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La Storia sono Loro

– storia e storie della democrazia –

“Sweet home Alabama”: i domiciliari al killer del sindacalista Usb Soumalia Sacko

Questione di razza, di classe, di pelle scura?

La notizia che il killer del 29enne giovane del Mali Soumalia Sacko, in Italia con regolare permesso di soggiorno, sindacalista Usb, sia stato messo agli arresti domiciliari dopo essere stato condannato a 22 anni di carcere, risulta al momento meno importante dell’ultimo libro di Fabrizio Corona.

L’omicidio avvenuto a Vibo Valentia il 22 giugno del 2018 è figlio del clima del fascio – leghismo salviniano imperante in quel periodo di governo giallo verde contro gli immigrati e i migranti.

La corte d’Appello di Catanzaro, che aveva emesso la condanna manco dieci giorni fa ha concesso, su istanza degli avvocati difensori, gli arresti domiciliari ad Antonio Pontoriero; l’omicida, con tanto di braccialetto elettronico, non può fuggire, nè alterare le prove, nè reiterare il reato…

Il Pontoriero,i braccianti africani, li denominava ” li niri”.

Il povero ragazzo era stato ucciso mentre raccoglieva dei pezzi di lamiera sul terreno dell’assassino per costruirsi un baracca nel vecchio ghetto di S. Ferdinando.

E’ ovvio che Soumalia, contadino proletario, ricorda le centinaia di contadini italiani uccisi nel Sud Italia dai mafiosi, dai guardiani del latifondo, dalla polizia alla fin degli anni quaranta del secolo scorso.

E’ forse evidente che se fosse stato di razza bianca, iscritto magari ad un sindacato confederale o autonomo corporativo la vicenda sarebbe andata diversamente, soprattutto per quanto riguarda la reazione dell’opinione pubblica liberale, democratica, politicamente corretta, bla, bla, bla…

Gli amici e i compagni hanno gridato che Soumalia è stato ucciso due volte, gli avvocati dell’Usb hanno fatto ricorso,lo sdegno è grande, la decisione del tribunale incomprensibile, ma forse non per tutti.

Quello che è sicuro è che il sindacato Usb, che raccoglie i diseredati di tutti i colori, anche grazie la militanza di Aboubakar Soumahoro, non ha la forza dei sindacati Cgil, Cisl, Uil.

Però in questo caso come in altri Landini,Furlan, Bombardieri potrebbero pure fare qualche rimostranza solida per il trattamento riservato ad un “collega“.

Sarebbe stato il minimo sindacale.

Ma la competizione sindacale è un business come quella elettorale…..e le tessere non sono dettagli trascurabili del marketing.

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I generali dell’antipolitica:mafia,voto di scambio,zero senso dello stato,altro che 5stelle

Governo e opposizione alla ricerca di un centro di gravità permanente…..

In una tragedia come quella in atto i morti causa Covid si contano a migliaia. La situazione economica, soprattutto per i non garantiti, i lavoratori precari e poveri, o quelli senza contratto, quelli in nero, quelli che campano di lavoretti, non certo la borghesia sporca che piange miseria dopo aver fatto soldi a palate portandoli in paradisi fiscali, è drammatica. Eppure il politicume al ribasso dei partiti va avanti come se nulla fosse: senza un progetto, una strategia, un colpo d’ala liberatorio della monnezza parolaia di alleanze fittizie e interessate. A proposito Ilvio Diamanti su Repubblica sottolineava che il grande centro, quello che una volta era la roccaforte della Democrazia Cristiana, in pratica non c’è più. Tre giorni dopo l’istituto Cattaneo ribadiva che con la crisi dei Cinque stelle si va verso il tradizionale bipolarismo centro destra, centro sinistra. Contraddizioni di sondaggisti, tutte ipotetiche, ma da tenere in considerazione. Anche se le grandi manovre in tempo di Covid lasciano il tempo che trovano, poichè gli artifici di palazzo sono meno importanti quando si rischia la pelle, la salute, la borsa della spesa, la depressione per angoscia del futuro, prenotarsi un posto al sole nella contesa del consenso elettorale va sempre bene. Alcuni politici fingono di essere scacchisti che giocano con intelligenza e determinazione la politica parlamentare, in realtà fanno il gioco delle tre carte. Così Italia Viva di Renzi, + Europa della Bonino e Azione di Calenda, tutti insieme a quasi un dieci per cento di suffragi, ogni tanto impallinano il governo Conte per le mancanze su salute, scuola, dpcm confusi…. In effetti si accingono all’operazione cara a Craxi nella prima Repubblica: fare l’ago della bilancia fra destra e sinistra ( ai tempi era fra Dc e Pci). Un centro che guarda a sinistra, ma non è chiude a Forza Italia. C’è anche l’ipotesi che Pd e Cinque Stelle tengano il patto di legislatura nonostante la guerra interna di Casaleggio versus di Maio, Diba contro Crimi etc.; agli stati generali, infatti, ha trionfato la lotta tra correnti in stile democristiano doroteo. Lega e Fratelli d’Italia all’estrema destra , oscillano fra la voglia di collaborare con il governo con il contagocce e la tensione verso nuove elezioni che loro stessi sanno non ci saranno a breve. Solo Forza Italia, sempre timidamente, cerca di assemblare al centro il moderatismo elettorale, proponendo un tavolo con il governo per la manovra di bilancio del 2021. Così anche l’estrema destra da un po’ di tempo ( Giorgetti e Meloni) guarda al centro ( destra) con più convinzione di prima, Salvini sproloquia di rivoluzione liberale. E’ tatticismo da operetta: il segreto di Pulcinella è che in un periodo di fame per fare il rivoluzionario di destra devi avere il carisma dei duci del fascismo e del nazionalsocialismo autentico. Oppure i miliardi di Trump, non certo le felpe di Salvini. In Europa, l’estrema destra italiana sbarcherebbe volentieri nel Ppe. La connotazione radicale alla Visegrad, no Europa, no migranti, no euro, no diritti civili ( vedi Polonia e Ungheria e il Recovery Fund) sono termini che non attraggono più nessuno. Se non hai le istituzioni europee vicine non puoi spendere in debito, fare manovre finanziarie, anticipare fondi di emergenza. Il centro è diventato l ‘ombelico del mondo. Sperare che a tarda primavera arrivino i fondi della Next generation alias Recovery plan,alias Recovery fund, per provare a spegnere l’incendio della crisi, è interesse universale: l’Italia è una e indivisibile solo fino a quando si cercano i soldi. Poi quando si tratterà di riceverli e investirli ci si troverà davanti all’Europa delle nazioni, delle regioni, delle province, dei paesi, dei borghi, dei quartieri, dei condomini. Insomma a garantire l’equilibrio del sistema dovrebbe essere il vecchio bipolarismo a sistema maggioritario, dove la destra della sinistra si bilancia con la sinistra della destra. Con un centro che detti la linea del buon senso, commestibile anche al futuro presidente della Repubblica. Ps. per la sinistra a sinistra del Pd, radicale per quello che rimane, c’è solo un posto a traino del Pd.Mi sembra
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L’impazzimento cromatico frutto del Covid…e del virus tribale corporativo…

In attesa di un’alleanza nazionale contingente per quanto riguarda la manovra di bilancio del 2021 infuria la lotta politica fra i partiti, fra le corporazioni, fra i potentati della classe che deve dirigere tutto: quella padronale.

La cosa certa è che la battaglia dei tre colori con le varianti del day by day ( anche Toscana e Campania da ieri sono in zona rossa) non è uno scivolone nel mondo del pressappoco.

Se le motivazioni scientifiche dei provvedimenti possono essere opinabili, le cause extra sanitarie della soluzione cromatica sono variegate.

Sembra che la lotta delle varie tribù nazionali, che più che contendersi la corsa verso la vittoria finale sul virus non smettono di confrontarsi sul riposizionamento in chiave di consenso elettorale, politico e pure sindacale, abbia preso il sopravvento su alcune scelte.

Perchè il virus, pur tremendo, può fermare il reddito di milioni di persone, ma non deve intaccare gli interessi economico – politici delle lobbies e delle confraternite.

La vita continua, le corporazioni rimangono e stanno in trincea nella difesa del proprio territorio che non riguarda solo regioni, comuni, quartieri, zone,ma pure tutti i tickets colorati del potere.

Così l’ottimo ministro della Salute Roberto Speranza ha riconfermato Giuseppe Zuccatelli, commissario alla sanità della regione Calabria, che malediceva le mascherine con linguaggio da bar e ora si è beccato il virus ( auguri di pronta guarigione).

Lo Zuccatelli aveva preso il il posto di Saverio Coccitelli, generale dei carabinieri prestato alla Sanità, che ha affermato pubblicamente che lui di Covid non sapeva nulla

Per poi dire che forse era stato drogato durante l’intervista ( auguri di pronta guarigione).

Zuccatelli è in quota Leu, come il ministro della sanità Roberto Speranza.

Gino Strada, a cui era stato offerta la gestione della sanità calabrese, ha risposto prontamente che all’onore per l’incarico non voleva fosse aggiunto l’onere della identità governativa: nessuna risposta.

Vincenzo De Luca, sceriffo con stella cadente, presidente della Campania ha dichiarato che la zona rossa nella sua regione è frutto di sciacallaggi dei media e dei ministri; è difeso da Nicola Zingaretti.

Giggino Di Maio a sua volta difende sempre Lucia Azzolina, ministra istruzione, il Giornale difende il professor Zangrillo sempre,Salvini difende Trump e se ne frega dei 220.000 morti di Covid negli Usa.

Non solo non c’è unità nazionale, ma il primato della dialettica democratica è lasciato alla sola lotta fra sigle di marketing politico: sperando di arrivare vivi a marzo per poter votare i sindaci di Milano e Roma….

Non mi sembra, poi, che ci siano state particolari osservazioni da parte del Pd sull’operato della ministra dei trasporti Paola De Micheli che non sembra godere di buona stampa e opinione dopo che ha portato all’8o% la capienza sui mezzi pubblici, ora ridotta al 50% a furor di popolo.

Infine fra Carlo Bonomi e Maurizio Landini sfida alla western spaghetti: sembra scorra sangue, in realtà è salsa di pomodoro.

Confindustria è disposta a firmare i contratti, ma non a prorogare l’illicenziabilità dopo la cassa integrazione, mentre il buon Landini non” vede ” l’autonomia operaia e proletaria dei meno garantiti.

E’ il grigio che trionfa anche se il rosso storicamente è il colore della rivolta.

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Sceriffi e sedicenti governatori: no all’anarchia feudale anti-stato delle Regioni…

Il professore Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera ci invita a tornare alla Costituzione in vigore dal 1948 fino al 2001.

In quell’anno il centrosinistra, per dare un contentino al localismo bossiano che blaterava sulla indipendenza della Padania, riformò il Capitolo V della Costituzione in materia di autonomia regionale e locale ( vi fu anche un referendum confermativo).

Invece di snellire e facilitare il rapporto fra centro e periferia, invece di incentivare il senso delle istituzioni anche sui territori la riforma è diventata un macigno burocratico, un groviglio di interessi fra regioni e governo che da anni ha palesato anche supponenza, arroganza, clientelismo, malaffare in varie istituzioni locali.

In queste ore tragiche, più di 1.500 morti in tre giorni per Covid, il tratto distintivo di molti sedicenti governatori che di questi tempi si sono fatti paladini della salute dei propri corregionali, è stata la polemica e il gioco del rimpallo delle responsabilità con il governo, che certamente non manca di colpe, ma che in questo momento ha bisogno di compattezza di intenti della classe politica.

Senza dare pagelle, che non ci spettano, tutta l’opinione pubblica però è allibita davanti alle risse fra De Luca e De Magistris sulla situazione a Napoli.

Il reggente della Regione Calabria, dopo la morte della povera Iole Santelli, certo Antonino Spirlì, ha candidamente dichiarato che lui non sa cosa farsene di un medico come Gino Strada, famoso in tutto il mondo per il suo lavoro con Emergency.

E che dire di Emiliano che chiude le scuole al di là delle disposizioni del ministro della pubblica istruzione, di Fontana che non ha fatto molto per le Rsa lombarde, di Solinas, quello delle discoteche in Sardegna, per non parlare del Toti darwiniano.?

L’autonomia regionale è una mangiatoia di denaro pubblico, tutti i partiti corrono a rivendicare la grande funzione delle Regioni nell’amministrazione della cosa pubblica, quando le cose vanno bene.

Se non che nella prima ondata di marzo – aprile alcuni di questi governatori avevano trovato nel regionalismo non colpito dal Covid il modo di farsi rieleggere: sembravano aver trovato il pozzo senza fine del proprio potere.

Ora che il virus nella sua pericolosità semina morte in tutta Italia non hanno voluto assumersi responsabilità che il governo centrale aveva loro demandato per legge.

Ecco spiegato l’ostruzione localistica verso i colori delle regioni, il darsi da fare per non chiudere un negozio per poi gridare che la sanità locale è allo sfascio perchè la gente è lasciata in macchina con bombole ossigeno.

I ritardi del governo Conte, sono gli stessi dei governatori delle regioni, rimpallarsi il disastro è demenziale e non aiuta i cittadini allo stremo.

In tutto il mondo c’è una ” Roma Ladrona”, ma in periferia il feudalesimo è magari superato dal senso dello stato.

Il macello di parole, di rivendicazioni disperate, di qualunquistiche critiche al governo centrale, come se alcune regioni non fossero esse stesse parte della mala politica, dimostra il detto che la vittoria ha tanti padri, ma la sconfitta è orfana.

Forse davanti all’anarchia stracciona di improvvisati feudatari è meglio il centralismo autorevole dello stato. senza che questi diventi un Leviatano.

E ancora meglio è l’autonomia dell’associazionismo cattolico virtuoso. dell’antagonismo cosciente, del volontariato, delle ong, dei gruppi di lavoro autonomi, delle donne e degli uomini di buona volontà..

Finisco sempre così:

Senza se e senza ma..

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No mask, riduzionisti, negazionisti, stupidi qualunquisti: dove siete finiti?

Il sapiente sa quello che dice, lo stupido dice quello che sa”

Il motto della tradizione rabbinica citato dal teologo Gianfranco Ravasi nell’intervista di Walter Veltroni sul Corriere della Sera ha il sapore dell’attualità: era Croce che diceva che la filosofia è attualità..

La stupidità, nel senso della lentezza del comprendere, è quella che avvolge ancora chi rifiuta la mascherina, chi ha guardato e guarda il colore delle Regioni in tempo di pandemia per schierarsi a destra o a sinistra.

E la stupidità non arriva solo dalla plebe delusa e disillusa :Zuccatelli, uomo di sinistra, nuovo commissario della Calabria, ad esempio, non può essere difeso dal ministro Speranza dopo quello che ha dichiarato sull’uso della mascherina e del distanziamento.

Così come Briatore, Zangrillo, Sgarbi e altri personaggi pubblici sopra le righe dovevano perlomeno rispettare morti e malati della prima ondata ( scriverlo non stanca mai).

580 morti ieri, ospedali al collasso in tutta Italia, crisi delle terapie intensive, indisponibilità di posti letto non solo per il Covid, ma anche per tutte le patologie che hanno bisogno di interventi urgenti.

Bene, su questa tragedia, di questo si tratta, il maestro del pensiero filosofico padano Matteo Salvini, in questi giorni ha avuto la spudorata idea di ventilare che la Lombardia e la Calabria sono in zona rossa perchè regioni del centrodestra: mentre la Campania dello sceriffo De Luca ( incredibile nella sua sicumera) sarebbe stata in zona gialla dove il governatore è della parrocchia concorrente.

Oppure che le Regioni, ( 15 di centrodestra) a cui compete la Sanità, sono in crisi per la mancanza di risorse per colpa del governo centrale rosso giallo quando, è dimostrato, che molte regioni hanno soldi in cassa che non hanno speso ( 700 milioni la Calabria).

Senza contare che le regioni possono cambiare la bandiera dei tre colori ( rosso, arancione, giallo) a secondo dei 21 parametri del comitato scientifico sanitario… ( 5 passano da gialle ad arancione oggi…)

Insomma :tutti hanno fortemente sbagliato in questa seconda fase a prescindere dal colore politico, nessuno, come sempre, è del tutto immune.

Anche se, oggettivamente, la destra estrema ha fatto di tutto per negare l’evidenza del ritorno del virus, spinti dal partito delle discoteche di Briatore, e dai soliti padroni del vapore di turno.

Ora si tratta di salvare vite umane, non di andare a votare, si tratta di non mandare un paese in miseria ( per questo il governo sta facendo di tutto per non legiferare un altro lockdown), non di mettersi a fare i governatori americani nati in Italy.

Lo sbraitare nei talk show delle inique disposizioni politiche della scienza ha fatto saltare i nervi pure al bravo vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri, tutto fuorchè un virologo super – star presuntuoso, che da Giletti ha mandato a quel paese tutti quelli che non comprendono ( gli stupidi ) che siamo di fronte al più grande dramma della seconda guerra mondiale.

Storia vecchia, ma adesso che tutto è stato detto, scritto, visto sulla pandemia, la storia sta portando gli italiani allo sfinimento.

Ora et labora, prega e lavora…oppure lavora e taci.

In attesa del vaccino ci si vaccini contro la stupidità, nel senso della tradizione rabbinica.

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Completamente gratuito dal 9 al 13 novembre: 1939 Nazi – fascist attack on Europe, promemoria per i fascio – leghisti trumpiani

Una marea nera quella del Trump pensiero, altro che conservatori repubblicani.

Questi imputano ai comunisti il male del mondo, ai neri la sua impurità, alle donne la futilità capricciosa dell’aborto, ai gay la sua perversione: odio, razzismo, suprematismo bianco, come quello dei nazi che attaccarono l’Europa nel 1939.

In Italia i trumpiani doc sono in prevalenza fascio – leghisti, niente di male siamo in democrazia.

Ma sono spudorati bugiardi, hanno in sè un profondo malessere per le società aperte, solidali, socialdemocratiche, socialiste e libertarie

Regala questo omaggio a chi è antifascista, a chi non si ferma davanti alla pandemia del Male assoluto.

Questa è l’edizione inglese de” 1939 attacco nazi-fascista all’Europa” da 1939 – 1945 Il racconto della guerra giusta, vol I

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J. Biden e K.Harris alla Casa Bianca, il miliardario reazionario Trump non riconosce la vittoria…

Joe Biden, democratico prammatico, militante di lungo corso nel partito dal 1972, ha vinto le elezioni americane per la presidenza degli Stati Uniti con una montagna di voti mai vista nella storia degli States.

Nel discorso inaugurale il nuovo presidente ha fatto appello all’unità della nazione ,ha messo al primo posto la cura degli americani dal Covid e dall’odio pandemico della destra radicale trumpiana.

Niente di particolare, atto dovuto, Dio benedica l’America….

La reazione di Donald Trump che non riconosce la vittoria dell’avversario accusando Biden di brogli e che si ripromettere di dare battaglia legale in ogni stato e in ogni sede, drammatizzando la polarizzazione fra repubblicani e democratici, è la reazione di un fascista di nome e di fatto: manco Hitler non riconobbe la vittoria di Hindenburg nella Repubblica di Weimar.

Meno male che Biden, che comunque resta un democratico ex vicepresidente di Obama, ha scommesso su Kamala Harris, padre giamaicano e madre indiana, prima donna eletta vicepresidente della storia americana.

Harris ha portato milioni di elettrici afroamericane al voto, senza dimenticare che un ceto medio proletarizzato bianco questa volta ha scelto di iscriversi nelle liste elettorali anche attratti dalla carica prorompente di una donna pronta a dare battaglia sui diritti civili.

Ma i 70 milioni di voti presi da Trump fanno riflettere.

Nonostante il negazionismo del Covid,( vera tragedia americana), il ricorso a milizie armate suprematiste a controllare i seggi per evitare brogli ( cose appunto da colpo di stato), il razzismo, nella difesa “senza se e senza ma” delle violenze della polizia contro gli afroamericani in vari Stati, il miliardario affarista – immobiliarista e paranoico anticomunista è senz’altro il duce dell’Internazionale nera.

Ha preso il 48% dei voti in Usa, ma ha alle spalle un esercito planetario che è in cerca dell’uomo forte nel significato che le conferisce l’ estrema destra.

In Italia Salvini parla di zone rosse contro governatori di centrodestra come Trump parla di brogli.

Basta questo per capire con chi abbiamo a che fare: una marionetta che gioca a fare il Trump della Padania.

Insomma la sconfitta di Trump è un ottimo risultato, ma la reazione e il fascismo non sono mai stati così forti dal dopoguerra ad oggi.

Chi lo nega non vuole rendersi conto di quanto l’antifascismo e la democrazia siano valori assoluti.

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Usa- Anche i dittatori nazi fascisti erano popolari… come Donald Trump….

Anche se Trump non sarà rieletto per la seconda volta presidente degli Stati Uniti d’America la sua tenuta elettorale, nonostante le scemenze dette le nefandezze fatte, sta stupendo l’opinione pubblica mondiale.

Gli interrogativi sul rush finale per la casa Bianca, infatti richiamano in causa i motivi per cui i populisti miliardari ( vedi Mister B),Bolsonaro e adesso Trump sono così popolari e convincenti anche presso il popolo minuto.

E ovviamente si tira in ballo il populismo.

Ma rovistando nella pattumiera della storia quasi in automatico rammenti che Benito Mussolini era osannato negli anni trenta, quando mietendo il grano a petto nudo, insieme a contadini morti di fame, veniva considerato dalla povera gente rurale come un uomo del popolo, uno di loro insomma.

Non parliamo di Adolf Hitler, per cui votarono nel 1932 anche milioni di proletari che prima avevano votato comunista: fece un piano occupazionale basato su Burro e cannoni che ridusse drasticamente la disoccupazione nel III Reich.

Donald Trump con la sua esuberante arroganza, prepotenza, spregiudicatezza, si presenta con il rock dei Rolling Stones, o l’inno dei Marines, ha un carisma non indifferente anche presso quelli che lavorano nel carbone, nelle acciaierie, nelle miniere: è popolarissimo fra i latino americani che lo vedono come un ” Macho” tutto d’un pezzo.

Per cui, per restare nel contesto, non basta rinfacciare ai democratici americani di non aver un leader carismatico all’altezza del reazionario di turno.

Joe Biden, 78 anni, figlio di un venditore di auto, rappresentante democratico da 47 anni è semplicemente solo un uomo normale.

Ha il demerito di non alzare mai i toni e di essere una persona affabile: nel mondo della politica spettacolo è assolutamente un perdente.

Donald Trump sta mettendo in discussione le regole della democrazia americana, non vuole tener conto dei voti dei neri, carcerati, disabili che hanno votato in maggioranza per posta.

Ne fa di tutti i colori, Donald, per tentare di invalidare i voti.

E’ un personaggio che oltre ad avere il carisma del tagliagole, manifesta un ego da capriccioso miliardario viziato, un bullo di periferia che esalta la violenza delle armi, della discriminazione, del sessismo e del razzismo e dell’omofobia.

Ha però un grande merito: aver ridotto la tassazione alle grande imprese dal 35% al 21 %, prendendo per i fondelli i fedeli e poveri cittadini che lo votano .((Hitler e Mussolini sono stati i più fedeli servi del capitalismo tedesco e italiano).

Donald Trump, che non ha la statura criminale del Male assoluto, è simile ad un Berlusconi ( anche se Silvio è meno ricco e più anziano..) ad un Bolsonaro, a un Putin, tutti lo abbiamo capito da un pezzo.

Ma rischia di diventare famoso per aver aizzato le plebi a forzare le regole del sistema democratico americano a livello di guerra civile.

Tutti i ducetti che vanno per la maggiore sono sovranisti, nazionalisti, parafascisti, negazionisti e nemici dichiarati della democrazia illuminista e socialista.

Speriamo vinca il moderato Joe Biden.

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