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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

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10,2. Nostalgia della Filosofia – L’ineguaglianza liberale è il prezzo da pagare alla libertà dell’individuo…..

Libertà e uguaglianza, sogno giacobino e poi socialista, diventato incubo nel secolo scorso per chi ha praticato la lotta di classe come guerra di religione, è oggi un ossimoro, un contraddizione inconciliabile, un’utopia che sta nei programmi scritti dell’Europa dei diritti.

Siamo, però, ineguali nella possibilità del benessere per non parlare della liberazione dallo sfruttamento.

Gli interessi meschini di parte hanno sempre generato l’incontestabile lotta per il potere: la brama dei mediocri nella società civile di arricchirsi alle spalle dei più deboli è un segno distintivo del malessere circolante.

In fondo Mattarella ha voluto troncare con un governo di alto profilo il cortocircuito della mediocrità dei politici e dei sudditi, tanto per capirci.

Sperare che ci sia una inversione di tendenza al gioco delle parti è auspicabile, rinunciare all’emancipazione dell’individuo per una società migliore accontentandosi della tranquillità esistenziale, però, sembra il limite insuperabile del mestiere di vivere nell’Europa dei lumi.

L’uguaglianza, infatti ,è continuamente negata dalla dall’ineguaglianza di proprietà e ricchezze.

Il lavoro che include l’individuo nella società, per il proletario, il neo – povero ,la classe dei non abbienti o come la si voglia chiamare, è sempre più una naturale maledizione biblica da accogliere come il minore dei mali, anche se solo lo sfruttamento del capitale umano genera ricchezza, competizione, voglia di andare avanti..

Parlare quindi di governi di rifondazione democratica, che riescano a superare sistemi capitalistici sempre più sofisticati con la lotta alle disuguaglianze, è rinnegare la realtà storica così come ereditata dai secoli passati con le sue rivoluzioni e controrivoluzioni.

Le bandiere rosse sulla società del marketing del modello cinese, ad esempio, sono la testimonianza di una eredità egualitaria che vuole nascondere, sotto il vessillo della retorica, la nostalgica consolazione del come eravamo ( il marxismo di tipo maoista).

I giacobini e i leninisti pensavano che più c’è libertà meno c’è uguaglianza, mentre il socialismo reale propendeva per un ‘uguaglianza in una povertà dignitosa ( anche se la nomenclatura marxista – leninista del Comintern ha trovato nell’antifascismo della seconda guerra mondiale l’orizzonte di un’uguaglianza da Fronte popolare contro l’ineguaglianza del nazionalismo e del razzismo fascista).

Uno può chiedersi cosa c’entra tutto questo con l’incidente della caduta di Conte e l’arrivo di Draghi: ha ragione.

Ma considerato che Grillo ha citato Platone come l’innamorato cita S. Valentino e che gli aforismi filosofici abbondano nel regno del nulla, questo spot alla filosofia è da ritenersi un semplice pro – memoria.

Minima Moralia: la decadenza della democrazia occidentale non viene dall’inevitabile pasticcio del governo Draghi a cui parteciperà pure un Salvini recuperato ai principi della rivoluzione francese.

Ai confini della tranquillità europea bussano da anni proletari affamati, assetati e tutto sommato oggetto di benevola carità quando va bene.

Marx rimane un filosofo di riferimento severo, scomodo, profondo…che, secondo me, Draghi conosce fin troppo bene.

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8.2. Conte 1 + Conte 2 = governo Draghi: ” è la somma che fa il totale” ( Cfr. Totò)

Cosa abbia voluto dire il grande Totò con la frase soprariportata rimane un mistero

La somma che fa il totale è frase lapidaria, ma lapalissiana, banale e tautologica, ma anche vera: come dire non c’è niente da fare è andata così….

La si potrebbe quindi applicare al governo in potenza, ma non ancora in atto, dell’aristotelico Mario Draghi che oggi continuerà le consultazioni coi partiti per definire programma di governo e soprattutto i nomi dei ministri.

L’esecutivo che va delineandosi, infatti, è la sommatoria del Conte 1 ( giallo – verde) con quella del Conte 2 ( giallo – rosso),poi tutti insieme appassionatamente tranne Fdi della Meloni che stando all’opposizione garantisce la democrazia parlamentare.

L’insieme non fa una sintesi unitaria, ma un minestrone unanimista digeribile dalla Politica con la PU maiuscola: Mattarella dopo la bagarre del mancato Conte ter, ha fatto capire che con il voto anticipato nulla sarebbe stato più come prima ( sistema Italia a picco).

Chiamando proprio Mario Draghi per un governo “neutro” di politici e tecnici di alto profilo Sergio Mattarella ha palesato non tanto l’insoddisfazione di Renzi verso Conte, ma la miseria politica della classe dirigente del paese.

E qui sono iniziati i colpi di scena della rappresentazione dei rappresentanti del popolo.

Salvini orfano del trumpismo, senza idee se non quella della discriminazione razziale, ha voltato pagina nel giro di poche ore ( non giorni), è diventato europeista part – time dalla parte del bene comune unendosi al coro blasfemo e retorico che ” è ora di scegliere fra interesse dei partiti e interesse della nazione”( lo recitano tutti e sentirli è un insulto a chi crede nella democrazia…)

Pd e Leu hanno qualche difficoltà a stare nel gruppo degli amici di Orban ma anche qui c’è poco da fare se non appellarsi alla dignità del governo Conte 2 che ha tenuto proprio per il buon lavoro di Leu sulla sanità e della forzata alleanza coi Cinque Stelle di Conte.

Forza Italia finge di spaccare il centrodestra, ma intanto prepara le elezioni amministrative di giugno.

La ricetta Draghi deve funzionare.

SuperMario è un liberale democratico che punta alla coesione sociale, pure Landini ne parla bene; coniugare il capitalismo della Bce con la lotta alle disuguaglianze è una missione da sempre della borghesia liberale per bene ( non certo dei pescecani golpisti, fascisti e mafiosi della storia d’Italia)

L’ex governatore della Bce è una soluzione che può andare bene a tutta Europa che si accinge a vivere senza il contributo della Merkel e poi andrà bene pure a Biden.

Per l’intera classe politica, però, è un tutti a casa, in attesa che la coincidentia oppositorum ( patrimoniale e/o taglio delle tasse, blocco dei licenziamenti, e/o libertà d’impresa, proporzionale e/o stabilità), prenda forma nella concretezza di riforme da presentare ( non da fare, ovvio) prima del 30 aprile, D day per il Recovery Fund.

Facile però sparare su Draghi, comodo soprattutto per quella parte di Cinque stelle condotti alla ragione da Beppe Grillo.

Tutti sanno che i peones grillini sono alla ricerca di un posto di lavoro almeno dopo il 2022,tranquilli ragazzi il mutuo è garantito..

Chi è senza peccato scagli la prima bufala, dunque

Ma la lotta alle disuguaglianze di cui sopra, per una democrazia reale e non fittizia, passa da un governo da grossa coalizione che non diventi di grassa colazione delle risorse europee: questo è tutto da vedere.

I parallelismi con il passato sono tutti arbitrari.

Ciampi nel ’93 aveva a che fare con il Pds e la Dc in rotta dopo Tangentoli, l’Msi era per i nostalgici con la tenda ad ossigeno, non c’era il populismo e la fine dei partiti,.

Monti doveva fare la faccia dura ( e ci è riuscito) per salvare l’Italia da una fame greca: Draghi ha un orizzonte politico meno fosco senza nemmeno una dottrina del secolo scorso da combattere. ( il comunismo inventato da Berlusconi).

La Meloni, pasionaria nera, giocando sull’opposizione scommette su un prossimo venti per cento alle elezioni, mentre Salvini, già citato, cerca di mettere insieme gli interessi di Confindustria con quelli dei garantiti del Nord a scapito del Sud ovvio.

Fermate il mondo voglio scendere?

Non scherziamo, saremo realisti, tutto è possibile.

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5.2. Crisi: non basta dire qualcosa di sinistra, è il fare qualcosa di sinistra il problema con il governo che verrà…

“Dì qualcosa di sinistra”, la famosa esortazione di Nanni Moretti a Massimo d’Alema nel film Aprile del 1998 è stata ampiamente superata dalla prassi quotidiana della politica e dell’attuale situazione di non governo.

Per Pd e Leu scegliere Draghi è la soluzione razionale pro – tempore per uscire dal caos, ma il prezzo da pagare potrebbe essere salato per la sinistra o quella che rimane ( soprattutto se la Lega in qualche modo non farà barricate)

Nella storia tutti hanno detto qualcosa di sinistra. ….tranne d’Alema.

Lo diceva Mussolini sulle pensioni, lo diceva Goebbels sui diritti dei lavoratori quando era comunista, lo diceva Pol Pot sull’abolizione delle differenze di classe, lo diceva Stalin nel promulgare nel ‘1936 la Costituzione sovietica, la più bella del mondo ( anche oggi per Rizzo, il comunista dei comunisti…)

Battute pleonastiche, nessuno si offenda…please

Andare ad un governo” politico” con la regia di Supermario Draghi non credo sia un problema di identità per la sinistra istituzionale dopo l’esperienza del Conte – due, ma sia un problema di amministrazione quotidiana.

La sinistra, infatti, come comunità di intellettuali e proletari, organizzata nei grandi movimenti di massa del secolo scorso, non c’è più e non fa più paura a nessuno.

Soprattutto perchè difficilmente riesce a mettere in pratica le riforme che promette.

” Il fai qualcosa di sinistra” infatti, non è monito molto usato: la sua attuazione è problematica sempre.

Risulta invece un’iscrizione sepolcrale alle sorti della sinistra o delle varie sinistre.

Anche grazie ai Cinque Stelle dei Toninelli, l’ideologia del post ideologico voleva cancellare la divisione quasi naturale fra destra reazionaria e sinistra liberale, per andare a destra, naturalmente.

( Dibba, il capocomico del movimento ne è l’emblema in peggio, la Caporetto dei Cinque stelle la conferma)

Forse non è importante dire qualcosa di sinistra, ma, assecondando la predizione che le lunghe marce cominciamo dai piccoli passi, si può inverare la coerenza fra il dire e il fare senza bisogno di sentirsi a tutti i costi nè gli eroici eredi di una improbabile rivoluzione che cambierà il mondo, nè dei riformisti parolai.

Il reddito di cittadinanza, ad esempio, cioè un salario di inclusione nella società, è decisamente di sinistra, anche se lo hanno proposto e messo in atto i Cinque Stelle.

Può essere cancellato così, senza nessuna legge sostitutiva in aiuto a chi brancola nel buio nel mondo del lavoro perchè Draghi è contrario a ” cattivi debiti”?

Il licenziamento di 100.000 donne nel mese di dicembre ( 98% della forza lavoro) che fa pensare che il ” futuro è donna” sbandierato dalla sinistra istituzionale a volte sembra solo un marketing elettorale, avrà pur bisogno di essere affrontato da una sinistra di governo… o no?

In fondo Mario Draghi, senza nessuna concessione al politichese delle criticità e delle condizionalità, pone come prioritari gli obiettivi elencati da Sergio Mattarella nell’ultima comunicazione al Quirinale.

Lotta alla pandemia, vaccini per tutti, aiuti e sostegno immediato al mondo del lavoro, tutela della formazione dei giovani , razionalizzazione del Recovery è un programma che nei fatti potrebbe valere per qualsiasi governo di buon senso: perchè non cercare di attuarlo in modo incisivo da sinistra mettendo da subito in cantiere il blocco dei licenziamenti?

Una sinistra compassionevole alla Walter Veltroni, ad esempio, il vate della democrazia lacrimosa, che fa dello sfruttamento e dell’ingiustizia sociale uno stadio della solitudine, un romantico ed empatico suffragio verso il mondo dei persi e dei dispersi, urta proprio con la condizione degli ultimi, che ancora rimangono naturalmente ai margini della vita, non della politica.

E il fotoromanzo di una sinistra di perdenti di successo che indicano comunque la via della redenzione ad una massa indistinta di nuove povertà, mediante il dire qualcosa che non stoni, non trova riscontro pratico, soprattutto nell’attuale crisi della Repubblica.

Per fare il governo Draghi ci vuole il sì di Berlusconi’ compagno di merende dei fascio – leghisti, di Italia Viva, dei centristi, di Conte: ci sono tutti nella grossa coalizione dei clan che aspettano i soldi dell’Europa per essere europeisti.

Inutile sottolineare che Draghi era un banchiere che ha messo la Grecia in ginocchio, per il funerale c’è ancora tempo visto che il governo non è ancora nato.

Una preghiera sommessa: non dite più niente di sinistra, ma almeno fate qualcosa di centro sinistra…

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3.1-E’ arrivato al Colle un liberale vero: alla classe politica conviene salire sulla stessa “banca”(grillini, lega e sinistra in difficoltà)…

Un furibondo Sergio Mattarella in dieci minuti di discorso ha sintetizzato il disastro compiuto da Renzi e dal pasticcio cromatico giallo – verde- rosso – nero: o vi beccate Draghi oppure andate al voto con le conseguenze che tutti sanno.

Mario Draghi, ex presidente della Bce, liberale stimato in tutto il mondo, eccellenza del genio italiano della finanza è il politico che assicura a tutta Europa il quantitative easing.

Che secondo definizione dell’Enciclopedia Treccani significa” alleggerimento quantitativo, cioè politica messa in atto dalle banche centrali per creare moneta mediante l’acquisto di titoli di stato e altre obbligazioni sul mercato”

Questa definizione non è accademica: le borse europee, soprattutto quella di Piazza Affari hanno salutato l’arrivo dell’Uomo della provvidenza al Colle con un boom di acquisti, in attesa di speculare sulle prossime vendite, ovvio.

Così Conte, che aveva capito che sarebbe entrato da papa al Quirinale per uscire da cardinale, è stato per ora liquidato, Renzi si gode la vittoria su Conte perchè ha rotto il patto Pd, Cinque stelle Leu che lo vedeva tagliato fuori per sempre dal tavolo del poker del potere.

I Cinque stelle sembrano abbiano detto no a Draghi: è un antipopulista.

La Lega con Salvini vorrebbe andare al voto, ma è fermata dall’europeista Giorgetti, la Meloni è per una soluzione nazionalista di estrema destra ( contro i liberali contro la sinistra) il Pd e Leu ( che secondo me è il meno peggio) sono in difficoltà per un semplice e scontato motivo:

si potrà governare, eventualmente, con l’appoggio esterno dei parafascisti di Salvini e Meloni,?

Zingaretti, il prudente, sarà capace di fare qualcosa di sinistra con un rigorista come Draghi che per certi versi ricorda nella postura intellettuale Mario Monti?

Non è che arrivato Draghi rancori, odi, lotta pe le poltrone etc cessino immediatamente, le macerie dell’esperienza della terza repubblica con il movimento Cinque Stelle primo partito italiano si è chiusa ieri quando Fico, presidente della camera, è stato silurato dal fondamentalismo del Blair di Rignano.

Ma queste sono scemenze, monumenti all’imbecillità di una classe poltica fra le peggiori del dopoguerra che deve affrontare la crisi sanitaria ed economica di un paese allo sbando, non solo per colpa del Palazzo..

Il presidente della repubblica è un galantuomo, Draghi un super professionista della politica economica che si accinge a salvare il paese cercando di far quadrare i conti con interventi umanitari verso i più deboli..

Al politicume sgangherato ( senza generalizzare, però) conviene salire al Colle, fare bene i conti, e capire che fuori dalla Bce e dal Recovery Fund ‘c’è il nulla.

Solo che con questi un governo di alto profilo non solo non si può fare, ma non si può manco immaginare.

Uscire dalla pandemia, fare i vaccini, fermare i licenziamenti, prendere i capitali del Recovery, distribuirli equamente, aiutare chi è in difficoltà senza fare una rivoluzione, ma manco una riforma sarebbe il massimo per i cultori del gattopardismo.

Più che Draghi ci vuole una trilogia teologica; fede, speranza, carità.

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1.2.- Ragionare con la propria testa: il miglior vaccino anti – influencer

Dal particolare all’universale, e poi dall’universale al particolare: così i greci intendevano la dialettica, che il senso comune confonde con la retorica.( dialettica è l’arte del ragionare, la retorica l’arte del persuadere).

Difficile oggi non farsi manipolare dall’arte della persuasione.

Un volta si diceva che uno che non aveva carattere era ” un tipo influenzabile” dalle circostanze, oggi essere contagiati dall’influencer è un modo di percepire la rappresentazione.

Se hai delle idee guida di valore corrose dal tempo, ma non dalla volontà di attribuire un senso a quello che stai facendo, rimani invischiato nell’ideologia, se ti informi e consideri la ricerca fondamentale per cercare di comprendere, sei in balia delle mode e dei manipolatori della mente.

Ferragni – Fedez, ad esempio, la premiata ditta dei Ferragnez, sono i campioni degli influencer nel nostro paese e non solo.

Sono un esempio di influencer marketing,poi ci sono gli opinion maker, poi i social hanno moltiplicato a livello planetario quello che una volta si chiamava il passaparola.

Paese che vai” influenze” visive e verbali che trovi, dunque: il corso dei tempi istiga pure al suicidio anche se il fine della volontà di potenza della tecnologia è una corsa al successo dell’isola del tesoro ( miliardi in lire, milioni in euro – dollari).

Niente moralismi, per favore, soprattutto quando la sofisticata, in senso filosofico, manipolazione della mente rivela grandi genialità della comunicazione.

Cercare quindi di non rimanere intrappolati nelle certezze dell’egoità pensante, che non vuol dire solo dubito – penso ergo sum, ma andare oltre i paradigmi della filosofia e della storia ( comunismo, socialismo anarchismo, nazionalismo, cattolicesimo musulmanesimo, sionismo e magari nazi . fascismo) non è facile, anzi è immensamente difficile.

Se le idee dominanti sono quelle della classe dominante, l’alienazione all’influenzabilità è il nuovo dio del mercato:la perdita di se stessi avviene senza che ce ne rendiamo conto.

Oggi, infatti, nessun intellettuale può parlare alla cultura del proprio tempo.

Le sollecitazioni più robuste vengono dal binomio pubblicità – comunicazione, il ragionamento, cioè il prendere le distanze dall’accadere per tentare di mettere a fuoco cosa ci sia oltre al simbolico è questione che interessa in minima parte.

Gli ” ismi”della filosofia e della storia”sono stati travolti da un nichilismo banale, da racconti che vogliono essere originali, ma che alla fine ritrovi dai tempi dei tempi.

Si ragiona per stereotipi e sillogismi per cui si scrive e si parla velocemente, ragionare è faticoso, in fondo è un modo per mediare se stessi con gli altri.

La filosofia per Platone era la scienza dei re, ad esempio, la scienza dei re in questo momento è quella comunicazione senza distinzione,tutto è uguale nel bene e nel male.

Quello che conta secondo me, senza essere per forza degli acrobati della “sofisticata” sapienza degli esperti per forza in ogni materia, è semplicemente mettersi dalla parte degli altri con il concetto astratto e con la passione del cuore.

Mi spiego: le facili generalizzazioni, i facili giudizi,le liturgie “dell’avevo detto in tempi non sospetti”, non dimostrano di essere nel vero.

La verità non è di questo mondo e gli influencer fanno per denaro cioè che una volta le idee forti, e anche criminali facevano per passione.

Cerchiamo di ragionare con la propria testa, o no?

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Lo strapotere economico è dei poteri multicolori del capitalismo: a chi spetta dividere la torta del Recovery Fund?

Cui prodest?

A chi giova la crisi di governo con quasi 87.000 morti per Covid, milioni di disoccupati, centinaia di migliaia di fallimenti, debito pubblico fuori controllo, eccetera, eccetera.?

I partiti si sono incartati sulla dimissioni di Conte, tutti all’unisono dicono che bisogna far presto che l’Europa ci aspetta al varco, ma poi ogni giorno i giochi di palazzo sono più forti e consistenti dei valori costituzionali e democratici evocati dalla presidenza della Repubblica.

Sergio Mattarella che oggi finirà le consultazioni, dovrebbe essere il salvatore della patria.

Se lo auspicano da Berlusconi a Bersani.

Renzi , killer di fatto del governo Conte due, e pure del Conte ter, non è affidabile.

Conte è in difficoltà nonostante i responsabili di Tabacci, non garantisce un governo forte, forse ci vogliono larghe intese, la vulgata è questa.

Ma la domanda delle domande rimane senza risposta.

Domanda: chi si avvantaggerà dei 209 miliardi in arrivo ( se tutto va bene) del Recovery Fund?

Quali benefici materiali saranno saranno promessi ai propri elettori dai vari partiti? ( Cfr. Panebianco Corriere della sera).

Quale sarà il ruolo delle banche in tutto questo?

E se i soldi finissero nelle tasche di chi ne ha già tanti ( i soliti), lasciando a chi non ha santi in paradiso ( ancora i soliti) le briciole?

Gli italiani, che per l’80% non vogliono elezioni anticipate, sono convinti di una cosa al di là del colore politico di appartenenza: la diligenza degli aiuti europei scatenerà una guerra per bande che passerà alla storia della Repubblica.

Non è l’ennesima affermazione dell’antipolitica.

Già si mormora, poco velatamente, che le mafie hanno messo le mani sulla sanità e sui vaccini e sui cantieri della ricostruzione ( cfr. Gratteri, Procura di Catanzaro)

Si è certi che le multinazionali stanno facendo affari d’oro con la pandemia ( cfr. intervista all’arcivescovo di Milano su Repubblica).

Gli interrogativi che abbiamo sintetizzato si aggiungono a una considerazione posta dalla coscienza normale: perchè Pd e Cinque stelle sono silenti di come e quando verranno spese le palanche?

Come nei film noir, il colpo sembra perfetto, anche se prevedibile.

Da forze, non solo sinceramente reazionarie e moderate all’eccesso, si vuol rilanciare l’Italia in braghe di tela senza fare vere riforme in omaggio alla crescita democratica e alla giustizia sociale.

Se qualcosa non marcia all’interno dell’immobilismo vizioso che regola il gioco delle consorterie, delle lobbies,dei regionalismi, dei municipalismi, dei fondi delle fondazioni, del sottobosco di governo, del ruolo dei sindacati più accreditati, meglio intervenire con qualche aggiustatina istituzionale.

Ad esempio: un sistema di voto proporzionale che assicuri il pane quotidiano ai contendenti in lotta ( i partiti che non ci sono più a livello ideale, ma contano solo a livello di spartizione di potere).

Sono tutti preoccupati per la democrazia oppure perchè qualcuno rischia di perdere l’ultimo treno del poter spendere soldi pubblici in debito pro domo sua?

Credete che il Quirinale non lo sappia?

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27.1″Devo dirle signore… che sono ebreo, e io sono tedesco…. ed eccoci qua”… la Lista di Schindler..

Brano tratto da 1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta, vol I Pierluigi Raccagni

“Oscar Schindler conobbe Itzhak Stern dopo sole sette settimane dall’instaurazione del nuovo ordine in Polonia. E Stern aveva già conosciuto il significato degli editti restrittivi la razza ebraica, emanati da Hans Frank, governatore generale della Polonia. Stern, oltre a dichiarare le proprie origini, doveva portare il cartellino di riconoscimento della stella gialla ben visibile sul davanti”.

Le disposizioni che vietavano la preparazione di cibi ebraici trovavano Stern a disagio di fronte alla pos- sanza di Schindler; in fondo ad un polacco ebreo toccava poco più della metà della porzione che toccava ad un polacco normale, anch’egli considerato subumano.

A proposito vediamo come la Gestapo organizzò la classificazione dei subumani e degli umani in Polonia durante i primi mesi di occupazione nazista.

La prima divisione, la più naturale divisione fra gli uomini e le donne e i bambini, era fra quelli che dovevano morire e quelli che dovevano restare in vita.

gruppi razziali:

Tedeschi del Reich 2.613 calorie al giorno, etnia tedesca 2.613 calorie. Non Tedeschi, ma idonei alla germanizzazione 669 calorie al giorno, razza mista 669.

Non Ariani – Subumani: non tedeschi, non idonei alla germanizza- zione, Ebrei per discendenza, Omosessuali, Zingari, portatori di handicap, malati incurabili 184.

Ci fermiamo qui, per ora.

Durante il processo di Norimberga sarà Hans Frank a dichiarare: “Non basterà un migliaio di anni a purificare la Germania dalle sue colpe”.

Ma torniamo a Oscar Schindler.

Quando Stern lo incontrò per la prima volta dichiarò:” devo dirle signore che sono ebreo”.

“Bene, borbottò Herr Schindler.” E io sono tedesco. Ed eccoci qua”.

Oskar Schindler e Stern entrarono subito in sintonia, avevano parecchie cose in comune anche se apparentemente le distanze culturali fra i due sembravano abissali: (…) in un momento come quello, continuò Herr Schindler, per niente al mondo avrebbe voluto essere un prete, visto che la vita umana non aveva nemmeno il valore di un pacchetto di sigarette. Stern si dichiarò d’accordo, ma suggerì nello spirito della di- scussione che il riferimento fatto da Herr Schindler poteva essere riassunto in un verso talmudico, secondo il quale chi salva la vita di un solo uomo salva tutto il mondo”.

Cfr. Thomas Keneally, op. cit. pag. 37

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25.1.Crisi di governo. Nè con il governo nè con le Br ( Brigate renziane): opzione Conte ter…

Forse entro giovedì,( oppure fra poche ore) stando alle cronache, Conte si dimetterà e proverà a fare un Conte – ter allargato a tutte le componenti che ci stanno :da Italia viva ai centristi di destra moderati come ex Forzisti, Udc, et anche cani sciolti Cinque stelle espulsi per il mancato pagamento della rendicontazione, degli scontrini, delle quote etc.

Insomma un nuovo governo, un nuovo programma, nuovi ministri: una crisi pilotata che eviti le elezioni a giugno.

Tutti gli scenari sono aperti in questi frangenti.

I politici di professione dicono che non è tempo per i giochini della politica davanti ad una crisi pandemica ed economica che sta devastando l’Europa e l’Italia in particolare.( chi l’ha prodotta non si sa…)

Poi contano le possibilità di rimanere ancora a corte a 12.000 euro netti al mese, e naturalmente optano per un governo di salvezza quasi nazionale ( nè con questo Conte, nè con le brigate del fondamentalismo renziano)

La vera forza di Conte è questa

Solo che Giuseppi non vuole andare al Colle come papa e uscire da cardinale ( parole sue).

Gli stessi Cinque stelle, che attendono la relazione sulla giustizia di Bonafede, considerata giustizialista pure da Pd e Leu, sono in mezzo al guado: se non accettano il ritorno di Renzi stando con Conte a prescindere, rischiano di essere impallinati al Senato da Italia Viva ed estrema destra, Giuseppi vuole evitare proprio questo.

Ergo la salvezza nazionale e non nazionalista potrebbe andare bene a tutti, pure all’opinione pubblica.

Il” si salvi chi può”, infatti, ammissione di impotenza della classe politica, eviterebbe però il vero disastro che preoccupa gli italiani: sblocco dei licenziamenti il 30 marzo, mancata messa a punto del Recovery entro il 30 aprile, ritardo di ulteriori dei ristori, vaccini in alto mare…

Per salvare il salvabile non si può pensare ad una presa di Capitol Hill ( palazzo Chigi), modello Salvini – Meloni, trumpismo alla pummarola, nè pensare di rovesciare il tavolo truccato da parte di persone oneste e in buona fede.

Non puoi dire a uno che fa fatica a campare stiamo lavorando per te, per un nuova Italia:intanto fai la fila per mangiare.( non ci fosse il volontariato.. )

La politica della buvette è uno sfregio al buon senso, ma ora che si è in ballo tutte le soluzioni che possono evitare il punto di non ritorno di una crisi di sistema, senza una sinistra che sappia cosa fare in alternativa ( tutta ovvio), sono benvenute a breve.

Tempo per le rivolte c’è sempre, quello per le riforme mai

Intanto stasera alle 18 a Milano ci sarà una manifestazione davanti alla regione Lombardia di associazioni e sindacati contro la gestione Fontana che fin qui si è dimostrata la peggiore governance regionale d’Italia.

Eppur si muove…pure l’opposizione….

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