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23.12.2017 BABBI NATALE di tutto il mondo unitevi!( le renne facciano una coalizione)

Guai se non ci fosse un Natale del consumo, non si consumerebbe il Natale.

In questi giorni vedi ragazzotti sfrecciare su motociclette, motorini, monopattini a consegnare pacchi di Natale.

Bene, dici, qualche disgraziato ha trovato un posto di lavoro, almeno a tempo determinato.

Sono lontani, quindi, gli anni in cui si contestava alla Rinascente di Milano la società dei consumi durante i giorni delle feste natalizie.

Il consumismo ha sconfitto il comunismo di guerra, se non consumi non dai lavoro, secondo alcuni, secondo altri, manco mangi.

Ci sono anche quelli che siccome vivono nella opulenza tutto l’anno, a Natale fanno i moralisti sui consumi popolari.

Hanno scoperto quello che sta dietro Amazon o qualsiasi altra multinazionale dell’e- commerce: sfruttamento bello e buono, diremmo bestiale.

Hanno intervistato  i lavoratori che hanno fatto sciopero a Piacenza nel capannone Amazon: ritmi infernali, manco la pausa per pisciare, come fossimo Generale dietro una collina, spirito del denaro su tutto.

Non è una scoperta, nè una denuncia, questa. Anche dietro le piramidi c’era il lavoro degli schiavi e i palloni dei mondiali di calcio sono manufatti dello sfruttamento minorile ecc.

Il consumismo come ideologia natalizia significa  avere un lavoro, avere una pensione, avere cura di se stessi nel  tempo libero. Se hai queste cose puoi consumare  quel tanto che basta per salire a bordo, diventare un cittadino che può anche permettersi di pensare ai più poveri.

Tipo, “la vita è una cosa meravigliosa”  film dei fratelli Vanzina

Il sentimento di fratellanza Natalizia, crea l’ occasione per l’acquisto.

Più BENI NATALIZI, più Buon Natale,anche per chi sta non troppo bene, anzi male.

Il Natale vero,nella sua evocazione migliore, non c’è più. C’è solo consumo, con la sua melensa filosofia stracciona. Se poi è l’occasione per riposare e ritrovarsi, meglio.

Aria fritta,sì, ma almeno Babbi Natale di tutto il mondo unitevi!

Nostalgia della filosofia A COSA STAI PENSANDO?

A cosa stai pensando?

E’ la domanda che viene fatta da Facebook al cliente che si connette.

E’ una domanda che potrebbe dire già tutto della dittatura di Internet sulle menti umane.

Non lo diciamo noi, ( uso il noi, perchè spero che l’opinione sia condivisa su questo blog).

Roger Mc Namee, un guru dell’informazione via web, che ha fatto i miliardi con Facebook e Google,ha sostenuto recentemente che è in fase di pentimento.

Nel senso che si è accorto di quanto fallace sia il regno di Facebook, dove gli incontri ravvicinati del terzo tipo danno la sensazione che sia possibile uscire dalla quotidianità alienante.

Su questo discorso sono tutti d’accordo.

Ma ormai Google e Facebook sono mezzi di produzione che hanno portato il capitalismo al trionfo universale.

La “substantia di Facebook”, infatti, è lo scambio e il mercato.

Ti chiedono un Like, e di solito  non lo nego a nessuno, come forma di cortesia.

Ma più metto “like”, più aumenta l’inconsistenza del tutto.

Scrivo questo perchè, unicamente per promuovere il blog  mi sono rimesso su Facebook dopo anni.

Ritrovando volentieri persone che non vedevo da anni.

Non c’è nulla di male,  c’è anche l’Isis, Trump in persona.

E un sacco di persone che fanno del bene e dicono cose sagge: di destra, sinistra, centrocampo ecc.

Il mondo di internet  è il mondo degli abitanti del pianeta terra.

Domanda:  il mondo reale  è la copia sbiadita del web, o viceversa?

Manca la filosofia, in quel mondo web.

Anche se ci sono siti di filosofia per tutti i gusti, è assente la presenza dell’essere come definizione di senso.

Parmenide, ad esempio, sosteneva che il linguaggio “è l’essere che non è”,include infatti la contraddizione, ( se dico A nego B).

L’essere in quanto essere, invece,scevro di materia gli uomini lo chiamano Dio.

Ora se uno pensa di pensare, se la sua autocoscienza fa del sapere di sè il limite e la consapevolezza della propria finitezza, non può pensare al nulla.

Invece il vero problema dell’andare verso il nulla indifferenziato degli oggetti e dei soggetti, è la coscienza occulta di Facebook, apparentemente al servizio di tutti, realmente  solo al servizio dell’accumulazione  sistematica di denaro, a colpi di banalità di metodo.

Come ha dichiarato il guru della tastiera, pentitosi di essere un dittatore dispotico delle menti, il fine di internet è quello di cancellare la realtà per regalare felicità effimere.

Come un oppio, o qualsiasi droga dei popoli, dove basta un clic per la redenzione.

Minima moralia, su Internet la selezione ci salverà dalla barbarie.

E nella Realtà?

Buon Natale.

 

 

 

 

20.12.2017 Dalla Marcia su Roma a piazza della Loggia: sono tornati in Italia i padri costituenti del nazifascismo odierno. Ma gli assassini sono sempre stati fra noi.

E ‘ una settima particolare questa.

Dopo il ritorno della salma di Re Sciaboletta,( era così basso di statura che gli dovettero accorciare la spada che toccava terra), Vittorio Emanuele III, con volo di stato, ieri è tornato pure quello che è stato giudicato come l’esecutore materiale della strage di Piazza della Loggia, nel maggio del 1974.

Che ci sia un nesso fra le due cose non è frutto del libero arbitrio antifascista.

Il re fascista che diede a Mussolini l’incarico di governo dopo la Marcia su Roma, che fece orecchie da mercante sul delitto Matteotti, che salutò la strage di etiopi ed eritrei come conquista dell’Italia imperiale, che firmò le leggi razziali contro gli ebrei,che scappò con il malloppo dopo l’8 settembre, è un maestro del fascismo istituzionale.

 E pur non essendo un Re del fascismo, ma un semplice manovale criminale della reazione,   è rientrato ieri, sempre dal Portogallo,( dove era fuggito dopo la sentenza di secondo grado), il nazifascista Maurizio Tramonte, autore della strage della Loggia nel 1974 a Brescia.

Costui verrà a scontare finalmente l’ergastolo in Italia dopo la condanna del 21 giugno della Cassazione,( insieme a Carlo Maria Maggi, 80 anni, medico, già Ordine Nuovo, mandante, che per motivi di salute sconterà la pena a casa sua).

La carneficina di quell’anno, diede il via, in pratica alla militarizzazione di una certa parte del movimento contro i fascisti,.

Dire che ” è una delle tante pagine nere della storia’ d’Italia, è purtroppo retorico. Tutte le stragi fasciste  hanno avuto mandanti coi guanti bianchi.

Per arrivare agli autori materiali ci sono voluti  44 anni; i mandanti erano funzionari di stato che hanno depistato e occultato le prove.

Il fascista Tramonte fu protetto dai servizi segreti,anzi era uno di loro, che avevano già protetto, cullato, coccolato gli autori della strage di Piazza Fontana e delle altre carneficine fasciste.

L’attacco stragista, fu il più grave d’Europa,  contro una manifestazione operaia.

La ferocia fascista e anticomunista del ventennio, con le coperture di Re Vittorio Emanuele III, si saldò a meraviglia con gli attentati degli anni settanta,con le coperture e le simpatie di pezzi dello stato che volevano colpire i rossi.

Non è un caso che Silvio Berlusconi scherzi su ” Mussolini dittatore”.

Una parte dello stato italiano in alcune sue componenti, ha sempre avuto un occhio di riguardo, nel proteggere i nazifascisti, nello sputare sul 25 aprile, nell’indicare nei movimenti degli anni settanta e oggi nei centri sociali i fautori della violenza.

Sono menzogne, accurate calunnie contro l’antifascismo,che ha sempre rivendicato il diritto all’autodifesa democratica,visto che alcuni apparati statali latitano nel difendere la Costituzione dal fascismo.

E che Roberto Fiore,capo miliardario di Forza Nuova, provenga da Terza posizione, di cui era capo, non è una novità.

Terza posizione, tanto per essere chiari, teorizzava l’eliminazione fisica dei militanti comunisti e dei democratici sul finire degli Anni Settanta.

Fiore che fu condannato a cinque anni e mezzo per banda armata e associazione sovversiva nel 1980, rimase impunito.

Fuggì in Inghilterra ,dove fece i quattrini, non si sa come.

Fiore era  amico di Gaetano Adinolfi, ideologo di Casa Pound, che militava con lui in Terza posizione.

L’organizzazione  allevò gente come Fioravanti, Mambro, stragisti di professione e vocazione. ( vedi Stazione Bologna).

Quello che oggi viene sminuito come gruppo di ragazzotti alla ricerca di notorietà nera è in realtà l’ultima traccia visibile del fascismo criminale.

In via di espansione democratica.

Ma oggi chi protegge indirettamente e culturalmente  questa gentaglia?

Sono i soliti noti: borghesi anticomunisti ( Berlusconi in primis), leghisti razzisti,destra radicale parlamentare,manovalanza mafiosa,organizzazioni nazifasciste internazionali.

Buon Natale.

 

 

Hitler entrò a Vienna, nel 1938, accolto dal popolo austriaco in modo entusiasta. Un caporale criminale indigeno aveva riunificato il Reich tedesco. Oggi in Austria si recita una farsa pericolosa del nazifascismo, col governo di Sebastian Kurz…..

Quando gli italiani erano italiani, con tutti i limiti del nostro agire, metà eroico, metà canagliesco, ma pure sempre umano. Noi italiani non sempre brava gente, ma almeno italiani che non rinnegavano se stessi. Come fanno oggi Salvini , Meloni, tutta plebe che dice di voler fondare un’Italia di patrioti, ma poi solidarizza con l’imperialismo odierno austro – ungarico, nero e feroce con i migranti.

Buon Natale

La processione capitalista :” per i miseri implora perdono, per i banchieri implora pietà…”

“Chi salva una vita salva l’intera umanità”, dice il Talmud.

Invece quello che è il comune sentire, “dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno” è che “chi salva una banca salva l’umanità intera”, parodiando, senza offesa, la citazione bellissima del Talmud .

Siamo nell’ambito di una religione fra le più sacre al mondo: siamo tutti contro l’avidità delle banche, le loro porcherie, le loro delinquenziali operazioni finanziarie, ma poi non ne possiamo fare a meno.

Sono come l’aria che respiriamo, visto che da lì transitano oltre che i capitali dei ricchi, i risparmi dei poveracci fatti di pensioni, di liquidazioni dopo anni di fatica, di piccoli imprenditori alle prese con la crisi etc-

Il messaggio del Papa, durante la visita in Bangladesh, ( si salvano le banche non i disperati e la dignità umana),dove in quel paese  ha potuto constatare le miserie della minoranza musulmana dei Robynghia,  suona come l’ennesimo atto d’accusa verso chi considera il capitale in denaro infinitamente più importante del capitale umano.

Si dirà che è una scoperta non degna di un colto gesuita.

Per riempire le banche ( comprese quelle vaticane), si sono svuotati i granai, per secoli, e  il socialismo reale alla Gorbaciov è anche fallito perchè nessuna banca mondiale faceva credito alle vuote casse dell’Unione delle Repubbliche sovietiche socialiste.

In questi giorni in Italia si assiste alla polemica furibonda su banca Etruria e sulla Boschi,ministro delle riforme che avrebbe fatto pressione per salvare la banca del papà.

Quando vedo i normali cittadini che si costituiscono parte civile per i soldi persi, ricordo con rabbia quello che capitò ai miei familiari che persero i risparmi nella vicenda del Banco Ambrosiano, dove la Chiesa deviata sulla strada dello sterco del demonio, ne combinò di tutti i colori. ( Marcinkus, il banchiere di Dio).

D’altronde la crisi mondiale nel 1929 iniziò con il crollo delle banche, e quella del 2008 pure, con il fallimento della Lehman Brothers.

Quello che fa veramente schifo, è come reagiscono  i ricchi capitalisti, i motori del sistema,  agli scandali delle loro banche che vendevano e vendono spazzatura ai clienti.

Ho visto il ghigno di Zonin, quello dei vini, quello della Banca di Vicenza, che andato in commissione a testimoniare sul crollo della banca territoriale,  se ne è uscito con il sorriso di chi pensa,” io so’ io e voi non siete un cazzo”, per citare il Marchese del Grillo.

Le banche  sono veramente il braccio armato della delinquenza capitalista, della violenza e della selezione darwiniana: ma poi come facciamo a pagare le bollette della luce e a ritirare li stipendio, se lo abbiamo?.

Socializzare le banche o nazionalizzarle vorrebbe dire raccogliere i morti nelle strade; più che i conti correntisti i beneficiari della rivoluzione sarebbero i becchini. come succede nel film “Per un pugno di dollari”.

Il Papa però ha ragione.

Tra un migrante da salvare in mare e una banca sprofondata in un mare di guai, oggi si sceglie la banca.

L’ inno è chiarissimo: per i miseri implora perdono per i banchieri implora pietà.

Regalati un Natale, leggere non fa male

E book short story

PIERLUIGI RACCAGNI

ARMAGEDDON

EUROPA DUEMILA……

Era pesante l’atmosfera di quel lontano dicembre.

Ora che rammento posso dire che l’ho scampata bella.

Quell’anno, quando l’eurozona è implosa, se qualcuno lo ha scordato, è scoppiata la guerra civile .

Fu proprio l’annuncio della chiusura delle banche e del crollo della Borsa a far degenerare la situazione.

Poi ci fu il colpo di stato, la caccia al nero, ma andiamo con ordine.

Mi trovavo in centro  dalle parti della Università.

Avevo preso la buona abitudine, una volta andato in pensione, di visitare le biblioteche del centro per leggiucchiare un po’ di tutto senza passare per quella degenerazione della lettura on line, dove tutto sembra già stato scritto e letto.

Bene, uscendo dalla Università e andando verso la piazza del Duomo scorsi una marea di persone che si accalcavano contro le vetrate di una banca, erano rabbiose.

Volevano ritirare i propri soldi perché la televisione aveva annunciato il fallimento di quasi tutte le banche di investimento.

” C’era da aspettarselo” mi disse un signore che guardava la scena con lo sguardo perso nel vuoto, “ non si poteva che finire in questo modo”.

Dissi. “ secondo Lei, di chi è la colpa?”

“Dei comunisti, ovvio”, e si mise a ridere, ma intanto alcune lacrime gli riempivano gli occhi. “non è che le sia morta una persona cara, trattasi solo di soldi”dissi.

“ Fa bene lei a pensarla in questo modo, si vede che è una persona che ha studiato e che quindi sa ragionare nei momenti drammatici”, rispose.

“Ma no dissi, è che, in tutta confidenza, io non ho granchè da perdere”.

“Io invece sì, fece il mio interlocutore, …dovevo ritirare dei soldi per mandarli a mia figlia, vive in Sudamerica, ha bisogno di liquidità. Come si dice.Non so in che guaio si è cacciata”.

“Non si preoccupi. risposi, “i giovani se la cavano sempre, anche se sono abituati al suicidio morale per troppo consumo”.

Il mio interlocutore era un uomo dall’apparenza signorile,un poco fuori dagli schemi, diciamo demodè.

Era austero, imponente, anche se aveva la faccia impaurita di un bambino che ha perso la mamma in mezzo alla folla.

Stava attento a dove metteva i piedi, camminava con la paura di cadere, di finire schiacciato da quella folla urlante che invocava sangue e morte a tutti i privilegiati, borghesi o no o benestanti presunti tale.

E’ che davvero il mio compagno d’avventura sembrava un borghese, anzi un banchiere, talmente era vestito bene con elegante sobrietà: cappotto di cammello, completo blu di lana, scarpe nere con fibia, quasi perfetto.

Io potevo risultare il suo lacchè, un maggiordomo che accompagna il padrone a prelevare i soldi, a fargli da guardia del corpo, da cane da guardia contro gli scalmanati che volevano farla finita con il mondo intero.

Invece il vero signore ero io, al suo confronto.

Ero un pensionato sicuro con gratifica da impiego pubblico, lui invece senza tanti fronzoli si presentò come chauffeur, autista privato.

“ Sono Aldo, mi disse”

“E io sono Piero, risposi, “filosofo divulgatore in pensione”.

“Bene signor Piero, adesso si ricorderà di me?

“Perché dovrei, signor Aldo?”

“Come non si ricorda, prof,tutti quei pettegolezzi, quelle dicerie, quelle panzane sulle notti folli del Presidente nella sua lussuosa dimora in riva al mare….quelle ragazze..che facevano a gara per entrare nelle grazie dell’uomo più potente e ricco del paese. non mi dica che non ne è al corrente..”.

“Sì, ho in mente, ho letto varie volte con immensa tristezza la fine ingloriosa di quel povero vecchio che sbavava per le minorenni”.

Sì ma lei, signor Aldo che cosa c’entra?

“Appunto le dicevo…io sono Aldo, l’autista quello che si occupava di procacciare la merce al padrone… scusi il cinismo, come le ho detto ho anch’io una figlia, quindi non mi permetterei mai..ma così mi hanno descritto quegli idioti di giornalisti, lacchè veri di altri padroni”.

“Adesso rammento, signor Aldo”, risposi

“Lei è l’autista fedele, un padre spirituale,l’uomo che conosce la giusta strada, non quella stradale, ma quella della vita e della redenzione dal peccato..”

Aldo rimase male, molto male.

Distolse lo sguardo bruscamente, ma parlò in modo normale, senza tutte quelle solenni dichiarazioni che vogliono far sembrare la propria esistenza quasi unica in confronto alla banalità generale.

“Vede, signor Piero, la sua ironia corrosiva, mi fa male. Lei non può giudicarmi, così su due piedi, come fossi un pover’uomo, non le permetto….

Mentre parlava arrivò fra i suoi piedi una bottiglia che doveva essere una molotov fatta lì al momento. La fiammata si spense subito, la giornata era fredda, quella vampata non era stata poi così male per due tangheri come noi in mezzo alla rabbia di tanta gioventù bruciata.

“L’effetto che tale  evento ha avuto e avrà sulle persone sarà decisivo”, riprese il signor Aldo.

Lasciammo il luogo dei disordini.

Nonostante quelle mie stupide e avventate parole, determinate più dalla rabbia e dal rancore che da una reale insofferenza verso Aldo, l’autista sembrava non mi serbasse disprezzo.

Anzi, inaspettatamente, sempre camminando con attenzione perché arrivavano in centro cortei da ogni angolo della città, ricominciò a parlare con me come se nulla fosse accaduto.

“Mi dica, signor Piero, l’ascolto volentieri”.

“Vede, signor Aldo, lei è una persona veramente gentile.Ma credo che abbiamo poco da spartire”.

Come fa a dirlo signor Piero?

“Io non ho mai avuto bisogno di seguire un padrone per guadagnarmi la pagnotta, tutto qui, non ho bisogno di ripensare alle incertezze della mia vita per assicurare la sua buona fede, le parlo con sincerità, signor Aldo, tutto qua”.

“Forse non ha mai avuto la forza di lasciare il suo impiego sicuro,la sua malinconica giustificazione esistenziale, quella di essere al servizio degli altri, dello stato e non di un solo e famigerato padrone”.

Non mi toccarono quelle parole, Aldo era simpatico ed esplicito. Quelle parole non mi toccarono perchè mi ero sempre chiesto se quello di insegnare filosofia non era uno scudo protettivo troppo facile, discettare sulle vite altrui, è molto più facile che fare i conti con la propria. C’ero abituato, Aldo me lo aveva solo rammentato una volta di più.

“ Il servo obbligato a lavorare per il padrone sembra condannato ad una condizione di eterna inferiorità e sudditanza, questa però è solo la realtà apparente.”.

“Vada avanti, signor Aldo…..

La prego…..”

“La sudditanza, il non avere possibilità di sviluppo e crescita da parte del servo è solo la realtà apparente, nella realtà vera le cose stanno diversamente.

Costretto a compiere il lavoro che il signore non svolge il servo diventa una figura dominante, perché è il solo a saper fare la cosa di cui l’altro ha bisogno per essere se stesso, inoltre con il lavoro il servo impara tecnica ed esperienza.così alla fine il servo diventa padrone del padrone e il padrone servo del servo”…

Mi fermai battei le mani, la figura storica di servo padrone della Fenomenologia dello spirito di Hegel sulla bocca di un servo in carne ed ossa era semplicemente la constatazione dell’identità fra razionale e reale dell’hegeliana ragione.

“Bravo signor Aldo, conflitto, lavoro emancipazione,.non è che lei è un marxista travestito”?

Tutto questo agitarsi intellettuale avveniva nell’androne di un  portone dove ci eravamo rifugiati

La depressione in Italia era stata tremenda, il dissesto finanziario più grave degli ultimi cento anni.In più da noi c’era quella inettitudine ad affrontare la situazione da parte dei governi che si erano succeduti.

Avevi voglia di pensare che gli italiani danno il meglio di sé quando sono in difficoltà,era diventato uno stereotipo al quale nessuno credeva più.

“ ognuno per sé, Dio per tutti” era il motto comune.

Dopo che la Gran Bretagna era uscita dall’euro, dopo che la Grecia era quasi fallita, dopo che le sinistre si erano sfasciate in tutta Europa, la destra chiamata populista era diventata un’organizzazione di massa.

L’Italia alla fine era uscita dall’euro, l’inflazione era andata alle stelle, i salari reali si erano ridotti,l’inflazione cancellava interi patrimoni, Miseria e risentimento dilagarono in tutto il paese.

Ora al potere in Germania c’era un signore che si atteggiava a nuovo Fuhrer.

L’Armageddon era iniziato.

Fine.

Quando i comunisti mangiavano i bambini, i Cinque stelle mangiavano caramelle…

Che non sia d’accordo per nulla con i Cinque stelle, per chi ha la pazienza di leggere solitamente il blog, è un fatto risaputo.

Dire che sono gente che non ha mai lavorato, nè fatto niente nella vita, cioè dei falliti è una calunnia e una diffamazione verso persone che hanno solo il demerito di voler mandare via la vecchia classe dirigente con una rivoluzione” liberale”.

E’ la rivoluzione liberale,infatti, che suona come una bestemmia in un cimitero, sia che la riproponga Berlusconi che…Di Maio.

La destra liberale italiana made in Berlusconi pensiero, ad esempio, non ha mai avuto nulla a che fare durante i suoi governi  con i liberali tedeschi di oggi.

Tanto per parlare chiaro: della Merkel puoi dire che sia una nostalgica di Otto Von Bismarck, una erede della Germania uber alles,  e che  ne abbia fatte di tutti i colori alla Grecia e pure all’Italia, ma non è una reazionaria.

E’ una signora di grande intelligenza politica, una democratica cristiana, una donna che,quando è stato approvato il matrimonio gay in Germania, ha dichiarato che lei non era d’accordo, ma era contenta per il popolo tedesco che aveva meno motivi di contrasto.

Io non la voterei mai, sono d’accordo in pieno con la Linke, ma in Germania e in Europa tutti la rispettano.

In Italia la quasi sicura coalizione vincente alle prossime elezioni politiche, si basa su tre destre.

La destra radicale che va da Salvini a Meloni: anti immigrati, anti europea, anti – liberale, in senso sociale.

Coinvolge anche   cattolici integralisti e antipapisti, flirta con  destra americana trumpista e sciovinista.

Poi c’è la destra vitalistica, idealista e romantica come Casa Pound, Forza Nuova, è quella nazi – fascista.

Poi c’è quella dell’ex cavaliere: liberali con portafoglio altrui,  cattolici di destra anti modernisti,conservatori di lobby pubbliche e private.

Non è conservatrice, è anche moderata e democratica in componenti di minoranza, ma è reazionaria, nel suo insieme contro la sinistra. Il basso ventre culturale, come visto in questi anni, ha fatto il resto populista.

Il Cavaliere che per anni ha blaterato contro la Merkel, rea di aver ordito un colpo di stato contro di lui nel 2011 insieme ai francesi, oggi si è avvicinato alla cancelliera tedesca, non svincolandosi dal patto con la destra estrema.

Questo per spiegare che  paragonare i Cinque stelle ai comunisti del 1994, da parte di un liberale come Berlusconi, visto che pure Di Maio è un liberale, è una forzatura che nasconde le paure del Cavaliere: quelle del giustizialismo pentastellato per il conflitto d’interessi, ad esempio.

Nonchè la mancanza d’esperienza della classe dirigente grillina.

Lo spettro comunista di Berlusconi, del 1994 fu una costruzione ad arte per spaventare la maggioranza silenziosa degli anticomunisti.

I bambini che si mangiavano i comunisti, ora sono diventati i Cinquestelle i cui leader, per ragioni anagrafiche,durante la guerra fredda del secolo breve,  mangiavano caramelle.

Ma la rivoluzione liberale, tutti lo sanno, in Italia è quasi impossibile, perchè mancano le basi della democrazia liberale.

Prima fra tutte: il funzionamento civile dello stato sempre visto come diligenza da assaltare,( vedi vitalizi, corruzione,spese inutili,burocrazia ecc).

Se i Cinque stelle vogliono fare una sana pulizia morale, politica,istituzionale, è un bene per tutti.

Però dovrebbero ricordare un particolare, non da poco.

Gobetti, che scrisse la Rivoluzione liberale,  fu picchiato a morte dai fascisti.

 

 

 

12.12.1969 Piazza Fontana. Quella strage fu l’inizio della guerra contro il movimento operaio e gli antifascisti. Quel Muro di omertà che ha protetto i mandanti non è mai caduto. Vero, reazionari del terzo millennio?

Cancellate gli anni  Sessanta e Settanta dalla temporalità della storia!.

Questo sembra, nel giorno dell’anniversario di Piazza Fontana, il motivo dominante di certa stampa  sedicente liberale, ma nei fatti collusa da sempre con la criminalità anticomunista.

Nella varie ricostruzioni storiche di questi giorni sul pericolo fascista si sente citare di tutto, meno della strage per eccellenza che diede il via a quella che poi, Giorgio Bocca, chiamò “la guerra civile strisciante” degli anni settanta.

Il terrorismo, per la pancia sovranista e somarista dell’oggi, fu solo quello della sinistra estrema, dai gruppi extraparlamentari, alle Brigate Rosse, dall’autonomia operaia a Prima Linea.

Dello stragismo fascista, delle uccisioni organizzate dai fascisti, delle coperture istituzionali delle bande anticomuniste e antidemocratiche si è persa traccia, nella ricostruzione storica.

Quando si parla del fascismo di oggi, infatti, si fa riferimento addirittura al ventennio di Mussolini, alla repubblica sociale italiana.

Mai all’Msi di Almirante, a Pino Rauti, a Ordine Nuovo, Ordine nero,Rosa dei venti,generali golpisti,collusioni fra mafia e terrorismo nero ampiamente documentata in sede giudiziaria.

E’ evidente che non può tornare il fascismo, come in Germania non può tornare il nazismo, ma in questo ultimo anno, dopo le elezioni di Trump, tutto il luridume antidemocratico è imploso in tutti i paesi occidentali.

Chi non riconosce questo, è oggettivamente disonesto intellettualmente.

Non si può dire che, ad esempio, la manifestazioni di Casa Pound, Forza Nuova e Lega non abbiano affinità culturale con il nazismo.

Hitler non odiava gli ebrei, li considerava una malattia, un cancro da estirpare.Insieme ai comunisti.

E per essere più chiaro,quando invase l Unione Sovietica, dichiarò che il comunismo e il giudaismo erano i mali del mondo, la barbarie contro al civiltà.

La difesa delle nostre tradizioni, della nostra religione, della nostra “polenta e pizza” passa per il verbo della destra radicale, che ogni giorno sostiene che il problema degli italiani “non sono i fascisti”, ma la quantità di popolo che vive dentro la soglia di povertà.

E’ nientemeno che il verbo hitleriano, del socialismo nazionale, ( non è un’esagerazione, basta sapere la storia a livello manualistico).

Solo che HItler e il nazismo erano il male assoluto, qui rischiamo di trovarci davanti a tagliagole di periferia.

La manifestazione di Como è stata il minimo che le autorità della repubblica potessero fare.

Non basta.

Ci vuole un’Intifada della democrazia, della solidarietà, della libertà, dei diritti del lavoro contro i fascisti e i padroni che li proteggono.

Il dna della reazione non cambia mai.

 

 

 

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ECCEZIONALE stupidità:” Gli italiani sono quelli con la pelle bianca….”

La presunzione, porta inevitabilmente a cadere nel buco del cesso dell’ignoranza.

Ci cade spesso  Matteo Salvini che vorrebbe fare di mestiere il presidente del Consiglio dell’ottava potenza industriale del mondo, l’Italia.

Oggi in piazza S. Apostoli, durante la manifestazione contro lo ius soli, ha dato i voti ai migranti.

“Intanto gli italiani hanno la pelle bianca”, gli immigrati regolari sono anche loro italiani, se si comportano bene ecc.

Credo che una simile testimonianza di razzismo qualunquismo meriti una pagina speciale.

Dopo aver denunciato il fotomontaggio che lo ritrae con bavaglio alla bocca, con tanto di sfondo del drappo delle Brigate Rosse come fosse un prigioniero del popolo anni  settanta, continua a vezzeggiare con il nazi – fascismo.

Non è stata una cosa bella il post, ma come direbbe la Mussolini, è una ragazzata che non fa male a nessuno…

Sul biotestamento,poi, il parlamentare europeo, ha snobato  il dolore e la sofferenza, dell’accanimento  terapeutico, dicendo che sono problemi dei morti: è  una stupidità di rara bellezza.

Anche l’orrido, insegna Kant, ha un certo fascino estetico.

Salvini, un morto che cammina sulla melma dell’insipienza, che frequenta cimiteri dello spirito, è un bravo ragazzo senza speranza.

Noi del blog gli auguriamo tutto il bene possibile, ma fuori dall’Italia, fuori da un contesto di civiltà democratica.

Non si può stare in un paese che è dotato di una Costituzione antifascista con atteggiamenti da bullo di periferia, riguardo i migranti.

Nemmeno si può avere un atteggiamento mafioso omertoso riguardo al nazismo risorgente in tutta Europa e in Italia, che oltre la pizza ha inventato il fascismo.

“Libero,” la “Verità” il “Giornale”, giornali della democrazia reazionaria anticomunista, insistono nel minimizzare: sono solo asini che tirano calci a leoni feriti.

Secondo questi individui i centri sociali sono più pericolosi dei fascisti, ecco che la zona grigia afascista,negazionista, culturame della peggior specie, ha trovato il modo di conquistare la paura di centro.

Il fascista Almirante,perlomeno, veniva da un passato che aveva una grandezza mitologica perversa, era la materializzazione  di un male universale, ontologico, ideale, criminale.

Era un gigante politico del nazifascismo, sulle spalle di un nano fascio – qualunquista: il nostro Matteo.

Salvini, con le sue battute sul fascismo e sugli immigrati, denuncia il nulla quotidiano di tempi tristi, all’insegna della cattiveria.

 

 

 

 

 

 

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