch.

Il mondo era stato rovesciato, vincitori e vinti avevano cambiato di posto.

L’armistizio franco – tedesco non fu così pesante per i francesi, la vendetta di Hitler fu calcolata e misurata: per lui la guerra era solo agli inizi.

I tedeschi rinunciavano all’intera occupazione del territorio francese e permettevano che il governo Pétain stabilisse la propria autorità sulla Francia centrale e meridionale ancora non invase, (Il governo di Vichy).

E fin qui c’è lo zuccherino.

Poi, mentre Hitler abbandonava la carrozza, vi erano da pagare i pegni alla vittoria del Terzo Reich.

Un milione e mezzo di soldati francesi catturati sul campo di battaglia sarebbero stati deportati in Germania in campi di lavoro

Era obbligatorio consegnare al Reich tutti i tedeschi antinazisti residenti in Francia.

Fucilazione dei soldati francesi che in quel momento stavano combattendo con eserciti di altre nazioni.

I tedeschi si proponevano di colpire De Gaulle che stava organizzando truppe francesi in Inghilterra

La flotta francese verrà smobilitata, le unità di superficie e subacquee saranno disarmate e fatte rientrare nei porti francesi.

In questo modo si impediva alla flotta francese di unirsi agli inglesi in mare partendo dai porti coloniali.

La clausola decisiva, comunque, restò la costituzione di una Francia non occupata nel sud, sud – est, dove il governo poteva svolgere liberamente il suo potere.

Hitler, politicamente abile, aveva, come in Norvegia, creato il presupposto del collaborazionismo.

 

Il trattato dell’armistizio, firmato per i tedeschi da Keitel e per i francesi da Charles Huntziger alle 18,15 del 22 giugno 1940, entrerà in vigore subito dopo che l’armistizio franco – italiano verrà concluso.

Cosa c’entravano gli italiani nell’armistizio?

L’Italia era entrata in guerra il 10 giugno del 1940, passando dalla non belligeranza alla guerra.

Fu quella una data che gli italiani faranno fatica a dimenticare.

 

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Centinaia di migliaia di Sieg Heil ( saluto alla vittoria) tedeschi inneggiano alla Lega di Salvini, in Italia si fa finta di niente fischiettando faccetta nera….

Sarà capitato anche a voi…di vedere alla 7 una manifestazione di neo nazisti in Germania.

Al grido ” liberi, sociali, nazionali”, lo stesso dei nazi Anni Venti, in Sassonia hanno sfilato per le vie della città ostentando magliette e cimeli che richiamano il Terzo Reich.

La liberale signora Merkel viene sbeffeggiata con epiteti che fanno di Berlusconi un signore d’altri tempi ( la chiamò culona), la rabbia e il rancore palesato verso gli immigrati hanno messo paura persino al leghista Borghi che guardava il filmato in studio insieme agli ospiti.

I nazi di Afd,( Alternativa per la Germania) che hanno rubato milioni di elettori alla Cdu Bavarese, insieme all’Npd, il partito dichiaratamente nazista, sono camerati che non disdegnano certamente Orban, ma il loro idolo è Matteo Salvini, La lega e il governo italiano di Von Pappen ( Conte)

Lo dichiaravano candidamente nel filmato dicendo che noi eravamo fortunati “perchè finalmente  abbiamo un esecutivo che  sta mettendo le cose a posto in fatto di emigrazione”.

Insomma SALVINI ha preso il posto della Le Pen nell’internazionale nera, quasi  davvero fosse un nuovo Mussolini.

In Italia invece è ancora considerato un ragazzo che ha imparato velocemente l’uso dei media, che fa battute tanto per prendere voti, che in fondo non crede molto a quello che fa.Ma soprattutto che ritornerà a formare un centrodestra a trazione social – fascista con Berlusconi e Meloni.

Sarà anche così ma quando senti che in Germania e Austria, nazioni ricche, il rancore, la frustrazione, l’odio si abbattono non contro solo i comunisti e i nuovi paria ( emigrati in genere, gay,donne, progressisti), ma contro i liberali ti accorgi che l’Europa è cambiata, è tornata indietro con parole d’ordine che hanno portato e che portano  sangue, violenza e infine morte.

Nel bel Paese, invece, si fa finta di niente, e si aspetta che il governo stacchi qualche assegno per tener buona la plebe infuriata.

Se questo non è fascismo corporativo e militante ci manca poco.

Della crisi della sinistra mi sono rotto le scatole di parlarne ( fino al prossimo articolo).

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La manovra economico- elettorale è più difficile dei respingimenti; a “prima gli itagliani” va bene così….

Se ci danno la pensione a 62 anni, quota 100, se il reddito di inclusione chiamato di cittadinanza arriva a 780 euro  nel 2019 insieme alle pensioni minime,  se la flat tax riguarderà i professionisti a partita Iva, allora per i migranti sarà notte fonda.

Perchè il patto non scritto fra assistenzialismo e diritti civili è a tutto a favore del prima gli italiani che nel sud aspettano il bonifico statale e al nord un condono fiscale.

Sarà dura per chi si batte ancora per difendere il lavoro come valore in sè e non semplice baratto fra morti di fame, per chi vuole migliorare lo status delle cose sui migranti  con l’accoglienza, per chi auspica una giustizia distributiva per tutti i cittadini, per chi vorrebbe le tasse alla rendita e la diminuzione delle tasse sul lavoro.

Se si sforano i conti arriva la Troika, se non si fa niente cinque stelle e lega sono fritte.

Ma una soluzione c’è.

Dare un contentino a tutto il variegato blocco sociale dei votanti il governo, tirare alle elezioni europee e poi far saltare il banco  dei diritti civili per nascondere le magagne dei conti.

Si chiama dissimulare, cioè sostenere una cosa per farne un’altra, se questo non è il fascismo nazionalista” dei tanti nemici tanto onore” è la sinistra che è in malafede.

E la sinistra è in malafede quando sostiene che non c’è più: un alibi per farsi gli affari propri da parte di un apparato partitico – sindacale che porterà comunque a casa la paga per il lesso.

Per i poveri cristi veri c’è poco.

Le famiglie disagiate con disoccupati cronici e lo sterminato esercito di giovani proletari in cerca di 800 euro lordi al mese le  prospettive sono poche o nulle,

Chi spera nel generale spread, non sa cosa fare, se non portare sfiga.

Nessuno vuole  però rinunciare ai soldi dei cittadini europei, come insegna Berlusconi a Salvini, Salvini a Di Maio ecc.

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L’ora del caporale ( promemoria per i fascio leghisti)

si fa un gran parlare di fascismo della sua anacronistica accezione nella politica del XXI secolo. Ma la pancia fascista italiana ed europea, quella pancia fascista di grossi e piccoli caporali non è mai morta. E viene fuori ad ogni crisi capitalistica. Chi fa finta di niente non è altro che un squallido collaborazionista.

qui sotto

brano tratto da Pierluigi Raccagni 1939 -1945 Il racconto della guerra giusta

 

IL CAPORALE INVENTORE DEL FASCISMO

Benito Mussolini, ex socialista rivoluzionario, condusse l’Italia verso la dittatura del regime fascista con la marcia su Roma del 28 ottobre del 1922.

“Mussolini… privo di principi amava i tagli netti resi possibili dal braccio forte dell’illegalità….

Gli uomini politici stranieri cominciavano ad esternare rispetto per Mussolini come statista di una certa importanza, cercavano perciò di chiudere un occhio su certi aspetti del fascismo come l’assassinio del leader socialista Giacomo Matteotti ( all’assassinio del quale i discorsi di Mussolini certamente contribuirono, anche se forse egli non diede un ordine preciso in tal senso) e la soppressione in nome dell’efficienza e dell’ordine delle libertà personali e civili; di tali aspetti essi constatavano il miglioramento nei servizi pubblici, ma ignoravano il deterioramento dei costumi e della morale. All’avvento di Hitler, Mussolini aveva già un decennio di esperienza nella tecnica della brutalità e nei frutti che essa dava; aveva acquisito sicurezza in patria e rispetto da parte dei governi stranieri.

Peter Calvocoressi, Guy Wint: Storia della seconda guerra mondiale, Milano,1990, pag. 167

 

 

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Più che qualcosa da dire ( l’Italia dei piccoli Mussolini, vero), ci sarebbe qualcosa da dare….( Europa solidale, falso)

Non ho più niente da dire.

Davanti all’affermazione enfatica di Moscovici sui piccoli Mussolini, ( tutti in Italia pensano che il fascismo antropologico non sia mai morto) e la negazione dell’evidenza da parte di un’opinione pubblica con la coscienza sporca c’è poco da dire.

Davanti  alla condanna da parte della Ue della politica interna di Orban che nega la democrazia dello stato di diritto con la scusa del problema migranti non c’è niente da dire.

Il silenzio è d’oro si dice, ma se non denunci diventi un mafioso, un omertoso e un collaborazionista di idee maligne, malsane, odiose, irrecuperabili.

Il governo Europeo che parla di solidarietà e di non difendere la fortezza Europa, invece, ci dice che i paesi europei ( tutti), non hanno più niente da dire nè da dare.

L’italia fascista è in minoranza, l’Italia del volontariato e della solidarietà annovera milioni di persone, il blocco reazionario che va da Berlusconi, Meloni, Salvini è pronto a scaricare i cinque stelle che hanno protetto le malefatte di un fascista in potenza e un furbacchione da prima pagina sul Time come Salvini.

A questo punto non si ha più niente da dire, perchè è stato già detto tutto e il contrario di tutto nel giro di un giorno.

Il dire è una cosa, ma il dare è un’altra. Si pensi ad un ‘opinione pubblica che è pronta a dire su tutto, ma a dare su niente.

Dare, nel senso di conferire una scelta alla donazione, senza per questo ricevere un’immediata   ricompensa è riservato ai soliti:lavorare in povertà è già un onore.

L’appello quindi oscilla fra il Gianni Morandi  – Tozzi del “si può dare di più senza essere eroi ” ( Conte),alle sollecitazioni papali di donare senza interessi.

Imprenditori, padroni, benestanti, classi abbienti sanno che questo per loro è il migliore dei mondi possibili, possono pure dirsi dalla parte dei disgraziati ( vedi  Orban,Putin, Trump,Salvini, Berlusconi) e il popolo nostalgico di Weimar approva.

Se la sinistra e tutti gli uomini di buona volontà dicessero meno per dare di piu’ ci sarebbe  una rivoluzione, almeno della dignità.

 

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La resistenza al nazifascismo fu globale non dimenticatelo fascio leghisti nostrani

1940. FINALMENTE LA RESISTENZA
I superstiti del ridottissimo esercito norvegese si raggrupparono alla meglio per opporsi all’avanzata tedesca.
Oslo, la capitale, il 9 aprile era stata occupata da una mezza compagnia di soldati tedeschi con una facilità che rasentò il ridicolo. Se rammentiamo cosa è accaduto a Varsavia, qui possiamo dire che la guerra nazi-sta non solo fu facile come una scampagnata, ma non fu per niente cattiva.
Basta pensare che nelle strade della capitale i cittadini si misero a guar-dare gli occupanti con la curiosità dei bambini che guardano cosa fanno i grandi.
E i tedeschi li lasciarono fare, anche perché in loro intravvidero gente di pura razza ariana.
Le truppe aviotrasportate tedesche avanzarono con la fanfara in testa nel centro di Oslo.
D’improvviso la radio annunciò che il re si era spostato ad Hamar e che al suo posto era stato insediato il governo di Quisling.
Con la voce rotta dall’emozione veniva annunciato alla radio un immi-nente attacco aereo inglese contro la capitale occupata dai tedeschi.
Quello che non era accaduto per l’arrivo dei nazisti, accadde per il ven-tilato arrivo degli inglesi: il panico generalizzato si impadronì dei citta-dini norvegesi che scapparono in tutte le direzioni per evitare il bom-bardamento alleato.
Alcuni becchini che stavano trasportando una bara la lasciarono in mezzo alla strada.
Dove nacque allora lo spirito di resistenza norvegese?
Il re aveva già respinto, come abbiamo visto, le proposte dei tedeschi. Quando l’ambasciatore tedesco a Oslo, Bräuer, si recò a parlamentare con Haakon VII, trovò le istituzioni compatte nel negare riconosci-mento al famigerato governo Quisling.
Prese tempo il sovrano norvegese, sapeva che i tedeschi erano capaci di qualsiasi colpo di mano contro la sua persona.
Da Elverun si trasferì a Nybergsund per riunire i membri del governo, tutti si dimostrarono compatti nello schierarsi con il re e il Parlamento
legittimo. La resistenza cominciò in Europa dalle bianche nevi di Norvegia.
Se in Polonia i resistenti erano convinti, come lo saranno in generale le popolazioni dell’est, che l’opposizione al nazismo era una questione vitale, per i norvegesi si trattava di una scelta politica, di un atto di ribellione verso lo strapotere fascista che si stava abbattendo su tutto il mondo occidentale.
I tedeschi rimasero stupiti da tale scelta.
Nel grande impero Nordico profetizzato da Rosenberg non c’era posto per gli ebrei e le altre razze, ma per i Nordici norvegesi, ammaestrati dal nazionalsocialismo, certamente sì.
I nazisti, respinti da una razza uguale e ariana, l’11 aprile furono capaci di distruggere il villaggio di Nybergsund in cui ancora si trovavano il re e i suoi consiglieri.
Il monarca non ebbe paura di prendere armi e bagagli e di rifugiarsi nei boschi vicini per evitare la furia omicida dei tedeschi.
Per circa due mesi fu lotta senza quartiere fra la resistenza norvegese e le truppe del Terzo Reich.
Era chiaro che non c’era partita.
La Luftwaffe fece la differenza.
Parlare di lotta disperata dei norvegesi in una guerra già persa è giusto fino ad un certo punto, ma le peregrinazioni regie in cerca di un capo-saldo difendibile danno la misura della grandezza del re di Norvegia.

 

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Leggi e scegli da che parte stare?la parte giusta e’ quella antifascista

Penso ti possa piacere questo libro – “1939 – 1945 Il racconto della GUERRA GIUSTA: La svastica sull’Europa 1939-1942” di Pierluigi Raccagni.

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Un governo di spudorati bugiardi in cerca di guai prova a forzare la Costituzione repubblicana e antifascista

Salvini e di Maio non smettono mai di dire bugie.

Dopo lo show nel quale su FB  Matteo ha mostrato agli italiani le piaghe del suo calvario per la difesa della razza italica nel caso Diciotti, dopo aver dichiarato come il Marchese del grillo ” io so io e voi non siete un ca…zo” ai giudici che gli hanno inviato l’avviso di garanzia per sequestro aggravato, ha smobilitato velocemente la piazza sembra su consiglio di Di Maio.( il gioco delle parti funziona a meraviglia).

Indubbiamente è il momento in cui si può fare le vittime davanti all’Europa e agli amici russi e americani  che hanno insegnato ai “somaristi” locali tutto,  persino a simpatizzare per i nazisti del KKK.

I giudici vogliono bloccare il cambiamento sequestrando i soldi che la Lega ha rubato agli italiani, vogliono mandarlo sotto processo perchè la campagna elettorale razzista sulla nave Diciotti è stata una macro scemenza criminale avvalorata da un opinione pubblica di estrema destra che incita al mussolinismo di ritorno.

“Libero”, il Giornale”, “la Verità” sono infatti furibondi solo con i Cinque stelle: con il loro movimentismo nazionale parolaio e inconcludente non spaventano solo i mercati, spaventano gli industriali del nord che votano Lega e aspettano il condono fiscale.

Così l’unica soluzione per Salvini  è quella di far finta di fare il duro per arrivare a dire: basta, adesso andiamo a elezioni, il popolo è con me.

Dietro di lui Steve Bannon consulente di Trump e tutta la pletora di neonazisti ( compresi gli svedesi biondi dagli occhi azzurri di cui Hitler stimava la pura razza ariana) e mezza Europa in camicia bruna.

Nei mesi estivi la costituzione è stata fatta a pezzi. Chiusura porti, sequestri di persona, interferenze nel lavoro di Mattarella,chiusura di occhi, bocca e orecchie sul fascismo omeopatico italico.

I costituzionalisti che con il referendum difesero la costituzione dal golpe di Renzi, sono forse passati dall’altra parte. Oppure sono ancora in ferie.

 

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Un uomo con gli attributi:se gli tocchi i soldi cita la Bibbia,per i migranti barzellette e odioso razzismo

” Temete l’ira dei giusti” ha sentenziato Matteo Salvini alla notizia del sequestro di 49 milioni della Lega da parte dei giudici che indagano sul malloppo che Bossi , il Trota e Belsito gestivano come fossero soldi privati. E per i quali sono già stati condannati.

La citazione della sacra Bibbia lo pone fra gli eroi immortali del sacro:nemmeno Gesù era così intransigente verso i ladri di stato.

Peccato che quando parla di migranti e degli effetti sulla loro pelle dei viaggi della speranza lungo le rotte del Mediterraneo, il Duce dello squallore,il leader delle birrerie padane nel solco delle birrerie tedesche del III Reich, sia molto profano.

Quelli allontanatisi da Rocca  di Papa  secondo il genio italico sono gente che non ha bisogno di mangiare, sono palestrati con telefonino che vogliono  vedere Sky calcio, sono donne stuprate perchè irresponsabili ad attraversare il mare per cercare una vita migliore.

Sulla faccenda di Lega ladrona non posso dire altro se non che le indagini non sono finite:c’era anche Salvini nel maneggio dei fondi leghisti, pure, si dice, in Lussemburgo.

I cinque stelle, lo hanno evidenziato:  pronti a decreti anticorruzione per gli italiani, neinte per Salvini l’uomo della provvidenza come Mussolini.

Ho visto Salvini a Viterbo marciare fra due ali di folla festante come fosse il papa, il re, Mussolini al Foro Italico oppure Hitler a Vienna ( ma erano in macchina).

Il successo è oggettivo tanto che Matteo ha dichiarato: non temo nulla, gli italiani sono con me.

Salvini non è un ladro, è un piangina, un pavido bullo che se la prende coi deboli. Un anticomunista reazionario idolo dei nazi fascisti nostrani che, con i soldi confiscati da giudici di sinistra, aumenterà i voti.

Chiudo con il mio marco di fabbrica, i libri sono scritti per essere letti e venduti.ciao

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